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63 p. : ill. in b/n ; 24 cm. Programma di sala. Collezione : quaderni dello spettacolo. Stagione di prosa 1994-95. Brossura. Come nuovo. ****.
62 p. : ill. con foto di scena in b/n ; 24 cm. Programma di sala. Collezione : quaderni dello spettacolo. Stagione di prosa 1994-95. Brossura. Come nuovo. ****.
ill., ril. La Terra di Mezzo è stata cartografata, i viaggi di Bilbo e Frodo tracciati e misurati, eppure quella laggiù resta una Terra Selvaggia. Le strade inesplorate sono molto più numerose di quelle lungo le quali J.R.R. Tolkien ci ha condotto nei suoi libri. «Guida ai luoghi della Terra di Mezzo» è un viaggio a piedi nel mondo tolkieniano, che spazia dalle battaglie di ere lontane - ormai leggenda all'epoca del Signore degli Anelli - a regni perduti e antichi miti, fino a territori appena accennati nell'opera di Tolkien: reami del profondo Nord, lande di là dai mari. Disegni che sembrano schizzati dal vero s'intrecciano a osservazioni dell'artista sulle saghe di Tolkien. Nascono così immagini dipinte con le parole e la matita. John Howe riporta poi alla memoria il periodo trascorso a fianco di Peter Jackson durante la lavorazione delle due trilogie cinematografiche. «Guida ai luoghi della Terra di Mezzo» raccoglie bozzetti prodotti per i film, classici disegni dall'ambientazione tolkieniana e moltissimi schizzi e dipinti realizzati apposta per il libro: un viaggio unico e indimenticabile attraverso il magico paesaggio delle opere di Tolkien.
ill., br. Il termine "esoterismo", nel linguaggio comune, è omnicomprensivo, raccogliendo dentro di sé qualsiasi concetto che spazi dal paranormale all'astrologia, dallo spiritismo alle dottrine orientali, non senza un significato traslato che si riferisce a qualcosa di incomprensibile. Quella esoterica è una letteratura che non ha un genere, ma che attraversa tutti i generi, accomunando scrittori di fama come William Somerset Maugham, Jorge Luis Borges, Dion Fortune, Honoré de Balzac e Novalis. I suoi ambienti sono le società segrete come i Rosa+Croce e la Golden Dawn, la Società Teosofica e i laboratori alchimistici, i mondi sotterranei e le grandi capitali. I suoi temi vanno dalla Qabbalàh ebraica ai Mondi ipogei, dall'Androgine alla lotta fra magia bianca e nera e alle evocazioni del diavolo. Una guida che racconta le vite di maghi come Aleister Crowley e alchimisti leggendari come Nicolas Flamel; che analizza tanto i grimori medievali e rinascimentali che vengono utilizzati dai protagonisti, quanto i romanzi odierni e gli pseudobiblia come il celebre Necronomicon. L'arte della letteratura esoterica è quella antica dell'Alchimia e della ricerca della Pietra Filosofale, dei rituali della magia cerimoniale e delle tecniche del corpo, ma anche quella che si nasconde nei regimi del XX secolo e nei partiti che li generarono, e i cui capi spesso ebbero una più o meno nascosta predilezione per l'occulto.
ill., br. In un periodo in cui rischia di diventare un'etichetta vuota e buona per tutti i prodotti letterari, c'è più che mai bisogno di una bussola per orientarsi nel multiforme e sfuggente mondo del noir. Questo volume traccia una mappa sui principali scrittori, sulle tendenze e sui periodi che definiscono questo stile che qualcuno chiama "genere" e qualcun altro "movimento", delineandone il percorso storico, sociologico ed estetico e sottolineandone con forza le profonde differenze con la narrativa poliziesca, il mystery e l'hard-boiled. Un periplo che parte in margine alla "scuola dei duri" dei pulp degli anni Trenta, con Dashiell Hammett e Raymond Chandler o i romanzi di James M. Cain, prosegue attraverso i classici degli anni Quaranta, come Cornell Woolrich o Fredric Brown, e si trasferisce anche sull'altro lato dell'Atlantico, in Francia, con Georges Simenon, Léo Malet e più tardi André Héléna e la Série Noire di Marcel Duhamel, per arrivare negli anni Cinquanta ai paperback della Guerra Fredda e a personaggi letterari come Jim 'Thompson, David Goodis o Mickey Spillane. Un filone che approda infine ad autori ormai parte della nostra contemporaneità come James Ellroy, Derek Raymond, Edward Bunker, Jean-Patrick Manchette o Jean-Claude Izzo. Senza trascurare, in Italia, il "maestro di tutti": Giorgio Scerbanenco. Un volume che sì rivolge tanto al neofita per indirizzarlo e guidarlo in un percorso mirato di letture, quanto al cultore e all'appassionato perché possa approfondire e sviscerare ulteriormente il tema, facendo chiarezza in un campo in cui troppo spesso il Nero ha soprattutto oscurato la vista di critici ed esegeti troppo confusionari.
ill., br. Fine della Seconda guerra mondiale. 1945. La Germania è un mucchio di macerie, la storia è finita. Eppure da quell'Anno Zero la letteratura di lingua tedesca riprende il suo cammino e torna a essere uno dei punti di riferimento della cultura mondiale, facendo i conti con il passato e proiettandosi verso il futuro. Da Heinrich Böll a Günter Grass, da Ingeborg Bachmann a Friedrich Durrenmatt, da Peter Handke a Herta Müller, da Christa Wolf a Uwe Johnson: questo volume traccia un percorso attraverso la narrativa tedesca degli ultimi settant'anni con 28 voci analitiche e sintetiche sugli autori più rilevanti. Oltre le figure individuali degli scrittori si delinea un duplice movimento: quello complessivo della letteratura tedesca del dopoguerra e quello più generale del mondo nel quale questa letteratura s'inscrive. La guida getta poi un coraggioso sguardo sul presente, suggerendo nomi forse meno noti al lettore italiano - come Daniel Kehlmann, Jenny Erpenbeck o Christian Kracht - nella consapevolezza che il panorama editoriale italiano fatica a seguire queste evoluzioni. Il quadro è arricchito da un'ampia panoramica iniziale sull'attività di coloro che, dopo gli esordi in un periodo precedente, continuarono la loro attività nel dopoguerra (da Thomas Mann a Brecht a Jünger) e da due ampie appendici sulle produzioni di generi limitrofi alla narrativa come la poesia e il teatro, oltre che da una terza appendice dedicata al cinema tedesco, che si afferma come uno degli strumenti espressivi più efficaci della Germania pre e post-riunificazione. Chiude il volume una sezione sui "26 romanzi da non perdere": altrettante schede di lettura che analizzano opere imprescindibili fra le più acclamate da pubblico e critica e altre ancora poco conosciute.
brossura L'edizione a stampa di Petrolio, che è quella su cui abbiamo basato il nostro lavoro, costituisce la riproduzione fedele, quasi fotografica, del manoscritto pasoliniano. L'autore iniziò il suo lavoro presumibilmente nella primavera o estate del 1972 e, quando, nel novembre del 1975, il poeta fu assassinato l'opera non era stata ancora licenziata. Nelle dichiarate intenzioni di Pasolini il progetto prevedeva la redazione di duemila pagine e l'opera, dunque, a rigor di termini, può definirsi incompiuta o perlomeno non degna di essere considerata conclusa. Dal punto di vista oggettivo, infatti, il romanzo (che l'autore, però, nel corso dell'opera, designa frequentemente anche col termine di 'poema') si presenta in un'evidente condizione di frammentarietà, poiché a parti che presentano un certo sviluppo narrativo e, dunque, un certo grado di rifinitura sia formale che contenutistica, se ne affiancano altre che mostrano, invece, lacune ed incongruenze.
Milano, presso Ernesto Oliva, Librajo-Editore, 1861, in-16, mezza pelle coeva, titolo ed eleganti fregi oro al dorso, piatti marmorizzati, pp. (4), 651, (1). Firma d'appartenenza manoscritta: Giuseppe Luigi Ceramelli, Colle (Val d'Elsa), 1878. Tracce d'uso alla coperta, con erosioni ai piatti e miime mancanze alla carta di copertura.
br. Tutte le opere, dallo Hobbit al Silmarillion, fino al Signore degli Anelli, con aneddoti, indiscrezioni e segreti dell'universo letterario di Tolkien. Vita e curiosità dei personaggi tolkieniani, da Bilbo Baggins a Thorin Scudodiquercia, da Frodo il Portatore dell'Anello ad Aragorn, da Gandalf a Gollum. La Terra di Mezzo dalla A alla Z: Hobbit, Nani, Uomini, Ent, Stregoni, Elfi e altre creature che abitano questo mondo fantastico. Tutti i film, realizzati o solo progettati, e i fumetti sull'opera di Tolkien con curiosità e notizie dal set; registi, attori e differenze tra libri e pellicole, dal film d'animazione di Bakshi alle trilogie di Peter Jackson, dalle parodie al progetto incompiuto dei Beatles con loro come attori! Un viaggio attraverso i luoghi più significativi per lo scrittore e il suo mondo. Dall'Inghilterra fino alla Nuova Zelanda e... all'Italia! Le lingue elfiche e naniche, e anche il linguaggio nero: l'invenzione degli idiomi che influenzerà tutta la letteratura fantastica a venire. Alla scoperta di J.R.R. Tolkien: non una semplice biografia, ma aneddoti e curiosità mai raccontati sul creatore degli Hobbit. Da un esperto di fama internazionale: i libri, i film, le serie, i personaggi, i luoghi, il mito dell'autore fantasy più amato al mondo. Quando si pensa a Tolkien e al suo successo letterario, immagini di Elfi, Hobbit, draghi, territori leggendari e avventure mozzafiato si materializzano prodigiosamente ai nostri occhi. E la voglia di mettersi in viaggio insieme ai personaggi tolkieniani che più ci hanno emozionato diventa irrefrenabile! Ma se Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit costituiscono le opere più rappresentative di J.R.R. Tolkien, dietro questo nome e al suo immenso genio creativo si nasconde un universo sfavillante di oscuri segreti, preziose intuizioni e aneddoti imperdibili, tutto da scoprire. Dalla barba di Gandalf alla lentezza di Barbalbero, dalle mura di Gondor alle rovine di Moria, passando per le lingue elfiche e i backstage più celebri dei capolavori cinematografici - con un capitolo dedicato alla nuova edizione di LOTR -, questa guida, la prima scritta da un esperto e studioso di Tolkien di fama mondiale, ci conduce in un viaggio unico nella vita e nel mondo fantastico dello scrittore inglese più amato di sempre.Un libro da leggere e rileggere, capace di saziare anche i cultori più avidi e di risvegliare in noi emozioni e sentimenti ancestrali. Perché l'avventura può bussare alla porta quando meno te lo aspetti, con un cappello grigio e dell'erba pipa in tasca... Con la prefazione di John Howe e la postfazione di Brian Sibley.
ill., br. "L'Isola ha una storia lunga e infelice, che l'ha lasciata in una condizione primitiva e di sottosviluppo, con molte vestigia e rovine di un passato ricco di civiltà. Invasori e dominatori che si sono succeduti in tutte le epoche, hanno oppresso la popolazione. Greci, romani, cartaginesi, vandali, goti, bizantini, arabi, normanni, tedeschi, francesi, napoletani e infine gli italiani hanno dominato l'Isola". "Io credo che sia assai utile, perché nella Guida, in filigrana, si può scorgere la malcelata valutazione, orgogliosa e colonialistica, che gli alti comandi alleati davano del loro compito. Che non era solo ed esclusivamente quello di combattere il nazifascismo ma anche di portare la loro idea di civiltà nei territori liberati, generalmente e genericamente considerati in stato di grande arretratezza. Ma Guerra e Civiltà sono parole di segno opposto. Metterle allora sullo stesso piano fu un errore soprattutto politico, errore dal quale pare che gli USA non si siano mai voluti emendare. 'Vuoi vedere che la guida che venne fornita ai soldati americani per la Guerra del Golfo era suppergiù uguale a questa?'" (dal testo di Andrea Camillerì)
ill., ril. Siamo al termine della grande "Guida della Grecia", la Periegesi che Pausania compie, nel II secolo dopo Cristo, all'epoca degli Antonini: raccogliendo nell'ambito di un cammino geografico notizie storiche, artistiche, mitologiche. Nel Libro I, Atene. Nei Libri V e VI, al centro dell'opera, Olimpia e l'Elide. Nel Libro X: Delfi. Una struttura tripolare, dunque, per la Guida, opera di un erudito dalle ambizioni - in larga misura realizzate - di storico emulatore di Erodoto, impegnato soprattutto a recuperare, attraverso il viaggio nei luoghi e tra i monumenti della memoria, la grecità arcaica, classica e protoellenistica. Delfi occupa giustamente il libro conclusivo per le sue caratteristiche di sito "riassuntivo" della ellenicità. Ecco, allora, la grande strada Schiste, dopo il trivio dove Edipo uccise il padre, e dove ancora si trova la tomba di Laio, salire diventando «maggiormente scoscesa e più difficile anche per un uomo senza bagaglio»: si arrampica per il monte sul quale si erge Delfi, con il suo santuario, i suoi templi, gli antri, le rocce, le fonti, le iscrizioni, le statue, le pitture. Pausania annota tutto, tutto paragona: scava nelle leggende, riporta brani altrimenti perduti e per noi preziosi, racconta la storia dell'oracolo, del «consesso generale dei Greci», e delle gare, le Pitiche, che a poco a poco presero a tenersi lì. Lo vediamo entrare nel recinto sacro di Apollo, esaminare gli ex voto, fermarsi dinanzi alle sculture, contemplare il cavallo di bronzo donato dagli Argivi, «che è poi il famoso cavallo di legno di Troia, opera di Antifane di Argo», le statue realizzate con la decima dell'impresa di Maratona e compiute da Fidia: Atena, Apollo, Milziade, Eretteo. Chi legge percorre in realtà, attraversando Delfi, la memoria stessa della Grecia: le massime dei sapienti, «conosci te stesso» e «bando agli eccessi», un Omero in bronzo con l'oracolo che gli fu dato, il trono di Pindaro, la tomba di Neottolemo figlio di Achille. Siamo all'inizio di tutto. Nella gran sala fatta costruire dagli Cnidii, sulla quale Pausania si sofferma a lungo con meravigliata e protratta concentrazione, campeggiano le pitture di Polignoto: la Distruzione di Troia, e la Discesa agli Inferi - il mondo dell'Iliade, quello dell' Odissea.
ril. Completato il suo viaggio attraverso le regioni del Peloponneso (libri II-VIII), l'itinerario di Pausania prosegue con la Beozia, terra confinante con l'Attica da cui era partito (libro I). Nel libro IX, dunque, lo scrittore muove da Platea, dove la battaglia del 479 a.C, con la morte del comandante in capo persiano Mardonio e la vittoria della lega ellenica condotta dallo spartano Pausania, sancì la fine dell'invasione persiana della Grecia, e chiude con Cheronea, dove Filippo di Macedonia sconfisse nel 338 un esercito di città greche, che persero così per sempre la loro indipendenza: due luoghi dal forte valore simbolico per tutta la grecità perché ad essi corrispondono due eventi cardine della storia greca. Domina il libro, però, Tebe, la capitale, con il suo tragico passato di lotte fratricide e odi insanabili. La Beozia, tuttavia, è anche la terra della poesia, della musica, degli oracoli e della mantica. E soprattutto dell'Elicona. Alle dee di questo monte, le Muse, alla loro origine e alla loro iconografia è dedicata una trattazione specifica. Sulle pendici dell'Elicona, nel loro santuario, si trovavano le statue di poeti, musici e cantori: tra questi Esiodo, che proprio lì era nato, e del quale l'autore ricorda l'investitura poetica.
br. Il connubio tra vino e letteratura è stato stretto e forte sin dagli albori della scrittura. Nell'Epopea di Gilgames, il vino è celebrato come simbolo dell'immortalità, mentre nell'antichità classica Greci e Romani gli intitolarono addirittura una divinità: Dioniso e Bacco. Il vino, "nettare degli dèi", dispensatore di gioia e vitalità, ma anche di follia, di trasgressione, di perdita delle inibizioni: pregi e difetti di un piacere dal doppio volto, esaltato e al contempo vituperato nel corso della storia. Nei capolavori della letteratura il vino celebra le occasioni di festa, inneggia alle passioni, innaffia la convivialità, ma allo stesso tempo annebbia le menti di tanti personaggi, alterando l'equilibrio di eroi ed eroine, facendone vacillare il giudizio fino alla perdizione. Perché il vino è vita, ma sa essere anche morte e distruzione. La bevanda inebriante per antonomasia accompagna le evoluzioni dello spirito e dell'anima, i tormenti e le gioie, le riflessioni di poeti e scrittori, artisti e inventori. L'estro creativo talvolta ha bisogno di una scintilla, e il vino sa regalare guizzi in abbondanza. In questo tour narrativo si susseguono pagine inebrianti tratte dalla letteratura di ogni tempo e latitudine, dall'antichità pre-classica fino alla narrativa contemporanea, alla scoperta delle mille gradazioni della bevanda più antica del mondo (dopo l'acqua).
br. La "Guida per viaggiatori nella Terra di Mezzo" è il vademecum ideale per chiunque voglia avventurarsi nell'universo immaginario descritto da Tolkien nel Signore degli Anelli. Il viaggio alla scoperta della Terra di Mezzo proposto dall'autore è nello stesso tempo geografico - attraverso monti altissimi, praterie sconfinate, boschi incantati, città cinte da candide mura e con le strade ricoperte di polvere di diamante - e temporale. Suddivisa in tre Ere principali - la quarta ha inizio con il termine delle vicende narrate nel Signore degli Anelli - la Guida descrive le caratteristiche generali delle terre in ciascuna epoca, suggerendo i percorsi più suggestivi. Gli itinerari conducono il viaggiatore attraverso i luoghi di maggiore interesse paesaggistico, storico-artistico, culturale e gastronomico. Di ogni località sono rievocati i tempi del massimo splendore e narrati gli avvenimenti che l'hanno vista protagonista. Le "Meraviglie" dei più bei siti della Terra di Mezzo e delle altre parti di Arda vengono per altro illustrate anche grazie a dettagliate rappresentazioni cartografiche e ad accurati disegni "ricostruttivi". Dopo aver valutato la lunghezza dell'itinerario prescelto e i tempi di percorrenza, essersi equipaggiato con comode scarpe, le necessarie provviste e un bastone, il lettore potrà così inoltrarsi - senza timore di smarrirsi - tra i sorprendenti e variopinti panorami dell'universo tolkieniano.
ill., br. Raccolta di aforismi e interventi di e su Gustav Klimt.
256 S. Pappband. Sehr stark berieben und beschabt, Rücken fehlt. Bibliotheksexemplar mit Stempel auf Titel "Belletristischer Verein Rodenkirchen". Ein- und ausgangs stärker wasserfleckig und -randig. Buchblock insgesamt noch akzeptabel.
brossura «Il profondo bisogno del magico spiega il successo di opere letterarie e cinematografiche come la saga di Harry Potter, che il giovane e promettente studioso di teologia Gianluca Bracalante ha voluto leggere e studiare con passione e competenza» (dalla Prefazione di Giuseppe Lorizio). «È un originale, serio e affascinante tentativo di cogliere nel "fantasy" della saga di Harry Potter il "logos" dell'amore per il prossimo e della fede nel Dio che è Amore» (dalla Postfazione di Bruno Forte).
60 p. : ill. con foto di scena a colori e in b/n ; 24 cm. Programma di sala. Collezione : quaderni dello spettacolo. Stagione di prosa 1994-95. Brossura. Come nuovo. ****.
br. È una biografia appassionata, basata su documenti di prima mano e lettere inedite, questa che Fernanda Pivano ha dedicato a Hemingway, lo scrittore-mito del Novecento, cui fu legata da un profondo sodalizio professionale. Dalle belle pagine, che non si succedono in ordine cronologico, ma sotto l'incalzare dei ricordi e delle emozioni, emerge in una luce nuova la figura di questo genio sfortunato che, con un sorriso triste fino alla disperazione, diceva di aver conquistato il Nobel solo perché nel libro "Il vecchio e il mare" non c'erano parolacce. Dalle stesse pagine emerge un mondo dove il ritratto della realtà è intriso di tragedia e di amore per la vita. Come sanno quelli che, a sua somiglianza, cominciano, qualunque cosa accada, le giornate cantando.
br. Nel corso degli ultimi vent'anni nulla di nuovo è stato aggiunto alla biografia di uno dei massimi scrittori del Novecento. Eppure non tutto è stato raccontato dell'avventurosa vita di Hemingway, e soprattutto dell'amore che lo ha legato all'Italia, dalle Dolomiti alla Sicilia, al di là degli intensi squarci che dobbiamo alle pagine firmate dalla sua traduttrice Fernanda Pivano. Questo libro ripercorre per la prima volta tutto l'itinerario italiano del grande Ernest - dal suo sbarco a soli diciotto anni come volontario della Croce Rossa sul fronte del Piave durante la prima guerra mondiale alla sua ultima presunta e misteriosa puntata veneziana un anno prima del suicidio. La ricostruzione meticolosa e appassionata di Richard Owen, attraverso le testimonianze raccolte di prima mano e le più svariate fonti bibliografiche, segue passo passo il formarsi di un legame durato oltre quarant'anni e non solo per i continui ritorni di Hemingway sul suolo italiano (il Piave, Torino, Taormina, Bassano del Grappa, Genova, Rapallo, Cortina), ma anche grazie alle sue tante amicizie, alle passioni e alle debolezze: le leggendarie bevute all'Harry's Bar, le passeggiate lungo i vicoli di Taormina, i soggiorni alla Locanda Cipriani di Torcello, le battute di caccia in montagna. Un legame carsico, quello col Belpaese, che riemerge e s'intreccia di continuo in tutta l'opera dello scrittore: da Addio alle armi, dove la disfatta di Caporetto fa da sfondo al racconto del suo primo innamoramento per Agnes, la crocerossina conosciuta in un ospedale di Milano, fino a Di là dal fiume e tra gli alberi, ispirato al suo ultimo amore italiano, la diciottenne Adriana Ivancich conosciuta a Cortina alle soglie dei cinquant'anni. In Italia Hemingway scrisse di amore e di morte con delicatezza e passione. Fu qui che maturò e affinò lo stile che lo rese celebre e sarebbe stato tanto imitato, ed è per questo, conclude Owen, che «alla storia d'amore tra Hemingway e l'Italia dobbiamo capolavori letterari senza tempo».
br. L'autore del mitico Moby Dick sapeva più di quel che sapeva, e lo diceva in forma di racconto, come imparò affabulando durante i primi viaggi per nave. A volte taceva immobile, perso nella luce di un'estraneità soave e disarmante, altre era preso da un movimento continuo, come quando si lanciava al galoppo nel Berkshire o, come racconta il genero, cambiava continuamente di posto sul traghetto, al limite di una nevrosi gentile. Herman Melville incarnò il proprio tempo (1819-1891) tra viaggi e scenari esotici, svolte del destino, incontri magici, coincidenze, amicizie misteriose - celebre quella con lo scrittore Nathaniel Hawthorne - perdite e distacchi, difficoltà psichiche, audaci e ostinati progetti letterari e ripetuti fallimenti, fino al riconoscimento postumo, che ha segnato la sua definitiva consacrazione tra i classici. Tutto questo viene qui raccontato in una biografia dettagliata, rispettosa delle fonti e del metodo storiografico, ma capace di ripercorrere con sguardo partecipe e qualche libertà interpretativa la vita straordinaria e mutevole di un gigante della letteratura che segnò la via all'epos americano, attraversando con impenetrabile innocenza un secolo zeppo di eventi.
br. L'autore del mitico Moby Dick sapeva più di quel che sapeva, e lo diceva in forma di racconto, come imparò affabulando durante i primi viaggi per nave. A volte taceva immobile, perso nella luce di un'estraneità soave e disarmante, altre era preso da un movimento continuo, come quando si lanciava al galoppo nel Berkshire o, come racconta il genero, cambiava continuamente di posto sul traghetto, al limite di una nevrosi gentile. Herman Melville incarnò il proprio tempo (1819-1891) tra viaggi e scenari esotici, svolte del destino, incontri magici, coincidenze, amicizie misteriose - celebre quella con lo scrittore Nathaniel Hawthorne - perdite e distacchi, difficoltà psichiche, audaci e ostinati progetti letterari e ripetuti fallimenti, fino al riconoscimento postumo, che ha segnato la sua definitiva consacrazione tra i classici. Tutto questo viene qui raccontato in una biografia dettagliata, rispettosa delle fonti e del metodo storiografico, ma capace di ripercorrere con sguardo partecipe e qualche libertà interpretativa la vita straordinaria e mutevole di un gigante della letteratura che segnò la via all'epos americano, attraversando con impenetrabile innocenza un secolo zeppo di eventi.
1. Auflage. 20 x 14,5 cm. 42 S. Original Englische Broschur mit Rücken- und Deckeltitel. Blockbuchbindung. Stärker lichtrandig, Kapital leicht bestoßen. Sonst guter Zustand. Mit Signatur des Autors! Nr. 69/400. Mit 4 Zeichnungen von Johannes Grützke. Exlibris-Stempel "Bibliothek von Johannes Grützke".