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Prima edizione. Ottimo esemplare a fogli chiusi, proveniente dalla biblioteca di Luce Marinetti (timbro LM). Molto raro in queste condizioni. Antologia di tutti gli scritti dell’autore. Cammarota, Futurismo, 40.4
Edizione originale. CON DEDICA Ottimo esemplare pregiato dalla dedica autografa dell’autore: «Alla Signora Duchessa di Palazzo - gentilissima - in omaggio | Antonio Bruno || Roma Giugno 1913». Rarissimo esordio poetico pubblicato in Roma appena a seguito del discorso su Giacomo Leopardi (citato nel contro-frontespizio assieme a un previsto romanzo «Baronella», poi mai pubblicato). Raccolta di liriche nel solco del simbolismo decadentista. -- «Ancora simbolista e crepuscolare in “More di macchia”, gli anni del suo intenso, anche se marginale, sperimentalismo, sono quelli dal 1915 al 1917 […]. Nel 1915 [Bruno] è il vero animatore di “Pickwick”, la sola rivista degna di considerazione uscita in Italia negli ultimi tempi, a detta de “La Voce”, che si modellò nella struttura e nello spirito sulla fiorentina “Lacerba” e svolse un’energica azione di svecchiamento culturale favorendo la più tarda stagione futurista catanese. Il suo nome figura in tutti i cinque numeri con un giornale di bordo, alla maniera di Ardengo Soffici, dal titolo ”Balocchi”, in cui con la firma di Pierrot dà vita a considerazioni letterarie, pensieri, riflessioni estetiche e sociali, con composizioni sue in versi e in prosa e con le traduzioni da Baudelaire, Laforgue e Mallarmé» (Anna Maria Ruta, voce del «Dizionario del futurismo»). Cammarota, Futurismo, 61.2
Edizione originale. CON DEDICA Esemplare numerato a mano dall’autore «XVI» (di soli cento), con invio «pel prof. Vincenzo Finocchiaro | omaggio. | Catania 24 febbraio ’24». Sempre di pugno dell’autore, al piede dell’ultima pagina bianca, la seguente sottoscrizione tipografica: «Imprimerie Sociale “L’Italienne” 17. rue St Joseph Paris II». Minuta correzione manoscritta alla pagina d’esergo. Ottime condizioni generali. Rarissima placchetta in prosa, pubblicata nel periodo più fecondo e ispirato dell’autore in un’edizione privata in sole cento copie numerate, apparentemente stampata a Parigi (sia secondo la voce del «Dizionario del futurismo» sia stando all’iscrizione autografa nel presente esemplare — anche se, come ben dimostra il caso dei «Palazzi di Giado», Bruno amava indulgere nella falsificazione artistica). Solo tre copie censite nel censimento ICCU (Biblioteca Bombace, Palermo; Università di Catania e Università di Firenze). Cammarota data con sicurezza «giugno 1924», ma la data della dedica su questo esemplare costringe ad anticipare di pochi mesi l’uscita del libro, che non presenta alcuna datazione, eccetto in calce al testo: «Biancavilla-Catania, Aprile 1919-Maggio 1920». Cammarota, Futurismo, 61.6
Edizione originale. Esemplare in condizioni davvero molto buone, considerando la cattiva qualità di quest’edizione uscita subito dopo la guerra: fresco e pulito internamente, integro alla copertina (leggera fioritura perimetrale, una microscopica mancanza al bordo esterno dell’unghiatura superiore)-. Rarissimo libro, uno dei titoli più rari della «Collezione diretta da Maria Ginanni» dal 1917 al 1919, prima a Firenze poi a Milano con Facchi editore, ospitando alcuni dei capolavori dell’avanguardia italiana dell’epoca. Questa è la terza — e ultima — raccolta di poesie del “misterioso” Dionisio Buraggi, che aveva esordito con Ricciardi nel 1912 (Vigilia) e poi con «La Voce» nel 1914 (Zodiaco). Cammarota. Futurismo, n. 64.3
Edizione originale. Ottimo esemplare, fresco, pulito e squadrato (lievi fioriture in copertina e dorso appena scurito); menzione di «5° migliaio» in quarta di copertina. Straordinario romanzo parolibero, uno dei libri fondanti delle parole in libertà. Paolo Buzzi è stato il più vecchio compagno e collega di Marinetti: i due si conobbero a Milano, nei primi anni del Novecento, e rapidamente Buzzi divenne colonna portante della rivista «Poesia», collaboratore e redattore fisso della rubrica «Toute la Lyre». Non appena nel 1914 Marinetti lancia la rivoluzione letteraria delle parole in libertà — un vero terremoto letterario di proporzioni internazionali — Buzzi si getta a capofitto nella lavorazione di questo ‘romanzo parolibero cinematografico’ che è un crescendo di invenzione da mozzare il fiato: la partenza è tradizionale, ma con lo scorrere delle pagine le parole cominciano a degradare e spargersi sulla pagina, fino a perdere qualsiasi connessione tipografica tradizionale per assumere la forma di vere e proprie composizioni visive, che culminano in un ‘calligramme’ a spirale disegnato in rosso. -- Nella prefazione dedicatoria «A F.T. Marinetti» si dice: «L’opera fu scritta con l’anima gonfia di un presagio di sconvolgimento per la Società. L’ultimo capitolo — vedi la bizzarria del caso! — io lo finii proprio la notte dal 27 al 28 giugno 1914 […]. Qualche ora dopo scoppiava la folgore dell’attentato di Sarajevo: e l’Europa voltava la pagina al suo atlante geografico». La lavorazione del libro aveva preso dunque oltre un anno: «All’inizio della primavera del 1915 uscì “L’Ellisse e la spirale” di Buzzi [...]; si trattava in effetti d’un romanzone avventuroso del genere fantasy, strutturato come un film a episodi (dei quali era segnato addirittura il metraggio, come in un catalogo di pellicole). La narrazione si svolgeva con un andamento quasi salgariano ma poi, nell’ultima parte, la prosa si frantumava dando luogo a pagine di parole in libertà [...] originali costruzioni grafiche, geometriche, astratte [...] che ricordavano certi motivi dei Rosa-Croce». In realtà «era una sorta di metaromanzo in cui Buzzi utilizzava il registro dell’intreccio d’avventure ma realizzava al tempo stesso una mimesi del linguaggio filmico; inoltre tentava di inserire nel tessuto narrativo il concetto musicale di enarmonia e proprio nell’ultima parte dissolveva la prosa nel disegno e nel grafismo» (Salaris). Cammarota, Futurismo, 68.5; Salaris, Marinetti editore, pp. 180-182; Lista, Le livre futuriste, p. 19 nn. 19-20; Fanelli & Godoli, Il futurismo e la grafica, p. 52 nn. 10-13
Edizione originale. Ottimo esemplare (restauro professionale al sottile dorso muto, come di consueto fragile e lievemente scolorito), molto vivo nei colori della brossura e dell’interno. Straordinario libro d’artista composto come fosse una serata di varietà, con corredo introduttivo di finti manifesti pubblicitari, programma scandito in prima e seconda parte per un totale di 16 momenti, disegnati tramite uno spregiudicato paroliberismo dove le lettere sono distorte a tratteggiare figure e profili. Tutto stampato su pagine di diverso colore. Senz’altro tra i capolavori più alti dell’arte parolibera. «Nella storia letteraria, non solo italiana, del secolo, Francesco Cangiullo rimarrà protagonista e innovatore di primissimo piano per quattro tappe fondamentali, tre poetiche — “Piedigrotta”, “Caffèconcerto”, “Poesia pentagrammata”, di fondamentale peso per lo sviluppo della poesia sia visuale che sonora — e una teatrale in collaborazione con Marinetti, il “Teatro della sorpresa” (Arrigo Lora Totino, Francesco Cangiullo, Gall. Martano, Torino 1979, s.n.p.). Salaris, Storia, p. 106; Hulten, Futurismo & futurismi, p. 439; Cammarota, Futurismo, 76.14; Fanelli e Godoli, Il futurismo e la grafica, p. 58-s imgs 27-38; Lista, Le Livre futuriste, nn. 218 e 294-301
Prima edizione. Ottimo esemplare, fresco e pulito, appena fiorito al dorso Rarissima opera seconda di Sebastiano Carta: ICCU registra solo tre copie (Centrale Firenze, Fondazione Gramsci e Fondazione Caetani a Roma) cui OCLC aggiunge la sola copia della Beinecke Library di Yale, con dedica autografa a Benedetta Cappa Marinetti; una sola inserzione nel database storico del sito di vendita Maremagnum. Esemplata formalmente come l’opera prima «Le case», con copertina interamente composta attorno a un disegno dell’artista romano di origine russa Giovanni Ketoff, altrimenti noto come «Chetof», «Chetofi» o «Chetoffi», al secolo Ivan Ketov (1916-1968), che espose con i futuristi lungo tutti gli anni trenta fino alle soglie della seconda guerra mondiale. Lo stesso artista firma il ritratto dell’autore all’antiporta. Rispetto a «Le case», in «Campo mobile» Ketoff impiega un uno stile espressionista astratto, violentemente schizzato, che ben si accorda al sorprendente contenuto del libro: dedicato «ai soldatissimi d’Africa» in occasione della campagna d’Etiopia, esso si articola in sezioni dai titoli «manifesto di stato n. 1», «tono di marcia n. 1» e «n. 2», «sosta n. 1», «battaglia navale n. 1», entro cui si svolgono «versi strozzati, caratterizzati interruzioni continue, che suggeriscono l’idea di un montaggio semiautomatico» (Salaris, Futurismo letterario a Roma, in Casa Balla e il futurismo a Roma, 1989) tipici di questo autore. Cammarota, Futurismo, n. 91.2
Edizione originale. Leggera scoloritura al dorso; una gora che interessa il piede del dorso per qualche centimetro; minuti punti di foxing; interno ottimo, con sporadici punti di foxing a qualche carta, ma molto fresco e pulito. Più che buono / ottimo esemplare. Non comune opera prima futurista, e primo libro italiano a ospitare come prefazione il testo completo della Fondazione e Manifesto del futurismo. Interessante raccolta di poesie versolibere. Cammarota, Futurismo, 98.3; Lista, Genese et analyse du Manifeste du Futurisme», p. 79 nota 15; Tonini. I manifesti, 1.19
Edizione originale. Ottimo esemplare, fresco e pulito, proveniente dalla biblioteca di Luce Marinetti, come da timbro ex libris «LM» al frontespizio. Rara edizione originale del noto romanzo sperimentale dell’autore; fu seguita da una seconda edizione alla fine dello stesso 1917, illustrata da Rosa Rosà, e da una terza edizione targata Alpes, nel 1929, con tavole di Ginna. Notevole il disegno della copertina, pezzo originale del pittore Ginna, fratello dell’autore. Il volume si apre con il bel ritratto dell’autore, disegno di Ginna su foto di Mario Nunez Vais, cui segue organigramma del Movimento futurista diviso nelle sezioni di Poesia, Politica, Pittura, Musica, Arte dei rumori, Intonarumori, Architettura, Misurazione, Teatro sintetico e Difesa - réclame propaganda (pugni - megafono - lancio manifesti). In fine catalogo editoriale delle Edizioni futuriste di Poesia e in quarta di copertina reclame de «L’Italia futurista» e delle altre pubblicazioni del gruppo fiorentino Ginanni Corradini. Cammarota, Futurismo, 124.9
Terza edizione, rivista e modificata. Esemplare di notevole provenienza, dalla biblioteca del critico d’arte Raffaello Giolli, come da timbro ex libris alla prima carta e scheda dattiloscritta della biblioteca applicata a pagina [6]; come usualmente, il libro si trova con difetti e segni del tempo alla copertina, qui mancante del dorso muto, efficacemente integrato con una carta facsimile; fioriture alla carte interne, nel complesso un esemplare in buone quando non più che buone condizioni. Rarissima ultima edizione rivista dall’autore, prima in questa elegante foggia, con la raffinatissima copertina impreziosita dal disegno di Veneziani, e con queste sette nuove tavole composte ad hoc dal fratello Arnaldo Ginna. Interessante prefazione originale: «Di questo racconto — scritto nel ’14, stampato nel ’15 — son già state pubblicate due edizioni, oggi introvabili. Lo ristampo quasi intatto: cambiando appena qua e là una frase, una parola. […]. Sono stato futurista, avanguardista. Non lo sono più affatto. […] Le due precedenti edizioni (tremila copie in tutto) ebbero un singolarissimo successo». Cammarota, Futurismo, 124.38
Seconda edizione. CON DEDICA Straordinario esemplare: la copia di Giannotto Bastianelli, critico musicale vociano, pregiato da lunga e bella dedica autografa dell’autore; proveniente in ultimo passaggio dalla collezione futurista di Giampiero Mughini. In più che buone condizioni (normali sfrangiature all’ampia unghiatura, fortunosamente per lo più conservata; dorso leggermente brunito e con principio di fessura in corrispondenza della cerniera tra secondo e terzo quaderno; all’interno qualche fascicolo allentato e brunitura marginale). Rara seconda edizione, ma prima edizione illustrata. Segue di pochi mesi l’edizione originale per Edizioni Futuriste di «Poesia», rispetto alla quale presenta 6 notevoli illustrazioni b.n. di R. Rosà e una «caricatura sintetica» dell'autore di N. Nannetti. Cammarota, Futurismo, 124.10
Edizione originale. Tracce del tempo e dell’usura al cartonato; interno perfetto. Contiene scritti di vari futuristi sull'architettura, con focus sull’interior design, preceduti da una prefazione di Marinetti. Straordinario l’apparato iconografico, esaltato dal formato in 4°, con moltissime fotografie in bianco e nero d’interni d’epoca, e dieci tavole a colori. Preziosa la sezione finale sulla «Plastica murale», di cui vengono offerti tutti i materiali precedentemente utilizzati per il catalogo della mostra e le notizie stampa. Cammarota, Futurismo, 201.11. Salaris, Bibliografia, p. 38
Edizione originale. CON DEDICA Ottimo esemplare (traccia di ruggine alla pinzatura), pregiato da invio autografo di Marinetti in copertina; proveniente dalla storica collezione futurista di Giampiero Mughini. Rarissimo con autografo. Raro catalogo della mostra tenutasi al Castello Estense in Ferrara, 1-31 gennaio 1941. Notevole impaginazione futurista, con lo slogan in verticale al mezzo del paginone centrale: «A Inos Ferraro camicia nera futurista del Gruppo ‘Savarè’ caduto ad Alcaniz (Guerra di Spagna)». Testi di Marinetti (L'attività del Gruppo Futurista Savarè), C. Forlin (Arte dinamica del tempo fascista), I. Fasullo (Aeropittura dell'infinitamente grande e dell'infinitamente piccolo), Caviglioni, L. Zen, M. Goretti (La donna e l’aeropittura di guerra), Marga Biesenbach (resoconto dell’8va mostra Savarè a Padova, ott. 1940), U. Veronesi (Arte Vita - Arte Patrie - Arte Politica), R. Averini (Marciare non marcire), alternati alle riproduzioni di opere impaginate a fil di piede o di testa delle pagine: Forlin (Palio di Siena, Carbonia, Battaglia del grano, Italo Balbo, Dinamismo di una famiglia, Ardentismo dei palombari di donne, Sorpresa primaverile del volo, L’astronomo Mattana, Ardentismo del fondatore dell’Impero), Fasullo (Genio fascista di Marconi, Gli ubriachi - Stati d’animo), Caviglioni (Trimotori sopra le torri bolognesi), Zen (Genio fascista di Mussolini, Autoritratto sintetico), Menin (I mitraglieri a passo Uarieu). In ultima pagina una fotografia di Forlin e Marinetti intenti a declamare aeropoesie a Padova. Nuovi archivi del futurismo, I, 1941/1; Buscaroli Fabbri e Ortenzi, I gruppi futuristi Boccioni e Savarè, p. 169; Diz. Fut., pp. 466c-467c
180x130 mm. 10 cc. (scritte 12 pagine). Numerate dall’autore le pp. da 1 a 12. Manoscritto a penna nera. Carte non legate. Più che buono stato. Brano composto dopo la morte dell’amico, avvenuta durante la Prima Guerra Mondiale sul Ponte di Seghe il 27 giugno 1916. «Come navicella che salpa dal suo porto, con un mare dolce dolce, sicura di raggiungere la sua meta, quando un’improvvisa bufera la trascina giù negli abissi, così l’amicizia quando sta per raggiungere i legami più forti di essa, viene ostacolata dalla Natura, la quale si compiace di infrangerla, di romperla .... E per sempre! [...]».
Edizione originale Ottimo esemplare fresco e pulito (minime inevitabili tracce del ai bordi della copertina). Rara raccolta di prose d'arte. «... l’opera sua più originale e compiuta» (Diz. Fut. p. 329c). Cammarota, Futurismo, 236.2
In 8, pp. 360 con 1 tav. n. t. Dedica aut. dell'a. al futurista Manzella Frontini. Il poeta siciliano Manzella Frontini, fu tra i primi aderenti al movimento, schierandosi subito sulle posizioni luciniane (insieme ai suoi conterranei Cardile e De Maria), antiborghesi e antidannunziane. Con il 1912 si conclude questa prima fase con l'esclusione dei luciniani. La solita canzone del melibeo chiude la collaborazione di Lucini con le edizioni di Poesia. Questo testo peraltro e' considerato come l'esempio migliore di simbolismo italiano. Salaris, p. 25 - 26.
Edizione originale. CON DEDICA Ottimo esemplare, senza particolari difetti da segnalare (angolini un po’ arricciati, carte normalmente brunite e minime fioriture alle prime e ultime carte), impreziosito dalla dedica autografa dell’autore «Alla signora [...] Adriana Battaglini | G.P. Lucini»: raro a trovarsi firmato e in queste condizioni. «Revolverate» è probabilmente la migliore raccolta poetica dell’autore, dove il pomposo dannunzianismo è abbandonato in favore dell’invettiva politica e sociale. Fu tirata dalle edizioni di F.T. Marinetti in 1000 esemplari, a pochi mesi dalla fondazione del futurismo. L’opera è introdotta da uno scritto dell’editore che fu un compromesso tra la prefazione originale dell’autore («Diffida contro certo futurismo», un esplicito attacco al neonato movimento) e il comprensibile desiderio di Marinetti di far apparire solido e coeso il gruppo dei futuristi, appena formatosi. L’originale «Diffida» luciniana si può leggere oggi nella documentata edizione curata da Edoardo Sanguineti («Revolverate e Nuove revolverate», Torino 1974). La mediazione trovata con la «prefazione futurista» di Marinetti fu l’inizio di una lunga tregua tra i due, subito ufficializzata dall’inserimento di Lucini tra i poeti futuristi a cui è dedicato «Mafarka le futuriste» (fine 1909): Lucini aveva un editore generoso e molto attivo; Marinetti poteva schierare il poeta milanese come fiore all’occhiello del suo gruppo lirico, e fare proselitismo profittando dei suoi numerosi contatti con i giovani irregolari italiani. La tregua resse fino al 1912, quando Lucini rifiutò la posizione presa da Marinetti sulla guerra in Libia e il «Manifesto della letteratura futurista», chiedendo la rimozione definitiva dagli elenchi del movimento e dalla scaletta delle declamazioni alle serate futuriste (dove mai era mancata qualcuna delle sue poesie). I rapporti peggiorarono fino al noto sfogo vociano di Lucini («Come ho sorpassato il futurismo», La Voce 5:15, 1o apr 1913), oggi documento assai prezioso per la storia del primissimo futurismo, che precedette di appena un anno la prematura morte di Lucini, stroncato da problemi di salute congeniti. Cammarota, Futurismo, 287.4
In 16, pp. 232 + (2). Dedica autografa dell'autore sulla pagina d'occhietto e sulla sguardia '...hommage d'une tres vive admiration..'. Brossura editoriale con firma di possesso al piatto ant. Piccole riparazioni marginali e tipica brunitura. Edizione originale di questa importante raccolta di poesie, testimonianza della prima fase creativa di Marinetti. Salaris, p. 44.
Edizione originale. Veniale minima mancanza all’angolino basso del piatto posteriore; per il resto eccellente esemplare. Placchetta molto rara pubblicata in tiratura limitata in occasione delle nozze dell’amico Guglielmo Anastasi. Si tratta della prima opera erotica di Marinetti. Cammarota, Marinetti, 5: «Rarissimo»
Prima edizione. Copertina originale restaurata al dorso e ai bordi; pagine interne brunite; nel complesso, più che buon esemplare. Rara traduzione russa, a cura di M. Engelhardt (autore anche di una breve prefazione), della fondamentale antologia «Le futurisme» (Paris, Sansot, 1911), raccolta di scritti teorico-programmatici e di manifesti. -- «L’interesse per il futurismo in Russia raggiunse l’apice in occasione del memorabile viaggio di Marinetti dal 25 gennaio al 14 febbraio 1914. [...] Quel soggiorno rappresentò il confronto tra Occidente e Oriente, tra le marinettiane parole in libertà e la lingua stransmentale, detta ‘zaum’ [...]» (Salaris, Futurismi nel mondo). In occasione della visita di Marinetti, che fa base a Mosca ma passa i primi giorni di febbraio a San Pietroburgo, vengono pubblicate due antologie di manifesti e scritti teorici proprio nelle due città russe principali. «Futurizm» rappresenta un importante e originale aggiornamento della prima fondamentale antologia futurista, il «Le Futurisme» pubblicato a Parigi nella seconda metà del 1911: non solo qui sono aggiunti tutti i manifesti prodotti nel 1912-13, ma notevole è anche il lavoro effettuato sul materiale già antologizzato (aggiunta date, cambio titoli, omissioni o recuperi). Salaris, Storia (2da ediz.), p. 62 (ripr.); Ead., Futurismi nel mondo, pp. 825-ss; Cammarota, Marinetti, 45: «Rarissimo»
Edizione originale, prima emissione. Esemplare in prima emissione con copertina cartonata e fogli di guardia verdi, completa di una rarissima cedola libraria per l’acquisto dell’opera, su carta intestata della «Casa editrice G. Morreale», della misura di 290 x 230 millimetri, stampata in blu solo al recto, riservata alle aziende aeronautiche: «La Ditta ... acquista N.° ... copie del Primo Dizionario Aereo portanti nel verso della copertina una dicitura di propaganda [...]» (cedola riprodotta nel celebre «Le livre futuriste» di Giovanni Lista). Dorso appena scurito e minime mancanze alle cerniere, senza perdite di testo: un esemplare in condizioni molto buone, assai raro a trovarsi così. Primo libro con Fedele Azari in qualità di autore, il «Primo dizionario aereo italiano» fu pubblicato in due emissioni a oggi non correttamente registrate negli usuali repertori specialistici: la presente, di maggior pregio, con una vera e propria rilegatura professionalmente eseguita a regola d’arte, completa di fogli di guardia in carta verde; un’emissione più economica con una finta legatura ottenuta incollando al dorso la carta rosa, come una normale brossura, ma con i piatti rinforzati da un inserto di cartone incollato tra la carta rosa e la prima e ultima carta. Non solo gli esemplari in emissione economica mancano delle sguardie originali in carta verde; dal momento che prima e ultima carta sono incollate al cartone dei piatti, cambia anche la collazione interna: ne risulta un volume che apre con l’occhietto a stampa «Primo dizionario aereo italiano», invece della prima carta bianca (non torna conseguentemente il conto delle pagine iniziali, poiché improvvisamente ne vengono a mancare ben due, e dopo sole 6 pagine non numerate si ha la pagina numero 9), e chiude con l’«Indice» applicato alla terza di copertina. -- Segnalava Glauco Viazzi (Marinetti collaudatore, p. 196 nota 2) che fin dal 1912 Marinetti preferiva «leva di direzione» piuttosto che «cloche» (La battaglia diTripoli, p. 46); un’attenzione assai precoce all’italianizzazione del gergo aviatorio, che lo porta nel 1919 a cominciare un vero e proprio lemmario per gli aviatori, stampato sulle colonne della «Testa di ferro» (il giornale fiumano diretto da Mario Carli). È da qui che dieci anni dopo riparte, portando a compimento l’opera grazie all’aiuto decisivo del geniale Azari, aviatore, editore dell’imbullonato, teorico della flora futurista e del macchinismo, che si tolse la vita nel gennaio 1930. L’intervento marinettiano non va solo in direzione dell’«autarchia della lingua» (per citare un libraccio fascisticheggiante pubblicato nel 1940, e pure prefato da Marinetti), ma anche, e soprattutto, di una risemantizzazione che porti il linguaggio verso nuove frontiere di chiarezza, tecnicismo e vivacità (sono i punti 2-4 del manifesto di presentazione): è declinazione pratica «di quelle (ri-)nominazioni metaforiche del reale, che tanta parte hanno avuto nella strategia futurista» (Viazzi, p. 195). Ne risulta un vero e proprio manualetto tascabile evidentemente destinato, di primo acchito, al pubblico in crescita dell’aeronautica (piloti, tecnici, personale aeroportuale ed aziendale — da cui la cedola che qui alleghiamo), e come tale venne preso molto su serio (si veda la dettagliata recensione su «L’Aerotecnica» n. 10,8, agosto 1929, p. 647-s, firmata nientemeno che dal direttore, l’ingegnere Ettore Pistolesi, pioniere degli studi aerodinamici e tribologici). Ma naturalmente, come pressoché tutti i libri realizzati da Marinetti e dal futurismo, il Dizionario aereo è innanzitutto un libro d’artista, il prodotto di un tipo di comunicazione intrinsecamente ambigua, multilivello, che non solo accetta ma anzi incoraggia molteplici letture: gesto artistico, preparatorio al lancio del «Manifesto dell’aeropittura» — prontuario d’aeropoesia «per contrastare il gergo dannunziano sull’aviazione (per cui l’aereo sarebbe “Il velivolo”)» (Salaris, Futurismo e mito del volo, p. 73) — necessario innesco della celebre frase «noi interveniamo nelle polemiche di stracittà e strapaese col “Primo Dizionario Aereo”, al grido di stracielo!» (Mostra di trentatré artisti futuristi, Milano 1929).
Edizione originale. Ottimo esemplare. Rarissimo. Pubblicato ‘privato more’ in poche copie fuori commercio. Foglio che raccoglie tre componimenti in ricordo di Marinetti (siglati «dopo il 2 dicembre 1944») e uno in ricordo del padre («dopo il 4 febbraio 1945»). Cammarota, Futurismo, 311.11
Rara edizione originale. Bell’esemplare. Raccolta di parolibere preceduta da una importante introduzione di Marinetti: «Sintesi della teoria delle parole in libertà». L’autore — uno dei più validi poeti del secondo futurismo — trae spunto dalla quotidiana pratica come chirurgo all’Ospedale Maggiore di Milano. Cammarota, Futurismo, 311.8
Edizione originale. CON DEDICA Ottimo esemplare pregiato dalla dedica autografa dell’autore. Terza raccolta futurista dell’autore. Notevole layout interno, testo solo sulle pagine dispari, numeri di pagina collocati sulle pari (es. 8 / 9, 10 / 11 etc.). Bella copertina dell’artista triestino Mascherini. Cammarota, Futurismo, 326.3
Edizione originale. Esemplare con segni del tempo perimetrali alla copertina (qualche sbucciatura con parziale perdita di colore); interno ben conservato, piuttosto fresco stante la poverissima qualità della carta, e ancora solido alle cerniere; nel complesso in più che buone condizioni. Libro d’artista interamente concepito da Munari. Raccoglie 15 composizioni («disegni di macchine inutili») dove il grafico gareggia con il visionario — come nella migliore produzione di uno tra i geni assoluti del Novecento italiano. -- «Erano progetti di strane costruzioni fatte per muovere la coda ai cani pigri, per prevedere l’aurora, per rendere musicale il singhiozzo e altre facezie, ispirate al famoso disegnatore americano Rube Goldberg. Queste macchine umoristiche vennero poi pubblicate da Einaudi in un libro ormai introvabile intitolato: Le macchine di Munari» (Munari, Arte come mestiere, Bari 1960). Maffei, Munari: i libri, p. 62-3; Cammarota, Futurismo, 339.3