3 570 résultats
Prima edizione. Ottimo esemplare a fogli chiusi, timbro SEL al frontespizio e fittizia menzione di “seconda edizione” in copertina e al frontespizio. L’opera — oggi molto rara — uscì in due emissioni con copertina diversa: una con indicazione di 64° migliaio, l’altra con indicazione di seconda edizione. Antologia, contiene «Con Mani di vetro», «Sam Dunn è morto», «I zig-zag della realtà», «Parole scritte su fogli inzuppati di Origan». Belle le tavole fuori testo di Ginna e Rosà (di cui 6 sono quelle del «Sam Dunn» seconda edizione). Cammarota, Futurismo, 124.22
Prima edizione. Più che buon esemplare (normali minimi difetti alla copertina; interno uniformemente brunito). Il libro poetico di Farfa per eccellenza, raccoglie 266 componimenti avanguardisti e paroliberi. Frontespizio e layout dell’autore. Al frontespizio e in copertina si legge: «Farfa poeta record nazionale vincitore del primo circuito di poesia futurista infrontato col casco lirico d’alluminio a 1000 metri in idrocorsa». Cammarota, Futurismo, 195.2
Edizione originale. Ottimo esemplare (lievissime ingialliture in copertina; parziale distacco fermato alla testa del dorso muto) con delicata firma d’appartenenza d’epoca al frontespizio (Riccardo Crosetti [?] maggio 27). Il romanzo sperimentale fa parte di una sorta di trilogia erotico-macchinistica che comprende anche «L’uomo senza sesso» e «La morte della donna». Cammarota, Futurismo, 201.5
Edizione originale nella tiratura di testa. CON DEDICA Ex. 39/40 ben completo della tavola fuori testo con la foto e la firma autografa dell’autore. In ottime condizioni di conservazione, proveniente dalla prestigiosa collezione di Giampiero Mughini. Rarissima tiratura di testa su carta grande e di pregio, con barbe, impressa in soli 40 esemplari numerati e pregiata da un ritratto fotografico dell’autore firmato «La Serenissima» (prestigioso studio romano che sarà rilevato dal futurista Tato) e recante la firma autografa di Folgore. Dopo i «Poeti controluce» del 1922, antologia parodica dedicata alla linea Carducci-Pascoli, i «Poeti allo specchio» satireggiano in maniera molto riuscita la linea del modernismo: Marinetti, Papini, Lucini, Gozzano, Soffici, Aleramo, Vivanti, Da Verona, Guglielminetti, Buzzi, Térésah, Govoni, Onofri, Corazzini, Negri, Zucca, Ungaretti, F.M. Martini, Moscardelli, Palazzeschi, Novaro, Moretti, Folgore stesso. Cammarota, Futurismo, 208.11
Edizione originale. Ottimo esemplare.
Edizione originale ottimo esemplare “Fu soprattutto l'ispirazione poetica a farsi nel Gori più avvolgente e convinta [...] acquistò nuove sfumature, più allusive, e si dispose su tramature in cui si riscontrano riflessi di G. Pascoli, di G. Gozzano, di C. Govoni, di A. Palazzeschi, raggiungendo talora esito felice, come nelle tre liriche Alla stazione, Ogni giorno così e Limbo, apparse in Le foglie dell'orologio (Roma s.d.), poi riproposte con diverso titolo in Il grande amore (Firenze 1926)” Diz. Bio Treccani. Rara edizione presente in solo tre biblioteche.
Edizione originale. Esemplare 75 di 497 numerati, in più che buone condizioni (sfrangiature marginali alla brossura, piccola mancanza non deturpante alla testa del piatto anteriore, dorso leggermente abraso; piccole tracce di sporco all’ultima carta, altrimenti interno ottimo, privo di particolari difetti da segnalare) Rara placchetta tirata in complessivi 500 esemplari numerati a macchina, di cui i primi tre su carta diversa. Prima pubblicazione encomiastica di Govoni indirizzata al capo del fascismo, la suite del «Saluto a Mussolini» era apparsa in anteprima sul «Corriere padano» del 25 settembre 1931. Pochi mesi dopo, il poeta ne prepara due edizioni quasi contemporanee: una placchetta in formato grande legata a filo esterno, stampata dalla tipografia «Sapientia» di Roma, e questo libretto in poche copie numerate presso l’insegna «Al Tempo della Fortuna», un sodalizio editoriale «di alcune personalità» (p. [21]) animato principalmente da Girolamo Comi, che pubblica tra 1929 e 1935 diversi libri di poesia di autori quali Onofri e Moscardelli. Prima di riapparire in apertura del «Poema di Mussolini», stampato in soli cinquanta esemplari nel 1937, il «Saluto» fece tempo a essere ricompreso nella raccolta «Il Flauto magico», stampata sempre nel 1932 «Al Tempo della Fortuna», ma in novembre. Cammarota, Futurismo, 249.21; Iannaccone, Suppliche al Duce: documentazione inedita sui rapporti tra il poeta Corrado Govoni e Mussolini (Milano 2002)
In 8, pp. 216 + (8). Br. ed. ill. Perfetti restauri al d. Bella dedica al poeta futurista siciliano Manzella Frontini . Raro studio del poeta lombardo, tardivamente rivalutato da critici quali Fortini e Sanguineti e che testimonia l'interesse di questo autore per la scapigliatura (alla quale e' considerato contiguo) e per il Dossi. Volume dedicato al futurista Manzella, uno dei pochi legati alla linea luciniana , linea che auspicava un'evoluzione graduale e biologica per il processo di evoluzione del futurismo e che si concludera' con l'abbandono del movimento da parte di Lucini, Manzella e pochi altri (Cfr. Come ho superato il futurismo, La Voce, 1913). Salaris, p. 24
Edizione originale. CON DEDICA Straordinario esemplare d’associazione: la copia del simpatizzante futurista Vanni Kessler, traduttore dal russo, scrittore, corrispondente marinettiano dall’anno di fondazione, ufficiale durante la prima guerra mondiale e aderente ai fasci futuristi nell’immediato dopoguerra, pregiata dalla dedica autografa dell’autore «Ricordando con molta simpatia Vanni Kessler quest’altra faccia del poliedro | Lucini | Milano il II giugno ’CMX». Un ulteriore tassello della corrispondenza Lucini-Kessler, valorizzata nelle pagine di «Antimilitarismo», l’inedito pubblicato per le cure si Simone Nicotra nel 2006 per i tipi di Mondadori. Terzo libro pubblicato con Marinetti, segue di pochi mesi il più noto «Revolverate» (pubblicato con data 1909 ma diffuso solo a gennaio dell’anno successivo, come emerge dal carteggio tra i due). Sulla «Tavola rotonda» di Napoli, n. XX.10-12 (27 aprile), la raccolta viene annunciata come imminente in maggio (D’Ambrosio, Nuove verità crudeli, p. 134-s nota 39), e i gli invii autografi sono attestati ai primi giorni di giugno del 1910. La raccolta di poesie prosegue la vena del simbolismo luciniano, dove il personaggio Melibeo è controparte dell’autore e descritto come un pastore arcade «anarchico» che nutre il suo pascolo «di pane e ghiottonerie ... di champagne e di cognac: e le pecore e le capre seppero belare con altre modulazioni maliziose ed ironiche, ben meritando [...] di venir chiamate animali di decadenza e mostri simbolisti» (p. [7]). All’antiporta, fuori testo, il disegno del ritratto di Gian Pietro Lucini scolpito nel marmo da Achille Alberti, con didascalia: «Autentica, se non miracolosa, effigie del Mistagogo - Melibeo». Cammarota, Futurismo, 287.6
9620Bibliothèque Internationale d'Editions E. Sansot & Cie. 1908. In-8° broché. 201 pages. E.O. sans mention (pas de grand papier). Bel envoi autographe de F. T. Marinetti au poète occitan Touny-Lérys ; selon une fréquente habitude, Marinetti a inscrit sur la page en regard son adresse à Milan.
In 16, pp. (10) + 192 + (62). Dedica aut. dell'a. al futurista siciliano Manzella Frontini: Al caro e grande futurista Manzella Frontini. Terza edizione della prima opera di Marinetti, pubblicata nel 1902. Poema marino, grande allegoria imaginifica.
Milano, Edizioni Futuriste di Poesia, 1911. In 8vo quadrato (cm. 19,5); copertina originale; pp. 100, (8). PRIMA edizione italiana. Axs
Prima (?) edizione in lingua spagnola. Dorso lievemente scurito e con qualche minuto difetto; ma nel complesso un ottimo esemplare. Misteriosa edizione uscita senza nome di editore, né stampatore, né tantomeno data. Viene indicata dai bibliografi come la prima, seguita a stretto giro da una ristampa in un’analoga «Nueva Colleccion Afrodita», entrambe precedenti la poco meno misteriosa edizione Tor. L’ultima Salaris denuncia l’impossibilità di stabilire una data precisa (non sembra trovare riscontri il «[1926]» indicato in Cammarota), ma colloca comunque l’edizione «sulla scia dell’interesse suscitato» dalla prima visita di Marinetti in Argentina (maggio-giugno 1926). A un controllo cursorio, la traduzione in tutte e tre le edizioni sembra essere la medesima, che nel libro edito da Tor è attribuita a «Julio S. Giménez». Salaris, Futurismi nel mondo, p. 25 (ill.) e 28; Cammarota, Marinetti, 118
Prima edizione così. Ottimo esemplare, molto fresco e pulito. Pubblicato in italiano sull’«Italia futurista» 2:21 (8 luglio 1917), il manifesto conobbe questo rilancio in francese subito dopo la guerra; in calce al manifesto l’avviso pubblicitario che invita i futuristi ad abbonarsi alla «Testa di ferro» — da cui la datazione. «L’indirizzo della sede [della «Testa di ferro»] non è quello originario di Fiume ma quello nuovo di Milano dove la testata era stata trasferita proprio a partire dall’agosto del 1920» (Tonini). Tonini, I manifesti, 106.3
Prima edizione. CON DEDICA Esemplare con lievi restauri al dorso e un piccola macchia in copertina ma in complessive buone condizioni e pregiato da dedica autografa dell’autore. Proveniente dalla collezione Giampiero Mughini. L’indicazione di edizione in copertina e frontespizio è fittizia, a scopo promozionale. Raccolta di poesie in francese, ripubblicate con varianti rispetto alla loro prima comparsa in rivista. «[...] raccolta poetica che conclude il periodo simbolista dell’attività di Marinetti e può essere allo stesso tempo considerata, per le sue caratteristiche sia contenutistico-tematiche che linguistico-formali, il suo primo libro futurista» (D’Ambrosio, Nuove verità crudeli, p. 43). Cammarota, Marinetti, 17
Documento autografo originale. In ottime condizioni di conservazione, busta con alcune parti rimosse (senza perdite di testo). Lettera di pugno di Decio Cinti, il segretario personale di Marinetti dagli anni di «Poesia» fino alla prima guerra mondiale; firmata in autografo per esteso «F. T. Marinetti». Scusandosi lungamente e con grande cortesia Marinetti respinge il copione del dramma storico-filosofico «Il Messia» che il professor Candido Berti (Casale Monferrato 1848-1919) proponeva per le edizioni di «Poesia». Marinetti invia copia de «La conquête des Etoiles», la sua opera prima, e si propone di pubblicare un estratto lirico del dramma sulla rivista «Poesia». «Il Messia» di Candido Berti, direttore della R. Scuola normale maschile “G. Lanza” di Casale, sarebbe rimasto inedito alla sua morte a settantun anni nel 1919, come si apprende dal necrologio apparso su «I diritti della scuola», annata 1919 pagina 352.
Prima edizione, seconda tiratura. Ottimo esemplare. Rara seconda stampa del «Manifesto dei Drammaturghi futuristi», poi noto con il titolo «La voluttà d’esser fischiati» e mai più ripubblicato in questo formato. Questa tiratura non è registrata nelle bibliografie, nemmeno nelle più aggiornate. Il manifesto fu pubblicato in una prima stampa con data 11 ottobre 1910, andando a sovrapporsi erroneamente alla data del «Manifesto dei musicisti futuristi» e presto ritirata dalla diffusione. Il testo venne poi riprodotto in «Nuovo Teatro» n. 5-6, a cavallo del 1910-11, con il titolo «Conclusioni futuriste sul teatro», e ripubblicato nel presente volantino con data 11 gennaio 1911. Seguì infine, tra aprile e maggio, una terza tiratura, in tutto analoga alla seconda eccetto per il piè dell’ultima pagina, dove la sottoscrizione editoriale legge «Dalla Redazione di “Poesia”» (seconda stampa) e solo «Redazione di “Poesia”» (terza stampa). Nella lista dei «Poeti futuristi» in calce all’ultima pagina, in questa seconda stampa è presente il nome di Federico De Maria. Manca a Tonini, I manifesti del futurismo italiano
Prima edizione così. Ottimo esemplare, fresco pulito e generalmente intatto anche alla copertina (ininfluente parziale separazione alla giuntura dei due piatti sul dorso): rarissimo in queste condizioni. Elegante timbretto «Editore Luigi Zannoni | Faenza» al frontespizio. «...sentimmo a un tratto la Luna carnale, la Luna dalle belle coscie calde, abbandonarsi languidamente sulle nostre schiene affrante. Su udì gridare nella solitudine aerea degli altipiani: — Uccidiamo il chiaro di luna!» -- Prima apparizione di questo titolo in italiano. Questo lungo manifesto/proclama fu il secondo mai elaborato dal Marinetti futurista, subito a seguire il manifesto di fondazione. Fu concepito nell’estate del 1909 e pubblicato in una placchetta diffusa via posta nel settembre 2019, con un bellicoso titolo in copertina: «La Rassegna internazionale “Poesia” pubblica questo proclama in reazione agli insulti con cui la vecchia Europa ha gratificato il Futurismo trionfante». Si trattava, come si evince da questo strillo, di un bilancio della ricezione del futurismo, soprattutto in Francia, che fu estremamente negativa, ai limiti del dileggio conclamato. Marinetti reagiva alzando la posta con un nuovo proclama estremamente lirico e provocatorio, che era anche un modo per delineare un primo nucleo di futuristi a cui il poeta si rivolge in apertura: «Olà! Grandi poeti incendiari, fratelli miei futuristi!...». Nel settembre 1909 l’elenco era ridotto a Buzzi, De Maria, Cavacchioli, Govoni e Altomare; qui si contano diciassette nomi (con Lucini al posto di De Maria). -- Il proclama fu subito tradotto in francese come «Tuons le claire de lune!» nell’ultimo numero di «Poesia», diffuso a fine 1909. Venne quindi ripubblicato solo nel 1911 con quel titolo voltato in italiano, a ridosso «della rissa con i vociani del 22 giugno 1911» (Tonini). Cammarota, Marinetti, 29; Tonini, I manifesti, 3.5
Prima edizione italiana. Ottimo esemplare nel rarissimo «1° migliaio», fresco e pulito internamente, con minimi segni del tempo alla copertina (particolarmente alla testa del dorso, con una lacerazione riparata senza perdite e l’usuale scoloritura). Libro molto iconico per via della sua copertina rosso fiammante, abbinata al titolo spaccone e cubitale «Distruzione» e al formato quadrotto “a mattonella” o piastrella. Fu proprio recensendo questo volume sul «Mercure de France» (22/331, 1° aprile 1911) che Ricciotto Canudo coniò la memorabile sentenza che racchiude il senso dell’editoria marinettiana 1910-1912: «Les couvertures des “éditions futuristes” sont rouges, comme celles des brochures révolutionnaires. C’est un symbole et une indication. L’esprit et la forme des poèmes qui composent les livres futuristes répondent à l’appel violent des couvertures. Chaque volume qui sort des presses “futuristes” est un cri de révolte et un appel à la liberation». -- Traduzione di Decio Cinti del poemetto «Destruction», apparso in originale a Parigi nel 1904. Con paginazione autonoma, in fine, la cronaca del processo a «Mafarka il futurista» — molto importante per la storia del futurismo — «col discorso di F.T. Marinetti | la perizia di Luigi Capuana e le arringhe dell’on. Salvatore Barzilai, di Innocenzo Cappa e dell’Avv. Cesare Sarfatti». Cammarota, Marinetti, 28; Salaris, Marinetti editore, pp. 106 nota 34 e 118
Prima edizione illustrata. Ottimo esemplare (minime sfrangiature marginali). Importante edizione illustrata del manifesto della fotografia, pubblicato con data in calce 11 aprile 1930. Il manifesto è stampato su tre colonne alla prima pagina; seguono tre pagine di “Il Futurismo giudicato in Italia e all’estero”. Sei fotografie di Tato ornano il testo: Pastore e somaro (camuffamento di oggetti), Ritratto dinamico di F.T. Marinetti, Ritratto meccanico di Remo Chiti, Ritratto letterario di Mario Carli, La ballerina (camuffamento di oggetti), Il perfe[tt]o borghese (camuffamento di oggetti).
Edizione originale. Leggeri segni di piegatura in quattro parti; ma un ottimo esemplare, impresso su bella carta bianca. Non comune. Si tratta dell’ultimo volantino/manifesto stampato dalla Poligrafia italiana, che fallisce a fine anno; e del secondo volantino/manifesto edito dalla sigla formale «Direction du Mouvement futuriste» (il primo è «Guerra, sola igiene del mondo»). Testo a fronte francese-italiano su due colonne. In calce al testo, a p. [4], compare (anche in francese) l'avviso: «Mentre il poeta Marinetti assiste alla conquista della Tripolitania, fase politica del movimento futurista, i Pittori futuristi preparano la loro grande Esposizione a Parigi (Galerie Bernheim-Jeune, dal 5 al 24 febbraio 1912)». Di qui anche l’ipotesi di datazione, confermata dalla ricezione del volantino sul giornale napoletano «Don Marzio» di fine dicembre 1911. Tonini, I manifesti, 401; D’Ambrosio, Nuove verità crudeli, p. 359 e 381-s; Versari, The Letterhead (in: Futurism: a Microhistory, 2018)
Edizione originale. Più che buon esemplare (alcune fioriture). Una delle rarissime cartoline pubblicate negli anni del primo conflitto mondiale, prima della famosa busta con le «10 Liriche d’amore» (Milano 1919). Salaris, Futurismo postale, p. 136-138, n. 2; Scudiero, Futurismi postali, p. 57 n. 95
Edizione originale. Esemplare in ottimo stato. Opera prima, tirata in soli 500 esemplari, molto rara. Raccolta di componimenti nel solco del simbolismo liberty. -- «Conservo ancora gelosamente l’esemplare degli “Epicedi” regalatomi dal compagno di studi Carlo Ernesto Meriano [...]: pagine grandi, ariose, d’altri tempi; caratteri desueti, copertina illustrata da tratti e figure alla De Karolis, così legati a un’epoca a me totalmente estranea, sconosciuta. [...] gli “Epicedi” segnano la fine di una stagione, la liquidazione mai del tutto compiuta di una sofferta tradizione crepuscolare» (Giorgio Luti, introduzione a Arte e vita, 1982, p. 5). Cammarota, Futurismo, 323.1
Prima edizione. CON DEDICA Esemplare in ottimo stato, proveniente dalla collezione futurista di Giampiero Mughini. Pregiato da bella dedica autografa dell’autore «A Raffaele Conte [...] per la sua opera di scienziato e di divulgatore». Il saggio amplia e rielabora una serie di sei articoli apparsi sulla rivista «Sant’Elia» di Mino Somenzi dal 15 marzo (n. 63) al 1° luglio 1934. «[...] si tratta di una declinazione futurista delle teorie evoluzionistiche in cui, a partire da premesse di carattere scientifico mescolate a una visione sostanzialmente religiosa e spiritualistica, i concetti di dinamismo e soprattutto di velocità diventano i motori principali delle trasformazioni delle specie, umana compresa, sia dal punto di vista fisico che morale [...] viene da pensare ad alcune delle più innovative architetture del primo Novecento, ad esempio quelle di Pier Luigi Nervi [... L]a figura di Ruggiero Micheloni, eroe, soldato e ardito, futurista e ingegnere, bastian contrario ed eclettico, potrebbe far luce sul futurismo degli ingegneri di cui ancora si sa poco. [...] In qualche modo fornisce una chiave di lettura dell’intimo immaginario ingegneristico, alla luce del quale troverebbero una spiegazione le irriverenze nei confronti della scienza delle costruzioni, ma anche, e soprattutto, le passioni aeronautiche e meccaniche che nell’opera architettonica si traducono, in forme non necessariamente solo ragionevoli, negli sbalzi audaci, negli elicodi vorticosi, nelle curve isostatiche, nelle torri slanciate, negli alberghi galleggianti, nelle case girevoli e nelle strutture reticolari carenate d’alluminio.» (Lensi) L’autore, di origine veronese, un passato da ardito, scuola di ingegneria bolognese, visse dal 1923 per parecchi anni stabilmente in Sardegna, prima a Sassari poi a Cagliari. È tra i firmatari del manifesto di lancio di «Mediterraneo futurista», l’articolo «Sprezzo del pericolo e gusto dell’eroismo» uscito sul primo numero il 27 marzo 1938. Cammarota, Futurismo, 352.2; Diz. Fut., p. 737a; Lensi, Ruggero Micheloni: la ‘Dimostrazione scientifica del futurismo’ e altri scritti (in: Il Manifesto dell'architettura futurista di Sant'Elia e la sua eredità, Mantova 2014, pp. 127-ss)
Documento originale. Condizioni perfette, proveniente intonsa dall’archivio privato del futurista e amico di Munari architetto Ivanohe Gambini. Non censita nei repertori consultati, ma si veda un disegno del 1935 nello stesso stile («Ritratto di Tullio D’Albisola») in Tanchis, Bruno Munari (1986), p. 19. Disegno firmato in lastra sul lato sinistro in basso: «MUNARI».