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13 tavole sciolte che raffigurano le Logge di Raffaello, incise da Carlo Lasinio, dimensioni del foglio cm 46x62, dell’impronta della lastra 37x50,5. Rossetti 6053.
In-4°; pp. 100, con una grande bella tavola incisa su rame ripiegata che raffigura l’Aula capitolare, incisa da F. Aquila da Ferdinando Puletto, 67x48,5 cm; a p. 83 un rame con la riproduzione della medaglia commemorativa del congresso francescano di Michelangelo dei Conti incisa da Ermenegildo Hamerani, Il Pontefice in trono, circondato da prelati, riceve le schede di votazione dell'assemblea dei Minori Osservanti.; un rame al frontespizio; legatura in cartonato colorato rigido. Le pagine del testo sono rimontate su fogli più grandi. Le prime 4 carte leggermente brunite. Relazione del Capitolo generale dell’Ordine dei Frati minori Francescani presieduto da Innocenzo XIII nel Convento dell’Ara Coeli; il papa decise di indire a Roma il Capitolo Generale dell’Odine, intervenendo all’apertura e presiedendo alla elezione del Ministro generale dell’Ordine. Innocenzo decise che si riprendesse anche il culto del Beato Andrea. In fine l’elenco dei padri presenti.
In-8°; cc. (16), pp. 613, (2) vignetta incisa su legno al frontespizio, nel testo iscrizione recante il nome di san paolo in greco e in latino, e altro legno raffigurante San Pietro in barca in mandorla. Legatura in piena pergamena con titolo manoscritto al dorso.
Magnifica veduta a volo d'uccello di Roma con cartiglio decorativo con titolo, che mostra la città com'era nel 1550. Sono incluse varie strutture superstiti dell'antica Roma: le mura circostanti, il Pantheon, il Colosseo, l'Arco di Costantino e il Foro Romano. Nell'angolo sinistro in primo piano si possono vedere il Palazzo Papale e l'Obelisco dal circo di Caligola e Nerone. “La stampa, sebbene incisa ed edita ad Amsterdam nel 1657, riproduce Roma verso il 150, essendo copia della pianta del Braun Hogenberg, dalla quale si differenzia unicamente per i personaggi in primo piano […] In basso, entro due cartigli, una legenda di 101 numeri” (cfr. Marigliani, Le Piante di Roma, p. 153). Il modello originale è da ricercare però nella pianta di Giovanni Francesco Camocio del 1569 (o della precedente di Leon Pitor del 1568, come sostiene Scaccia Scarafoni) nella quale la città è ritratta a volo d'uccello dal Gianicolo. La pianta è inclusa nel Theatrum Celebriorum Urbium Italiae, Aliarumque In Insulis Maris Mediterranei di Janssonius, stampato ad Amsterdam nel 1657. Acquaforte e bulino, finemente colorata a mano, ossidazioni nei margini, per il resto in buono stato di conservazione. Non comune. Bibliografia Marigliani n. 53; Scaccia Scarafoni n. 165; Van der Krogt 4, 42:15. Fine example of Jansson's rare modern view of Rome, from his Theatrum Celebriorum Urbium Italiae, Aliarumque In Insulis Maris Mediterranei. Striking bird's-eye plan of Rome with decorative title cartouche, showing the city as it was c. 1550. Included are various surviving features of ancient Rome: the surrounding walls, the Pantheon, the Coliseum, the Arch of Constantine, and the Forum Romanum. In the left corner in the foreground can be seen the Papal Palace and the Obelisk from the circus of Caligula and Nero. The print, although engraved and published in Amsterdam in 1657, reproduces Rome around 1550, being a copy of Braun Hogenberg's plan, from which it differs only by the figures in the foreground [...] At the bottom, within two cartouches, a legend of 101 numbers" (cf. Marigliani, Le Piante di Roma, p. 153). The original model, however, is to be found in Giovanni Francesco Camocio's plan from 1569 (or Leon Pitor's earlier one from 1568, as Scaccia Scarafoni claims) in which the city is portrayed from a bird's eye view from the Janiculum. Jan Janssonius (also known as Johann or Jan Jansson or Janszoon) (1588-1664) was a renowned geographer and publisher of the seventeenth century, when the Dutch dominated map publishing in Europe. Born in Arnhem, Jan was first exposed to the trade via his father, who was also a bookseller and publisher. In 1612, Jan married the daughter of Jodocus Hondius, who was also a prominent mapmaker and seller. Jonssonius’ first maps date from 1616. In the 1630s, Janssonius worked with his brother-in-law, Henricus Hondius. Their most successful venture was to reissue the Mercator-Hondius atlas. Jodocus Hondius had acquired the plates to the Mercator atlas, first published in 1595, and added 36 additional maps. After Hondius died in 1612, Henricus took over publication; Janssonius joined the venture in 1633. Eventually, the atlas was renamed the Atlas Novus and then the Atlas Major, by which time it had expanded to eleven volumes. Janssonius is also well known for his volume of English county maps, published in 1646. Etching, with fine later hand colour, some foxing on the margins, otherwise good condition. Bibliografia Marigliani n. 53; Scaccia Scarafoni n. 165; Van der Krogt 4, 42:15.
Rara veduta della Basilica di St. Pietro a Roma (138x195) contornata da 12 piccole vedute di alcuni famosi monumenti di diverse città italiane (64x91cd.): Cattedrale di Venezia - Templi di Pesto e Pompei - Cattedrale di Firenze - Cattedrale di Pisa - Arena di Verona - Certosa di Pavia - Tomba di Canova a Possagno - Superga a Torino - Cattedrale di Napoli - Lanterna di Genova - Tomba di Caio Cestio a Roma. In calce dedica a Sua Altezza Imperiale Reale Elisabetta Arciduchessa d'Austria. Diversi restauri
Veduta tratta dal terzo volume del Nouveau Theatre de l'Italie pubblicato per la prima volta ad Amsterdam nel 1704/5, quale integrazione al progetto di Johannes Blaeu, iniziato nel 1663, del grande "libro delle città" d'Italia. Il grande successo dell’opera diede origine ad un’ulteriore ristampa, praticamente identica, curata da Rutgert Christoffel Alberts edita nel 1724/5. In questa edizione compaiono per la prima volta le vedute dei luoghi "moderni" di Roma, edite da Mortier ma inserite solo in questa edizione di Alberts.Le vedute, di grande formato sono molto ricche di particolari e particolarmente popolate di figure. Derivano da modelli presenti nell'editoria romana contemporanea. In particolare sono delle semplici derivazioni di opere edite tra la fine del XVII e il primo decennio del '700 da artisti quali Alessandro Specchi, Tiburzio Vergelli, Matteo Gregorio de Rossi e dal fiammingo Wouters.Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Bibliografia Cremonini pp. 83-90 Esemplare tratto dal terzo volume del "Nouveau Theatre de l'Italie" pubblicato per la prima volta ad Amsterdam nel 1704/5, quale integrazione al progetto di Johannes Baeu, iniziato nel 1663, del grande "libro delle città" d'Italia. Il grande successo dell’opera diede origine ad un’ulteriore ristampa, praticamente identica, curata da Rutgert Christoffel Alberts edita nel 1724/5. In questa edizione compaiono per la prima volta le vedute dei luoghi "moderni" di Roma, edite da Mortier ma inserite solo in questa edizione di Alberts.Le vedute, di grande formato sono molto ricche di particolari e particolarmente popolate di figure. Derivano da modelli presenti nell'editoria romana contemporanea. In particolare sono delle semplici derivazioni di opere edite tra la fine del XVII e il primo decennio del '700 da rtisti quali Alessandro Specchi, Tiburzio Vergelli, Matteo Gregorio de Rossi e dal fiammingo Wouters.Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Bibliografia: Cremonini pp. 83-90
Secondo stato di quattro.Acquaforte e bulino, 1763, firmata in lastra in basso a sinistra. Magnifica prova, impressa su carta vergata con filigrana "Bracciano" (Robison 59), con ampli margini, in perfetto stato di conservazione. Della serie Vedute di Roma. L’opera consiste in 135 lastre prodotte individualmente dal Piranesi per almeno 30 anni, da circa il 1745, fino alla data della sua morte. All’opera sono aggiunte poi due vedute realizzate dal figlio Francesco. Per la prima volta furono edite dall’editore Giovanni Bouchard nel 1751 (34 lastre), successivamente dallo stesso Piranesi editore a Strada Felice prima e Palazzo Tomati poi (indirizzi che appaiono su molte tavole), fino alla stesura definitiva composta da 137 lastre. Successivamente alla morte dell’autore le matrici furono ereditate dal figlio Francesco, che ne curò la pubblicazione prima nella capitale - le cosiddette tirature “postume romane” - e successivamente a Parigi, dove furono stampate tre edizioni – la cosiddetta “prima di Parigi”, una intermedia (entrambe su carta vergata) e quella curata dall’editore Firmin Didot, la prima su carta senza vergelle, dove le tavole presentano l’aggiunta di un numero arabo ordinale. Tutte le tirature parigine sono piuttosto modeste in qualità, lontane da come il Piranesi le aveva pensate e concepite. Le lastre furono poi acquisite dalla Calcografia Camerale, poi Calcografia Nazionale, oggi Istituto Centrale per la Grafica, dove sono tuttora conservate. - THE SECOND STATE OF FOUR-Etching with engraving, 1763, signed on plate at lower right. From the Roman Edition. A very good impression,of he second state of four, on laid paper, with "Bracciano" watermark (Robison 59), with wide margins, in perfect condition. Taken from Vedute di Roma. The whole work consists of 135 plates which have been individually produced by Piranesi along 30 years, from 1745 circa until his death. Two more works have been subsequently added, two plates by his son Francesco. They have been printed for the first time in 1751 (34 plates) by the editor Giovanni Bouchard, afterwards by Piranesi himself, publisher first in Strada Felice an the in Palazzo Tomati, imprint that can be found in mostly of the plates), until the final edition of 137 plates. After Piranesi's death, his son Francesco inherited the plates, editing them first in Rome and then in Paris, where three editions were printed - the so-called "first Paris edition", an intermediate one (both on laid paper) and the one edited by the publisher Firmin Didot, the first on wowe paper, where the plates have an Arabic ordinal number added. All Parisi issues are rather modest in quality, far from how Piranesi had thought and conceived them. The plates were then acquired by the Calcografia Camerale, then Calcografia Nazionale, today Istituto Centrale per la Grafica, where they are still kept. W.E. 204, Focillon 776, Hind 71 II/IV
In folio, 2 volumi, tela coeva, pp. (4),202; 200,(2); molto ben illustrati da complessive 390 tavole inc. in rame al tratto (per lo più dal Garzoli) che riproducono tutte le opere contenute nel Campidoglio, dipinte o scolpite. Ogni tavola è ampiamente descritta. "Edizione originale". Cfr. Brunet,IV,1302 - Graesse,VI,122 - Choix de Olschki,XI,17949. Esempl. con lievi fiorit. margin.; piccola macchia di inchiostro al marg. bianco su 25 carte di un vol., altrimenti ben conservato.
Pianta della città edita da Mattheus Seutter, inclusa nel suo "Atlas" del 1730. La pianta deriva da quella di Giovan Battista Falda del 1676, della quale è una fedele ed accurata riduzione. In alto a sinistra compare il ritratto del papa Benedetto XIII (1724-30) e a destra il suo stemma. In basso a sinistra un elenco del XIV rioni ed a destra una breve descrizione della città dal titolo di Rom. Sebbene stampata intorno al 1725, probabilmente in occasione del Giubileo visto l'inserimento delle Sette Basiliche, raffigura la città intorno al 1676. L'opera infatti non contempla le innovazioni architettoniche alla città durante il pontificato di Innocenzo XII e nemmeno il Porto di Ripetta del 1704. Matthäus Seutter (1678 - 1757) fu uno dei più importanti e prolifici editori tedeschi di mappe del XVIII secolo. Attivo, come incisore sotto la tutela dell'importante J. B. Homann. All'inizio del 1700 Seutter lasciò Homann per tornare ad Augusta, dove lavorò per l'importante editore d'arte Jeremia Wolff (1663 - 1724), per il quale incise mappe e altre stampe. Intorno al 1717 fondò la propria casa editrice cartografica indipendente ad Augusta. La maggior parte delle mappe di Seutter sono pesantemente basate, se non addirittura copie, di lavori precedenti fatti dalle calcografie Homann e De L'Isle. Ciononostante, dal 1731/32 Seutter era uno degli editori più prolifici del suo tempo e fu onorato dall'imperatore tedesco Carlo VI che gli diede il titolo di Geografo Imperiale, dopo il quale la maggior parte delle mappe successive includeva la denominazione Avec Privilege. Seutter continuò a pubblicare fino alla sua morte, all'apice della sua carriera, nel 1757. Incisione in rame, tipica coloritura a mano editoriale, in ottimo stato di conservazione. Map of the city edited by Mattheus Seutter, included in his "Atlas" of 1730. The map derives from that of Giovan Battista Falda of 1676, of which it is a faithful and accurate reduction. On the upper left is the portrait of Pope Benedetto XIII (1724-30) and on the right his coat of arms. In the lower left a list of the XIV districts and on the right a brief description of the city entitled Rom. Although printed around 1725, probably on the occasion of the Jubilee given the inclusion of the Seven Basilicas, it depicts the city around 1676. The work in fact does not contemplate the architectural innovations to the city during the pontificate of Innocenzo XII, nor the Port of Ripetta of 1704. Matthäus Seutter (1678 - 1757) was one of the most important and prolific German map publishers of the 18th century. Seutter was born the son of a goldsmith but apprenticed as a brewer. Apparently uninspired by the beer business, Seutter abandoned his apprenticeship and moved to Nuremberg where he apprenticed as an engraver under the tutelage of the prominent J. B. Homann. Sometime in the early 1700s Seutter left Homann to return to Augsburg, where he worked for the prominent art publisher jeremiad Wolff (1663 - 1724), for whom he engraved maps and other prints. Most of Seutter's maps are heavily based upon, if not copies of, earlier work done by the Homann and De L'Isle firms. Nonetheless, by 1731/32 Seutter was one of the most prolific publishers of his time and was honored by the German Emperor Karl VI who gave him the title of Imperial Geographer, after which most subsequent maps included the Avec Privilege designation. Copper engraving, typical editorial hand coloring, in excellent condition. Huelsen (1915): n. 121; Marigliani, Le Piante di Roma nelle Collezioni private, pag. 235, 140.
In-4° (215x175mm), pp. (16), 192, (4), legatura coeva p. pergamena rigida con unghie e titolo in oro su tassello al dorso. Tagli colorati a spruzzo. Frontespizio inciso in calcografia con un motivi ispirati alla tradizione figurativa dell'arte romana. Dedica a stampa del Du Val ad Antoine de Lomenie, consigliere del Re di Francia. Testatine e capilettera ornati xilograficamente. 63 tavv. incise su rame a piena pagina, di pretto gusto manierista, con ritratti di imperatrici romane e di membri femminili della famiglia imperiale. Numerose riproduzioni n.t. di monete romane di età imperiale. In fine, elenco degli imperatori romani e privilegio di stampa; explicit tipografico al colophon. Al contropiatto, etichetta della Taylor Institution con certificazione di dono alla stessa da parte di Robert Finch del Balliol College di Oxford e timbro di alienazione da tale raccolta; il donatore, il reverendo Robert Finch (Londra, 1783-Roma, 1830) fu noto studioso di antichità e di archeologia, amico di Shelley, grande collezionista di libri e di opere d'arte antica. Nota di possesso in data 1758 al contropiatto. Bruniture e arrossature sparse, aloni al margine inferiore di numerose cc., ma buon esemplare nel complesso. Pregevole edizione seicentesca parigina della versione latina delle "Immagini delle donne Auguste" (Venezia, 1557) di Enea Vico (Parma, 1523-Ferrara, 1567) reimpresse con svariate modifiche per le cure del Du Val. Cfr. (edizioni cinquecentesche): Mortimer, 533. Brunet, V, 1175. Adams, V634. Cicognara, 3058. Borroni, 1954, II/VI, n. 13.583/3. Olschki, 5458 e passim. Bartsch, 257-319 e 321: "Toutes ces pièces sont gravées avec le plus grand soin, et peuvent être comptées parmi les plus belles choses qu'Enée Vico nous a laissées en gravure". Renouard, p. 176. Guilmard, p. 289.
In-4 p. (mm. 287x210), 4 volumi, p. pergam. coeva (uno in mz. pergam. coeva con ang.: abras. ai piatti e picc. manc. al dorso), tagli rossi, 5 frontespizi (di cui 1 generale) con belle vignette disegnate da Pietro Angeletti, pp. XXII,(2),2132,(2) (numeraz. continua), illustrati da: 1 grande tav., più volte ripieg., con un ritratto di Pio VI in trono (cui è dedicata l'opera); alc. figure nel t. e 17 (su 18) tavole per lo più architettoniche fuori testo, tutte inc. in rame da Marco Carloni, su disegni di Jacopo Sangermano.<br> L’opera è così composta: 1° vol.: “Praemittitur Syntagma de secretariis ethnicorum, ac veterum Christianorum apud Graecos, et Latinos” con la tav. dedicata a Pio VI - 2° vol.: “Accedunt disquisitiones: I. De Cellis Gregorianis. II. De Bibliotheca Basilicae Vaticanae. III. De Circo Caii et Neronis. IIII. De aedibius rotundis S. Petronillae, et D.N. Mariae Febribugiae”, con la pianta della basilica vaticana (più volte ripieg.) - 3° vol.: “V. De monasteriis Vaticanis, et Lateranensibus”, con 13 tavole (effigie della Madonna con Gesù Bambino in braccio (a p. pag.), 1 con la raffiguraz. di un sarcofago antico e 11 tavole con piante e spaccati della basilica (tutte più volte ripieg.) - 4° vol.: “Sylloge veterum monumentorum" partim ex ineditis Mss. partim ex autographis marmoribus concinnata notisque illustrata” con 3 tavole (più volte ripieg.) e 2 a p. pag. nel testo, riproducenti tavolette con iscrizioni. "Manca" la tavola raffigurante il tintinnabulo vaticano.<br> Cfr. Diz. Biografico degli Italiani,XVII, p. 738: ".. oltre alla preistoria e alla storia dell'istituzione, si susseguono descriz. di chiese, di monumenti, di singoli cimeli, edizioni di epigrafi e di documenti. Il IV vol. è dedicato all'edizione delle iscrizioni vaticane, anche moderne" - Brunet,I,1530: "Ouvrage le plus considérable de son savant auteur" - Choix de Olschki,XI,16616 che cita il Moroni (p. 75, n. 18): “Per comune consenso di tutti i letterati, quest’opera è giudicata per la migliore, e per la più importante del Cancellieri (1751-1826). Le spese di stampa furono sopportate dal capitolo di S. Pietro per ordine di Pio VI”. <br> Tre frontesp. restaur. per manc. del solo margine bianco inf. (mm. 57), qualche fiorit. o arross. interc. nel testo, ma complessivam. esemplare su carta forte, ben conservato.
In folio grande,legatura in mezza pelle con nerv., tassello e fregi in oro, pp 8, 36 e 100 tavole inc. f.t. raff. esterni, interni e particolari architettonici di palazzi romani. Antiche rip. al margine del front., fioriture diffuse. Opera celebre e prestigiosa, in seconda edizione, esatta ristampa dell'ediz. del 1798. "Ouvrage estimé pour la correction des dessins et de l'exactitude de la gravure" Cfr Brunet, Cicognara, Olschki.
[Figurato Roma-Legatura] (cm.35) bella legatura alle armi, in piena pergamena con grande stemma prelatizio ai piatti con leoni e gigli e 4 file di mappe, entro doppia cornice e fregi angolari ripetuti al dorso. Minimi difetti, tracce di lacci. Tagli dorati.-- cc. 13 nn., pp. 387, cc. 13 nn. con 6(di 7) tavv. f.t. ripiegate, 5 illustrazioni a piena pagina e 1 figura n.t. Bellissimo frontis figurato completamente inciso in rame da Jos. Testana su disegno di Joseph. Bellonus. Edizione originale ed unica molto rara. Manca ad Autori Italiani del '600, Vinet, Burroni e Michel-Michel. Opera ricca di storica erudizione, e incerta circa l' autore; vedi le ampie note in Lozzi e Ranghiasci. Un filo di tarlo ben restaurato all' angolo bianco di alcune carte interne. Purtroppo manca la prima carta con l' occhiello e una tav. f.t. che rappresenta la Basilica di San Lorenzo che alleghiamo ambedue in fotocopia. Qualche lieve ombreggiatura ad alcune carte, altrimenti bell' esemplare marginoso nella sua importante legatura alle armi. * Lozzi 4493; * Ranghiasci n° 580 p.228; * Cicognara 3852; * Choix 17883; * Schudt 872; * Bm. Stc. XVII Cent 723; * Moranti " Seicentine di Urbino " 4053, scompleto.[f56] Libro
Un volume in 8°all'italiana (cm.18,0x25,5) un frontespizio inc. col titolo in tre lingue (italiano, inglese e francese) + un occhietto inciso in tre lingue + 51 tavv. inc. in rame; segue: frontespizio + 8 tavv. inc. in rame + pagg. 2 (indice) + 1 carta bianca. Legatura coeva in mz. pelle e percalina con tit. in oro al dorso; parzialmente staccata, interno fresco e ben conservato. Un insieme di due raccolte ben note, probabilmente realizzato dal Ducrò per la sua clientela del turismo romano. Vedasi anche Rossetti n°7251-55 .
In 4°, piccolo, pp. VIII+355. Legatura coeva in pelle con titoli in oro al dorso. Pregiata edizione riccamente figurata da 92 tavole f.t in rame di cui 4 incisioni più volte ripiegate
Bulino misure: mm 178 x 280 Antiquario, disegnatore, numismatico e incisore, dopo una prima formazione nella città natale, l'artista si trasferisce a Roma. Qui lavora per lo stampatore Salamanca e per Tommaso Barlacchi incidendo molti rami fra cui una serie di Grottesche edite nel 1542; si forma soprattutto studiando le incisioni di Marcantonio Raimondi e della sua scuola (del 1541 è la copia in controparte della Lucrezia di Raimondi, incisa per Barlacchi). Dopo un soggiorno a Firenze si trasferisce a Venezia e infine a Ferrara alla corte di Alfonso II. Oggi conosciamo circa cinquecento incisioni a bulino eseguite da Vico: ritratti, serie di vasi antichi, gemme e cammei, incisioni da opere di Raffaello, Michelangelo, Salviati, ecc. Il soggetto descritto in questa incisione deriva da un invenzione di Perino del Vaga (Firenze 1501 - Roma 1547) ed è ispirato ad una leggenda legata a Virgilio che lo vede innamorato di una giovane fanciulla figlia di un imperatore romano. La donna però non solo non ricambia l'amore ma si prende gioco del Poeta; finge di accoglierlo nelle sue stanze mediante l'espediente di una cesta per farlo arrivare di nascosto alla finestra, ma poi la cesta si ferma e Virgilio rimane appeso fino al giorno dopo, tra le risa del popolo. Il poeta si vendica spegnendo tutto il fuoco di Roma e solo attraverso la donna il popolo avrebbe potuto procurarselo. Così la figlia dell'imperatore venne posta sulla pubblica piazza e Virgilio fu vendicato. Nella stampa, davanti ad obelischi, colonne e edifici romani possiamo osservare un primo piano gremito di persone colte in pose e atteggiamenti differenti, il tumulto e la concitazione sono creati mediante una forte gestualità, un tratto netto e velatura argentea. A destra la donna viene soggiogata dal popolo e sullo sfondo Virgilio è appeso allo cesta. Monogramma EV in basso a sinistra nella tavoletta, mentre oltre l'immagine nel margine bianco il distico e la data VIRGILIVM ELVDENS MERITAS DAT FOEMINA POENAS ROMAE ANNO 1542. Impressione eccellente, splendido effetto di velatura grigio argentea di fondo. Ottimo stato di conservazione eccetto una mancanza integrata lungo il margine destro, qualche assottigliamento della carta. Rifilata alla battuta del rame. Filigrana: ancora nel cerchio (Centro Italia, metà XVI secolo) . Esemplare III/III con l'indirizzo di Salamanca, in basso al centro. Bibliografia: Bartsch XV.304.46; Gori Gandinelli V, pp. 49-50; TIB 30.65.46; Borea 1980, pp. 271-72
In-8 (mm. 240x176), 2 opere in 1 volume, p. pergam. coeva (picc. manc. alla cuffia superiore), titolo ms. al dorso, tagli a spruzzo rossi, pp. (12),76, con 11 belle figure inc. in rame nel testo. "Edizione originale". Cfr. Brunet,II, p. 1245 - Cicognara, 3723 - Borroni, 12212 - Choix de Olschki,XI,16936: “Etude sur les bulles que les enfants romains portaient sur la poitrine. Ficoroni donne ensuite des notices intéressantes sur ses explorations dans les tombeaux romains et sur les fouilles qu’il avait entreprises”. Unito, dello stesso A. e stesso editore: "I Tali ed altri strumenti lusori degli antichi romani". Descritti da Ficoroni e dedicati al.. Signor Cardinale Nicolo’ Maria Lercari, 1734, pp. (16),158, con 2 tavv. inc. in rame f.t. - una raffigura i “Tali” (”piccoli ossi nel garetto del piede”) e l’altra un fanciullo che gioca con essi. "Edizione originale". Cfr. Cicognara,1652 - Brunet,II,p. 1246 - Choix de Olschki,XI,16940: “Dissertation sur quelques jeux des ancien romains. Des 2 planches gr. s. cuivre une est signée par S.(ilvestro) Pomarede”. “Francesco Ficoroni, studioso di antichità e collezionista (1664-1747). Scrisse di topografia, di numismatica, e illustrò notevoli oggetti antichi; ma la sua fama è affidata specialmente a un insigne cimelio, la cista prenestina, la più bella e più ricca della serie, detta in suo onore ‘cista Ficoroni’, di cui fece dono al museo Kircheriano, donde passò poi alla sezione prenestina del museo di Villa Giulia in Roma”. Così Diz. Treccani,IV, p. 729. Alc. carte uniformem. ingiallite nella prima opera, altriimenti fresco esemplare ben conservato. .
Pinelli Bartolomeo Nuova Raccolta di cinquanta Costumi Pittoreschi incisi all'acquaforte...Dedicati a Sua Eccellenza Alessandro Narischkin Gran Ciamberlano di Sua Maestà l'Imperatore di tutte le Russie... In Roma presso Giovanni Scudellari in Via Condotti N. 19 e 20. Anno 1817. In-8 oblungo (mm 168x227), con Frontespizio inciso in rame e 50 tavole incise all'acquaforte numerate 1-50. Legatura in cartonato rustico, dorso rinforzato, lievi fioriture marginali, ma buona copia. Celebre Raccolta di Costumi di Bartolomeo Pinelli.
PARIS, Lib.Bachelin-Déflorenne - 1872/73 - In-8 (23 cm) - Reliure 1/2 chagrin rouge, coins frottés - Dos à nerfs - - 14/21 volumes - Bel ensemble - Propre FAMILLES : III) BRYAS ou BRIAS, de la VILLE de FEROLLES, BERNARDON, DANZEL de BEAULIEU, d'ALBI FRENCAVEL de WEISS,, COLLIN, GORGUETTE d'ARGOEUVES, LAMBERT, PAYEN ou PAYAN, BROSSARD, MUSSET, O'MAHONY, LE SELLIER de CHEZELLE, LANGUET de SIVRY, GARIAC, FOURNIER de BOISMARTIN et de BELLEVUE, MONTAL ou de MONTALLY, CLICQUOT de TOSSICOURT, SULET d'HEUDICOURT-LENONCOURT, COUASNON, LA CELLE de CHATYEAUCLOS, de BROSSE, CHAMBRAY, CHEVERUE, de TROGOFF, HUGUES, de GIVES, BELOT de FERREUX, GENTIL, VIDAU, DONCQUER de T'SERROELOFFS, LE ROY de la GRANGE, MALLEVAUD, COMPAGNOLT, d'ALEZ d'ANDUSE ou d'ALES, de ALESTO, HONORATI, ALFONSE, SARRET de COUSSERGUES, de FABREGUES, PREVOST de SAINT-CYRLACCAUSSADE, ORO de PONTONX, de POSTEL, COSSERON de VILLENOISY, de RAYMOND, LAISNE de SAINTE-MARIE,, du HOUX, ARGIOT de la FERRIERE, BANYULS de MONTFERRE, GARIDEL, DEMARTIN, de CASTELBAJAC, CHAPT de RASTIGNAC, GUILLAUMANCHESdu BOSCAGE, MONTMORENCY, MILON, DUBOCAGE de BLEVILLE, BARTBIER de La SERRE, AUCAPITAINE de LIMANGES, MIRON, LE MANCEL, ROUSSEAU de RIMOGNE, MAHY de FAVRAS, PIGAULT de LEPINOY, ESTRICHE de BARACE, TOUSTAIN de FRONTEBOSC, CISTERNES de VINZELLE, du MESNIL de FIENE et de MARICOURT, MANDAT, SAHUGNET + Répertoireuniversel & Héraldique de la noblesse (avec Armoiries), Lettre A. IV) Dissertation sur la noblesse, les armoiries, Tableau historique des grands vassaux , de la couronne, de la Pairie et des Pairs de france, depuis l'institution de la monarchie jusqu'à ce jour - Familles d'USSEL, TAURIAC, GRIFFON, PASQUIER de FRANCLIEU, LAURENCIN, BALAHU de NOIRON, PICOT de PECCADUC, BEAUDRAND de PRADEL et de LA ROUE, GASQUET, AGNEL-BOURBON, BROCHARD de LA ROCHEBROCHARD, BARROIS de SARIGNY, des ESCOTAIS,, de CHABERT, CASTILLON, LE JEUNE de MALHERBE, ERARD, de RAVEL, GROUT, TULLES de VILLEFRANCHE, AUTIER ou HAUTIER de VILLEMONTEE, BENAVENT-RODEZ, de LA MORTE, WENDEL de HAYANGE, GODARD d'HAUCOUR, de CHARLUS de LABORDE, OUTREQUIN, KANDY ou CANDY, PREVOST de SAINT-CYR, de PRESSAC, ROBERT du CHATELET,, ASTORGA, ASTORG ou ASTORGUE, GAUDRY, FALLAGUE, FREVOL d'AUBIGNAC et de RIBAINS, EAUFORT de POTHEMONT, de RANCHER, BEAUPOIL de SAINT-AULAIRE, de CHATEUFUR, de ROUVROY, AMELINE de CADEVILLE, du MAS de LA ROQUE - Catalogue Général et alphabétique des Familles nobles de france admises dans l'ordre de Malte, suivi de la monenclature générales de chevaliers de Malte - Etat général des chevaliers de Malte publiés en 1789, de la langue de Provence, de la Langue de France, de la langue d'Auvergne, , du Prieuré d'Aquitaine , du prieuré de champagne VI) ISNARD, MAHEAS, JARNO, MOLETTE de MORANGUIES, CAIRE du LAUZET, GUIGNARD de SAINT-PRIEST-COQUEBERT, SERRE de SAINT-ROMAN, GEREAUX, BEAUCHAMP, BLANCHARDE, JACQUEMET de SAINT-GEORGE, SAUVEUR, SALVATOR, SALVAIRE d'ALEYRAC, GIRARD de CHARNACE, BETHUNE, MONTMORENCY-MORRES, du PUY, de GUANTER, ESTRICHE-BARACE, COURTIN, GUYOT, BATZ de TRENQUELLEON,, DEAN, LA CHAPELLE du BOUCHEROUX, LE PIGEON de VIERVILLE, de NAS, PONT de LIGONNES, ALLUIN, HALEWYN, LOUVART ou LOWART de PONT-LE-VOYE, DOMENY de RIENZI, BRIOIS, DIEULEVEULT, BARRES,, COSTART, BOILEAU de CASTELNAU, CAPDEVILLE, GRESLING ou GRELING, HARENG de GAUVILLE, SAINT-MAURIS, LENFANT, de LA TOUR EN VOIVREGIRAUD des ESCHEROLLES, de GALBERT, BARBEROT d'AUTET, RAMOND, + Nobiliaire de NORMANDIE complet + Seigneurs Normands en Angleterre + liste Seigneurs Normands en Terre-Sainte + Rôles VII) COCHEREL, de TOURNIER, ALEXANDRE de HANACHE, de SELLE, de la VILLE, ARMYNOT du CHATELET, ESPAGNET, HENIN de CUVILLIERS, BONNAVENT de BEAUMEVIELLE, de KEMPER ou QUEMPER de LANASCOL,, de MADRON,, de CUGNAC, COURTIN, ANDREE, ,de LAIGUE, de BOUBERS-ABBEVILLEZ-TUNC, LE GRAS du LUART, ROUILLE d'ORFEUIL, DANIEL, BOUTRAY, GENTIL, GAULLIER, de FAYET, LE CLEMENT de SAINT-MARCQ, LAMAJORIE-SOURSAC, de GLASON, BOREL du CHAMBON, LANGLADE du ,CHAYLA de MONTGROS, CLUGNY, GENSOUL, BOUCHEL de MERENVEUE, de la CROIX de CHEVRIERES, GLANS de CESSIAT, TILLY, SIBOUR, LARDENOY ou LARDENOIS, ROSTAING-CHAMPFERRIER, BELVEZER, ANDRE, CARR ou CARRE de LUZANCAY et de CARREVILLE, MONGEOT d'HERMONVILLE et de CHRISTON, BARBEYRAC, BRAGELONGUE, DOYEN, du MAISNIEL, de LAUR, GODDES de VARENNES, du BOURBLANC, de CHARRIER-MOISSARD, GAILLARD DE baccarat de DENOEUVRE, CARRERE, de la GARDE, ,de PASCAL DE saint6juery et de ROCHEGUDE,, CAGNIARD, de RIVIERE, HAYE de PLOUER, de ROCHAS, JACOBSEN ou JACOBS ou JACOBSON , de PRESEAUX d'ARGILLY, CLEREMBAULTde LOUBENS de VERDALLE, de FOUCHER, du COETLOSQUET, FROMENT, de CHOULY de PERMANGLE, THIROUX, de MARINE,, de CARRIERE,, PALYS, GUILHEN ou GUILHEM, CROUSILLAC VIII) COCHEREL, TOURNIER, ALEXANDRE de HANACHE, SELLE, de La VILLE, HENIN de CUVILLERS, BONNAVENT de BEAUMEVIELLE, KEMPER ou QUEMPER de LANASCOL, MADRON, CUGNAC, CANEVARO, COURTIN, ABZAC, d'ANDREE, LAIGUE, de BOUBERS-ABBEVILLE-TUNC, Le GRAS du LUART, ROUILLE d'ORFEUIL, ROY de La PRESLE, DANIEL, BOUTRAY, de GENTIL, GAULLIER, de FAYET, LAMAJOPRIE-SOURSAC, DEGLASSON, BOREL de CHAMBON, LANGLADE du CHAYLA de MONTGROS, CLUGNY, GENSOUL, BOUCHEL de MERENVEUE, de La CROIX de CHEVRIERES, GLANS de CESSIAT, ROSTAING-CHAMPFERRIER, BELVEZER, de TILLY, SIBOUR, de LARDENOY, ANDRE, CARR ou CARRE de LUZANCAY & de CARREVILLE, MONGEOT d'HERMONVILLE 1 DE CHRISTON, BARBEYRAC, BRAGELONGNE, DOYEN, MAISNIEL, de LAUR, GODDES de VARENNES, BOURBLANC, de CHARRIER-MOISSARD, de GAILLARD de BACCARAT de DENOEUVRE, CARRERE, de La GARDE, de PASCAL de SAINT-JUERY & de ROCHEGUDE, CAGNIARD, dE RIVIERE, HAYE de PLOUER, ROCHAS, JACOBSEN, JACOBS ou JACOBSON & JACOPSEN, HUMBERT deTONNOY, CHASTEAU ou CHATEAU, ARMYNOT du CHATELET, ESPAGNET, Le CLEM%ENT de SAINT-MARCQ de TAINTEGNIES, GAUTIER, de PRESEAUX d'ARGILLY, CLEREMBAULT ou CLAIREMBAULT, LOUBENS de VERDALLE, FOUCHER, COETLOSQUET, FROMENT, dE CHOULY dE PERMANGLE, THIROUX, de MARINE, de CARRIERE, PALYS, GUILHEN ou GUILHEM, CROUSILLAC. IX) de TRAMECOURT, VERDELHAN, REGNAULD, de GRAVE, WUILLEMOT de NANC, MOUSTIER, BERNON, ORFEUILLE, ARTHHUYS ou ARTUYS, PANTIN de La HAMELINIERE, PANTIN de La GUERE, MAUSSAC, DUMAITZ de GOIMPY, MILLON, LESENS de FOLLEVILLE, CHARBONNEL, du NOGUES de CASTEL-GAILLARD, GRAVIER de VERGENNES, AUTIE de VILLEMONTEE, de RICARD, GOUJON de GASVILLE, de PERUSSE d'ESCARS, ANGLADE, de MIOMANDRE, NOTTRET de SAINT-LYS, PAILLOT de LORMOY, RIOUFFE de THORENC, ROTHIACOB, de COETLOGON, FORTIA CHAILLI, FORTIA d'URBAN, FORTIA MONTREAL, FORTIA de PILES, de COCKBORNE, BAUDRY, ALSACE HENIN LIETARD, LANGLOIS d'ESTAINTOT & LANGLOIS du BOUCHET, de BRANCAS, DEDAUX de LINARET, CHARPENTIER, CHASTEIGNIER, FOURIER de BACOURT, LE MOYNE de MARGON, DORAT de CHATELUS, BOISROT de la COUR, RICHARD, LAMOTE BARACE de SENONNES, BESIADE d'AVARAY, DORIVAL, de SERRES de MESPLEX, MONNIER, VIESSE ou WIESSE, SORET de BOISBRUNET, WERBIER d'ANTIGNEUL, LA FORGUE de BELLEGARDE, de la VILLEON, d'EQUESNE, de BROUSSEL de la NEUFVILLE, d'ALBI-TRENCAVEL ou de WEISS, MONTLEZUN, de MAILLE, MASSON de la MOTTE, RAFELIS de BROVES, VILLICY de TOURVILLE, de LUBERSAC, ESPINCHAL, HAUTECLOCQUE X) RAIMOND, GEMIT de LUSCAN, FRANQUETOT de COIGNY, Le COMPASSEUR de COURTIVRON, AUBRY de La NOE, FOULCO ou FAULCO, aujourd'hui FAUQUE de JONQUIERES, OBERLIN MITTERBACH, AMBLY, de MAILLE, LOUIS de La GRANGE, Le PREVOST DE BASSERODE, BARDON de SEGONZAC, LA TREMOILLE, VERDONNET, BOUTINY ou BOTINI, BELLINGANT, Le CLERC, BEAUVOIR de ROURE, BALBE-BERTON-CRILLON de CRILLON, PREVOST, FAYOLLE, de FAYET, ESCAIRAC-LAUTURE, FREMOND de la MERVEILLERE, MELUN, du MONTER de la TERRADE, du HALLAY, de CHAMPEAUX, CHAUBRY, ROUILLE d'ORFEUIL, de BRUC, de la LANDE, TRION ou TRYON MONTALEMBERT, de JULLIEN de la VILLENEUVE, du TERTRE, COSSE-BRISSAC, LAMBERT + Table Générale des Maisons & Familles mentionnées dans les 10 premiers volumes XI) La CROPTE, VIEIL de MAISONCELLE, CEZAN ou CEZANE, THOUMINI de La HAULLE, de MOLEN de La VERNEDE et de SAINT-PONCY, de GALLWEY, d'HEMERIC d'ESPONDEILHAN, MELLET, FERRON, MAIGRE de La MOTTE, du GAY de PLANHOL, de La GARDE de CHAMBONAS, DAUCHEL, de La RUE, de LANCRAU, CHARBONNEL, GAIGNERON, ACLOCQUE de SAINT-ANDRE et d'HOCQUINCOURT, TREMOLETI de MONTPEZAT, BECA, BECK ou BEC, CHAVANAT, ENNERY de La CHESNAYE, OBERLIN-MITTERSBACH, DAULEDE de PARDAILLAN, des GUILLAUMANCHES du BOSCAGE, BERNARD, d'ALOIGNY, du BREIL de PONTBRIAND, de la RIVALLIERE, de CASTERAS, ou de CASTELLAS, RAIMOND ou RAYMOND de LASBORDES, GUYOT de SAINT-MICHEL de VERSEILLES, THOMAS de la REIGNERAIS, GABORIT de la BROSSE, de RIVIERE de la MURE, de ROCHEFORT, de CALVIMONT, de PASSAC, VILLIERS de l'ISLE-ADAM, VILLIERS-LAUBERDIERE, de MONTALEMBERT, de SAINT-DISIER, de BLIN, TROUARD de RIOLLE, de LAIZER de SIOUGEAT, LANQUET de ROUVILLE et du CHAYLA, BETBEZE de la RUE de SAUVIAC, d'HERBEMONT, - Catalogue Alphabétique des Chanoines, Comtes de Lyon - Depuis l'An 1000 jusq'en 1788 XII) de CRUZY de MARCILLAC, DOIRAT de CHATELUS, de PICQUET de JUILLAC de VIGNOLLES, HALLET, GILLABOZ, GRASSIN, LE CLERC de JUIGNE, de CHEVERUE, , de FELETS, de LESPINASSE-LANGEAC, de CUSACK, LE LOU ou LE LOUP de CHASSELOIR, de BAINVILLE, du TILLET, FAUVELET, HORRIC de la ROCHE-TOLAY, LE MOYNE de VILLARSY, ORYOT d'ASPREMONT, de MARTEL de GOURNAY, MONIER ou MONYER, DUFOURC d' HARGEVILLE, de PONS de RENEPONT, VIALETTES d'AIGNAN, RAITY de VITTRE, ALLEMAND, de BRIDIEU, de BRIDIEU, de LONJON,, NOURY, CERIS ou SERIS, de GALZ de MALVIRADE, BOUCHARD de la POTERIE, de BERINGUIER, d'AUSTRY de SAINTE-COLOMBE, de BOHAM, de MARANS, de SAINT-HUBERT, COCHET de SAVIGNY,, AMALRIC, - Catalogue des Gentilshommes qui ont fait leurs preuves devant les Généalogistes u Roi pour être admis aux ecoles Royales et au Service Militaire XIII) FIRMAS de PERIES, CROY, REGNARD de LAGNY, GODARD d'AUCOUR, de CLAVEL, BLACAS, COQUEBERT de NEUVILLE, DEL-BIANCO ou du BLANC de BRANTES, JORDAIN ou JOURDAIN de GRAMMOND, du CHAYLARD de LAQUERIE, TAMISIER, COURTAVEL ou COURTALVERT, MAGUELONE-SAINT-BENOIT, PALUSTRE, LE CLERC, WITTONAMYS de PONCEAU, BAZALGETTE,, d'ARON, HURT,d'ORFEUILLE, HACQUET des NAUDIERES, de BLAIR, FRANQUEFORT, VIOT de MERCURE, LE PELLETIER, de SOLMES de VERAC, MOREAU du BREUIL de SAINT-GERMAIN, d'AUBUSSON, de LONGUEIL, de RIVIERE de LABATUT, LUCE de GASPARI, de SAINT-MARTIN du POUY, de CHAPONAY, de BIGU de CHERY, LE GENDRE de la FERRIERE, CHAMBAARLHAC, TAILLEPIED, MALLEVAUD, de GERMIGNEY, SAINT-LEGER, ANDRE de KERLIDEC,, de BARRUELMAYROT, de la CROIX d'AZOLETTE, de BOITOUSET de POINSON, CABOT de DAMPMARTIN, LE TONNELIER de BRETEUIL,,THOLOZAN, ROUGIER, PASCHAL, de PLANTA, MACON,, SAIGNARD ou SAGNARD, d'ESPAGNE de VENEVELLES, de LANGAN de BOIS FEVRIER, ICHER de VILLEFORT, GUILBERT de PIXE, de VAL de TOCQUEVILLE, de LESPINASSE, RECOURT, GUIBERT de la ROSTIDE, de GRIMOARD de BEAUVOIR de ROURE, de POMIEr ou POMMIER, de GOMER XIV) de BIENCOURT, de TAILLEFER, de ROCHEMORE, ESCRAVAYAT de la BARRIERE, de HAUTEFORT, de TOUCHEBOEUF, de LOSTANGES, de COSNAC, AUTHIER, de PONS , de CHAMPAGNE, de l'ESCUYER, HERISSON, de THIEFFRIES, de BARRET, d'IRLANDE, de CASTERAS de la RIVIERE, THIERRY de VILLE-d'AVRAY, de GALBERT, ,de MIRANDOL, , de SALVE, de VILLOUTREYS XV) GRAIMBERG, du THON, du BOIS de SAINT-MANDE, SOLIER, d'AUBIER de LA MONTEILHE, de la PANOUSE,ONFROY ou HONFROY, de LEISSEGUES de LERGERVILLE, MARTIN, GENSOUL, de SAIGNARD, de la FRESSANGE, de CHOUMOUROUX, de SASSELANGES, POYOL, de VILLICY de TOURVILLE, de MACE de GASTINES, CHARPENTIER, de CHARTOGNES, ESPIVENT,, de FADATE de SAINT-GEORGES, de GRASSE, BOURGUIGNON de FABREGOULES, de TREMAUDAN, de MASSELLIERE de COETQUEN,, MECQUENEM, MERCASTEL, MARCHANGY,, BEREN GER, BOISSELI ou BOISSELIN, de JAQUELS de BRAY, TAISNE, LE ROY de BARDE, du VAL de la HOUSSAYE,, LE GRAS de SENECHEVAL et de la CHASTIERE, RIGOLET ou RIGOLEY, NICOLAS XVI) FORTIA d'URBAN et de PILES, MONDOT de BEAUJOUR, BECQUET, GUYON deLIGNAC, des CHAMPS, de CULLON, dMONTLIVAULT, d'AGOUT ou d'AGOULT, GRIMOUVILLE, MONIER, LE CLERC de JUIGNE de LASSIGNY, MUTRECY, PUISAYE ou PUIUSET, de DION, BUOR de LAVOY, PEPIN de BELLE-ISLE, TOURNOIS de BONNEVALLET, de PREISSAC, de la ROCHELAMBERT, ,de MOLEN de LA VERNEDE et de SAINT-PONCY, du BOULET de LA BROUE, ROLLET ou ROULET ou RAULET, PAJOT, d'ELBEE, DOUHET, JEHANNOT de BARTILLAT, de LA FOREST, de JANVRE, de NOVILOS, RUALLEM, de CHAVANAT, HARDOUINEAU, de COLMONT de VAULGRELIGNAC, NNAND, SAINT-DENIS de VERVAINE, DANTHOUARD, CARDON de CARDONNE, BABIN de LIGNAC, des CHAMPS, de CULLON, BENEZET, d'ECOSSE, QUENTIN de RICHEBOURG de CHAMCENETZ, MARQUIS dit SALIVET de FOUCHECOURT, de la BRIFFE, DUREY de NOINVILLE, de SEGUR-RAUZAN, BLONDEL,, de RIVOIRE, DESSOFY de CVSERNECK,, de NUCHEZE, de VERINE, BROHON, de la MAZELLIERE, PICOT de PECCADUC,, de la CONDAMINE, GODET, GOUYON ou GOYON, COLMONT de VAULGRENNAND XVII) de SAINT-ASTIER, de CUGNAC, de RELY, de FAUBOIURNET de MONTFERRAND, de VASSINHAC, de JAUBERT, de VIELCASTEL, de ROMANET, de BARRES, du COUEDIC de KERGOUALER et de KERBLEUZEC, etc...
In-folio, carte (18), 502, (1b.); Iniziali xilografiche, grande marca tipografica al frontespizio. Legatura francese coeva in piena pelle, titolo manoscritto al dorso, piatto anteriore con difetti ma solida legatura; titolo al taglio anteriore, tagli rossi.
(Roma), proprietà di Alessandro d'Atri, via Capo le case, 52, 1872, in-4, formato album, cartone marmorizzato. Con 56 tavole incise in rame da A. Moschetti e E. Salandri, delle quali 41 riguardano Roma, 8 Tivoli, 1 Albano, 1 Cora, 1 Grottaferrata.
In 16o, pp. 26. Aggiunta manoscritta alla carta bianca finale 'Aggiunta alle opere di classici autori'. Br. ed. muta. Riduzione del precedente catalogo generale pubblicato nel 1832 e contenente 1300 opere. Questa versione ridotta contiene un florilegio di circa 300 stampe, aumentato delle nuove acquisizioni. Interessante anche l'aggiunta ms. con tavole di Domenichino, Perugino ecc. Il catalogo contiene: Antichita' di Roma e altri luoghi; Roma moderna; Vedute di Roma; Paesaggi di vari autori: Pitture di: Andrea del Sarto, Annibale Carracci, Correggio, Peruzzi, Garofalo, Zampieri, Albani Guercino, Michelangelo ecc. Accanto ad ogni tavola o volume di tavole sono indicati i prezzi di vendita. Le incisioni sono opera di incisori come Volpato, Parboni, Testa, Morghen, Fontana ecc. La calcografia camerale venne fondata da Clemente XII nel 1738 all'atto dell'acquisizione del ricchissimo patrimonio di lastre calcografiche della Stamperia di De Rossi, patrimonio che stava per essere acquisito da compratori inglesi. Nel 1837 fu terminato poi il palazzo della Calcografia, opera del Valdier, architetto e direttore della calcografia.
Bella e rara raffigurazione caricaturale di Napoleone e l'Isola d'Elba in coloritura coeva."Ah, Papà, ti sei fatto male..." La caduta dell'Imperatore è anche fisica: misurando col compasso l'Isola d'Elba sulla carta (a scala falsa) appesa alla parete, Napoleone precipita sul dorso, riconoscendo la portata del suo crollo. Mentre il cappello gli cade dal capo la spada infilata alla vita si spezza in due; il piccolo Re di Roma, che sopraggiunge spaventato, piange nel fazzoletto perché il papà si è fatto male. A terra vicino a lui c'è un gioco del diabolo: insieme al padre, anche il figlio ha smesso di giocare come erede al trono... L'11 aprile 1814 le potenze alleate garantirono a Napoleone la sovranità sull'Elba; circa una settimana dopo l'ex monarca partì per l'esilio. Rif: "Napoleon I im Spiegel der Karikatur"... Napoleone I visto attraverso la caricatura". Edito da Neeue Zurchez Zeitung Napoleon-Museum Arenenberg 1998 p. 442 n° 224
Immaginiaria e curiosa veduta panoramica di Roma, presa dal Gianicolo. Del panorama reale vengono rispettati e riprodotti soltanto i monumenti essenziali: ponte S. Angelo, che è anche l'unico ponte disegnato, Castel S. Angelo e qualche cupola a caratterizzare lo sfondo.Stampata in Francia, dall'editore e stampatore Gosselin.Litografia, finemente colorata a mano, piccoli strappi restaurati nella parte superiore destra, lievi fioriture ai margini, nel complesso in buono stato di conservazione. Immaginiaria e curiosa veduta panoramica di Roma, presa dal Gianicolo. Del panorama reale vengono rispettati e riprodotti soltanto i monumenti essenziali: ponte S. Angelo, che è anche l'unico ponte disegnato, Castel S. Angelo e qualche cupola a caratterizzare lo sfondo.Stampata in Francia, dall'editore e stampatore Gosselin.Litografia, finemente colorata a mano, piccoli strappi restaurati nella parte superiore destra, lievi fioriture ai margini, nel complesso in buono stato di conservazione.
Rarissima veduta panoramica della città da Monte Mario, edita a Francoforte da Johann Azelt verso la fine del XVII secolo. "In questa stampa gli edifici sono ben poco riconoscibili ed il Tevere segue un errato percorso sotto Trinità dei Monti, riproponendo un errore comune a molti panorami di quest'epoca editi nel nord Europa ed evidentemente copiati uno dall'altro.. Il prototipo iniziale per questa tipologia di panorami è identificabile nel panorama inciso da Israel Silvestre nel 1642" (cfr. Marigliani p. 199). Incisione in rame, in perfetto stato di conservazione. Rarissima. A very rare panoramic view of the city from Monte Mario, published in Frankfurt by Johann Azelt towards the end of the 17th century. In this print the buildings are hardly recognisable and the Tiber follows a wrong path under Trinità dei Monti, repeating an error common to many panoramas of this period published in northern Europe and evidently copied from one another. The initial prototype for this type of panorama can be identified in the panorama engraved by Israel Silvestre in 1642"(cf. Marigliani p. 199). Copper engraving, in perfect condition. Very rare. Marigliani, "Le Piante di Roma nelle collezioni private" p. 199, 104 (erroneamente attibuita).