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8vo (180x110 mm), contemporary half vellum binding, marbled paper at boards, handwritten title at spine; pp. 102; (6), (2 b.), 148, (1) folding plate; XIV, (2), 47, (1 b.); 33, (29 folding plates. Each work has its own title-page; some head-pieces; three plates, among which one is the reproduction of a portion of the letter and the others show some statues. Among the four collections, the first is the correspondence of the famous poet Metastasio with Mattia Damiani da Volterra, who was also a poet and scientist of the 700, the author of a series of curious "scientific poetry". The correspondence lasted from 1732 to 1776, the year of the Damiani death. Pietro Metastasio (1698-1782) was an Italian poet, librettist, playwright, arcade pastor, abbot; pseudonym of Pietro Trapassi. Pietro Giordani (1774-1848) was a scholar and patriot of Piacenza, poet, essayist, professor of eloquence at the University of Bologna. Michelangelo Buonarroti (1475-1564) was a sculptor, painter, architect and poet. Sebastiano Ciampi (1769–1847) was a priest, philologist and Slavist Italian. Ref.: [1.]: IT\ICCU\TO0\1739959 (2 copies); OCLC, 38691439. [2.]: IT\ICCU\MIL\0083268; OCLC, 79974434. [3.]: IT\ICCU\MOD\0361771; OCLC, 652214196. [4.]: IT\ICCU\RML\0062391; OCLC, 13030040. Cond.: In very good condition.
Opera incompleta originariamente composta da 3 volumi. Volume Primo. Incisione di Paolo Caronni con il ritratto di Anton' Maria Salvini all'antiporta del volume. Rilegato con copertina realizzata in simil pelle, piatti foderati con carta decorata. Dorso con decorazioni e titolo in color oro, consumato e con alcune tracce di animali xilofagi. Angoli e bordi consumati. Legatura salda. L'interno presenta macchie brune di varia natura ma le pagine sono fruibili. N.2 piccoli timbri anonimi al foglio di guardia volante. Numero pagine 543. USATO
Volume secondo, Raccolta di prose italiane. Rilegato in cartonato simil pelle marrone, con carta decorata ai piatti e titoli in oro al tassello rosso al dorso, quest'ultimo decorazioni in sottorilievo. Interno integro, cerniera salda, pagine lievemente ondulate con macchie d'umidità e segni del tempo, ma perfettamente fruibili. Fioritura leggera ai tagli. Numero pagine 387 USATO
In-16° cm. 19 circa pp. complessive CCXLVIII-1184 e 4 pag. di indice. Legature in tutta pergamena coeva con tassello ai dorsi.
Kl.8°. (2),265 (1) S. (Fraktur). Pappband der Zeit mit montiertem Rückentitel und Dreikantfarbschnitt. (= Sammlung der besten deutschen prosaischen Schriftsteller und Dichter - eilfter Theil). Einband berieben und etwas fleckig, Ecken gestaucht, Kanten und Kapitale stellenweise beschabt. Bindung ein wenig gelockert, Eigenvermerk auf fliegendem Vorsatz und Titel. Titel mit Ausriss am unteren Rand (Textverlust bei der Verlagsangabe). Eingangs mit Wasserrand im oberen Bereich, einige Seiten ein wenig fleckig, insgesamt noch gut erhalten. Mit einem Frontispiz-Porträt und einer Vorrede des Verlegers.
RABELAIS Rabelais: Oeuvres complètes Tome 2. Francia, Garnier 1970 french, 613 BTT160F Brossura editoriale, volume in ottime condizioni, copertina in condizioni eccellenti, interno come nuovo, legatura salda, testo in francese 613 pagine circa Copertina come da foto
brossura "Quoi? L'Éternité" è l'ultimo romanzo della saga familiare della scrittrice francese inaugurata con Care memorie e proseguita con "Archivi del nord". Personaggi e ambienti si inseriscono qui in un affascinante panorama della società del primo Novecento: accanto alle inquietudini del padre, la Parigi piccolo-borghese, le spiagge della Costa Azzurra, i circoli mondani di Pietroburgo. All'immobilità aristocratica degli interni, tutta patriottismo, fronzoli e pizzi, si alternano vicende di amori clandestini, passioni omosessuali, uccisioni volontarie: un turbinare di eventi, di tragedie pubbliche e private, in un continuo alternarsi di ricordi e ricostruzione storica.
77 pages. Purports that we have given up the supremacy of our homes to a new ruler - the pet. Author presents his case in a lively prose style and not without humor. He has a talent for the quotable phrase and this book is filled with them. Book clean, unmarked and showing faintest wear. Dust jacket bears a couple of small tears with some sunning to spine. Book
br. Oltre cinquanta autori italiani e stranieri - tra scrittori, artisti, editori, giornalisti, librai e blogger - accomunati dalla passione per i viaggi sulle tombe di poeti e romanzieri. Tombe sfarzose, come quella di Oscar Wilde, o semplici lapidi in un prato, come quelle di Jack Kerouac e James Joyce, tombe ospitate in cimiteri celebri - il Père-Lachaise di Parigi o l'acattolico di Roma - oppure nascoste in mezzo a monti desertici, coperte dal segreto di un monastero, come quella di Javsandamba Zanabazar, artista e poeta mongolo, in patria venerato come un santo. Tombe che raccolgono ossa e ceneri, niente di più, ma che sono spesso meta di trascinanti pellegrinaggi. Perché, quando si ama visceralmente un poeta o uno scrittore ormai morto e sepolto, non bastano le parole che ha lasciato, non sono sufficienti i diari, le lettere, le biografie e le auto-biografie. Quando si ama qualcuno che non c'è più, arriva sempre il giorno in cui si fa irresistibile il desiderio di "vederlo ancora una volta", andare a trovarlo dove giace per sempre. Cosa si prova - quali emozioni, ricordi, riflessioni scattano - quando ci si trova di fronte alla tomba di un artista amato? Che storia c'è, dietro quella lapide? E che storia c'è, dietro quel pellegrinaggio? Di questo scrivono gli autori coinvolti: hanno compiuto il loro pellegrinaggio e ce lo hanno raccontato. Massimiliano Governi sulla tomba di Sandro Onofri, Daniele Mencarelli sulle tracce di Camillo Sbarbaro, Barry Gifford tra i cimiteri di Parigi e Venezia, Matteo Trevisani in ricordo di Giordano Bruno, Giovanni Dozzini in cerca di Elio Vittorini, Tyler Keevil tra le brughiere gallesi con Dylan Thomas, Nicola Manuppelli sulle tracce di William Butler Yeats e molti altri ancora. Alcuni di loro hanno scelto di descrivere che fine abbiano fatto, post mortem, alcune coppie celebri della letteratura, altri si sono avventurati anche tra tombe di personaggi che, nel loro ambito e a loro modo, potevano definirsi poetici. Insieme compongono un mosaico di pellegrinaggi letterari su tombe di poeti, scrittori e artisti, per parlare, attraverso la morte, della vita e dell'arte.
In 8? (cm 21), Leg. edit. tutta tela, pagg. con titolo e fregi in oro al dorso, sovracop. ill. a colori, sguardie illustrate, pagg. 202-(4). Castellaneta, autore di diversi romanzi, nacque a Milano nel 1930
brossura Una raccolta di saggi critici dispersi in varie sedi (volumi, giornali e riviste) e dedicati a scrittori piemontesi vissuti sul finire dell'Ottocento e nella prima metà del Novecento. L'utilità del volume consiste nel mettere a disposizione in un'unica sede alcuni degli articoli più significativi di Lorenzo Mondo, critico letterario, giornalista, scrittore, con l'aggiunta di alcuni inediti.
br. Sei brevi saggi scritti fra marzo e maggio 2020, nati dall'attualità ma con un respiro universale. La fragilità del corpo, la rimozione della morte, il valore del pubblico e del privato, il privilegio sociale e la sofferenza, l'uso del tempo, l'incontro con l'altro e i modi in cui ci mette in crisi e ci arricchisce, il disprezzo come virus che infetta le persone: sono questi i temi su cui riflette Zadie Smith durante la primavera della pandemia e delle lotte antirazziste. Mescolando aneddoti personali, ricordi, suggestioni letterarie, idee politiche, non offre facili tentativi di conforto o un semplice diario delle proprie emozioni, ma con la lucidità appassionata che da sempre contraddistingue la sua scrittura saggistica ci dà stimoli per un pensiero critico, solidale e fecondo in un periodo di smarrimento e crisi globale.
br. Prendendo spunto dai testi delle deportate, il volume mette in luce come è avvenuta la trasmissione "al femminile" dell'evento epocale della Shoah, l'autrice indaga su come le testimoni e le scrittrici italiane raccontino e tramandino la loro esperienza: immagini, pensieri ed emozioni raccolte allora, il cui impatto resta inalterato nel presente di chi le legge e le studia oggi. L'importanza di autrici come Liana Millu e Giuliana Tedeschi sta non nella differenza, ma nella compartecipazione alla rappresentazione letteraria della Shoah. Lo specifico femminile arricchisce la testimonianza maschile, mentre la memoria, paradossalmente, si universalizza. È la tragedia stessa che impone di parlare di quel che avvenne alle famiglie di queste donne, oppure di immaginare cosa si cela dietro il buio di omissioni, dietro l'ansietà di un vuoto. Impone di parlare e riscoprire - per alcune di loro, come nel caso di Giacoma Limentani - il loro senso di ebraicità all'interno del contesto italiano dopo la guerra, dopo il ritorno in Italia di chi potè tornare, ma anche di chi, rimanendo, non fu meno ferita. Al ritorno, tutto quel che avvenne si sistemò lungo un asse che aveva nella Shoah il punto zero del prima e del dopo, un asse cartesiano-ortogonale della sofferenza impartita e subita da queste bambine e ragazze e dalle loro famiglie. Il romanzo apocalittico "La Storia" di Elsa Morante e l'ibrido narrativo lezioni di tenebrati Helena Janeczeh...
br. Nel ricordo di Azar Nafisi, rientrata in patria proprio nel 1979, l'anno della rivoluzione di Khomeini, la parola che più di frequente ricorreva nelle riflessioni sul nuovo destino che incombeva su di lei era «confisca»: la Repubblica islamica aveva infatti confiscato la storia dell'Iran, la sua cultura e la sua tradizione, e insieme l'identità di ogni individuo. Esiliata in patria, prigioniera di un regime totalitario ostile a tutto ciò che lasciasse spazio all'unicità, lacerata da un sentimento di irrealtà, abbandono e isolamento, Azar Nafisi non poteva che tornare all'amato Nabokov, e condividere con i suoi studenti l'esperienza di un rapporto improntato a un'esaltante reciprocità, giacché via via che si immerge nell'universo di uno scrittore il lettore non fa che arricchirlo di una percezione nuova, di una nuova dimensione. È nato così un libro tanto affascinante e singolare da ricordare alcuni ritratti dotati di coperchio del Rinascimento: il ritratto di Nabokov - frutto di un'analisi delle sue opere che sembra rispondere all'auspicio formulato in Lezioni di letteratura: «Leggendo, dovremmo prestare attenzione ai particolari, coccolarli» - cela infatti quello della realtà dell'Iran di allora, ma «andando oltre l'Iran, portando alla luce la mentalità totalitaristica in generale e i suoi bersagli».
brossura Ormai sappiamo che la pandemia di coronavirus è molto più di un'emergenza sanitaria. È come se sorgesse dall'universo delle paure che da tempo ormai detta la nostra agenda per soppiantarle tutte, e riscriverle. E se attraverso il mito gli umani generano il mondo, come ci insegna l'Iliade, allora la pandemia è una figura mitica, una costruzione collettiva. Che non significa che sia irreale o fantastica, anzi: si può dire che quasi tutte le scelte, di ogni tipo, fatte dagli umani negli ultimi cinquant'anni ne abbiano creato le condizioni. Così Alessandro Baricco prova a pensare la pandemia, in queste pagine lievi e dense, e ci invita, mentre salutiamo i morti, curiamo i malati e distanziamo i sani, mentre lo sguardo è fisso sul virus e i suoi movimenti, a chiudere gli occhi e metterci in ascolto di tutto il resto - come un rumore di fondo. Ci troveremo un misto di paura e audacia, di propensione al cambiamento e nostalgia per il passato, di dolcezza e cinismo, di meraviglia e orrore. Non perdiamo allora l'occasione per guardare dentro lo choc, per leggerci i movimenti che l'hanno generato e che ci definiscono come comunità. Se avremo il coraggio di affrontare la partita, una partita che ci aspettava da tempo, potremmo trovarci alcune sorprese, potremmo scoprire che questo deragliamento del corpo, personale e collettivo, è destinato a condurci in territori inesplorati, e che "chi ha amato, saprà".
In 16? (cm 15), Leg. originale, pagg. tutta pelle con titoli in oro al dorso, pagg. 227-(6),sguardie verdi con fregi in oro, traduzione ddal francese di Giuseppe Aventi, piccola menda al dorso, ma buon es. Prima edizione.
brossura Questa curatela raccoglie e analizza con piglio filologico quattro racconti che hanno per oggetto il territorio altomolisano, coi riflettori puntati sulla cittadina di Capracotta e sui capracottesi. Le novelle sono firmate da Tommaso Grammatico, giureconsulto napoletano vissuto a cavallo tra il XV e il XVI secolo; Emilio Penci, professore milanese morto giovanissimo; Lina Pietravalle, giornalista pugliese appassionata del Molise; Francesco Mendozzi, giovane scrittore e cultore di storia patria. Le "Quattro novelle per l'Alto Molise" sono in grado di fornire al lettore elementi di autentico interesse letterario e di divertente ricreazione, costringendolo a riflettere sull'importanza del territorio altosannitico e, lanciandolo indietro nei decenni e nei secoli, ad interrogarsi su quale fosse la vita che conducevano i suoi avi.
in-16, pp. 300, broch. edit. figurata, in antiporta vignetta con ritratto dell'autrice, frontespizio entro graziosa cornice, a colori, testatine, capilettera e finalini. Edizione originale. Romanzo autobiografico ambientato nella Milano di fine '800 di Emma Ivon (Milano 1851 - Genova 1899), che fu prima attrice e socia con E. Ferravilla, G. Sbodio ed E. Giraud. Affascinò il pubblico con bellezza, signorile eleganza ed una recitazione di avvincente schiettezza. Sottoposta a processo nel 1879 per simulata maternità e sostituzione d'infante, fu poi assolta. Oltre al presente romanzo pubblicò un diario (''Le confessioni'', 1863). Buon esemplare, a fogli chiusi (dorso restaurato, legatura debole).. .
br. Il secolo nuovo a Venezia si annunciò rumorosamente con il crollo improvviso, il 14 luglio 1902, del campanile di San Marco, il più alto della città, che implose, riducendosi a un cumulo di macerie senza causare vittime o danni al resto della piazza: era tempo di cambiare, di sostituire il nuovo all'antico. Sfidando il messaggio della sorte, l'amministrazione cittadina decideva di ricostruirlo esattamente «com'era e dov'era», rinunciando a qualsiasi confronto sul futuro per difendere l'intoccabilità dell'immagine della città. Introduzione di Claudio Magris.
br. Nel Grand Tour, intrapreso per oltre due secoli da intellettuali e rampolli dell'aristocrazia europea, l'esperienza del viaggio diventa strumento di formazione. Si partiva per confrontarsi con l'ignoto, per «strofinare il proprio cervello contro quello degli altri», come diceva Montaigne, per conoscere le vestigia delle civiltà antiche. È della dimensione storica e letteraria del viaggio che trattano queste pagine, compresi gli aspetti materiali, tanto romanzeschi quanto misconosciuti, interrogandosi anche sul ruolo e il destino del viaggiatore nel mondo contemporaneo, quasi a verificarvi la perdila di un'affascinante occasione d'avventura intellettuale e di una nobilissima arte.
br. Il volume propone un percorso al femminile all'interno della letteratura utopica/fantascientifica in lingua inglese dalle origini a oggi. È un viaggio nel tempo e nello spazio attraverso le voci femminili che hanno arricchito questo genere letterario, ne hanno mostrato ulteriori possibilità e lo hanno trasformato. I romanzi di fantascienza delle donne rivelano infatti l'influenza delle teorie femministe che trovano spazio e voce a partire dal XIX secolo e offrono un punto di vista femminile su un genere ritenuto a lungo un "universo maschile". Grazie alla fantascienza - che permette una sovversione del tempo, dello spazio e delle categorie culturali e sociali, attraverso le metafore del viaggio nel tempo e degli universi paralleli - le autrici propongono mondi in cui il contributo delle donne è fondamentale ed esprime valori di uguaglianza, ecologia e pacifismo. Queste scrittrici esplorano la sessualità superando le tradizionali categorie di genere culturalmente intese e inventano linguaggi per svelare il ruolo ideologico dei discorsi. La fantascienza si pone così come uno spazio per interrogarsi e per compiere un confronto critico con il reale, uno strumento per ridisegnare e ripensare l'identità femminile attraverso una diversa rappresentazione dell'alterità, della diversità e del corpo.
brossura
br. Non tutti sanno che tra "Le cure domestiche", il romanzo d'esordio con il quale Marilynne Robinson divenne una celebrità negli Stati Uniti, e "Gilead", la sua seconda opera narrativa, premiata con il Pulitzer e primo capitolo di una trilogia completata da "Casa e Lila", sono trascorsi ben ventotto anni: dal 1980 al 2008. E non tutti sanno che in questo trentennio o poco meno la Robinson, ben lungi dal rimanere inattiva, si è cimentata ripetutamente con il genere saggistico, regalando ai suoi lettori una serie ininterrotta di perle. Spaziando dalla meditazione teologica a riflessioni sulla letteratura, dal ricordo autobiografico alla disamina di un'intera nazione e delle sue trasformazioni, i saggi di "Quando ero piccola leggevo libri" affrontano da un'angolazione nuova e complementare i grandi temi che sono al centro della sua narrativa - il clima politico e sociale negli Stati Uniti, la centralità della fede religiosa e la generosità di sguardo che ne deriva, la natura dell'individualismo americano e il mito del West - e compongono il ritratto intimo e ricco di sfaccettature di un'autrice che è considerata un vero e proprio classico contemporaneo.
ill., ril. Quando amore ti chiama, segui il segno»: è questa forse l'espressione più nota di Kahlil Gibran riguardo all'amore. Il testo raccoglie i brani più significativi ed evocativi dedicati dallo scrittore libanese a questo sentimento, vero filo conduttore delle sue opere. Illuminante a tale proposito una frase tratta da una sua parabola: «La vita è divisa in due metà: l'una gelida, l'altra accesa. La metà accesa è l'amore». Il tema è declinato secondo le diverse forme in cui l'amore si manifesta: nel rapporto uomo-donna, nell'amore filiale, nell'amore-carità per il prossimo, nell'amore per Dio, fonte stessa dell'Amore.
in-16, pp. 349, broch. edit. fig. Prima edizione originale. Edito da Renzo Streglio, Ciriè nel 1903 secondo la copertina, nel 1902 secondo la prima pagina. Copertina disegnata da Eugenio Chiorni (Gech). Testo completo, ottimamente conservato, senza fioriture, pagine leggermente ingiallite dal tempo, rilegatura da rivedere. Esemplare con gravi difetti (mancante la p.147). Parenti p.405. Lo Vecchi Musti p.106..