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2003X1892Frankfurt/M, Suhrkamp Verlag 2003. Hardcover mit Schutzumschlag, 8°, 185 S., 1. Auflage, »In diesem Buch vermischt Jürgen Becker die Formen von Tagebuch, Reiseerzählung und Roman. Täuschende Wahrnehmungen, ironische Berichte, lakonische Mitteilungen, poetische Notate - im Wechsel der Schreibweisen hält Jürgen Becker seinen Lesern einen Spiegel vor, in dem jeder sich selbst, seine Erfahrungen und Geschichten erkennen wird.«
Gutes Ex.; der illustr. OUmschlag stw. minimal berieben. - Jürgen Becker (* 10. Juli 1932 in Köln) ist ein deutscher Lyriker, Prosaist und Hörspielautor. ... Von 1960 an war Becker Teilnehmer der Gruppe 47, deren Literaturpreis er auf dem letzten Treffen der Gruppe 1967 gewann. Seit 1969 ist er Mitglied im PEN-Zentrum Deutschland und der Akademie der Künste (Berlin), seit 1974 der Deutschen Akademie für Sprache und Dichtung, seit 1984 der Akademie der Wissenschaften und der Literatur in Mainz und seit 2009 der Nordrhein-Westfälischen Akademie der Wissenschaften und der Künste. ... (wiki) // Felder / Ränder / Umgebungen: Jürgen Beckers Prosa-Trilogie ist ein Klassiker der 60er Jahre. Unüberboten die sprachsinnliche Präsenz dieser durch eine erfinderische Vielzahl von Schreibweisen dingfest gemachten Verwirrung, die unsere Welt ist. "Der Titel des Buches Umgebungen erklärt sich am leichtesten, denn er ist wörtlich zu nehmen, wörtlich im Sinne dessen, was man als zeitgenössische Umgebung erfährt. Dagegen meint der Titel des Buches Ränder bestimmte Zustände der Entfremdung, die entstehen, wenn man sich an der Grenze, am Rand des Erfahrbaren, des Sagbaren, der Wirklichkeit weiß. Und zwar einer Wirklichkeit, die ihrerseits - das meint der Titel des Buches Felder - in Einzelheiten, in widersprüchliche Momente zerfällt ... Ich verstehe mich also nicht als Realisten, jedenfalls nicht im Sinne eines Autors, der Realität abschildert. Denn ich will ja zunächst einmal herausbekommen, was das ist, diese mich umgebende Realität, und was ist das: ein durchschaubares Phänomen, ein unveränderbares Naturprodukt, ein veränderbares Produkt der Gesellschaft, eine Fiktion der Massenmedien, ein Produkt unserer Sprache und Interpretation, ein Produkt falscher Geschichte, eine permanente Möglichkeit und was alles noch? (Verlagstext) ISBN 9783518044681
193912842Leipzig, Hanns Horst Kreisel Verlagsbuchhandlung 1939. Ganzleinen, 8°, 311 S., ein Roman vom Leben, vom Gold und von der Geschichte des fünften Kontinents.
1923141596Leipzig : H. Eichblatt, 1923. 76 S. ; 8 OHalbleinen, Frakturschrift, Kopffarbschnitt
19872417Köln: Verlag Kiepenheuer & Witsch, 1987. 160 Seiten , 19 cm, kart.,
br. Samuel Beckett è stato a lungo conosciuto, e venerato, anche per la sua aura, dovuta all'aspetto fisico, all'inaccessibilità e al singolare dono per cui certe sue battute - scritte o recitate che fossero - entravano subito nella leggenda e nell'uso quotidiano. Ma soprattutto colpiva, intorno a lui, una zona di silenzio, che era in primo luogo una cifra stilistica. Così, di fronte alle sue lettere straripanti torna in mente il celeberrimo slogan inventato dai produttori di Nìnotchka per la Garbo: Beckett parla! Sì, perché nelle sue lettere Beckett parla, moltissimo, e di tutto: del suo primo datore di lavoro, «Mr Joyce»; delle regioni più impervie della psiche, che esplorava con l'aiuto di Wilfred Bion; delle numerose lingue che abitava, e da cui spesso si sentiva posseduto; della miseria in cui era costretto a vivere; della stupefacente quantità di rifiuti editoriali accumulati dal suo primo romanzo, Murphy ; e dei suoi viaggi in Europa, su cui spicca una straordinaria esplorazione della Germania di Hitler, in cui Beckett si addentra con il proposito di vedere quadri degli antichi maestri ma anche dei moderni, esattamente quelli che i nazisti, ritenendoli degenerati, avevano appena tolto dalla circolazione. A tratti, le pièce che il giovane viaggiatore avrebbe scritto dopo la guerra sembrano ispirate a fatti realmente accaduti e il «Fallire ancora, fallire meglio» appare qualcosa di più che un programma estetico. E, a libro chiuso, si ha la sensazione rara che, con Beckett, le sorprese siano appena cominciate.
1990Q2490Frankfurt/M., Suhrkamp-Verlag, 1990. Kartoniert mit Schutzumschlag, 8°, 43 S., 2. Auflage, mit einer farbigen Abbildung (Bram van Velde, Ohne Titel, 1937), zahlr. Zeitungsausschnitte inliegend
1984970453Braunschweig: Kunsthochschule Braunschweig. 1984. Ca. 20. 31x30,5cm. Zustand: Sehr Gut, eher ungelesen; Ex.-Nr. 9/15 und SIGNIERT von der Künstlerin; Schutzumschlag fehlt, oder es gibt keinen; Gewebe (Blauer Leinen)
1972Q2508Frankfurt/M., Suhrkamp Verlag, 1972. "Kartoniert, 8°, 351 S., 1. Auflage, suhrkamp taschenuch 46, Deutsch von Elmar Tophoven, ""Watt"" ist Becketts komischstes Buch, vielleicht eines der komischsten Bücher scwarzen Humors. Die Figuren dieses Romans, die bereits an ""Warten auf Godot"" denken lassen, sind eientlich alle Clowns und ihre Reden Clownsreden ...«"
192129862BBMünchen, Rösl, 1921. 3. Aufl. gr.8° 124 Seiten, illustr. OLwd. Goldpräg. auf dem Einband, leicht gebräunt und bestossen, Seiten mit Bräunung. 3
ril. "Angeli, non Angli", esclama il futuro papa Gregorio Magno quando vede dei bellissimi schiavi inglesi in vendita nel Foro di Roma. Da questa frase prende l'avvio la missione di riconversione della Britannia abbandonata dalle legioni e occupata dagli Angli e dai Sassoni. È l'inizio ideale della "Storia degli Inglesi" composta da Beda nel VIII secolo. Leggermente balbuziente, chiuso per tutta la sua vita nei monasteri di Wearmouth e Jarrow, Beda possiede però "l'ardente spiro" del quale Dante lo vede fiammeggiare nel Ciclo dei Sapienti. Ha commentato quasi tutta la Bibbia, si è occupato del computo del tempo ha composto un "De natura rerum", trattati di ortografia e metrica, vite di santi e persino poesia. La sua "Historia ecclesiastica gentis Anglorum", della quale la Fondazione Valla pubblica in due volumi la prima edizione critica in quaranta anni, è fra le più belle opere storiografiche del Medioevo. Tutto è organizzato con mano sapiente e narrato col piglio dello scrittore di razza. Ma tutto, anche, ha l'aura delle origini e il passo della meditazione sugli accadimenti: se Beda vuole ancorare a Roma l'alba delle vicende inglesi è perché quella che Gregorio, per mezzo del suo missionario Agostino, porta nel Kent è una nuova cultura.
1920Q454Berlin, A. Weichert Verlag 1920. Halbleinen, 8°, 160 S., mit farbigen Vollbildern von L. Gadau, für die Jugend bearbeitet von M. Mancke
1921116016Barmen : Verlag der Schwesternbriefe, 1921. 55 S. ; 8 Pappeinband, Frakturschrift
1975008409Zürich, Manesse, 1975. Orig.-Pappband mit SU, 480 Seiten, Kl.-8°. Manesse-Bibliothek der Weltliteratur. Zusammenstellung verschiedener Essays und Erzählungen von Max Beerbohm. Seiten papierbedingt leicht gebräunt. Sehr gut erhaltenes Exemplar. Aus dem Englischen übersetzt von Fritz Güttinger.
194011520BWien, Paul Zsolnay, 1940. (= Die hundert kleinen Bücher, 11), Kl.-8°, 106, (1) Seiten Farbig illustr. OPb Alter Besitzvermerk mit Feder-Zeichnung auf fl. Vorsatz
1994Q1992Frankfurt /Main, Suhrkamp Verlag, 1994. Hardcover mit Schutzumschlag, 8°, 223 S., 5. Auflage, aus dem Amerikanischen von Christa Krüger, »Das Buch erzählt die Geschichte einer Kindheit in Polen. Maciek, Sohn jüdischer Eltern, wächst - in den dreißiger Jahren des 20. Jahrhuderts - behütet in einem wohlhabenden Arzthaushalt auf. bis der Herbst 1939 mit einem Schlag das Schicksal seiner Familie verändert.«
2012Q-1935639463Tin House Books 2012-10-23. Paperback. New. In shrink wrap. Looks like an interesting title! Tin House Books paperback
198264810Stuttgart : Metzler 1982. X, 151 S. ; 19 cm kart., schwarzer Strich (Filzstift) am unteren Schnitt, sonst Exemplar in gutem Erhaltungszustand
1334361274.Gpaperback. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. paperback
0259227358.Gpaperback. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. paperback
2013500214870Michel albin SA 2013 400 pages 15 4x3 2x24cm. 2013. Broché. 400 pages.
br. A partire dalla ricchezza di riferimenti geografici presenti nell'opera di Vincenzo Consolo, il saggio pone l'attenzione sugli spazi fisici e sulla nostra relazione con essi. Un universo labirintico che ha il suo centro in Sicilia e che comprende il Mediterraneo, l'Italia, il mondo intero. Ci si sofferma sul dramma ecologico, sulla crisi dell'identità umana che ne consegue e sul Mediterraneo come spazio di molteplicità e migrazioni, tutte riflessioni di grande attualità.
br. La scrittura letteraria di Giuseppe Pontiggia è maturata a partire dal fermento culturale legato alla rivista "il verri" di Luciano Anceschi ed è passata per un distanziamento dalle posizioni del Gruppo 63, con la definizione di uno stile di classica misura, per giungere agli originali esiti dell'ultima produzione. Il saggio entra nell'analisi dettagliata dei testi sintetizzando gli elementi principali della narrativa e dello stile pontiggiani con un linguaggio chiaro e accessibile, e mostra il valore umano e letterario di un'esperienza artistica ancora non pienamente accolta nel canone letterario contemporaneo. Ne emerge l'immagine di uno scrittore tra i più significativi del secondo Novecento, un vero maestro per chi l'ha conosciuto, un ispiratore per chi lo affronterà domani.
br. A 50 anni dalla morte, la biografia critica e il saggio su Il deserto dei Tartari, firmati da Lucia Bellaspiga, restituiscono un ritratto di Buzzati unico per taglio e profondità. Le due opere forniscono tutti gli elementi per una conoscenza essenziale del grande scrittore e una nuova interpretazione de Il deserto dei Tartari, libro letto e amato da generazioni di lettori. Il cofanetto contiene la biografia critica Dio che non esisti ti prego e il saggio Il deserto dei Tartari, un romanzo a lieto fine.
br. Oltre ai 2279 sonetti in dialetto romanesco, il suo "monumento della plebe di Roma", Belli ha scritto pagine in prosa, qui proposte, il cui valore letterario è ancora tutto da scoprire e che lo collocano tra i grandi umoristi del suo secolo. La "Vita di Poliremo" e il "Ciarlatano", la "Storia cefalica" e "Un fenomeno vivente", con le lettere alle amiche e agli amici fidati, ci offrono una prosa divertita e irriverente, sorretta da una smisurata cultura: vi coabitano il piacere ludico e la satira sociale o letteraria, il pastiche linguistico e gli ammiccanti doppi sensi, il realismo fiammingo e la deformazione grottesca. A Pietro Gibellini si deve il discorso critico introduttivo; le presentazioni dei singoli testi e le note di Edoardo Ripari chiariscono ogni aspetto e ogni possibile difficoltà del testo.