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105849[Lyon, chez l'auteur, 1911], 1 portfolio n plano de 760x520 mm environ, contenant 6 dessins en couleurs dont 2 pleine page, 11 dessins en noir dont 1 pleine page, présentés en 9 planches dont une portant un envoi autographe de l'auteur signé et daté 1912 (cf. photo), ensemble dans un portefeuille cartonné de l'éditeur avec le titre au premier plat à charnières toilées, fermé par liens doubles. Traces d'usure accrocs et petites mouillures sur le portfolio, intérieur bon état.
186418087AB1864. Four parts in three volumes two text and two plates-bound in one Roma Cromo-Lithografia Pontificia 1864 - 1867. 38 : 30 cm. 4 leaves XLIII 391 134 pages; 4 leaves 351 85 pages; 2 leaves 40; 62 and 4 coloured chromo-lithographed plates Contemporary half brown morocco spine richly gilt top edges gilt One original wrapper bound in Giovanni Battista de Rossi 1822 - 1894 is considered the greatest of the 19th century Roman archaelologists. While working on Inscriptions de Rossi also explored the catacombs. He built on Antonio Bosio's research and made extensive use of the old Itineraries pilgirm guides to the catacombs. The first catacomb he explored in 1848 was that of Praetextus. His most famous discover was made in 1849. It was known from older sources that there was a papal cementary in one of the catacombs and it was located close to the Cementary of Callixtus on the Appian Way. In a shed belonging to a wineyard he found a stone with the partial inscription 'NELIUS MARTYR'. The only possible name was Cornelius. Pope Cornelius 251-253 died in exile and was therefore considered a martyr. De Rossi continued his search of the area and found the Chapel of the Popes in the Catacombe di San Callisto where 14 popes were buried. He also excavated the catalcomb of Thrason 1872 and of Catacomba die Priscilla 1880's. In 1863 de Rossi founded the Bollettino di archaeologia cristiana to publish his finds. The next year he published the first volume of Roma Sotteranea volume two was published in 1867 and a third volume was published ten years later in 1877 not offered here. - A bright copy with wide margins only very ocassionaly some minor foxing at th edges; few plates with light foxing edges of the binding very slightly rubbed. Over all a beautiful copy. unknown
Rarissima pianta di Roma a proiezione verticale, orientata con il nord in alto.Prima edizione dell'opera, pubblicata a Parigi da Jean Lattré sulla base della pianta di Giovan Battista Nolli del 1748."Prima sconosciuta edizione della pianta incisa dal Lattré usando come modello quella del Nolli. La Pianta si presenta raccolta in una cornice campata a mano in giallo. Il titolo scritto in francese si trova sulla destra dell'incisione ed in fondo, dopo la dedica al monsignor Antoine Eleonor Leon, si legge la data 1788. La colorazione aggiunta manualmente consente di distinguere le antichità e le emergenze architettoniche campite in rosso, le chiese campite in azzurro e raffigurate in pianta con le uniche eccezioni di San Pietro e Castel Sant'Angelo campite in giallo. I lotti edificati sono delineati con una sottile linea perimetrale rosa. In basso a destra è presente una descrizione in lingua francese ed a destra una legenda di 170 numeri. La presente pianta venne ristampata nel 1801 dall'editore Jean (vedi Scaccia Scarafoni n. 247)" [cfr. Marigliani p. 296].Il solo esemplare noto nelle raccolte pubbliche è quello alla Biblioteca Apostolica Vaticana, mentre della ristampa del 1801 esiste quello della collezione della Biblioteca Nazionale di Roma.Acquaforte, finemente colorata a mano in epoca, piccoli restauri nei margini laterali, per il resto in ottimo stato di conservazione. Very rare map of Rome with vertical projection, oriented with the north at the top.First edition of the work, published in Paris by Jean Lattré and based on the map by Giovan Battista Nolli (1748).The title written in French is on the right of the engraving and at the bottom, after the dedication to Monsignor Antoine Eleonor Leon, the date 1788. The coloring added manually allows to distinguish the antiquities and architectural emergencies campite in red, the churches campite in blue and represented in plan with the only exceptions of St. Peter and Castel Sant'Angelo campite in yellow. The lots built are outlined with a thin pink perimeter line. At the bottom right there is a description in French and on the right a legend of 170 numbers. The present map was reprinted in 1801 by the publisher Jean (see Scaccia Scarafoni n. 247 and Marigliani p. 296).The only known exemplar in the public collections is that of the Vatican Library, while the reprint of 1801 is that of the collection of the Biblioteca Nazionale of Rome.Etching, fine original colouring, small restorations in the lateral margins, otherwise excellent condition. C. Marigliani, "Le Piante di Roma delle collezioni private", n. 218; Scaccia Scarafoni, "Le Piante di Roma", n. 247.
Pianta della città incisa ed edita dal Merian, e pubblicata per la prima volta nell'Itinerario Italiae di Martin Zeiller. La carta è la copia in formato ridotto della grande pianta realizzata da Antonio Tempesta nel 1593. "Contenuta oltre che nell'opera di Martin Zeiler del 1640 anche nell'opera del Werdenhaen, De Rebus publicis Hanseaticis, tav. 173 - Francoforte 1641. è certamente la più nota e diffusa riduzione della pianta del Tempesta. Non presenta alcun aggiornamento rispetto al suo prototipo e pertanto raffigura la città nell'anno 1593, sebben sia stata incisa oltre mezzo secolo dopo. Una curiosa correzione rispetto al Tempesta riguarda la Piramide, da questi erroneamente raffigurata all'interno delle mura, è invece qui disegnata più correttamente a cavallo delle stesse" (cfr. Marigliani p. 175). Incisione in rame stampata su due fogli uniti verticalmente, finemente colorato a mano, in ottimo stato di conservazione. Bellissimo esemplare di una delle più belle e decorative rappresentazioni della città. Bibliografia A. P. Frutaz, "Le piante di Roma", CXXXV, tav. 275; Hulsen 88, Scaccia Scarafoni 186; C. Marigliani, "Le Piante di Roma delle collezioni private", tav. 76. Map of Rome, engraved and published by Merian. It was first issued in the Itinerario Italie of Martin Zeiller. The map is a reduction of the big map realized by Antonio Tempesta in 1593. "Contained not only in the 1640 work of Martin Zeiler but also in the work of Werdenhaen, De Rebus publicis Hanseaticis, pl. 173 - Frankfurt 1641. It is certainly the best known and most widespread reduction of the map of Antonio Tempesta. It does not present any update with respect to the its prototype and therefore depicts the city in the year 1593, although it was engraved over half a century later. A curious correction with respect to Tempesta concerns the Pyramid, which he erroneously depicted inside the walls, is instead drawn here more correctly astride themselves "(see Marigliani p. 175). Engraving printed on two sheets, joined up vertically, with fine later hand colour, in very good condition. Magnificent example of one of the most beautiful and highly decorative representations of the city. Bibliografia A. P. Frutaz, "Le piante di Roma", CXXXV, tav. 275; Hulsen 88, Scaccia Scarafoni 186; C. Marigliani, "Le Piante di Roma delle collezioni private", tav. 76.
In Roma, per gli Heredi di A. Zanetti, 1625. In 8vo; pergamena coeva; pp. (8), 847 + 65 con l’Indice delle Chiese, l’Indice delle reliquie dei Santi, e l’Indice delle Feste et Indulgenze plenarie e perpetue. Cicognara, II, n. 3815: La prima edizione di quest’opera apparve nel 1600, ma con diverso ordine, e non è così pregevole come la seconda: vastissima è l’erudizione, specialmente sacra, di cui è pienissima quest’opera. Axs
Acquaforte e bulino, 1757, firmata in lastra in basso. Contemporanea tiratura “romana” della lastra, esemplare nel terzo stato di sei, con indirizzo e prezzo descritto da Hind: “Presso l’autore a Strada Felice vicino alla Trinità de’ Monti. A paoli due e mezzo”. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva con filigrana “doppio cerchio e giglio con lettere CB”, con pieni margini, in perfetto stato di conservazione. Della serie Vedute di Roma. L’opera consiste in 135 lastre prodotte individualmente dal Piranesi per almeno 30 anni, da circa il 1745, fino alla data della sua morte. All’opera sono aggiunte poi due vedute realizzate dal figlio Francesco. Per la prima volta furono edite dall’editore Giovanni Bouchard nel 1751 (34 lastre), successivamente dallo stesso Piranesi editore a Strada Felice prima e Palazzo Tomati poi (indirizzi che appaiono su molte tavole), fino alla stesura definitiva composta da 137 lastre. Successivamente alla morte dell’autore le matrici furono ereditate dal figlio Francesco, che ne curò la pubblicazione prima nella capitale - le cosiddette tirature “postume romane” - e successivamente a Parigi, dove furono stampate tre edizioni – la cosiddetta “prima di Parigi”, una intermedia (entrambe su carta vergata) e quella curata dall’editore Firmin Didot, la prima su carta senza vergelle, dove le tavole presentano l’aggiunta di un numero arabo ordinale. Tutte le tirature parigine sono piuttosto modeste in qualità, lontane da come il Piranesi le aveva pensate e concepite. Le lastre furono poi acquisite dalla Calcografia Camerale, poi Calcografia Nazionale, oggi Istituto Centrale per la Grafica, dove sono tuttora conservate. Bibliografia Hind (1922): n. 45, III/VI; Focillon (1918): 813. - THIRD STATE OF SIX - Etching and engraving, 1757, signed on plate. Example of the third state of six described by Hind, from the contemporary Roman Edition. A very good impression, printed on contemporary strong laid paper with "double encircled flur-de-lys" watermark, with margins, very good condition. Taken from Vedute di Roma. The whole work consists of 135 plates which have been individually produced by Piranesi along 30 years, from 1745 circa until his death. Two more works have been subsequently added, two plates by his son Francesco. They have been printed for the first time in 1751 (34 plates) by the editor Giovanni Bouchard, afterwards by Piranesi himself, publisher first in Strada Felice an the in Palazzo Tomati, imprint that can be found in mostly of the plates), until the final edition of 137 plates. After Piranesi's death, his son Francesco inherited the plates, editing them first in Rome and then in Paris, where three editions were printed - the so-called "first Paris edition", an intermediate one (both on laid paper) and the one edited by the publisher Firmin Didot, the first on wowe paper, where the plates have an Arabic ordinal number added. All Parisi issues are rather modest in quality, far from how Piranesi had thought and conceived them. The plates were then acquired by the Calcografia Camerale, then Calcografia Nazionale, today Istituto Centrale per la Grafica, where they are still kept. Bibliografia Hind (1922): n. 45, III/VI; Focillon (1918): 813.
Acquaforte e bulino, 1750 circa, firmata in lastra in basso. Contemporanea tiratura “romana” della lastra, esemplare nel primo stato di quattro descritto da Hind. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva con filigrana “doppio cerchio e giglio con lettere CB”, con pieni margini, in perfetto stato di conservazione. Della serie Vedute di Roma. L’opera consiste in 135 lastre prodotte individualmente dal Piranesi per almeno 30 anni, da circa il 1745, fino alla data della sua morte. All’opera sono aggiunte poi due vedute realizzate dal figlio Francesco. Per la prima volta furono edite dall’editore Giovanni Bouchard nel 1751 (34 lastre), successivamente dallo stesso Piranesi editore a Strada Felice prima e Palazzo Tomati poi (indirizzi che appaiono su molte tavole), fino alla stesura definitiva composta da 137 lastre. Successivamente alla morte dell’autore le matrici furono ereditate dal figlio Francesco, che ne curò la pubblicazione prima nella capitale - le cosiddette tirature “postume romane” - e successivamente a Parigi, dove furono stampate tre edizioni – la cosiddetta “prima di Parigi”, una intermedia (entrambe su carta vergata) e quella curata dall’editore Firmin Didot, la prima su carta senza vergelle, dove le tavole presentano l’aggiunta di un numero arabo ordinale. Tutte le tirature parigine sono piuttosto modeste in qualità, lontane da come il Piranesi le aveva pensate e concepite. Le lastre furono poi acquisite dalla Calcografia Camerale, poi Calcografia Nazionale, oggi Istituto Centrale per la Grafica, dove sono tuttora conservate. Bibliografia Hind (1922): n. 13, I/III; Focillon (1918): n. 731. Etching and engraving, 1750 circa, signed on plate. Example of the first state of four described by Hind, from the contemporary Roman Edition. A very good impression, printed on contemporary strong laid paper with "double encircled flur-de-lys" watermark, with margins, very good condition. Taken from Vedute di Roma. The whole work consists of 135 plates which have been individually produced by Piranesi along 30 years, from 1745 circa until his death. Two more works have been subsequently added, two plates by his son Francesco. They have been printed for the first time in 1751 (34 plates) by the editor Giovanni Bouchard, afterwards by Piranesi himself, publisher first in Strada Felice an the in Palazzo Tomati, imprint that can be found in mostly of the plates), until the final edition of 137 plates. After Piranesi's death, his son Francesco inherited the plates, editing them first in Rome and then in Paris, where three editions were printed - the so-called "first Paris edition", an intermediate one (both on laid paper) and the one edited by the publisher Firmin Didot, the first on wowe paper, where the plates have an Arabic ordinal number added. All Parisi issues are rather modest in quality, far from how Piranesi had thought and conceived them. The plates were then acquired by the Calcografia Camerale, then Calcografia Nazionale, today Istituto Centrale per la Grafica, where they are still kept. Bibliografia Hind (1922): n. 13, I/III; Focillon (1918): n. 731.
Acquaforte e bulino, 1748 circa, firmata in lastra in basso. Contemporanea tiratura “romana” della lastra, esemplare nel rarissimo primo stato di sei descritto da Hind, avanti l’indirizzo di Bouchard e Gravier. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva con filigrana “doppio cerchio e giglio con lettere CB”, con pieni margini, in perfetto stato di conservazione. Della serie Vedute di Roma. L’opera consiste in 135 lastre prodotte individualmente dal Piranesi per almeno 30 anni, da circa il 1745, fino alla data della sua morte. All’opera sono aggiunte poi due vedute realizzate dal figlio Francesco. Per la prima volta furono edite dall’editore Giovanni Bouchard nel 1751 (34 lastre), successivamente dallo stesso Piranesi editore a Strada Felice prima e Palazzo Tomati poi (indirizzi che appaiono su molte tavole), fino alla stesura definitiva composta da 137 lastre. Successivamente alla morte dell’autore le matrici furono ereditate dal figlio Francesco, che ne curò la pubblicazione prima nella capitale - le cosiddette tirature “postume romane” - e successivamente a Parigi, dove furono stampate tre edizioni – la cosiddetta “prima di Parigi”, una intermedia (entrambe su carta vergata) e quella curata dall’editore Firmin Didot, la prima su carta senza vergelle, dove le tavole presentano l’aggiunta di un numero arabo ordinale. Tutte le tirature parigine sono piuttosto modeste in qualità, lontane da come il Piranesi le aveva pensate e concepite. Le lastre furono poi acquisite dalla Calcografia Camerale, poi Calcografia Nazionale, oggi Istituto Centrale per la Grafica, dove sono tuttora conservate. Bibliografia Hind (1922): n. 6, I/VI; Focillon (1918): n. 723. Etching and engraving, 1748 circa, signed on plate. Example of the very rare first state of six described by Hind, before the Bouchard and Gravier imprint,from the contemporary Roman Edition. A very good impression, printed on contemporary strong laid paper with "double encircled flur-de-lys" watermark, with margins, very good condition. Taken from Vedute di Roma. The whole work consists of 135 plates which have been individually produced by Piranesi along 30 years, from 1745 circa until his death. Two more works have been subsequently added, two plates by his son Francesco. They have been printed for the first time in 1751 (34 plates) by the editor Giovanni Bouchard, afterwards by Piranesi himself, publisher first in Strada Felice an the in Palazzo Tomati, imprint that can be found in mostly of the plates), until the final edition of 137 plates. After Piranesi's death, his son Francesco inherited the plates, editing them first in Rome and then in Paris, where three editions were printed - the so-called "first Paris edition", an intermediate one (both on laid paper) and the one edited by the publisher Firmin Didot, the first on wowe paper, where the plates have an Arabic ordinal number added. All Parisi issues are rather modest in quality, far from how Piranesi had thought and conceived them. The plates were then acquired by the Calcografia Camerale, then Calcografia Nazionale, today Istituto Centrale per la Grafica, where they are still kept. Bibliografia Hind (1922): n. 6, I/VI; Focillon (1918): n. 723.
In-folio piccolo; 2 parti in un volume, la seconda parte ha un proprio front.; cc. (14)135, (1), con 5 alberi genealogici, una tavola è ripiegata, al frontespizio grande stemma della famiglia Orsini, all’ultima carta registro e marca tipografica; cc. 92, 11 ritratti a p. pag.incisi su rame, 6 ovali contenenti solo il nome, stemma al frontespizio, marca tipografica all’ultima pagina. Legatura in piena pergamena. Seconda edizione, accresciuta rispetto alla prima dell’anno precedente, della celebrazione della famiglia Orsini scritta da Francesco sansovino, prolifico scrittore figlio dello scultore. La seconda parte contiene lettere a esponenti della famiglia scritte da Petrarca, Platina, Marsilio Ficino, Pietro Bembo ecc. Alcune tavole del secondo titolo sciolte e leggermente più piccole. Leggere gore di umidità. Restauro in margine del primo frontespizio.
In-8 p. (mm. 206x124), 2 volumi, mz. pelle coeva con ang., filetti e titolo oro al dorso (restaurato), pp. (2),IV,450,(2); (2),592; con 2 antiporte, con le vedute di “St. Pierre” e “Colonne Trajane”, inc. in rame da Couché fils, e 2 piante, ripieg., di Roma antica, i.e. “Plan des vestiges de Rome antique et des douze Collines voisines du Tibre”, in due stati: e questo lo rende uno dei rari esemplari completo delle duie varianti della pianta. "Prima edizione". “Composto a Parigi e pubblicato nel 1829, sotto la struttura di un libro di viaggio, lo scrittore raccoglie le sue più vive impressioni e fantasticherie sull’Italia.. ed effonde la sua nostalgica ammirazione per il paese dell’intelligenza e dell’amore, della musica e della passione. Stendhal, che afferma di aver visitato sei volte l’Urbe, in tante passeggiate vuol invitare anche gli altri a godere la stessa felicità. I suoi numerosi viaggi dal 1811 al 1827 gli offrirono un buon pretesto per parlarne da intenditore.. luogo per luogo, da gallerie a chiese, palazzi, giardini e ville, Stendhal fa da cicerone accorto e sagace: ma tutto il suo racconto è intessuto di frizzi, di deviazioni su argomenti d’arte, di politica o d’amore..”. Così Diz. delle Opere, Bompiani,V, p. 420. Cfr. anche Fossati Bellani,I,1427 - Carteret,II, p. 352: “(le) plan des vestiges de Rome existe en deux états avant et après le hachures indiquant les montagnes.. ouvrage important et rare”. Esemplare ben conservato.
pp. (4), 62, (9), in-4, piena perg rigida, al frontespizio Madonna con i SS. Cosma e Damiano e tre stemmi di cui quello al centro di papa Clemente XI
Veduta di Piazza di Spagna, incisa da Giuseppe Vasi su disegno di Francesco Panini. L'opera appartiene ad una serie di vedute di Roma stampate nella seconda metà del '700 per volere del Panini, che si avvalse della collaborazione dei migliori incisori dell’epoca: Vasi, Antonini, Barbazza, Cigni, Montagu, Polanzani e Volpato. Le tavole vengono stampate dalla Calcografia della Reverenda Camera Apostolica. Francesco Panini o Pannini (Roma 1738 - 10 aprile 1800) si formò con il padre Giovanni Paolo (Piacenza, 1691 - Roma, 1765) e ne proseguì l'attività vedutistica dedicandosi in modo particolare a realizzare raffinate opere su carta. In effetti, la scarsa attenzione critica a lui dedicata, tradisce la reale portata storica del pittore, che è da considerare tra i migliori interpreti della grafica settecentesca. La sua produzione, infatti, pur perpetuando una precisa tradizione riesce a esprimere un vero e proprio rinnovamento in chiave neoclassica. Dimostrandosi un abile prospettico, Panini fu elogiato dal Mariette e gli autori del 'Vignola illustrato' Giambattista Spampani e Carlo Antonini lo annoverano tra i pochi illustri prospettici e quale esempio per gli studiosi di architettura. Ma la produzione dell'artista conta altresì diverse imprese a fresco come la decorazione di Villa Albani, del piano nobile del Palazzo Cesarini Sforza e in Palazzo Doria, per conto del Cardinale Antonio Maria dipinse nel 1794 degli eleganti pannelli a grottesche. A lui si devono, con tutta probabilità, molte delle opere di collezioni pubbliche e private considerate della ‘scuola di Panini’ o ‘cerchia di Panini’ se non dello stesso Panini, e ciò pone un problema non piccolo per il catalogo dell’artista anche negli anni della maturità. Al contrario del padre Giovanni Paolo, uno dei più celebri e apprezzati pittori settecenteschi, Francesco Panini è stato oggetto di pochi studi. I dipinti e i disegni che oggi vengono riconosciuti alla sua mano mostrano vedute della Roma antica o di quella a lui contemporanea dove elaborate e grandiose architetture sono animate da piccole ed eleganti figure, proprio come nel foglio qui offerto. Una sua serie di acquarelli con Vedute di San Pietro è conservata presso il Dipartimento di Arti Grafiche del Louvre: tra queste è presente la stessa raffigurazione del prospetto principale della basilica vaticana se pur con un punto di vista più ravvicinato. L’attività indipendente di Francesco, pur sempre nel solco del genitore, riguardò soprattutto disegni con vedute romane per importanti incisori dell’epoca: Vasi, Antonini, Barbazza, Cigni, Montagu, Polanzani e Volpato. Acquaforte e bulino, stampata su carta vergata coeva, con margini, in ottimo stato di conservazione. Bibliografia L. Salerno, 'I pittori di vedute in Italia', Roma 1991, pp. 290-291; M. Celeste Cola, 'L'inventario di Francesco Pannini, dipinti, disegni e contorni nello studio di Palazzo Moroni', Pisa 2012, pp. 199-224. View of the Spanish Steps in Piazza di Spagna, engraved by Giuseppe Vasi after a drawing by Francesco Panini. The work belongs to a series of views of Rome printed in the second half of the 18th century at the behest of Panini, who availed himself of the collaboration of the best engravers of the time: Vasi, Antonini, Barbazza, Cigni, Montagu, Polanzani, Volpato and many others. The plates are printed by the Calcografia of Reverenda Camera Apostolica. Francesco Panini or Pannini (Rome 1738 - April 10, 1800) trained with his father Giovanni Paolo (Piacenza, 1691 - Rome, 1765) and continued the activity of vedutistica devoting himself in particular to the realization of refined works on paper. In fact, the scarce critical attention dedicated to him, betrays the real historical importance of the painter, who is to be considered among the best interpreters of eighteenth-century graphics. His production, in fact, while perpetuating a precise tradition manages to express a real renewal in a neoclassical key. Proving to be an able perspective artist, Panini was praised by Mariette and the authors of the 'Vignola illustrato' Giambattista Spampani and Carlo Antonini counted him among the few illustrious perspective artists and as an example for the scholars of architecture. But the production of the artist also counts several works in fresco as the decoration of Villa Albani, the main floor of the Palazzo Cesarini Sforza and Palazzo Doria, on behalf of Cardinal Antonio Maria painted in 1794 of the elegant grotesque panels. To him we owe, in all probability, many of the works in public and private collections considered to be of the 'school of Panini' or 'circle of Panini' if not of Panini himself, and this poses no small problem for the artist's catalog even in his mature years. Contrary to his father Giovanni Paolo, one of the most famous and appreciated 18th century painters, Francesco Panini has been the object of few studies. The paintings and drawings that today are attributed to his hand show views of ancient Rome or of that contemporary to him where elaborate and grandiose architectures are animated by small and elegant figures, just as in the sheet offered here. A series of his watercolors with views of St. Peter's is preserved in the Department of Graphic Arts of the Louvre: among them is the same depiction of the main facade of the Vatican basilica, albeit with a closer point of view. Etching and engraving, printed on contemporary laid paper, with margins, in excellent condition. Literature L. Salerno, 'I pittori di vedute in Italia', Rome 1991, pp. 290-291; M. Celeste Cola, 'L'inventario di Francesco Pannini, dipinti, disegni e contorni nello studio di Palazzo Moroni', Pisa 2012, pp. 199-224. Scalabroni, 402
Formato cm. 28 x 21. Pagine XVI, XXXII, 256; VI, 238, (1). Rilegatura in mezza pelle con titoli in oro su tassello al dorso. Legatura staccata dal corpo del libro in entrambi i tomi. Alcuni fogli sciolti. Macchie e bruniture molto diffuse all'interno. Rara terza edizione dell'opera del Venuti su Roma completa di tutte le sue 70 incisioni (1 ritratto dell'autore, una mappa di Roma antica più volte ripiegata e 68 tavole a piena pagina con vedute di Roma), alcune delle quali opera di G.B. Piranesi.
481-Eo.J. Bleistift, braun laviert, auf Velin, unten signiert, bezeichnet, datiert und mit Widmung ?HVernet à son ami Wolfensberger Rome 1832 f.?. 31,7:20,3 cm. Im unteren Rand befindet sich eine zweite Widmung - von der Hand Wolfensbergers: ?Wolfensberger à son ami Conr. Zeller?.
Veduta della piazza dopo i restuari apportati sotto il pontificato di papa Innocenzo Decimo, alla cui memoria la stampa è dedicata. Disegnata ed incisa dal Wouters ed edita da Giacomo de Rossi, l’opera è arricchita da numerose scenette popolari, tra le quali emerge nel centro quella del tatro di commedianti.Acquaforte e bulino, imppressa su carta vergata coeva, tracce di colla al verso, leggere abrasioni di carta ai margini, nel complesso in buono stato di conservazione. Opera rara. View of the piazza after the restoration works done under Pope Innocentius X, to whose memory this print is dedicated. Drawn and engraved by Wouters, edited by Giacomo De Rossi, this work is enriched by various popular scenes. The most important of these can be seen at the centre and depicts a comedy theatre. Copperplate, small perfectly repaired areas at margins and central fold, otherwise in very good conditions. Rare. Ravaglioli pag. 54.
1556373862Venice: Paulus Mauntius 1556. Chronology and Commentary each with separate title page and printer's device. Ff. 16 169 1 corrigenda. 1 vols. Folio. Early limp vellum fore edge flaps. Spine worn manuscript waste visible as spine supports; upper cover detached and soiled. Rough but complete and unsophisticated. Cloth slipcase and chemise. Chronology and Commentary each with separate title page and printer's device. Ff. 16 169 1 corrigenda. 1 vols. Folio. Commentary on the history of Rome with a chronology of Kings and consuls from Romulus to the early emperors. The book on Roman names is at ff. 151-169 and conatins two woodcuts of Roman coins. Adams S1115; EDIT16 28012; BM STC Italian 1465-1600 p. 626; Renouard A.A. Annali delle edizioni Aldine p. 169 no. 16 Paulus Mauntius unknown
171311573Leide: Pierre Vander 1713. First edition. Full Leather. Good . Three separate volumes labed 1-3 in somewhat worn leather bindings. Text in French. Each volume contains numerous illustrations including fold-out illustrations at the beginning of each volume. 6 1/4 x 4" wide. Still well bound. Magnificent architectural structures of ancient Europe. <br/><br/> Pierre Vander hardcover books
album in-8 obl. (mm. 180x240), bella leg. mod. m. perg. con angoli, carta dec. ai piatti, tass. e nervi al d. Front. e 50 belle tavv. in rame. Ex libris xilogr. sull'ultima di cop. qui conservata. [MM6-380]
20408Roma, Iacobi de Rubeis, [1670 - 1680]. In-folio oblong, demi-veau brun à petits coins, dos lisse orné de filets dorés, plats de papier rose. Reliure début XVIIIe. De la bibliothèque d'Auguste-Raynald Werner, avec son ex-libris, ainsi que deux notices dactylographiées (en rouge et bleu) par A.-R. Werner relatives aux oeuvres de ce volume. Il mentionne que ce volume a appartenu à Théodore Flournoy, célèbre psychologue suisse qui s'intéressa au paranormal et au grand courant spirite de son époque.
1962217093Firenze: Il Bisonte Edizioni d'Arte 1962. Fogli sciolti in cartelletta loose as issued in original portfolio. Molto buono Very Good. Cartella contenente 6 litografie originali a colori eseguite da Luigi Bartolini nel laboratorio delle Edizioni d'Arte il Bisonte a Firenze tra il dicembre 1961 e il marzo 1962 ed un frontespizio litografico inciso dall'Autore. Titoli delle opere: "Villa in Sabina" "Strada di Villa Madama" "Il davanzale in fiore" "Anna nei boschi" "Fonte di campagna" "Le fioraie" cm 65x46 - 46x65 c.ca. Le litografie sono numerate titolate e firmate da Bartolini a matita. Con due poesie dell'Autore: "La passeggiata" e "Gli uccelli". Cm 66x48. pp. 4 7. Molto buono Very Good. Prima edizione di 100XXX es. numerati. Il Bisonte Edizioni d'Arte, unknown
1827066-E1827. Aquarell über Bleistift, auf Velin, links unten bezeichnet und datiert "Rom 27". 18,7:14 cm. Mit Reißnagellöchlein in den Ecken.
In 16° (150x100). Carte non num. 4, carte numerate 224, 8 carte n.n., (di cui le prime 6 con la tavola di tutte le cose .., l’ottava ed ultima con la marca tipografica raffigurante la Sibilla incisa in legno che è ripetuta anche al frontespizio). Leg. seicentesca in pergamena rigida con titolo manoscritto al dorso. Prima edizione italiana della prima vera descrizione topografica di Roma, redatta dall’erudito umanista ed antiquario Andrea Fulvio, (1470 – 1527), nella quale fornisce una chiara desrizione di quanto era rimasto delle antiche vestigia romane nel primo cinquecento; l’autore dedica inoltre delle pagine all’introduzione della stampa a Roma e delle prime collezioni private di antichità, tra cui quella di Colocci e quella di numismatica, del cardinale Andrea Della Valle. Bell’esemplare genuino, che presenta una macchia al marg. inf. di tre carte, tarletto saltuario al margine est. di talune carte dalla seconda metà del vol. Dorso con piccole mancanze alle cuffie e agli spigoli. Schudt 599; Rossetti 5155, G - 302; Graesse, II, 646; Adams, F-1154. <BR><BR>
1445A Rome, par les héritiers d'A. Zannetti, 1625. Un volume relié in 8 (11x16 cm) de (8), 847 + 65 pp. avec l'Index des Églises, l'Index des Reliques des Saints, et l'Index des Fêtes Plénières et Perpétuelles et des Indulgences. Reliure plein parchemin d'époque, dos à nerfs écrasés, titrage et ornementation à l'encre. Reliure usée, coupures au dos aux niveaux des nerfs, intérieur en bon état avec de légères rousseurs.
1445A Rome, par les héritiers d'A. Zannetti, 1625. Un volume relié in 8 (11x16 cm) de (8), 847 + 65 pp. avec l'Index des Églises, l'Index des Reliques des Saints, et l'Index des Fêtes Plénières et Perpétuelles et des Indulgences. Reliure plein parchemin d'époque, dos à nerfs écrasés, titrage et ornementation à l'encre. Reliure usée, coupures au dos aux niveaux des nerfs, intérieur en bon état avec de légères rousseurs.
091-Io.J. Bleistift, auf Velin, rechts bezeichnet und datiert ?Grotta ferrata Giuglio 829? sowie ?albaner Gebirge bey Rom.?, verso von fremder Hand bezeichnet ?F. Peipers?. 22,5:30,5 cm.