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Edizione originale. Più che buon esemplare, con alcune lacerazioni marginali senza perdite, che interessano entrambe le carte, e qualche sparso segno del tempo in copertina. Rarissima edizione stampata in pochi esemplari — «tiratura di 100 copie» per Cammarota — in occasione delle onoranze nazionali a Marinetti. Dedicatoria in testa alla copertina «A Benedetta autrice di “Forze Umane” omaggio futurista». Tra i pochi spartiti che Mix ebbe modo di pubblicare in vita — e che rappresentano i vertici sperimentali toccati dalla musica futurista — questo è il più rappresentativo, costituendo anche imprescindibile tassello di «marinettiana». Da una nota interna si apprende che la serie dei «profili sintetici musicali» fu «eseguita dall’autore nelle principali città d’Italia nella tournée del Nuovo Teatro Futurista (gennaio 1924)». Cammarota, Futurismo, 328.6
Edizione originale. CON DEDICA Eccezionale esemplare dalla collezione futurista di Giampiero Mughini, in condizioni vicine al nuovo, pregiato da una lunga dedica autografa dell’autore datata «...Capodanno 1946 in Roma libera». Ancor più raro in queste condizioni. Libro parolibero estremamente raro, pregiato da una bellissima copertina “pulp” interamente disegnata a due colori e composto in maniera interamente futurista dove al sommario è sostituito un «Disottenebratore per i meno abbienti», preceduto da una spiritosa «Quasi prefazione», e seguito da «187 più uno» componimenti numerati, versoliberi e paroliberi con anche notevoli sperimentazioni tipografiche. Degno di nota anche il layout interno, molto moderno. La comunità italiana in Tripolitania poteva contare su una solida base di futuristi, tra i quali Ignazio Drago, che realizzarono alcune notevoli sortite sia in campo editoriale che a livello di esposizioni d’arte (aeropittura) ed eventi legati alla cucina futurista. Cammarota, Futurismo, n. 379.3; Echaurren, Futurcollezionismo, pp. 200-203; Diz. Fut. p. 900c
Edizione originale. Ottimo esemplare (contenute normali lacerazioni a testa e piede del sottile dorso). Raro reperto del compositore italo-egiziano, le cui marce furono usate per musicare i balli plastici di Depero.Numero editoriale 1391. L’edizione raccoglie la «Marcia funebre per un uccellino», la «Marcia nuziale per un coccodrillo» e la «Marcia militare per le formiche». Lo spartito è datato in fine «dicembre 1920». -- «La compagnia di Van Doesburg, molto interessata alla musica d’avanguardia italiana, restò poi in contatto con Rieti e accolse con entusiasmo la partitura delle ‘Tre marcie’ che il compositore le inviò da Roma. Il 23 settembre 1922, nel corso di una serata dada organizzata da Tzara all’Hotel Furstenhof di Wiemar, in occasione del congresso d’artisti d’avanguardi, Nelly eseguì così al piano le ‘Tre marcie’ di Rieti davanti a un gruppo di dadaisti e costruttivisti, di cui faceva parte anche il futurista Vasari, riportando un grande successo» (Lista). Cammarota, Futurismo, 399.1; Lista, Dada in italia, p. 125
Edizione originale. Eccellente esemplare. Bellissimo catalogo della mostra organizzata da Bruno G. Sanzin nella prima metà dell’aprile 1932 all'Esposizione permanente del Sindacato delle Belle Arti. Celebre la copertina con tre fori circolari a dimensione scalare, praticati lungo la diagonale del piatto anteriore. Introduzione del curatore segue il «Manifesto della fotografia futurista» (Marinetti e Tato) stampato su doppia pagina nello stesso stile grafico in cui — contemporaneamente, si presume — viene diffuso anche in velina leggerissima sciolta. Partecipano: Bertieri, Boccardi, Arturo Bragaglia, Demaninis, Farfa, Gramaglia, Fosco Maraini, Parisio, Pirrone, Pocarini, Tato, Wanda Wuz. Importante sezione di «ceramiche futuriste», con lavori di Mario Anselmo, Tullio D’Albisola, Farfa e Alf Gaudenzi, tutti prodotti dalla fornace di Mazzotti. Dieci riproduzioni di opere: Tato (Ritratto dinamico di F.T. Marinetti; Pastore e somarello), Parisio (Anno X a Napoli), Demaninis (Sintesi area di Trieste; Ritratto di B.G. Sanzin), A. Bragaglia (Fumatore), Guarneri (Madonna con bambino), Boccardi (Pane quotidiano), D’Albisola (Ritratto di bimba quindicenne). Oltre alle illustrazioni, alcune belle pagine di réclame disegnate tra gli altri da Marcello Claris. Nuovi archivi del futurismo, I, 1932/7; Scudiero - Rebeschini, Il futurismo veneto, p. 28; Lista, Futurismo e fotografia, p. 283; Salaris, Storia del futurismo, p. 213
Stampa fotografica vintage. CON DEDICA Lunga didascalia autografa firmata dell’artista recto: rarissima firmata dall’artista. Segno di doppia piega all’angolo basso di sinistra, per il resto in ottime condizioni. Proveniente dall’archivio del futurista B.G. Sanzin. Bello scatto della sala, nel formato grande, particolarmente raro. La sala quarta alla Mostra della Rivoluzione fascista «dedicata all’Agricoltura, ai Trasporti marittimi ed aerei, ai Trasporti terrestri, alla Navigazione interna, ecc., è stata ideata e realizzata dal pittore Gerardo Dottori, che ha cercato di inquadrare i dati statistici in una rappresentazione sintetica decorativa [...]. Per ciò che riguarda il concetto architettonico della Sala, l’artista si è preoccupato, date le limitate dimensioni, di non invaderla troppo di volumi, che ha cercato di ottenere, più che con rilievi, con giochi di chiaroscuro e aerando l’ambiente mediante un sereno ricorrere di colori sulle pareti» (dalla scheda relativa nel catalogo della mostra, che riproduce il presente scatto a pagina 250). Mostra della Rivoluzione fascista: guida storica (Roma 1933), p. 250 (riprodotto in NAF I, 1932/20, p. 498)
Edizione originale. CON DEDICA Esemplare n. 197/500, in più che buone condizioni, dalla collezione futurista di Giampiero Mughini, pregiato da lunga dedica autografa dell’autore alla prima carta: «II copia per Lavagna Don nonché al traduttore nordamericano cioè Newyorkese vero? FARFA» (tracce di sporco tipografico in copertina, normale brunitura delle carte interne). Rara edizione tirata in sole 500 copie numerate: si contano cinque esemplari nel censimento ICCU, cui OCLC aggiunge altre due copie negli Stati Uniti, al MoMa e alla Beinecke Library di Yale. Raffinato libro d’artista composto graficamente da Giovanni Acquaviva e ornato da una bella composizione testuale di Farfa in copertina: il testo è stampato in color sanguigna al solo fronte delle pagine, con i versi separati da una spaziatura verticale amplissima (da un minimo di 4 a un massimo di 12 per pagina) e la raffigurazione stilizzata di una palma sintetica futurista che ricorre come ornamento sfalsato su apposite pagine vuote. Contiene il poemetto di Farfa, una delle sue opere più importanti dopo la raccolta-opera omnia «Miliardario della fantasia» (1931), che gli valse il premio di «poeta-record nazionale». Con il «Poema» Farfa concorse al Premio Pallanza, poi vinto da Renzo Pezzani, ma alla cerimonia di assegnazione fu Farfa il vero mattatore della serata, riuscendo a conquistare l’intera platea, assolutamente passatista, grazie alla geniale teatralità e potenza della propria declamazione, al punto da spingere più d’un membro della commissione a chiedere la revisione del verdetto o almeno l’assegnazione ex aequo (si veda G. Farris, Per un epistolario Farfa-Acquaviva, in «Resine» 119-121: Noi miliardari della fantasia, I-III trimestre 2009, pp. 187-236). Il volume reca una dedica a stampa in epigrafe «A Giovanni Acquaviva | ad Angelo Barile | con me | cercatori di poesia». Cammarota, Futurismo, 195.4; Fanelli e Godoli, Il futurismo e la grafica, p. 20 img 12
Edizione originale. CON DEDICA Ottimo esemplare pregiato da invio autografo dell’autore vergato in bella calligrafia all’occhietto: «A Monsieur Marcel Clariè | hommage de F.T Marinetti». Rara opera prima. Poema in diciannove canti. Ebbe una seconda edizione due anni dopo (1904 non reperita) e una terza nel 1909, per i tipi di Sansot. Cammarota, Marinetti, 3
Stampa fotografica vintage. CON DEDICA Lunga iscrizione autografa dell’artista verso, che contestualizza la sua opera. Data da timbro blu verso. Didascalia a stampa del fotografo recto. Timbro del fotografo verso. In ottime condizioni; proveniente dall’archivio del futurista B.G. Sanzin. Rara fotografia originale in formato grande.
Stampa fotografica vintage. CON DEDICA lunga iscrizione autografa dell’artista verso, che approfondisce il senso dell’opera e aggiunge «Sarei lieto di vedere riprodotto questo particolare in qualche rivista, che può curare la perfetta riproduzione». Data da timbro blu verso. Didascalia a stampa del fotografo recto. Timbro del fotografo verso. In ottime condizioni; proveniente dall’archivio del futurista B.G. Sanzin. Rara fotografia originale in formato grande.
Edizione originale. Esemplare in ottime condizioni. Proveniente dalla collezione Giampiero Mughini. Rarissimo opuscolo promozionale dello spettacolo «La veglia dei lestofanti», interamente curato nel layout da Paladini, e impreziosito da otto notevolissimi disegni delle scene dell’architetto Antonio Valente. Prima messinscena italiana dell’«Opera da tre soldi [Die Dreigroschenoper]» di Brecht e Weill, nella traduzione di Alberto Spaini e Corrado Alvaro, musica di Adolfo Del Vecchio, scene di Valente, costumi di Anita Pittoni e naturalmente regia di Bragaglia. Bella fotografia del Bragaglia a piena pagina, foto e approfondimenti sulla prima donna Emilia Vidali, foto degli altri attori (Arturo Falconi, Camillo Pilotto, Lidia Simoneschi, Sara Guarnieri, Juliane Begagli, Hisa Harl e Adele Carlucci) e anche del maestro Del Vecchio. Una sola copia in Iccu (Padova), assente dai repertori consultati.
Manoscritto autografo firmato. Eccellente esemplare (normali segni della piegatura in quattro parti). Bellissimo messaggio manoscritto parolibero con una vera e propria copertina dove è vergato cubitale il messaggio di cui al titolo, con «TUTTI COLOOORIII» che è composto in diagonale con lettere ciascuna di un diverso colore pastello. In seconda pagina il messaggio continua «INFISCHIARSENE | DOGMI | SCRIVERE | TUTTO DI TUTTO | IN TUTTI I MODI — DIFFICILI FACILI — FACILI DIFFICILI | Ciao | Paolo Buzzi». La mano ricorda da vicino quella che si vede nella tavola parolibera del depliant «Parole in libertà consonanti vocali numeri», diffuso al principio del 1915.
Torino, Unione Tipografico Editrice Torinese, 1931. In-4to (cm. 32,5 x 24), legatura originale in tela con copertina illustrata in rosso e nero su sfondo argento di Ugo Pozzo, pp. 264 con 270 riproduzioni fotografiche di edifici , 40 tavole in rotocalco e 1 tavola a colori. Piccole mancanze della parte argentata al dorso per il resto ottima copia. Edizione originale, rara e ricercata, di questa importante monografia sulle avanguardie architettoniche dei primi decenni del XX secolo. Sono riprodotte opere razionaliste di Baldessarri, Berlage, Bottoni, Depero, Diulgheroff, Figini, Fillia, Fiorini, Frette, Griffini, Gropius, Itten, Le Corbusier, Libera, Lurcat, Oriani, Pagano, Pollini, Prampolini, Sartoris, Sottsass, Taut, Terragni, Weber e altri. Il volume contiene il manifesto L'architettura futurista di Antonio Sant'Elia e scritti di Marinetti, Fillia, Prampolini, Gropius, Le Corbusier, Sartoris, Diulgheroff, Ginsburger, Vedres, Lurcat, Von Der Muhll.
Edizione originale. Ottimo esemplare, fresco e pulito, intatto anche alle ampie unghiature della copertina: particolarmente raro così. Raro e fondamentale saggio militante futurista, prefato dal fratello Corra e pregiato da un bel disegno dell’autore nel testo e da una notevolissima copertina realizzata in xilografia da Ginna stesso: «Il tratto ruvido dell’incisione su legno offre qui il senso di un’esplosione, mentre motivi analoghi resi nel tratto pulito del disegno a china, come sulle altre copertine della collana diretta dalla moglie Maria Ginanni, risultano meno efficaci. Il dotato illustratore fiorentino, a quanto ne sappiamo, non tornerà a cimentarsi con le sgorbie e i bulini, e la copertina del suo pamphlet rimane un felice unicum nella pur densa e sfaccetta ta produzione editoriale riconducibile al genio dei Ginanni-Corradini» (Coronelli, L'incisione nell'editoria futurista, in: Il segno dell'avanguardia, 2018, p. 89b). Cammarota, Futurismo, 237.6 e ripr. p. IV n. 7; Il segno dell’avanguardia (cat. Lucca 2018), n. 115
Edizione originale. Più che buon esemplare, integro e pulito (una lievissima gora al taglio alto, quasi impercettibile; copertina lievemente scurita con una piccolissima mancanza all’angolino basso; minuscola etichetta di biblioteca privata al piatto superiore Straordinaria raccolta di parolibere: venti disegni dell’autore che sono delle vere e proprie “poesie visive”. Il libro rappresenta uno snodo fondamentale nell’evoluzione della poesia parolibera futurista, come ben precisato dalla prefazione «Stati d’animo disegnati o Precipitati Psichici», firmata dallo stesso Steiner. Dopo il frontespizio, il lettore trova l’organigramma del Movimento Futurista e l’epigrafe dedicatoria a Margherita Piatti e Giuseppe Steiner nel giorno delle loro nozze, firmata dall’«editore futurista F.T. Marinetti». -- «Gli “Stati d’animo disegnati” rappresentano con immediatezza sensazioni che non possono essere spiegate a parole, mediante “sintesi grafiche”, percepibili attraverso la sensibilità e l’intuizione, in una proiezione immaginativa. Gli “Stati d’animo disegnati”, espressione dell’avanguardia futurista, suggeriscono e sottintendono nella tensione lineare di un originale geometrismo, la cognizione di un limite oltre il quale è necessario procedere, lacerando il senso di oppressione che traspare dalla sensazione grafica» (Diz. Fut. p. 1114c e s.). Le ricerche lineari di Steiner — condotte parallelamente dal parmense Pietro Illari su «Rovente» — anticipano in qualche misura il più rigoroso lavoro di formalizzazione metafisica (o metafisica della forma) condotto da Kandinskij negli anni del Bauhaus e pubblicati nel 1926 in «Punkt und Linie zu Fläche». Cammarota, Futurismo, 455.3 e ripr. p. VII n. 15
190915Milano Milan: Poesia 1909. First edition. Inscribed to Giacomo Balla: “Al pittore Giacomo Balla omaggio di sentitissima ammirazione da Paolo Buzziâ€. In original wrappers. In fine condition. First edition. Inscribed to Giacomo Balla: “Al pittore Giacomo Balla omaggio di sentitissima ammirazione da Paolo Buzziâ€. In original wrappers. Inscribed to Giacomo Balla. 249 p. <p>Giacomo Balla 1871–1958 was an Italian painter one of the founders of Futurism. Balla signed the second Futurist Painting Manifesto in 1910 with Boccioni Carlo Carrà Luigi Russolo and Severini although he did not exhibit with the group until 1913.<p><p><br /> Paolo Buzzi 1874–1956 was a futurist playwright and poet.<p>. Poesia unknown
Edizione originale. Eccellente esemplare, fresco, pulito e senza strappi: rarissimo a maggior ragione in queste condizioni. Rarissima placchetta ornata dalla splendida xilografia di copertina, opera dell’artista ligure Giovanni Acquaviva. Nei repertori istituzionali online si trovano solo le copie della Centrale di Firenze e di Apice a Milano; all’estero figura in importantissime raccolte (Getty, Yale, Wolfson, Centre Pompidou). -- Canzone versolibera pubblicata assieme alla raccolta poetica «Le studentesche», anch’essa interamente illustrata dall’artista ligure con la stessa tecnica. Le due edizioni siglate «Edizioni futuriste Pacini» testimoniano l’esistenza di un progetto volto alla pubblicazione di opere futuriste presso lo storico editore-stampatore pisano, non proseguito tuttavia oltre queste due uscite. -- «I primi anni ’30 sono gli anni della piena ribalta futurista di Giovanni Acquaviva, con le sue tavole bianco-nere bidimensionali, geometriche, sintetiche, allungate ed inclinate in prospettive di ascendenza addirittura liberty, oppure risolte in precise e voluttuose curve che guardano Balla e Depero. Di grande impatto e felicità espressiva è la tavola in copertina della placchetta “A Sant’Elia” di Fortunato Bellonzi (1930), realizzata in xilografia, dove curve e linee convivono in un’intensa composizione che combina diverse suggestioni» (I futuristi e l’incisione, p. 94). Cammarota, Futurismo, 31.3; Echaurren, Futurcollezionismo, pp. 45-48; Fanelli & Godoli, Il futurismo e la grafca, p. 118 n. 137; I futuristi e l’incisione (Lucca 2018), n. 102
Edizione originale. Bell’esemplare senza restauri, fresco e pulito. Rarissima opera prima poetica. La lettera di Marinetti in apertura è la prima inviata dal capo del futurismo all’artista napoletano (giugno 1910), che dopo averlo conosciuto in occasione della mitica «battaglia di Napoli», ovvero la serata al Mercadante del 20 aprile 1910, aveva cominciato a “stalkerarlo” chiedendo di venire «arruolato» nel movimento. Autoritratto dell’autore, raffigurato come un impiccato, riprodotto all’antiporta, «per economia fotografica». Cammarota, Futurismo, 76.7; D’Ambrosio, Nuove verità crudeli, § 5
Edizione originale. Eccellente esemplare (appena un lieve accenno di scuritura ai bordi della copertina). Molto raro in queste condizioni. Raro numero unico interamente curato dal leader dei futuristi padovani Dormal, uno dei più dotati artisti grafici del secondo futurismo. Dal raffinatissimo layout alle numerose tavole interne (diverse realizzate in fotomontaggio), tra Munari e Depero (ma anche il piacentino Bot, nelle pagine con le caricature ‘sintetiche’), tutto concorre a fare di questo libro un piccolo capolavoro del genere. L’apertura è dedicata ai fasti patavini del 1848, naturalmente riletti in chiave ‘fascisti ante-litteram’, per proseguire con i profili di Alfredo Oriani, Ippolito Nievo, una sezione poetica con ‘Libia’ di M. Nicheforos, ‘Sant’Elia’ parolibera di Nino Burrasca, ‘Vorrei’ di Farfa, ‘Il’ e ‘Un terremoto’ di Gerbino, una splendida parolibera grafica a colori firmata «s.e.S.f.O.t.S. Marinetti p.c.c. Josè Schivo», il ‘racconto rotante’ ‘Un uomo impressionabile’ di Gigi Trevisanato (impaginato in quattro blocchi voltati rispettivamente a 0°, 90°, 180°, 360°), pagine di goliardia studentesca intercalate alle notevoli caricature di Agordo Ancona, Licinio Bonàt, Caldarella, Gian Paolo Garcèa, Renato Mazza, Luigi Zecchin. Salaris, Riviste, pp. 810-13; Bohn, The other Futurism, pp. 87-94
Rara edizione originale. Velatura professionale di rinforzo al dorso, ben riuscita; per il resto ottimo esemplare. Prima pubblicazione dell'autore e primo libro a fregiarsi dell’ambizioso titolo - lo stesso del mitico Sant’Elia. Saggio corredato di 27 disegni architettonici dell’autore nel testo. Cammarota, Futurismo, 300.1; Salaris, Bibliografia, p. 44b
Edizione originale. Restauro professionale al dorso, completo delle sue parti originali; uniforme brunitura; per il resto fragile libro in ottime condizioni di conservazione. Raro Raccolta di scritti vari sull’architettura, ornata da sessanta disegni originali dell’architetto, tra cui diverse tavole a piena pagina e una a doppia pagina. Il volume, assieme all’«Architettura futurista» del 1924, costituisce la summa del pensiero architettonico del Marchi, storico collaboratore di Bragaglia e protagonista del restauro delle terme romane di via Avignonesi, sede della Casa d’arte e Teatro degli Indipendenti. Cammarota, Futurismo, 300.2; Scritti di architettura, cur. Godoli e Giacomelli (Firenze 1997)
Prima edizione. Esemplare in più che buone condizioni di conservazione, privo della copertina in brossura verde e con alcuni fori di tarlo al margine interno delle carte professionalmente restaurati, che non recano danni al testo. Nel complesso, fragile e rarissimo reperto ben conservato entro astuccio su misura in carta conservativa. Rarissimo opuscolo elettorale poveramente stampato ma curato con gusto futurista e piglio diciannovista. «Thévenot» era una bomba a mano di fabbricazione francese molto usata durante la prima guerra, simbolo dell’ardito assieme al pugnale da baionetta. E dunque la “bomba” di Vecchi precede alla maniera di una prefazione il «Discorso improvvisato da Marinetti a Riese a 300 Ufficiali Arditi nei primi di Ottobre 1918» (seguito da un breve corsivo di contestualizzazione sempre di Vecchi, a sigla F.V.) e il «Discorso improvvisato al Congresso Fascista di Firenze nei primi di Ottobre 1919», articolato nei punti Lo «svaticanamento», L’«Eccitatorio», «Arditismo. – Scuole di coraggio fisico e di patriottismo», «Ferruccio Vecchi», «Il proletariato dei geniali», «Difendiamo il cervello!». I due discorsi si tennero esattamente il 15 settembre 1918 e il 10 ott 1919, e il secondo discorso apparve sul «Fascio» n. I/9 (18 ottobre 1919), quindi in «Roma futurista» II/45 (2 novembre 1919). -- A dirne la rarità, il bibliografo del Novecento italiano Lucio Gambetti ha inserito l’opuscolo delle «2 improvvisazioni» in un suo recente catalogo di «Rari, rarissimi, introvabili»: «Nessuna biblioteca italiana lo censisce, ma una copia è conservata dalla Biblioteca Nazionale di Amsterdam. Analogamente, non lo ho mai visto descritto in cataloghi di librerie, anche se una copia è comparsa nella collezione di una libreria della provincia bresciana». Aggiunge poi Gambetti che «si tratta, probabilmente, del primo libro stampato dalle edizioni del periodico omonimo, fondato a maggio dello stesso anno da Mario Carli e Vecchi stesso»: in realtà si tratta sicuramente del secondo opuscolo pubblicato dall’«Ardito», preceduto da «1 Assalto di Ferruccio Vecchi con un Razzo di Paolo Buzzi», rarissimo libretto registrato nel «Futurcollezionismo» di Pablo Echaurren, il quale tra l’altro suggerisce precisamente che il numerale incipitario di entrambi i titoli sia da considerarsi alla stregua di un numero di collana, e non parte del titolo vero e proprio. Rileva poi sempre Echaurren come i due libretti facciano da apripista di quella vera e propria collana editoriale che prese a uscire l’anno successivo, il 1920, sotto la sigla della «Libreria de “L’Ardito”». -- Il giornale, organo dell’Associazioni Arditi, uscì con alterne vicende fino al luglio del 1921, caratterizzandosi per una linea politica molto violenta e sovversiva che attirò fin da subito l’attenzione delle autorità, intervenute più volte a censurarne le uscite; sulle sue pagine ospitò molti degli scritti del Marinetti politico, successivamente raccolti nei volumi “Democrazia futurista” (1919) e “Futurismo e fascismo” (1924). Cammarota, Marinetti, V.73; Echaurren, Futurcollezionismo, pp. 83-s; Gambetti, «Rari, rarissimi, introvabili» (ALAI 1, 2015: 9-32), pp. 25-26
1926Arm358Paris Les Chroniques du jour chez Oreste Zeluk 1926 Paris - Les chroniques du jour chez Oreste Zeluk - 1926 - In4 agrafé sous couverture à rabat orange - titres imprimés en bleu- non paginé - 9 compositions en hors texte de Antonio Fornari aquaréllées à la main - Minuscule tirage à 175 exemplaires celui-ci numéroté 20 .Splendide album publié en lieu et place du numéro de Juillet de la revue des Chroniques du Jour , préfacé par l'éditeur Gualtieri di San Lazzaro qui évoque les auteurs Cingria , Max Jacob , James Joyce ( 4 poèmes tirés de " Musique de chambre " et traduits par Auguste Morel ) , André Salmon , Julien Tuvim et Léopold Zborowski .Gualtieri di San Lazzaro ( 1904/1974 ) fondateur de la revue parisienne XXe Siècle fait publier cet ouvrage qui contient le texte inédit de Charles Albert Cingria " Le chat du temple " , deux compositions de Max Jacob , quatre de James Joyce et quatres poèmes d'André Salmon , Julien Tuvim et Léopols Zborowski. Antonio Fornari , peintre scénographe futuriste , expose au début des années 20 avec Balla , Prampolini , Marchi , Paladini et Pannaggi notamment au Winter Club de Turin et à la première exposition futuriste de Macerata ( 1922) .Ensuite il s'installe à Paris ou il travaille autour du livre objet . En 1926 il illustre pour Gualtieri le recueil de poésies que nous vous proposons . Les illustrations oniriques et d'une grande fraîcheur font le charme de cet ouvrage extrêmement rare .
1926Arm358Paris Les Chroniques du jour chez Oreste Zeluk 1926 Paris - Les chroniques du jour chez Oreste Zeluk - 1926 - In4 agrafé sous couverture à rabat orange - titres imprimés en bleu- non paginé - 9 compositions en hors texte de Antonio Fornari aquaréllées à la main - Minuscule tirage à 175 exemplaires celui-ci numéroté 20 .Splendide album publié en lieu et place du numéro de Juillet de la revue des Chroniques du Jour , préfacé par l'éditeur Gualtieri di San Lazzaro qui évoque les auteurs Cingria , Max Jacob , James Joyce ( 4 poèmes tirés de " Musique de chambre " et traduits par Auguste Morel ) , André Salmon , Julien Tuvim et Léopold Zborowski .Gualtieri di San Lazzaro ( 1904/1974 ) fondateur de la revue parisienne XXe Siècle fait publier cet ouvrage qui contient le texte inédit de Charles Albert Cingria " Le chat du temple " , deux compositions de Max Jacob , quatre de James Joyce et quatres poèmes d'André Salmon , Julien Tuvim et Léopols Zborowski. Antonio Fornari , peintre scénographe futuriste , expose au début des années 20 avec Balla , Prampolini , Marchi , Paladini et Pannaggi notamment au Winter Club de Turin et à la première exposition futuriste de Macerata ( 1922) .Ensuite il s'installe à Paris ou il travaille autour du livre objet . En 1926 il illustre pour Gualtieri le recueil de poésies que nous vous proposons . Les illustrations oniriques et d'une grande fraîcheur font le charme de cet ouvrage extrêmement rare .
Milano, Casa Editrice Italia (poi:) A. Mondadori (poi:) A. Rizzoli, 1919-1933, 163 fasc. complessivi, in formati diversi (prima in-8, poi in-4), leg. eterogenea (sia a fasc. sciolti, che rilegati in mezza tela coeva, pur conservando le br. edit.), pp. da 48 a 76 ciascuno. Nata come fascicolo di divulgazione per le novità teatrali italiane, si allarga dal 1922 a: teatro estero, musica e lirica, danza, attività delle filodrammatiche, cinema (L'Ultimo sceicco con R. Valentino, Metropolis di Lang, Ben Hur con Novarro, Lulù con L. Brooks, La montagna sacra con Leni Riefensthal attrice), col passaggio dal muto al sonoro, e rubriche fisse, pur continuando a pubblicare commedie ad ogni fasc., spesso inedite e in prima edizione: F.T. Marinetti con sintesi futuriste: "L'Oceano del cuore", con scenografia di Benedetta, e "Luci veloci"; T. Interlandi e C. Pavolini: "La croce del sud"; A.G. Bragaglia, che cura anche la rubrica "La pagina del macchinista", con articoli su scenoplastica futurista e teatro russo d'avanguardia, Rosso di San Secondo, L. Repaci, G.A. Borgese, M. Bontempelli, C.V. Lodovici, S. Gotta, ecc. Inoltre scritti di: L. Pirandello, Balilla Pratella, E. Prampolini, M. Gallian, F. Tozzi, S. D'Amico, Gobetti, Tilgher, O. Vergani, G. Zucca, E. Pea. Agli anni 1923-26 belle copp. a col. di: Sacchetti, Bianchi, Genua, Crespi, Veneziani, Pompei, Bernardini, Cito, Bonfiglioli, Fabiano, ecc. e disegni di: Angoletta, Sto, Oppo, Dudovich, Vellani Marchi, Depero, ecc; nel 1926-27 alle copp. fotoritratti di attrici: Abba, Vergani, Borboni, Gramatica, Galli, Borelli, di Lorenzo, ecc. Disponibile su richiesta specifica cronologica dei contributi sia letterari che iconografici.
Edizione originale, seconda emissione. Più che buon esemplare, quasi ottimo (copertina lievemente scolorita e con poche e lievi fioriture; normale uniforme brunitura alle pagine interne; per il resto pulito). Rara seconda emissione ottenuta tramite ricopertinatura delle rese dell’emissione targata Studio Editoriale Lombardo. La nuova emissione aggiunge un foglio di avvertenze che spiega i tagli della censura e rivendica orgogliosamente il primato dell’arte («alto senso di purezza verista») su «qualche cautela d’ordine moralista». Il romanzo d’avanguardia con inserti paroliberi («poema civile» nelle parole del l’autore), scritto nel 1916 e in pubblicazione nel 1918, venne fermato e l’uscita ritardata al 1919 per l’intervento del censore — i cui tagli sono lasciati provocatoriamente in bianco nel testo. -- Dedicatoria ad Armando Mazza: «Mia prima idea fu quella di fermare in un libro di pura sintesi alcuni scorsi scenici oltre parecchi stati d’animo determinati dalla guerra, nel 1916, in Milano, la città della guerra magnificamente sonora e responsabile. [...] È un tentativo di romanzo, indubbiamente futurista, cioè antivigliacco ed antigrazioso certo necessario del “fronte interno” [...]». Cammarota, Futurismo, 68.9