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In-4 p., brossura originale, pp. 50 circa, con numerose ill. in b.n. nel t. (foto e disegni). Ben conservato.
Kl.8° (ca. 21 x 14 cm). VIII, 279 Seiten, Fraktur. Original Ganzleinen mit Rücken- und Deckelbeschriftung. Einband mit Gebrauchsspuren, Rückseite etwas fleckig. Seiten am unteren Rand gering gewellt (Wasserrand). Insgesamt guter bis befriedigender Zustand.
2. erweiterte Neubearbeitung. Dritte Auflage. 48 (12) S. (Fraktur) Original Karton mit Deckeltitel. Durchgehender lotrechter Mittelknick, Einband fleckig, Notiz auf Deckeltitel innen, papierbedingt etwas gegilbt, sonst gut erhalten.
Gr.8°. 329 S. (Fraktur). Original Leinwand mit goldgeprägtem Rücken- und Deckeltitel mit schwarzgeprägter Jugendstil-Verzierung, Dreikantgoldschnitt und Lesebändchen. Einband etwas berieben, Kanten beschabt und Ecken gestaucht. Papierbedingt etwas gegilbt, sonst innen gut erhalten. Mit einer handschriftlichen, datierten und signierten Widmung des Verfassers auf fliegendem Vorsatz verso.
159 S. Original Leinwand mit Rücken- und Deckeltitel, Lesebändchen. Seite 45 mit kleinem Fleck am Rand, sonst gut erhalten. Mit 4-zeiliger handschriftlicher, datierter (1914) und signierter Autorenwidmung auf dem Titelbild. Illustriert von A. Mandlinck. Spielt vor dem Hintergrund der Bayreuther Festspiele.
br. La Prima guerra mondiale produsse una svolta riguardo ai diritti di cittadinanza, avviando un processo che si sviluppò negli anni successivi. Oltre a provvedere agli aspetti militari, ogni Stato si trovò infatti a dover evitare un cedimento del "fronte interno" e a elaborare misure capaci sia di convogliare il consenso della popolazione alla scelta bellica, sia di contenerne il prevedibile dissenso. L'intervento dello Stato s'indirizzò pertanto verso politiche assistenziali e di potenziamento dei diritti sociali, e verso norme preventive e repressive dei diritti civili e della libertà di opinione. La prima parte del volume si concentra pertanto sulle politiche sociali attuate dai principali Stati europei nel campo dell'assistenza e in quello dell'organizzazione del lavoro industriale soprattutto negli anni della Prima guerra mondiale, periodo di norma trascurato dagli studi storici e sociologici. Nella seconda si sofferma invece sui rapporti istaurati in Italia tra autorità politiche e militari circa la militarizzazione della vita civile: in particolare, sul fenomeno dell'internamento di civili, che rappresentò la violazione più macroscopica dei diritti di cittadinanza e riguardò sia cittadini stranieri che italiani; e su un "Piano di difesa" - finora sconosciuto - ideato da Giolitti nel 1904 e rimasto in vigore fino al 1935, che prevedeva il passaggio della gestione dell'ordine pubblico dalle autorità civili a quelle militari in caso di disordini.
In-4 p., tela editoriale, sovracoperta, circa 150 pp. Ristampa di un’edizione del secolo XVI. Ben conservato.
ill., br. "Wanderer in Traumlandschaft" (Viaggiatori in una terra di sogno) rappresenta una ulteriore sperimentazione di quello che, ormai da vari anni, ho denominato "il metodo Positano" e che mi ha consentito di realizzare ben tre corposi volumi sulla pittura di Positano nel Novecento. Partita da un gruppetto di pittori che avevo già "incontrato" negli ultimi anni di ricerca sugli artisti stranieri in territorio salernitano, mi incanalai nel dedalo delle aste sia in Europa che in America (ma anche in altre parti del mondo), ritrovando un numero strabiliante di dipinti che rappresentavano la diffusione del paesaggio di Positano a livello mondiale, utile sia all'incremento della conoscenza dei numerosi artisti di lì transitati che alle scelte e ai gusti del collezionismo su così vasta scala. Di qui l'idea di sperimentare tale metodologia di ricerca su un altro tratto della costiera amalfitana, appunto Amalfi, Atrani, Ravello, e solo attraverso gli artisti stranieri (tranne che per i manifesti) e in un arco cronologico ristretto alla prima metà del Novecento, considerato che l'Ottocento è già stato sviscerato dalle attente ricerche di altri studiosi, uno per tutti Dieter Richter per Amalfi nel 1989 e anche, con espansioni all'inizio del Novecento, Massimo Ricciardi nel 1998. Il tutto pensando all'importante elemento di "congiunzione" con il resto del territorio che, nell'intero arco del XIX secolo, fu rappresentato, per questa parte del salernitano, dalla strada statale fra Salerno e Sorrento, portata fino ad Amalfi a metà del secolo e soltanto alla fine dell'Ottocento a Positano.
In-8 (cm. 23), brossura, pp. 46, in gran parte con illustrazioni in bianco e nero e a colori. In buono stato di conservazione (good copy).
In-8 (cm. 22), cartonato editoriale, pp. 40, in gran parte con illustrazioni in bianco e nero e a colori. In buono stato di conservazione (good copy).
In-4, cartonato editoriale, pp. 96, con 58 illustrazioni in bianco e nero e 40 a colori a piena pagina, nel testo. In buono stato (good copy).
ill., br. Walter Benjamin è stato uno dei più importanti ed enigmatici intellettuali del ventesimo secolo. I suoi scritti, che sovrappongono filosofia, teoria letteraria, analisi marxiana della società e una sorta di sincretismo teologico, sfuggono a ogni tradizionale categorizzazione. E la sua esistenza randagia e spesso in fuga dal minaccioso incalzare degli eventi ha offerto terreno ideale a ogni forma di mitologizzazione. La sua parabola intellettuale muove dal brillante esoterismo dei primi scritti ai saggi che hanno fatto di Benjamin una voce centrale della cultura di Weimar, per arrivare agli anni dell'esilio con le pionieristiche teorie sui media moderni e la nascita del capitalismo di consumo nella Parigi del secondo Ottocento. Questo percorso ha avuto luogo nel corso dei più catastrofici decenni della moderna storia europea: l'orrore della prima guerra mondiale, la surreale instabilità della Repubblica di Weimar e l'incombente ombra del nazismo. Questa nuova biografia, a firma di due tra i più affermati studiosi dell'opera dell'intellettuale tedesco, getta, al di là dei miti e del carattere frammentario della sua opera, una nuova luce su uno straordinario protagonista della cultura contemporanea. Howard Eiland e Michael W. Jennings mettono a disposizione del lettore una ricca messe di informazioni che consentono di ricostruire in modo sorprendente una vita tragicamente straordinaria.
br. La nozione di un Essere equivoco fu suggerita a Benjamin da un profondo pessimismo storico. La storia è infatti, per Benjamin, caduta, mito. Benjamin, nondimeno, anziché rinserrarsi nel proprio pessimismo, intese abbracciare l'epoca e il tempo. Qui nascono le incomprensioni dei suoi amici e interpreti, i quali, avvertendo in lui un'infelicità ad essi consueta, credettero di potersi aspettare da lui la loro stessa impazienza del mondo. Benjamin sembrava invece voler traslocare dal mondo del mito raccogliendone ancora qualche ultimo pezzo, come se non volesse dimenticare nulla e non lasciare nulla indietro. Il concetto di ripetizione tiene insieme entrambe le cose: la condanna e l'assoluzione di un moderno infernale. Il tempo-ora escatologico ridice, attualizzandola, l'intera vicenda storica, e si costituisce pertanto come la ripetizione di essa. L'Essere contrae un nesso di somiglianza equivoca con il mondo, per quanto miticamente connotato questo possa essere. E proprio in ciò consiste l'autentica novità: che il passato torna a ripetersi. Il passato sopravvive nel futuro, conservandosi in esso e in esso attingendo però una superiore forma di vita (Über-leben), dove la miticità del mito resti esclusa per sempre e dove il contenuto del mito possa invece integrarsi nell'originaria costituzione di Senso. Questo nucleo teoretico si è riversato nel linguaggio di Benjamin, nel quale ogni categoria presenta sempre un referente salvifico - rivoluzionario ed utopico - e uno mitico.
ill., br. Sarebbe difficile trovare, in tutto il Novecento, un rapporto intellettuale così alto, complesso e a volte drammatico come quello fra Scholem e Benjamin. In questo libro Scholem è riuscito a raccontarlo come "storia di un'amicizia", una storia che permette di accedere agli aspetti più segreti di Benjamin, che fa assistere al delinearsi delle sue idee e delle sue opere - a volte rimaste allo stato di abbozzo - nelle parole di un testimone lucido, partecipe, ma al tempo stesso radicalmente diverso e capace anche di opporsi duramente all'amico.
br. Questa monografia ripercorre il pensiero e la vita del saggista berlinese offrendo un'aggiornata ricognizione d'insieme della sua prismatica e proteiforme personalità, intrecciando vicenda biografica e riflessione concettuale, sulla base dei materiali resisi disponibili con il concludersi dell'edizione critica dei suoi scritti e della sua corrispondenza presso l'editore Suhrkamp di Francoforte, oltre che in seguito alla pubblicazione di documenti relativi soprattutto alle sue ultime tragiche ore di vita alla frontiera franco-spagnola nel vano tentativo di sfuggire alla Gestapo. Alla luce di un'inarrestabile tensione alla felicità, continuamente messa in scacco dalla sconfitta e dall'"oscurità" dell'epoca storica, si ricostruisce così il "passaggio" di Benjamin per le molte vie della cultura otto-novecentesca attraverso i vari campi del sapere. Se ne documentano la strabiliante rete di "incroci" e di contatti con personalità della cultura a lui contemporanea (da Scholem a Brecht, da Rosenzweig a Bloch e ad Adorno), la novità delle ricognizioni sul Moderno e sulla metropoli, l'interesse sperimentale per i media, le riflessioni sul linguaggio e sulla traduzione, l'attenzione per i mutamenti intervenuti nell'architettura, nella fruizione estetica e nell'arte di raccontare e narrare, l'intreccio fra teologia e marxismo, le passioni collezionistiche, l'amore per la letteratura infantile, le strategie critiche nell'accostarsi al Barocco, al Romanticismo e all'opera di grandi scrittori.
br. Walter Benjamin (1892-1940), filosofo, letterato e teorico della cultura ebreo-tedesco, è oggi riconosciuto come uno dei più originali e acuti pensatori dell'intero Novecento. Le sue opere, da "Il dramma barocco tedesco" (1928) a "L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica" (1936), sono altrettante pietre miliari nella riflessione critica ed estetica del secolo scorso. La sua vicenda personale, segnata dal fallimento accademico, dall'esilio a Parigi e infine dalla tragica morte sulla strada della fuga verso gli Stati Uniti, appare tipica di un certo tipo di intellettuale, emarginato in vita ma acclamato successivamente come uno "che apre il cammino", un precursore per eccellenza. Sulla base di una lettura ravvicinata non soltanto dei suoi scritti più noti, ma anche di alcuni dei suoi saggi e frammenti meno conosciuti, il volume di Gilloch fornisce una lucida introduzione alla figura e all'opera benjaminiana. Ne deriva così un'interpretazione originale dei suoi lavori, che mette in luce la fitta trama di interconnessioni che lega insieme una produzione apparentemente disparata.
Kl.-4°. 4 Bll., 487 SS. Hldr. d. Zt. mit Rückenvergoldung. Goed. V, 214. - Dritte Übersetzung ins Französische. - NaV. Teils leicht stockfleckig. Buchblock und Ecken bestoßen. Exlibris. SW: Literatur 19. Jahrhundert, Bibliophilie, Französische Ausgabe Bücher
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Kl.8°. (8)159 S. Leinen mit goldgeprägtem Rücken- und Deckeltitel mit dekoriertem Zierrahmen, sehr schönem Vorsatzpapier und Dreikantgoldschnitt. Leicht berieben, papierbedingt ein wenig gegilbt, sonst gut erhalten. Mit einer Vorrede.
br. Parigi, 1840. Quando si incontrano per la prima volta nelle stanze dell'editore Maurice Schlesinger, Liszt è il pianista più acclamato d'Europa, conteso da tutti i salotti e dalle corti, mentre Wagner è un giovane compositore ancora sconosciuto, costretto a guadagnarsi da vivere con le trascrizioni per pianoforte. È il primo passo di una delle più feconde, celebri e complesse amicizie della storia della musica. Negli otto anni successivi, Wagner compone Il Vascello fantasma, Tannhäuser e Lohengrin, e già all'inizio degli anni cinquanta Liszt, compresane la portata rivoluzionaria, si butta anima e corpo in quella che lui stesso chiama "propaganda wagneriana": il culmine è raggiunto a Weimar nel febbraio-marzo 1853 con un ciclo - il primo di questo genere - in cui Liszt dirige di persona le tre opere. Accanto a una messe di articoli e interventi che celebrano il genio assoluto di Wagner, Liszt concepisce anche un libro, dove è manifesta la volontà di non separare il compositore dal librettista - punto essenziale del nuovo sistema drammatico - e di mettere in primo piano i mezzi utilizzati da Wagner per fondere musica e dramma. Sono, queste di Liszt, pagine appassionate e profonde che rivelano una ricerca personale e musicale inesausta, sostenuta da innumerevoli riferimenti alla filosofia, alla Bibbia, alle mitologie greco-latina e germano-scandinava, alla letteratura e alle arti figurative, e da un lessico ricco e raro.
2. vermehrte und verbesserte Auflage. Gr.8°. IV, (4), 391S. Original Leinwand mit goldgeprägtem Rücken- und Deckeltitel. (=Schule der Pharmacie. Herausgegeben von J. Holfert, H. Thoms, E. Mylius, K.F. Jordan. Band V). Einband etwas berieben, Ecken und Kapitale bestoßen, mDeckeltitel mit einem Knick im unteren Bereich. Papierbedingt minimal gegilbt, mit einigen Anstreichungen im Text, sonst in gutem Zustand. Mit 194 in den Text gedruckten Abbildungen, Vorwort und Sachregister.
ill., br. We are all greeks! attraverso il linguaggio universale dell'arte, il catalogo della mostra vuole celebrare e, nello stesso tempo ricordare coloro che, lottando per l'indipendenza e per la libertà dei Greci, fino al sacrificio più grande, hanno contribuito anche alla nascita di un'Europa solidale e unita.
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