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br. La strategia narrativa di "Se questo è un uomo" è basata su una selezione di ricordi che Primo Levi commenta e mette in discussione a ogni pagina. Mario Barenghi esamina i meccanismi di questa organizzazione della memoria e del testo, tesa a trasformare un trauma personale in memoria condivisa. Oscillando tra l'esigenza "scientifica" di comprendere e il monito solenne, di tipo" sacrale, Primo Levi conferisce al suo discorso una curvatura complessa, che vieta l'approdo a ogni conclusione perentoria: nessuna semplificazione, nessuna catarsi è possibile. Il climax narrativo degli ultimi due capitoli prepara il vero finale, che è al di fuori di "Se questo è un uomo": la morte di Hurbinek, il bambino che non sapeva parlare, al principio della "Tregua".
<p>13 cm, bella rilegatura coeva in mezza pelle con titolo e fregi impressi in oro al dorso, piatti marmorizzati, p. 242. Piccolo forellino di tarlo alla cerniera frontale che non intacca la legatura, interni ottimi.</p>
br. Barnum è sinonimo di spettacolo circense. Per Baricco, è la parola-filtro con cui si diverte a guardare il mondo nei suoi interventi giornalistici (prima su "La Stampa" di Torino, indi su "la Repubblica" con cui continua a collaborare): che siano eventi minori e marginali o grandi occasioni (la rivisitazione dell'arte di Maria Callas, il terremoto in Umbria, un viaggio in Giappone, l'arte di Pollini, l'eredità di Calvino, e così via), il taglio e lo stile sono quelli dello scrittore che va oltre il panorama offerto dai media intervenendo in qualche modo con il proprio pensiero e la propria intelligenza.
br. Phileas Taylor Barnum è stato il più grande impiegato circense della seconda metà dell'Ottocento e il suo nome è diventato sinonimo di spettacolo, di immenso baraccone di portenti. Per Alessandro Baricco, Barnum è il mondo che si squaderna come un Grande Show, come una sequenza ininterrotta di spettacoli: spettacoli che son tali per definizione e spettacoli che son tali loro malgrado, gli uni e gli altri registrati con divertita passione. Scritti da Baricco per una rubrica sulla "Stampa", i Barnum rivelano, ora raccolti in volume, una partitura segreta di irresistibile fascino. A ritmo serrato entrano in pista Jovanotti e Mike Buongiorno, la faccia di Funari e il popolo della Lega, la voce di Carmelo Bene e quella di Tom Waits, la musica di Michael Nyman e il minimalismo di Philip Glass, Topolino e Carlo Magno, la Liguria e la California, un film sterminato di Wim Wenders e una lunga coda davanti al Louvre. Un circo dentro il circo, un teatro dentro il gran teatro del mondo.
brossura "Dovendo riassumere, direi questo: tutti a sentire, nell'aria, un'incomprensibile apocalisse imminente; e, ovunque, questa voce che corre: stanno arrivando i barbari. Vedi menti raffinate scrutare l'arrivo dell'invasione con gli occhi fissi nell'orizzonte della televisione. Professori capaci, dalle loro cattedre, misurano nei silenzi dei loro allievi le rovine che si è lasciato dietro il passaggio di un'orda che, in effetti, nessuno però è riuscito a vedere. E intorno a quel che si scrive o si immagina aleggia lo sguardo smarrito di esegeti che, sgomenti, raccontano una terra saccheggiata da predatori senza cultura. I barbari, eccoli qua. Ora: nel mio mondo scarseggia l'onestà intellettuale, ma non l'intelligenza. Non sono tutti ammattiti. Vedono qualcosa che c'è. Ma quel che c'è, io non riesco a guardarlo con quegli occhi lì. Qualcosa non mi torna." (Alessandro Baricco)
br. Nel suo nuovo libro, "I barbari. Saggio sulla mutazione", pubblicato a puntate sul quotidiano la Repubblica tra maggio e ottobre 2006, Alessandro Baricco riflette su un fenomeno che ha osservato nel mondo intorno a lui, percepito dai più come un'apocalisse imminente e annunciato da una voce che suona come un grido d'allarme: stanno arrivando i barbari. Puntata dopo puntata, Baricco va a visitare i villaggi che già mostrano i segni del saccheggio e li racconta in pagine che hanno sempre la forza viva della narrazione e qualche volta la malinconia della memoria personale (sono le sue fotografie in bianco e nero). Vino, calcio, libri: dai luoghi esplorati emerge che non si tratta di una semplice invasione ma di una vera e propria mutazione e "quelli che chiamiamo barbari sono una specie nuova, che ha le branchie dietro alle orecchie e ha deciso di vivere sott'acqua". Un'incursione nel palazzo imperiale di Google rivela un universo con milioni di links (collegamenti) le cui traiettorie corrono in superficie e tracciano i sentieri-guida del sapere. Ne segue una nuova idea di esperienza e, con l'esperienza, di senso e percezione. In questo scenario c'è posto per l'anima? Una parentesi su musica classica, Nona di Beethoven e due famosi dipinti di Ingres apre scorci inattesi sul paesaggio dei barbari.
br. Un nuovo Barnum. Una nuova visita guidata alle cose del mondo, e agli uomini che lo rendono abitabile, o semplicemente più riconoscibile. Baricco insegue il mondo, e induce i suoi lettori a partecipare la curiosità con cui va a stanare notizie, episodi, insistenze, personaggi, dibattiti, immagini. Stanando dice e dicendo mostra, con una varietà di accenti e di esposizione che, per citare una sua antica generosa ossessione, fa pensare al circo, al Barnum delle meraviglie. Ecco dunque un nuovo Barnum che si aggiunge ai due pubblicati negli anni novanta. Qui facciamo i conti con la riforma dello spettacolo, con la scuola come videogame, con la priorità delle storie, con il cantiere della Morgan Library di Renzo Piano, con la Cinquecento Miglia di Indianapolis, con le immagini di Vivian Maier, con le provocazioni di Houellebecq e l'eredità di Gabriel García Márquez. Una grande occasione per farsi sedurre, sorprendere, interrogare.
brossura "In generale io faccio sempre lezione con questo obiettivo: dare delle risposte che a loro volta generano delle domande. È una specie di doppio movimento: da un lato do agli studenti delle risposte, cioè li aiuto a capire com'è fatta una certa cosa, gli concedo il piacere della conoscenza; dall'altro mi sforzo di fargli capire come quelle risposte siano soprattutto delle password per accedere a nuove domande: e in questo modo gli concedo il privilegio dell'ignoranza. Così si ricostruisce la catena del sapere, che è sempre coniare risposte che contengano domande: la progressione di una formazione culturale è tutta lì. Le Palladium Lectures sono costruite con quella logica." (Alessandro Baricco). Il libro contiene un'intervista di Riccardo Luna ad Alessandro Baricco e i testi citati da Alessandro Baricco durante le lezioni.
brossura Ormai sappiamo che la pandemia di coronavirus è molto più di un'emergenza sanitaria. È come se sorgesse dall'universo delle paure che da tempo ormai detta la nostra agenda per soppiantarle tutte, e riscriverle. E se attraverso il mito gli umani generano il mondo, come ci insegna l'Iliade, allora la pandemia è una figura mitica, una costruzione collettiva. Che non significa che sia irreale o fantastica, anzi: si può dire che quasi tutte le scelte, di ogni tipo, fatte dagli umani negli ultimi cinquant'anni ne abbiano creato le condizioni. Così Alessandro Baricco prova a pensare la pandemia, in queste pagine lievi e dense, e ci invita, mentre salutiamo i morti, curiamo i malati e distanziamo i sani, mentre lo sguardo è fisso sul virus e i suoi movimenti, a chiudere gli occhi e metterci in ascolto di tutto il resto - come un rumore di fondo. Ci troveremo un misto di paura e audacia, di propensione al cambiamento e nostalgia per il passato, di dolcezza e cinismo, di meraviglia e orrore. Non perdiamo allora l'occasione per guardare dentro lo choc, per leggerci i movimenti che l'hanno generato e che ci definiscono come comunità. Se avremo il coraggio di affrontare la partita, una partita che ci aspettava da tempo, potremmo trovarci alcune sorprese, potremmo scoprire che questo deragliamento del corpo, personale e collettivo, è destinato a condurci in territori inesplorati, e che "chi ha amato, saprà".
br. Una pattuglia di giovani sommozzatori si avventura nelle acque profonde del Game, dove le correnti sono forti e cambiano direzione di continuo. Ognuno di loro illumina una porzione di quest'abisso, tracciando rotte sempre diverse che raccontano un universo complesso, in cui sapersi orientare è piú urgente che mai. Dalla retromania alle serie Tv, dall'inflazione del capitale simbolico alla celebrità di massa, dall'intelligenza collettiva ai bot. Tenetevi pronti: è un viaggio mozzafiato.
In 8 pic, pp. XVI + 176. Br. ed. con sovrac. ill. e con fascetta ed. Con un'avvertenza di Enrico Falqui. Edizione originale. Citta', paesi, paesaggi d'Italia visti da Bruno Barilli. Un Italia impreveduta eppure profondamente vera, perche' osservata dall'occhio di un artista il quale al di la' delle consuete apparenze sa scoprire l'essenza antica e viva delle cose, l'armonia recondita che le governa, la poesia che le anima.
br. Anche questo saggio nasce come il precedente, La narrativa dei «capitani coraggiosi», che ha fatto seguito al capostipite della serie, La narrativa europea in età contemporanea, per il fatto che in quel primo studio non era potuto entrare un personaggio di grande statura quale Joseph Conrad. Infatti l'attivismo esasperato e l'essere per la morte degli eroi conradiani non trovavano posto nella sottile analisi del vissuto condotta da autori quali Joyce e Compagni. Però, a sua volta, in quella sequenza successiva non è entrato uno scrittore come Camus, il cui «straniero» sembra gettarsi pure lui a compiere un atto inconsulto, un omicidio immotivato, sostenendone poi stoicamente le conseguenze. Ma in questo caso non si tratta appunto di un eroe, bensì di un essere comune, mediocre, e così si dica per gli altri personaggi presentati dai narratori di questa famiglia. Sartre fa provare nausee e crisi di rigetto a un'esistenza media, quando si trova in presenza di oggetti banali. Il polacco Gombrowicz istruisce un'arguta caccia al tesoro andando a sorprendere certi sintomi di sapore freudiano che inquietano il comportamento di gente comune. Il nostro Moravia tratta i casi di personaggi della buona borghesia che però si dissociano dall'affarismo e dallo spirito di possesso dei loro simili. Infine lo statunitense Scott Fitzgerald, pure lui, mette in scena personaggi perplessi, esitanti, quasi degli «uomini senza qualità» alla maniera di Musil. Anche in questo caso, come nei saggi precedenti, vengono esaminati autori quasi coetanei, nati nel corso del primo decennio del Novecento, solo con qualche anticipo, per il più anziano Scott Fitzgerald, o qualche scavalcamento in avanti, se si pensa a Camus.
In 8? (cm 22), Leg. edit. tutta tela, pagg. con titoli in oro al dorso, pagg. (8)-254-(8), traduzione di Marcella Dallatorre, buon es.
1983W457Berlin und Weimar, Aufbau-Verlag, 1983. Pappband mit Schutzumschlag, 8°, 104 S., 2. Auflage, Deutsch von Günther Klotz, aus der Reihe »Edition Neue Texte«
19592141512München: R. Piper & Co. 1959. 619, (5); 520, (10); 723, (5) Seiten. 8° (17,5-22,5 cm) Orig.-Leinenbände. [Hardcover / fest gebunden].
1982W455Berlin und Weimar, Aufbau-Verlag, 1982. Pappband mit Schutzumschlag, 8°, 244 S., 1. Auflage, Deutsch von Anneliese Botond, aus der Reihe »Edition Neue Texte«
br. Da ottant'anni il diario più famoso del mondo è quello scritto da Anne Frank durante la sua clandestinità nell'Olanda occupata dai tedeschi: ma come è accaduto che una sconosciuta ragazzina ebrea di Amsterdam si sia trasformata in un'icona mondiale, in un simbolo dell'Olocausto? Lo studioso olandese David Barnouw indaga le vicissitudini e le controversie intorno al fenomeno globale di Annelies Marie Frank, detta Anne. Barnouw mette in luce le modalità in cui la vita e il destino ultimo di Anne sono stati rappresentati, interpretati e utilizzati. Lo fa seguendo l'evoluzione del testo da diario a libro (con traduzioni in quasi 60 lingue ed edizioni che hanno via via integrato materiale fino ad allora sconosciuto), poi a opera teatrale negli USA e infine a film hollywoodiano. Chiedendosi "A chi appartiene Anne Frank?", Barnouw cerca le ragioni che l'hanno resa un fenomeno internazionale, quale sia la relazione con la sua persona storica e come il suo lascito morale prosegua nel XXI secolo. Postfazione di Massimo Bucciantini.
br. In uno di questi cento romanzi in cento parole Eugenio Baroncelli traccia un pezzo di autobiografia: "Si immischiò in molte vite per sbarazzarsi della sua". In realtà i suoi libri, in cui riversa migliaia di pagine lette in poche righe scritte e in cui innumerevoli vite frugate si mostrano in un attimo rivelatore, sono anche un interrogarsi sul mistero dello scrivere: mistero umano e mistero cosmico. Nella sua prosa capace di suggerire nel lettore una lieve saggezza, quella distanza dal quotidiano scorrere che ci fa sentire parte di una storia, qui lo scandaglio affonda nel romanzo. E in cento esempi voluttuosi e discreti accosta del romanzo la magia, che è forse l'inatteso scherzo giocato al personaggio dalla vita e dalla morte.
br. "Beffarsi della penna è scrivere davvero, come vivere davvero è beffarsi della vita". Delle moltitudini di volumi che non scrisse mai, il non-autore Baroncelli in questo libro dei libri raccoglie tutto: recensioni, risvolti di copertina, giustificazioni, trame, prefazioni, epigrafie, album, illustrazioni, geografie, sommari, indici dei nomi, note, tracce biografiche, incipit. Tutto tranne il testo, di cui non sente alcun bisogno essendo autore di finzioni, e di ironie lugubri e sferzanti. Solo che in tali finzioni immerge prima di tutto se stesso e quindi, come finzioni delle finzioni, i nostri sé di lettori. Dopo aver creato, nei libri precedenti, migliaia di fantasiose e veridiche voci biobibliografiche relative a letterature e letterati di almeno un paio di millenni, in questo dove parla finalmente dei libri tutti suoi, quelli che non scrisse, Baroncelli si svela come una sorta di moralista secentesco trapiantato nei nostri anni, uno scrittore di Pensieri inevitabili come evitabili sono le trame dei suoi romanzi, scettico, stoico, meravigliosamente libertino di mente.
br. "Curzio Barba, l'uomo che si sbagliò di uomo. Nacque nel 1944 a Solarolo (Ravenna). Il paese non era infinito, e la ineludibile compagnia degli uomini, delle donne e degli angeli del cielo di Solarolo lo annoiava mortalmente. Pensando che il miglior rimedio contro la noia fosse la solitudine, si asserragliò in casa. Sembra una fortuna e invece fu una disgrazia. Fino alla fine dei suoi giorni dovette convivere con Curzio Barba, l'uomo più noioso di Solarolo". Prologo di Luigi Leone Carbone. Risvolti di copertina di libri immaginati e su persone reali della vita letteraria e paraletteraria, ma descritte attraverso estrapolazioni erudite e invenzioni non arbitrariamente distillate dagli archivi della memoria culturale. Ciò che ricerca Baroncelli, in questa e nelle altre sue opere che sfuggono a precise classificazioni, è il momento rivelatore da cui possa baluginare un'essenza del personaggio, che si rivela per lo più nel capriccio e nell'ironia di una vita. Il procedere delle sue pagine trasmette una strana saggezza, contagia uno spassionato distacco dal quotidiano come se si fosse, con la propria esistenza, parte di un romanzo non scritto.
2005461328Essen: Klartext-Verl. 2005. 135 Seiten. 20,5x20,5cm. Zustand: Sehr Gut, eher ungelesen; Ppbd.
1967857471Köln: Kiepenheuer & Witsch. 1967. 206 Seiten. 18,5cm. Zustand: Gut bis Sehr Gut gering gebräunt, Vorsatzblätter+Titelblatt etwas gebräunt-braunfleckig (Innen); Einband Außen hat geringe Gebrauchsspuren; Schutzumschlag fehlt, oder es gibt keinen; Gewege (SchwarzGrauer Leinen)
br. In questo testo intelligente e curioso Jazmina Barrera intavola un dialogo con le innumerevoli pagine che i grandi autori hanno dedicato ai fari - da Omero a Walter Scott passando per Stevenson, Lawrence Durrell e, naturalmente, Virginia Woolf - accompagnandoci in un periplo che dalle coste del New England, e dai fari cari a Edward Hopper, giunge fino alle scogliere della Cornovaglia passando per la Francia e la Spagna: un viaggio personale e ricchissimo che si intreccia a una riflessione profonda sui temi della scrittura, della letteratura e del collezionismo. Scritto con l'entusiasmo del naturalista, Quaderno dei fari è in parte un memoir e in parte un saggio letterario che conduce il lettore in un affascinante volo sopra un mare in tempesta per farlo atterrare in un luogo di pace: un'opera umana che custodisce la luce e ci guida in modo disinteressato.
1985774789PN. New. 1985. Soft Cover. Date is original print. This is a reprint edition. . PN paperback
200044758Tübingen und Basel, A.Francke Verlag, 2000. origi.Broschur, 8°,183 Seiten.