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In 8? (cm 24), Brossura originale, pagg.(2)-186-(14) con alcune ill. fotografiche b.n. n.t.., lievi mende al dorso, segni del tempo alla cop., ma buon es. Raccolta di racconti, tra cui il celbre "Angelita di Anzio", la cui omonima protagonista ? simbolo di tutti i bambini coinvolti dalle atrocit? e dalla furia della guerra. L'anziate Silvestri dedica il suo libro a tutti coloro che "sono caduti per un ideale o per un dovere e a quanti lottano per la Federazione Europea".
br. Robert Silverberg ha espresso i suoi pareri e le sue impressioni sulle riviste sci-fi più note del suo tempo, da Galileo Magazine ad Amazing Stories alla Asimov's Science Fiction Magazine. Riflessioni e rifrazioni sulla scrittura, nella sua edizione italiana, raccoglie a partire da quell'insieme le pagine che affrontano la scrittura, in particolare di genere. Un insieme di consigli e suggerimenti su come approcciarne e risolverne le questioni, gli entusiasmi e i pericoli e, soprattutto, le tecniche. Il viaggio di Silverberg nella scrittura termina infine con una carrellata di grandi autori, da Isaac Asimov ad Harlan Hellison a Philip K. Dick, ricca di commenti e aneddoti personali, restituendoci così l'atmosfera di un periodo irripetibile della storia del genere.
In 8? (cm 20), Brossura, pagg.171-(4) firma d'appartenenza a matita al frontespizio, segni del tempo alla cop., buon es. Collana "La nuova biblioteca", 17. Scelta, presentazione e commento di Maria Letizia Cassata. Nel libro sono pubblicati alcuni racconti editi in "Uscita di sicurezza" (tra cui l'indimenticabile "incontro" con Don Orione) e alcuni passi raccolti dalle opere pi? note ("Fontamara", "Una manciata di more", "Vino e pane", ecc.) sempre scelti tra quelli che rappresentano di per s? un episodio vivacemente narrativo e in s? concluso
62 p. : ill. con foto di scena in b/n ; 24 cm. Programma di sala. Collezione : quaderni dello spettacolo. Stagione di prosa 1994-95. Brossura. Come nuovo. ****.
<p>20 cm, ril. edit. in piena tela, sovracop, p. 186, dedica autografa dell'A. alla prima c.b.</p>
Prefazione - Sul primo cofanetto: particolare da 'L'orazione nell'orto' di Andrea Mantegna - Sul secondo: particolare da 'La dialettica' di Paolo Veronese' 2 20.5x13,5 cm, legatura in piena tela rossa, titoli in oro sul dorso, cofanetti illustrati con particolari di opere a colori sui piatti e in tela rossa sui tagli, pp. 306 (109; 434 (7), prima edizione, in italiano, lievi tracce del tempo. piccola parte del titolo del secondo volume sul dorso, sbiadito, ottimo esemplare.
brossura Un altro Pavese. Non uno scrittore tormentato e sul piano umano miseramente fallito, ultima icona di un decadentismo lontano, bensì il testimone inquieto di una fatica di vivere e di una sospensione sul confine acutamente moderne, intimamente nostre. Un grande poeta, cantore del mito del ragazzo e del disagio di diventare adulti, capace di ascoltare e di riscrivere le parole della Bibbia, dei Greci, dell'Oriente, accanto alla grande letteratura occidentale, da Platone a Nietzsche.
ill., br. Il piccolo ebreo russo Igor Shteyngart, ribattezzato con ruvido affetto paterno "Moccioso" per via dei continui attacchi d'asma, si trasforma, pochi anni dopo essere sbarcato a New York, in Gary, fan adolescente di Ronald Reagan, convinto oppositore del welfare e pervaso di un razzismo profondo quanto infondato. Nel frattempo è stato bollato dagli insegnanti come Fetido Orso Russo per via del suo immancabile cappotto con il collo di pelliccia, ha contrastato il disprezzo dei compagni vestendo i panni di Gnu, autore della Gnorah (un'irriverente parodia della Torah), e si è guadagnato l'appellativo di "Piccolo Fallimento". Un'invenzione amorevole (più o meno) della madre, la prima ad abbandonare l'illusione che quel figlio potesse riscattare con una laurea in legge o in medicina i decennali sacrifici di Papa e Mama, le loro giacche di pelle polacca e il loro pessimo inglese. Ma per smentire le fosche previsioni materne, mettere ordine nella selva delle proprie identità e assicurarsi tutto ciò che desidera - il formaggio della nonna Galja, l'amore di una ragazza, il sospirato contratto editoriale... - Gary ha a disposizione uno strumento formidabile: la scrittura. È scrivendo, infatti, che trova la propria voce, divertente, inventiva e provocatoria, una fonte inesauribile che sgorga da un'esperienza contraddittoria, vissuta a cavallo di due paesi non solo diversi tra loro, ma acerrimi nemici, eppure capace di garantirgli, finalmente, un posto nel mondo.
br. A oltre vent'anni dalla morte di John Williams, i suoi romanzi sono amati da milioni di persone nel mondo e considerati fra i migliori esemplari di narrativa americana del ventesimo secolo, tanto che i lettori iniziano a chiedersi: che storia si nasconde dietro a "Stoner"? Chi è l'uomo che scrisse questo romanzo perfetto? «A volte basta guardare una persona per sapere quanto sia stata interessante la sua vita», osserva Anne Marie Candido, la curatrice delle carte di John Williams. E con il tempo il volto dello scrittore si era riempito di rughe, segni inequivocabili di una vita piena e sofferta e di una quotidiana ed estenuante lotta per essere riconosciuto come romanziere. Probabilmente con "Stoner" Williams ha voluto esorcizzare la sua paura di morire nell'anonimato, come accade al protagonista del suo capolavoro: un ragazzo di campagna del Missouri che diventa professore, si accontenta di una vita senza scossoni e mantiene un atteggiamento di passiva e serena accettazione per tutto ciò che accade. Williams invece è il contrario: anch'egli di estrazione contadina, procede ostinatamente in salita e non demorde. Il romanziere e il suo doppio sono entrambi infelici ma, se "Stoner" è un tipo accomodante e comprensivo, Williams ha invece un carattere impossibile ed è ossessionato da un unico pensiero: essere preso sul serio come artista. Il paradosso che gli si para davanti è che, proprio quando la strada si spiana e il suo talento pare trovare il pubblico riconoscimento, lui non ha più molto da dare e da dire: ha già speso le sue energie migliori e si richiude in una spirale di autodistruzione, tra alcol, fumo e risentimento nei confronti del mondo letterario e di quello accademico. Attraverso una biografia meticolosa, coinvolgente e ben scritta, possiamo finalmente scoprire chi è l'uomo che sta dietro a un'opera straordinaria come Stoner, ma anche ad altri tre ottimi romanzi, "Nulla, solo la notte", "Butcher's Crossing" e "Augustus", con il rimpianto di avergli riconosciuto la gloria troppo tardi ma con la consapevolezza di aver scoperto un piccolo e discreto eroe dei nostri giorni.
ril. L'opera poetica di Shelley, già rappresentata in un Meridiano di recente pubblicazione a cura dello stesso Francesco Rognoni, presenta legami indissolubili con la sperimentazione teatrale e con il variegato catalogo di prose scelte all'interno di questo volume. Se I Cenci e Queen Mab costituiscono esercizi di teatro in versi, concepiti dall'autore per la rappresentazione e con in mente attori ben precisi, le prose testimoniano la forza di un animo versatile nell'indagare temi quali l'amore, il matrimonio, l'amicizia, culminando in testi di capitale rilievo come Difesa della poesia o il più cogente Considerazioni filosofiche sulla riforma. Completano il volume il romanzo giovanile Zastrozzi e un'accurata selezione di lettere di Shelley dall'Italia, che si accompagnano alle cronache del suo passaggio nel cuore dell'Europa altresì rappresentato nella Storia di un viaggio di sei settimane.
br. Uno scritto teorico e denso della poesia romantica che ha reso famoso Percy Shelley. Da cosa deve difendersi la poesia in epoca romantica e oggi? Da ciò che è già noto, misurato, squadrato, sostiene Shelley, indicando così in modo ancora poetico e penetrante il campo della ragione. La poesia si nutre dell'ignoto e delle nostre sensazioni a contatto con le nuove scoperte dell'animo. Ma ciò che Shelley propone non è un rifiuto del logos, della speculazione. Ragione e immaginazione collaborano senza sosta, come il braccio e la mente. Ma la ragione è l'ombra, mentre la sostanza, il valore vero delle cose è colto solo dall'immaginazione.
br. Uno scritto teorico e denso della poesia romantica che ha reso famoso Percy Shelley. Da cosa deve difendersi la poesia in epoca romantica e oggi? Da ciò che è già noto, misurato, squadrato, sostiene Shelley, indicando così in modo ancora poetico e penetrante il campo della ragione. La poesia si nutre dell'ignoto e delle nostre sensazioni a contatto con le nuove scoperte dell'animo. Ma ciò che Shelley propone non è un rifiuto del logos, della speculazione. Ragione e immaginazione collaborano senza sosta, come il braccio e la mente. Ma la ragione è l'ombra, mentre la sostanza, il valore vero delle cose è colto solo dall'immaginazione.
in-16°, pp. VIII-(2)-398. Leg. in mezza pelle coeva con tit. in oro al dorso con lievi tracce del tmepo e d'uso sui piatti. Leggero ingiallimento sulle carte interne.
brossura La collana "Cultura dell'anima" fu ideata da Giovanni Papini e pubblicata da Rocco Carabba dal 1909 al 1938, per un totale di 163 titoli. Dal 2008 la casa editrice Carabba ha deciso di ripubblicare, in ristampa anastatica, nella sua interezza la collana "Cultura dell'anima" in un arco di tempo di cinque anni, con l'uscita di circa trenta volumi annuali. Traduzione dall'inglese di E. Cecchi con una introduzione analitica. «Tra le opere in prosa dello Shelley questa è senza dubbio la più importante e il Cecchi, nella lunga introduzione, mostra come qui il pensatore non sia sempre inferiore al poeta». (G. Papini)
In 16? (cm 17), Brossura, pagg.391-(8) traduzione di Tullio Dobner, segni del tempo alla cop., ma buon es. Collana "I miti", 232.
In 16? (cm 19,5), Brossura, pagg.334-(8) traduzione di Tullio Dobner, buon es. Collana "Superbestseller", 793
<p>18 cm, brossura editoriale illustrata con titolo al piatto e dorso, p. 157. Traduzione di Cino Chiarini. Esemplare intonso. Complessivamente ben conservato.</p>
<p>4 volumi, 38 cm, belle rilegature coeve in piena pelle verde, titoli e fregi impressi in oro e a secco ai piatti e ai dorsi divisi da 5 nervi, tagli dorati, p. 443; 445-809; 442; 443-778, 188 (biografia). Completo di tutte le numerose incisioni calcografiche a piena pagina raffiguranti scene delle opere teatrali. Ritratto calcografico dell'autore a tutta pagina all'antiporta del primo volume. Testo in inglese su due colonne. Minimi segni del tempo ai margini dei dorsi. Opera completa, assai ben conservata, in edizione di lusso e molto rara. English translation: 4 volumes, 38 cm, beautiful contemporary bindings in full green leather, titles and friezes imprinted in gold and embossed on the plates and spines divided by 5 nerves, gilded cuts, p. 443; 445-809; 442; 443-778, 188 (biography). Complete with all the numerous full-page chalcographic engravings depicting scenes from comedies. Full page chalcographic portrait of the author at the entrance to the first volume. English text on two columns. Minimal signs of aging at the edges of the backs. Complete work, very well preserved, in a luxurious and very rare edition.</p>
ill., br. Le lettere degli scrittori. Quattro libri spedibili della collana dei Pacchetti.
br. Diciamo subito che il lettore può avviare la lettura di questo Trittico sciasciano muovendo dalla curiosità per un titolo qualsiasi dei nove capitoli del volume, i quali mettono a fuoco prioritariamente tre aspetti della personalità di Leonardo Sciascia (1921-1989). Ovvero Sciascia scrittore e la sua lingua (cap. 3), Sciascia linguista in erba che riflette come tutti gli scrittori sulla lingua (capp. 2, 7), e Sciascia scrittore che diffonde in italiano e nel mondo certi lessemi (senza esserne il glottoplaste ovvero l'onomaturgo), come quaquaraquà, mafia, pagare il pizzo. I quali sono l'oggetto per una analisi intralinguistica (quaquaraquà, ancora equivocato, cap. 5; mafia e derivati, cap. 8), interlinguistica (diffusione di quaquaraquà nel mondo, in lingue romanze, germaniche e non-indoeuropee, cap. 6), in chiave storico-etimologica (mafia, oggetto di «allucinazioni» spagnole, cap. 7; taddema, cap. 4; e pagare il pizzo, cap. 9). Il tutto preceduto da un «giallo» sulla (tardiva) laurea postuma del nostro autore (cap. 1).
br. La Collana propone a quanti si accostano alla letteratura contemporanea un "invito" alla lettura critica dei testi, fornendo gli strumenti necessari per penetrare nel mondo espressivo degli scrittori e coglierne i rapporti con la cultura italiana. Ogni volume, dedicato a un singolo artista, è così articolato: le cronologie parallele, che danno risalto alle corrispondenze significative tra la biografia dello scrittore e i fatti della storia politica e culturale, il profilo della vita dello scrittore e della sua personalità artistica e intellettuale, le opere, analizzate singolarmente in un panorama completo e inquadrate criticamente, con un'essenziale esposizione degli argomenti, i temi più significativi ricorrenti nella produzione dello scrittore, gli orientamenti della critica, la bibliografia, essenziale e ragionata, l'indice dei nomi, l'indice delle opere.
brossura Scrittore eclettico e irregolare, Carlo Emilio Gadda è uno dei maggiori narratori del Novecento italiano. Questa è la prima antologia che raccoglie un'ampia scelta di suoi testi dall'opera omnia: pagine dalle prime prove diaristiche e dagli scritti saggistici sulla letteratura, dalle meditazioni filosofiche e dal pamphlet antimussoliniano, dagli studi di narrazione breve, dai romanzi meno noti e da quelli che anche fuori dall'Italia sono riconosciuti come capolavori, La cognizione del dolore e Quer pasticciaccio brutto de via Merulana. Il libro intende consentire al lettore di accostarsi alle varie tipologie della scrittura di Gadda attraverso brevi ma significative testimonianze testuali e di soffermarsi sulla varietà della sua prosa, che è insieme veicolo espressivo e strumento di indagine conoscitiva. La scelta antologica, accompagnata da un'introduzione, da commenti, da annotazioni e da aggiornate informazioni bibliografiche, valorizza il talento narrativo dell'autore che, spregiudicato e ironico nei confronti della tradizione, cattura il lettore mettendo in scena sorprendenti spettacoli barocchi in cui rappresenta la ricchezza e la complessità dell'animo umano, dei fenomeni storico-culturali e dell'invenzione letteraria.
br. Giuseppe "Nino" Sgarbi (novantaquattro anni, oltre sessanta dei quali trascorsi nella sua casa-museo, cenacolo di scrittori, artisti e personalità della cultura) tesse, in un delicato gioco di rimandi fra passato, presente e futuro, le tre correnti che sono state vento alla vela della sua vita: l'aria - la passione per il volo, la caccia, il cinema; l'acqua - il fiume, la pesca, il mare; il pensiero - i grandi incontri con i libri e la poesia, ma anche con alcuni tra i protagonisti della scena culturale del Novecento. Come scrive Claudio Magris nella prefazione, "I toni tragici non si addicono alla ferma dignità di un vecchio signore familiare con la ruvida terra e l'acqua del fiume, ma sempre attento alle buone maniere. Sarebbe bello potergli assomigliare, almeno un pochino...".