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In-8 (mm. 242x185), 16 annate in 13 tomi: le prime 3 annate in 1 tomo (mm. 219x175, in p. pergam. coeva) e le restanti in bross. muta coeva (con manc. al dorso). La Gazzetta Enciclopedica, nata il 3 gennaio 1780, era divisa in tre parti (civile, politica e letteraria) - come spiegato nell’Avviso de’ compilatori - mentre a partire dal 1783 divenne solo ‘Gazzetta Letteraria’. Noi offriamo - di questo noto periodico settimanale - una raccolta così composta: 1780 - 1781 - 1782 solo la “Parte Letteraria”, completa in 52 o 53 numeri (1 tomo). Dal 1783 al 1795: 13 annate complete della ‘Gazzetta Letteraria’ (in 12 tomi), ciascuna con 52 o 53 numeri. Ogni numero è di 4 pagg. Mancano i frontespizi (qui manoscritti) degli anni: 1793, 1795. Con qualche lieve arross. o fiorit. ma complessivamente ben conservata.
In-folio e in-4 p., brossure orig. Periodico straordinariamente importante per la vita letteraria italiana. Fondato nel 1929 (il primo numero apparve il 26 maggio) e diretto inizialmente da Enrico Lucatello, la sua pubblicazione si protrasse sino al 1940. (Dal 1931 al 1936 il formato è in folio). Ricchissimo il materiale iconografico: disegni, xilografie, sculture, dipinti, ecc. dei più celebri artisti italiani moderni quali Bartolini, Bugiani, Carrà, Casorati, De Pisis, Maccari, Manzù, Morandi, Rosai, Severini, Soffici, Viani, ecc. Ai più importanti di essi sono dedicate tavv. f.t. e pagine con notizie bio-bibliografiche. Vi si leggono prose e poesie originali di Angioletti, Bargellini, Bigiaretti, Bo, Carrà, Cassola, Luzi, Manacorda, Prezzolini, Quasimodo, Sereni, ecc. Cfr. Diz. Vallecchi,I, p. 544. Di questo mensile offriamo una raccolta completa di 10 annate in brossura, dal 1931 (Anno III) al 1940, quasi tutto il pubblicato. Esemplare ben conservato.
Tutto il pubblicato in 39 numeri. Dal n. 1 al 28 formato in-folio, dal n. 29 al 39 in-8. Collezione completa in ottimo stato di conservazione. Rara a trovarsi in queste condizioni. «Il Politecnico» è la prima importante rivista culturale del dopoguerra, straordinario esperimento di comunicazione nato dalla collaborazione di Elio Vittorini (direttore), Giulio Einaudi (editore) e Albe Steiner (designer). Nasce come settimanale, nel suo formato quotidiano, fino al n. 28 del 6 aprile 1946; si trasforma quindi nel formato tabloid e con cadenza mensile a partire dal n. 29. «Nata nel clima culturale dell'immediato dopoguerra, la rivista rifletteva l'entusiasmo per la recuperata libertà di espressione [..] e si proponeva di contribuire a creare una nuova cultura. Una cultura orientata a sinistra, ma attenta a dialogare anche con le altre componenti [..]. Tale apertura prevedeva anche un tentativo di superare, sulla scorta delle indicazioni gramsciane, la matrice astrattamente umanistica di una cultura concepita come hortus conclusus rispetto alla società e alla storia. Da qui linteresse per il pensiero scientifico e per la tecnologia, oltre che per la letteratura e la filosofia. Il tutto allinsegna di una tensione divulgativa che cercava di evitare ogni chiusura in un vacuo specialismo.» (Carnero, «Non di sola ideologia: Vittorini e la stagione del Politecnico») Un’impostazione che finì per urtare l’ortodossia del Pci, con Togliatti che accusò il periodico di vacuo enciclopedismo (lettera aperta sul n. 33/34): una frattura consumatasi sugli ultimi fascicoli della rivista, e che ne accelerò la chiusura. «Pur nelle difficoltà e negli equivoci in cui venne spesso a trovarsi, la rivista condusse un'importante battaglia culturale, impegnandosi su tutti i fronti della realtà contemporanea, pubblicando importanti documenti letterari e politici (traduzioni da Wright, Michaux, Pasternak, Brecht, ecc.) insieme a voci sino allora inedite in Italia (le prime lettere dal carcere di Gramsci, le prime traduzioni di Lukács, i contributi di Sartre e di S. De Beauvoir)» Cfr. Nozzoli “Dizionario critico della letteratura italiana del Novecento”, Roma 1997, p. 648.
In-8 p. (mm. 215x137), 13 fascicoli, brossura orig., ca. pp. 40/50 cad. Offriamo "tutto il pubblicato" di questa rivista bimestrale di poesia, edita in due serie: la “Prima” composta da 12 numeri in 11 fascicoli, dal n. 1 (maggio 1955) al n. 12 (aprile 1958) - la “Seconda” di soli 2 fascicoli: n. 1 (marzo-aprile 1959) stampato da Bompiani e n. 2 (maggio-giugno 1959). Testi e poesie di: C.E. Gadda, C. Sbarbaro, C. Rebora, S. Penna, G. Ungaretti, A. Bertolucci, I. Calvino, M. Luzi, G. Caproni, A. Romanò, G. Scalia, e altri. A corredo di uno scritto di Pasolini "La libertà stilistica" (n. 9/10, giugno 1957), venne stampata una piccola antologia neo-sperimentale, con testi di Arbasino, Sanguineti, Rondi, ed altri. Cfr. Diz. Autori Italiani Contemporanei,II, p. 926. Esempl. molto ben conservato. Raro trovare la raccolta completa.
In-8 p. (mm. 222x152), mz. pergamena antica (risg. rifatti), titolo ms. al dorso, pp.num. 223 (al verso l’Errata), grande vignetta xilografica al frontespizio raffigurante lo stemma dell’Accademia degli Intronati e con marca tipografica in fine. Dedicato a Isabella de' Medici Orsina, Duchessa di Bracciano. Fra i giochi descritti si fa anche un riferimento ai tarocchi (a p. 77). Rarissima "prima edizione" di questo “spigliato Dialogo”, interessante per il folclore, considerato il più importante lavoro di Girolamo Bargaglli (1537-1586), scrittore senese. Cfr. Parenti, p. 55 - Brunet,II,666 "Ouvrage singulier" - Gamba,1237: "L'Autore si copre sotto il nome del "Materiale Intronato". Quantunque poco corretta, la migliore d'ogni altra posteriormente fatta" - Choix de Olschki,II,2567 che cita una edizione del 1575: "Ouvrage fort rare et curieux, sur les jeux et divertissements de la noblesse de Sienne". Frontesp. (anche restaur. per angoli mancanti) e prime 50 pp. con picc. macchie marginali, qualche alone o traccia d’uso nel t., ma complessivam. un buon esemplare.
Venezia, presso Giambattista Albrizzi, 1753/1754, due volumi in_8vo (cm 18 x 12) legatura in cartonato muto coevo, al dorso tassello in carta (lacero) con nome dell’autore e numero del volume manoscritti, tagli spruzzati. Parte I: pp. (12)_488 con bella antiporta incisa in rame, e 31 tavole incise in rame, quasi tutte ripiegate, fuori testo (tra le quali: grandi carte del Trevigiano, del Friuli, dell’Istria, della Dalmazia, del Levante veneto; vedute di Venezia, Asolo, Belluno, Udine, Corfù ecc; e raffigurazioni di vari monumenti, come S. Marco a Venezia o a Loggia Pubblica di Udine) + pp. (16)_414_(2) con bella antiporta incisa in rame e testatina figurata calcografica. Minuscola mancanza al margine inferiore, bianco, della carta raffigurante alcuni monumenti di Treviso; piccolo strappo ben riparato al verso della carta geografica dell’Istria; ma volumi completi, ben conservati, ancora freschi all’interno. Prima edizione.
In-8 p. (mm. 207x145), 2 parti in 1 vol., p. pergamena antica, tit. oro al dorso, tagli scuri, 42 cc.nn., 503 cc.num., 1 c.b.; 92 cc.num., 4 cc.nn.; con due marche tipografiche xilografate ai due frontespizi, ornato da grandi e belle iniziali figurate a vignetta, pure inc. su legno. Dedica dell’A. ai sovrani di Francia Enrico II e Caterina de Medici. Importante opera di carattere geografico ma anche ricca di notizie sulla storia, gli usi e i costumi delle varie regioni d’Italia “et piu gli huomini famosi, che l'hanno illustrata, i monti, i laghi, i fiumi, le montagne, i bagni, le miniere; con tutte l'opere meravigliose in lei dalla natura prodotte”. La seconda parte, dedicata specificatamente alle "Isole appartenenti alla Italia", è qui presente in “prima edizione”. “Il bolognese Leando Alberti (1479-1552?), legò il suo nome soprattutto alla "Descrittione di tutta Italia..", Bologna, 1550. A questa prima edizione, che è la più bella e stimata, ne seguirono dal 1551 al 1631 altre dieci a Venezia, e due a Colonia in latino. L’opera è costruita secondo l’intento, e in buona parte sulla falsariga, dell’"Italia Illustrata" di Flavio Biondo; è opera cioè, secondo le parole dello stesso A., non di cosmografo ma di ‘geografo topografo e historico insieme’, sì che nel complesso essa può essere considerata una grande raccolta di materiale, utile soprattutto per gli sviluppi della scienza geografica e geopolitica”. Così Diz. Biografico Italiani,I, pp. 699-701. Frase ms. al primo frontesp.; rifilato al marg. super.; alone margin. sulle prime 16 cc. e con uniformi arross. più o meno lievi interc. nel t. ma complessivamente buon esemplare.
AUDOT LOUIS EUSTACHE (PADRE)<BR>L' ITALIA, LA SICILIA, LE ISOLE EOLIE, L'ISOLA D'ELBA, LA SARDEGNA, MALTA, L'ISOLA DI CALIPSO, ECC. SECONDO LE INSPIRAZIONI, LE INDAGINI, I LAVORI DE' SIGNORI IL VISCONTE DI CHATEAUBRIAND, LAMARTINE, RAOUL ROCHETTE, IL CONTE DI FORBIN, PIRANESI, MAZARA E DI NAPOLEONE, DENON, SAINT NON, LORD BYRON, GOETHE, VISCONTI, CICOGNARA, LANZI, ORIOLI, BERTOLOTTI, DANDOLO, BALBI DI BONSTETTEN, SWINBURNE, ECC. SITI, MONUMENTI, SCENE E COSTUMI SECONDO LA SIGNORA HAUDEBOURT LESCOT, I SIGNORI ORAZIO VERNET..<BR>8 volumi in 4°<BR>Vol. I Gran Ducato di Toscana. <BR>Vol. II parte prima Sicilia e Malta<BR>Vol.II parte seconda Regno di Napoli.<BR>Vol. III parte prima, Roma.<BR>Vol. III parte seconda, Roma.<BR>Vol. IV Regno Lombardo-Veneto e Stati vicini.<BR>Vol. V parte prima Stati Sardi<BR>Vol. V parte seconda Stati Sardi<BR>Prima edizione italiana con aggiunte e correzioni, Torino, Presso Giuseppe Pomba, 1834-38. <BR>Prima edizione di questa imponente e ricercata opera sullItalia, apprezzata oltre che per le innumerevoli informazioni storiche, artistiche e di costume, soprattutto per il pregevole apparato iconografico.<BR>Le vedute sono tratte da lavori di artisti come Haudebourt-Lescot, Horace Vernet, Granet, Isabey, Ciceri, Mazzara, Light, Batty, Cooke, Gell, Gandy, Pinelli, Ferrari.<BR>Buone condizioni generali, qualche spellatura alle rilegature, sono presenti tutte le 329 tavole, in ottime condizioni. Esemplare completo.
In-24 gr. (mm. 147x93), p. pergam. ottocentesca, cornice con doppio filetto ai piatti e decoraz. oro al centro, tit. oro al dorso, tagli dorati, dentelles dorate ai risg., 32 cc.nn. (l’ultima è bianca); grande vignetta xilografata al frontespizio (raffigura tre ciechi), ripetuta all’inizio della “Illuminatione delli tre ciechi del Epicuro”; al registro altra marca (S. Nicola con la mitra seduto in cattedra). In fine due “Madrigali de l’autore medesimo”. “In questa composizione drammatica, tre ciechi, il primo dei quali accompagnato da una Guida, invocano la morte per la loro infermità causata dall’amore. Dal loro incontro nasce l'occasione per una descrizione delle proprie sventure e delle bellezze delle donne amate. L'apparizione di un sacerdote d'Amore compie il miracolo di far riacquistare la vista ai tre ciechi. Questo è in breve l'argomento della "tragicommedia". Fra le numerosissime edizioni uscite nel corso del sec. XVI, le prime riportano solo il "Dialogo di tre ciechi", mentre dal 1530 il testo viene completato dalla ‘Luminaria’ (nella quale compare il sacerdote d'Amore), a formare l'intera composizione poi conosciuta e tramandata come "Cecaria". Alcune edizioni della "Cecaria" portano come nome dell'autore Antonio Epicuro, confuso con il contemporaneo Pietro Antonio Caracciolo e con il Notturno Napoletano, mentre altri hanno ritenuto che il "napolitano" del titolo indicasse il luogo di nascita del suo A. Ne ignoriamo tuttora il vero cognome. Nato in Abruzzo e vissuto a Napoli (1472-1555), ebbe fama, oltre che come poeta latino e volgare, come maestro nell’arte ‘delle invenzioni e delle imprese’”. Così Diz. Biografico Italiani, XLIII, pp. 19-21. Cfr. Lancetti “Pseudonimia”, p. 93 - Melzi,I, p. 358 - Brunet,II,1016: “Edition assez rare” - Adams,I, p. 386. Leggerm. corto del marg. super., altrim. esemplare ben conservato.
In-folio (mm. 470x355), p. pergamena coeva, pp. 24, vignetta al frontespizio, due belle grandi iniziali figur. e una testata, disegnate da Campiglia e inc. in rame. L'opera, dedicata a Pietro Leopoldo Granduca di Toscana, è illustrata da 19 pregevoli tavole inc. in rame (una più volte ripieg.), di cui: 16 raffigurano singolarmente il celebre gruppo di statue del mito di Niobe esistenti nella Galleria degli Uffizi di Firenze e 3 rappresentano i personaggi del mito in bassorilievo; le tavole sono disegnate da Michele Maestri e finemente incise dal fiorentino Ferdinando Gregori. "Prima edizione" apparsa nello stesso anno in italiano e in francese. Cfr. Brunet,II,1156: "dissertation justement estimée" - Cicognara,3505. Risguardi e frontesp. con alone; 2 carte con macchia al marg. bianco super.; lievi fiorit. al margine di alc. tavole ma complessivam. esemplare ben conservato, su carta forte.
Incisione in rame (cm.36x51 e margini), testo latino al verso. Carta geografica tratta dal "Theatrum Orbis Terrarum", edizione latina. Prima versione della carta d'Italia dell'Ortelio ripresa da quella realizzata da Giacomo Gastaldi. Due sono le varianti della carta dell'Italia inserite nel "Theatrum..". Nella prima le due figure allegoriche poste al centro in basso sono raffigurate abbracciate, mentre nella seconda inserita a partire dal 1584, queste due figure sono rappresentate solamente affiancate. Il Theatrum Orbis Terrarum è considerato il primo atlante moderno, comprendente carte di tutte le zone del mondo. Ortelius riunì in un unico corpus la produzione cartografica eterogenea del periodo, costituendo la base per un'impresa editoriale di enorme successo, pubblicata dal 1570 al 1612. Bell'esemplare di questa rara carta d'Italia.. .
Incisione in rame (cm.36x51 e margini), testo latino al verso. Carta geografica tratta dal "Theatrum Orbis Terrarum", edizione latina. Prima versione della carta d'Italia dell'Ortelio ripresa da quella realizzata da Giacomo Gastaldi. Due sono le varianti della carta dell'Italia inserite nel "Theatrum..". Nella prima le due figure allegoriche poste al centro in basso sono raffigurate abbracciate, mentre nella seconda inserita a partire dal 1584, queste due figure sono rappresentate solamente affiancate. Il Theatrum Orbis Terrarum è considerato il primo atlante moderno, comprendente carte di tutte le zone del mondo. Ortelius riunì in un unico corpus la produzione cartografica eterogenea del periodo, costituendo la base per un'impresa editoriale di enorme successo, pubblicata dal 1570 al 1612. Bell'esemplare di questa rara carta d'Italia.. .
In-16 gr. (mm. 199x140), mz. pelle mod., fregi e titolo oro al dorso, 138 cc.nn., grande marca tipografica al frontespizio (fontana con un solo zampillo che fuoriesce da un’anfora; intorno alla base e all’anfora teste grottesche; iniziali I.O.N. intrecciate e motto “Cohibita surgo”). Testo in corsivo ornato da numerose testatine, capilettera e finalini xilografati. "Prima edizione", “dedicata al Ser.mo Carlo Emanuele Duca di Savoia, nelle Reali Nozze di S.A. con la Ser.ma Infante Caterina d’Austria”. Cfr. Piantanida,IV,4075: “E’ in 5 atti, con prologo, e coro alla fine di ogni atto; l’azione si svolge in Arcadia; non sono indicati i mutamenti di messinscena. Fu rappresentata questa pastorale la prima volta a Torino con grandissima pompa nel 1585 per le nozze di Carlo Emanuele con Caterina d’Austria celebrate in quell’anno, ma fu stampata cinque anni dopo in quest’ediz., ormai ritenuta la "prima". (Alcuni bibliografi ritennero per prima quella stampata a Ferrara da Vittorio Baldini, pure nello stesso anno). E’ la pastorale più importante dopo l’Aminta e con quella apre la numerosa serie di questo genere teatrale che nel Seicento ebbe il suo maggior sviluppo e la migliore fortuna; le sue ristampe furono moltissime (si videro oltre quaranta ediz. prima della morte dell’A. e quelle posteriori neppure si contano); fu adattata in ogni maniera, tradotta in molti dialetti italiani (specialmente in quello napoletano ed in quello bergamasco) e nelle principali lingue straniere..”. Cfr. anche Graesse,III,167 - Gamba,555: "Rara" - Adams,I, p. 515 - Parenti, p. 283 - Di Domenico “Nuptialia della Bibl. Braidense”,37. Alc. carte con uniformi lievi arross., altrimenti esemplare ben conservato.
In folio gr. (mm. 482x324), cartella edit. in mz. tela con legacci (patellette interne rifatte) contenente, a fogli sciolti, pp. (2),20 (testo e descriz. delle tavole), con 32 figure nel t. e 30 bellissime tavole litografate a colori, ciascuna con 2/3 illustrazioni di piastrelle dell’Italia meridionale. Importante raccolta di esempi di decorazioni policrome del XVI secolo, provenienti da palazzi o chiese di Palermo, Napoli, Salerno, Amalfi, Ravello, ecc. Qualche lieve alone o strappetto margin. ma buon esemplare.
Delineata sulla scia della più grande veduta di Jeremias Wolff, l’opera offre quaranta riferimenti topografici. Il Leopold, era un modesto incisore ed editore di Augsburg; la sua serie di vedute di città, da cui questa incisione è tratta, venne pubblicata con pochissima tiratura, rendendo quindi le opere particolarmente rare. Incisione in rame, in ottimo stato di conservazione. In the wake of Jeremias Wolff’s bigger view, this work presents many topographical references. Leopold was a modest engraver and publisher in Augsburg; the series of city views, from which this one is taken, has been published in a very limited circulation, which means these works are very rare. Copperplat, in excellent condition.
Delineata sulla scia della più grande veduta di Jeremias Wolff, l’opera offre quaranta riferimenti topografici. Il Leopold, era un modesto incisore ed editore di Augsburg; la sua serie di vedute di città, da cui questa incisione è tratta, venne pubblicata con pochissima tiratura, rendendo quindi le opere particolarmente rare. Incisione in rame, in ottimo stato di conservazione. In the wake of Jeremias Wolff’s bigger view, this work presents many topographical references. Leopold was a modest engraver and publisher in Augsburg; the series of city views, from which this one is taken, has been published in a very limited circulation, which means these works are very rare. Copperplate, in excellent condition.
Importante e rarissima opera a carattere devozionale, raffigurante S. Efisio che protegge Cagliari dall'attacco dei Francesi nel 1793. SI tratta di una tavola ispirata all'assedio della città (dicembre 1792-febbraio 1793).Nel 1793 una flotta francese si prepara all'assalto della città, assolutamente impreparata all'assedio. Ma una serie di eventi clamorosi - devastanti libecciate che danneggiano gravemente le navi, le errate manovre militari delle truppe - costringono l'ammiraglio francese Truguet a rinunciare all'impresa. Secondo la tradizione popolare e all'arcivescovo di Cagliari Melano si tratta di un miracolo dovuto a S. Efisio. In basso al centro si legge il titolo "Caralis per integrum mensem a Gallis obsessa s. Ephisii patrocinio defensa ann. ae.v. MDCCXCIII".Più in alto troviamo la dedicata a Vittorio Filippo Melano (Cuneo, 27 settembre 1733 – Novara, 23 dicembre 1813) che, intrapresa la carriera ecclesiastica tra i domenicani, divenne uno stimato maestro di teologia. Il 1º giugno 1778 fu nominato arcivescovo di Cagliari, dove insegnò nella locale Università dal 1779 al 1796. Per Anna Saiu Deidda "l'assedio venne documentato da disegni ed incisioni per espresso incarico del Governo (cfr. Immagini di una battaglia: l'attacco francese alla città di Cagliari nel 1793 in "Accademia Clementina. Atti e Memorie" XXVII, 1990, pp. 137-158, tavv. 133-147). "Il prototipo delle incisioni nelle quali S. Efisio in armi, la palma del martirio enlla mano sinistra, si leva in piedi poggiando sulle mura fortificate della città bassa quasi a minacciare la flotta nemica, si deve quasi certamente a Giovanni Antonio Maina. Per questo tipo di immagine, la cui committenza è ecclesiastica e le cui finalità propagandistiche sono evidenti, possiamo oggi contare su due esemplari: nel primo Sant'Efisio vi compare in piedi mentre impetra dal cielo la salvezza della città, rivestito dell'elmo, della corazza e del mantello, elementi che caratterizzano la sua iconografia più nota tramandata soprattutto attraverso le raffigurazioni settecentesche dovute allo scultore Giovanni Antonio Lonis, e che ancora si trovano nella chiesa a hui dedicata nel quartiere di Stampace. Il suo rapporto diretto con Dio è rappresentato dai raggi che lo investono parten- do dall'immagine della Croce che si mostra in cielo sulla sinistra. Lo affiancano immagini simboliche di una «guerra santa»: trofei e stendardi intorno a uno scu- do crociato sulla sinistra, bandiere e picche appese ad un albero (che introduce abbastanza inopinatamente un elemento paesistico in questa parte della composi- zione) ad includere un'impresa con l'immagine del sole, anch'esso simbolo di Dio, sulla destra. Ancora armi, singole o in panoplia, insieme agli strumenti musicali come i tamburi e le trombe collegati ai riti della guerra, si trovano nella larga cornice che include oltre agli stemmi della Sardegna e della città di Cagliari, i nomi del Salvatore (Emanuele) e dei due arcangeli Michele e Gabriele (scritti sui bracci di una croce circondata di lauro); una bandiera con il motto dei Savoia (FERT), e due scritte esplicative: Caralis per integrum mensem a Gallis obsessa S. Ephisii patrocinio defensa Ann.Ae. V. MDCCCXCIII e Ill.et Rev. DD. F.Vic- torius Melanus Archiep. Karalit. Quibusque fidelibus coram hac S.Ephisü sacra effigie recitantibus Pater noster etc. quadraginta dierum indulgentiam concedit. Il verbo al presente indicativo fa pensare ad una composizione e diffusione della stampa collegata strettamente alla presenza a Cagliari dell'arcivescovo Melano, il quale si era mostrato subito solidale con i difensori della città, e tanto godeva della stima e del favore popolare da essere scelto come autorevole tramite delle richieste avanzate al Re Vittorio Amedeo III dagli Stamenti nel 1795. Si deve pensare dunque ad una collocazione di questa stampa nello stesso 1793 o nel 1794, immediatamente a ridosso dei fatti rappresentàtivi. L'incisione non è firmata dall'autore d... Importante e rarissima opera a carattere devozionale, raffigurante S. Efisio che protegge Cagliari dall'attacco dei Francesi nel 1793. SI tratta di una tavola ispirata all'assedio della città (dicembre 1792-febbraio 1793).Nel 1793 una flotta francese si prepara all'assalto della città, assolutamente impreparata all'assedio. Ma una serie di eventi clamorosi - devastanti libecciate che danneggiano gravemente le navi, le errate manovre militari delle truppe - costringono l'ammiraglio francese Truguet a rinunciare all'impresa. Secondo la tradizione popolare e all'arcivescovo di Cagliari Melano si tratta di un miracolo dovuto a S. Efisio. In basso al centro si legge il titolo "Caralis per integrum mensem a Gallis obsessa s. Ephisii patrocinio defensa ann. ae.v. MDCCXCIII".Più in alto troviamo la dedicata a Vittorio Filippo Melano (Cuneo, 27 settembre 1733 – Novara, 23 dicembre 1813) che, intrapresa la carriera ecclesiastica tra i domenicani, divenne uno stimato maestro di teologia. Il 1º giugno 1778 fu nominato arcivescovo di Cagliari, dove insegnò nella locale Università dal 1779 al 1796. Per Anna Saiu Deidda "l'assedio venne documentato da disegni ed incisioni per espresso incarico del Governo (cfr. Immagini di una battaglia: l'attacco francese alla città di Cagliari nel 1793 in "Accademia Clementina. Atti e Memorie" XXVII, 1990, pp. 137-158, tavv. 133-147). "Il prototipo delle incisioni nelle quali S. Efisio in armi, la palma del martirio enlla mano sinistra, si leva in piedi poggiando sulle mura fortificate della città bassa quasi a minacciare la flotta nemica, si deve quasi certamente a Giovanni Antonio Maina. Per questo tipo di immagine, la cui committenza è ecclesiastica e le cui finalità propagandistiche sono evidenti, possiamo oggi contare su due esemplari: nel primo Sant'Efisio vi compare in piedi mentre impetra dal cielo la salvezza della città, rivestito dell'elmo, della corazza e del mantello, elementi che caratterizzano la sua iconografia più nota tramandata soprattutto attraverso le raffigurazioni settecentesche dovute allo scultore Giovanni Antonio Lonis, e che ancora si trovano nella chiesa a hui dedicata nel quartiere di Stampace. Il suo rapporto diretto con Dio è rappresentato dai raggi che lo investono parten- do dall'immagine della Croce che si mostra in cielo sulla sinistra. Lo affiancano immagini simboliche di una «guerra santa»: trofei e stendardi intorno a uno scu- do crociato sulla sinistra, bandiere e picche appese ad un albero (che introduce abbastanza inopinatamente un elemento paesistico in questa parte della composi- zione) ad includere un'impresa con l'immagine del sole, anch'esso simbolo di Dio, sulla destra. Ancora armi, singole o in panoplia, insieme agli strumenti musicali come i tamburi e le trombe collegati ai riti della guerra, si trovano nella larga cornice che include oltre agli stemmi della Sardegna e della città di Cagliari, i nomi del Salvatore (Emanuele) e dei due arcangeli Michele e Gabriele (scritti sui bracci di una croce circondata di lauro); una bandiera con il motto dei Savoia (FERT), e due scritte esplicative: Caralis per integrum mensem a Gallis obsessa S. Ephisii patrocinio defensa Ann.Ae. V. MDCCCXCIII e Ill.et Rev. DD. F.Vic- torius Melanus Archiep. Karalit. Quibusque fidelibus coram hac S.Ephisü sacra effigie recitantibus Pater noster etc. quadraginta dierum indulgentiam concedit. Il verbo al presente indicativo fa pensare ad una composizione e diffusione della stampa collegata strettamente alla presenza a Cagliari dell'arcivescovo Melano, il quale si era mostrato subito solidale con i difensori della città, e tanto godeva della stima e del favore popolare da essere scelto come autorevole tramite delle richieste avanzate al Re Vittorio Amedeo III dagli Stamenti nel 1795. Si deve pensare dunque ad una collocazione di questa stampa nello stesso 1793 o nel 1794, immediatamente a ridosso dei fatti rappresentàtivi. L'incisione non è firmata dall'autore d... Anna Saiu Deidda, Immagini di una battaglia: l'attacco francese alla città di Cagliari nel 1793 in "Accademia Clementina. Atti e Memorie" XXVII, 1990, pp. 137-158, tav. 145.
In-32 (mm. 65 x 40), p. pelle coeva (dorso ben restaurato), decorazioni e tit. oro ai piatti e al dorso, in astuccio mod., pp. (2),XV,1097,(5), con un ritratto del Manzoni. "Edizione originale" in questo formato. Cfr. Bondy "Miniature Books", p. 97: "One of the most compendious one-volume works ever published in miniature format is the 1902 edition of Manzoni's great novel "I promessi sposi". The printer-publishers are the brothers Salmin of Padua who were responsible for the sensational "Dantino" and the tiny Galileo. In this volume dedicated to Queen Margherita of Savoy they have departed from the use of the ultra-small type used in these earlier volumes and employ a good legible 4,5-point type. Spielmann, n. 355A, writes: 'One of the most important and extensive works ever produced in such tiny compass'". Esemplare ben conservato.
In-8 p. (mm. 210x135), 3 volumi, mz. pelle coeva (con restauri per manc.), decoraz. e titolo oro su due tasselli al dorso, pp. XVI,381; 443; 382; con 1 tabella e 8 tavole ripieg. fuori testo, inc. in rame. L’opera e' divisa in tre parti corrispondenti alla "bellezza", alla comodità" e alla "solidità", che sono le tre principali divisioni dell'architettura civile secondo il Milizia. Stampata anonima la prima volta a Finale Ligure da De Rossi nel 1781, questa è la "prima edizione veneta" di una delle principali opere del grande scrittore d'arte Francesco Milizia (1725-98), il più rigoroso teorico del neoclassicismo. Cfr. Cicognara,566: "Opera piena di critica profondissima, e scritta con libertà di pensare e saper sommo" - Comolli,IV,42: "E' uno dei miglior libri che abbiamo in architettura". Solo una tav. con macchia, altrimenti bello e fresco esemplare.
In-8 p. (mm. 200x129), 11 voll., mz. pelle coeva (picc. manc. al dorso del 5° vol.), decoraz. e titolo oro al dorso, pp. compless. circa 5800, con un ritratto dell’A. inc. in rame all’antiporta (nel 1° vol.), 1 tavola con figg. relative ad un cranio e al cervello + 5 tabelle “analitiche del sistema del signor F.G. Gall, volgarmente detto ‘Cranioscopia’”, più volte ripieg. (nel 3° vol.), 3 tabelle statistiche più volte ripieg. (nel vol. 8°). Rara ed unica edizione di questa raccolta delle opere di “Giacomo Tommasini (1768-1846), medico nato a Parma; prof. di fisiologia e patologia a Parma e quindi di clinica medica a Bologna, fu anche medico della duchessa Maria Luigia di Parma. Seguace di G. Rasori. Le sue opere maggiori sono: "Storia ragionata di un diabete" (1794); “Della nuova dottrina medica italiana” (1817)” (cfr. Diz. Treccani,XII, p. 240). Alc. lievi fioriture intercalate nel testo, altrimenti esempl. ben conservato.
In-24 gr. (mm. 145x92), p. pergamena antica (risguardi rifatti), 63 cc.num., 1 c.nn.; al verso dell’ultima carta la seguente sottoscrizione: P.Alex.Pag./ Benacenses./ .F./ Bena./ V. V. (generalmente interpretato: Paganinus et Alexander Paganini Benacenses fecerunt. Benacus vivat vivat); dedicato a Papa Leone X. Oltre alla “Sofonisba” (considerata la prima tragedia regolare apparsa a stampa in volgare) e ai “ritratti”, vi sono contenute: una lettera a Madonna Margarita Pia Sanseubrina - una orazione ad Andrea Griti, Principe di Venezia e una canzone a Clemente VII. Cfr. Brunet,V,953: “contient les memes choses que la précedente édition vénitienne (per Ieronimo Pentio da Lecho) de 1530 - Fumagalli “Lessico Tip. d’Italia”, p. 427 per Paganini. Esemplare ben conservato.
Lyon: Lugduni, apud Vincentium de Portonariis, in officina Johannes Crespin, 1542. Tres volúmenes en folio; 3 hs., portada, 147 ff. sin numerar y portada, 77 ff. sin numerar + portada, 194 ff. sin numerar + portada, 267 ff. sin numerar. Ejemplar con un pequeño taladro en los tres primeros folios del tomo tercero, con pérdida de algunas letras, por lo demás buen ejemplar. Impresión gótica. Encuadernación uniforme en pergamino, de la época.
48848Roma, Lorenzo del Turco / Fratelli Palombi Editori, 1958-1974 5 volume set, bound, blue cloth and gilt title on spine, 586+633+473+479+476pp., 22.5x30cm., col. ills. tipped-in: 37+34+38+40+38 plates. Good condition!! Very rare!!!.
1786601891 vol. in-4 reliure de l'époque demi-basane marbrée, dos orné, toutes tranches marbrées, s.l.n.d. [ Chez la Veuve Desaint, Paris, 1786 ], 36 planches souvent à double page : L'Italie - Plan de Turin - Plan de Milan - Plan de Pavie et de son faubourg en 1768 - Plan de Crémone - Plan de la ville de Plaisance - Parme - Plan de Modène - Plan de Bologne - Plan de Florence - Plans de Sienne, Livourne, Pise - Plan de Lucques - Vue de St Pierre de Rome et du Palais du Vatican - Plans des églises St Paul de Londres et St Pierre de Rome - Plan de Rome (extrait du plan de J. B. Nolli de 1748) - Fontaine de Trevi à Rome - Place Colonne à Rome - Entrée de Rome par la Porte du Peuple - Plan de Capoue - Plan de Naples - Vue des ruines de l'ancienne ville de Poestrum - Plan de la ville et du port d'Ancone - Plan de Rimini - Plan de Ravenne - Plan de Ferrare - Carte du païs situé entre Bologne et Ferrare - Plan de Venise - Plan de Padoue en 1780 - Plan de Vicense - Plan du théâtre Olympe de Vicence - Plan de Vérone - Plan de Mantoue - Plan de Brescia - Plan de Bergame - Plan de la ville de Gênes - Plan de Nice.
1 vol. in-4 reliure de l'époque demi-basane marbrée, dos orné, toutes tranches marbrées, s.l.n.d. [ Chez la Veuve Desaint, Paris, 1786 ], 36 planches souvent à double page : L'Italie - Plan de Turin - Plan de Milan - Plan de Pavie et de son faubourg en 1768 - Plan de Crémone - Plan de la ville de Plaisance - Parme - Plan de Modène - Plan de Bologne - Plan de Florence - Plans de Sienne, Livourne, Pise - Plan de Lucques - Vue de St Pierre de Rome et du Palais du Vatican - Plans des églises St Paul de Londres et St Pierre de Rome - Plan de Rome (extrait du plan de J. B. Nolli de 1748) - Fontaine de Trevi à Rome - Place Colonne à Rome - Entrée de Rome par la Porte du Peuple - Plan de Capoue - Plan de Naples - Vue des ruines de l'ancienne ville de Poestrum - Plan de la ville et du port d'Ancone - Plan de Rimini - Plan de Ravenne - Plan de Ferrare - Carte du païs situé entre Bologne et Ferrare - Plan de Venise - Plan de Padoue en 1780 - Plan de Vicense - Plan du théâtre Olympe de Vicence - Plan de Vérone - Plan de Mantoue - Plan de Brescia - Plan de Bergame - Plan de la ville de Gênes - Plan de Nice. Atlas seul, bien complet des 36 planches (il y a une planche 21bis). Etat satisfaisant (reliure fort. frottée avec mq., forte mouill. visible surtout dans le deuxième partie de l'atlas). Français