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In folio gr. (mm. 550x385), astuccio e custodia in tela mod. contenente, a fogli sciolti, una raccolta di 45 bellissime acqueforti che riproducono capolavori di: Donatello, Beato Angelico, Verrocchio, Bellini, Lippi, Michelangelo, Giorgione, Tiziano, Raffaello, Cellini, Correggio, Parmigianino, Tintoretto, Caravaggio, Veronese, Tiepolo, etc. Ogni tavola è accompagnata da commento e descrizione (pp. 2), con l’illustrazione di altre opere dell’artista, in xilografia. Questa straordinaria collezione è introdotta da uno studio sulla pittura, scultura e architettura del Rinascimento italiano, pp. VIII,88, con ca. 200 pregevoli inc. su legno che ne riproducono le più celebrate opere (sono dipinti, sculture, bassorilievi, vedute di monumenti, chiese, basiliche, palazzi, ecc.), e con 2 tavole inc. in rame (1 al frontespizio). Importante edizione d'arte di 225 esemplare numer. Il ns., 52, fa parte della tirat. di 200 su carta simil-Giappone appositamente fabbricata. Solo 2 tavole con piccolo strappo margin., altrimenti esemplare ben conservato.
In-24 gr. (mm. 141 x 90), mz. pelle settecentesca con ang., dorso a cordoni con decoraz. e tit. oro su due tasselli, tagli rossi, 92 cc.num., compreso il frontespizio (entro cornice decorata) inc. su legno; ben illustrato nel t. da 9 pregevoli vignette, pure silografate; testo in corsivo. Dedica al marchese Federico di Mantova. “Poema cavalleresco composto con intenti satirici da Teofilo Folengo e pubblicato nel 1526 e 1527, in due ediz. diverse, con lo pseudonimo Limerno Pitocco (Limerno è anagramma dello pseudonimo Merlino, con cui l’A. scrisse le "Maccaronee"). Il poema in otto canti vuole illustrare la vita del piccolo Orlando, ma la folla dei motivi satirici e burleschi fu tale nell’affrettata composizione, che per gran parte non si parla che dei suoi genitori: Milone (paladino di Carlo Magno) e Berta, principessa reale”. Così Diz. Opere Bompiani,V, p. 302. Cfr. Melzi,II,132 - Brunet,II,1320 che cita varie ediz. veneziane del ‘500 e precisa: “Ces diverses éditions sont également rares, mais on préfère généralement la dernière (1550)” - Graesse,II,609 - Adams,I, p. 443. Corto di margini, altrim. esempl. ben conservato.
In-8 p. (mm. 205x125), bella legatura in p. vitellino coevo, elegante cornice floreale in oro ai piatti, decoraz. e tit. oro al dorso, dentelles dorate ai risguardi, taglio sup. dorato, conserv. la copertina coeva in cartoncino rustico, pp. 64 (compresa la prima carta bianca). Cfr. Bustico,92: ""Prima edizione anonima". A p. 64, "Imprimatur" del 24 luglio 1765 e il permesso di stampa in data 22 luglio 1765 a firma ‘Giuseppe Casati revisore de’ Libri per il Sant’Offizio’. Due sono le tirature dello stesso anno, con alcune varianti tipografiche, come l’"Imprimatur" a p. 64 che è su nove righe (come il ns.) oppure su otto” - Parenti “Prime ediz. ital.”, pp. 388-389. Lievi uniformi arross. su alc. cc., altrim. esempl. con barbe, ben conservato.
237964in-8, demi-basane havane, dos lisse, filets dorés et à froid, tranches marbrées (reliure de l'époque). Petit manque à la coiffe supérieure.
17733859Mit gest. Titelvign u. 6 gefalt. gest. Tafeln (1 signiert M. Sebastian Giampiccoli). Venedig, Presso G. Pasquali, 1773. 4to. (26,6 x 19,0 cm). VIII, 100 S. Geheftet mit altem Umschlag aus kräftigem weißem Papier.
46400466, Paris, Hérissant, 1748; in-8, plein maroquin rouge, encadr. fil. dor., dos orné, tr. dor. ( Reliure de l'époque). 2 ff., 51 pp., ( 1p.). La découverte d' Herculanum. Précieux mémoire sur la découverte d' Herculanum par le Prince d'Elbeuf lorsque celui-ci fit bâtir une maison de campagne aux environs de Portici. En creusant la terre pour chercher l'eau, les ouvriers percèrent une voûte sous laquelle ils trouvèrent des statues. Relation des premières fouilles, histoire de l'ancienne ville d'Herculea, dissertation sur les laves et les éruptions du Vésuve, découverte du théâtre du Forum, des deux temples, des maisons et rues des peintures, mosaïques, statues, médailles, lampes, instruments et ustensiles de ménage. Au sujet de ce livre, qui est une des premières relations consacrées aux découvertes campaniennes, voyez - Chevallier. Iter italicum. Les voyageurs français à la découverte de l’Italie ancienne p. 19 et seq. - L’ouvrage attribué à un certain Moussinot (par Cioranesco et Quérard entre autres) a été longtemps donné à d’Arthenay. - Minischetti, Dotoli. Le voyage français en Italie p. 345 - décrit cette édition, ainsi qu’une autre, sous la même date, publiée à Avignon. L’ouvrage y est également attribué à ce Moussinot, mais édité par d’Athenay. Toutes les bibliographies sont muettes quant à ce Moussinot. PRÉCIEUX EXEMPLAIRE EN MAROQUIN D’ÉPOQUE, avec un envoi signé sur le titre ( dédicace et nom du destinataire caviardés aussitôt). Seule demeure la signature qui dit Mougeot et non Moussinot.
Anonima incisione raffigurane i Campi Flegrei, stampata probabilmente nelle Fiandre, alla fine secolo XVI. La prima rappresentazione del solo sito di Pozzuoli a stampa risulta essere quella di Mario Cartaro, incisa a Roma nel 1584, sebbene una mappa precedente, che tuttavia include anche la città di Napoli, è la celebre tavola del cosidetto “Maestro del trabocchetto”, stampata sempre a Roma nel 1540 circa. La lastra di Cartaro rimane però come il vero prototipo delle mappe della zona, dalla quale derivano tutte le successive opere a stampa, a partire da quella incisa da Ambrogio Brambilla per gli eredi Duchetti nel 1586 e da quella di Bertelli del 1599. Sebbene databile tra la fine del ‘500 e gli inizi del secolo successivo, questa sconosciuta carta geografica dell’area differisce totalmente dalla pianta di Cartaro e da quella di Brambilla, tuttavia alcuni elementi dimostrano come l’autore non possa averle ignorate. Identica è la rosa dei venti nel mare. La mappa fornisce pochissime informazioni toponomastiche, mostrando dei richiami alfabetici che lasciano pensare ad una legenda a stampa esterna. Raffigurate Procida e Vivara con le coste orientali di Ischia. Supponiamo che l’opera sia di origine fiamminga solamente per il fatto che era inclusa nella stessa raccolta della veduta della solfatara. Incisione in rame, rifilata ai margini e applicata su antico supporto cartaceo, in perfette condizioni. Sconosciuta ai repertori. The first printed representation of the sole area of Pozzuoli is the one realized by the heirs of Duchetti, printed in Rome by Ambrogio Brambilla in 1586, though a previous map, which still includes Naples, had been printed in Rome in 1540 circa by the so called “Maestro del trabocchetto”, Nonetheless, Brambilla’s plate is still the real prototype for maps of this area, from which derives the following production, starting with Bertelli in 1599. Though dated between the end of the XVI and the beginning of the XVII century, this unknown geographic map of the area differs completely from the Duchetti/Brambilla ‘s one, depicting nonetheless some elements that show the author must have known it. The compass rose in the sea is identical, for instance. The map provides but few toponyms, showing some alphabetical reminders as if they were part of an external index. Procida, Vivara and the Eastern coasts of Ischia are depicted. We do suppose the print is Flemish because it was inserted in the same collection of the view on the solfatara already described. Copper engraving, trimmed to platemark and laid on paper support, in perfect condition. Not listed in catalogues. Cfr. R. Almagià, Studi storici di cartografia napoletana, 104/106; Tooley 460; V. Valerio, E. Bellucci, Piante e vedute di Napoli dal 1486 al 1599, pp.62/63.
Rara pianta della città inserita nel "Raccolto istorico della fondazione di Rimino e vite de` Malatesti" di Cesare Clementini, opera edita a Rimini nel 1617. Ispirandosi agli storici dei tempi antichi, l`autore descrive in questa corposa opera distinta in 15 parti "generosi fatti di Casa Malatesta" dominatori per tanti anni dell`"Inclita Rimino" di cui narra l`origine, la grandezza, nonché l`importanza del suo territorioNella pianta della città di Rimini disegnata da Alfonso Arrigoni e pubblicata nel 1617 nel «Raccolto istorico» di Cesare Clementini, è ben delineato il corso del canale dei Mulini che prende acqua dal Marecchia ed entra in Rimini vicino alla porta di Sant'Andrea la quale s'affaccia sull'antica via Aretina. Il corso del canale dei Mulini è documentato all'esterno della città nelle mappe contemporanee dell'Istituto Geografico Militare ed è schematicamente indicato entro le mura in una pianta del 1520 (Archivio di Stato di Rimini, «Carte Zanotti»). In maniera ovviamente approssimativa la pianta indica il percorso del canale dei Mulini che all'uscita dal mulino del Comune si divide in due corsi.L' esemplare si presenta rifilato al rame e montato su antico supporto di collezione, riquadrato, numerato e annotato ad inchiostro antico. Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Molto rara. Ex collezione Giannalisa Feltrinelli.Conti- Pasini p. 32 Rara pianta della città inserita nel "Raccolto istorico della fondazione di Rimino e vite de` Malatesti" di Cesare Clementini, opera edita a Rimini nel 1617. Ispirandosi agli storici dei tempi antichi, l`autore descrive in questa corposa opera distinta in 15 parti "generosi fatti di Casa Malatesta" dominatori per tanti anni dell`"Inclita Rimino" di cui narra l`origine, la grandezza, nonché l`importanza del suo territorioNella pianta della città di Rimini disegnata da Alfonso Arrigoni e pubblicata nel 1617 nel «Raccolto istorico» di Cesare Clementini, è ben delineato il corso del canale dei Mulini che prende acqua dal Marecchia ed entra in Rimini vicino alla porta di Sant'Andrea la quale s'affaccia sull'antica via Aretina. Il corso del canale dei Mulini è documentato all'esterno della città nelle mappe contemporanee dell'Istituto Geografico Militare ed è schematicamente indicato entro le mura in una pianta del 1520 (Archivio di Stato di Rimini, «Carte Zanotti»). In maniera ovviamente approssimativa la pianta indica il percorso del canale dei Mulini che all'uscita dal mulino del Comune si divide in due corsi.L' esemplare si presenta rifilato al rame e montato su antico supporto di collezione, riquadrato, numerato e annotato ad inchiostro antico. Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Molto rara. Ex collezione Giannalisa Feltrinelli.Conti- Pasini p. 32 Conti- Pasini p. 32
18475056Dessinée, mesurée, publiée et accompagnée d'un texte historique et explicatif. Mit gest. Titel mit großer Vignette von J. Bein u. 18 gest. Tafeln nach Baltard von Aubert, Leisner, Hibon u.a. Paris, ohne Drucker u. Verlag, 1847. Gr.-Folio (61,3 x 44,2 cm). 4 Bl. (inkl. gest. Titel), 62 S. Halbleinwandband d. Zt. [2 Warenabbildungen]
In folio (mm. 380x290), legatura realizzata da Giovanni De Stefanis impiegando una litografia orig. a colori appositamente eseguita dall’artista, astuccio, pp. 52, con 13 incisioni a colori di Sandro Martini: all’acquaforte, all’acquatinta e a vernice molle, delle quali 7 a p. pagina e 5 a doppia pagina. Testo curato, per la parte grafica, da Piero Prandoni. Edizione di 119 esempl. numerati di cui 86 su carta a mano Vang. Il ns., 60, firmato dall’artista, è in ottimo stato. A proposito di quest’opera, che ha vinto il Premio internazionale del libro d’artista del 1976 ed è stata esposta anche al MOMA di New York, vale la pena citare Vanni Scheiwiller che, in “Cinquant’anni di cultura a Milano 1936-1986”, la definì: "”Il più bel libro del dopoguerra”".
1588LBW-3308[Cologne, 1588]. 324 x 500 mm.
In-16 gr. (mm. 194x140), 3 parti in 1 volume, bella legatura alle armi in p. pelle bazana coeva (restaur.), dorso a cordoni con decoraz. e tit. oro, tagli a spruzzo rossi, pp. (8),182; 95; 56; con 3 pregvoli frontespizi figurati e un centinaio di emblemi nel t., magistralmente inc. in rame da Porro. Testo ornato da capilettera e finalini xilografati. "Edizione originale" e unica, dedicata al Card. Ferdinando de’ Medici. Cfr. Cicognara,1870: "Sono 108 bellissimi Emblemi intagliati con sommo magistero, e forse il Porro non eseguì opera più bella e più di questa elegante" - Praz “Studies in 17th Century Imagery”, p. 296 - Berlin-Katalog,II,4517 - Spreti, 664 - Piantanida,I,259 - Brunet,I,1514 - Choix de Olschki,IV,4254: “Les emblèmes sont compris en cartouches très variés, d’une très belle facture” - Vinet,852: “Suivant Cicognara, Porro n’a rien fait de mieux. Jérome Porro, né à Padoue en 1509, à la fois graveur sur cuivre et sur bois, s’est rendu célèbre par le gout et l’admirable finesse de son burin”. Leggerm. corto del margine super., altrimenti esemplare ben conservato.
Edizione: Prima edizione . Pagine: 112 . Illustrazioni: Non è presente il frontespizio, unica incisione un capolettera iniziale. . Formato: 16° . Ex libris: EU . Rilegatura: Cartonato in pelle amaranto, legatura recente . Stato: Discreto . Caratteristiche: Copia da restaurare, per la presenza di segni di tarlo molto spesso ai margini ma toccanti anche qualche parte del testo. Soprattutto si nota nella prima pagina la mancanza di parte del margine interno. Bellissimo e molto raro racconto della battaglia di Lepanto, della vittoria dei Veneziani contro le armate turche. Vengono elencati i nomi dei comandanti delle galee (fra i quali sono presenti molti componenti della Dinastia dei Contarini stessi). Documento importantissimo per la descrizione precisa di numeri, persone e provenienze.Foto disponibili .
1747LBW-42191747. 220 x 98 mm, sur parchemin.
Pianta topografica della città di Ferrara stampata a Roma sotto la Direzione Generale del Censo.Viene dedicata a Luigi Vannicelli Casoni (Amelia, 16 aprile 1801 – Roma, 21 aprile 1877), cardinale e arcivescovo cattolico italiano. Papa Gregorio XVI lo elevò al rango di cardinale nel concistoro del 24 gennaio 1842. Nel 1850, dopo la morte del cardinale Cadolini, fu nominato arcivescovo di Ferrara. A seguito della caduta della repubblica romana fu uno dei membri del triumvirato di cardinali (assieme ai cardinali Gabriele Sermattei della Genga e Lodovico Altieri) che governò Roma durante l'assenza di papa Pio IX ancora esule a Gaeta. Dal 1870 fu a capo della Dataria apostolica. Incisione in rame, stampata su due grandi fogli di carta poi uniti, in ottimo stato di conservazione.Opera molto rara. Pianta topografica della città di Ferrara stampata a Roma sotto la Direzione Generale del Censo.Viene dedicata a Luigi Vannicelli Casoni (Amelia, 16 aprile 1801 – Roma, 21 aprile 1877), cardinale e arcivescovo cattolico italiano. Papa Gregorio XVI lo elevò al rango di cardinale nel concistoro del 24 gennaio 1842. Nel 1850, dopo la morte del cardinale Cadolini, fu nominato arcivescovo di Ferrara. A seguito della caduta della repubblica romana fu uno dei membri del triumvirato di cardinali (assieme ai cardinali Gabriele Sermattei della Genga e Lodovico Altieri) che governò Roma durante l'assenza di papa Pio IX ancora esule a Gaeta. Dal 1870 fu a capo della Dataria apostolica. Incisione in rame, stampata su due grandi fogli di carta poi uniti, in ottimo stato di conservazione.Opera molto rara.
178815637Paris, Cuchet, 1788. In-8 de (2)-VI-525 (3) pp., 1 tableau et 4 plans repliés, table, basane fauve, dos orné à nerfs, pièce de titre en maroquin fauve (reliure de l'époque).
2 vol. in-4, pp. LXXXIV, 608; XXIV, 650; attraente leg. del tempo p. pelle bruna con duplice riquadro a secco e fig. geom. romboidale in oro sui piatti, dorso a nervi con tit. e ricchi fregi oro ai dorsi (cerniere abilmente restaurate). Con 8 tav. inc. in rame f.t. (piante delle principali chiese di Roma). Prima edizione di questa dettagliatissima relazione del viaggio in Italia compiuto nel 1802, seguendo l'itinerario classico dal nord al Regno di Napoli, lungo la costa adriatica, risalendo al nord lungo il litorale tirrenico. Ricche di particolari sono le osservazioni dell'autore (che era prete cattolico) su ogni aspetto della storia, geografia, arte e della vita italiana di quel tempo. L'opera ebbe immediato successo, tanto da avere otto edizioni fino al 1841. Assai interessanti le notizie che Eustace fornisce circa le spoliazioni dei beni artistici italiani da parte dei napoleonici. Bellissimo esempl.. Pine-Coffin 802.2. Fossati-Bellani 478 e 479 (IV ed VIII ediz., 1818 e 1841; erroneam. registrato sotto Chetwode)..
186741Pise, Giacomo Grazzoli, 1784 2 tomes en un vol. in-4, VIII-233-[3]-399 pp., maroquin cerise, dos à nerfs, double filet doré sur les coupes, tranches dorées sur marbrure, large dentelle intérieure (Pagnant).
58-BFo.J. Bleistift, auf hellgrauem Bütten, mit mehreren eigenhändigen Farbangaben. 23,8:35,9 cm. - Verso: Baumgruppe, bestehend aus Linde, Eiche, Buche und Ahorn. Bleistift, innerhalb der Darstellung mit eigenhändiger Bezeichnung ?Linde?, ?Eiche?, ?Buche? und ?Ahorn?. - Ränder etwas wellig. [2 Warenabbildungen]
53-BFo.J. Bleistift, auf chamoisfarbenem Velin, rechts unten bezeichnet ?doppelt? und ?Spezia?. 22:30 cm. - Verso: Küstenstreifen bei La Spezia. Bleistift, rechts unten bezeichnet ?doppelt? und ?Spezia?. Bleistift. - Im Ganzen leicht knitterfaltig. [2 Warenabbildungen]
Rarissima carta della Lombardia, pubblicata dagli eredi di Johannes Hoffman, attivi a Norimberga agli inizi del sec. XVIII.La carta fu pubblicata dagli eredi Hoffmann, dal momento che J. Hoffmann, l'editore di Norimberga, era morto nel 1698, mentre la lastra reca la data 1701, nel cartiglio col titolo.Poco o nulla è noto di questa carta del territorio lombardo, sconosciuta a tutti i repertori, notano Davoli- Sanfelici- Zanasi, gli unici a descriverla: "Non abbiamo trovato descrizione della carta, veramente molto rara, nei repertori da noi consultati […] Dal punto di vista cartografico ripete correttamente quanto appare già nelle carte precedenti e anche per il territorio estense non aggiunge particolarità di rilievo. Essa è meno elegante delle coeve cvarte olandesi e francesi, ma rsppresenta un esempio importante della produzione dei centri minori."Incisione su rame, parziale sottolineautura in rosso dei confini sul lato destro della mappa, in ottimo stato di conservazione. Rarissima carta della Lombardia, pubblicata dagli eredi di Johannes Hoffman, attivi a Norimberga agli inizi del sec. XVIII.La carta fu pubblicata dagli eredi Hoffmann, dal momento che J. Hoffmann, l'editore di Norimberga, era morto nel 1698, mentre la lastra reca la data 1701, nel cartiglio col titolo.Poco o nulla è noto di questa carta del territorio lombardo, sconosciuta a tutti i repertori, notano Davoli- Sanfelici- Zanasi, gli unici a descriverla: "Non abbiamo trovato descrizione della carta, veramente molto rara, nei repertori da noi consultati […] Dal punto di vista cartografico ripete correttamente quanto appare già nelle carte precedenti e anche per il territorio estense non aggiunge particolarità di rilievo. Essa è meno elegante delle coeve cvarte olandesi e francesi, ma rsppresenta un esempio importante della produzione dei centri minori."Incisione su rame, parziale sottolineautura in rosso dei confini sul lato destro della mappa, in ottimo stato di conservazione. Davoli - Sanfelici - Zanasi, p. 83 n. 31
1920198061920 1 Lavis, aquarelle et encre de Chine signée en haut à gauche avec envoi, (1920), 35 x 29 cm.
237508In Firenze, A spese di Gaetano Cambiagi Libraio, 1782 - 1783 6 volumes in-4, vélin ivoire, titre et tomaison dorés (reliure de l'époque). Certains plats un peu tachés.
593In 8 broché,couverture illustrée,46 pages,texte et illustrations au recto seulement soit 23 pages.Edizioni Futuriste di "poesia "Cosrso Venezia,61,Milano très bon état .Edition originale RARE
Civelli, Roma, s. d. (ma 1872 circa). Album in oblungo (cm. 44 x 58 circa). A inizio volume 1 grande carta geografica in litografia in colore e rip. “Carta del Regno d'Italia indicante la posizione geografica dei porti di I II e III classe” (Lit. Landi e Steffen, Firenze, Roma – S. Benelli inc.), seguono 57 carte in litografia, in b/n, racchiuse in cornice, con la grande figura del porto descritto e con dettagliate notazioni in merito alle opere esistenti, alle condizioni nautiche e commerciali, al movimento commerciale, alle opere eseguite nel decennio dal 1861 al 1870. Leg. orig. in cartonato celeste con titoli in nero al piatto. Interessante e affatto comune lavoro, edito dal Ministero del Lavori Pubblici del Regno d’Italia, in cui vengono raffigurati e descritti i principali porti della penisola italiana: Civitavecchia, Genova, Livorno, Messina, Napoli, Palermo, Venezia, Anzio, Baja, Conte di Sassari, Cotrone, Gaeta, Po di Goro, Porto Longone, Manfredonia, Marciana, Milazzo, Palinuro, Nisida, Ponza, Porto Ercole, Portoferraio, Portofino, Porto Venere, Rio Marina, Tortoli, Vada, Bari, Bosa, Castellamare, Catania, Porto Corsini, Fiumicino, Gallipoli, Girgenti, Licata, Marsala, Molfetta, Oneglia, Ortona, Porto Maurizio, Porto Torres, Reggio, Rimini, Salerno, San Remo, Santa Venere, Savona, Sinigallia, Siracusa, Taranto, Terranuova, Trapani, Viareggio. Album completo. Usuali segni del tempo alla legatura, un lieve ingiallimento con sporadiche fioriture alle bianche (con alcune pieghe della carta alla prima bianca), ma buona conservazione di tutte le tavole.