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brossura Il titolo non tragga in inganno: non siamo in guerra, e nemmeno è scoppiato un incendio: il fuoco è quello dei fornelli... luogo di pena per me". Camilla Salvago Raggi non è certo una cuoca provetta (lei stessa lo ammette: ai fornelli non è in grado di far nulla e niente al mondo l'annoia di più!), ma l'arte culinaria la attrae in modo irresistibile: vecchie rubriche di cucina su riviste polverose, antichi ricettari di celebrati chef, trasmissioni televisive moderne... Il rapporto complicato e divertente tra la scrittrice e i fornelli diventa occasione in "Fuoco nemico" per rievocare cibi, menu, libri di cucina ed eventi conviviali, ma soprattutto memorie private e familiari.
ill., br. Luogo di isolamento, di trascendenza e di ricerca di sé, il deserto alimenta da sempre l'immaginario della cultura occidentale. Il volume, che trae origine da un recente incontro interdisciplinare svoltosi presso l'Università degli Studi di Milano, raccoglie contributi di studiosi di vario orientamento sulla terra desolata come specifica realtà del mondo naturale, ma anche come entità privilegiata per la rappresentazione di particolari condizioni umane. Delle valenze paesaggistiche, storiche e simboliche di una tematica così ricca di suggestioni e sollecitazioni ad ampio raggio si sono nutrite, secondo prospettive differenti, la poesia, la prosa di viaggio, la letteratura del turismo e le arti (dalla pittura fino al cinema e al fumetto). Gli autori dei saggi sono: Nicoletta Brazzelli, Flavio Lucchesi, Giuseppe Rocca, Anna Maria Salvadè, Guglielmo Scaramellini, William Spaggiari.
brossura Il volume si compone di una serie di saggi riguardanti l'attività di Mario Verdone sia come scrittore che come critico delle Avanguardie. Nonostante l'ampio sviluppo d'una carriera letteraria iniziata sotto il segno augurale di una recensione ammirata da parte di Savinio alla prosa poetica Città dell'uomo (1941) e proseguita, lungo decenni, in vari generi: narrativa, drammaturgia, poesia, Atti radiofonici, drammi per musica, Verdone è conosciuto soprattutto per la sua opera di rivisitazione storica e critica, essendone stato anche testimone attivo, delle avanguardie artistiche del primo Novecento, in particolare del futurismo. Questo libro intende soffermarsi, invece, in primo luogo sull'attività creativa, senza però trascurare Verdone saggista. Al ruolo, dunque, che il futurismo come altre Avanguardie storiche hanno assunto nella delineazione di caratteri precipui dello scrittore e dello studioso non mancano di prestare attenzione questi saggi, scegliendo alcuni testi (nella prima sezione di taglio creativo, nella seconda di taglio storiografico e saggistico) tra la vasta produzione offerta dall'autore. Il risultato è di focalizzare quel rapporto tra personalità culturale e personalità poetica che, unificando una disposizione intellettuale a percorrere molteplici vie di sperimentazione, renda anche conto, tramite il filtro di un'esperienza personale, di certi nodi del "moderno" e di sue variazioni nel secolo che ci precede.
br. Considerato uno dei capolavori della storiografia romana, La congiura di Catilina racconta il tentativo di Lucio Sergio Catilina, politico privo di scrupoli, forse fomentato dallo stesso Cesare, di sovvertire l'ordinamento repubblicano a Roma. L'esposizione di questo controverso episodio storico risalente al 63-62 a.C. non è priva di tendenziosità. Pur essendo un difensore dell'ordine costituito, Sallustio non sa resistere al fascino delle personalità risolute, che portano a compimento i loro propositi anche se delittuosi. In questa cronaca appassionata della cospirazione antisenatoria, narrata con un periodare serrato e vibrante che affascina alla lettura, non v'è ancora il tono grave e il cupo pessimismo della storiografia tacitiana. Vi sono sì indignazione e disincanto, ma vi resiste intatta la vitalità dello spirito repubblicano, seppure già ferito a morte. Sallustio è lo storico che meglio ha saputo interpretare, nella sua complessità e nelle sue contraddizioni, la stagione della crisi che ha portato alla ribalta della storia di Roma energie immense ma anche vizi profondi. Introduzione e note di Riccardo Scarcia. Prefazione di Luca Canali.
br. Nella Guerra giugurtina, Sallustio dà la misura del suo valore di storico della latinità. Traccia perfette sintesi delle idee e della società del suo tempo denunciando l'incompetenza della nobiltà nelle questioni belliche ed elogiando la vitalità imprenditoriale della nuova classe mercantile. La storiografia sallustiana è una cronaca vivace ma soprattutto un'indagine sulle cause che legano l'intreccio degli avvenimenti, condotta da un protagonista della vita politica romana. Lo stile di Sallustio è aspro, serrato, veloce nell'esposizione dei fatti. Il suo modo di fare storia ha avuto una lunga e profonda influenza sugli annalisti successivi.
brossura Il "Bellum Iugurthinum" narra, in 114 capitoli, la guerra combattuta, per sei lunghi anni (dal 111 al 105 a.C.), dai romani contro Giugurta, re di Numidia. Il pretesto bellico offrì a Roma l'occasione per uno scontro durissimo fra la nobiltà detentrice del potere e i Populares il "partito democratico" che cercava la sua rivincita. A una nobiltà corrotta e venale, Sallustio contrappone una "borghesia" aggressiva e intraprendente, che intende affermare un concetto nuovo di nobiltà, ben incarnato da Gaio Mario, l'uomo del popolo che si è fatto da sé. Sallustio ripercorre le tappe della guerra indagando i torbidi retroscena del mondo politico romano e descrivendo le campagne militari condotte nello scenario e selvaggio di un paese "barbaro" contro un avversario sfuggente e irriducibile.
br. Nei due articoli del 1921, per la prima volta ripubblicati in spagnolo e tradotti in italiano in questo volume, Pedro Salinas ci invita a esplorare due opere importanti della tradizione europea, su un filo sospeso tra metaletteratura, psicologia e teatro. Il primo pezzo è un incontro con il personaggio secentesco di Sigismondo creato da Calderón de la Barca, cui Salinas si rivolge come a un personaggio in bilico tra amore e dolore, tra la grandezza dell'identità libera e le rigide regole della nobiltà spagnola. Nel secondo articolo, Salinas rende un precoce e brillante omaggio al primo volume della "Recherche" di Proust, inventando una scena immaginaria dove i personaggi di "Du coté de chez Swann" si animano al tocco delicato del romanziere francese, acrobata di finezze psicologiche e verità estetiche.
in-16, 3 parti in un vol., pp. (14), 368, leg. 800esca in p. perg. rigida, titolo in oro al dorso. Prima edizione italiana, tradotta da Antonio e Nicoletto Minunni dall' edizione più completa del ''Dialogues de morts anciens et modernes, avec quelques fable pour l'éducation d'un prince'' (Parigi, 1718). (François de Salignac de la Mothe, 1651 - 1715) fu scrittore e teologo francese, tutore del Duca di Borgogna prematuramente morto nel 1712. Fénelon prese a cuore il delicato incarico e scrisse diverse opere morali all'uopo, come ''Fables'', ''Dialogues des Morts'', ma soprattutto il ''Télémaque''. Nella presente opera sono raccolti: XX dialoghi, dedicati a celebri personaggi storici, XXII favole e infine ''Le avventure di Neottolemo'' del La Chausierges, una delle imitazioni del ''Télémaque'' che ebbero grande diffusione in Italia. Ottimo esemplare.. Graesse, II, 563 (solo edizione originale)..
ill., ril. Negli ultimi cinquant'anni l'inafferrabile autore del "Giovane Holden" è stato oggetto di ogni sorta di congettura, pettegolezzo, illazione, e di una serie di discutibili tentativi di biografia. Ma, a causa della segretezza con cui ha vissuto circa metà della sua vita, il complesso e contraddittorio essere umano che si nasconde dietro il mito di J.D. Salinger è rimasto un enigma. Fino a oggi. Dalla partecipazione alla Seconda guerra mondiale sul Fronte occidentale all'incontro con Hemingway, dalle estati a Daytona Beach alla prima fascinazione per il mondo degli adolescenti, dal riconoscimento da parte del New Yorker alla pubblicazione del suo unico romanzo, dalla turbolenta storia d'amore con l'attrice Oona O'Neill (che poi sposò Charlie Chaplin) fino al ritiro dalla vita sociale a cui costrinse se stesso e la sua intera famiglia, questo volume - frutto di otto anni di ricerche e interviste - racconta la vita di uno scrittore attraverso le testimonianze di oltre duecento persone legate a lui da ogni tipo di rapporto: ex commilitoni, compagni di classe, amanti, figli, amici intimi, editori, colleghi, stalker, ma anche personaggi noti, tra cui Billy Wilder, Gore Vidal, Edward Norton, Tom Wolfe, Don DeLillo, Philip Roth e tanti altri. Gli autori hanno unito questo archivio infinito di contributi a una collezione di fotografie, lettere, diari, documenti e stralci di racconti rimasti finora inediti, dando vita a una biografia orale che abbatte il muro di mistero che Salinger aveva costruito attorno a sé.
8vo., First English Edition, on laid paper, with a frontispiece, title-vignette and 7 plates, neat signature on front free endpaper; patterned boards, buckram back gilt, uncut, a near fine copy in unclipped, somewhat age-browned dustwrapper. Published in the series 'Broadway Medieval Library' edited by G G Coulton and Eileen Power. First English translation of one of the great medieval prose romances. 'Its realism is a welcome change from the extravagant fantasy into which Arthurian romance had degenerated'. Scarce in this condition.
Verona, Anterem, 2000, 16mo brossura, pp. 125 (Limina, LXXXI).
brossura In pieno Ottocento industriale e utilitario Sainte-Beuve si è volto di preferenza verso quella palestra dell'esprit e del gusto che furono i salotti mondani e letterari del XVII e XVIII secolo. Questi angoli dimenticati egli li farà conoscere assieme a "quelle glorie più dolci" che, in veste di salonnières, furono le protagoniste del rinnovamento della Francia letteraria: le Sévigné, le La Fayette, le du Deffand, le d'Épinay. Di questa conversazione mondana Sainte-Beuve si farà eco nelle sue Causeries che si configurano, perciò, come un vero e proprio salotto, un luogo amabile di scambio e di conversazione, in cui a giorni fissi, il lunedì di ogni settimana, il critico-causeur intrattiene i suoi lettori ed entra in un ideale colloquio con le figure predilette del passato.
br. Scrutare il mondo da un aereo - diceva Saint-Exupéry - scopre agli occhi "il vero volto della terra". E il senso della missione che il geografo assegna, nel Piccolo principe, al ragazzo: mappare la trama cangiante del reale umano, l'intarsio drammatico delle sue contraddizioni. Negli ultimi anni di una vita breve e romanzesca, le pagine del leggendario scrittore-aviatore francese funzionano sempre come impavidi "voli di ricognizione": tentativi di fotografare dall'alto la crisi profonda della civiltà europea, l'angosciosa consunzione delle vecchie democrazie sotto il maglio della minaccia hitleriana, il precipitare degli anni Trenta nell'imbuto sanguinoso della Seconda guerra mondiale. Il crollo militare della Francia nel 1940 è una "strana disfatta" in cui muore l'idea stessa di vecchio umanesimo. Saint-Exupéry ne aveva presentito con largo anticipo il lugubre annuncio fra le strade di Mosca e i massacri dei campi di Guernica. Due straordinari reportages scritti, fra il '35 e il '36, per i quotidiani "Paris-Soir" e "L'Intransigeant", ai quali il presente volume affianca una importante scelta di interventi degli anni che precedono e accompagnano il divampare del conflitto: primi per rilievo, la dolorosa controversia con il filosofo Jacques Maritain e due splendide riflessioni sul tragico dilemma fra la pace e la guerra, nel tempo in cui il nazismo lavora a fare dell'Europa agonizzante un solo boccone.
br. Citadelle: 985 pagine dattiloscritte, consegnate da Saint-Exupéry all'amico Georges Pélissier poco prima della morte. Pagine fitte di appunti, di cancellature, di parole che si intrecciano. Saint-Exupéry lo sa: Citadelle è il lavoro di una vita, andrà riportato alla luce e reso chiaro. La presente antologia raccoglie le parti più evocative di un'opera che ha quasi l'aspetto di una lunga meditazione sui temi centrali del Piccolo principe: l'amore; l'educazione di sé attraverso l'ammaestramento dell'altro; la tensione verso questo "altro da sé" e l'attenzione a esso (chiunque egli sia)... Perché in Citadelle è presente tutto l'essenziale del libro più famoso, al punto che possiamo utilizzare queste pagine come un aiuto a comprendere più a fondo il mistero di quel Principino che non può essere ridotto a una banale parabola del "volersi bene". Introduzione, traduzione e scelta dei testi a cura di Valentina Ferri. Postfazione di Natale Benazzi.
br. Insieme a "Terra degli uomini", "Lettera a un ostaggio" rappresenta il punto più alto dell'opera di Saint-Exupéry sia sotto il profilo letterario ed emozionale che nella visione filosofica della vita, che può riassumersi nell'affermazione: "Non c'è che un problema, uno solo, in tutto il mondo: restituire agli uomini un significato spirituale". Scritta durante il suo viaggio d'esilio verso gli Stati Uniti, in fuga dalla Francia occupata, pensando a Leon Werth, l'amico a cui aveva dedicato "II Piccolo Principe", "Lettera a un ostaggio" nasce dalla preoccupazione dell'autore per il pericolo di un esasperarsi dell'intolleranza che la guerra aveva portato alla luce. Dietro il filo dei pensieri, si sviluppa una linea melodica costante che ha per guida l'immagine del sorriso, reso possibile dalla coscienza e dall'impegno a essere in ogni momento quello che si è, per se stessi e per la comunità in cui si è inseriti. Questo testo è stato definito "il poema della restaurazione del sorriso". Dello stesso tenore è il secondo scritto contenuto in questo volume, bisogna dare un senso alla vita degli uomini, che fa parte di una raccolta di saggi intitolata "La pace o la guerra", pubblicata originariamente su "Paris Soir" all'inizio dell'ottobre 1938.
br. Il piccolo principe, ma non solo. Frasi e pensieri sottili e vibranti, meditazioni e riflessioni che, specchio dell'esperienza di pilota d'aereo di Saint-Exupéry, riflettono il senso di un'esistenza fondata sui principi di solidarietà e fraternità. Un abbraccio per il cuore.
br. Allo scoppio della seconda guerra mondiale, le istituzioni francesi sollecitano Antoine de Saint-Exupéry a collaborare alla macchina della propaganda, ma lo scrittore oppone un fermo rifiuto. Non per questo, tuttavia, rinuncia a levare la voce davanti alla minaccia dell'avanzata nazista sull'Europa, affinché le potenze alleate uniscano le forze per arginare l'espansione del Reich. Tra il 1939 e il 1944, dapprima dal fronte francese, in seguito dagli Stati Uniti e dall'Africa del Sud, Saint-Exupéry affida alla scrittura le sue speranze di una risoluzione del conflitto. La sensibilità letteraria, l'impegno civile e l'esperienza in prima linea come pilota militare compongono in queste pagine un'inedita testimonianza di opposizione coraggiosa alla barbarie dei regimi totalitari.
br. L'aviazione fu per Antoine de Saint-Exupéry più di una passione, molto più di un lavoro: vera e propria estensione dell'immaginario, il cielo è il luogo che più di ogni altro rappresenta il paesaggio della sua scrittura. In cielo uomini coraggiosi sfidano il pericolo per recapitare la posta in sperduti avamposti della civiltà, attraverso quello stesso spazio azzurro i pionieri esplorano terre lontane, e dall'Africa alla Patagonia luoghi sconosciuti diventano riferimenti, compagni di viaggio per l'occhio esperto del pilota. Questo volume raccoglie i testi di Saint-Exupéry dedicati al volo, un universo da esplorare con la leggerezza e la fantasia dell'autore del Piccolo Principe. Postfazione di Françoise Gerbod.
ill., br. Vita Sackville-West, scrittrice e poetessa, è stata una grandissima esperta di giardinaggio, e uno degli scrittori più autorevoli dell'argomento, del ventesimo secolo. Sul giardinaggio la Sackville-West non scrisse mai un libro compiuto, ma per ben quindici anni, dal 1946 al 1961, tenne una rubrica sull'Observer dove comparvero numerosi articoli sull'arte e la tecnica del giardinaggio. Questa nuova raccolta di quegli articoli, altre sono già state pubblicate in passato, suddivisa nell'ordine dei mesi per seguire naturalmente l'andamento dei lavori in giardino, oltre ai consigli e alle idee per l'appassionato giardiniere, rappresenta comunque una lettura piacevolissima per chiunque sia attratto dal mondo della natura.
in-8°, pp. 63. Bross. edit. con bruniture del tempo. Ampia dedica autografa dell'autore all'interno.
Legatura fine ottocento mezza pergamena con titolo manoscritto al dorso, al frontespizio traccia estinta di vecchio timbro, grande stemma inciso della famiglia Cybo all'inizio della dedicatoria, buon esemplare. RI1