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ill., br. Quindici storie che formano un'educazione sentimentale e ci parlano di solitudine e fame d'amore. Di vita che scorre incessante. Da piccola Chandra Candiani faceva un gioco: vedere quante piú cose insignificanti ci fossero in una stanza, sul tram, in una via e accoglierle tutte in uno sguardo, sorridendogli. Si trattava di oggetti, animali, bambini senza niente di speciale, considerati dagli altri insignificanti. Cosí Candiani, divenuta grande, ha deciso di invitarli nelle sue fiabe e li ha lasciati parlare. Soprattutto ha dato una storia a chi di solito una storia non ce l'ha. Una bambina talmente innamorata di un fiume da desiderare soltanto di corrergli accanto fino al mare. Un usignolo malinconico che nessuno vuole, perché nessuno vuole conoscere la tristezza del cuore. Una rosa che non credeva piú nel vento, ma che proprio grazie al vento riesce a risorgere. Una musica felice scesa sulla terra per un bambino troppo strano. Una pattumiera che racconta ai suoi ospiti, nòccioli di frutta, cartacce, lische di pesce, quanto la loro vita sia stata importante. È la solitudine il filo rosso che lega insieme queste quindici storie, eppure in ciascun personaggio echeggia fortissimo il desiderio vivido di essere parte del tutto, di costruire un legame seppure sottile con gli altri, di gridare in silenzio la fame d'amore che li attraversa. Un amore semplice, intrecciato ai piccoli dettagli, alla minimalità dell'esistenza, ai suoni che popolano le campagne, le città; un amore per una vita minima che chiede timidamente di essere vista, ascoltata, osservata nella sua linfa intima.
br. "Quando vuoi pregare, quando vuoi sapere quel che sa la poesia, sporgiti, e senza esitazione cerca il gesto più piccolo che hai, piegalo all'infinito, piegalo fino a terra, al suo batticuore" (C.L.C.). In questo nuovo libro la poetessa Chandra Livia Candiani dialoga con Gabriella Caramore, scrittrice e conduttrice radiofonica. Nelle due conversazioni raccolte in questo volume, inframmezzate dai versi della poetessa, il lettore attento può trovare tutti i temi della riflessione lucida e illuminante di una delle poetesse più amate dei nostri anni. Alla voce di Chandra fa da eco la voce altrettanto intensa, lungimirante e acuta di Gabriella Caramore, storica conduttrice di "Uomini e Profeti" per RaiRadio3.
br. Avete mai incontrato il Leccanomi o il Tirainlungo? O l'Appaltadolori e la Filaguai? O la Sultanomane e il Bentistà? Mah... Per mettere in chiaro le cose e constatare che dietro nomi tanto inusitati si celano molte nostre vecchie conoscenze, oltre a un discreto numero di esseri fantastici e insieme plausibili, occorre sfogliare le pagine di questo libro, fra i più "leggeri" di Canetti. Vi si trovano non già una galleria di ritratti morali, ma un album di fisionomie auditive, altrettanto spiccate e inconfondibili di quelle visive. Qui è all'opera un implacabile ascoltatore, il Testimone auricolare, che, se "non affatica la vista, in compenso ha un udito tanto più fine", prende nota di tutto ciò che sente e lo trasforma in personaggio.
br. Elias Canetti soggiornò per un certo periodo a Marrakech, nel 1954. Il grande lavoro su "Massa e potere" era giunto a un momento di stasi e lo scrittore sentiva il bisogno di nuove voci, di voci incomprensibili, come quelle che lo avvolsero nella splendida città marocchina. Vagando per i suk, per le strette vie, per i mercati e le piazze, fra cammelli, mendicanti, donne velate, cantastorie, farabutti, ciechi e commercianti, Canetti capta forme e suoni: "gli altri, la gente che ha sempre vissuto là e che non capivo, erano per me come me stesso".
br. Il libro più importante della sua vita, Canetti lo portò sempre dentro di sé ma non lo compose mai. Per cinquant'anni procrastinò il momento di ordinare in un testo articolato i numerosissimi appunti che, nel dialogo costante con i contemporanei, con i grandi del passato e con i propri lutti familiari, andava prendendo giorno dopo giorno su uno dei temi cardine della sua opera: la battaglia contro la morte, contro la violenza del potere che afferma se stesso annientando gli altri, contro Dio che ha inventato la morte, contro l'uomo che uccide e ama la guerra. Una battaglia che era un costante tentativo di salvare i morti - almeno per qualche tempo ancora - sotto le ali del ricordo: «noi viviamo davvero dei morti. Non oso pensare che cosa saremmo senza di loro». Sospeso tra il desiderio di veder concluso "Il libro contro la morte"- «È ancora il mio libro per antonomasia. Riuscirò finalmente a scriverlo tutto d'un fiato?» - e la certezza che solo i posteri avrebbero potuto intraprendere il compito ordinatore a lui precluso, Canetti continuò a scrivere fino all'ultimo senza imprigionare nella griglia prepotente di un sistema i suoi pensieri: frasi brevi e icastiche, fabulae minimae, satire, invettive e fulminanti paradossi. Quel compito ordinatore è assolto ora da questo libro, complemento fondamentale e irrinunciabile di Massa e potere: ricostruito con sapienza filologica su materiali in gran parte inediti, esso ci restituisce un mosaico prezioso, collocandosi in posizione eminente fra le maggiori opere di Canetti.
br. Un volume utile per lo studio e il ripasso dell'opera di Elio Vittorini, Cesare Pavese e Beppe Fenoglio, adatto per prepararsi a interrogazioni o verifiche scritte e per realizzare ricerche e tesine. Mediante l'analisi delle principali opere di queste figure fondamentali della cultura italiana - che furono, oltre che scrittori, traduttori, giornalisti ed editor - l'autore ricostruisce uno spaccato della letteratura italiana dagli anni Quaranta agli anni Sessanta. L'approccio storico-letterario, arricchito da una serie di analisi testuali e di apparati critici, offre al lettore una esposizione completa e chiara di tre grandi intellettuali della prima metà del Novecento italiano.
in-16, (4), pp.162, (2), e 4 di cat., leg. cart. edit con impressioni oro al piatto sup. Nuova edizione illustrata con 7 incisioni n.t. L'opera comprende le biografie di celebri personaggi tra i quali: Giulio Cesare, Dante, Cristoforo Colombo, Ariosto, Antonello da Messina, Metastasio, Napoleone, Manzoni e Tommaseo. Qualche piccolo difetto alla prima incisione.. .
br. Il treno, con la sua comparsa e la sua diffusione, ha modificato il modo di viaggiare e di concepire gli spostamenti, ma ha trasformato profondamente anche lo sguardo sul mondo circostante, ha inciso sulla concezione del tempo e ha alimentato l'immaginario, divenendo protagonista di molte pagine letterarie, realistiche o simboliche, demonizzatrici nei confronti del nuovo mostro meccanico o dominate dall'entusiasmo per la velocità e il progresso. Un unico mezzo di trasporto (il treno), per quanto tecnologicamente modificato nel tempo, e le sue molteplici rappresentazioni, stanno alla base di questo volume. Dai treni letterari del secondo '800 (tra Carducci, Pascoli, Verga, Tarchetti e Fogazzaro) si passa così alle locomotive novecentesche di Pirandello e di Svevo, delle avanguardie, del Neorealismo, di Sciascia e Brancati, di Buzzati, Calvino e di Anna Maria Ortese, con percorsi tematici sui treni parlamentari, di guerra, in «giallo e in nero», utilizzati per le vacanze o per il lavoro, al centro di narrazioni fantastiche o di storie d'amore, tra incontri e addii.
ill., br. Il mestiere del giardiniere, le mani sempre immerse nella terra, in costante contatto con la natura, potrebbe apparire idilliaco se rapportato agli affanni della vita sull'asfalto; ma niente, secondo Karel Capek, è più lontano dalla realtà. Autore acclamato e prolifico (e giardiniere), Capek tratteggia una memorabile psicologia di questo tipo umano, infestata da problemi e tribolazioni, manie di grandezza in angusti giardinetti cittadini, gelo e siccità che si ripresentano mese dopo mese con la quieta inesorabilità dell'eterno ritorno. Un acuto resoconto, scritto meravigliosamente e pervaso di ironia e comicità, che tramite la descrizione della lotta eroica contro temibili nemici (come la pompa per annaffiare o i pidocchi delle rose) costruisce una riflessione utile a giardinieri e non, perché per comprendere cosa sia il giardinaggio occorre interrogarsi, senza prendersi troppo sul serio, sulla complessità della natura umana.
br. C'è un grande e generoso sforzo, in questo lavoro, che lo apparenta al suo tema e ai suoi autori. Comprendere in un unico abbraccio opere gigantesche come Guerra e pace di Tolstoj e Le Confessioni d'un italiano di Nievo, insieme alla relativa bibliografica critica, e alla teoria del romanzo, non poteva che produrre un lavoro di dimensioni di poco inferiori, quasi un terzo epos. Se questo può essere rischioso per uno studio critico, va riconosciuta a Maurizio Capone una vena critica ed espressiva all'altezza del tentativo. La parte più intrigante del lavoro è quella che ne è stata forse l'occasione: verificare - finalmente - una leggenda assai suggestiva che da tanti anni attraversa la critica nieviana: che cioè il grande Tolstoj potesse aver tratto ispirazione per Guerra e pace dalle Confessioni d'un Italiano appena pubblicate, nel 1867, o non ancora pubblicate, nei brevi viaggi compiuti in Italia in quegli anni o anche ricevendone il testo o la notizia nella sua tenuta a Jasnaja Poljana. Prefazione di Simone Casini.
br. Pochi scrittori hanno avuto il talento di Truman Capote: una maestria fatta di precisione, di sensibilità e leggerezza, in grado di catturare l'essenza del reale. In "Giardini nascosti. Ritratti e osservazioni" sono raccolti i suoi più originali reportage e le sue più incisive interviste: paesaggi, da New Orleans a New York, da Hollywood a Haiti, da Tangeri all'amatissima Ischia; profili, da Marlon Brando a Marilyn Monroe, da Picasso a Bogart, da Pound ad Armstrong, da Cocteau a Colette; viaggi, come quello nella Russia sovietica raccontato nel celebre Si sentono le Muse o come le crociere nel Mediterraneo con i «belli, ricchi e famosi» Radziwill e Agnelli. Grazie alla sua capacità di cogliere il particolare- anche quello indiscreto, al limite del pettegolezzo - in queste pagine Capote eleva il giornalismo al livello di vera letteratura.
ril. "Considero questi paragrafi descrittivi, questi profili e ricordi di luoghi e persone, una mappa in prosa, una geografia scritta della mia vita." Così lo stesso Capote definisce l'insieme dei testi che compongono questo libro. Un condensato delle sue esperienze, dei suoi incontri con i grandi personaggi della letteratura e dello spettacolo internazionale, da Cocteau a Gide, da Round, Louis Armstrong, Marlon Brando, Marilyn Monroe a un membro della Banda Manson, passando per due gemelle siamesi che raccontano le loro esperienze sessuali. E poi i luoghi dei suoi viaggi e, qualche volta, come in filigrana, la genesi dei suoi capolavori.
brossura
brossura
brossura Riproponiamo in questa piccola raccolta tre saggi brevi sulla città di Milano pubblicati, fra gli altri, in occasione dell'Esposizione Nazionale del 1881 nell'antologia Milano 1881. Come in una macchina del tempo, il lettore viene accompagnato attraverso una Milano che non c'è più, nei cui scorci e nelle cui atmosfere può tuttavia ancora ritrovarsi, come in un paesaggio stranamente familiare.
in-16, pp. 189, (3) con figure in nero n.t., broch. edit. illustrata a colori. Graziosa edizione illustrata delle fiabe di Luigi Capuana, edite per la prima volta nel 1882 e poi variamente ristampate. Quando L'A., esponente del verismo, pubblicò "C'era una volta" l'amico Verga diede per scontato che si trattasse di una accurata trascrizione delle fiabe del mondo contadino, ma fu lo stesso Capuana a chiarire che le storie erano invece inventate di sana pianta, con un gusto e una benevola ironia che il lettore accorto riesce man mano a riconoscere fra le righe di una scrittura pienamente rispettosa dello stile fiabesco tradizionale. Giulio Cattaneo scrisse infatti: "Le fiabe rimangono forse l'opera più felice di Capuana, come una prosa svelta, semplificata al massimo, ricche di ritornello, cadenze e cantilene, hanno un incanto singolare e una originale cifra stilistica." Dorso restaurato e difetti al piatto posteriore.. G. Cattaneo, dall'introduzione a : Capuana -Tutte le fiabe Roma 1992.
in-16, pp. VIII, 206, (2), broch. edit. figurata (un po' usurata dal tempo), ritratto dell'Autore in antiporta. Edizione originale di una delle ultime opere di Luigi Capuana. Buon esemplare, con barbe.. .
CLASSICI ITALIANI collezione fondata da Ferdinando Neri, diretta da Mario Fubini, 35 - Introduzione - Nota bibliografica - Autori (16) - Referenze testuali 1 23x14,5 cm., legatura in piena tela, fregi e titoli in oro sul dorso, frontespizio incorniciato e filettato con fregi, sopraccoperta in acetato, pp. 810 (2), 8 tavole in nero - ritratto, frontespizi, autografi, documenti... fuori testo, prima edizione, in italiano, ottime condizioni.
br. Gli studi contenuti nella presente raccolta si propongono di approfondire il rapporto tra l'opera di Dostoevskij e la tradizione, intesa come l'insieme di quegli antichi testi e modelli culturali (gli archetipi, i miti, le sacre scritture, i poemi omerici) che sono stati alla base della formazione dello scrittore e hanno trovato un significativo riflesso nella sua scrittura. Gli autori intendono mostrare come questa enorme ricchezza di conoscenze ed esperienze abbia portato Dostoevskij a porsi il problema dell'attualizzazione dei modelli antichi e, in un continuo gioco con il passato 'perduto', ad auspicare un futuro migliore.
Mm 130x195 Collana "Lo Specchio - I Prosatori del nostro Tempo" - Brossura editoriale con sovraccoperta, una firma in apertura, 263 pagine. Più ottimo che buono lo stato. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
1 18,5x11,5 cm., pagg.228 + (28 ), serie terza 2? migliaio, legatura coeva in mezza pelle, con angoli, fregi e titoli in oro al dorso, conservate copertine originali, copia in ottime condizioni, in italiano. Nel volume: "Il secondo centenario di L.A.Muratori, Giambi ed Epodi, Eterno femminino regale, Per la morte di G.Garibaldi, Per la pira del Generale Garibaldi, Per Alberto Mario, Ca Ira".
In 8, cm. 13,5 x 10, pp. 247 + (5). Legatura in tela editoriale con titoli su tassessello al dorso. Sovraccoperta mancante. Tagli superiori di colore rosso. Tracce di colla all'antiporta, alone brunito alle pagine. Testimonianze, interpretazione, commento di Manara Valgimigli e Giambattista Salinari.
In-16°, pp. (2)-1485 con 1 ritratto in antiporta e 3 facsimili ripiegati f.t. Leg. in tela edit. con titoli in oro al dorso e sul piatto anteriore. Alcune bruniture marginali sulle pagine. Alone d'umido sul margine inferiore delle ultime pagine.