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ill., br. Nel 1947 l'editore Mermod di Losanna propose a Colette di mandarle regolarmente un bouquet di fiori ogni volta diverso; Colette, da parte sua, avrebbe scritto una sorta di "ritratto" dell'uno o dell'altro di quei fiori. Ne risultò una raccolta che apparve l'anno successivo con il titolo "Per un erbario".
Marseille, Cahiers du sud numéro 343, 1957. In-8 broché, 504 pp. + pp. publicitaires. Bon état.
In 8? (cm 21), Cart. edit., pagg.558-(6) traduzione di Silvia Accardi, buon es.
br. Ma che idea, lasciare la California per un brumoso paesino della campagna gallese! Se non fosse che il paesino è Hay-on-Wye, "la Mecca dei bibliofili", dove c'è una libreria antiquaria ogni quaranta abitanti, e dove si celebra ogni anno uno dei più noti Festival della Letteratura - e se non fosse che il pellegrino è Paul Collins, instancabile e ardimentoso cacciatore di libri perduti e stravaganti. Ingaggiato nel 2000 da Richard Booth, il libraio che nel 1977 si proclamò Re del Principato Autonomo di Hay, Collins si è potuto dedicare per sei mesi alla sua attività preferita: frugare tra cataste di "libri effimeri che fin dall'inizio non erano destinati a durare", e tramandarci le loro storie. Ed ecco le ponderose raccolte di riviste obsolete, le memorie apocrife o anonime, gli autori che scrivono dall'aldilà, e le prime edizioni "grigie e pesanti come tombini". Mentre cerca casa, fantasticando di stabilirsi definitivamente in un grande "pub sconsacrato" del Seicento, il Sixpence House, Collins riesce anche a far domanda per un seggio alla Camera dei Lord (quella "specie di governo mediante copula. Una spermocrazia, se preferite"). Oltre che una incantevole tranche de vie, "Al paese dei libri" è una sorprendente meditazione sul valore dei libri nel tempo - e sulla volubile sbadataggine del passato, "l'unico paese dove è ancora lecito prendersi gioco degli indigeni".
br. Meno noto del celeberrimo burattino suo omonimo, il "Pinocchietto politico" raccoglie pagine scelte di articoli che il Collodi giornalista pubblicò su vari periodici italiani a partire dal 1847. Meno noto, ma non meno arguto e penetrante nel descrivere con sottile ironia la vita politica e sociale del suo tempo. Fine conoscitore dell'animo umano, mentre tratteggia sorridendo una seduta alla Camera o le perenni lamentele degli impiegati statali, mai si erge a giudice di quelle naturali debolezze di cui, del resto, si riconosce anch'egli comune portatore. Una lettura agile e invitante, tanto più che, a oltre un secolo di distanza, non sembra cambiata di molto la condizione di un Paese in cui: "tutti, dal più al meno sappiamo governare: il difficile sta nel rendere conto e nel provare agli altri che abbiamo governato bene!".
in-16, pp. 308, XV di annunci editoriali, numerose ill. n.t.. Legatura editoriale in tela verde, piatto anteriore figurato e ornato da cornice in oro, titolo in oro al dorso. Presentazione di G. Rigutini. Ottimo stato (usuale ed uniforme brunitura della carta). . .
3 parti in un vol. in-16, elegante legatura in tela editoriale in rossa con titoli e fregi in oro. Parte I: L'Italia superiore. Firenze, Bemporad, 1890, pp. 322, XII. Quinta ediz. Parte II: L'Italia centrale. Terza ediz. Firenze, Felice Paggi, 1886, pp. 316, XII. Parte III: L'Italia meridionale. Seconda ediz. Firenze, Bemporad, 1891, pp. 300, XII. Numerose illustrazioni in nero prevalentemente a p. pagina, che riproducono vedute di città, piazze e monumenti inc. in legno. Interessante opera in forma di guida turistica per ragazzi. (Premio scolastico). Esempl. allentato e con lievi ingialliture.. .
in-16, pp. 218, leg. tela edit. Numerosissime ill. n.t. del Mazzanti, anche a piena pag. Bell'esemplare.. .
br. Un racconto biografico su un grande personaggio della letteratura italiana in cui risaltano temi e momenti storici mai finora così esplorati e definiti. La nascita in una Sicilia tra Medioevo e Far West che ne segnò la vita e l'ispirazione, il fascismo di Pirandello, tutt'altro che superficiale ed episodico, ma sentito e coltivato anche se, a volte, solo e soprattutto per motivi opportunistici. La vera storia del rapporto con la moglie pazza e con i figli, di cui il drammaturgo fu carnefice e vittima. L'appassionante racconto del rapporto affettivo e artistico tra Pirandello e Marta Abba: una delle storie d'amore "a senso unico" più grandi della letteratura. Le opere di Pirandello finalmente spiegate, passo passo, dal racconto della stessa vita dell'autore, ma anche nella loro grande attualità. Con l'evolversi dei mass media, infatti, sotto i riflettori che dovunque e in ogni momento illuminano la scena della vita, le maschere pirandelliane sono più che mai utili per aiutarci a sopravvivere.
Prosa latina (1.IV.9). - Il ricavato della vendita di questo libro sarà destinato ai progetti di ricerca e formazione promossi dalla "Fondazione Salvatore Calabrese"
opuscolo in-8, pp. 24, ben leg. in cart. rigido coevo. Raro ed interessante trattatello, pubblicato anonimo, ma scritto dall'Abate Michele Colombo, sulla travagliata questione dei rapporti intelletto-immaginazione, ragione-fantasia, tanto cara ai letterati tra '700 e '800. ''Questa lezione ci è sembrata a più riguardi esemplare. Facile, piana, condita di opportuna erudizione, scritta con certa castigatezza elegante ci ha fatto pensare che sia opera d'ingegno maturo'' (Antologia, Giornale di Scienze, Lettere e Arti, N. 55, Luglio 1825). ''L'egregio autore tocca al solito con incredibil chiarezza molte ardue parti della metafisica, e ne discorre sì francamente che il lettore è costretto a collocarlo tra i grandi filosofi ond'egli ragiona..'' (Biblioteca Italiana, Giornale di letteratura, scienze e arti, compilato da varj letterati, tomo XL, 1825). Uno dei rari esemplari di lusso, impresso su carta pesante azzurra, a pieni margini.. .
brossura Sono trascorsi 500 anni da quando il veneziano Aldo Manuzio pubblicò questo sfuggente romanzo, ritenuto il più bel libro della storia della stampa, ma l'opera mantiene intatto il suo fosco fascino. E non cessa di suscitare stupore, interrogativi e acri polemiche. Risolta la questione dell'autore, che Giovanni Pozzi ha identificato in un Francesco Colonna frate indocile e libertino, resta il mistero del linguaggio che fa del "Polifilo" uno spericolato e intrepido esperimento senza passato e senza futuro. Ma che cosa narra? Una storia d'amore. Polifilo ritrova in sogno l'amata Polia superando una serie di prove iniziatiche: un viaggio dell'anima, intrapreso in lotta con Amore per raggiungere la vera Sapienza.
ill., br. Sono trascorsi oltre cinquecento anni da quando Aldo Manuzio, primo e inarrivato fra gli editori di letteratura, pubblicò la Hypnerotomachia Poliphili, e questo abnorme romanzo misteriosofico, ritenuto - anche in virtù delle mirabili xilografie che lo illustrano - il più bel libro della storia della stampa, conserva intatta la sua aura di affascinante enigmaticità. E non cessa di suscitare stupore, interrogativi e acri polemiche. Questa edizione affianca alla riproduzione dell'originale del 1499 (tomo I) la prima traduzione integrale in una lingua moderna e un ampio commento che tenta di chiarire, per la prima volta sistematicamente, i molti enigmi ancora irrisolti. Risolta la questione del suo autore, identificato da Giovanni Pozzi in un Francesco Colonna frate indocile e libertino, resta il mistero del linguaggio, che mescola temerariamente italiano, latino e greco, e che nella sua oltranza espressiva può essere paragonato solo all'ultimo Joyce. E resta il mistero di una narrazione che pare sottrarsi a ogni tentativo di classificarla. Polifilo ritrova in sogno l'amata Polia superando una serie di prove iniziatiche: un viaggio dell'anima, intrapreso in lotta con Amore per raggiungere la vera Sapienza, un pellegrinaggio onirico fatto di trabocchetti e prodigi, meraviglie e incubi, rovine classiche e giardini di delizie, fantastiche e iperboliche architetture, inquietanti e fascinose personificazioni allegoriche, ma anche un'eruditissima enciclopedia di miti, iscrizioni, emblemi, dotte ossessioni filologiche, mirabili lapidari, erbari e bestiari.
br. Comaschi non ci sta: tutti si atteggiano da grandi "influencer"; danno consigli di moda e stile; usano paroloni inglesi senza nemmeno saperli pronunciare... Bisogna porre rimedio. Ed ecco che sulla sua pagina Facebook inizia a pubblicare video-critiche taglienti e divertenti. Ora si cimenta in un manuale per capire se anche voi, alle volte, vi comportate da "influenzer". Ma non preoccupatevi: a tutto c'è un rimedio e Giorgio cerca di spiegarci il suo punto di vista.
ill. In questo secondo volume viene proposta un'interpretazione delle tesi sulle lingue di Arda che tende a ricalcare gli schemi descrittivi originali di Tolkien: ogni idioma è presentato nel suo contesto storico (interno) e facendo ricorso a elementi tecnici di linguistica storica e comparativa - vale a dire, nel trattare le forme linguistiche elfiche mature sono frequenti i riferimenti all'evoluzione di fonologia, lessico e sintassi e altrettanto spesso vi sono raffronti tra forme di una lingua e di un'altra per valutarne l'evoluzione e il legame etimologico con la radice primitiva o con la forma più antica.
br. L'insieme degli idiomi propri dei personaggi delle varie razze della Terra di Mezzo, di cui nelle opere principali compaiono numerosi esempi, costituisce con ogni probabilità il vero cuore pulsante dell'intera narrazione di Tolkien. Egli aveva inventato lingue e linguaggi sin dalla tenera infanzia, e, in anni successivi, ebbe a dichiarare in più circostanze che la generazione dell'intero corpus narrativo incentrato sulla Terra di Mezzo aveva il solo scopo di ricreare un luogo dove i linguaggi elfici, naneschi e orcheschi potessero prender vita. Il presente volume dà il via ad una serie di pubblicazioni incentrate sul tema della linguistica tolkieniana, che ha lo scopo di presentare la bellezza e la centralità di questo aspetto della concezione che l'autore aveva del ciclo narrativo cui dedicò l'intera vita. Di prossima pubblicazione "La grammatica delle principali lingue elfiche di Arda".
In-16 gr., brossura originale (picc. manc.), pp. 160,(4). Prima edizione. “Sesto volume della collezione di ‘Letteratura’. Si compone di 200 copie numerate, oltre a una tiratura fuori serie”. Il ns. esempl. appartiene alla tiratura “fuori serie”. Testo ben conservato.
brossura "Diario di una sconfitta scritto da uno sconfitto", la «Cronica delle cose occorrenti ne' tempi suoi» non è la fredda disamina degli eventi, ma una rievocazione appassionata, in cui la deprecazione si mescola al sarcasmo, il compianto all'invettiva e all'ironia: una prova vivissima, un documento che serba nel tempo il suo valore di eccezionale testimonianza storica e umana. Riscoperta fra Sette e Ottocento, dopo un lungo periodo di oblio, la Cronica fa rivivere con drammatica incisività gli stessi moti politici, fatti, personaggi che la Commedia poeticamente trasfigura: la battaglia di Campaldino, le lotte fra i Cerchi e i Donati, le trame di Bonifacio VIII, la calata di Carlo di Valois, fino al trionfo dei Neri in Firenze: un mondo epico, tramato di odi e di passioni implacabili, in cui si consuma la crisi del Medioevo al suo tramonto.
br. Il saggio di Alberto Comparirli affronta con passione e acribia le fonti, la struttura, i contenuti e le suggestioni filosofico-antropologiche del libro più complesso di Cesare Pavese. Si tratta del lavoro finora più esaustivo sull'argomento che, attraverso un'approfondita ricerca d'archivio, unita a procedimenti di esegesi critica mirati a contestualizzare i "Dialoghi con Leucò" nel contraddittorio panorama del modernismo italiano, offre una lettura dell'opera di Pavese che supera il limite della tradizionale interpretazione simbolico-lirica, per lambire i confini dell'allegoria storica. Il risultato è un saggio denso e innovativo, in grado di restituire con drammatica evidenza il profilo intimamente tragico di uno scrittore tanto attratto dalla misura apollinea quanto destinato a soccombere di fronte all'inevitabile avanzare del mostruoso.
br. Nel dare voce alla componente irrisolta della vita e della mentalità dei siciliani, larga parte degli intellettuali fa propria l'esigenza di tradurre in simboli la tormentata percezione del mondo, le irrisolte contraddizioni in cui sciogliere impegno e paura. Così, Domenico Seminerio è fra coloro che maggiormente intervengono sulla condizione dell'uomo. Con capacità mitizzante. Gabriella Congiu ripercorre, in questo libro, le prime tappe della scrittura narrativa di Domenico Seminerio, territorio di frontiera nel quale lo scrittore calatino consuma il suo irridente mondo a rovescio, l'inesausta oscillazione fra due realtà che non si appropriano l'una dell'altra, al contrario continuano a ignorarsi, coraggiosamente.
br. Divertissement in forma di traduzione anonima, edito nel 1977, un secolo dopo la morte dell'autore, "I neoplatonici" ha suscitato giudizi contrapposti e tenaci fraintendimenti. Alieno dal farsi portavoce di un outing postumo, il saggio rintraccia negli scritti del patriota-scrittore il suo punto di vista sull'omosessualità ed evidenzia le peculiarità dei protagonisti, i quali ignorano - in contrasto con l'opera di Luciano di Samosata, tradotta dallo stesso autore - lo statuto canonico della pederastia e la fissità dei ruoli sessuali, vivendo un'insolita parabola erotica che sfocia in una borghese bisessualità. Infrangendo la consegna del silenzio, grazie alla sua conoscenza del mondo antico Settembrini ci lascia una visione originale del vizio innominabile, immaginata mentre l'Europa si avvia verso un ambiguo processo di medicalizzazione dell'omosessualità. Aperto dalla prefazione di Maya De Leo, il saggio è seguito da un'appendice che consegna al lettore "I neoplatonici" in una versione più aderente al manoscritto originale.
In-16 (cm 15,6x 10,2), pp. da 261 a 431, br. ed. grigia, traduzione di Alessandro Gallone. Collana "Biblioteca Universale Rizzoli 289-290". Buono. WORLDWIDE DELIVERY
br. Etty Hillesum (1914 -1943) iniziò a scrivere un diario dopo l'incontro fulminante con lo psicochirologo Julius Spier. Fu lo strumento di scavo interiore che la aiutò ad attraversare i «tempi spaventosi» dell'occupazione nazista a testa alta e a incontrare Dio al fondo della propria anima. Morì ad Auschwitz dopo aver prestato volontaria assistenza, a Westerbork, agli ebrei in attesa del trasferimento in altri lager. A partire da quel diario, dalle lettere e da fonti storiche, l'autrice delinea un ritratto sintetico e affascinante di questa donna e invita i lettori a mettersi in discussione. Sulle orme di Etty.
8°, due parti in un vol. , al primo front. ritratto in medaglione, al secondo front. impr. tip. , in entrambe le parti diverse e curiose figg. in legno, fregi iniz. ornati. Dedica dello stamp. al P.Tomaso Valabio da Montagnana, Priore delle Ceneri. Nei prel. presentazione di Vespasiano Zugliano e son. di G. B. Titoni, seguiti dalla "breve descrizione della vita di San Romualdo, Padre e fondatore dell'antica religione camaldolese, da l'historia cavata dal R. P. Don Giov. da Castagniccia dell'ordine di San Benedetto, di Giovanni Crivelli veneziano. Leg. t. perg. , front. e prime cc. con restauri come le ultime cc. della seconda parte, lievi macchie d'acqua. (Cfr.: Piantanida, Passano, Graesse...)
brossura Il fine del tutto è la solidarietà, un atto d'amore che riempie il cuore nostro e del prossimo, converte i popoli ricchi e poveri e conferma che donare gioia non è un'illusione, ma trasforma la realtà concreta ed estirpa dal mondo il male e la sofferenza. Uniamoci!