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Seconda edizione con testo italiano. Ottimo esemplare. Segue la prima di Milano: Direzione...., 1919 (pubblicata sia in italiano che in francese). Reca l’indicazione “ristampa” a lato della data al piede del verso. Da collocarsi a partire dalla fine del ‘24, anno del trasferimento di Marinetti e della direzione del Movimento futurista a Roma, piazza Adriana, e pubblicato facilmente a traino del nuovo La flora futurista (nov.’24). Ne esiste anche un’edizione del 1929 con le insegne della Centrale di Piacenza, omaggio di Bot ad Azari. Raro. Tonini I manifesti, 126.3 (che non registra la prima edizione italiana Milano 1919, e data il presente manifesto al 1926)
Edizione originale. Ottimo esemplare (restauro di rinforzo alla cerniera e al sottilissimo dorso muto, eseguito in maniera professionale). Rarissimo estratto «dal “Carme di Vittorio Emanuele” parte dell’opera inedita “Carmen Sæculare”», dedicato «All’amico Avv. Antonio Vismara che celebrando nozze fa atto di poesia || Milano 23 Dicembre 1903». Assieme al «Carme di Re Umberto» (Treves 1901) e al «Il Carme di Napoleone Bonaparte» (P. Agnelli 1901), questo opuscolo è una delle minute testimonianze a stampa del progetto noto come «Carmen sæculare» che Buzzi andò elaborando dalla fine dell’800 per consegnarlo alle stampe solo nel 1919-20 come «Poema di Garibaldi» e «Carmi degli Augusti e dei Consolari» («La Notte di Roma» fu qui ripubblicata con varianti alle pp. 121-finis del «Notturno di Re Vittorio Emanuele il Grande»). Rampazzo, «Paolo Buzzi tra Gabriele D’Annunzio e Giuseppe Garibaldi» (Riv. Lett. Ital. XXVII,3, 2009), p. 206 nota 9
Prima edizione. Esemplare con mancanze restaurate alla copertina (particolarmente al dorso) e alle prime tre carte, per il resto in buone condizioni. Proveniente dalla collezione futurista di Giampiero Mughini. Rara raccolta di racconti, prose brevi o aforistiche, e alcune poesie. Si tratta della prima opera letteraria dell’autore. Molto bella la copertina disegnata dal fratello Arnaldo Ginna. Cammarota, Futurismo, 124.8
Mm 230x300 Tutto il pubblicato. Sei volumi in nove tomi rilegati in tela con sovraccoperta editoriale, custodia originale muta, oltre 5500 pagine profusamente illustrate in nero e a colori lungo l'intero testo. Opera in condizioni di nuovo, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Prima edizione. Ottimo esemplare (leggere bruniture e tracce di sporco alla sovracoperta; piccola piega alla teste del margine esterno delle carte e dei piatti). Timbro «L. 1599» al risvolto della sovracoperta e traccia d’inchiostro in sua corrispondenza all’ultima carta). Testi e incisioni di Farfa. Introduzione di Paolo Martinotti. Un ritratto fotografico applicato, 12 incisioni dell’autore in bianco e nero.
Edizione originale. CON DEDICA Straordinaria copia d’associazione: l’esemplare di Remo Chiti, compagno di battaglie futuriste entro la compagine della cosiddetta “pattuglia azzurra” dei futuristi fiorentini animatori dell’«Italia futurista» (1916-1918), pregiato dalla dedica autografa dell’autore vergata in seconda di copertina: «A Remo Chiti con tanta amicizia | Arnaldo Ginna | Roma 3 Maggio 1933 - XI°-». Brossura e pagine leggermente e uniformemente brunite, come normale: un esemplare in più che buone condizioni di conservazione, quasi ottimo. «Il saggio di Ginna costituiva l’emblema della temperie in cui erano venuti a trovarsi i futuristi negli anni del fascismo maturo, tra incomprensioni, frustrazioni e speranze illusorie. La tesi portata avanti era quella della difesa dell’anima “di sinistra” del fascismo, di cui i futuristi si sentivano i principali interpreti […]. Ginna scriveva: “Purtroppo il concetto di reazione come base essenziale della rivoluzione fascista è quello più accreditato, è quello accettato dalla maggioranza dei gregari, i quali, figli di un movimento spirituale eminentemente innovatore e teso verso un ideale posto infinitamente lontano nell’avvenire, non ne vedono, di giorno in giorno, che le manifestazioni puramente materiali.” L’autore, schierandosi apertamente “contro i principi guerrafondai”, descriveva il movimento marinettiano come una grande corrente non solo artistica ma di pensiero, che rispondeva all’evoluzione stessa della psicologia delle masse. […] Il testo venne pubblicato anche a puntate su “Futurismo” di Mino Somenzi […] la prima puntata sul numero II/37 (21 maggio 1933), preceduta da questa nota: “-L’uomo futuro- di Arnaldo Ginna continua ad avere un successo ascendente, tanto da essere giù esaurita la prima edizione mentre si sta preparando una seconda italiana e una prima edizione in lingua tedesca.” […] Il testo continuava a puntate sui numeri seguenti: 38-39, 41-44 e 37/48 fino al 6 agosto 1933» (Salaris). Salaris, Marinetti editore, pp. 321-22 e n. 67; Cammarota, Futurismo, 237.9
L’argomento che sottostà al carteggio è molto probabilmente il dramma «La casa alle tre vie» (Vallecchi 1926), seconda e ultima prova teatrale del Mastri (dopo l’ormai lontano «Valdeflores», 1895), meglio noto come poeta dilettante in stile pascoliano: «Mario, mio buon amico, non ho letto e quindi non ho potuto giudicare. / Dopo Fiano sono stato a Roma […] A Roma sono rimasto chiuso in albergo e malato per due settimane […]. Se sapessi cosa vogliono dire certe nevralgie! […]» (18 aprile 1927). -- «Mio buon amico, ho letto. Mi piace. Presento all’amico Bragaglia. L'ultimo atto ha steso i miei nervi come corde di un violino a bischeri [i.e. piroli] incazzati. E chi poteva immaginare che sotto tutta la dolcezza della tua poesia vi fosse un così potente maneggiatore di uomini e di idee! […]» (20 aprile 1927). -- «Mio buon amico, laconica sì, ma entusiasta [la recensione al libretto]. Almeno per mio conto Bragaglia non mi ha ancora risposto Solleciterò. Vuoi scrivergli anche tu? […]» (16 maggio 1927). -- «Sarei un gesuita di prima grandezza se dessi ascolto alla tua lusinghiera e affettuosa cartolina […]. Attendo risposta da A.G.B. [Anton Giulio Bragaglia]. M’auguro di telegrafarti un Sì […]» (21 maggio 1927). -- Gino Gori è stato attento studioso dell’estetica dell’irrazionale e del grottesco, con particolare riferimento al teatro e a quello di avanguardia: nei suoi numerosi studi si è occupato di Marinetti, futurismo, dell’«Angoscia delle macchine» di Vasari e delle scene innovative di Prampolini, Depero, Balla, Marchi e Volt. Cfr. Diz. Fut., pp. 552b-554a. Qui lo scopriamo vicino al vulcanico Anton Giulio Bragaglia, e non poco seccato invece dalle pressioni del Mastri circa un parere positivo su un’opera che non avrà mai il plauso della critica («Non vi sono dubbi che il M. presenti un temperamento essenzialmente lirico e che [altre] prove [...] come ‘La casa alle Tre vie’ [...] possano considerarsi decisamente fallite», sintetizza Cencetti nella voce «Masetti» del Diz. biogr. degli ital.), e mai sarà presa in considerazione da Bragaglia — né da alcun altro — per una messa in scena (cfr. Cat. gen. Vallecchi 1944, s.v.).
Rara edizione originale. Esemplare molto buono. Stampato in 500 esemplari, in carta pregiata e illustrata dalle belle tavole a colori di Magrini, oltre all’illustrazione di copertina di Bianchi che torna all’interno virata in inchiostro diverso. Raccolta di prose liriche. Cfr. Diz. Fut., p.669c: «Nonostante queste simpatie [futuriste], Luppis non è un futurista, come rivelano, ad esempio, suoi importanti testi poetici quali ‘La ruota’ (1913) o ‘La spira’ (1922), ricchi di echi dannunziani, ma anche del simbolismo laforguiano».
Edizione originale. CON DEDICA Più che buon esemplare impreziosito dalla dedica autografa dell’autore. Secondo e ultimo romanzo di Riccardo Marchi, fratello del più noto Virgilio. «Interessante romanzo avveniristico» (Diz. Fut. p. 431a). Cammarota, Futurismo, 299.2
In-16 p., brossura orig., custodia in mz. tela e astuccio in cartonato mod., pp. (8),192,62. "Terza edizione". (la prima è del 1902, Parigi). Cfr. Falqui, p. 68 per la I ediz. - Salaris “Storia del futurismo”, p. 20: “Il poema epico in versi liberi narra della scalata al cielo da parte di un mare in tempesta; volontà di potenza, aggressività guerriera, titanismo prometeico di derivazione romantica, simbolismo visionario ed orchestrazione wagneriana ne sono i caratteri. Due citazioni, da Dante sui “difettivi sillogismi” e da Poe sull’eloquenza dell’analogia, sottendono sin da questa prima prova una visione dell’arte come culto dell’allucinazione contro il razionalismo positivista”. Ben conservato, con barbe.
In 4, cm 23 x 29, pp. (4). Edizione originale con data 11 ottobre 1913 e indicazione dello stampatore. Contemporaneamente usci' lo stesso manifesto in formato ridotto su carta verde e una versione a cura del gruppo futurista siciliano su carta rossa. Pubblicato in occasione delle elezioni politiche del 26 ottobre e 1 novembre del 1913. Le pagine 2 e 3 sono impaginate come manifesto a doppia pagina. A pagina 4 elenco di 19 manifesti futuristi pubblicati. '...la parola Italia deve dominare sulla parola liberta'. Tutte le liberta' tranne quella di essere vigliacchi, pacifisti...'. Tonini, Manifesti, 66.1.
Prima edizione. Esemplare intonso in ottimo stato. Prefazione di Marinetti. Cammarota, Futurismo, 406.6
Edizione originale. CON DEDICA Esemplare in ottimo stato, lievi bruniture alla brossura, pregiato dalla dedica autografa dell’autore “Al futurista Andreoni”. Raccolta di versi dedicata a Marinetti «maestro ed amico». Cfr. Cammarota, Marinetti, 433.4 (con imprecisioni).
In-8, brossura editoriale, pp. 58; riproduzioni di alcune opere del pittore e scultore futurista. Normali tracce del tempo e aloni alla copertina. Buon esemplare.
In 16, pp. 64 con 1 foto applicata e 6 ill. n. t. a piena p. Intonso. Br. ed. Edizione originale di questa sintesi teatrale che si colloca tra futurismo ed espressionismo. Notevoli sono le composizioni di Prampolini. Fanelli - Godoli, Il futurismo e la grafica, p.105
LEGATURA IN BROSSURA EDITORIALE CON TITOLI A GRANDI CARATTERI NERI, INTERNO CON VARIE PAROLE IN LIBERTA' numero pagine: 52 formato: 20.6X15.6 stato conservazione: DISCRETO, COPERTINA BRUNITA CON PICCOLA MANCANZA DI ANGOLO DI COPERTINA. INTERNO NORMALI INGIALLITURE. DORSO MUTO CON PICCOLE MANCANZE. DUE MINIME ABRASIONI AL PIATTO COPERTINA VICINO AL DORSO edizione: PRIMA
In-8 gr. (mm. 249x177), copertina a punto metallico illustrata in b.n., pp. (8). Plaquette che contiene: 7 riproduzioni in bianco e nero delle opere esposte, oltre alle aeropoesie, composte in diversi caratteri tipografici, di: Forlin, Averini, Fasullo, M.a Goretti, L. Zen, Veronesi, Marcati, Morato e Giglioli. "Edizione originale" del catalogo della Ottava mostra tenuta a Padova dal gruppo Savarè, “movimento letterario artistico futurista iniziato a Monselice dal pittore-scultore Corrado Forlin e dal pittore Italo Fasullo il 12 7 36 XIV (nel nome del glorioso poeta futurista Savarè caduto alla testa dei suoi Ascari nel Tembien) sotto la guida di F.T. Marinetti Sansepolcrista Accademico d’Italia”. Copertina staccata, altrimenti esemplare ben conservato.
Edizione originale. Ottimo esemplare, ex libris alla prima carta. Rarissimo libello autopubblicato; celebra l’«Ala azzurra» in occasione del conferimento della medaglia d’oro all’Arma aeronautica il 1° giugno 1936. Ambrosi pubblica «L’artefice dell’Ala fascista [o: Ritratto fisico-psichico del Duce]», «Bombardamento aereo in A.O.», «Il volo su Vienna», «Madonna di Loreto», «Crociera del Decennale [o: Seconda crociera atlantica]». Solo tre esemplari in Iccu; uno in Oclc (NYPL). Cammarota, Futurismo, 210.1
Edizione originale. Ottimo esemplare. Contiene scritti di Marinetti, Bontempelli, Notari, R. Simoni. Belle riproduzioni fotografiche dell’artista e delle opere. «Catalogo monografico in occasione di una nuova retrospettiva boccioniana, a Milano, supportata dal medesimo testo di Marinetti presente nel catalogo della mostra del 1922 a Roma (Bragaglia); contiene anche un ampio testo di Boccioni e significativi necrologi» (NAF). Cammarota, Marinetti, 104 («Raro»); Nuovi archivi del futurismo I, 1924/1
Prima edizione. Minimi difetti marginali ma bell’esemplare di questo fragile fascicolo. Rarissimo volume 1945 dell’annuario Mondadori, qui diretto da Krimer nella parentesi RSI dell’editore milanese. Raffinati contributi, tra i quali una doppia pagina dedicata in mortem a Marinetti: commovente articolo commemorativo di Daquanno e di spalla l’«Aeropoema degli aviatori giapponesi» (già uscito in Gazzetta del popolo 31 mag. 1944) ornato da una bella tavola non firmata (Bazzi? Krimer?). Doppia pagina listata a lutto anche per Giovanni Gentile, con pubblicazione di una sua lettera inedita; lungo articolo di F. Ercole su documenti dal Vittoriale di D’Annunzio; il racconto «Scandalo d’infanzia» di Comisso; tre poesie inedite di De Pisis da un progettato poema «Gli Angeli», poi inedito; «Destino dell’architettura» di Agnoldomenico Pica, con diversi progetti razionalisti; «L’anno mille» di Telesio Interlandi; «Appunti per una canzone d’Africa» di Krimer; e numerosi altri interventi.
Edizione originale. Esemplare nella rara variante in inchiostro blu, in condizioni più che buone (quasi ottime), con sfrangiature e piccole perdite marginali che non toccano il testo. Poster réclame di grande impatto visivo per l’evento del primo film ufficiale del movimento futurista: «Si tratta senza dubbio del reperto di cinema futurista più iconico e impressionante dal punto di vista grafico: un poster di cm 64 x 44 a stampa cubitale solo recto, con grafica di grande impatto e modernità. Il poster è noto in due tirature pressoché identiche ma una stampata interamente in vivace inchiostro sanguigna, l’altra in inchiostro blu elettrico» (Coronelli). -- Elementi stilistici e contenutistici hanno portato recentemente a metter in dubbio la datazione al 1916, usualmente attestata nei cataloghi antiquari e nel repertorio dedicato da Paolo Tonini ai «Manifesti del futurismo italiano», oppure la versione leggermente diversa attestata da Giovanni Lista nel suo libro sul «Cinema futurista» del 2010 («manifesto per una tournée del film “Vita futurista” progettata all’inizio del 1917»): «Le caratteristiche tecniche del reperto ben si combinano con una collocazione primonovecentesca: carta satinata — molto usata, quindi completamente caduta in disuso nel corso del secondo Novecento — e stampa tipografica a caratteri di legno. L’aspetto grafico porterebbe a escludere gli anni Dieci, collocando piuttosto il documento nella decade intermedia 1925- 1935 – senza scartare aprioristicamente l’eventualità che il poster possa essere ricondotto a un progetto-revival del dopoguerra» (Coronelli). -- «“Vita futurista”, lungo 900 metri, con la partecipazione di Marinetti, Corra, Settimelli, Chiti, Balla, Nerino, Nannetti, Venna, Spina. [...] il film conteneva diverse trovate dell’arte d’avanguardia: una sequenza di “cinema diretto”, l’ingrandimento e il distanziamento degli oggetti, alcune immagini astratte di ombre e linee in movimento, il ricorso agli specchi deformanti, ecc. [...] per il loro film, i futuristi adottarono il modello della scena del varietà, con i suoi numeri ritmicamente concatenati nella più assoluta eterogeneità di forma e contenuto. [...] si trattava della stessa scelta che alimentava la rivoluzione teatrale futurista con le “sintesi”, le “sorprese” e le improvvisazioni sceniche. [...] in modo generale, il film rifletteva così il connubio dei futuristi con il mondo del teatro di varietà (Petrolini, Spadaro) e del cinema comico popolare (Polidor, Ridolini) […]» (Diz. Fut., p. 272a-b). Tonini, I manifesti del futurismo italiano, n. 103.2; Lista, Il Cinema futurista (2010), illustrazione dopo p. 64; Coronelli, Reperti cartacei del cinema futurista sul mercato antiquario: il poster “Primo film futurista” (Convegno internazionale nei cento anni del Manifesto della cinematografia futurista, Bologna 2015: 157-167)
Manifesto originale. Ottime condizioni. Atto fondativo del Movimento internazionale d’arte e cultura «L’Oceanica», che darà poi luogo all’omonimo quindicinale (breve ed esplosiva esperienza dell’inizio del 1921) — cui più strettamente il volantino stampato in rosso prelude. Prepotente e raffinato appello anti-borghese, anti-mercantilistico e anti-scientista in favore del recupero di un «sentimento oceanico della nostra umanità», passioni forti e senso dell’infinito, della tragedia della vita e della morte, del fatalismo e di una religiosità ‘umana’, primitivismo (parole chiave, non ben comprensibili ma piuttosto evocative, sono: unità vs. sgretolamento, generale vs. particolare, grandioso vs. utile etc.). Strutturato come un manifesto futurista, se ne discosta per l’impostazione (tipo)grafica che ai titoloni oppone un’intestazione più che dimessa, in corpo piccolo pari a quello del testo e tutto minuscolo. In ultima pagina un breve testo in francese «Nous disons aux etrangers» — dove si rivendica l’italianità di oggi contro quella del passato, si rifiuta il modello Parigi così come quello di Berlino e si lancia l’Ocanismo con copyright italiano contro le possibili imitazioni europee — e l’appello per le adesioni. Insieme un volantino sottomisura (cm 17 x 24,8) stampato solo recto in rosso, dall’incipit «FINITELA, BUFFONI!».
I due numeri del quindicinale illustrato della «Gazzetta dello sport» ospitano interessanti interventi del capo del Movimento futurista italiano: nel fascicolo III,13, dedicato ai volontari ciclisti automobilisti, Marinetti è presente in una pagina belligerante con fotografia a fucile spianato e testo il cui contenuto è perfettamente riassumibile nella formula «Guerra sola igiene del mondo e meraviglioso sport sintetico. / F.T. Marinetti / volontario ciclista»; a p. [345] altra rara fotografia dei futuristi in divisa (Boccioni, Piatti, Marinetti, Sironi, Sant’Elia); segnaliamo anche una bella doppia pagina con «La linea completa del nostro fronte dallo Stelvio al mare». Cfr. Sansone, I futuristi del battaglione lombardo, primo risvolto e p. 45. — Il fascicolo IV,4 pubblica due rare fotografie dei «Futuristi volontari al fronte» (Marinetti, Sant’Elia, Russolo, Boccioni, Sironi) seguite da un testo di Marinetti che ‘sproloquia’ circa la battaglia di Dosso Casina («I nuovi raccoglitori di bossoli e schegge micidiali facevano finalmente dimenticare gli stupidissimi e sentimentali raccoglitori di edelweiss»); segnaliamo anche la bella foto a piena pagina di D’Annunzio e il cap. Bertramo appena scesi dal biplano Farman dopo un volo di ricognizione su Trieste.
Prima edizione. Più che buon esemplare (marginali e poco influenti segni del tempo). Rarissimo estratto dalla rivista portoghese «O Oriente», pubblica la recensione di Nascimento Mendoza al «Roi bombance» di Marinetti, seguita da un bel fotoritratto dall’autore opera di Paul Souza: una stampa fotografica originale ai sali d’argento è direttamente applicata in terza pagina. Raffinata impaginazione Liberty. Curiosa l’insistenza di Mendoza sul «festim futuro», ribadito anche in grassetto a p. [2], e sul «revolucionario» protagonista della piéce, elementi che prefigurano decisamente la rivoluzione futurista in preparazione per il principio dell’anno seguente. Salaris, Filippo Tommaso Marinetti (Firenze 1988), p. 71 n. 59
Edizione originale. Esemplare ben conservato. Ultimo fascicolo pubblicato, senza numerazione e con la dicitura di «numero straordinario», del periodico «Il Montello» (giornale di guerra edito per soli 4 numeri più questo speciale nell’autunno del 1918). Nell’occasione cambia il sottotitolo (da «Quindicinale dei soldati del medio Piave»), tipografia e luogo di stampa, formato (più piccolo) e contenuti: non più coloratissimi disegni e parole in libertà, ma poesie, brevi prose e slogan militareschi («La vita del fante», «La casa del fante», «Il saluto militare» etc.) e tradizionali illustrazioni b.n. della vita in trincea. Raro.