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br. Un altro libro su Woody Allen? E perché no? Così avrebbe potuto rispondere il regista americano a chi gli avesse chiesto: un altro film comico? Un'altra commedia? Un'altra commedia amara? Un altro film intimistico o drammatico? Un'altra favola magica? Un'altra rivisitazione dei generi? Un'altra autobiografia in maschera? Con le debite proporzioni, questo non è un nuovo libro sull'intero cinema di Allen, è l'analisi dei film drammatici, dei suoi delitti senza castigo, insieme alle suggestioni del cineasta per la magia, le illusioni, i trucchi, indissolubilmente connessi alle pratiche delittuose dell'occultamento. Entrare nel cinema dei delitti-senza-castigo insieme a quello della magia-del-falso/vero di Woody Allen è come fare un viaggio, anche etico, nell'ironia dell'inconscio: la realtà si misura con l'illusione dell'immaginario restituendo una piacevole inquietudine, esaltata dall'arte geniale della sua narrazione visiva, che aiuta ad accettare di vivere nel cinismo irrazionale del tempo presente, anche con qualche impunita cicatrice morale.
Mm 140x220 Collana "Thesaurus Litterarum - Storia delle Letterature di tutto il Mondo" - Volume rilegato in piena pelle rossa con titolo e fregi al piatto e al dorso, 278 pagine con indice dei nomi e bibliografia in chiusura. Copia ottima. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
In 24°(11x6,5); (7), 52, (12), pp. Brossura editoriale illustrata in carta pergamena, con cornice e titoli in rosso e nero, fregi con putti e stemma dell'editore al piatto anteriore e al dorso. Ritratto di Macdonald in antiporta in bianco e nero. Testatine incise in rosso. Firma e coeva in frontespizio. Capilettera incisi. Esemplare in barbe. Volume elzeviriano appartenente alla collana: Medaglie, stampato su carta filigranata: AMOR ET LABOR VITAST. Esemplare in buone ottime condizioni di conservazione. James Ramsay MacDonald (Lossiemouth, 12 ottobre 1866 – Oceano Pacifico, 9 novembre 1937) è stato un politico britannico. Membro dapprima del Partito Laburista Indipendente, nel 1906 fu tra i fondatori del Partito Laburista inglese, del quale divenne leader nel 1911. Fu Primo Ministro del Regno Unito in tre governi. Dal 22 gennaio al 4 novembre 1924 guidò un governo interamente laburista (il primo della storia inglese), dal 5 giugno 1929 al 24 agosto 1931 fu di nuovo a capo di un esecutivo laburista, mentre da questa data fino al 7 giugno 1935 fu a capo di una coalizione di unità nazionale.
ill., br. È l'India di Shiva figlio del diluvio, dello sguardo di Parvati, di San Giorgio col drago e Zarathustra. È un'India di templi, tori ed elefanti in pietra, un'India di alberi e capre parlanti, di uomini del risciò giocatori di scacchi, di vecchi reduci da un Mental Hospital, di guardiani indu-comunisti del Kerala, di misteriose francesi. È l'India di Dario, che poi nella vita avrebbe fatto il filosofo, e di Pietro, che già allora era pittore.
in-8°, pp. XVI-352. Bross. edit. con picc. guasti al dorso. Tracce del tempo e d'uso.
2 Bände (von 3). Gr.8° (ca. 25 x 19 cm). 92; 143 Seiten. Original Englische Broschur mit illustriertem Deckeltitel. Einbände gegilbt, lichtrandig mit Gebrauchsspuren und Randläsuren, Seiten papierbedingt gegilbt und lichtrandig. Insgesamt noch guter Zustand. Umschlag-Zeichnung: Juro Kubicek. Mit Texten von Nathaniel Hawthorne, Paul Bowles, Henry Miller, Georg Christoph Lichtenberg und anderen.
12°, al front. ed infine la stessa marca tip. della gatta, fregi ed iniziali ornati, dedica a Scipione Feramosca, front. rinf. con mancanza marginale, macchie alle prime ed ultime cc., piccola mancanza alla parte sup. degli ultimi 2 ff., sottolineature di penna di antica data nel t., leg. t. pelle screpolata con dorso rinforzato, rifilatura in testa. L'opera ripartita in due libri, come nell'ediz.orig., è una collezione di curiosi aneddoti, alcuni dei quali si riferiscono alla storia inglese ed americana (tra questi ultimi è la famosa storia dell'uovo di Colombo); scrive l'A. nella dedicatoria che trovandosi a diporto con i figli del Principe di Savoia ed avendo udito lodare la prontezza d'ingegno di un gentiluomo, arguto nelle risposte, gli nacque il desiderio di farne raccolta, aggiungendovi agli altri che gli vennero alla memoria.
In 8°; pp. 147; brossura editoriale; cucito.<BR>CONDIZIONI BUONE con forte ingiallitura delle pagine dovuta alla qualità della carta.
br. Nel maggio 1940, a seguito dell'invasione della Wehrmacht del Belgio e dell'Olanda, René Magritte si rifugia prima a Parigi, poi nella cittadina medievale di Carcassonne, nel sud della Francia. Qui conosce Joë Bousquet e con lui instaura un rapporto di sincera amicizia, come testimonia, tra l'altro, il presente scambio epistolare. Bousquet rimane affascinato dall'universo onirico del celebre pittore surrealista belga; il suo inconfondibile stile, illusorio ed enigmatico, ben si addice alla sua visione intimistica della poesia e della scrittura. Al tempo stesso, Magritte trova in Bousquet un interlocutore colto e privilegiato per discutere di questioni concettuali, relative - in generale - alla pittura e ai cardini teorici del movimento di cui entrambi erano autorevoli rappresentanti. Ad accomunarli, un incondizionato amore per l'arte, che diviene il luogo simbolo per trasfigurare con l'immaginazione la realtà e convertirla in sogno, nel linguaggio profondo dell'inconscio.
br. «Vivere - disse il contadino - è quel che non si riesce a dire, il silenzio impossibile». Allora un altro anziano, scosso da una soluzione improvvisa, si fece a sua volta avanti sotto l'acacia: «È essere capaci di creare per se stessi la notte da cui il cuore dipende...». (Joë Bousquet) Pensieri inediti in Italia del poeta e scrittore surrealista francese.
188 pages including notes. Combines existential interpretation of learning and teaching with the theory of socialization developed by Peter Berger and Thomas Luckmann to raise a number of important questions including: What taken-for-granted cultural assumptions are transmitted in the classroom?; How accurately do curricular materials reflect social and environmental conditions?. "Starting with the understanding of education as a genuine dialigue between teacher and student this book elucidates in direct and vivid prose that combination of 'psychosocial moratorium' for the student and existential maturity of the teacher that is necessary if the hidden human image is to be revealed by education rather than obscured." - Maurice Friedman, author of Touchstones of Reality. Minimal markings. Average wear. Binding intact. Good working copy. Book
br. Di Italo Calvino (1923-1985) sono sempre state approfondite, discusse, analizzate le forme narrative della sua prolifica attività di scrittore. L'interesse degli studiosi si è invece solo saltuariamente soffermato sulla sua attività critica. Oggetto di questo volume è proprio la scrittura saggistica di Calvino, da Una pietra sopra (1980, ma con testi che vanno dal 1955 alla fine degli anni Settanta) a Collezione di sabbia (1984), fino alle postume Lezioni americane, ovvero le tre raccolte di saggi composte direttamente o indirettamente dall'autore stesso e dunque pensate come insiemi. A partire da uno spoglio ampio e sistematico della lingua e dello stile calviniani (come a tutt'oggi ancora non è stato fatto al di fuori del dominio narrativo), sono esaminati l'organizzazione del macrotesto, i modi di costruzione dei singoli saggi, le forme dell'argomentazione, i fenomeni di incrocio e contaminazione di generi e tipologie testuali (emersioni narrative nella scrittura saggistica, funzione delle descrizioni, dialoghi, ecc.); quindi, in un progressivo dettagliamento della prospettiva, le figure dell'elocutio (come la ripetizione e l'accumulazione), le metafore critiche e il linguaggio figurato. Fenomeni e forme vengono collocati entro la cornice di un "primo" e di un "secondo" Calvino, prima, durante e dopo il cambiamento che coinvolge la sua intera esperienza intellettuale e letteraria lungo gli anni Sessanta del Novecento: dalle posizioni piú ideologiche e agonistiche del primo decennio postbellico, all'atteggiamento scettico e alla postura appartata che caratterizzeranno narrativa e saggismo fino alle Lezioni americane.
cm. 17 x 24, viii-168 pp. Biblioteca dell'?Archivum Romanicum? - Serie I: Storia, Letteratura, Paleografia Vengono esaminati alcuni dei momenti salienti della prosa letteraria tra Cinque e Seicento, con particolare riguardo alla sintassi. Ne ? il filo rosso un'idea di scrittura letteraria che, in polemica pi? o meno esplicita con il modello degli Asolani e delle Prose della volgar lingua del Bembo, valorizza la chiarezza, la progressione e in qualche caso l'oralit?, e pu? pertanto accogliere i tratti dell'irregolarit? e dell'asimmetria, privilegiando la funzionalit? e l'efficacia sull'eleganza classica. A study of some of the significant aspects of literary prose from the 16th to 17th centuries, with special attention to syntax. The recurrent theme of the book is a certain concept of literary composition that more or less directly defies the model established by "Gli Asolani" and Bembo's "Prose della volgar lingua". It favors clarity, progression and sometimes even orality, and yet is able to incorporate elements of asymmetry and irregularity, placing functionality and efficiency above classical elegance. 341 gr. viii-168 p.
brossura «Il profondo bisogno del magico spiega il successo di opere letterarie e cinematografiche come la saga di Harry Potter, che il giovane e promettente studioso di teologia Gianluca Bracalante ha voluto leggere e studiare con passione e competenza» (dalla Prefazione di Giuseppe Lorizio). «È un originale, serio e affascinante tentativo di cogliere nel "fantasy" della saga di Harry Potter il "logos" dell'amore per il prossimo e della fede nel Dio che è Amore» (dalla Postfazione di Bruno Forte).
brossura
in-12° (174x100 mm); leg. in mezza pelle rossa, con carta marmorizzata ai piatti, dorso liscio con decori e titolo dorato; tagli colorati a spruzzo; pp. XVI, 444; tre incisioni in b/n datate 1772 a cura di Gaetano Vascellini (1745-1805), di cui una al frontespizio riproducente scena teatrale con paesaggio pistoiese e titolo dell'opera, una con ritratto di Maria Teresa Ciamagnini d'anni IX e una con ritratto di Francesco Bracciolini; contiene dedica dell'Editore alla Gentilissima Signorina (Maria Teresa Ciamagnini), avviso dell'Editore a chi legge, notizie dell'Autore, Francesco Bracciolini. Rara edizione di Yverdon di quest'opera letteraria del Bracciolini (pubblicata la prima volta nel 1626), effettivamente stampata a Firenze da Giuseppe Allegrini (cfr. M. Parenti, Luoghi di stampa falsi, p.200-202). Francesco Bracciolini (1566-1645), pistoiese, è stato un poeta italiano. Prov.: Etichetta d'appartenenza incollata in alto al contropiatto anteriore con dcitura "Querzola - Libri rari - Roma". Rif.: IT\ICCU\UBOE\124622 (2 copie). OCLC, 558557692 (2 copie in UK). Cond.: Opera su carta pesante e in condizioni molto buone. -- RARE EDITION OF YVERDON OF THIS LITERARY WORK BY BRACCIOLINI (FIRST PUBLISHED IN 1626), EFFECTIVELY PRINTED IN FLORENCE. Copy on heavy paper and in very good condition.
in-12, 338 pp., broché, couv., jaquette. Bel exemplaire. [MI-30]
br. In questi dodici saggi dedicati all'arte della scrittura, Ray Bradbury condivide la sua gioia e il suo entusiasmo per l'arte di scrivere e di vivere. Bradbury si rivolge a tutti gli scrittori, apprendisti ed esperti, e tenta di rispondere ad alcune domande: come liberare la propria creatività? Come accedere alla propria ricchezza interiore? Come lasciar esprimere la propria Musa senza deformarla o ferirla? Come infondere nella nostra vita e in ciò che scriviamo energia, ritmo, passione, semplicità? Sebbene sia prodigo di suggerimenti ed esempi pratici tratti dalla sua stessa esperienza, "Lo Zen nell'arte di scrivere" è ben più di un semplice manuale per l'aspirante scrittore: è una celebrazione dell'atto creativo, una biografia letteraria, un'esortazione a seguire la via dell'istinto e dell'entusiasmo che conduce al luogo dove dimora il proprio genio interiore. Perché la realizzazione di ogni scrittore dipende sempre da quanto bene egli impara a conoscere un soggetto in particolare: la sua stessa vita.
in 16° (178 x 120 mm); 154 pagine; legatura in mezza pelle con titolo e fregi in oro al dorso; carta leggermente ingiallita, comunque più che buono; (ANJ37)
br. Si raccolgono qui i frutti di una serie di letture e considerazioni sulla figura e l'opera di Piero Chiara (1913-1986), tentando di proporre - grazie alla frequentazione di testi poco noti e ancor meno studiati - un'immagine problematica e variegata dello scrittore luinese, autore di romanzi e racconti di grande successo. Gli intenti del presente lavoro sono sostanzialmente due, contrassegnati anche dalla bipartizione del volume. Da un lato si offrono dei materiali (e delle ipotesi) per un primo bilancio dell'intellettuale Chiara, che fu anche critico letterario ed artistico, biografo, sceneggiatore e traduttore. Dall'altro, il libro si avventura, con maggiore libertà metodologica, nell'insidioso quanto affascinante terreno dell'interpretazione dei testi, nella convinzione che oltre la calma superficie narrativa essi nascondano suggestioni e inquietudini ancora da decifrare.
brossura
br. «Scrivendo questa monografia (apparsa in romeno presso la Casa Editrice dell'Istituto Culturale Romeno nel 2004) non mi ero chiesta con troppa insistenza quali e come sarebbero stati i miei lettori: perché latente, dentro la mia mente ed anima, c'era la certezza di rivolgermi a romeni che conoscono forse poco o affatto l'uomo Sciascia e la sua opera, che hanno un'idea piuttosto vaga della storia politica e culturale dell'Italia nella seconda metà del Novecento, ma che sicuramente hanno vissuto, almeno in parte, la nostra dittatura (non l'«eterno fascismo italiano» di Sciascia, ma l'eterno comunismo romeno - per altro non molto dissimili), col suo controllo ideologico e la sua polizia politica (che ha tante cose in comune con l'OVRA, ma anche con l'Inquisizione spagnolesca della Sicilia, che ritornano ossessivamente in Sciascia); che, dopo, hanno vissuto la grande speranza della libertà e del cambiamento per vedere poi come i più fedeli della dittatura di ieri diventano i più zelanti fautori della democrazia di oggi, sparpagliandosi per i vari partiti politici dei più vari colori (come gli ex-fascisti in Candido) e servendosi di qualsiasi ideologia purché, al governo o in opposizione, rimangano dentro l'apparato (come i vari politici del Contesto), dentro quella struttura compatta che è il potere effettivo e non trasparente (il Leviatano di Sciascia); che hanno visto come le vecchie relazioni personali si riannodano per costituire gruppi di potere economico sotterraneo, cosche di vario grado ed estensione, che la stampa, finalmente libera ed impotente, chiama, con parola prettamente siciliana, «mafie», e parla di «baroni locali» (termine assolutamente estraneo alla tradizione storica romena, ma familiare a quella siciliana, e diventata perfettamente comprensibile a ogni mio concittadino di oggi); che hanno visto che le nuove leggi, migliori in teoria, in pratica migliori non possono diventare finché si applicano selettivamente secondo i casi e le persone; che lo Stato (cioè quello Stato di diritto, di matrice illuminista, agognato da Sciascia ma ormai da tanti e dappertutto) non si fa vedere; che hanno vissuto la violenza di strada (le famose «mineriadi» - le marce su Bucarest» dei minatori) sotto cui covava una strategia della tensione non molto diversa da quella degli anni di piombo in Italia (ricordiamoci Il cavaliere e la morte di Sciascia); che hanno verificato sul vivo le parole di Sciascia: «non si saprà mai alcuna verità sui fatti delittivi che abbiano un rapporto, se pur minimo, con la gestione del potere...» (Dalla Prefazione)
175(1) S. Original Pappband mit Rückentitel, Original Umschlag mit Rückentitel und farbig illustriertem Deckeltitel. Sehr guter Zustand. Erstausgabe. Kraft 174.- Vom Autor handschriftlich signierte und datierte Widmung.