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brossura
br. È possibile considerare Martin Buber (Vienna, 1878 - Gerusalemme, 1875) uno dei pensatori più originali del XX secolo. La sua riflessione, in parte dimenticata, restituisce l'immagine di un'umanità che trova nell'incontro la soluzione alla crisi del moderno. Tre le grandi direttrici di senso che permettono di giungere a tale conclusione: la dimensione filosofica, quella politica e quella religiosa, che vengono poste in fertile dialogo dall'autore sin dalla gioventù. Esse nascono legate alla riflessione diltheyana, quella prospettiva che per prima Buber conosce, permeate da una profonda fascinazione per il misticismo e per l'immanenza. Successivamente, attorno agli anni '20, muta il punto di vista: l'autore rifugge la dimensione teosofica per aprirsi ad uno strenuo realismo, capace di ammettere l'alterità. Questo è il nodo centrale che caratterizza Io e Tu (1923), pietra miliare della produzione buberiana, nonché tutte le opere della maturità. È la relazione che diventa categoria centrale con cui rispondere alla domanda ontologica; è sempre la relazione a fuoriuscire dai confini della domanda sull'essere, per lenire ogni ferita della modernità. L'incontro è il testamento spirituale di Buber, lascito ad ogni suo lettore, chiamato a riscoprire tramite le sue parole il vero profumo dell'umanità. Una lezione che scalfisce la monolitica lettura del moderno come tempo dell'individualismo e che apre ad una lezione valevole per l'uomo di ogni tempo.
cm. 17 x 24, 264 pp. Istituto per la storia dell'Umbria contemporanea 525 gr. 264 p.
ill., br. "Da Venezia a Mentana" è un vivido spaccato dell'Italia risorgimentale. L'autore, il riminese Raffaele Tosi, intimo amico di Garibaldi, ha vissuto in prima persona tutti i principali fatti d'arme che hanno portato 150 anni fa all'unità d'Italia. Sin da ragazzino ha voluto partecipare a quello che sentiva come un "insopprimibile anelito alla Patria", addirittura scappando di casa a 15 anni, per andare a combattere volontario in Veneto con i suoi fratelli. Da quel momento inizia un percorso che lo porterà a Venezia, a Roma, nei Cacciatori delle Alpi, coi Mille in Sicilia e in Campania ed infine a Mentana. Tra mille battaglie e pericoli, conoscerà tutti i maggiori protagonisti di quell'incredibile ed irripetibile fenomeno che fu il volontarismo militare risorgimentale. Un libro di memorie scritto da un giovane volontario di 150 anni fa per i giovani di oggi.
brossura È un viaggio che inizia dal risvolto di un foglio di carta. Più precisamente dal retro di un compito d'esame da correggere. J.R.R. Tolkien (3 gennaio 1892, Bloemfontein, Sudafrica - 2 settembre 1973, Bournemouth, Regno Unito), in un pomeriggio estivo a Oxford, tra uno sbadiglio e l'altro, trova una pagina bianca e, quasi distrattamente scrive: "In una caverna nel sottosuolo viveva un Hobbit". È l'incipit forse più famoso della letteratura per ragazzi, il primo assaggio di un mondo immaginario che inizia nel modo più banale e con un personaggio assolutamente improbabile.
illustrazioni a colori
TOSELLI BENEDETTO. IL VALORE DELLA DONNA.ALL' ORNATISSIMA SIGNORA DONNA GIUSEPPE MAESTRI. Milano, G. Silvestri 1808.[Femminismo-raro] (cm.21) brossura originale a stampa.-- pp. 79 + 1 p. bianca. Edizione originale. Opera rara sconosciuta a tutta la bibliografia consultata sulla materia. L' autore, espone in tre canti, virtù e valori del gentil sesso. Brossura macchiata e qualche rara fioritura ma buon esemplare su carta grave e con barbe.[f20] Libro
br. Controcorrente, inattuale, fuori dal suo tempo: Gabriel Tarde ha pagato lo scotto della sua vis polemica con un oblio che lo ha condannato a riempire per molto tempo gli scaffali della letteratura minore. Questo testo si propone, al contrario, di valorizzare la sua sorprendente e inaspettata attualità ricostruendo con l'ausilio di cinque concetti-chiave i cardini del pensiero tardiano. Togliere la polvere dalle pagine di Tarde significa riscoprire al loro interno una filosofia della differenza, una microsociologia del desiderio e una politica degli affetti che, oggi più che mai, appaiono utili per pensare il nostro presente.
br. Vasilij Grossman (1905-1964) s'impone solo ora, con il recente successo delle ripubblicazioni in diverse lingue del suo capolavoro postumo Vita e destino, come una delle figure artistiche e filosofiche più interessanti del XX secolo. La dimensione letteraria di Grossman che affonda le radici nella più alta tradizione russa - è votata ad un realismo classico, aperto all'universale, costantemente teso all'espressione di domande ultime ed eterne che affermano l'uomo e la sua libertà contro il potere dell'ideologia. L'umano nell'uomo è questo nucleo originale presente in ogni uomo che impedisce al potere di schiacciare il singolo nella morsa dell'omologazione. Tra i meandri oscuri della storia del Novecento, la risposta di Grossman non è da intendersi solo in senso intellettuale: è una strada reale che la letteratura, nella sua bellezza "incarnata", manifesta come possibilità aperta all'esperienza di ciascuno. I saggi che compongono questo volume il secondo di studi collettanei su Grossman - rappresentano un passo decisivo verso una conoscenza completa della vita e dell'opera del grande autore russo e ne documentano l'appartenenza ai classici della letteratura di ogni tempo.
This is a very good hardcover copy in gray cloth covers printed in red and gold with tassel device on the front cover and title in faded gilt to the spine. Edges of the covers a bit toned. Small date on lower edge of front endpaper. Very clean inside. Text in Italian. The 2 page ENGLISH summary laid-in. This is a thorough survey of Italian craft and folk arts including sections on farm and agricultural implements, furniture, textiles and costumes, jewelry and personal ornament, ceramics and glassware, metalwork, cooking ware, wrought iron work, signage, theatrical and festival masks, religious arts, also a section on popular prints. Extensive bibliography. 553 illustrations including many color plates. Plus many more illustrations in the section on popular prints. List of craft makers and producers. 12" high X 10" wide, 451 pages. Large heavy book, foreign shipping will be extra. This book will be securely wrapped and packed in a sturdy box and shipped with tracking.
cm. 14,5 x 20,5, xii-476 pp. Biblioteca di storia toscana moderna e contemporanea - Studi e documenti 675 gr. xii-476 p.
brossura Credo che l'architettura non ha niente a che vedere con l'invenzione di forme inedite, né con il gusto personale. l'architettura è per me un'arte oggettiva che nasce dallo spirito del tempo.
br. Il rapporto tra mente e mondo non è così scontato come si potrebbe supporre a prima vista. Le modalità tramite le quali si realizza tale relazione, e le forme che essa assume, nascondono in effetti interrogativi e ambiguità che hanno interessato i principali pensatori dell'epoca moderna e contemporanea impegnando vasti settori della riflessione filosofica. Il volume indaga tali problematiche analizzando la nozione di dato sensoriale, ossia l'idea che la conoscenza empirica possa fare riferimento a elementi puri che godono di autonomia e capacità fondazionale. La ricerca è condotta mostrando le criticità connesse a una tale visione fin dalle sue origini cartesiane, per seguirne poi gli sviluppi nella gnoseologia successiva. Nella suddetta ricostruzione si accoglie la tesi concettualista, oggi molto discussa in filosofia della percezione, sostenendola teoreticamente sulla scia di alcuni risultati raggiunti nell'epistemologia analitica e neopragmatista; dalla critica di Sellars alla datità, fino alle riflessioni di Putnam e McDowell.
br. Il volume mette in dialogo due discipline che, seppure quasi mai poste a confronto sul piano accademico, hanno dei profondi punti di contatto. Di certo usano strumenti e linguaggi radicalmente differenti, talvolta apparentemente inconciliabili, eppure possiedono un terreno comune di temi e problemi che può essere indagato con profitto. In alcuni casi, la fantascienza pare addirittura costituire un tentativo di risposta a quesiti ed esigenze filosofiche. Un tentativo che risponde in primo luogo alle logiche dell'immaginazione e del mito, ma che può anche fornire interessanti spunti di discussione ai filosofi, sotto forma di quegli esperimenti mentali che spesso la dialettica del pensiero utilizza fruttuosamente. Se, quindi, come sostiene Dick, la fantascienza ha la capacità di stupire attraverso una "trasposizione fondata dell'esistente", allora può anche costituire il luogo di scaturigine di interrogativi e problemi da indagare razionalmente. I saggi proposti esplorano il rapporto tra filosofia e fantascienza sotto molteplici punti di vista, interrogandosi costantemente sulla relazione tra l'uomo e il mondo in cui vive. Così facendo possono aiutarci a comprendere più a fondo il tempo presente, senza dimenticare mai di gettare lo sguardo verso il futuro. Introduzione di Luca Gallesi.
br. L'informe, figlio incerto della volontà di metter fine al rapporto tra Kunst und Rasse (1928), è furiosa dinamo che sconvolge e scompagina - sin dentro la sua esasperata dialetticità - tutto quel che assieme a esso alberga nella rivista "Documents" (1929-30). Grave errore sarebbe, dunque, considerarlo nei limiti del vocabolo o dell'immagine: esso è quasi l'estremo di un fuor-di-segno, indecifrabile e capace di mimare la propria presenza sul "foglio del mondo"; romito nella propria invisibile solitudine, lì dove "ciò che è inganna il suo affermarsi". L'intento di questo lavoro d'analisi è di far risorgere quella criticità che l'ha generato rivolgendola contra Magistros Fetiales: criticità che non s'appresta al gioco della pacata inquietudine del ricercatore, bensì al manifesto gusto d'un verso ravacholiano; criticità necessaria affinché si surscriva quell'ipotesi figural-estetica alla quale l'informe era stato relegato e lo si restituisca alla casa del nulla, lì dove è d'ufficio e dove potrà esser funzione di destituenza.
br. Il volume coniuga peculiarità e costanti del romanzo modernista, nelle sue varie forme e al tempo stesso nelle sue specifiche tradizioni nazionali. I dodici saggi qui raccolti infatti ripercorrono le più rilevanti strategie narrative, mostrando al contempo come queste conducano sempre al medesimo traguardo: quel «mondo nuovo» che sfugge a ogni definizione che abbia la pretesa di essere ultima e definitiva. Inoltre ognuno di questi percorsi è associato all'autrice o all'autore che l'ha maggiormente seguito, ottenendo in questo modo non certo un canone, ma una primordiale mappatura, imperniata su alcuni delle scrittrici e degli scrittori più rilevanti del periodo. E ancor più dei nomi contano le aree culturali e geografiche: il fenomeno modernista infatti abbraccia, spesso con temporalità diverse, contesti molti distanti, che viaggiano dal Portogallo di Pessoa e Almada Negreiros alla Russia di Pasternak, attraversando tutta l'Europa centrale e meridionale di Mann e Musil, Svevo e Kafka, Unamuno e Proust, e ovviamente il mondo anglofono di Joyce e Woolf.
br. A seguito del dibattito che si è sviluppato negli ultimi anni, anche in Italia si è imposto il concetto critico-storiografico di "modernismo". E come in altre letterature nazionali, anche in quella italiana esso indica una tendenza che ha caratterizzato i primi tre-quattro decenni del Novecento, cioè quel periodo in cui le rivoluzioni scientifiche (Einstein, Planck), mediche (Freud), filosofiche (Bergson) sovvertono i comuni parametri di valutazione di un mondo che improvvisamente sembra mosso da un'irrefrenabile forza centrifuga. Gli scrittori cercano di trovare una mediazione fra un caos, che sembra oggettivo e irredimibile, e una naturale tensione all'ordine e alla regola. Il volume tenta di circoscrivere i confini dell'area modernista, prima indagando i generi letterari, e dunque romanzo, novella, poesia e teatro; poi soffermandosi sui tratti costitutivi della poetica (stili, realismo e sperimentalismo), dei temi, dei rapporti con le scienze, nonché mostrando le relative strategie editoriali nelle riviste; e infine interrogandosi sulle manifestazioni più persistenti del modernismo lungo tutto il corso del secolo. I saggi che compongono il volume forniscono quindi una fotografia nitida, benché scattata in simultanea da prospettive diverse, di ciò che ha maggiormente contraddistinto il Novecento letterario italiano: il modernismo, appunto.
ill., ril. Partendo da un piccolo catalogo originale dell'I.C.S. da lui ritrovato, l'Autore analizza il fondamentale contributo dato in chiave europea tra gli anni '20 e '60 all'evoluzione stilistica della ceramica vietrese, alla diversificazione dei temi e dei moduli compositivi, al notevole sviluppo occupazionale e alla diffusione internazionale di una moderna e fascinosa immagine della Costa di Amalfi.
br. Esiste un diritto alla censura? O esiste esclusivamente un diritto a esprimersi pubblicamente senza freni? L'idea moderna di un diritto a comunicare liberamente, fissato nella costituzione, nasce nel Settecento attraverso una complessa discussione europea in cui voci discordanti di autori, amministratori, stampatori e censori si scontrano alla ricerca di un equilibrio sempre instabile tra le ragioni dell'indipendenza espressiva, la ricerca del profitto economico e la necessità di garantire la stabilità delle istituzioni: un tema che la crescente preoccupazione per le trasformazioni introdotte nella vita quotidiana dai nuovi media ha reso prepotentemente attuale.
In-4, tela editoriale, pp. 161, con 92 tavole in bianco e nero e 18 a colori. Edizione di 450 esemplari. In buono stato (good copy).
brossura Appena due secoli fa, nell'ambiente culturale e sociale delle villeggiature italiane settecentesche si sviluppava un vivere sereno e rilassato, scandito però da un vortice di attività «ricreative» in cui il cibo, la moda e il gioco, come anche la musica, il teatro, la caccia, la lettura, la conversazione, svolgevano un ruolo fondamentale. Gli eredi della tradizione aristocratica e cavalleresca italiana, con l'aiuto degli esponenti di un nascente e sofisticato ceto intellettuale, avevano inventato un sogno e lo realizzavano. Tutto era volto alla ricerca della raffinatezza, non vi era spazio per la mediocrità: si esprimeva, in queste dimore e nei tempi della villeggiatura, il libero gioco della bellezza nelle sue molteplici espressioni, un'irrefrenabile joie de vivre, in un'atmosfera generale in cui spesso gli opposti convivevano con naturalezza. L'universo femminile era centrale e vi godeva un potere e una libertà fino a quel momento sconosciuti. In ville ideate e realizzate con cura, fra ospiti scelti con attenzione a volte maniacale, si praticava una qualità di vita altamente sofisticata.
illustrazioni in nero e a colori
br. Cosa accadrebbe se avessimo a disposizione una macchina del tempo e potessimo raggiungere il passato e il futuro come raggiungiamo posti lontani salendo su un treno o un aeroplano? Molte conseguenze di una simile ipotesi sembrano difficili da accettare stando al nostro modo ordinario di pensare. Supponiamo di tornare al tempo di Shakespeare, e di consegnarli una copia di "Romeo e Giulietta" prima che la scriva. Ci troveremmo con una situazione davvero bizzarra: Shakespeare non è l'autore di "Romeo e Giulietta", perché lo ha copiato da noi, ma nemmeno noi lo siamo, perché lo abbiamo copiato da lui! Dal momento che i viaggi nel tempo sollevano un tale vespaio di obiezioni, non faremmo forse meglio a rinunciare all'idea che essi siano logicamente possibili? Giuliano Torrengo avanza l'ipotesi che si debba resistere alla tentazione di 'risolvere' i grattacapi filosofici che i viaggi nel tempo fanno nascere semplicemente negando la loro possibilità e per due motivi. In primo luogo perché la fisica contemporanea non esclude la possibilità di catene causali che seguano ordini temporali inversi; in secondo luogo perché esistono nella letteratura filosofica soluzioni articolate e interessanti dei paradossi dei viaggi nel tempo, che difendono l'idea che viaggiare nel tempo e avere un'influenza sul passato sia compatibile con l'inalterabilità della catena degli eventi storici.