15 740 résultats
Kl.8°. XVIII, 447 S. (Fraktur). Original Pappband mit Deckeltitel. Rücken unter Verwendung des Original Rückens (mit Rückentitel) erneuert (Buchbinderarbeit). Einband leicht berieben, Eigenvermerk auf fliegendem Vorsatz, Klammerbindung etwas angerostet. Innen sauber und ordentlich. Mit Verfasser-Vorwort und 392 sw Textabbildungen.
25,6 x 18,5 cm. 96 S. Original Leinwand mit Rücken- und Deckeltitel. einband leicht berieben und fleckig, oberes Kapital mit kleiner stauchung. Papierbedingt leicht gegilbt, handschriftliche Notiz zu den Preisen jeweils auf fliegendem Vorsatz und S. 4, Klammerbindung etwas angerostet und Bindung etwas gelockert, sonst gut erhalten. Mit Vorwort, zahlreichen Abbildungen und Preisangaben. Die handschriftliche Notiz bezieht sich auf die Preisgestaltung: "Die Preise verstehen sich mit 300 % Teuerungszuschlag.". Enthält Untersuchungs- und Beleuchtungsapparate, Scheren, Skalpelle, Klemmen etc., Operationsstühle, Sterilisier-Apparate, Instrumentenschränke und - Tische und Vieles mehr.
8°. XII, 127 (1) SS. Orig.-Umschl. Erste Ausgabe dieser Zusammenstellung. - "In dem gegenwärtigen Bande finden sich alle auf Neapel und Sicilien bezüglichen Gedichte in lückenloser Vollständigkeit vereinigt. Die vom Verfasser speciell 'Bilder aus Neapel. Hundert Gedichte' betitelten Distichen sind ein genauer Abdruck aus dem 'Taschenbuch auf 1830', den übrigen Gedichten liegt der Text der zweiten Canitz'schen Ausgabe zum Grunde, welcher von sehr zahlreichen Druckfehlern etc. gereinigt ist." (Vorwort Grisebach, S. XI). - Papierbedingt tls. leicht gebräunt. Orig.-Umschl. etw. angestaubt und knitterig. Rücken mit Absplitterungen. Unaufgeschnittenes Exemplar. SW: Literatur 19. Jahrhundert, Italien, Lyrik, Ausgabe vor 1900 Bücher Deutsch
br. Quando, intorno al 1822, il diciottenne Wilhelm Waiblinger comincia a frequentarlo, Hölderlin vive ormai da oltre vent'anni recluso nella "Torre" in riva al Neckar, obnubilato, isolato dal mondo - non è più, insomma, "da considerarsi tra i vivi". Va su e giù come "le fiere ... nelle loro gabbie", suscitando in Waiblinger un brivido di orrore, recita giorno e notte un monologo incessante, e rivolge ai rari ospiti un profluvio di parole sconnesse in una lingua inventata. Mosso da un'ardente devozione, Waiblinger scruta con amorevole pietas la vita quotidiana del poeta, ma, soprattutto, riesce a penetrarne il delirio, parlando con lui di poesia, di musica e del passato, facendo in sua compagnia lunghe e rasserenanti passeggiate in riva al fiume o nella pace delle vigne. Di questa intensa frequentazione Friedrich Hölderlin, che Waiblinger scrisse tra il 1827 e il 1828 in Italia - dove si era trasferito per sfuggire alla miseria e all'autodistruzione -, è il frutto: un ritratto fra novella romantica e dramma del destino, in cui il lettore troverà delineati la giovinezza di Hölderlin e i suoi studi, le passioni e gli amori infelici (come quello per Susette Gontard, la sua Diotima). Ma, al tempo stesso, molto di più: Waiblinger fu il primo a intuire la grandezza di Hölderlin, a cogliere il valore dei suoi manoscritti, a interrogarsi sul tormentato processo della sua scrittura, sicché questa testimonianza assume il peso di un precoce, essenziale gesto di fondazione critica.
br. Con "Vers le concret" (1932) Jean Wahl si inserisce, non senza ironia, in quel dibattito sul "concreto" che aveva saputo catturare, nel primo dopoguerra, l'attenzione di molti intellettuali francesi, portando sulla scena tre filosofi atipici, legati al "vecchio" Bergson (William James, Alfred North Whitehead e Gabriel Marcel). Nelle pagine del saggio emerge una linea filosofica votata a un empirismo immanentista, capace di connettere speculazione metafisica, senso del reale, indagine filosofica, scientifica e persino estetico-poetica:" Verso il concreto" anticipa così tanto le future direzioni di ricerca dell'autore quanto i più recenti dibattiti intorno al realismo, al naturalismo e alla metafisica. Postfazione di Barbara Wahl.
br. Linda Wagner-Martin è stata la prima studiosa a consultare i diari e la corrispondenza privata di Sylvia Plath, a sciogliere molti dei nodi di una vita breve e sofferta, proiettando una luce nuova sugli angoli più nascosti, sulle ombre più buie, sui momenti di vita che la grande poetessa americana teneva per sé, in "botti" di pudore, sofferenza e dolore. Oggi Sylvia Plath è riconosciuta come una delle poetesse più importanti del Novecento, la prima ad aver ricevuto il Premio Pulitzer dopo la morte. La campana di vetro, suo unico romanzo, è diventato un classico della narrativa moderna. Si uccise a trent'anni infilando la testa nel forno a gas, dopo aver sigillato la porta della cucina per impedire che il monossido di carbonio arrivasse alla stanza dei figli. La sua fine tragica, secondo l'amico e critico Al Alvarez, fu "la risposta a un grido d'aiuto rimasto inascoltato". Malgrado il talento straripante, la Plath non riuscì mai a liberarsi da un'insicurezza che la accompagnava sin dall'infanzia e che fu alla base di continue crisi depressive. Questa biografia ricostruisce la sua storia, le origini, la famiglia, gli amori, gli episodi che hanno segnato la traiettoria umana della poetessa più tormentata d'America, la vita e l'arte di Sylvia Plath.
Querformat. 14,7 x 19 cm. Leporello (12 Blatt). Original Leinen mit Deckeltitel. Einband leicht berieben und etwas fleckig, 1 Ecke etwas bestoßen, drei Falze etwas dilletantisch hinterlegt, sonst gut erhalten. Enthält 12 Ansichten nach Fotografien: Residenzschloss, Oberpostdirektion, Kreisständehaus Posen-West, Amtsgericht, Akademie, Residenz-Hotel u.a. Im Anschluß diverse Beurteilungen von Auftraggebern.
br. Nell'anno wagneriano, il racconto di una vita straordinaria dalle parole originali di Wagner. Le sue memorie autobiografiche trasportano nel segreto della potenza della sua musica, attraverso i racconti più minuziosi della vita quotidiana. La scoperta è grande, ma allo stesso tempo prevedibile. Un grande valore hanno avuto per Wagner, infatti, piccoli episodi di ogni giorno. Come quando sente una bagnante in costume cantare le sue arie. Particolari solo in apparenza, fatti che una grande anima eterna sapeva scovare in ogni sfumatura dell'esistenza.
br. Migliaia le pagine che compongono i diari di Cosima Wagner, un racconto scandito nel tempo che la seconda moglie del grande compositore scrisse nel corso di quattordici anni. Da questo testo Alessandro Taverna ha estratto i frammenti nei quali Cosima narra i sogni di Richard. Ed ecco che nel susseguirsi della narrazione è possibile incontrare un uomo che le biografie ufficiali non hanno mai descritto. Paure e desideri, speranze e fallimenti sono messi in scena ogni notte. Spetta a Cosima, la mattina, il compito di scrivere su carta quanto ascoltato al risveglio. "In questo esercizio di scrittura, dal sonno si entra e si esce. Nel sonno si sprofonda e si riemerge".
(2),96 S. Original Leinen mit Rücken- und geschmücktem Deckeltitel in Jugendstil, Einband leicht fleckig, guter Zustand. Titelblatt mit Jugendstilschmuck. Zierstücke. Widmung von Martha Wachlin auf der Seite des Inhaltsverzeichnisses.
w.b.yeats Tragedie Irlandesi . , editore lombardo 1914, Legatura: artigianale. Copertina: cartonata, con gore, ingiallita, sporca. Taglio: ingiallito. Pagine testo: ingiallite, brunite ai margini. Dorso: scolorito, sporco, usurato. Frontespizio: ingiallito lievemente. Margini delle pagine: ingialliti Buono (Good) . <br> <br> <br> <br>
In-4 p., cartelletta edit. in mz. tela con legacci contenente: un fascicolo di pp. 13 (note e prefazione) + un quaderno di 50 fogli nn. che riproducono, su una sola facciata, disegni a penna e all’inchiostro di China realizzati dall’artista francese (1868-1940). Sono bozzetti che evocano aspetti dell’appartamento di “rue du Marché-Saint-Honoré” e del quartiere dove, verso il 1890, viveva la famiglia Vuillard. Tiratura di 550 esempl. numer. Il ns. 425, è ben conservato.
br. Le relazioni pericolose tra uomo e donna di cui parla questo libro toccano l'esistenza nella sua ineludibile dimensione di scelta: quella tra una vita che asseconda la fluida e ingovernabile logica del desiderio e un'altra più rassicurante e continua, presieduta da una logica degli affetti. Logiche tra loro eterogenee che appaiono inconciliabili ai protagonisti della storia qui ricostruita (Kierkegaard e Kafka) e che talvolta inducono a un esito tragico (Kleist). In palese conflitto con la scelta della solitudine al fine di tutelare la propria singolarità, gli autori - in qualche modo personaggi concettuali o eteronimi di chi ha scritto questo libro - avvertono l'esigenza (per lo più disattesa) di una palpitante condivisione del loro universo interiore, mediante la presenza (non troppo invadente, s'intende) di una donna che appaia loro come vocativo o dedicataria di esclusive trame concettuali e di avventure esistenziali. Un saggio filosofico dai toni talvolta narrativi che ci pone al cospetto dei desideri e delle inquietudini che accompagnano ogni vicenda erotica e affettiva, orientata verso l'esperienza effimera della seduzione oppure consolidata nella forma del matrimonio.
brossura "Proprio considerando le difficoltà tradizionali, rese più acute per una vicenda relativamente breve nel tempo, ma di per sé così intensa come la Rivoluzione francese, il saggio di Vovelle può rivelarsi davvero un capolavoro. Nelle prime quarantacinque pagine si ha già la storia abrégée della Rivoluzione. Tutti gli avvenimenti e le svolte fondamentali: ma non seccamente esposti in una serie arida, già invece calati nella significanza politica, civile, sociale che li contraddistingue. L'analisi particolare verrà nei capitoli seguenti. Ma intanto la spinta e la direzione essenziali che muovono il grande rivolgimento sono indicati nei loro caratteri peculiari: contro il feudalesimo, contro la società di ordini, che ha al sottofondo la crescente contrapposizione delle classi, contro l'assolutismo del potere monarchico. [...] Infine, in poche pagine, anche in una sintesi generale, Vovelle non trascura di tratteggiare la rivoluzione delle mentalità nella vita quotidiana, cercando di rilevare i caratteri eminenti della maniera di vita dei ricchi e dei poveri, dei modi di vestire, dei gusti verso le feste e gli spettacoli, dei rapporti fra padri e figli, mariti e mogli, della condizione della donna in generale. [...] Un piccolo libro denso di fatti e di pensieri, che mostra in modo esemplare come la vera storia sia ancora e sempre quella del concorrere di forze sociali, economiche, istituzionali, civili, culturali, religiose ecc." (dalla "Prefazione" di Furio Diaz)
br. Questo manuale è uno strumento di grande utilità per quanti devono prepararsi alla prova scritta o orale di un concorso pubblico oppure sostenere un esame relativo alla storia italiana. Il volume si divide in due parti: una sezione teorica, che ripercorre in modo sintetico e completo la storia nazionale degli ultimi due secoli, dalla Restaurazione all'inizio del nuovo millennio; una ricca sezione dedicata alle esercitazioni, per approfondire e verificare la preparazione nella pratica. Il lettore può così svolgere batterie di domande aperte o a risposta multipla, tutte corredate di soluzione e commento, a cui si aggiungono esempi di temi svolti e utili consigli su come affrontare al meglio le diverse tipologie di prove che possono essere somministrate nelle selezioni.
Robin, 2008. In-16, brossura, pp. 199. In ottimo stato.
32,35,39,31 S. Original Leinwand mit Deckel- und Rückentitel, Dreikkantfarbschnitt. Einband leicht berieben und etwas stockfleckig. Bibliotheks-Signatur und Stempel auf Titel, sonst guter Zusatnd. Enthält: 1. WINCKLER, Hugo: Die politische Entwicklung Babyloniens und Assyriens. 2. WIEDEMANN, Alfred: Die Toten und ihre Reiche im Glauben der alten Ägypter. 3. ZIMMERN, Heinrich: Biblische und baylonische Urgeschichte. 4. LANDAU, Wilhelm: Die Phönizer.
In 8o, pp. 426, br. Prima ediz. italiana, traduz. di Ervino Pocar, firma di proprietà, ottimo (6726/ VON SCHOLZ - PERPETUA - LETTERATURA TEDESCA 1900)
Mondadori, 1953. In-8, cartonato editoriale, pp. 262, con tavole in bianco e nero fuori testo. Pagine leggermente ingiallite per la qualita' della carta, peraltro in buono stato.
br. Composto durante l'estate del 1777 e pubblicato alla fine di ottobre dello stesso anno, vale a dire nel medesimo periodo in cui Voltaire scrisse e diede alle stampe il "Commentaire sur l'Esprit des lois", il "Prix de la justice et de l'humanité" costituisce l'approdo dei suoi studi legali e dei suoi interessi per i problemi della giustizia, studi e interessi dapprima sporadici e superficiali, poi, a partire dagli anni Cinquanta del Settecento, sempre più intensi e continui, fino a culminare appunto nel Prix, la più vasta e radicale delle sue opere giuridiche.
Kl.-4°. 2 Bll., X SS., 1 Bl., 107 SS. Marmor. Pp. um 1920 mit mont. Orig.-Rsch. mit Umschl. Brooks 932. - Frz. Orig.-Titel: Hérode et Mariamne (1724). Voltaire entnahm den Stoff der Handlung dem 15. Buch der Jüdischen Altertümer des Flavius Josephus (vgl. Wikipedia). - Erste 2 Bll. etw. fleckig. Sonst sauberes Exemplar auf starkem Papier. Oberes Kapital minimal bestoßen. Kanten leicht berieben. Umschl. etw. angestaubt und mit kl. Randmängeln. Buchblock unaufgeschnitten. SW: Literatur 18. Jahrhundert, Frankreich, Bibliophilie, Pressendruck, Italien Bücher Italienisch
br. Dopo aver letto il libro "Dei delitti e delle pene", Voltaire (1694-1778) rimase sinceramente colpito dalle idee di Cesare Beccaria, che gli apparvero come la conferma e l'approfondimento delle sue stesse convinzioni. Infatti il contenuto di questo libro dava nuovi argomenti alla sua lotta contro l'autoritarismo. Così decise di scrivere questo Commentario, passando in rassegna gli avvenimenti e le situazioni che si prestano a una riflessione sulla necessità di abolire i supplizi e la discrezionalità dei magistrati e che, più in generale, contribuiscono a sostenere la tolleranza politica e religiosa. Un'opera che aveva avuto grande successo in passato, a partire dalla prima traduzione che era avvenuta già nel Settecento, ma che non era più stata presentata da molti anni. Prefazione di Gianni Francioni.
br. Il corpus delle lettere che Paolo Volponi scrive a Pier Paolo Pasolini fra il 1954 e il 1975 rappresenta un documento di grande importanza, attraverso cui è possibile ricostruire lo sviluppo dell'opera poetica volponiana nel cruciale passaggio da una fase in cui sono ancora predominanti (per usare un'espressione dello stesso Volponi) le suggestioni post-ermetiche a un'altra in cui si fa sentire l'influenza di Pasolini e, più in generale, del neo-sperimentalismo di "Officina". Il risultato sarà la pubblicazione nel 1960 della raccolta "Le porte dell'Appennino" e il primo importante riconoscimento con la vittoria del Premio Viareggio. Oltre che mediatore con l'ambiente culturale romano (Bertolucci, Bassani, Moravia, Morante, Gadda), Pasolini è in questi anni una figura centrale per Volponi, amico e maestro al tempo stesso a cui sottopone le proprie poesie e richiede pareri e consigli. La presenza di stesure preparatorie e intermedie di alcuni testi poetici allegati alle lettere consentono di ripercorrere l'itinerario variantistico di numerosi componimenti presenti ne "Le porte dell'Appennino" e di valutare appieno la portata dei cambiamenti intervenuti.