3 376 résultats
Volume parzialmente intonso. Brossura editoriale in cartoncino flessibile, protetto da sovraccoperta con alette ripiegate, brunita e leggermente annerita. Buono lo stato di conservazione, pagine ben tenute, ossidate da tonalità seppia, come i tagli. Numero pagine 364. USATO
Cesare Pascarella Prose (1880-1890). Torino, S.T.E.N. Societa tipografico editrice nazionale 1920, Copertina in carta pergamena, ingiallita con fioriture. Tagli e pagine bruniti. Edizione curata, integrata e sola riconosciuta dall'autore. Mediocre (Poor) . <br> <br> <br> 364<br>
Due voll. in -16°, pp. 430-(1), 353. Leg. in mezza pelle coeva, con tracce del tempo e d'uso sui piatti, bruniture diffuse su alcune carte all'interno.
ill., br. Da sempre leggiamo il Diario di Anne Frank come un'opera necessariamente legata al contesto storico della Shoah. Aidan Chambers ci suggerisce un piano di lettura ulteriore: quello di un'opera letteraria dal fascino intramontabile, capace di stimolare riflessioni tanto sull'adolescenza - vista da dentro, anche se da un'angolatura davvero particolare - quanto sulla natura di un testo che definiamo 'letteratura'.
ill., br. Raymond Chandler si racconta. La biografia, il mestiere, i libri del padre del romanzo hard boiled rivivono attraverso una straordinaria antologia di lettere e saggi. La nuova traduzione di Sandro Veronesi e le illustrazioni di Igort fanno da guida a un affascinante viaggio dietro le quinte del noir. In appendice "The poodle springs story", l'ultimo romanzo incompiuto di Chandler con il suo investigatore Philip Marlowe.
br. Come l'uomo dovrebbe "abitare" la terra? Nella ricerca estetica e anche etica della base e della vetta. Attraverso queste metafore, il poeta René Char dimostra di credere nel linguaggio come alleanza armonica tra immaginazione e natura. Questo libro è un percorso visuale e letterario, in cui il lettore è coinvolto attivamente. Racconto autobiografico, parola civile, celebrazione della pittura e della poesia, sono strumenti della poetica di un autore sia abissale che militante. Char mostra infatti tutto il potere etico della bellezza. In questo compito gli sono vicini i migliori artisti del suo tempo. Da Braque a Mirò, da Balthus, a Gaugin che questo libro descrive affettuosamente come suoi "alleati". Il libro ha un andamento a tratti, poetici singhiozzi. Nello spazio fra un frammento e l'altro, si cela una possibilità di respirazione, fino alla violenza, per risvegliare, in chi legge, una fame di ricerca e di impegno, non solo estetico ma, in primo luogo, umano. Con prosa e poesia insieme, alleate, Char dà la forza di interrogare l'inconoscibile, in una domanda cui l'assenza di risposta nulla toglie alla bellezza della ricerca.
In 16? (cm 20), Brossura originale, pagg.124 cop. illlustrata a colori, testo su due colonne con qualche ill. b.n. n.t., traduzione di Giacomo Fecarrotta, segni del tempo alla cop., mancano le ultime due pagine, peraltro ben conservato. Collana Urania", 268
Vol. in -16 (11,5 x 18 cm.), brossura editoriale col. ocra con titoli in nero e avrio sul piatto ant., pp. 162, (4). Fogli interni leggermente bruniti ai margini, nel complesso in abb. buone condizioni (integro e ben legato). Traduzione dal francese di Orsola Nemi - Collana: PICCOLA BIBLIOTECA (volume 15).
Volume degli anni '40 del '900 in stato discreto, coperta in cartoncino semirigido, fioritura sparsa, lievi bruniture, macchie, bordo un po' consunto, tagli appena ambrati, pagine in buono stato, firma d'appartenenza con luogo e data su guardia. Traduzione e prefazione di Giorgio Bachelet. III volume della collana Cultura. Numero Pagine 161 USATO
In 16? (cm 17,8), Brossura originale, pagg.177-(6) traduzione di Maria Celletti, firma d'appartenenza alla sguardia, segni del tempo alla copertina, buon es. Collana"I libri pocket", 279. Prima edizione. Uno scrittore americano, sopravvissuto sopravvissuto a un attacco di trombosi coronaria, ha racchiuso in questo singolare libro la sua esperienza di malato restituito alla vita al lavoro. Descrivendo la felice esperienza della guarigione, Harrison riesce a far comprendere a tutti quale prezioso e gioioso dono sia la vita.
In 8? (cm 22), Cart. edit., pagg. titoli al dorso, con sovracop. ll. a colori, pagg. 334-(2), traduzione di Claudia Fezzardi, segni del tempo alla sovracop., buon es. Saga familare in cui "culture, credenze e usanze diverse si mischiano sull'onda del sentimento universale dell'amore" attraverso un secolo di storia cubana.
14,1x10 cm; XII, (2), 173 pp. Legatura rigida in tela nera. Alcune pagine presentano segni di sottolineatura a matita. L'opera raccogli scritti del grande letterato e critico tearale e musicale, Eugenio Cecchi a lungo collaboratore del Fanfulla della Domenica. Nel complesso buone condizioni di conservazione.
br. John Cheever era un uomo pieno di contraddizioni: amava la moglie e i figli, ma si sentiva profondamente solo; amava le donne, ma amava anche gli uomini; si odiava perché aveva il vizio di bere, ma per gran parte della vita non riuscì a smettere; era un grande scrittore, ma la sua sensibilità era così pronunciata da limitarlo come persona. In queste pagine ci è data la possibilità di seguirlo in un dialogo serrato con se stesso, di starlo ad ascoltare mentre cerca di capire e registrare le infinite variazioni della luce e del suo intimo sentire. Qui la scrittura di Cheever è totalmente libera, folgorante, una fonte di infinita poesia e struggenti considerazioni sulla natura dell'amore, del sesso, del desiderio e della vita.
br. Fabbriche, dighe, centrali elettriche abbandonate restituite alla comunità e convertite in laboratori teatrali, gallerie, sale proiezioni. Residenze artistiche nate spontaneamente in sperduti villaggi di montagna. Vecchie aziende agricole ed ex caserme diventate auditorium e spazi espositivi. Rifugi alpini che organizzano festival musicali. Centri sociali occupati che pulsano di feste e musica elettronica fino a notte fonda. Sono i nuovi centri culturali, una rete di realtà spesso lontane dai riflettori che unisce artisti, giovani antagonisti, attivisti, operatori del sociale, studenti. O semplicemente persone che amano il proprio quartiere e la propria comunità. "Bagliore" - progetto di cheFare in collaborazione con il Saggiatore - riunisce sei racconti di giovani scrittori che attraverso il loro sguardo, individuale, originale, sincero, si sono immersi nella vita quotidiana dei Bagni Pubblici di via Agliè a Torino, degli spazi del Cre.Zi. Plus a Palermo, dell'ExFadda a San Vito dei Normanni, dell'Ex Villaggio Eni a Borca di Cadore, delle Officine Culturali a Catania, di Pollinaria a Civitella Casanova. Attraverso le storie e le testimonianze di chi ha creduto nella possibilità di forme differenti di socialità e relazione tra gli individui, questi luoghi diventano molto più di quello che sembrano: una nuova via, più inclusiva e trasversale, di diffondere la cultura. Ecosistemi collaborativi che nel rispetto e nella valorizzazione del territorio hanno trovato una risposta alternativa alla crisi, trasformandosi in laboratori permanenti in cui immaginare nuovi, e migliori, futuri possibili.
br. Sembrano lontani i giorni di Londonderry, della Domenica di Sangue, quelli in cui i pub di Londra saltavano in aria col loro carico di odio irlandese verso il tiranno britannico. E sembra addirittura quasi spenta l'eco della Rivolta di Pasqua, di Michael Collins, dell'lRA, se non ci fossero una mitologia rock o il cinema hollywoodiano a mantenerla viva e toccante nella memoria del pubblico occidentale. Le "Impressioni irlandesi" dello scrittore britannico Chesterton ci proiettano in quei momenti con la crudezza della testimonianza diretta, ma anche con l'acuta precisione di un osservatore che vuole capire. Scritte in occasione del viaggio intrapreso da Chesterton nel 1918 su invito dell'amico e poeta William Butler Yeats, le "Impressioni" traggono spunto dai luoghi fisici, dai segni e dai simboli della cultura irlandese per ragionare sull'essenza di quella terra e sul carattere di quel popolo. In questo sforzo di riflessione, per il bene anche del Regno Unito, le "Impressioni irlandesi" attraversano le profondità dello spirito d'Irlanda, affrontano a viso aperto gli errori storici dell'Inghilterra, e grazie alla penna fine di un grande scrittore ci offrono una serie inarrestabile di fulminanti verità, valide per ogni tempo e ogni luogo. Il risultato - come scrive Gregory Dowling nell'Introduzione - è quello di un libro straordinariamente generoso. Una generosità di spirito che perfino George Bernard Shaw, amico sempre critico di Chesterton, ammise, recensendo per primo le "Impressioni irlandesi".
br. G.K, Chesterton era incapace di introdurre anche solo una traccia di moderazione in ciò che faceva - si trattasse di alimentarsi, naturalmente, ma anche di attività per lui ancora più naturali, come leggere, scrivere o parlare. E così quando decise di raccontare attraverso una serie di ritratti - da Bentham a Carlyle, da Dickens a Hardy - l'età vittoriana;, di cui lui stesso era una specie di ultimo, umorale testimone, scrisse questo libro unico e prezioso: una grande satira, che è anche un infinito atto d'amore. Una pagina dopo l'altra, l'intelligenza irrequieta e inclassificabile di Chesterton («Il compito dei progressisti è commettere errori; quello dei conservatori è di impedire che vengano emendati») riporta in vita uno dei grandi momenti della letteratura come l'abbiamo conosciuta, e come continuiamo ad amarla: lasciando spesso graffi, se non piccole ustioni, sulla nostra coscienza di vittoriani postumi, benché in larga parte inconsapevoli.
brossura Il volume raccoglie le prose che Chesterton ha pubblicato su riviste italiane fra il 1919 e il 1938. Tredici testi comparsi rispettivamente su La Ronda, L'Italia letteraria, Il Frontespizio e L'Illustrazione Toscana. Scritti in anni decisivi per la sua formazione, essi non possiedono solo un valore documentario o storico, ma assolvono anche a quella funzione eminentemente educativa che egli ha sempre riconosciuto alla letteratura.
br. Alla fine del 1914, la Prima guerra mondiale è ormai in corso e il governo inglese chiede al meglio della sua intellighenzia di schierarsi in un conflitto esistenziale contro gli Imperi centrali. Gilbert Keith Chesterton risponde con questo pamphlet, ma non si accontenta di una mera invettiva intellettuale puntata sui caratteri della Prussia, inconciliabili a suo avviso con la stoffa delle democrazie occidentali. La barbarie di Chesterton è infatti molto più estesa e intima a un tempo: è una categoria dello spirito che nei dintorni della capitale tedesca ha trovato grandi applicazioni pratiche, ma che riflette l'eterna tentazione al cuore del «male europeo moderno»: l'idea, immancabilmente travestita con le migliori intenzioni, che le regole le debbano rispettare gli altri. Così la tragedia immensa della guerra che stava iniziando a dilaniare il globo diventa un conflitto di civiltà, dove si può cogliere un tratto profondo dell'ethos protestante fino a intravvedere profeticamente i barlumi dell'orrore nazista.
ill., br. Gilbert Keith Chesterton (GKC) in questo saggio del 1913 sottolinea che la letteratura ha infranto il compromesso vittoriano che negava, grazie anche allo scudo morale offerto dall'utilitarismo, l'esistenza di un diffuso disagio sociale nell'Inghilterra della seconda rivoluzione industriale. I grandi scrittori - Dickens, sicuramente, ma soprattutto Stevenson - reagiscono a questa rimozione collettiva: ognuno a proprio modo ma tutti pienamente consapevoli che qualcosa di fondamentale fosse andata perduta nella loro società. L'Uomo. GKC intuisce che la ricerca ottusa del benessere ha portato a un autunno spirituale, a una strana e fredda atmosfera di vacuità: "I vittoriani - scrive - credevano che il commercio estero dovesse portare la pace: e ha portato la guerra. Credevano che il commercio interno dovesse promuovere la prosperità: e ha in gran parte promosso la povertà. Ma per loro questi erano esperimenti; per noi devono essere insegnamenti. Se noi continueremo a trattare il popolo com'è nell'uso capitalista, se noi continueremo a servirci degli armamenti esteri com'è nell'uso capitalista, il nostro comportamento ricadrà pesantemente sui vivi. Il disonore non resterà ai morti".
brossura Chesterton apre questa raccolta di scritti con una doppia ironia: che nel giallo la tecnica è tutto e che lui stesso ha scritto alcuni dei peggiori gialli del mondo. Chesterton spiega come si scrive un giallo, come si lavora nella officina del mistero e della sorpresa. In realtà Chesterton spiega anche come si debba leggere un giallo, come scoprirne la qualità, come cedere al suo incanto razionale senza cadere nel vizio della serialità.
ill., br. Il saggio di Anna Maria Chierici pone l'accento su alcuni tratti del lavoro letterario di Gianni Celati, sia esso espresso nella forma più conosciuta del racconto o in quelle più sotterranee della traduzione poetica, del saggio, dell'intervista e di quelle vanvere o fantasticherie ad un tempo disarmate e ficcanti di cui Celati è maestro.
In-16 (cm. 18.30), tela editoriale, titolo in oro e fregi al dorso; titolo, sempre in oro, al piatto, risguardi e guardie decorate, pp. 128, (2), con una illustrazione in antiporta. Prima edizione. In ottimo stato (nice copy).