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br. Un viaggio, nel centenario della nascita, nel mondo di celluloide e delle lettere di Pier Paolo Pasolini, intellettuale tra i più attivi e poliedrici nel panorama culturale dell'Italia del secondo dopoguerra. Le sue molte vite, sempre lontane dal conformismo imperante di un'Italia da poco uscita dalla guerra e ancora ancorata a stilemi arcaici e borghesi. Un intellettuale eretico e avverso alle etichette, ha rappresentato il grido più forte e disperato contro il consumismo e contro l'omologazione di massa degli italiani che si apprestavano a perdere definitivamente la loro identità prevalentemente rurale. Uno sguardo severo sulla società contemporanea che, in quegli anni, usciva dal benessere del boom economico per annegare nel gorgo sanguinario dello stragismo. Il volume ricostruisce il suo tortuoso percorso di vita eristica sino al suo assassinio, avvenuto nella metà degli anni Settanta dove una misteriosa rete di complicità lo ha condannato all'oblio verso le nuove generazioni e ha reso vana la ricerca della verità su quello che realmente accadde in quello sterrato dell'Idroscalo romano durante la notte fra il primo e il due novembre 1975! Il volume, infine, è corredato di un'ampia filmologia e una cronologia di tutte le sue opere in volume oltre a un'ampia bibliografia di riferimento, nonché un apparato esaustivo di tutti soggetti e sceneggiature che Pasolini scrisse per altri registi italiani.
br. Al centro dei suoi romanzi, osserva Javier Cercas, e di quelli che ammira, c'è sempre un punto cieco, un punto attraverso il quale, in teoria, non si vede nulla. Ma è proprio attraverso quel punto cieco che, in pratica, il romanzo vede o, potremmo dire, il silenzio parla. In questi libri (quelli che lo interessano) pulsa una domanda centrale, e l'intero romanzo consiste nella ricerca di una risposta che in realtà non esiste. O meglio, "la risposta è la ricerca stessa di una risposta, la domanda stessa, il libro stesso: una risposta essenzialmente ironica, equivoca, ambigua e contraddittoria, l'unico tipo di risposta che possa permettersi un romanzo". Il romanzo, insomma, scrive l'autore dell'"Impostore", è il genere delle domande; sta al lettore riempire i vuoti lasciati dallo scrittore con la propria sensibilità e le proprie informazioni. Questo è il cuore di un libro che spazia da Borges a Kafka, da Melville a Tomasi di Lampedusa, a Vargas Llosa, a Cervantes, offrendoci le intuizioni e le riflessioni di uno dei più geniali scrittori europei (e dei narratori più innovativi) sui meccanismi che governano il romanzo e sul suo carattere duplice ed elusivo.
br. Che cosa vuol dire scrivere romanzi, oggi? Quando due amici, che sono anche scrittori, come Bruno Arpaia e Javier Cercas, si mettono a chiacchierare, si parla di narrativa, di scrittura, ma anche della vita. Della vita e dei sentimenti che si riflettono nei libri e nei romanzi, della Storia e delle storie che si intrecciano, degli amori e delle amicizie, del Male che è dentro di noi e della dignità umana, della verità e della menzogna, della realtà e del tentativo di afferrarla. Questo libro è un coinvolgente viaggio nell'universo dello scrittore spagnolo, ma soprattutto nelle passioni che lo spingono a "scrivere romanzi sull'avventura di scrivere romanzi."
ill., br. Una quarantina di voci in ordine alfabetico che procedono dall'Anima alla Vita, rivelando, voce per voce, le insidie nascoste nelle parole, non solo nei confronti della donna, ma di tante altre creature che il linguaggio tende a ridurre in minoranza. "Per me," scriveva Ceresa alla sua traduttrice francese, "l'inuguaglianza femminile è ancorata nella intera visione del mondo; ergo, se io faccio un dizionario, devo fare il giro anzitutto delle radici di quest'albero dell'inuguaglianza... Conclusione: il piccolo dizionario io non lo scrivo per le donne; lo scrivo perché va scritto". Alice Ceresa ha lasciato questo inedito, a cui lavorava da anni, oggi conservato nell'Archivio svizzero di letteratura nella Biblioteca nazionale di Berna.
br. Dier Paolo Pasolini è stato uno dei primi poeti a intuire i la grandezza di Konstandinos Kavafis e in più a provare a seguirne l'esempio: letta la prima antologia italiana del neogreco, che Filippo Maria Pontani aveva pubblicato sul secondo fascicolo della rivista romana «Poesia» (1945), Pasolini elesse ad argomento centrale di "Amado mio" (1947-1950) l'amore estivo tra un giovane letterato e un adolescente di bellezza divina, soprannominato Iasis come il ragazzo di un famoso epigramma dell'Alessandrino. Il libro cerca di ricostruire nei dettagli questo capitolo a oggi ignoto della fortuna italiana di Kavafis, con particolare attenzione per la prima redazione del romanzo (1947-1948).
brossura Un uomo stanco di vagare trova un modo per sconfiggere l'esilio, una terra che sembra la sua terra, gente che sembra la sua gente; un poeta stanco di ascoltare voci straniere, ritrova la sua lingua e con esso motivo di vita.
ill., br. Il tempo, la storia, il sesso, il cosmo, l'abisso: centotrentaquattro nuovissimi pensieri del Filosofo Ignoto.
br. «Non l'aspetto, non mi pare di averlo mai aspettato» dichiara Ceronetti, senza nascondersi tuttavia che il tema fluttua da sempre nel suo «mondo mentale», anzi è «centrale e sigillato come l'ombelico». Tant'è che soltanto lui poteva darci questo piccolo libro prezioso, in cui, armato solo delle sue domande appassionate e della sua immensa erudizione, egli parte alla ricerca di presenze e testimonianze messianiche nei testi degli autori che da sempre frequenta e ama: da Eraclito a Isaia, da Buber a Dostoevskij, da Rimbaud a Beckett, da Cechov a Kafka. E in tal modo ci indica una via, e ci spalanca orizzonti: perché, ci dice, «pensare messianicamente, sia pure con una forzatura malinconica, trattiene la mente dal precipitare nell'incretinimento generale», e perché nessuno quanto lui sa che, per quanto ignari, si vive tutti nell'attesa del Messia.
br. "Gray diceva che chiunque poteva scrivere un buon libro, ed era semplicemente la storia della sua vita" recita la lettera di Stendhal in epigrafe a questo libro. "Per le strade della Vergine" è proprio questo: 'semplicemente' la storia della vita di Ceronetti fra il gennaio 1988 e il luglio 1996. Uno zibaldone, "per chi sa quali futuri lettori", che raccoglie viaggi, incontri, ossessioni, amori, lutti, sogni, letture, malattie, amicizie illustri, riflessioni liriche e scene di vita quotidiana, divagazioni oniriche e cronache minuziose. Un itinerario che restituisce il ritratto di uno dei protagonisti della cultura italiana nella sua irriducibile peculiarità.
brossura Da sempre il Tragico e Guido Ceronetti si rispecchiano l'uno nell'altro, e oggi formano una perfetta coppia aristotelica che il destino attende, sfinita, in un sobborgo di Atene - padre e figlia, Antigone e il vecchio, sacralmente reietto, Edipo. Ma occupa principalmente il lavoro di ricerca dello scrittore un'appassionante domanda: "Che cos'è tragico". A differenza del Tragico classico, che è nobile sempre e appartiene all'esistenza e all'Occidente, il Tragico tascabile ha battute banali, che la storia sgombra tra i suoi detriti - e ha infiniti motivi per piangere. Più di Fedra preda di Venere, più di Amleto mancato vendicatore di sangue. Tascabile: è il tragico che compri all'edicola, quel che ti fulmina da una telefonata. Ceronetti, con la sua lanterna, lo scopre, lo spiuma, lo seleziona. E perché una finestra s'illumina di tragico e altre dieci, spesso più forti nel gridare la loro pena, restano buie? E chi decide che cos'è tragico e ciò che non lo è? I vagabondaggi dell'autore in cerca del nascosto fungo tragico sconosciuto valgono come testimonianza, ma si perdono nell'insolubile. A differenza di quello di Sofocle, l'Edipo tascabile non arriverà mai a Colono.
Mm 140x220 Collana "Thesaurus Litterarum - Storia delle Letterature di tutto il Mondo" - Volume rilegato in piena pelle rossa con titolo e fregi al piatto e al dorso, 281 pagine con un indice dei nomi e bibliografia in chiusura. Copia ottima. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
<p>19 cm, brossura editoriale, p. 250. Edizione numerata di 202 esemplari: il nostro n. 171. Esemplare fresco dagli ampi margini e in parte intonso. Esemplare raro. </p>
Brossura editoriale in cartoncino flessibile, dalla copertina illustrata, leggermente annerita e lesionata. Buono lo stato di conservazione, pagine perfettamente tenute, ossidate da tonalità seppia, come i tagli. Numero pagine 102. USATO
brossura
brossura La guerra che devastò lo stato romano nel 49-48 a.C. raccontata da un grande condottiero. Leader cinico e spregiudicato, ma anche razionale e lucido, Cesare narra in terza persona i fatti - dall'attraversamento del Rubicone alla battaglia di Farsalo fino alla vittoria finale in Egitto - e le ragioni che lo hanno spinto a «marciare su Roma», a ricorrere alle armi contro una parte dello stesso popolo romano, per difendere dall'odio del Senato e dalle vendette dei nemici la propria dignità, la propria vita e, soprattutto, le libertà repubblicane. Un «diario» di guerra che diventa un avvincente racconto storico di intrighi politici, arbitrî privati e lotte intestine per il dominio di Roma. Con un approfondito commento storico-critico di Dionigi Vottero. Completano il volume la bibliografia, la cronologia, l'indice dei nomi, dei luoghi e dei popoli.
br. Da Plutarco a Bertolt Brecht, tutti si sono confrontati con questo grande classico della nostra cultura, da studiare e da leggere come testimonianza storica e come modello di stile. La prosa di Cesare, come ha già scritto Concetto Marchesi, "ha l'eleganza perfetta e trasparente di una vera opera d'arte e nello stesso tempo ha la solenne semplicità del linguaggio imperatorio e ufficiale. La lucidità della prosa di Cesare deriva dalla lucidità del suo pensiero". Questa edizione è accompagnata da notizie storiche e geografiche e da nozioni di tecnica e nomenclatura militare relative anche agli armamenti e alle fortificazioni, che consentono al lettore di avere una chiara conoscenza delle strategie adottate da Cesare nel corso delle guerre. Introduzione enote di Ettore Barelli.
ril. La storia romana, è stato autorevolmente sostenuto, si può dividere in prima e dopo Cesare. La sua figura ha segnato il destino delle civiltà romana ed europea. Stratega lucidissimo, cui solo Alessandro il Grande e Napoleone possono essere paragonati, conquistò in soli sette anni la Gallia, trasformandola per sempre in terra latina. Dopo una cruenta guerra civile diede inizio a un'autocrazia che durò quattro secoli, tanto che il suo nome, da cui derivano le parole Kaiser e zar, divenne sinonimo di potere. Ma oltre che uomo di guerra Cesare fu anche, secondo l'opinione di Cicerone, oratore impareggiabile e raffinato prosatore. Le sue opere storiche ne sono testimonianza: i sette libri della "Guerra gallica" raccontano di come la spedizione punitiva contro lo sconfinamento degli Elvezi si trasformò in una calcolata guerra di conquista, e i tre della "Guerra civile" narrano lo scontro con Pompeo e il senato fino alla tragica morte di Pompeo in Egitto. La "Guerra di Alessandria", la "Guerra d'Africa" e la "Guerra di Spagna", redatte da ufficiali dello stato maggiore cesariano sulla base di suoi appunti, continuano il resoconto della lunga guerra contro i resti della fazione pompeiana fino al trionfo finale. (Introduzione di Lorenzo Braccesi)
brossura La storia dell'ultima rivolta della Gallia e l'ascesa e il tramonto del suo leader Vercingetorige rivivono nella prosa scarna e lapidaria del settimo libro del De bello Gallico. Un indiretto omaggio da parte di Cesare a un grande e sfortunato avversario e alla passione di un popolo nel suo ultimo sforzo di sottrarsi alla schiavitù.
ril. Pochi personaggi storici sono stati così decisivi e ricchi di fascino come Giulio Cesare. E pochissimi così sapientemente scrittori. Scriveva Gaston Boissier di lui: "Quelli stessi che lo detestano di più e non possono perdonargli la rivoluzione politica da lui fatta, quando ne leggono gli scritti si sentono presi per lui da una compiacenza segreta". È innegabile del resto che l'equilibrio, l'eleganza e lo straordinario acume storico facciano del De bello gallico e del De bello civili due gioielli della letteratura latina. Questa attenta traduzione aiuta il lettore a ricercare le fonti dirette della storia, più preziose di ogni storiografia.
br. Scritto in un latino esemplare per chiarezza, trasparenza ed essenzialità, a oltre due millenni dalla sua composizione il "De bello civili" mantiene intatto il fascino della ricostruzione storica - in felice equilibrio tra oggettività e partecipazione emotiva - degli eventi della guerra civile che, tra il 49 e il 48 a.C., vide schierato Cesare contro Pompeo. La sua grande importanza, non solamente come opera documentale e testo letterario, pone il "De bello civili" tra i capolavori della letteratura latina.
Cesare Pascarella I Sonetti - Storia Nostra - Le Prose. , Mondadori 1967, Cofanetto in buone condizioni, solo sporco e ingiallito. Libro in ottime condizioni, sovraccoperta con costa brunita e sporca e lievemente usurata la margine superiore. In sede, nella tasca incollata in terza di copertina, la copia di un manoscritto dell'autore Buono (Good) . <br> <br> Copertina rigida <br> 798<br>
Volume a cura dell'Accademia dei Lincei con una prefazione di Emilio Cecchi con 16 disegni dell'Autore. Volume in cofanetto cartonato illustrato ed ingiallito dal tempo mostrante segni di usura ai margini con abrasioni agli stessi e tracce di usura da sfregamento ai piatti sporadicamente fioriti. Coperta rigida e telata presentante minimi segni di usura e sporadiche macchioline marroni ai piatti. Pagine leggermente ingiallite dal tempo. Numero pagine 796. USATO
Cesare Pascarella I sonetti storia nostra, le prose. , mondadori 1955, Libro in buone condizioni, non presenta segni Buono (Good) . <br> <br> <br> 790<br>
Cesare Pascarella I sonetti, storia nostra, le prose.. , Mondadori 1955, Libro in buone condizioni, presenta pagine interne leggermente ingiallite Buono (Good) . <br> <br> <br> 790<br>