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Prima edizione. Ottimo esemplare completo della bellissima sovracoperta illustrata, molto rara, qui in esemplare non restaurato, con piccole mancanze al taglio alto e a testa e piede del dorso, e un distacco fermato alla cerniera anteriore. Il libro è particolarmente noto per la celebre sovracoperta, disegnata da Bernardini in uno stile che anticipa di trent’anni la Pop art. Raccoglie sei piacevoli novelle erotiche e uno dei pochi scritti autobiografici di Marinetti, «Autoritratto», molto compulsato dagli storici d’oggi. Nove belle tavole futuriste di Ivo Pannaggi ornano i testi (oltre al più piccolo ritratto sintetico di Marinetti a p. [5], per un totale di dieci disegni originali): le copertine per i sette testi, la tavola con Marinetti e Vecchi durante la «battaglia di via Mercanti» (p. [17]) e l’«Autocaricatura» (p. [92]). Cammarota, Marinetti, 127
In-16 gr., brossura originale (con aloni), pp. 277,(11) (incluso il catalogo delle Edizioni Futuriste). “Affettuosamente dedico: al pubblico! quel pubblico che ci ricopre di fischi, di frutti e di verdure, noi lo ricopriremo di deliziose opere d’arte”, così l’A. introduce il suo romanzo. "Prima edizione". Cfr. Gambetti / Vezzosi “Rarità bibliogr. del ‘900 italiano”, p. 609: “Scritto tra il 1908 e il 1910. Esistono copie con l’indicazione 7°, 8°, 9° e 10° migliaio (ne furono stampate 7000 n.n.). Le spese di stampa e di spedizione (1100 lire) furono affrontate dall’A. Edizione di scarso successo, ma definita da Ungaretti ‘apertura’ dell’avanguardia italiana. Piuttosto raro e molto ricercato”. Alone più o meno pesante al solo margine esterno bianco delle ultime 60 carte; lievi aloni e qualche fiorit. interc. nel t., ma complessivam. buon esemplare.
Rara edizione originale. CON DEDICA Ottimo esemplare a fogli chiusi pregiato dalla dedica autografa dell'autore. Proveniente dalla collezione futurista di Giampiero Mughini. Collaudo di F.T. Marinetti. Contiene il «Manifesto agli studenti d’italia e del mondo», firmato da Buccafusca, Corona, Forlin, Gaetani, Ganzaroli, Marras, Pattarozzi, Pennone, Stoppele, Veronesi. Cammarota, Futurismo, 365.4; id., Marinetti, XI.179
Edizione originale. Staordinario esemplare: la copia dell’artista e designer Rosa Menni (1889-1975), dal 1920 moglie di Raffaello Giolli (pecetta di invio postale in quarta di copertina: «Sig.na Rosa Menni | corso B. Ayres [sic] 20A. -Milano»); l’esemplare è poi transitato nella storica collezione futurista di Sergio Cereda, e di lì nell’altrettanto storica Collezione Mughini. Minime macchie d’inchiostro alla copertina, lievemente scolorita su dorso e taglio alto, come normale; annotazione d’archivio della collezione Cereda a matita sul piatto superiore («3218»); normale uniforme brunitura delle pagine interne. Rarissimo invito/catalogo della personale “caprese” di Prampolini a Roma, inaugurata il 25 ottobre 1922. Si tratta di un’emissione ad hoc del «Bollettino quindicinale della Casa d'Arte Bragaglia» n. III/72, avvolto in una copertina leggera con al piatto anteriore il testo dell'invito (che prosegue: «Marinetti esporrà la sua nuova invenzione 'Il programma di vita'. Cangiullo esporrà la sua nuova invenzione: la “Poesia pentagrammata”»). In seconda di copertina «Grand Cotillon Futurista diretto da F.T. Marinetti, Cangiullo, Bragaglia, Prampolini, Marchi, Balla, Paladini, Fornari» al Circolo delle Cronache d’attualità nella mezzanotte dello stesso 25 ottobre. In terza di copertina anticipazioni sulla Sala Futurista della Casa Bragaglia: esposizioni di Zatkova, Peeters, Marasco, Togo e i pittori futuristi giapponesi, i cecoslovacchi «Dvetsyls», Balla e il gruppo «Noi» diretto da Prampolini. All’interno elenco delle 40 opere esposte (tempere, acquarelli, disegni), con prezzi, e la lunga prefazione originale di Cerio «Prampolini a Capri», in una versione accorciata: la mostra era stata esposta nel settembre dello stesso anno a Salerno come «1a Esposizione d’arte futurista a Salerno» organizzata da Mario Hyerace e Ugo Abundo, nel cui catalogo relativo compariva lo scritto esteso. -- A dire della rarità: nei «Nuovi archivi del futurismo» viene erroneamente riprodotta solo la copertina del nostro libretto, scambiato per un semplice invito. Nuovi archivi del futurismo, I, 1922/14a
Catalogo originale. Ottimo esemplare. Raro catalogo della tappa romana della prima importante retrospettiva su Sant’Elia, che aveva inaugurato a settembre 1930 a Como, poi era passata alla Galleria Pesaro di Milano in ottobre (assieme a una collettiva di «22 pittori futuristi» e in dicembre approda a Roma. Catalogo della mostra del dicembre 1930. Contiene il testo di Marinetti «Sant'Elia e la nuova architettura», il manifesto «L'Architettura futurista», un ritratto fotografico di Sant’Elia soldato e 9 riproduzioni dei progetti del visionario architetto futurista, martire della prima guerra mondiale.
"Progetto autografo, Vittorio Osvaldo Tommasini in arte "Farfa" (1879 - 1964) Progetto per appendipanni interamente autografo firmato inedito senza data ma anni '40 - '50 S. d., progetto per appendipanni redatto su due fogli in carta, di cui uno con intestazione a stampa, testi redatti a penna rossa ad un'unica facciata, con firma autografa al termine del testo di ciascun foglio (vedi foto). Cm 29,5x21. Condizioni di conservazione Esemplare ben conservato con tracce d'uso, pieghe di conservazione, angoli con piccole pieghette / tracce di pieghette. Autografo unico e interessantissimo, per appendiabiti che, nell'intenzione di Farfa, avrebbe rivoluzionato il settore di tale categoria di oggetto: "[...] Allora come nel 1929, le mie 19 ceramiche futuriste hanno buttato all'aria tutta la tradizione della produzione albissolese, tanto da onorarle del titolo di: Pioniere, poiché, tutti i ceramisti operarono poi su quell'andatissimo esempio, così, oggi il mio appendipannisarà, alla testa del rinnovamento dell'importante oggetto. [...]". Appendipanni che, nell'ottica e nella descrizione di Farfa, sarebbe stato molto variopinto e allegro, capace di suscitare gioia e meraviglia, nonché, invidia e desiderio di possederlo. Presenza di dettagli tecnici per la sua realizzazione. Provenienza raccolta Amorth. SC03.D15052 N "
Prima edizione. Ottimo esemplare. Raro terzo dei manifesti firmati dal giovane «segretario» del Movimento futurista, stretto collaboratore di Depero. «Nei suoi quattro manifesti [...] [Azari] riesce a “futuristizzare” ed a “meccanizzare” ogni campo ed ogni situazione: dal teatro e quindi all’arte, alla natura, alla vita stessa» (Diz. Fut., p. 90b). A margine del foglio, in verticale, reclame del «Depero futurista», il libro imbullonato «Originalissimo - Illustratissimo - Coloratissimo».
290x225 mm, un foglio stampato recto/verso. Rara edizione originale. Cfr. Tonini. I manifesti, 161.1. Gli autori, “studenti futuristi” tra i quali spicca Leskovich alias Escodamè, si scagliano contro gli studi classici, la figura dell'insegnante; a favore dell'educazione fisica, del lavoro manuale.
LEGATURA IN BROSSURA EDITORIALE, LA DEDICA AUTOGRAFA E' AL SECONDO FOGLIO. DI QUESTO VOLUME SONO STATE TIRATE 800 COPIE NUMERATE, LA NOSTRA E' LA N. 0073. LUDOVICO GAETANI APPARTIENE AL GRUPPO FUTURISTA SANTELIA DI CAGLIARI. RARISSIMO DA REPERIRE numero pagine: 80 formato: 24.4X17 stato conservazione: ABBASTANZA BUONO, FIORITURE A CIRCA 10 FOGLI, LIEVE PIEGA CENTRALE ALLE ULTIME TRE PAGINE E COPERTINA FINALE
Edizione originale. Uniforme brunitura e minime mende rinforzate tramite restauro professionale alla copertina; per il resto più che buon esemplare. Primo numero della rivista diretta da Neymon per un totale di quattro fascicoli tra 1932 e 1933. I primi due fascicoli furono dedicati all’Italia: agli artisti futuristi, il primo che qui si offre; agli scrittori italiani contemporanei, il successivo. Gli artisti censiti nel presente fascicolo sono: Depero, Dottori, Marasco, Fillia, Caviglioni, Benedetta, Munari, Pozzo, Oriani, Diulgheroff, Thayaht, Andreoni, Rosso, Cocchia, Crali, Ambrosi. Notevole layout razionale per l’interno, capolavoro di Ugo Pozzo in copertina. -- «Pubblicazione complementare al contenuto dell’esposizione omonima parigina, è un documento del confronto fra proiezioni d’immaginazione “cosmica”, opzioni aeropittoriche rappresentative e sintesi plastsiche dinamiche di matrice “meccanica”. E conferma la raggiunta leadrship prampoliniana nell’ambito del futurismo plastico-visivo e architettonico» (NAF). Nuovi archivi del futurismo I, 1932/27
Edizione originale. Esemplare completo del rarissimo pergamino originale semitrasparente a proteggere la copertina. Brunito alla copertina e alle pagine interne, per il resto in condizioni più che buone quando non ottime. Numero 3-4-5 (giugno) del mensile diretto e curato graficamente da Depero, di cui è l’ultima uscita. Di formato e grafica diversa dai precedenti, tirato in un maggior numero di copie in occasione delle Onoranze nazionali a Umberto Boccioni organizzate dal Comune di Milano nelle giornate del 14-16 giugno 1933. Di elevatissima qualità grafica, contiene interventi originali di Marinetti (Il grido di Marinetti), Buzzi (la parolibera: Canzone di Boccioni e il testo Gloria a UB), Russolo, Notari, oltre a ripescaggi segnalati dalla stampa e scelte citazioni boccioniane. Due diagrammi disegnati da Depero, «La storia dell’arte suddivisa da Boccioni o nei seguenti periodi» e «Dall’impressionismo al futurismo», e una scelta iconografia di opere del maestro. Cammarota, Futurismo, Giornali fut., 118; Diz. Fut., pp. 385b-387b; Millefiorini, La pubblicistica futurista nei primi anni Trenta, ad indicem; Salaris, Riviste, pp. 198ss
Edizione originale. Esemplare un po’ vissuto ma in più che buone condizioni (una lieve gora interessa il lato interno alto di tutte le pagine, compresa la copertina; sottolineatura in lapis blu al piatto anteriore; tracce di ruggine alla pinzatura). Raro numero primo e unico di questa iniziativa di Castelli, futurista e fiumano anarchico di origine bolognese emigrato per un periodo nel Nord America all’inizio dei ’20. Contenuti di Castelli o tradotti e curati da — testi programmatici (Manifesto of Futurism; What is Futurism: Elementary Notions; ma soprattutto «The discovery of new sense» firmato Marinetti, qui in edizione originale — «The following Manifesto has been written especially for “Futuristi Aristocracy.” It has not yet appeared in print even in Italian. It is a sequel to the Manifesto on Tactilism [...]») e parolibere — accompagnati da riproduzioni di «Greek Theatre at Taormina», incisione di Horace Brodzky, il quadro «Landscape» di Rubzac, l’acquarello «New York» di John Marin e una foto che ritrae Marinetti e Pannaggi ai lati del dipinto pannaggiano «Treno in corsa». Il fascicolo fu seguito da due fogli sciolti di presentazione, non datati ma da ricondurre sempre al 1923: «Futurist Aristocracy» (col «Manifest of Futurism») e «Aristocrazia futurista» (con testo di propaganda). L’esperienza ebbe una coda nel numero bolognese «Aristocrazia futurista: voce dei futuristi di Bologna» (20 set 1925), oggi praticamente introvabile. Salaris, Riviste, pp. 324ss.; Prampolini dal futurismo all’informale, n. 3/1/7 pp. 220-221
Stampe fotografiche vintage. Insieme in ottime condizioni di conservazione. Testimonianza unica di un’esposizione di arte giovanile fascista di guerra: «I balilla del Duce disegnano col mortaio». I tre scatti raffigurano l’entrata dell’eposizione, progettata in stile futurista così come l’allestimento interno, dominato da slogan e fasci geometrici multicolori alle pareti. In uno degli scatti ben si vede, sulla parete di fondo, il poema murale «Balilla» di Luigi Pennone.
Catalogo originale. Ottimo esemplare. «Another important exhibition of the Turin group led by Fillia» (NAF). Raro catalogo della mostra alla Galleria Codebò di Torino nel marzo '32, con le personali di Mino Rosso, Pippo Oriani, E. Alimandi, M. Mori, M. Zucco, e la mostra collettiva comprendente, tra gli altri, Diulgheroff, Pozzo, Saladin, D'Albisola, Fillia. Riproduzioni b.n. di opere (Oriani, La lettrice; Zucco, Composizione; Diulgheroff, Trasparenze musicali; Saladin, La città; Mori, Radio). Raffinata grafica torinese, nel tipico stile di «Città nuova», «Stile futurista» etc. Diz. Fut., p. 816c.; Nuovi Archivi del futurismo I, 1932/8
Catalogo originale. Ottimo esemplare. Catalogo della mostra 27 dic. 1929 - 9 gen. ’30 alla Galerie 23, rue La Boëte, Parigi. A p. [1] elenco degli espositori: Severini, Russolo, Balla, Prampolini, Depero, Marasco, Dottori, Fillia, Pozzo, Ciacelli, Diulgheroff, Munari, Oriani, Sant’Elia, Sartoris. L’importante mostra, voluta da Severini che ne firma la «Préface» (giocata sulla rievocazione dell’esordio parigino del 1912), segna il trionfo dello stesso Severini, di Prampolini (i più rappresentati), di Fillia e del gruppo torinese (Sartoris su tutti come esponente dell’architettura vicino al nume tutelare Sant’Elia) — accanto alle certezze di Russolo, Balla, Depero, Dottori e Munari. Riprodotte opere di: Severini (L’Autobus), Russolo (Bulles de Savon), Balla (Chiffres amoureux), Prampolini (Architecture spirituelle; Benedetta Marinetti), Marasco (Equivalences géometriques), Dottori (Les Voiles), Fillia (Les Amants), Sartoris (Groupe d’édifices pour habitations, boureaux et ateliers), Diulgheroff (L’homme rationnel), Munari (Construire), Oriani (Nature-Morte). -- «Il presente opuscolo è stato inserito nella prima raccolta di cataloghi futuristi in quanto vi figurano opere eseguite avanti il 1916, ma non esposte oppure presentate con dati incompleti (v. Russolo e Severini)» (Pacini) Pacini, Cataloghi futuristi 1912-1918, p. 53-s; Nuovi archivi del futurismo, I, 1929-1930/1
Edizione originale. Ottimo esemplare. Uno dei più creativi manifesti del periodo del primo futurismo, pubblicato proprio a ridosso dell’entrata dell’Italia nella guerra europea. Contiene sei fotografie in bianco e nero dei «complessi plastici» inventati da Giacomo Balla e dal suo giovanissimo allievo, Fortunato Depero. Il manifesto ha inoltre il merito di aver inventato un titolo destinato a diventare memorabile contrassegno dalla specificità del futurismo tra le avanguardie storiche (ancora nel 2014 la grande mostra al Guggenheim di New York sottotitola «Reconstructing the universe»). Tonini, I manifesti del futurismo italiano, 89.1
Edizione originale. CON DEDICA Ottimo esemplare, in parte intonso, pregiato dalla dedica autografa dell’autore a Delfino Cinelli. «Esaltazione di Milano e della sua storia» («Dizionario biografico degli Italiani») che calca il titolo di «Notre dame de Paris». L’espressione «Nostra signora degli abissi» era già comparsa nell’«Ellisse e la spirale» come titolo di una sezione. Scrisse Buzzi a Ferrieri che «i miei romanzi-poemi “Le Dannazioni”, “Le Beatitudini”, e quello che sto elaborando “Nostra Signora degli Abissi” sono appunto della consacrazioni d'ordine creativo alla modernissima “Voce di Pan”» (Ferrieri, «La radio! la radio? la radio!», Milano 2002, p. 83). Difendolo il «romanzo più valido per mobilità di fantasia, ricchezza d'invenzione e omogeneità stilistica», scrive Ettore Mazzali che «In “Nostra Signora degli abissi” (1935), lo stile corrisponde duttilmente, nell'ambito di una più oculata maturità espressiva, a un raro stato di grazia inventiva. Il Duomo di Milano è trasfigurato in una costruzione pelasgica, in una città sotterranea, che entra in una favolosa osmosi con le città di superficie. […]. L'esemplare stile dannunziano tace; il moto astraente che abbiamo detto futurista assorbe e alimenta la “prosa lombarda”» (Letteratura italiana: I maggiori, 1974, pp. 61-2 e 72-3). Cammarota, Futurismo, 68.30
Prima edizione. Ottimo esemplare nella variante con illustrazione di copertina a colori (esiste anche con illustrazione di copertina in bianco e nero). Proveniente dalla collezione futurista di Giampiero Mughini. Testo inglese. Dedicatoria «My good-bye greeting to Mattioli of Milan and Bosso of Turin, and my arrival greeting to John B. Salterini of New-York». Dopo il «foreword» una striscia in carta colorata reca il messaggio «Hold On», invitando a scusare gli inevitabili “mistakes” e “misprints”. Imponente raccolta di scritti più o meno brevi, tra il teorico, tecnico e l’aneddotico, con ricca selezione iconografica. Giudizi sull’autore in fine. Cammarota, Futurismo, 169.17
Edizione originale interamente curata nel layout dall’autore. A p. [3]: «Ho composto il presente fascicolo per inquadrare in ordine di materia e di tempo la mia varia attività artistica». Cfr. Cammarota, Futurismo, 169.10. Ottimo esemplare. Raro.
Edizione originale. Esemplare n. 381/550 in ottime condizioni (normali e leggeri segni del tempo perimetrali), molto fresco e pulito. Rara condizione. Una delle migliori raccolte del Folgore poeta, qui avanguardista modernista nel solco del futurismo. «Un libro notevole, e ingiustamente dimenticato» secondo Andrea Cortellessa (Le notti chiare erano tutte un’alba, Milano, Mondadori 1988 e Bompiani 2018). Tirato in sole 550 copie numerate, è oggi un libro molto raro. Cammarota, Futurismo, 208.7
Rara edizione originale. CON DEDICA Bell’esemplare, pregiato da dedica autografa dell’autore. Secondo capitolo di una «tetralogia» (così nelle parole dell’autore stesso) di «poemi futuristi» aperta da «Nudità futuriste» (1933) e chiusa da «Vetrina dei chilometri» (1935). Cammarota, Futurismo, 209.6.
Rara edizione originale. Perfetto esemplare. Raccolta di parolibere. Con una lettera di F.T. Marinetti: «...sono entusiasta della libertà sensitiva e immaginativa che manifesti. Da questo punto di vista la tua opera è altamente futurista e riuscita». Minimi difetti al dorso, nel complesso bell’esemplare. Cammarota. Futurismo, 209.7
Firmato e databile anni ‘80; diametro cm 28. Esemplare in ottime condizioni. Gambini [Busto Arsizio,1904- 1992] é stato pittore e ceramista; aderì al Movimento futurista verso il 1928. Con Andreoni, Merli, Duse, Strada e Munari, fonda il Gruppo Radiofuturista Lombardo e nel 1929 con il gruppo, tiene la prima Mostra futurista a Varese, cui seguiranno molte altre esposizioni. E’ autore fra l’altro della copertina dell’opuscolo “Almanacco dell’Italia Veloce”, Milano 1930. A partire dagli anni 60 partecipa a concorsi e mostre di ceramica. Cfr. Scudiero Gambini Aeropittore futurista.
Edizione originale. Ottimo esemplare, fresco e pulito (minimo segno d’urto in testa e una piccola frattura ricomposta professionalmente al dorso muto). Importante saggio critico dell’intellettuale ungherese, membro del movimento attivista di Laios Kassák che ruotava attorno alla rivista «Ma». Riprende, rielabora e ampia le riflessioni accennate in rivista e nella plaquette in tiratura limitata «Futurista, expresszionista és kubista festészet» (1919 per le edizioni di «Ma»). Belle riproduzioni di opere dei maggiori artisti europei dell’avanguardia storica, tra cui Severini (La danseuse obsédante), Russolo (Ricordi di una notte), Boccioni (Le forze di una strada; La risata), Carrà (Funerale dell’anarchico Galli). «Le illustrazioni [...] sono le stesse pitture che sono state esposte a Budapest nel 1913 [Mostra itinerante di H. Walden], con un catalogo che contiene lunghe descrizioni di ogni opera» (Diz. Fut.). «Iván Hevesy (1893-1966) [...] analizzava l’apporto del futurismo all’elaborazione delle nuove forme estetiche, ponendolo al vertice delle tendenze moderne [...]» (Salaris, p. 1161-s). Diz. Fut., p. 1194c-1195a (con illustrazione); Salaris, Furturismi nel mondo, pp. 1164-5 (con illustrazione); Handbook of International Futurism (2019), p. 548
Seconda edizione della traduzione spagnola. Minimi segni del tempo ai bordi della copertina, ma un ottimo esemplare integro senza restauri né mancanze: condizione rarissima per questo libro. Marinetti visitò l’Argentina in due occasioni: tra maggio e giugno 1926 e dieci anni dopo, nel settembre 1936. In occasione di questa seconda visita, l’editore Tor di Buenos Aires (Tor sarebbe diminutivo del proprietario, Juan Carlos Torrendel), specializzato in edizioni popolari che per la maggior parte uscivano senza alcuna data di stampa o edizione o copyright, pensa bene di ripubblicare nella sua serie «Libros de gran exito» la medesima traduzione che — a un controllo cursorio — era apparsa anche, sempre a Buenos Aires, per i tipi della «Colleccion Afrodita»; in quell’edizione non compariva il nome del traduttore, che compare invece qui. Questa edizione è citata nell’antiporta di un altro libro marinettiano uscito per Tor, con le medesime caratteristiche (stessa collana, stesso artista per la copertina illustrata, stessa assenza di data di stampa), ovvero la nuova edizione di «Mafarka», la quale però reca un’introduzione biografica su Marinetti firmata dal futurista parmese Piero Illari, stabilmente in Argentina dal 1924: in questo scritto Illari menziona eventi nella vita di Marinetti fino alle soglie del 1936, e apparentemente non oltre; da questo elemento è possibile trarre con una certa sicurezza la reale data di edizione sia del «Mafarka» che del «Como si seducen» pubblicati da Tor. Salaris, Futurismi nel mondo, p. 29 (con ill.), che corregge le datazioni precedenti (part. Cammarota, Marinetti, 120: «raro»)