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Edizione originale. Ottimo esemplare completo del rarissimo foglio di errata corrige, che conta una ventina di voci; pecetta blu stampata in bianco «“Poesia”. Organo del futurismo. Direttore F.T. Marinetti. Via Senato, 2 - Milano» applicata al piede del piatto anteriore; firma d’appartenenza coeva elegantemente vergata al frontespizio («ex libris Attilio Piovano 6. VI. 1910»); dorso e taglio superiore normalmente scoloriti, con una sigla a lapis blu all’angolino alto esterno del piatto superiore. Rara quarta raccolta di Corrado Govoni, opera culminante e insieme terminale della «prima fase», sospesa tra simbolismo crepuscolare e impennate “futuriste”. Impaginata nello stesso formato elegante delle «Fiale», e stampata in una carta simile, di pregio, a spese dell’autore. Alle soglie del 1909, contemporaneamente alla nascita del futurismo, Govoni sceglieva Marinetti come suo editore di riferimento, e gli consegnava anche le rese della produzione precedente (come presto fece anche Aldo Palazzeschi), da quel momento messa in commercio sotto l’egida di «“Poesia” organo del futurismo». «La quarta raccolta di Govoni risistema il repertorio esplorato nei primi libri e anticipa, anche solo attraverso squarci fulminei (come quello, già così pienamente futurista, che occupa la parte centrale di “Amo”), gli sviluppi più innovativi delle raccolte a venire [...]» (F. Targhetta, Corrado Govoni 1903-1907, tesi di dottorato 2008 Uni Padova, p. 5). Cammarota, Futurismo, 249.4 e 249.7
Govoni descrive, con dovizia di particolari, il suo primo incontro con Marinetti e le emozioni che tale incontrò gli suscitò. Testo pubblicato in Enrico Falqui, «Futurismo e Novecentismo» (Torino: ERI, 1953), pp. 47-49. «Il mio primo incontro con Marinetti ebbe luogo, se la memoria non mi tradisce, nella casa milanese del fondatore del Movimento Futurista, nel lontano 911 in occasione dell'uscita del mio libro Poesie Elettriche [...] la casa di Marinetti era trasformata in un immenso deposito di volumi, di riviste e di manifesti, preparati per la diffusione aggressiva e incendiaria in tutte le parti del mondo dalle giovani instancabili e fedeli cameriere del poeta. Marinetti, lo vedo sempre seduto al suo tavolo da lavoro, specie di zattera semisommersa da uno spumeggiante mare in tempesta [...] egli era perennemente avvolto da una fitta calda e profumata nuvola di fumo. Un fumo così denso e accecante da dare l'impressione di essere stato anticamente prefabbricato; e che non fosse stato il poeta né a produrlo né ad alimentarlo [...] riconosco volentieri che egli è stato il poeta più espressivo ed efficace della cosiddetta civiltà meccanica e della bellezza dinamica della macchina [...]”.
593In 8 broché,couverture illustrée,46 pages,texte et illustrations au recto seulement soit 23 pages.Edizioni Futuriste di "poesia "Cosrso Venezia,61,Milano très bon état .Edition originale RARE
Stampa fotografica vintage. CON DEDICA In ottime condizioni di conservazione. Rarissimo intenso primo piano di Marinetti, con sguardo accigliato e farfallino a pois, virato in seppia e scontornato ad arte dal fotografo, che pure firma in originale la stampa. Tra le tante immagini fotografiche di Marinetti, questa particolare fotografia ci pare davvero inusuale, non ne abbiamo trovato riscontri diretti in letteratura. La stampa è pregiata da una bella dedica autografa in testa al ritratto «al Caro e grande italiano Erminio Vella» ben firmata al piede «l’amico F.T. Marinetti». Erminio Vella era il presidente dell’associazione «Dante Alighieri» in Rio de Janeiro, Brasile, città che fu meta di due soggiorni marinettiani: l’incontro tra Marinetti e Vella in occasione della prima visita, nel maggio del 1926, è testimoniato dalla stampa locale (si veda il libro di De Barros «O pai do futurismo no país do futuro», 2010, pp. 122-123). Ma la fotografia ritrae un Marinetti decisamente più maturo e dunque deve essere stata dedicata in occasione della seconda visita a Rio de Janeiro, nel settembre del 1936: nei «Libroni» di Marinetti conservati sotto forma di microfilm a Yale si trova in effetti un riscontro iconografico abbastanza preciso con il disegno che adorna l’articolo di Cesar Rivelli «Interpretaçao de Marinetti», pubblicato sul numero di settembre 1936 del periodico «Nossa Revista» di Rio De Janeiro.
Edizione originale. Leggero restauro conservativo che non tocca il testo a una delle piegature dell’astuccio, per il resto fragile ed affascinante esempio di arte postale, in ottime condizioni. Rarissimo catalogo concepito come busta-contenitore di cartoline. Cartoline intonse divise in due serie di cinque per autore unite a leporello.
Edizione originale. CON DEDICA Uniforme brunitura, ma non fragile; due leggere gore d’acqua lambiscono i bordi del piatto anteriore; per il resto un ottimo esemplare, integro, a fogli chiusi, pregiato da invio autografo dell’autore (con elegante ex-libris del destinatario). «“Attimi” non era il solito libercolo pseudo modernista spacciato per futurista [...] ma era una cosa davvero strepitosa con poesie ispirate ai padri fondatori (Russolo, Marinetti, Depero) e corroborate da una copertina essenzialista costruttivista di forte impatto» (Echaurren). -- Rarissimo: sole tre attestazioni ICCU (BNC Firenze, Braidense, Apice Milano) e nulla in OCLC né in altri repertori. Interessante raccolta di poesie versolibere moderniste (dedicate alle montagne natali e a tematiche decadentiste), con riuscita piuttosto felice, impreziosita da alcune impennate futuriste: «Fragilità», dedicata a Fortunato Depero («fiori gialli | fiori rossi | fiori verdi | fiori bianchi | [...] Corrono | Corrono | Corrono | nel cielo — all’impazzata | a vicenda | si mangiano | si succhiano | si confondono [...]»); «Al primo pilota interplanetare»; «Io divento una luce» dedicata a Luigi Russolo; «Poema astrale»; «Impressioni di febbre alta», dedicata a Chopin, con autentici momenti di paroliberismo grafico; «La canzone di fremiti e cellule» dedicata «a San Francesco d’Assisi ed a F.T. Marinetti». -- L’autore all’epoca appena ventenne coltivò per alcuni anni la vena creativa, legandosi a Milano al circolo dei futuristi; dopo «Attimi» compone testi per il teatro e lavora con Giannina Censi. La casa editrice «Spem», acronimo di Società palermitana edizioni mediche, è di proprietà della famiglia, originari di Palermo, e oltre a una manciata di saggistica tecnica pubblica le poesie di Francesco e della madre Isabella Montuoro de Luca (La bambola nuda). Echaurren, Futurcollezionismo, pp. 184-6; Cammarota, Futurismo, 331.1; Diz. fut. s.v.
Catalogo originale. Ottimo esemplare proveniente dall’archivio di Ivanohe Gambini — artista milanese di cui questo evento espositivo costituisce l’esordio futurista. Catalogo della mostra tenutasi nel giugno 1929 alla biblioteca civica di Varese. Uno dei pochissimi reperti dell’effimera attività radiofuturista, tutta incentrata sulla misteriosa e sfuggente figura di Gian Franco Merli e sull’opera di Munari. Interessante testo introduttivo originale, firmato Merli-Munari, ed elenco delle opere: Munari (34 opere), Duse (15), Strada (7), Gambini (2). Rarissimo: manca del tutto a Iccu e Oclc (dato comprensibile se si guarda alla natura effimera dello stampato e al carattere strettamente locale e giovanile dell’inziativa). Nuovi archivi del futurismo I, 1929/12; Negri et al., Anni ’30: Arti in Italia oltre il fascismo, p. 240b
Prima edizione. Ottimo esemplare (normale uniforme brunitura e un’impercettibile minima lacerazione sul bordo esterno, di un paio di millimetri, moto lontana dal testo). Raro e fondamentale manifesto – unica pubblicazione autonoma del “martire” futurista. Il testo, corredato dalla riproduzione di 6 disegni architettonici dell’autore tratti dal ciclo della «Città nuova» (o: della «Città futurista» nella lezione del manifesto), rielabora lo scritto di Sant’Elia contenuto nel catalogo della «Prima esposizione d’arte del Gruppo Nuove Tendenze» tenutasi pochi mesi prima, tra maggio e giugno. -- Gli studi moderni (Longatti in Nuove tendenze cat. 1980; Caramel e Longatti, Sant’Elia: L’opera completa, 1987; Dulio in Dudreville e Nuove tendenze cat. 2022) hanno dimostrato come, sia sul testo in catalogo che sul manifesto, abbia pesato particolarmente l’editing di alcuni sodali dell’architetto (Mario Buggelli, Ugo Nebbia e poi Filippo Tommaso Marinetti), andando a produrre una prosa militante molto centrata sulla novità dei materiali costruttivi e sul concetto di “leggerezza”, virato a tratti in senso provocatorio e paradossale nella versione futurista, il cui legame con le famose assionometrie prospettiche “fantascientifiche” della «Città nuova» rimane un po’ lasso. La prematura scomparsa dell’autore, martire durante la prima guerra mondiale, interruppe sul nascere qualsiasi possibile sviluppo, fissando tuttavia paradossalmente l’opera di Sant’Elia in un eterno e atemporale momento di rottura e prefigurazione a cui si sono ricollegati esplicitamente quasi tutti i movimenti d’avanguardia, non solo italiani, poco prima e poco dopo la seconda guerra mondiale. Tonini, I manifesti del futurismo italiano, n. 81.2; D’Ambrosio, Nuovi archivi del futurismo II: manifesti programmatici, n. 1914/172
Stampa fotografica vintage. CON DEDICA Bella dedica autografa firmata e datata dell’artista al recto: «Per Bruno Sanzin Con saluto solare · Ernesto Thayaht · Firenze 31.8.1931». In ottime condizioni; proveniente dall’archivio del futurista B.G. Sanzin. Rara fotografia originale in formato grande.
Rara edizione originale. CON DEDICA Minime mancanze e segni del tempo al dorso (muto), foxing alla copertina, per il resto ottimo esemplare pregiato da invio autografo dell’autore al fratello «A Tognino Toschi | artiglie[re] | Bety Tos[chi | bersagliere | 1917». Versi raccolti nel settembre 1917 dall’ospedale militare di Bologna (come datati nella prefazione). Di argomento bellico, in versoliberismo molto moderno, ovviamente ungarettiano, con inserti di notevole paroliberismo grafico come in «Bombarda (impressione fisica)», che si apre: «‘Fuoco!’ | BRRREANG | strazio di tremia vittime scarnificate [...]». Cammarota, Futurismo, 470.1; Echaurren, Futurcollezionismo, pp. 68ss.
In 16 (cm 12,5 x 19), pp. (18) + 345 + (7) con ritratto fotografico di Buzzi all'antiporta. Bella dedica manoscritta autografa di Buzzi alla prima carta bianca. Brossura editoriale. Edizione originale di questo classico futurista, romanzo fantascientifico arricchito da tavole parolibere. Ottimo esemplare.
in-16, pp.107 + 4 (ultima bianca), broch edit., piatto anteriore a stampa nera e rossa. Edizione originale, che segna uno degli apici della sperimentazione futurista nel campo dell'editoria. Cammarota, n. 74: «Testo in francese, tiratura di 12.000 copie...Malgrado la data del 1919, il vol. fu pronto per la distribuzione solo a fine Maggio 1920.» Esemplare a pieni margini, intonso, assai raro in tali genuine condizioni, come nuovo.. Salaris, p. 48..
Edizione originale. Ottimo esemplare. Il capolavoro della stagione sperimentale del Palazzeschi romanziere. Romanzo pre surrealista, con protagonista Perelà ovvero l’«uomo di fumo». Ebbe una seconda edizione rimaneggiata e fu tradotto in varie lingue; oggi è un classico della narrativa italiana fantasica del primo Novecento, e come tale continua a essere stampato e commentato. Cammarota, Futurismo, 356.9
Volantino originale. Ottime condizioni. Rarissimo foglio promozionale della serie «Campagna Nazionale per il Cappello di Paglia», dedicato alla ‘caravella’, copricapo universitario. Disegnato da Thayaht sulla falsariga del depliant «Per il sole contro il sole», con efficaci slogan, impaginazione d’impatto in stampa bicolore, due disegni di cui un fotomontaggio.
Edizione originale. Ottimo esemplare, assai raro in queste condizioni. Raro. Primo intervento futurista circa la cinematografia. Sottoscritto nell’ordine da «FT Marinetti, Bruno Corra, E. Settimelli, Arnaldo Ginna, G. Balla, Remo Chiti». Segue al piede di p. [4] il lancio della «Grande Esposizione» postuma di Boccioni al Cova, 28 dic. 1916 - 14 gen. 1917. «In realtà il manifesto uscì nel n. 10 e non nel n. 9» (Tonini). Tonini, I manifesti, 102.2; Cammarota, Futurismo, Manifesti, 63; Id., Marinetti, Manifesti, 20 («raro»); Salaris, Bibliografia, p. 87a.
Prima edizione in lingua spagnola. Ottimo esemplare completo della rarissima sovracoperta illustrata (minime mende al dorso e ai bordi, lontano dalla parte stampata). Molto rara. Si tratta anche, a ben vedere, della prima edizione illustrata tout court del romanzo. «Versión castellana de Julio Gómez». In testa alla prima pagina del testo (quella dell’incipit allocutorio ai «poeti incendiari») le indicazioni «Ano I - Mayo, 1921 - Vol. V», facilmente relative alla collana «Pompadour». Cammarota, Marinetti, 84: «raro»; Diz. Fut., p. 701c; Salaris, Futurismi nel mondo, pp. 972-3 (con ill.)
Edizione originale. Ottimo esemplare (minimi segni del tempo perimetrali alla copertina, che rimane molto ben conservata); internamente fresco e pulito. Conserva la rara scheda editoriale. Raro romanzo sperimentale di proto-fantascienza, abbellito da una notevole copertina disegnata in fotomontaggio da Vinicio Paladini, giustamente celebre e riprodotta in tutti i repertori dedicati alla grafica futurista, a cominciare dallo storico «Le Livre futuriste» di Giovanni Lista. Cammarota, Futurismo, 462.3; Lista, Le Livre futuriste, n. 220
Edizione originale. Più che buon esemplare, quasi ottimo, appena brunito ai piatti, normalmente scurito al dorso e segnato lungo i fascicoli, con la usuale sfrangiatura all’unghia di copertina; pagine normalmente brunite ma integre e pulite; indicazione di «5° migliaio» in quarta di copertina. Unico libro pubblicato in vita da Boccioni, opera capitale e summa della pittura futurista nel suo momento “eroico”. Marinetti era solito regalare una copia di questo libro ai giovanissimi futuristi, come fosse la Bibbia del movimento; nel 1924 indicava a una di queste nuove leve, inviando il volume: «Conservalo con cura (Edizione quasi esaurita)». Imponente l’apparato iconografico: 51 opere nelle nitidissime fotografie in bianco e nero dello stabilimento fotografico “Achille Ferrario” — storico fotografo milanese specializzato in opere d’arte (tra le altre cose documentò il restauro del cenacolo leonardiano del 1906-1908). L’iconico ritratto fotografico di Boccioni su carta patinata in apertura del volume è invece opera del grande ritrattista Emilio Sommariva. Sull’ultimo numero dell’anno I di «Lacerba» (I,24, 15 dicembre 1913) era uscito l’articolo di Boccioni sul «Dinamismo plastico», che è l’argomento all’ordine del giorno tra gli artisti futuristi: Boccioni ne parla in molte conferenze tra fine 1913 e inizio 1914, mentre costruisce assieme al suo editore, Marinetti, «Pittura scultura futuriste», la raccolta degli scritti teorici, tutti convergenti verso il dinamismo plastico. Il libro è già fuori nel febbraio 1914, reclamizzato su «Lacerba» e sugli altri organi di comunicazione del movimento (tra i quali il catalogo della mostra Roma: Sprovieri, febbraio-marzo 1914). Cammarota, Futurismo, 40.1
Edizione originale. Perfetto esemplare, rarissimo in queste condizioni. Rara opera prima, unica di impronta dichiaratamente futurista, preceduta da un saggio di Marinetti (Ennio De Concini nell’estetica futurista della guerra). Raccolta di poesie parolibere con copertina aeropittorica di Alfredo Gauro Ambrosi, molto ben riuscita. De Concini fu poi discreto sceneggiatore di film storici e di film-tv come «La Piovra» (Diz. Fut., p. 357b-c). Cammarota, Futurismo, 146.1
Edizione originale. Ottimo esemplare. Raro scritto sull’«arte moderna» datato in calce «Marina di Pisa, 27 luglio 1918», con numerosi ed acuti riferimenti all’arte contemporanea e all’avanguardia, soprattutto futurista. Ebbe a dirne l’autore, ricordano l’evento nel 1947: «Posso vantarmi di essere stato uno dei primissimi a parlare con rispetto e con comprensione di artisti come De Chirico e Carrà [...]. In una specie di conferenza tenuta al Casino di Viareggio (io entrai alla ribalta in abito grigio e camelia rossa all’occhiello dopo che era uscito dalle quinte Spadaro) illustravo l’opera di pittori che avevano esposto al foyer del teatro, allora ignoti o quasi e ora celebri e ricercatissimi, De Chirico e Carrà fra gli altri. Nel loggione con gli altri pittori era il povero Lorenzo Viani, che venne ad abbracciarmi, brillo più che mai, fra gli applausi del pubblico. Questa conferenza, ora introvabile, fu stampata in opuscolo col titolo di “Pittura Moderna”» (Prose e articoli di Filippo De Pisis, Milano 1947, p. 7). -- «A Firenze, il 25 agosto 1918, De Pisis tenne una conferenza all’Università Popolare di commento alla mostra allestita al Teatro Casino di Viareggio a cui erano presenti De Chirico, Enrico Prampolini, Primo Conti, Carrà, Lorenzo Viani e Fortunato Depero, che aveva contribuito con un numero ingente di opere, tra le quali “Costumi dei balletti russi”, “Ritratto di Clavel” e le Illustrazioni per una novella di Clavel. Riferendosi alle opere esposte, delle quali si accingeva a fornire una carrellata, egli individua alcuni saggi di artisti che reputa riconducibili alla corrente futurista» (Picello, Ricezione del futurismo nella Ferrara di Filippo De Pisis, in Sinestesieonline n. I/2, set.-ott. 2012: 93-106, p. 104s.).
Edizione originale. Bell’esemplare. Memorie artistiche corredate da un vasto ed accurato apparato iconografico in raffinata edizione numerata. Cammarota, Futurismo, 169.14
In 4, pp. 310 + (26). Cartonatura editoriale. Tavole a colori fuori testo e centinaia di illustrazioni. Splendido campionario di architettura e arredi di negozi, edifici pubblici, edifici privati, plastiche murali e costruzioni pubblicitarie. Di particolare importanza risulta il ruolo pubblicistico svolto da Fillia, relativamente all'architettura e alla decorazione ambientale, attraverso i due volumi La nuova architettura e Gli ambienti della nuova architettura. All'interno tavole di realizzazioni di: M. Bega, Manlio Costa, Carlo Cristofoli, Giuseppe Gyra, Pippo Oriani, Cesare Scoccimarro, Guido Fiorini, Nicola Mosso, Raymond Fischer, Aldo Mari, Gianni Montero, G. Pagano, Ernesto Valabrega e molti altri.
Acquaforte misure: mm 98 x 69 Artista eclettico; compositore, inventore e pittore italiano. Sin da piccolo si dedicò a studi musicali che sfociarono nel manifesto L'arte dei rumori (1916) in cui si teorizzava l'impiego del rumore per arrivare a comporre una musica costituita da rumori puri invece che suoni armonici, mediante l'utilizzo di nuovi strumenti musicali: gli intonarumori costruiti dall'artista stesso. Accanto all'interesse per la musica c'è poi quello per la pittura. Non si conoscono sue opere pittoriche anteriori al 1909, anno in cui conobbe Boccioni e Carrà e con i quali firmò il Manifesto dei pittori futuristi. Come per i suoi colleghi anche per Russolo un quadro non doveva proporsi come pura rappresentazione del reale, ma raccogliere l’essenza della molteplicità delle cose che contemporaneamente accadono. “Per dipingere una figura non bisogna farla: bisogna farne l’atmosfera....” (Manifesto Tecnico della Pittura Futurista). L'artista nel cogliere un momento intimo, si rifà sicuramente al Boccioni. Impressione eccellente, dai neri decisi che caratterizzano soprattutto i volti e creano movimento nelle posture. Ampi margini oltre la battuta del rame. Ottimo stato di conservazione. Firmato a matita "LRussolo". Bibliografia: di A. Gasparotto (a cura di), F. Tagliapietra (a cura di) Luigi Russolo. Vita e opere di un futurista, 2006.
Edizione originale. Esemplare vissuto al dorso, con una mancanza al piede che coinvolge parte del titolo a stampa e qualche altro segno di cedimento; per il resto, in ottime condizioni. Rarissimo: sole due copie in Iccu, per di più in biblioteche locali (De Gemmis Bari e Delfini Modena), nessuna in altri repertori internazionali; inserito da Pablo Echaurren nella «top five [dei] più hot e sconosciuti del momento» aggiornata all’anno 2000 (ma negli ultimi vent’anni la situazione non è cambiata). -- Il volumetto si apre con «un lungimirante ritratto a scatto di Bragaglia Arturo il fotografo del futuro» (Echaurren, p. 161); segue la cronaca del futurismo dalle origini al dicembre 1919 (la data in calce allo scritto): una storia del movimento insolita, esatta pur nella sintesi (Marinetti - i primi seguaci - Boccioni - Pratella - Lacerba - i fiorentini - Corra, con puntuale riferimento alle riviste che hanno accompagnato il movimento), non agiografica e particolarmente dettagliata più ci si avvicina al dopoguerra, con il capitolo polemico «Agonia dei giovanissimi» incentrato sulle infelici vicende del futurismo politico («... Marinetti, chiuso nel cellulare di Milano, attende ancor oggi lo si assolva dalle accuse di incitamento alla guerra civile ...») e pervaso da un senso quasi messianico di imminente tragedia/cambiamento («I destini della nazione sono oggi in pericolo …»). Di grande interesse. -- Il tono generale dello scritto denuncia una familiarità del tutto priva di sudditanza verso tutti i membri storici del futurismo; segno che l’autore doveva essere un personaggio ben noto, che qui, e in pochissime altre attestazioni (tra cui un bragagliano «Index librorum prohibitorum» su «Roma futurista», un paio di firme nelle «Cronache d’attualità» 1921 e almeno una menzione nel bollettino «Index rerum virorumque prohibitorum») appare sotto pseudonimo: Alberto Bragaglia, il fratello ‘filosofo’? Cammarota, Futurismo, 438.1; Echaurren, Nel paese dei bibliofagi, p. 198 fig. 17
Edizione originale. Ottimo esemplare. Secondo e ultimo numero di questa breve esperienza mensile, nata «dall’entusiasmo provocato nei due studenti dallo spettacolo del Teatro Futurista Sintetico tenutosi in città nel 1916 e dalla disponibilità subito assicurata da Marinetti a sostenere, anche finanziariamente, l'iniziativa di un giornale locale, ‘purché esso fosse sintetico, originale, antiromantico e antitradizionalista’. [...] Apportate alcune variazioni tipografiche e d’impaginazione su suggerimento di Marinetti, che nuovamente raccomandava la varietà e l’estrema brevità dei testi, esce il secondo numero, maggiormente diffuso grazie alla rete di scambi che nel frattempo si è intessuta e alla collaborazione di più noti autori. La partenza per il fronte dei due direttori mette fine alle pubblicazioni, [nonostante] il successo di critica futurista (ma anche, pare, da parte del movimento dada zurighese) [...]» (Diz. Fut., p. 463-4). Caratterizzato, un po’ come «La Balza», da un’estrema povertà tipografica a cui fa da contraltare la sovrabbondante ricchezza di contenuti, questo secondo numero ospita parolibere e interventi di Luciano Folgore («Treni militari»), Gino Soggetti («Lei lui l’altro» e «Teatro di prosa»), Paolo Buzzi («Biglietto da visita del principe di Susegana»), Maria Ginanni («Paesaggio interno»), Angelo Rognoni («Una spia», «La voluttà dello spasmo», «Io + fumo + mondo»), Mario Dessy («Riflessi poetici»), Francesco Cangiullo («La piccola cioccolataia», spassosamente dedicato «alla mazza di ARMANDO»), Armando Mazza («Vento» e «La mostra Boccioni alla Galleria d’arte di Milano»), Nelson Morpurgo («Al telefono»), Aldo Pavesi (altra parolibera dal titolo «Vento»), Giorgio Ferrante («In treno»), Gino Cantarelli («Danza Azzurra»), Rodolfo Gazzaniga («In mezzo alla piazza»), Francesco Meriano («Stasera»), Giuseppe Steiner («Il cadavere vivente»). Cammarota, Futurismo, Giornali futuristi, 19; Diz. Fut., p. 463-4; Salaris, Riviste, sub voce