3 376 résultats
ill., ril. Nel 1936, nel pieno della Grande depressione, il San Francisco News commissiona a John Steinbeck una serie di articoli sulla condizione dei braccianti agricoli immigrati in California. Sono americani del Midwest, colpiti dalla crisi e costretti a fuggire dalle tempeste di sabbia della Dust Bowl. Reduce dal grande successo di Pian della Tortilla, Steinbeck sale su un furgone da panettiere e inizia il suo viaggio fra le vallate della California. Osserva le strade riempirsi di camioncini sgangherati, carichi di fantasmi vestiti di stracci e diretti alle piantagioni di uva, mele e cotone. Si imbatte in un'umanità prostrata, sfinita dal lavoro, umiliata. Annota nei suoi taccuini la vita fragile e penosa trascorsa in baraccopoli di latta, brandelli di stoffa e cartone, che si sciolgono sotto la pioggia. Incontra famiglie, un tempo orgogliose, scivolate nella povertà più amara e in un'apatia senza ritorno dopo aver perso i propri figli. E traccia il negativo fotografico del mito della frontiera, dove all'epopea del pioniere si sostituisce il destino tragico di un popolo di senza terra Ma Steinbeck, nemmeno di fronte al vortice più fondo del degrado, smette di cercare la luce di una soluzione, di denunciare con il coraggio del cronista d'inchiesta e l'avventatezza del poeta le responsabilità dei latifondisti e le connivenze politiche, e di indicare gli esempi felici in cui l'abiezione cede il posto al riscatto. Postfazione di Cinzia Scarpino, appendice fotografica di Dorothea Lange.
In 16? (cm 19), Leg. edit. tutta tela, pagg. con titoli in oro al piatto e al dorso, pagg. 274-(2),traduzione di Giorgio Monicelli, lievi fioriture ad alcune carte, buon es. Collana "Medusa", 190
ill., br. "Con il coinvolgimento dell'America nel conflitto mondiale contro il nazi-fascismo, Steinbeck era desideroso di fare la sua parte nello sforzo bellico, scrivendo un libro su come l'U.S. Army Air Force recluta e forma la squadra di un bombardiere. In generale, la guerra non era il terreno letterario di Steinbeck. D'altro canto, la sua sensibilità letteraria sembrava preferire gruppi o ritratti collettivi di diversi personaggi, in perfetta coincidenza con la strategia dell'Army Air Force: quella di unire gli uomini di una larga fetta d'America e di insegnare loro a lavorare insieme per uno scopo comune, come squadra di un bombardiere. Steinbeck scrive: 'L'intento di questo libro è quello di spiegare in maniera semplice la natura e la missione di un equipaggio di bombardiere e la tecnica e l'addestramento di ogni suo membro. L'equipaggio di bombardiere avrà una parte importante nel difendere questo paese e nel combattere i suoi nemici. È la più grande squadra del mondo.' Steinbeck usò il suo grande talento per convincere molti altri americani a diventare parte di questa squadra, anche se ignorava le conseguenze future della campagna di bombardamenti durante la Seconda guerra mondiale. Fosse o no uno scrittore di guerra, alla fine Steinbeck era un patriota americano che usava il proprio grande talento per aiutare il suo paese a combattere una guerra che minacciava le democrazie di tutto il mondo." (dall'introduzione di James Meredith)
1 Vol. In-8 pag. 226. Sovracpt.ill PROG 10190 CATT_ATT 19
In 16? (cm 17), Brossura, pagg.411-(8) traduzione di Grazia Maria Griffini, segni del tempo alla cop., ma buon es. Collana "I miti", 176.
In 8? (cm 20), Leg. edit. tutta tela, pagg. sovracop. ill. a colori, pagg. 494, buon es. Collana "Pandora", 316.
10 vol. in 3 tomi in-16, (134x90mm), pp. 69; 94; 77; 110; 72; 86; 85; 129; 98; 100; legatura coeva in marocchino granata, ricchi fregi floreali e filetti in oro ai dorsi, titoli in oro su tasselli in pelle verde, piatti decorati da cornice floreale e iniziali F.S. entro piccola cornice centrale a losanga con motivo ad ondine; tagli dorati. La prima edizione inglese fu edita nel 1807, il romanzo, ambientato qualche anno prima, descrive l'incontro in Italia tra un giovane inglese e una poetessa italiana, Corinna, ispirata sia alle vicende autobiografiche dell'Autrice, sia alla biografia della Corilla Olimpica. Corinna è ritenuto il primo romanzo della letteratura femminile dell'Ottocento: vero e proprio best seller europeo, preparò lettori, artisti e scrittori alla nuova estetica del Romanticismo. Buon esemplare (uniforme ed usuale brunitura della carta).. .
br. Questa edizione ripropone, con una nuova traduzione in lingua italiana, due dei tre saggi che Madame de Staël pubblicò per i tipi dell'Editore Nicolle nel 1814. Lei contribuì a consacrare Rousseau come "il più eloquente" tra gli scrittori di lingua francese. Ciò che rende veramente interessante il lascito ideale di Madame de Staël è che in lei si siano felicemente congiunti l'espressione del nascente pensiero liberale e la rivendicazione di una ben più antica tradizione di libertà repubblicana. Il suo liberalismo era tutt'altro che un indirizzo di politica economica, ma aveva molto a che vedere con la rule of law, ossia con la concezione dello Stato di diritto, e con la lotta, tipicamente repubblicana, contro la tirannia ed il dispotismo.
br. Pensata come complemento della "Storia della letteratura italiana", questa serie di "profili" ne ripropone la formula introduttiva. Collocandolo nel quadro storico e sociale della sua epoca, ogni volume presenta uno dei grandi autori della tradizione letteraria italiana, ne discute le opere e ne illustra la poetica. Questo volume è dedicato a Italo Svevo. Dopo aver ricostruito la vicenda biografica dello scrittore, l'autrice fornisce gli elementi necessari per comprenderne le scelte narrative e stilistiche e un quadro complessivo delle sue opere. Nel volume vengo trattati in modo approfondito i romanzi: "Una vita", "Senilità", "La coscienza di Zeno."
A clean, unmarked book with a tight binding. Previous owner's name inside. Blue cloth spine with grey paper-covered boards which show slight wear at corners. Edge wear and small tears on dust jacket. 624 pages.
brossura Questo volume intende analizzare il rapporto tra l'arte dei Preraffaeliti e l'opera di Gabriele d'Annunzio, in particolare per i riferimenti alla tipologia della figura femminile.
br. Nel ricordo e nella fatica del ritorno alle origini familiari si scoprono frammenti di storia collettiva, bagliori di un passato irrisolto che affiorano nel presente. In "Patrie smarrite" Corrado Stajano scrive una memoria, una narrazione civile sul grande enigma che è il carattere italiano. A Noto, dove tenta di vendere gli antichi terreni della famiglia - «stoppie, ulivi, mandorli e grotte dell'età del bronzo» -, e poi nei luoghi della giovinezza, fra le brume e le anse placide del Po, a Cremona, dove si reca per svuotare la vecchia casa materna, Stajano racconta architetture, paesaggi, vicende storiche, mentalità e personaggi eterogenei, tutti fatalmente italiani. E indagando la propria doppia radice - siciliana e lombarda - indaga il nostro tragico Novecento, il divario e l'incomunicabilità tra Nord e Sud, un'Italia troppo spesso incline al compromesso, smemorata e autoassolutoria. Tra le spiagge rossastre, gli odori di gelsomino e ricotta, il tufo, i profili cadenti delle architetture barocche, nel Val di Noto Stajano ritrova ricordi personali, carte d'archivio, testimonianze dirette, memoriali inediti, che ricostruiscono lo sbarco anglo-americano sulle coste siciliane, nel luglio 1943: un episodio cruciale e per molti aspetti relegato all'oblio, che rivela eroismi e viltà grandi e piccole, collusioni e silenzi. A Cremona lo sguardo curioso e severo di Stajano si sofferma sulla resistibile ascesa e caduta del ras Farinacci: com'è possibile che una popolazione di antica cultura e tradizioni democratiche abbia favorito con divisioni, omertà e malizie l'imporsi del fascismo più nero? Oggi la città, sonnolenta, rifiuta ogni domanda, sembra infastidita dalla memoria, si rifugia nel particulare, emblema di un paese in cui ancora prevalgono gli egoismi, mai del tutto immunizzato dal germe fascista. In quella che Paolo Di Stefano, nella postfazione al volume, ha definito «l'autobiografia di una nazione», la fantasia esasperata e irrazionale di una Sicilia «amata e ripudiata», la pacatezza, l'ordine e la concretezza della Bassa Padana divengono le due facce, apparentemente inconciliabili, della stessa medaglia: patrie smarrite come smarrito appare l'ideale di un'Italia civile, a lungo vagheggiata e mai raggiunta.
br. Sotto il titolo generale di "Contracroniche" Sandro Sproccati presenta in questo libro una serie di testi saggistici o narrativi a forte vocazione inventiva, su argomenti di volta in volta filosofici, auto-introspettivi, immaginifico-storiografici o politico-polemici, nei quali la scrittura si dà come un coup de langage teso a cogliere di contropelo luoghi comuni e aspetti di realtà soggiacenti alle mistificazioni del pensiero imperante.
In 16? (cm 18,5), Brossura, pagg.501-(8) traduzione di Stefano Carducci, gore alle prime 6 pagg, segni d'uso alla cop., peraltro buon es.
Mm 150x225 Collana "La cultura e il tempo" - Brossura editoriale con bandelle, acetato protettivo con strappo anteriore, 294 pagine. Prefazione di Mario Luzi. Volume in ottimo stato, probabilmente mai letto. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. A 125 anni dalla nascita di Montale (12 ottobre 1896) e a 40 anni dalla sua morte (12 settembre 1981), il presente libro intende omaggiare l'autore degli Ossi di seppia offrendo una panoramica completa della sua produzione e una vivida attestazione della dolente attualità della sua riflessione, espressa sia sul versante della lirica che in quello, meno noto al grande pubblico, della narrativa e della saggistica. Nella prima parte del volume, in cui si delinea l'itinerario esistenziale e artistico del poeta ligure, numerose schede di approfondimento consentono al lettore di ampliare le questioni affrontate, anche in relazione ai luoghi simbolo della sua formazione, mentre nella seconda, prettamente antologica, è riprodotta una selezione di testi montaliani, accompagnata da un corredo di note e da un'articolata analisi critica. Voce controcor?rente, che da una condizione di estraneità all'ingranaggio sociale si fa lucida interprete dell'alienazione dell'individuo e degli orrori della Storia, quella di Montale è una disincantata ma proprio per questo incisiva testimonianza di verità, in un'epoca di conformismi vecchi e nuovi che l'autore ha saputo, con lucidità di sguardo, denunciare.
br. Chiuse tra le mura del monastero, le donne di Remiremont dibattono su quale sia l'amante da preferire: il chierico, colto e cortese, oppure il cavaliere, prode e coraggioso? I versi del Concilium Romaricimontis, colorati da una vena parodica, restituiscono lo svolgersi della tenzone in uno stile semplice, ma vivace. Le insolite protagoniste e la sede del dibattito rendono il poemetto un unicum nella tradizione mediolatina e volgare dei conflictus del chierico e del cavaliere. Il testo latino in nuova edizione critico è corredato della prima traduzione italiana, accompagnata da un'ampia introduzione storico-letteraria e filologica e da un commento puntuale. Lo studio introduttivo affronto il problema della paternità del poemetto - forse opera di uno delle dame di Remiremont - e fornisce una disamina degli aspetti performativi e parodici, oltre a un approfondimento sulla concezione dell'amore, affine a quella teorizzata do Andrea Cappellano espressa nel Concilium.
br. "La storia ha sbagliato. Le dichiarazioni secondo cui l'Africa è stata esplorata sono avventate come le notizie della sua morte imminente. Un'indagine davvero illuminante sull'Africa deve ancora avere luogo, e non finge di accadere neanche nelle pagine di questo libro, che si limita a raccogliere qualche seme fecondo abbandonato sull'aia dell'esistenza africana nel suo complesso. Spero che da questi semi nasca una nuova stirpe di esploratori per la corsa alla necessaria Età della Comprensione Universale, ispirata dall'Africa." (Wole Soyinka)
In 16? (cm 17,8), Brossura originale, pagg.192-(12) traduzione di Guidarino Guidarini e Bruno Oddera, segni del tempo alla copertina, piccola abrasione al'angolo del piatto anteriore, ma buon es. Collana"I Superpocket", 275. Prima edizione. Candy, simbolo dell'imminente rivoluzione dei costumi morali, vive una serie di avventure, una che sorprendente dell'altra.Il libro uscito inizialmente a Parigi con il titolo "Lollipop" ? stato scritto anche dall'autore della sceneggiatura del film "Il dottor Stranamore".
brossura
br. Questo volume presenta per la prima volta in Italia un'intervista estesa che l'autore argentino Fernando Sorrentino ebbe con uno dei più grandi esponenti della letteratura argentina contemporanea, Adolfo Bioy Casares. Le sette conversazioni fra i due autori si realizzarono durante "sette sabato mattina" nell'anno 1988 e furono pubblicate in Argentina alcuni anni dopo, nel 1992. Sorrentino ebbe occasione di intervistare anche Jorge Luis Borges nel 1974 e le sette conversazioni con Borges furono tradotte in italiano nel 1999. Queste conversazioni con Bioy Casares non solo fanno scorgere la straordinaria personalità dell'autore argentino ma permettono anche di rivivere un'Argentina ed una Buenos Aires ormai scomparse, come quando Bioy parla del Martín Fierrogauchos, dei testi dei tanghi "primitivi" e di quelli "canaglieschi" che non piacevano a Borges, delle latterie e delle scuderie sul viale Quintana. Ricordi e osservazioni che nelle sue parole assumono un tono non tanto nostalgico, quanto sociale, aneddotico, umoristico. Il libro di Sorrentino offre al lettore una visione privilegiata e quasi intima del pensiero di questo grande scrittore argentino del XX secolo.
br. Come nasce un libro; come si forgia un linguaggio che sembra così personale da non essere comunicativo ma che si rivela un mezzo di coinvolgimento irresistibile; come persuadere il lettore a guardare il mondo con gli occhi di un personaggio. Questo libro è un'inchiesta in forma di dialogo su un caso letterario straordinario come quello di Andrea Camilleri. L'intervista che parte dall'analisi del segreto di un successo si articola e si dirama via via nell'universo creativo di Camilleri, senza trascurare aneddoti e ricordi personali.
br. Quali e quanti sono i "personaggi" che fortemente "segnano" una storia letteraria? Lo studioso olandese Harald Hendrix (in questo volume) ne censisce ben 777, ma è ovviamente un numero simbolico che sta per innumerevoli. Certamente don Abbondio, la monaca di Monza, Gertrude, Renzo, Lucia, l'innominato, connotano i Promessi sposi; Andrea Sperelli segna Il Piacere di D'Annunzio; Calandrino è protagonista assoluto di una novella del Decamerone di Boccaccio, e ancora Pinocchio, Mastro don Gesualdo, padron Ntoni (nei Malavoglia) e molti altri. Un libro che lancia una prima serie di studi sui "protagonisti" letterari della nostra letteratura.
br. "Superficiale intendere il diario solo come il ricettacolo dei propri pensieri privati, segreti - come se fosse un confidente sordo, muto e analfabeta. Nel diario non mi limito a esprimere me stessa più apertamente di quanto potrei fare con un'altra persona; creo me stessa. Il diario è un mezzo per danni un senso d'identità". "Rinata", il primo dei tre volumi dei diari e taccuini di Susan Sontag di cui nottetempo pubblica l'edizione italiana, coglie e rivela l'autrice mentre è pienamente immersa in una fase di "autoinvenzione", nella consapevole creazione di un'identità attraverso la continua indagine di tutto ciò che tende a ingabbiare l'io in una categoria (famiglia, omosessualità, matrimonio, maternità, ebraismo). Esordendo con la penna di una vorace e prodigiosa quattordicenne, "Rinata" termina con le annotazioni di una Sontag che, alla soglia dei trent'anni, comincia a essere pubblicata: il diario di questo periodo è l'affascinante storia di un apprendistato intellettuale alla ricerca di voce e vocazione, sorretto da una volontà fortissima e dal profondo, radicato desiderio di essere circondata dalla letteratura e dalla cultura.