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Edizione originale. Eccellente esemplare, fresco, pulito e squadrato; praticamente senza segni del tempo: rarissimo così. Raro catalogo della mostra organizzata da Prampolini, Fillia e Defilippis al Palazzo Ducale in Genova nel novembre-dicembre 1934: «Rassegna di realizzazioni e proposte tipologiche, costituisce uno dei maggiori eventi propositivi del Futurismo negli anni trenta, dedicato alla nuova originale pratica di intervento ambientale in rapporto all’architettura (oggi si direbbe di ‘arte pubblica’) [...]. Vi prevale un’impaginazione di forte impressività comunicativa» (Nuovi archivi del futurismo, I, 1934/15). Il layout è in effetti un piccolo capolavoro “scuola di Torino 1930”, con il contributo determinante di Prampolini in copertina, risultando una tra le migliori e più rappresentative grafiche della contemporanea avanguardia internazionale. Marinetti firma la prefazione (Plastica murale e fascismo ispiratore) in qualità di presidente della mostra. Seguono 46 straordinarie fotografie delle opere, impaginate assieme all’elenco degli espositori (Prampolini, G. Rosso, M. Rosso, Fillia, Oriani, Depero, Tato, Gambetti, Gaudenzi, Peruzzi, Pozzo, D’Albisola, Ambrosi, Benedetta, Dal Bianco, Delle Site, Spiridigliozzi, Anselmo, Piccione, Bevilacqua, Vaccarini, Bassano, Vottero, Violante, Abbatecola, Andreoni, Caviglioni, Lombardo, Calcaprina, Mariotti, Diulgheroff, Claris, Crali, Gaudenzi, Cernigoj, Scaini, Magnaghi) divisi nelle sezioni «Palazzi», «Case del Balilla», «Case della piccola italiana», «Istituti», «Aeroporti», «Stazioni», «Colonie», «Scuole», «Caserme», «Dopolavori [sic]» ecc. Ventisei pagine finali di inserzioni tecniche (Linoleum, Cementite, Plasticolore, Plastolite...) realizzate nello stesso stile del catalogo, con tavole e fotografie, chiuse dalla pagina di «Stile futurista. Estetica della macchina. Rivista mensile d’arte-vita».
Catalogo originale. Ottimo esemplare Molto raro. L’esposizione a fine 1937 apre con una personale di Tato (presentato da Marinetti: Tato pittore dello squadrismo fascista), una consistente parete di A.G. Ambrosi e la collettiva con Benedetta, Prampolini, Belli, Delle Site, Castello, Favalli, Dottori, Chetofi (alias Ketoff, al secolo Ivan Ketov), Voltolina. Prefazione di Marinetti (L'aeropittura futurista inizia una nuova êra della plastica); riproduzione di Tato (Diavolerie di eliche; Spiralata), Ambrosi (Aeroritratto di Ciano), Benedetta (Cime arse di solitudine). Grafica redazionale di stile futurista con inserzione di elementi decorativi geometrici, utilizzo di caratteri senza grazie e molto spaziati, titolazione imponente etc. Nuovi archivi del futurismo I, 1937/11
Edizione originale. Esemplare vissuto ma completo e fruibile di questa rara e fragile plaquette (mancanza all’angolino superiore della copertina e parziale distacco alla cerniera; le pagine interne interessate da usura in corrispondenza dell’angolino alto esterno). Raro catalogo dell’ampia personale di Balla nell’ottobre 1918, che inaugura i locali della nuova Casa d’Arte Bragaglia in via Condotti 21. Contiene in edizione originale il «Manifesto del colore» di Balla e nove disegni originali («I disegni qui riprodotti hanno relazione con i quadri esposti», si legge a p. [1]): «Auto-ritrattostatod’animo», «L’Italia nuova L’Italia Futurista», «Estate», «Forze-Paesaggio», «Colpo di fucile», «Primavera», «Lampada», «Rumori salita di scale». Un piccolo capolavoro di eleganza (tipo)grafica e un fondamentale documento artistico. «Presso Bragaglia Balla espone quaranta opere, fra tele, disegni, collage di carte colorate, ma anche vasi e opere decorative. Un insieme rilevante è quello delle ‘Dimostrazioni interventiste’ [...]; vi sono inoltre opere dedicate all’analisi del movimento e infine il gruppo più cospicuo, dedicato alle ‘Forze di paesaggio’ [...]» (Diz. Fut.) Pacini, Esposizioni futuriste 1912-1918, p. 52-s; Nuovi archivi del futurismo I, 1918/4; Tonini, I manifesti del futurismo, 119.1; Diz. fut., p. 106a
Proveniente dalla collezione Giampiero Mughini. Rarissima edizione originale. Autoritratto dell’autore a piena pagina a p.(5). Nelle 10 pagine finali “Prossimamente: I nuovissimi romanzi di Cangiullo”, titoli mai pubblicati. Cfr. Cammarota. Futurismo, 76.17. Bella copia.
Edizione originale. Esemplare intonso, quasi perfetto, proveniente dall’archivio del futurista Bruno G. Sanzin. Raro in queste condizioni, l’intera serie di 7 cartoline (non 6 come riportato ad es. da Cammarota) nell’astuccio. Notevolissimi quadretti composti su commissione della linea aerea: i soggetti infantili (pupazzetti bimbi e animaletti), estremamente delicati nella resa sfumata dei colori e perfetti nelle proporzioni, si rendono protagonisti di gesta tipiche dei cartoon americani del periodo, non senza qualche soluzione pungente, come il soggetto occhialuto che sfreccia su aeroplanino di carta decapitando un uccellino. La seconda serie si distingue dalla prima solo per le misure (più piccola la prima) e la diversa impostazione grafica: interamente a colori nella prima serie, su fondo monocromatico grigio argenteo per la seconda (soluzione che risalta la dinamicità delle scene e i colori dei soggetti). -- «Qualche tempo dopo, verso il 1935, esaurita la prima serie Crali fu incaricato di predisporne una seconda sul tema dei «lupetti o figli della lupa» che, realizzata in maggior formato [...], con più respiro nella composizione e un uso più piatto del colore, risultò, nonostante il compromesso della stilizzazione imposta, asssai più futurista della prima» (Scudiero) Cammarota, Futurismo, 125.3 (ma parla di 6 cartoline) ; Scudiero, Futurismi postali, pp. 91 ss-, img 168-9 ; Avanguardie di regime, pp. 288-9 ; Arrasich, Catalogo 2000, p. 65
Milano, Edizioni Futuriste di "Poesia", 1915, in-8, br. editoriale con titolo "futurista" sulla copertina anteriore, pp. 140, [4]. Prima edizione. Sulla pag. [138], originariamene bianca, è presente un disegno futurista a matita, purtroppo non firmato (ma, sapendo noi che l'esemplare proviene da quella che fu la collezione personale del libraio Ferrante Gonnelli, potremmo azzardare il nome di Soffici). Dorso restaurato con piccole mancanze. Cammarota, Futurismo, 133.
Edizione originale, primo migliaio. Ottimo esemplare. «Fondamentale rassegna storico-critica della ceramica futurista» (NAF). -- Raro. Collana curata (anche graficamente) dallo stesso Tullio D’Albisola. Si apre con il manifesto «Ceramica e aeroceramica. Manifesto futurista», scritto con Marinetti; segue una sintesi storica della ceramica futurista italiana, pregiata da una straordinaria carrellata di dodici fotoriproduzioni b.n.: Aeropiatto di Tullio D’Albisola, Coppa motorata di Torido Mazzotti, Aerovaso di Fillia, Bull Dog di Bruno Munari, Piatti fascisti di Alf Gaudenzi, Baionet- in vas e Vaso con corde e baffi di Ricas, Servizio da thè di Diulgheroff, pugile di Mario Anselmi, Bullonvaso di Farfa, Galletto di Lucio Fontana, Pannello delle 22 corporazioni di Tullio D’Albisola e Nino Strada, Galletto di Nino Strada. Precede la serie un fotomontaggio che accosta Marinetti e Giuseppe Mazzotti. Cammarota, Futurismo, 135.5; Nuovi archivi del futurismo I, 1939/11
In 16, 13,5 x 20, pp. 102 + (2) con 8 tavole fuori testo stampate solo al recto e altre illustrazioni nel testo. Brossura editoriale con marmorizzature e abile piccolo restauro alle cuffie. Edizione originale della prima opera pubblicata da uno dei piu' importanti architetti futuristi. Marchi aveva gia' firmato nel 1920 il Manifesto dell'architettura futurista - dinamica e nel 1922 la casa d'arte Bragaglia ospito' la mostra Marchi architetto futurista. L'architetto livornese si ispira all'ideale di un'architettura dinamica, che, alla prevalenza dell'orizzontale e del verticale, preferisce l'obliquita', l'eccentricita', la policentricita' e l'infinita' di curve... L'architettura proposta da Marchi e' non solo dinamica ma 'espansiva infinita'. Tra i capitoli: Le architetture futuriste della casa d'arte Bragaglia a Roma; Architettura futurista dell'arredamento, del teatro e applicazione cinematografica; il problema dell'architettura futurista; Poesia dell'architettura ecc.
Prima edizione. Esemplare in più che buone condizioni (brossura un poco brunita con velatura posteriore integrale e rotture fermate alla cerniere), all’interno pulito e privo di segni del tempo. Con il suo formato tascabile, la sua tipografia modernissima impressa su carte economiche, e i suoi contenuti militanti e d’avanguardia, ai limiti dell’astrattismo, che culminano in quattro grandi tavole parolibere le quali, aperte, triplicano il formato del libro, «Les mots en liberté» è simbolo e icona di tutta l’editoria futurista. Antologia di testi teorici ed esempi pratici di paroliberismo, appositamente ripresi e rielaborati in francese per il pubblico internazionale, fu un grande investimento che il capo del futurismo volle intraprendere per rilanciare il movimento all’estero dopo la prima guerra mondiale. Il materiale di partenza è tratto dai manifesti letterari composti tra il 1912 e il 1914: «Manifesto tecnico della letteratura futurista» e «Supplemento»; «L’immaginazione senza fili e le parole in libertà»; «Lo splendore geometrico e meccanico e la sensibilità numerica». Le tavole parolibere in fine, tutte in francese ed eventualmente già pubblicate ma solo in italiano: «Battaille. Poids + odeur» (dal Supplemento del 1912); «Lettre d’une jolie femme à un monsieur passatiste» (originale, ed è la tavola ripresa in copertina); «Aéroplane bulgare» (originale); «Dunes» (già in «Lacerba» II,4, 15 feb. 1914); «Bataille à 9 étages du Mont Altissimo» (già in Italiano su «Vela latina» IV,1, 8 gennaio 1916, qui su grande foglio ripiegato); «Après la Marne, Joffre [...]» (su grande foglio ripiegato; pubblicata in volantino nel 1915); «Le soir, couchée dans son lit [...]» (su grande foglio ripiegato; già in «l’Italia futurista» II,28, 9 set. 1917); «Une assemblée tumultueuse» (originale su grande foglio ripiegato). -- «Le composizioni più recenti [di «Les mots en liberté»] erano caratterizzate da un’essenzialità quasi astratta, in cui la scrittura sconfinava nella pittura» (Salaris); «[...] tiratura di 12.000 copie; distribuzione esclusiva di Gaetano Facchi [editore milanese]. [...]. Malgrado la data del 1919, il volume su pronto per la distribuzione solo a fine maggio 1920». L’opera riscosse un buon successo: nel 1922 ne fu approntata un’edizione in ceco, e dai documenti emerge come Marinetti fosse in parola per procurarne un’edizione in castigliano e un’edizione inglese, progetti poi naufragati. Salaris, Marinetti editore (Bologna 1990), pp. e n. 49; Echaurren, Futurcollezionismo, pp. 85-89; Cammarota, Marinetti, 74; Fanelli e Godoli, Il futurismo e la grafica, p. 57 img 26
Edizione originale. Minimi segni d’usura ai margini della copertina; per il resto un ottimo esemplare. Rarissimo (solo due copie in Iccu, Apice Milano ed Estense Modena), cui Oclc aggiunge quelli dei fondi Marinetti più vasti al mondo, Getty e Yale. Raccolta di poesie «di gusto simbolista» (Cammarota in Diz. Fut.) nell’elegante veste editoriale curata da Leon Maria Pessina. In esergo, la lettera di Marinetti riprodotta ‘e manuscripto’ in copertina e menzionata nel sottotitolo: «Caro futurista, con ritardo involontario ho letto Romanza Policroma. Mi piace molto. Spero incontrarvi». La poesia eponima della raccolta è dedicata al capo del futurismo. Cammarota, Futurismo, 321.1
RARA EDIZIONE ORIGINALE, tiratura di sole 300 copie delle quali 220 numerate. Raccolta lirica «pacatamente parolibera» (Cammarota in Diz. Fut. p. 819a) pubblicamente elogiata dall’Accademia d’Italia. Cfr. Cammarota, Futurismo, 351.3. Nulla si sa dell’autore, a parte le testimonianze della sua adesione al futurismo negli anni ’30, militante nel gruppo romano. Lieve foxing alla copertina, per il resto esemplare in stato di nuovo.
Prima edizione autonoma. Ottimo esemplare (normale lieve scoloritura al dorso; minime fioriture alle carte interne). Sole quattro copie in Iccu (manca ad Apice), 6 copie in importanti istituzioni per OCLC. Estratto autonomo dell’articolo pubblicato sulla «Bilancia» del luglio 1923, qui in raffinata plaquette corredata da sei belle tavole bianco/nero (una a colori), opere di artisti futuristi e dell’avanguardia europea (Carrà, Severini, Gleizes, Pannaggi, Idelson, van Doesburg, Boccioni, Prampolini). Rappresenta l’inizio della riflessione paladiniana sui vari -ismi, preludio di quello che sarà di lì a qualche anno la fondazione dell’Immaginismo. Cammarota, Futurismo, 354.1; Lista, Dal futurismo all’immaginismo, p. 30
Catalogo originale. Ottimo esemplare (minime abrasioni al dorso). Piuttosto raro, solo quattro esemplari in Iccu (manca ad Apice), e due copie in Oclc (Beinecke e Mart).Mostra tenutasi nel marzo 1941 al dopolavoro del Ministero dell’Aeronautica militare: 70 aeropitture e 16 «Umorismi feroci», caricature politico-belliche. Contiene: una presentazione PNF - OND Ministero Aeronautica, firmata Il Commissario; una Lettera di Tato a Marinetti; uno scritto di Giuseppe Galassi (.....bolognese, invece); giudizi di vari su Tato (C. Tridenti, Marinetti, U. Notari, U. Ojetti etc.); uno scritto di Marinetti (Aeropittura di guerra); 15 splendide riproduzioni delle aeropitture di guerra a pagina intera. Notevole layout futurista. Nuovi archivi del futurismo, I, 1941/5
Stampa fotografica vintage. CON DEDICA Iscrizione autografa dell’artista verso. Data da timbro blu verso. Timbro a secco del fotografo recto.Minime tracce di sporco recto, complessivamente in ottime condizioni; proveniente dall’archivio del futurista B.G. Sanzin. Rara fotografia originale in formato grande.
In -8°, XX, 72 p., include una tavola all’antiporta con ritratto dell’autore disegnato da Gino Severini
Edizione originale. Raccolta di racconti e una commedia, pregiata dalla splendida copertina in fotomontaggio di Paladini. È il primo libro ad essere stampato sotto la sigla ‘Edizioni d’Italia’, dirette da Armando Ghelardini. Cfr. Cammarota, Futurismo, 18.3. Ottimo esemplare a fogli chiusi. Raro.
19094591Paris, Sansot & Cie, 1909. In-12 broché de 192-[4] pages, couverture jaune, beau papier sans rousseurs. Chemise, dos de box rouge, étui.
Non comune prima edizione. Esemplare in ottime condiioni; raro così. Straordinaria antologia che raccoglie poesie, versi paroliberi e vere e proprie tavole parolibere, molte di esse in edizione originale. Abbondano le sperimentazioni tipografiche, e impressionanti sono le tavole ripiegate, due per Fillia, due per Marinetti e la giustamente famosa «Treni in corsa» di Cesare Simonetti, che interamente svolta misura mezzo metro. Segue di un anno il primo congresso futurista italiano e prepara il lancio della generazione del secondo futurismo. -- «Questo volume “I nuovi poeti futuristi” rivelerà al mondo i poeti futuristi Loris Catrizzi, Silvio Cremonesi [sic, per Cremonese], Mario Dolfi, Escodame [sic, senza accento], Farfa, Fillia, Alceo Folicaldi, Giovanni Gerbino, Giuseppe Guatteri, Angelo Maino, Enzo Mainardi, Oreste Marchesi, Bruno Sanzin, Cesare Simonetti, Alberto Vianello. Di questi 15 poeti 8 sono paroliberi. [...] Ad altri giunti come me sulle vette della celebrità questi giovani poeti potrebbero incutere il terrore di una concorrenza. Ciò non può accadermi poiché sono il loro vero coetaneo. [...] Perciò io vi presento in questo volume fra i nuovi poeti futuristi il giovanissimo F.T. Marinetti» (dalla prefazione). -- «La selezione delle poesie fu curata [da Marinetti e] da Fillia, e le spese di stampa furono pagate da Farfa, mentre il vol. fu distribuito dalla Ditta A. Mazzetti di Torino [...]. Raro» (Cammarota) Cammarota, Futurismo, Libri di aa. vv., 30; Id., Marinetti, 113
Edizione originale di questa raccolta. CON DEDICA Straordinario insieme pregiato dalla dedica autografa di Marinetti al primo volume: «alla s.ra Jacuzio Ristori omaggio futurista FT Marinetti». Normali lievi segni del tempo (lievi fioriture alle copertine, particolarmente al secondo volume; primo volume con parziale rottura delle cerniere, senza distacchi), nel complesso ottimi esemplari. Insieme piuttosto raro a trovarsi completo nei due volumi. La collezione fu preceduta dall’edizione degli stessi contenuti in due rarissime plaquette pubblicate come allegato alla rivista «Gli Avvenimenti», diretta dallo stesso editore Umberto Notari, amico di Marinetti Le plaquette uscirono tra il dicembre 1915 e l’aprile del 1916, data che fa da “terminus post quem” per l’edizione della presente collezione nei due volumetti della «Biblioteca teatrale». Al primo volume le sintesi teatrali di Marinetti, Settimelli, Bruno Corra, Remo Chiti, Arnaldo Corradini, Balilla Pratella, Paolo Buzzi, Francesco Cangiullo, Boccioni, Corrado Govoni, Luciano Folgore, Decio Cinti, sono precedute dal «Manifesto del teatro futurista sintetico». Più ampio il “parterre” di autori nel secondo volume, dove sono pubblicati Marinetti, Settimelli, Bruno Corra, Remo Chiti, Balilla Pratella, Paolo Buzzi, Francesco Cangiullo, Boccioni, Luciano Folgore, Mario Carli, Giacomo Balla, Guglielmo Jannelli, Mario De Leone, Ulric Quinterio, Armando Cavalli, Oscar Mara, Depero, Auro D'Alba, Trilluci, Cantarelli, Rebecchi, Diobelli, Nannetti. Cammarota, Marinetti, 51 e 58 2 voll.
Edizione originale. Eccellente esemplare. Catalogo della prima esposizione collettiva futurista in Italia, ospitata nel foyer del Teatro Costanzi di Roma, ed evento di apertura del 1913 dei pittori futuristi. La mostra arriva appena al rientro dalla fortunata tournée europea del 1912, con due importanti novità: al gruppo che aveva girato l’Europa (Boccioni, Carrà, Russolo e Severini) si aggiungono Giacomo Balla (che espone «Guinzaglio in moto [= Dinamismo di un cane al guinzaglio]», «I ritmi dell’archetto [= La mano del violinista]», «Lampada ad arco» e «Bambina moltiplicato balcone [= Ragazza che corre sul balcone]») e in qualità di «invitato» Ardengo Soffici (espone «Saggio di deformazioni 1910», «Saggio di una sintesi pittorica della città di Prato 1912», quattro «Scomposizioni di piani»: d’un lume 1913, d’un fiasco 1913 1a e 2da, di zuccheriera e bottiglia 1913, tre «Linee e volumi»: di una figura 1913, di una strada 1913, di un ponte 1913). La lista delle opere esposte è preceduta dal testo programmatico già presente nelle varie lingue sui cataloghi del 1912, con un cappello introduttivo rielaborato ad hoc: «Dalla famosa serata dell’8 marzo 1910 al Teatro Chiarella di Torino [...] noi abbiamo molto combattuto, molto conquistato e intensamente lavorato! E oggi possiamo affermare senza alcuna boria, che questa prima Esposizione di Pittura futurista a Roma è la più importante manifestazione dell’arte italiana, da Michelangelo a oggi». -- «[...] all’inizio del 1913 i pittori futuristi si ripropongono, muovendo da Roma, con un ciclo di opere innovativamente decisive, che rappresentano la maturità del momento “analitico” della ricerca futurista» (NAF). Pacini, Esposizioni futuriste 1912-1918, p. 29-s; Salaris, Storia, p. 40a; Nuovi archivi del futurismo I, 1913/1
Edizione originale, tiratura con le illustrazioni intercalate nel testo. Più che buon esemplare, quasi ottimo, con lievi segni del tempo e leggeri segni d’attenzione al testo, in grafite, probabilmente rimuovibili ma in ogni caso interessanti (leggerissima traccia di gora d’umido al margine interno delle carte; pinzatura arrugginita; fioritura all’ultima carta). Catalogo della grande collettiva presso la Galleria Centrale d'Arte diretta da Edoardo Moretti (Palazzo Cova), marzo 1919, la più ampia e importante mai organizzata. Diviso in sezioni: «Quadri, disegni, complessi plastici, teatro plastico futurista», con ampio spazio alla personale di Depero (83 opere); «Tavole parolibere»; «Alfabeto a sorpresa»; «Architettura». Prefazione originale di Marinetti e altri interventi in corso di catalogo a circostanziare lo stato della ricerca artistica del futurismo al rientro dalla guerra: «Fondamentale occasione di censimento e di ampio rilancio delle forze futuriste in campo, di più generazioni, fra pittura, complessi plastici, architettura, spettacolo, moda e tavole parolibere, all’indomani del conflitto mondiale, in una sistemazione critica dei diversi indirizzi di ricerca» (Nuovi archivi del futurismo). -- Del catalogo fu fatta una tiratura, probabilmente posteriore ma in ogni caso pregiata dalla presenza di 10 illustrazioni, abilmente ricavate nello spazio concesso da una semplice ricomposizione del testo in alcune pagine (Balla «Canto tricolore»; Conti «La bambola»; Depero «Diavoli di caucciù a scatto»; Dudreville «Aspirazione; Ferrazzi «Caratteri della famiglia»; Funi «Il ciclista»; Russolo «Compenetrazione di case + luci»; Jamar 14 «Gioco di luci (tavola parolibera)»; Palafachina «Ballerina (scultura)»; Cangiullo e Pasqualino «Ritratto parolibero di Marinetti»). Cammarota, Marinetti, Prefazioni, 17; Nuovi archivi del futurismo, I, 1919/2
Rarissima edizione originale. Esemplare nella prima tiratura senza indicazione di migliaio in copertina (esistono copie con «secondo migliaio» al posto del fregio editoriale in cop.), con al piatto pecetta «“Poesia” Organo del Futurismo». Restauro al dorso, per il resto in ottime condizioni. L’autore, livornese trapiantato ancora bambino ad Alessandria d’Egitto, fu protagonista nel primo Novecento di quel clima anarco- socialista- interventista cui fece sponda il futurismo marinettiano. «Nel 1911 pubblica Follia?! per i tipi di «Università Popolare» di Milano, la rivista culturale diretta dall’anarchico Luigi Molinari, nota anche per la sua polemica antimarinettiana. L’opera porta significativamente l’etichetta di “Poesia - Organo del Futurismo” e viene diffusa in Italia tramite “Il Libertario” di La Spezia, settimanale anarchico al quale lo stesso Aglietti collabora su tematiche futuriste [...]» (Diz. Fut., p. 8a). Oltre ai libri di Govoni e all’«Incendiario» e «Riflessi» di Palazzeschi, si tratta dell’unico altro libro noto ad essere stato cooptato nel catalogo delle Edizioni Futuriste di «Poesia». Echaurren, Futurcollezionismo, p. 33-35; Cammarota, Futurismo, 2.1 e .2
Catalogo originale. Ottimo esemplare. In occasione della personale di Cesare Andreoni alla Casa d'Artisti di Milano 14-31 marzo 1941. Il book-concept di Enrico Bona - con le pagine interne sottomisura che lasciano visibile il piede della volta della copertina con la scritta in rosso cubitale:” MOSTRA PERSONALE DI CESARE ANDREONI” - ne fa un piccolo libro d’artista. Presentazione di Marinetti, 10 riproduzioni b.n. di opere dell'artista, breve biografia e pagina dei giudizi. Salaris, Bibliografia, p. 76; Storia, p. 271 con ripr.; Nuovi archivi del futurismo, I,1941/1
Seconda edizione, definitiva. Ottimo esemplare, molto fresco e pulito. La seconda edizione, da collocare dopo la manifestazione interventista di Roma di metà dicembre, inverte i disegni degli abiti tra prima e seconda pagina; in prima pagina la didascalia diventa: «Abito portato dal parolibero futurista Cangiullo nelle dimostrazioni dei Futuristi contro i professori tedescofili e neutralisti dell’Università di Roma (11-12 dicembre 1914)»; viene cassata la dicitura «Approvato dalla Direzione del Movimento Futurista e da tutti i Gruppi Futuristi Italiani» (p. [3] della prima tiratura). -- Il primo gesto editoriale futurista in chiara direzione interventista, dopo lo scoppio della guerra europea, è proprio il manifesto di Giacomo Balla, che era apparso in una prima versione francese datata 20 maggio 1914 dal titolo «Le vêtement masculin futuriste», e il cui rilancio in italiano è ora preparato in chiave interventista con una circospezione ben esemplificata dalle parole di Carlo Carrà a Giovanni Papini verso la fine di agosto: «Con Marinetti pensavamo da qualche giorno di lanciare un manifesto per spingere gli italiani alla guerra, ma essendovi una censura terribile non si sa come fare per dargli poi la diffusione che richiederebbe per riuscire efficace» (Il carteggio Carrà-Papini, Rovereto-Milano, 2001, p. 54 n. 58). «Rispetto al testo in francese, la versione italiana, antineutrale, e quindi esplicitamente politica, inserisce alcuni frasi evidenziate in neretto di contenuto politico, quasi mimetizzate nel lungo testo [...] Il manifesto chiarisce molto bene la tensione presente nel campo futurista, diviso tra il problema della censura e la necessità di rendere ogni riferimento politico il più esplicito ed effettivo possibile» (M.E. Versari, “Guerrapittura”, in C. De Maria, L’Italia nella Grande Guerra, Roma 2017, p. 105). Tonini, Manifesti del futurismo, n. 82.3
Documento autografo originale. Ottime condizioni di conservazione, viaggiata (angoli leggermente smussati e leggera ondulatura; francobollo rimosso). La cartolina ritrae al recto, in stampa seppiata, il bel quadro oggi noto come «Parlano». La data, scritta a mano verso «2.7.32», contraddice l’odierna datazione dell’opera al 1934 (anche se il timbro postale è illeggibile e potrebbe trattarsi di un lapsus dello scrivente). A mo’ di didascalia, nella sua calligrafia estremamente pittorica, l’artista aggiunte al recto alcune linee curve di sapore futurista e «LUCELICA PENSANPARLANDO GITALMAAARE». Al verso gran parte del testo è vergato da Luce Balla. Due righe di nota in mano di Balla, e firma autografa «Ballelica» di Elica Balla.