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Mm 150x230 Collana "Critica e Filologia" - Prima edizione. Volume rilegato in tela, sovraccoperta editoriale con strappi ai margini, 413 pagine. Buona/ottima copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
ril. Anatole France è stato raffigurato come un letterato in pantofole inetto all'agire, poco o punto sensibile al travaglio del vivere sociale. Siffatto equivoco, nel quale è caduto un pullulìo di vecchi studiosi, continua a pesare, come una costante interpretativa, sulla critica franciana, in un intrecciarsi di consensi e dissensi. Eppure France dà voce ad un egualitarismo di tipo babouvista in tutti i decisivi "débats et combats" della sua epoca tra le più inquiete della storia di Francia: il boulangismo, Panama, l'affare Dreyfus, l'anarchismo, il nazionalismo, l'antisemitismo, la separazione della Chiesa e dello Stato. Nelle pagine di France si colgono alcuni costanti motivi diatribici: l'avversione ad ogni potere tiranno, il disdegno per la trascendenza, la condanna del militarismo, la ribellione contro la nefasta amministrazione della giustizia.
br. Un saggio irriverente sulla cultura borghese e il conformismo, nel quale si scatena lo spirito incandescente di Léon Bloy. Léon Bloy (1846-1917) fu in continua polemica con la società del suo tempo, e in particolare con la borghesia e la sua cultura, irridendone i "luoghi comuni" in questa Anatomia, apprezzata in particolare da Walter Benjamin. Molti di questi "luoghi comuni" sono tuttora presenti nel mondo contemporaneo ché, nella sua essenza, la borghesia non è certo cambiata (al suo opposto ci sono per Bloy i poveri), nonostante i suoi faticosi aggiornamenti. "Bisogna mangiare per vivere", "Gli affari sono affari", "Tutte le strade portano a Roma"... Con verve satirica di prim'ordine, Bloy li mette in discussione con spietata e implacabile acutezza, mostrandone superficialità e stupidità. Ognuna di queste esegesi ha il piglio del racconto, la forza dell'esempio. Forse solo Flaubert con i suoi Bouvard e Pécuchet così formidabilmente stupidi è stato pari a Léon Bloy.
ill., br. Ancora un volo per quell'ometto dal mantello e dai capelli color del grano: il piccolo principe festeggia settant'anni di vita da supereroe del mercato editoriale. Diventato un fenomeno virale, il protagonista di questo classico della letteratura ormai pervade ogni canale mediatico e prosegue il suo cammino planetario nelle traduzioni più strabilianti. Una miriade di principini, con vesti diverse, migrano da un mezzo al'altro: ecco come una storia può percorrere lunghi viaggi, arrivare così a farsi leggere, ascoltare, vedere, toccare e vivere, saltellando attraverso media diversi. In queste pagine l'autrice ci consegna una documentata riflessione, una sorta di guida per potersi orientare tra i diversi codici narrativi del medesimo racconto e personaggio, secondo un approccio "crossmediale" che, oggi, interessa in particolare una letteratura per l'infanzia e l'adolescenza sempre più contaminata, non soltanto nei generi.
brossura Se un occhio potesse osservarli tutti adesso, li vedrebbe contemporaneamente, i tanti portalettere italiani, con passi differenti e diversa altezza, colore dei capelli, occhiali da sole e da miopi. Passi diversi, tutti in movimento, frenetici su giroscale deserti, impettiti in attesa davanti al cancello di una palazzina residenziale, fermi sulle soglie degli appartamenti, attraversare in bicicletta una cittadina della provincia fischiettando, dentro le auto di servizio nelle vie di città o negli scooter lanciati sui rettifili, lentamente avanzare a velocità ridotta sulle stradine solitarie di una campagna con prati verdi e alberi secolari. Sanno dei morti, quelli che non ci sono più, li ricordano ogni volta che arrivano sulle soglie degli appartamenti, sbirciano una fotografia appesa alla parete, conoscono gli avi dai molti racconti dei parenti sopravvissuti, alcuni di loro hanno visto nascere i figli dei figli di quelli che se ne sono andati, contano le somiglianze. Se volete sapere di un certo Gregorio, un notaio del Centro Italia, il suo portalettere sa che andava in vacanza ogni anno a Ginevra e che era scapolo. Alcuni dicevano avesse una donna da quelle parti, altri avrebbero giurato una figlia illegittima avuta con una donna della borghesia lombarda, s'erano fatte parecchie congetture ma sul manifesto funebre c'era solo il nome di un lontano nipote...
in-8, pp. (4), 382, (2), legatura in tela figurata impressa in oro e a secco ai piatti (cerniere rotte). Ciascuna pagina entro cornice romantica. . Raineri Biscia n. 77..
ill., br. "Animazioni e incantamenti" si apre con "Il chiodo in testa La bottega dei mimi", uno stralunato romanzo epistolare dalla forte componente erotica e una serie di (pseudo) didascalie "teatrali" a corredo di azioni mimiche Due testi mai più riproposti dal 1974 e dal 1977 - quando vennero pubblicati da una raffinata sigla di edizioni d'arte, la Nuova Foglio Editrice di Poi lenza -, due «oggetti soffici» impossibili da circoscrivere e definire (fotofarse? mimoromanzi?) e sostanziati del rapporto - obliquo, instabile, appunto «soffice» - fra le parole di Celati e le immagini di Carlo Gajani, che precedette Luigi Ghirri quale mentore del narratore nell'intersezione fra scrittura letteraria e immagine fotografica. In essi mai luna si fa didascalia, né l'altra illustrazione, vivendo invece di un felice rapporto di insubordinazione reciproca. Seguono, nel volume, un'ampia scelta di scritti, mai raccolti in precedenza, che Celati ha dedicato in un lungo arco di tempo (dal 1966 al 2005) alle immagini dell'arte e della fotografia, compresi alcuni dei bellissimi testi su Ghirri degli anni Ottanta e Novanta: a documentare un sodalizio celebrato e ormai storicizzato. Al di là del loro intrinseco valore, questi saggi - sul «parlato come spettacolo», il riso giullaresco, l'identità in maschera: «animazioni» sceniche e «incantamenti» contemplativi - sono con ogni probabilità i più importanti per capire un'avventura come quella di Celati che, sempre più, ci appare decisiva per il nostro presente e in cui gioca un ruolo cruciale - anche prima della "svolta" che lo ha portato negli ultimi anni a prediligere il racconto filmico rispetto a quello letterario - il pensiero sulle immagini e sul teatro. Nella materia visiva dei due iconotesti degli anni Settanta, come nella partitura concettuale degli scritti precedenti e successivi, ricorre la metafora teatrale. E il concerto fra scrittura e immagine è davvero un «teatro naturale» che - come quello di Oklahoma per Karl Rossmann, il profugo messo in scena da Kafka in America - ci propone, oggi come allora, un'ambigua quanto suggestiva ipotesi di salvezza.
<p>19 cm, brossura editoriale illustrata a colori, p. 269. Nastro adesivo al verso della cop, per il resto esemplare molto buono.</p>
brossura Tacito è il più grande storico della letteratura latina: fu, tra i Romani, ciò che Tucidide era stato per i Greci. La sua opera è sorretta dal puntuale esame delle fonti - gli 'Acta senatus' e gli scritti dei 'rerum scriptores' che l'avevano preceduto -, anche se talvolta lo storico arriva a fare torto ai criteri dell'oggettività pur di sostenere il proprio ideale repubblicano contro la decadenza del sistema politico imperiale. Il suo stile lapidario, conciso, ormai assai lontano dalla sonora armonia ciceroniana, rimane inconfondibile e di un'efficacia espressiva difficilmente imitabile. Gli «Annales», la sua opera più famosa insieme alle «Historiae», ci sono giunti lacunosi; i libri qui presentati, i primi sei, raccontano il principato di Tiberio ed è in queste pagine che Tacito trova modo di stigmatizzare con particolare forza lo svilimento e la svendita della dignità della classe senatoria di fronte all'imperatore.
brossura
br. Opera di primo piano della storiografia romana, gli Annali di Tacito, in 18 libri, era divisa in tre esadi dedicate la prima a Tiberio, la seconda a Claudio e Caligola e la terza a Nerone. Attraverso le pagine del grande scrittore prendono vita le vicende dei primi imperatori, i loro scandali, i delitti e le sanguinose congiure dinastiche della famiglia Giulio-Claudia.
br. In occasione del bicentenario della nascita di Anne Brontë, la minore delle autrici inglesi famose per i loro romanzi passionali e coinvolgenti, viene proposta in lingua italiana la prima monografia che mai sia stata scritta su di lei La presente biografia, comprendente anche un'articolata discussione sulle opere dell'autrice, risale al 1929 e il suo autore Will T. Hale (1880-1967), fu professore di letteratura inglese presso l'Università dell'Indiana. É molto difficile reperire questo testo anche in lingua inglese in quanto ad oggi esso non viene pubblicamente diffuso ma è presente solo in rarissime biblioteche tra cui quella del Brontë Parsonage Museum a Haworth.
in-12, 338 pp., broché, couv., jaquette. Bel exemplaire. [MI-30]
4 tomes reliés en un volume in-8, 170 +162 + 152 + 148 pp., reliure demi-chagrin à coins, plats marbrés, dos à nerfs, titres et fleuron dorés, couvertures conservées. Mors et coiffes frottés, épidermures sinon bon exemplaire agrémenté d'un ex-libris. [HA-109/3]
2 tomes reliés en un volume in-8, 160 +174 pp., reliure demi-chagrin à coins, plats marbrés, dos à nerfs, titres et fleuron dorés, couvertures conservées. Coiffes et coins frottés, épidermures sinon bon exemplaire agrémenté d'un ex-libris. [HA-109/3]
2 tomes reliés en un volume in-8, 158 +183 pp., reliure demi-chagrin à coins, plats marbrés, dos à nerfs, titres et fleuron dorés, couvertures conservées. Epidermures sinon bon exemplaire agrémenté d'un ex-libris. [HA-109/3]
2 tomes reliés en un volume in-8, 160 +170 pp., reliure demi-chagrin à coins, plats marbrés, dos à nerfs, titres et fleuron dorés, couvertures conservées. Coiffes et coins frottés, épidermures sinon bon exemplaire agrémenté d'un ex-libris. [HA-109/3]
brossura
brossura Uscito nel 1905 e accolto con entusiasmo (8 ristampe nel primo anno) "Anticipazioni" evidenzia il convincimento di Wells (derivato dal Comte) che nessuna opera di rifondazione societaria sia possibile senza procedere prima a un rinnovamento intellettuale dell'uomo. Troviamo quindi i "New republicans" (la Repubblica di Platone è un evidente modello per Wells in questa fase) come araldi di quello statalismo elitario che sarà spesso prevalente e in cui si ritrova la concezione nietzschiana della tendenza superomistica. I "New Republicans" evolveranno nei "Samurai" di "Una utopia moderna" di qualche anno successiva e nel quale il percorso utopico del Wells fa un ulteriore passo in avanti. Percorso non scevro da umorismo e ironia come si riscontra in qualche altro romanzo del periodo ("Kips" o "The war in the air") ma che sempre tende a mettere in evidenza la "mediocrità" borghese, il suo immobilismo e la sua incapacità di incidere sulla realtà.
br. Inforcando le lenti di un certo Novecento letterario - quello, fra gli altri, di Calvino, Guerra e Malerba -, il volume si propone di indagare nuovamente un Medioevo lontano e vicino, con i suoi sapidi racconti di contadini astuti e saggi e viaggiatori curiosi. I quattro saggi raccolti nel presente volume affrontano da diverse prospettive una pietra angolare dell'immaginario della letteratura moderna, quel Medioevo che non finisce mai di spiazzare nonostante la serqua di luoghi comuni in cui esso è stato spesso imbavagliato e non di rado travisato. Ecco, dunque, la figura di Bertoldo nelle cui tragicomiche vicende cogliamo i riflessi della millenaria cultura contadina; la saga anti-epica di "Millemosche" frutto di un lavoro a quattro mani di Tonino Guerra e Luigi Malerba; quindi la vasta ma ambigua fortuna - tra letteratura, cinema e televisione - del "Milione" di Marco Polo; infine, il sogno calviniano di quelle "città invisibili" che sopravvivono al racconto che le ha inventate. Passaggi esemplari in cui il Medioevo si affaccia alla memoria e alla fantasia di poeti, scrittori, cineasti, suscitando dubbi e domande, e invitando a nuove storie. Ma questo libro non si limita a rammentare l'urgenza del confronto con la storia, nella fattispecie quella definita come medioevale, per chiunque voglia snidare le stratificate contraddizioni del nostro immaginario; invita anche a guardare oltre le allettanti semplificazioni di quegli approcci che non entrano nel cuore della complessità che ogni cultura umana custodisce in sé e sprigiona in poesia e arte.
Quinta edizione ritoccata e accresciuta, nuova tiratura di poesie e prose scelte e commentate da Guido Mazzoni e Giuseppe Picciola. Legatura in cartonato rigido marrone con piatti foderati con carta decorata. Tassello con titoli al dorso assente. Frontespizio con macchie di umidità. Pagine brunite dal tempo con sottolineature a matita. Numero pagine 517 USATO
1 19x12 cm., pagg.XVI+524. in brossura. pagine intonse, buone condizioni, edizione rara, nona con emendamenti e ritocchi.
Carducci Giosuè - Antologia carducciana. Poesie e prose scelte e commentate da Guido Mazzoni e Giuseppe Picciola.. Bologna, Nicola Zanichelli 1939, Copertina cartonata , con banda e angoli in eco pelle. Tagli e pagine ingialliti. Mediocre (Poor) . <br> <br> <br> 524<br>
Alberto Consiglio Antologia dei poeti napoletani. , Parenti 1955, Copertina cartonata sporca lievemente con bordi molto stanchi. Tagli, irregolari con barbe, e pagine ingialliti in modo lievissimo. Collana: "Saggi di cultura moderna/13". Buono (Good) . <br> <br> flessibile <br> 519<br>