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3 voll. In-folio piccolo, in bella legatura in mezza pergamena con angoli con tassello e titolo in oro al dorso. Ottimo esemplare. Frontespizi stampati in rosso e nero, con vignetta calcografica diversa. Tutti e tre i tomi hanno l’antiporta incisa su rame (G.B. Fiani, A. Zaballi) con la personificazione dell città di Roma e sullo sfondo il Campidoglio. I) pp. 16, DLXXXIV. II) pp. (4), DCXV. III) pp. (4), DLXVIII, 102, (2) con gli indici alfabetico, dei familiari, delle chiese e luoghi sacri, dei luoghi profani. Galletti (1722-1788), scrittore latino della biblioteca Vaticana, fu un infaticabile studioso di archivi e di epigrafi.
629-Eo.J. Bleistift, auf cremefarbenem Velin. 24:18,6 m. - Rechts unten etwas knitterfaltig. Provenienz: Englischer Privatbesitz, bis 1972. Vergleichsliteratur: Ausst. Katalog: Die Nazarener - Vom Tiber an den Rhein. Drei Malerschulen des 19. Jahrhunderts. Bearbeitet von N. Suhr und N. Kirchberger. Mainz, 2012, S. 65-68, Farbabb. S. 67, 182, 183, 185-187 und 189.
<p>2 volumi, 47 x 31 cm, rilegatura coeva in cartone ricoperto con etichetta cartacea manoscritta al dorso. Opera divisa in tre parti, ognuna col suo frontespizio. Volume 1, contiene tomo I e parte prima del tomo II p. xxiv, ciii, (5), 107. Volume 2 contiene, parte seconda, terza e quarta del tomo II; p. (4), 108-370, (2) (a numerazione continua dal vol. 1). In totale 208 figure artistiche, finemente incise in rame su tavole fuori testo, alcune delle quali ripiegate. Molte grandi vignette, testsatine e finalini, sempre incisi in rame. La tavola con figura 93 è postposta alla 94. Lievi bruniture a poche carte e timbretto di possesso privato ai due frontespizi. Rilegature in carta azzurrina con qualche traccia d'uso e piccole mancanze al dorso del secondo volume. Esemplare molto buono in barbe dai larghi margini.</p>
in-8 oblungo (mm180x245), legatura coeva in mezza pelle, titolo e filetti in oro al dorso, piatti marmorizzati.. L'opera è composta da titolo figurato e 98 vedute delle principali città italiane, tra le quali: Bologna, Como, Venezia, Vicenza, Firenze, Verona, Padova, Terni, Parma, Ancona, Roma, Livorno, Modena, Mantova, Genova, Arezzo, Lucca, Assisi, Messina, Siena, Prato, Pistoja, Torino, Milano, Arezzo, Cremona, Urbino, Napoli, Malta, Palermo, Faenza, Rimini. Mancante delle tavole 67 e 73. La tavola 35 è posposta alla 36. Esemplare a fogli disuguali le seguenti tavole: Duomo e Piazza di Ferrara (tav 31); Castello dei Duchi in Ferrara(tav 40);Piazza del mercato e palazzo della ragione di Ferrara (tav 94); Prigione del Tasso (tav 95);Esterno della casa d'Ariosto in Ferrara (tav 97); Interno della casa d'Ariosto in Ferrara (tav 98) sono in formato più piccolo e non numerate in quanto tratte da altri esemplari.Leggero spotting marginale su alcune tavole. Le incisioni sono opera dei più celebri artisti locali del periodo fra cui Rosaspina, Romagnoli, Franceschini, Zecchi che prendono spunto da opere di Morghen, Magazzari, Pizzoli. Seconda edizione, differisce dalla prima edizione per il frontespizio. . A. Brighetti, Bologna nelle sue stampe. Peyrot II, n. 409 per le due tav relative a Torino.Vedute e piante scenografiche dal Quattrocento all'Ottocento, 1979...
31071S. e. Cuir S. l.
1939232540Firenze: Parenti 1939. Brossura wrappers. Molto buono Very Good. . Cm 21x16. pp. 258. Molto buono Very Good. Minima mancanza all'angolo basso della copertina. Edizione originale di 355 esemplari numerati Original edition of 355 numbered copies. Volume annunciato nel 1937 con il titolo <em>Scritti vari</em> ma pubblicato due anni dopo per cui porta il numero 14 della collana nonostante venisse pubblicato dopo il numero 24 Parenti, unknown
In 2° (34,4x22 cm); due tomi in un volume: XXXVI, 260 pp. e una carta geografica più volte ripiegata, XII, 265, (27), (3) pp. e 10 c. di tav. fuori testo più una carta geografica più volte ripiegata. Completo. Legatura coeva in piena pergamena molle. Qualche lieve foxing al margine esterno di poche pagine, ininfluenti e nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Xilografia ai frontespizi. Primo frontespizio stampato in rosso e nero. Testane e finalini xilografici. dsc_0378_clipped_rev_1Prima edizione dell’opera “varia” del grande medico romano Giovanni Maria Lancisi (Roma, 26 ottobre 1654 – Roma, 20 gennaio 1720). Anatomista, fisiologo, botanico, fu anche un valente studioso di letteratura e conoscitore di antiquariato. In campo anatomico descrisse per le strie longitudinali mediali del corpo calloso, i così detti “nervi di Lancisi”, al “segno di Lancisi”, ed un particolare tipo di pulsazione nel polso giugulare, presente in casi di attacco cardiaco. A lui si deve l’intuizione della trasmissione della malaria attraverso il morso delle zanzare ed il consiglio di bonificare le paludi dell’Agro Pontino. Intuì che la malaria era un vera e propria forma di “pestem”, un’infezione che veniva trasmessa attraverso il contagio, scontrandosi così con i fautori dell’antico umoralismo. Arrivò ad ipotizzare che gli insetti depositassero organismi nei cibi che poi venivano assunti dagli uomini o che gli insetti iniettassero direttamente nelle ferite la loro saliva che secondo Lancisi, conteeva un “venifico liquido”.Tra le opere di medicina di Lancisi si ricordano il De subitaneis mortibus (1707), la Dissertatio de recta medicorum studiorum ratione instituenda (1715), e il postumo De motu cordis et aneurysmatibus (1728), con il quale contribuì allo sviluppo della fisiopatologia cardiocircolatoria. Fra le opere qui contenute: Dissertatio historica de Bovilla Peste; De recta studio rum Medicorum; De subitaneis morti bus; Dissertatio de nativis; De Noxiis Paludum Effluviis Libri (nella quale si preoccupò di problemi legati alla salute pubblica); Humani Corporis Anatomica Synopsis; De humorum secretionibus in genere; An acidum ex sanguine extrahi; De triplici interstinorum Polypo; De Physiognomia; De ortu, vegetaztioneac textura fungo rum; De Plinianae Viallae Ruderibus; De motu cordis & aneurysmatibus. "Lancisi, great Italian clinician, was the first to describe cardiac syphilis; he was also notable as an epidemiologist, with a clear insight into the theory of contagion. He was physician to Pope Clement XI, who turned over to him the forgotten copper plates executed by Eustachius in 1552. Lancisi published these with his own notes in 1714. [...] Lancisi's posthumous De aneurysmatibus published in 1728 appears only in later collected editions" (Garrison Morton). Opera non comune da reperirsi completa, nella sua legatura coeva ed in buone condizioni di conservazione.
Pianta della città incisa ed edita dal Merian, e pubblicata per la prima volta nell'Itinerario Italiae di Martin Zeiller. La carta è la copia in formato ridotto della grande pianta realizzata da Antonio Tempesta nel 1593. "Contenuta oltre che nell'opera di Martin Zeiler del 1640 anche nell'opera del Werdenhaen, De Rebus publicis Hanseaticis, tav. 173 - Francoforte 1641. è certamente la più nota e diffusa riduzione della pianta del Tempesta. Non presenta alcun aggiornamento rispetto al suo prototipo e pertanto raffigura la città nell'anno 1593, sebben sia stata incisa oltre mezzo secolo dopo. Una curiosa correzione rispetto al Tempesta riguarda la Piramide, da questi erroneamente raffigurata all'interno delle mura, è invece qui disegnata più correttamente a cavallo delle stesse" (cfr. Marigliani p. 175). Matthäus Merian il vecchio (1593-1650) incisore svizzero nativo di Basilea, lavorò a Francoforte dove ebbe modo di lavorare nella bottega fondata da Theodor de Bry. Merian si segnalò, tanto da sposare Maria Magdalena de Bry, figlia di Johann Theodore de Bry, e dal 1625 circa da prendere in mano l'azienda, dandole un notevole incremento ed occupandosi in particolare dello sviluppo dei libri di topografia e di viaggi. Nella tipografia Merian lavorarono anche i figli Kaspar e soprattutto il quotato Matthaeus il giovane, i quali dopo la morte del padre proseguirono con immutato successo la gestione dell'attività che continuò fino al 1727. Nel 1638 Merian stampò la Neuwe Archontologia cosmica, das ist, Beschreibung aller Kaÿserthumben, Königreichen und Republicken der gantzen Welt opera sulla descrizione del Mondo già uscita dieci anni prima con una veste modesta che Merian rivoluzionò arricchendola con 98 tavole alcune delle quali a doppio foglio. L'Archontologia conobbe altre quattro edizioni fino al 1695 con testo o in latino o in tedesco, non omogenee per numero e tipologia di incisioni inserite. Nel 1640 venne pubblicato Itinerarium Italiæ Nov-antiquæ scritto da Martin Zeiller, ristampato nel 1688 col titolo Topographiæ Italiæ. Incisione in rame stampata su due fogli uniti verticalmente, piccolo strappo perfettamente restaurato, nel complesso in ottimo stato di conservazione. Meraviglioso esemplare di una delle più belle e decorative rappresentazioni della città. Plan of Rome, engraved and published by Merian. It was first issued in the Itinerario Italie of Martin Zeiller. The map is a reduction of the big map realized by Antonio Tempesta in 1593. "Contained not only in the 1640 work of Martin Zeiler but also in the work of Werdenhaen, De Rebus publicis Hanseaticis, pl. 173 - Frankfurt 1641. It is certainly the best known and most widespread reduction of the map of Antonio Tempesta. It does not present any update with respect to the its prototype and therefore depicts the city in the year 1593, although it was engraved over half a century later. A curious correction with respect to Tempesta concerns the Pyramid, which he erroneously depicted inside the walls, is instead drawn here more correctly astride themselves "(see Marigliani p. 175).Engraving printed on two sheets, joined up vertically, perfectly repaired tear, geberally in very good condition. Matthäus Merian the Elder (1593-1650) Swiss engraver native of Basel, worked in Frankfurt where he was able to work in the workshop founded by Theodor de Bry. Merian distinguished himself, so much so that he married Maria Magdalena de Bry, daughter of Johann Theodore de Bry, and from about 1625 he took over the company, giving it a considerable increase and dealing in particular with the development of topography and travel books. The Kaspar sons and above all the renowned Matthaeus the younger also worked in the Merian typography, who after the death of their father continued with unchanged success the management of the business which continued until 1727. In 1638 Merian printed the Neuwe Archontologia cosmica, das ist, Beschreibung aller Kaÿserthumben, Königreichen und Republicken der gantzen Welt works on the description of the World already published ten years earlier with a modest look that Merian revolutionized by enriching it with 98 tables, some of which are double sheets. The Archontologia went through four other editions up to 1695 with text either in Latin or in German, not homogeneous in terms of the number and type of engravings inserted. In 1640 Itinerarium Italiæ Nov-antiquæ written by Martin Zeiller was published, reprinted in 1688 with the title Topographiæ Italiæ. Magnificent example of one of the most beautiful and highly decorative representations of the city. A. P. Frutaz, "Le piante di Roma", CXXXV, tav. 275; Hulsen 88, Scaccia Scarafoni 186; C. Marigliani, "Le Piante di Roma delle collezioni private", tav. 76.
In 4° (cm 15,5 x 21,7), bella legatura da amatore piena pelle moderna, filettatura e fregi in oro ai piatti, dorso a scomparti con titoli e fregi in oro, pp (22), 3-546, 15 tavole calcografiche incise in rame fuori testo, di varie dimensioni, di cui dieci più volte ripiegate, raffiguranti piante e cartine della città e dintorni, monumenti e opere artistiche oggetto della trattazione; su 21 pp, incisioni silografiche nel testo raffiguranti monete ed edifici; grandi, bei finalini silografici floreali. Esemplare in buone condizioni, in po' rifilato al margine superiore, pallide minuscole gore, infime macchioline dovute alla qualità della carta. Nell'opera sono presenti anche il "Discorso d'Ottavio Falconieri intorno alla Piramide di Caio Cestio, e alle pitture..." e la "Lettera del medesimo al Sig. Carlo Dati", che nell'esemplare COPAC hanno paginazione diversa, essendo collocati in fondo al volume. Prima tiratura della prima edizione "1665", mentre spesse volte citata come prima quella dell'anno successivo. Esemplare in perfetta legatura di erudita opera illustrata su monumenti antichi, edita dal Falconieri, brillante archeologo familiare della cerchia di Cristina di Svezia nella Roma intellettuale, artistica e letteraria del XVII secolo. Un esemplare in COPAC, tre esemplari censiti in CCFr, che collaziona solo 13 tavole su 15. British Library, Catalogue of Seventeenth Century Italian Books, vol. 2 p 608; Olschki per l'ediz. del 1666.
Rara pianta archeologica della città, basata sul modello della cosiddetta pianta della guerra di Napoli del 1557 - incisa da Nicolas Beatrizet per l'editore Antonio Lafrery - orientata con il nord a destra. Sono riportate le nuove fortificazioni volute da papa Paolo IV. Dal punto di vista archeologico, date anche le dimensioni ridotte dell’opera, risulta assai sintetica."Si tratta di una frettolosa copia della precedente pianta di Paolo Forlani ed è riconducibile alla tipografia di Ferrando Bertelli. Oltre a comparire in alcune raccolte cinquecentesche di grande formato (Biblioteca Estense e Monaco di Baviera) la pianta si trova infatti inclusa nella raccolta Civitatum aliquot insigniorum et locorum, magis munitorum exacta delineatio: cum additione aliquot insularum principalium, edita da Ferrando Bertelli a Venezia nel 1568" (cfr. B/R p. 2353).Aquaforte e bulino, impressa su carta vergata coeva, con ampi margini, in perfetto stato di conservazione.BibliografiaBifolco - Ronca, Cartografia e Topografia italiana del XVI secolo (2018), p. 2353, tav. 1211; Destombes (1970): n. 201; Meurer (2002): n. 146; Tavernari (2014): n. 141; cfr. Caldana (2013): p. 79; Marigliani (2007): n. 48; Nordenskiöld (1981): n. 12(2); cfr. Valerio (1998): p. 42, n. 2. Rare archaeological map of the city, based on the model of the so-called map of the war of Naples of 1557 - engraved by Nicolas Beatrizet for the publisher Antonio Lafrery - oriented with the north to the right. The new fortifications commissioned by Pope Paul IV are reported. From the archaeological point of view, given the small size of the work, it is very synthetic."It is a copy of the previous map by Paolo Forlani and is referable to the printing house of Ferrando Bertelli. In addition to appearing in some large sixteenth-century collections (Biblioteca Estense and Strabo Atlas of Munich) the map is also included in the collection "Civitatum aliquot insigniorum et locorum, magis munitorum exacta delineatio: cum additione aliquot insularum principalium", published by Ferrando Bertelli in Venice in 1568". (see B/R p. 2353).Etching with engraving, printed on contemporary laid paper, with wide margins, in perfect condition.LiteratureBifolco - Ronca, Cartografia e Topografia italiana del XVI secolo (2018), p. 2353, tav. 1211; Destombes (1970): n. 201; Meurer (2002): n. 146; Tavernari (2014): n. 141; cfr. Caldana (2013): p. 79; Marigliani (2007): n. 48; Nordenskiöld (1981): n. 12(2); cfr. Valerio (1998): p. 42, n. 2. Bifolco - Ronca, Cartografia e Topografia italiana del XVI secolo (2018), p. 2353, tav. 1211.
In folio (mm. 410x250), 2 volumi, p. pergam. coeva, titolo oro su tassello al dorso, tagli rossi, pp. (2),XXIX,767; (6),1708 (numeraz. continua); titolo in rosso e nero, testo su due colonne (in greco e in latino), con 2 belliss. ritratti inc. in rame: 1 di Ioannes Albertus Fabricius e 1 di Hermannus Samuel Reimarus; alla dedica (al Cardinale Angelo Maria Quirino) una stupenda testata con l'effige del Cardinale su uno sfondo architettonico e con figure allegoriche, pure inc. in rame.<br> - Nel vol. I sono contenuti: "Quod complectitur Fragmenta librorum I-XXV, cum annotationibus maxime Henrici Valesii - Libros XXXVI-LIV integros, cum annotationibus Ioannis Alberti Fabricii ac paucis aliorum graeca ex codicibus mss. et fragmentis supplevit, emendavit, latinam versionem Xylandro-Leunclavianam limavit, varias lectiones notas doctorum et suas cum apparatu et indicibus adiecit Hermannus Samuel Reimarus".<br> - Nel vol. II: "Quod complectitur libros Dionis LV-LX. Passim mutilos et breviatos cum annotationibus Ioannis Alberti Fabricii - Et nonnullis aliorum libros item Dionis LXI-LXXX. Ex compendio Io. Xiphilini. Cum annotationibus Hermanni Samuelis Reimari.. cum indice graeco et latino adiunxit".<br> Cfr. Brunet,II,712: "Edition la plus belle, la plus complète et la meilleure que l'on ait dans ce format" - Graesse,II,393.<br> "Cassio Dione Cocceiano, storico greco di Roma (nato a Nicea, Bitinia, prima del 163, morto dopo il 229). Della sua grande "Storia romana" in 80 libri, divisi in decadi - dall’arrivo di Enea nel Lazio sino al 229 d.C., anno del secondo consolato dell’autore - sono giunti a noi 25 libri (36°-60°) dal 69 a.C. al 47 d.C.; parte dei libri 78° e 79° (216-219 d.C.); estratti in florilegi bizantini; oltre al compendio di G. Xifilino dell'XI secolo e di Zonara del secolo seguente". Cosi' Diz. Treccani,IV, p. 71. Con uniformi lievi arross. o lievi fiorit., ma complessivam. esemplare ben conservato.
in-16, 1 cb, cc 64, 2 cb, leg. p. perg. coeva con nervi al d. legacci. Affascinamente copia di un bella guida cinquecentesca per il turista a Roma. A carta 46 inizia il trattato dal titolo: “L’Antichità di Roma di M. Andrea Palladio raccolta brevemente da gli auttori antichi, e moderni”. Rossetti G-414 richiama un frontespizio per la seconda parte che qui non è presente ma la collazione del volume è completa. Schudt 68. Minuscoli forellini di tarlo al d. e altro tarletto sulle ultime 2 carte bianche. Ottimo esempl. in legatura coeva.
117-Io.J. Bleistift, auf gelblichem Velin. 25,9:20,2 cm. Verso: Die Villa Raffaels in Rom. Bleistift, links unten signiert ?gez. V. Fr. Peipers, Architect.?, rechts unten bezeichnet und datiert ?Alla Passeggiata 1827 il 27, Marzo.?. Doppelblatt aus einem Skizzenbuch von 1828. Möglicherweise ist der ?Dächerblick? eine Vorzeichnung für Peipers lithographiertes Panorama ?Rom gesehen von der öffentl. Promenade des Monte Pinsio?. [2 Warenabbildungen]
Pinelli Bartolomeo, Giuseppe Berneri (1637 - 1701), 1823 IL MEO PATACCA O VERO ROMA IN FESTE NEI TRIONFI DI VIENNA. IN ROMA: DAI TORCHJ DI LINO CONTEDINI, 1823. In folio oblungo (cm.27x40). Pagine [6], 170 con 52 belle tavole incise all'acquaforte fuori testo da Bartolomeo Pinelli che le ha firmate in lastra e datate. Piccole mancanze alle pagine di Avvertimenti dell'Autore e a quella di Approvazioni con minima perdita di testo, restaurate con carta, interno fresco e senza macchie. Legatura in mezza pelle, con piatti marmorizzati e titoli in oro su tassello al dorso. Qualche spellatura al dorso, ma in complesso più che buone condizioni. Seconda edizione del poema, la prima illustrata. Le bellissime tavole incise all'acquaforte, firmate e datate in lastra e corredate da didascalia, rappresentano il capolavoro del Pinelli; cfr. Choix 16448: «chef d’oeuvre de Pinelli comme illustrateur»; Fagiolo-Marini-Apolloni 311-312; Pacini, Pinelli 25-26: «creò il suo capolavoro in quelle illustrazioni del Meo Patacca».
Prospetto interiore del Tempio Vaticano veduto nelle sere di Giovedi, e del Venerdi Santi al chiarore della gran croce di metallo illuminata sospesa nella nave principale dinnanzi all'altar maggiore quando la Santità Sua si porta alla venerazione del Volto Santo. Acquaforte e bulino, circa 1783 da un soggetto di Louis Jean Desprez. Esemplare di secondo stato, con l’iscrizione Prospetto interiore del Tempio Vaticano ... Dêspres del. Ca. Frañco Piranesi inc. 1787. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva, con pieni margini, in ottimo stato di conservazione. La rappresentazione di cerimonie religiose all'interno delle più importanti chiese, prima fra tutte San Pietro, era diffusa nel Settecento. Il commercio di vedute legato alla committenza straniera non mancava, infatti, di fornire immagini suggestive di queste liturgie che suscitavano notevole curiosità nei viaggiatori in visita a Roma. Era, infatti, consuetudine diffusa nell'itinerario seguito dai grandtourists in Italia di fare in modo di seguire le funzioni religiose della settimana di Pasqua a Roma. Giá Lalande (cfr. Voyage d'un François en Italie, fait dans les années 1765 et 1766, Venezia e Parigi 1769, V, p. 122) che aveva potuto assistere alla cerimonia della croce durante il suo viaggio nel 1766, racconta, infatti, di «una croce da diciotto a venti piedi di altezza, illuminata la sera con lampade ad olio che offre un colpo d’occhio spettacolare” La stessa scena è rappresentata anche in una serie di incisioni colorate a mano frutto della collaborazione tra Francesco Piranesi e Louis Jean Desprez. L'inquadratura è pressoche la stessa, in entrambe le vedute la cerimonia è ripresa dal transetto sinistro in modo da inquadrare il baldacchino berniniano illuminato dai riflessi della luce, consentendo di distinguere anche la sagoma del san Longino sul piliere della cupola. Il taglio verticale dell'incisione di Piranesi e Desprez lascia meno spazio ai dettagli architettonici; l'interno di San Pietro con la cerimonia della Croce è riprodotto da Desprez anche in un disegno ora al Louvre ripreso da un punto di vista diverso, in modo tale da riuscire a scorgere solo una piccola parte del baldacchino (cfr. Fabrizia Lucilla Spirito, Vedutismo e Grand Tour: Giovan Battista Lusieri e i suoi contemporanei, Napoli 2006, p. 52). Bellissimo esemplare. Bibliografia Wollin, Nils Gustaf, Desprez en Italie; dessins topographiques et d'architecture (1935), p. 156, n. 1, II/II. Etching and engraving, circa 1783 from a subject by Louis Jean Desprez. Example of the second state, inscribed Prospetto interiore del Tempio Vaticano ... Dêspres del. Ca. Frañco Piranesi inc. 1787. Magnificent proof, printed on contemporary laid paper, with full margins, in excellent condition. The representation of religious ceremonies inside the most important churches, first of all St. Peter's, was widespread in the eighteenth century. The trade of views linked to foreign clients did not fail, in fact, to provide suggestive images of these liturgies that aroused considerable curiosity in travelers visiting Rome. It was, in fact, a widespread custom in the itinerary followed by grandtourists in Italy to make sure to follow the religious functions of Easter week in Rome. Giá Lalande (cf. Voyage d'un François en Italie, fait dans les années 1765 et 1766, Venice and Paris 1769, V, p. 122), who had been able to witness the ceremony of the cross during his trip in 1766, tells, in fact, of "a cross eighteen to twenty feet high, illuminated in the evening with oil lamps that offers a spectacular view." The same scene is also depicted in a series of hand-colored engravings resulting from the collaboration between Francesco Piranesi and Louis Jean Desprez. The framing is almost the same, in both views the ceremony is taken from the left transept so as to frame Bernini's canopy illuminated by the reflections of light, allowing one to distinguish the silhouette of St. Longinus on the piliere of the dome. The vertical cut of the engraving by Piranesi and Desprez leaves less space for architectural details; the interior of St. Peter's with the ceremony of the Cross is also reproduced by Desprez in a drawing now at the Louvre taken from a different point of view, so that only a small part of the canopy can be seen (see Fabrizia Lucilla Spirito, Vedutismo e Grand Tour: Giovan Battista Lusieri e i suoi contemporanei, Naples 2006, p. 52). Beautiful example. Bibliografia Wollin, Nils Gustaf, Desprez en Italie; dessins topographiques et d'architecture (1935), p. 156, n. 1, II/II.
Pianta di Roma disegnata colla situazione di tutti i Monumenti antichi : de' quali in oggi ancora se ne vedono gli avanzi, ed illustrata colli Framm.ti di Marmo della Pianta di Roma antica, scavati, saranno due secoli, nelle Rovine del Tempio di Romolo; ed ora esistenti nel Museo di Campidoglio. Acquaforte e bulino, 1756 circa, firmata in lastra in basso a destra. Dalla serie Le Antichità Romane. Meravigliosa prova, ricca di toni, impressa a inchiostro bruno su carta vergata coeva, con pieni margini ed in perfetto stato di conservazione. Opera tratta dalla prima edizione, pubblicata a Roma nel 1756 nella stamperia di Angelo Rotili a Palazzo Massimo alle Colonne, dai signori Bouchard e Gravier, librai e mercanti in Roma con sede presso San Marcello al Corso. La raccolta conteneva un ritratto del Piranesi, inciso da Felice Polanzani, e recava una dedica a James Caulfield conte di Charlemont, dedica poi eliminata in seguito ad un litigio. Di questa edizione originale, che venne alla luce nel maggio del 1756, sono note tre diverse tirature, connesse con le vicende del litigio con lord Charlemont, vicende documentate dal Piranesi stesso nelle sue Lettere di Giustificazione del 1757. Le diverse tirature sono riconoscibili tra loro proprio nel frontespizio del primo tomo, quello originariamente dedicato al nobile inglese, che successivamente si presenta con dedica e stemma araldico abraso, quindi con l’aggiunta di una dedica dell’autore Aevo Suo Posteri set Utilitari Publicae. Henry Focillon, nel suo saggio del 1918, suppone che il Piranesi prepari ed incida le tavole per l’opera tra il 1750 ed il 1756, tuttavia, elementi architettonici fanno risalire alcune al 1746. In realtà le tavole più antiche utilizzate nella raccolta risalgono probabilmente ad anni ancora precedenti, come sembra suggerire sia l’estrema complessità dell’opera, legata ad un lunghissimo lavoro di preparazione e ricerca, sia l’oscillazione stilistica riscontrabile comparando le varie tavole. Ad ogni modo, la grandiosità delle Antichità Romane del Piranesi non sta solamente nel grande lavoro grafico prodotto dall’artista: l’opera risulta infatti fondamentale come innovazione metodologica nel settore dell’archeologia a lei contemporanea, con l’utilizzo di scritti che sono essenziali per comprendere il pensiero dell’autore e l’innovazione del metodo piranesiano. Si può quindi sostenere, come giustamente fa notare il Focillon, che l’artista veneziano fondi l’archeologia moderna. Questa innovazione comporta, però, un enorme stacco e una grande divergenza con il pensiero e la cultura ufficiale ed accademica del periodo - di derivazione anglosassone - causando enormi polemiche di cui Piranesi fu bersaglio, e il fiorire di una negativa aneddotica intorno alla sua persona, il cui scopo era quello di ristabilire l’egemonia minacciata della cultura “classica”. Il principale pensiero espresso nelle Antichità Romane consiste nel documentare e conservare in effige un patrimonio monumentale che andava di giorno in giorno sgretolandosi, linea di condotta che andava contro l’atteggiamento culturale di amatori ed antiquari, il cui piacere era puramente estetico, non disdegnando all’occorrenza, l’asporto di frammenti anche vistosi di antichità a titolo di puro collezionismo o alla stregua di souvenir. La principale novità della sua impostazione consiste nell’unificare in un solo momento le operazioni di scavo, di rilievo, le indagini strutturali e la misurazione con lo studio delle fonti letterarie, a cui egli fa riferimento diretto. Questo momento di unificazione è rappresentato dallo studio topografico, che unito alla tecnica di rilievo, alla conoscenza dei materiali e delle tecniche antiche, allo scavo ed al sopralluogo dava luce all’archeologia, ovvero lo studio della storia antica. Stampata su contemporanea carta vergata con filigrana “doppio cerchio e giglio con lettere CB” (Robison 33), tipica di ques... Pianta di Roma disegnata colla situazione di tutti i Monumenti antichi : de' quali in oggi ancora se ne vedono gli avanzi, ed illustrata colli Framm.ti di Marmo della Pianta di Roma antica, scavati, saranno due secoli, nelle Rovine del Tempio di Romolo; ed ora esistenti nel Museo di Campidoglio. Etching with engraving, 1756, signed at the bottom margin. From the Antichità Romane, first edition by the French publisher Bouchard and Gravier in 1756. A great impression, printed with brown ink on contemporary laid, strong, paper, with margins, perfect conditions. The first edition of this work, in four volumes, was published in Rome in 1756 at the printing-works of Angelo Rotili at the Massimo alle Colonne Palace, by Bouchard and Gravier, book-dealers and tradesmen located in Rome near the church of St. Marcel at the Via del Corso. This collection included a portrait of Piranesi, engraved by Felice Porziani, and a dedication to James Caulfield, count of Charlemont. This dedication was later abolished in the aftermath of a quarrel, described by Piranesi in his Lettere di Giustificazione [Letters of Justification] (1757), which also gave rise to three different versions of this first original edition (May 1756). These different versions are distinguishable from the title-page of the first volume, which initially was dedicated to the Irish aristocrat, then exhibited a cancelled dedication and coat of arms and, finally, bore a Latin motto written by the artist "Aevo Suo Posteri set Utilitari Publicae". Henry Focillon, in his 1918 treatise, presumed that Piranesi prepared and engraved the plates for this collection between 1750 and 1756, although some architectural features could have a few of them dating back to 1746. Actually, the oldest plates included in this collection probably date back even further, as suggested by the extraordinary complexity of this work, due to a prolonged phase of preparation and research, together with the stylistic alterations which can be observed by comparing the different plates. The magnificence of Piranesi's Antichità Romane, however, is not only in the artist's large graphic output. Indeed, this work is of primary importance from the standpoint of methodological innovation within the framework of contemporary archaeology, with the utilisation of texts which are of essential importance for the comprehension of the author's ideas and of the innovations implied in Piranesi's methodology. It can be asserted, as correctly emphasised by Focillon, that the Venetian architect founded modern archaeology. However, this new-fashioned approach implied an important disassociation and a significant deviation from the convictions and the official and academic culture of the time, which was of Anglo-Saxon derivation. This gave rise to a serious controversy, whose target was Piranesi, and to an adverse anecdotal literature concerning his person, the objective being the re-establishment of the endangered authority of the culture it was threatening. The main motivation behind the Antichità Romane was the documentation and preservation, utilising illustrations, of a heritage of ancient monuments which was being ravaged on a daily basis. This approach was incompatible with the one held by amateurs and antiquarians who only took pleasure from aesthetic contemplation and would not refrain from occasionally removing rather imposing parts from ancient relics for their private collections or, more simply, as souvenirs. The main new feature in his procedure was to unify into a single space the acts of excavating, surveying, structural inquiries and measurement together with the analysis of literary sources, the latter of which he examined for himself. This step of unification is characterised by the study of topography which, together with surveying techniques, the knowledge of antique procedures and materials, excavations and on-site inspections, gave rise to archaeology, in other words to the study of ancient h... Focillon 153, Wilton Ely 288; A. P. Frutaz, "Le piante di Roma", XXXV, tav. 69.
[Roma], [s.n.t.], [anni '70 del XVIII sec.], incisione in rame, mm. 404x617 (l'impronta della lastra, che contiene anche il titolo e la firma del Piranesi - “Piranesi F.” in basso a destra - posti sotto all'immagine). Incorniciata con vetro di protezione. IV stato su 6 secondo Hind, (senza note editoriali né prezzo, con la firma in basso a destra; si tratta di tiratura comunque settecentesca). Dalle "Vedute di Roma", serie di 137 incisioni. Eccellenti condizioni.
gr. vol. in-4, pp. (16), 956, (30), bella leg. p. perg. coeva alle armi con ricchi fregi e riquadri in oro ai piatti, fregi al d. a 5 nervi, tagli color. Splendido antip. inc. in rame con veduta di roma e figure allegoriche. Front. a due colori con vignetta in rame. Iniziali xilogr. Testo su due colonne. Con una gr. pianta di Roma (mm. 365x500), con dettagliato tessuto urbano. Altre 7 tavv. in rame f.t. raff. monete e medaglie, bassorilievi antichi, scene con gladiatori. Splendido esempl. in ottimo stato di conservazione. [MM14-209]
Decorativa pianta planimetrico prospettica della città, molto dettagliata. Nelle colonne laterali ed in basso a destra rimandi da 1 a 464 e da A a K. Restauri alle pieghe. Rif.: "Le Piante di Roma delle collezioni private" di Andrea Sciolari e Clemente Marigliani pag. 228 n° 132
18004585<p>Single broadsheet 60 x 44.5 cm folded. A very good copy.<br /></p><p>A rare survival of such an ephemeral piece unrecorded on ICCU: a large broadside issued during the nine-month occupation of Rome following the fall of the Roman Republic and proclaiming a complete revision of the running of the city's public market to prevent "hoarders and scalpers" from inflating food prices beyond the means of the "most sensitive" members of the populace during this tumultuous period.</p><p>The edict instructs for example all retailers of vegetables and fruits to arrange contracts exclusively during daylight hours and only under their official banners; any retailers found bringing or intending to bring wholesalers into the marketplace will be considered in contravention of the law. Retailers are also prohibited from forming collective buying groups which lead to 'infamous monopolies'. Further regulations touch on sellers of poultry interactions between retailers and wholesalers and the physical locations of permitted activities. The trades in domestic pigeons and wild game however are exempted from these stringent regulations.<br /><br />The broadsheet also gives details of the enforcement of the new rules. Anyone not complying with the regulations after three days of their posting will suffer the consequences and trials of the accused will take place between 22 and 24 hours and for 1 hour the following morning in the market square itself. The penalties are stiff: for the first offence 25 scudi; for the second 50 scudi and a public beating; while the third warrants a 100 scudi fine and 5 years of public labor. Fines will also be imposed for passing false currency. The edict ends with a stern public hygiene order reminding all retailers of the prohibition of fish-selling in the marketplace. The public is also ordered to make use of the fountains in a civilised manner and not to throw rubbish into the fountain or onto the streets.</p><p>The Piazza Navona became the official market square of Rome in the 15th century and remained so until the 1860s when the site was transferred to the Campo de' Fiori. Produced during a period of tremendous political upheavel the present document provides us with a surprisingly intimate insight into the problems of running such an enormous concern. As the broadside notes the Papal Government had formerly been responsible for the orderly running of the marketplace but in 1798 the short-lived Roman Republic based upon the principles of the French Revolution had seized power and exiled the Pope. According to the document many "abuses" were committed during the "so-called" Republican tenure and indeed the "greed and malice of those who have been able to evade the rules" has led to the need for tighter regulation. Today it complains many dealers hoard more than they sell rendering public markets 'inutili' and driving food prices far higher than they should be in turn affecting the "most sensitive" segment of the population. The present edict was issued under the authority of His Excellency Diego Naselli a Neapolitan commander whose troops had invaded the Republic in September 1799. However by July 3rd seven months after the edict's publication the city was returned to the authority of the Pope.</p><p> Unrecorded in ICCU or OCLC.</p> Lazzarini
172900518<p>FIRST HISTORY OF VENETIAN TRADE --- xxiv 200 4 p. a8 b4 A-Q8/4 R6 166 x 95 mm --- First and only edition of this history of Venetian trade through 1290 which Barbier attributes to one "Roma"—and which appears to be the first printed survey of Venetian trade altogether. Barbier records the anonymous author's connections in Parisian law and finance but we know little else of him except that he perhaps took his text from a larger three-volume manuscript on the history of business in Italy. ¶ As the history of trade goes few European cities will be as synonymous with the subject as Venice. The Middle Ages saw it become one of the continent's most important ports the vital crossroads of trade between East and West. The author divides his history into three parts: the years 421-697 which he calls the age of the <em>Tribuns</em>; 697-1173 the age of elected doges; and 1173-1290 the age of sovereign doges. He covers the early development of the Rialto Venice's strategic location as a boon for international trade competition in fabric production silk especially—these and many other issues that historians continue to cite in discussions of early Venetian trade. ¶ We fully expected to identify earlier histories of trade in Venice a task we summarily failed at. The author himself complains of "the silence that historians of Venice have kept on this subject" xiij. True enough of the earlier <em>commercio</em> titles in both Cicogna and Soranzo's continuation none could be construed as a comprehensive historical survey of Venetian trade nor have our subject searches in WorldCat turned up anything earlier. Given Venice's tremendously influential role in the history of business the gap this work fills should be an important one. ¶ Hardly a common book and this may be the only copy recorded at auction; it matches the binding description of a copy offered in 2013. --- PROVENANCE: Bookplate removed from the front paste-down and a few efforts at obliterating small marks from the endleaves. --- CONDITION: Contemporary leather spine and board edges tooled in gold; marbled edges and endpapers. ¶ First and last few leaves a little dusty. Leather a bit discolored in spots; front paste-down skinned from removal of bookplate. A nice solid copy in a contemporary binding. --- REFERENCES: Emmanuele Antonio Cicogna <em>Saggio di bibliografia veneziana </em>1847 v. 1 p. 211 #1461; Ant.-Alex. Barbier <em>Dictionnaire des ouvrages anonymes</em> v. 2 col. 209;<em> Kress Library of Business and Economics</em> suppl. p. 196 ¶ Paola Lanaro "Introduction" <em>At the Centre of the World: Trade and Manufacturing in Venice and the Venetian Mainland 1400-1800</em> Toronto: Centre for Reformation and Renaissance Studies 2006 p. 34 "The Venetian Republic is still considered to be one of the first European states to accept the drastic change in mentality and in capitalistic practice brought about by the great maritime commerce between the Levant and the East above all in terms of international commerce in transit"; Edwin S. Hunt and James M. Murray <em>A History of Business in Medieval Europe 1200-1550</em> Cambridge Univ 2005 p. 60 "it was the international merchants who spearheaded the development of the techniques that transformed medieval commerce…The earliest techniques appeared in Genoa and Venice during or even before the twelfth century" 90 "One of the special characteristics of Venice and a source of its lasting power was its role as entrepôt and staple"</p> Pierre Gilles Le Mercier and A. Morin hardcover
Quattro parti in un volume in 4to piccolo di XVI-424 pagine; (2)-(6)-180 pagine (+28 per l'Indice). Frontespizio inciso. Le prime tre parti hanno paginazione continua. Incisioni nel testo. Legatura in piena pergamena del tempo, macchiata - PRIMA EDIZIONE di questa raccolta che comprende non solo gli Statuti ma anche una serie di saggi sull'agricoltura.
Bulino, circa 1625; in basso a sinistra: Joan[n]es Maggius Roma[n]us delineavit , più avanti: Con privil.[egi]o.Bella prova, ricca di toni, impressa su carta filigranata coeva, rifilata ai margini, in ottimo stato di conservazione. Engraving, circa 1625, at lower left: Joan[n]es Maggius Roma[n]us delineavit, followed by Con privil.[egi]o.Good example, printed on contemporary laid paper, with watermark, trimmed at margins, in very good condition.
Mappa di Roma del XVII secolo, incisa a Roma da Antonio Barbey e pubblicata da Domenico de Rossi.Si basa sulla grande pianta murale di Giovan Battista Falda, ma mostra con particolare cura gli interventi urbani sotto il pontificato di papa Innocenzo XII, tra i quali la dogana di mare a Ripa Grande (1694). Sono inoltre contenute nella pianta una serie di interessanti note e i nomi delle ville e vigne entro le mura della città.Comprende un elegante cartiglio con titolo e stemma in alto, e un secondo cartiglio con un lungo elenco che individua 464 luoghi di interesse nella Città Eterna.La mappa è orientata a nord-est in alto e comprende siti antichi e moderni. "I lotti edificati sono campiti con puntinato e vengono indicati i nomi di molte strade. L'impostazione generale e vari dettagli denotano la derivazione di questa pianta dalla grande del Falda cui il Barbey apportò però numerosi aggiornamenti. Sono infatti riportati i nuovi interventi di Innocenzo XII tra i quali la dogana di mare a Ripa Grande (1694). Sono inoltre contenute nella pianta una serie di interessanti note e i nomi delle ville e vigne entro le mura della città. In basso a sinistra è scritto Ant. Barbey Sculp. ed a destra Domenico de Rossi [...] l'anno 1697 il di 25 maggio. Sotto il titolo in alto è riportata la dedica a Mons. Ranuccio Pallavicino Governatore di quest'alma Città e vice Camerlengo [...] Innocenzo XII felicemente regnante. Sui due lati legenda con 464 numeri di rimando ed elenco dei XIV rioni, e, in basso a destra, l'indice delle chiese di Roma" (cfr. Marigliani p. 253). Incisione in rame con bellissima coloritura a mano, alcune pieghe di carta perfettamente restaurate, per il resto in buono stato di conservazione. Rara. Bibliografia Frutaz n. 162, Scaccia Scarafoni n. 206, Huelsen n. 135; Marigliani n. 159. Map of Rome from the 17th century, engraved in Rome by Antonio Barbey and published by Domenico de Rossi. It is based on the large wall map by Giovan Battista Falda, but shows with particular care the urban interventions under the pontificate of Pope Innocenzo XII, including the sea customs house at Ripa Grande (1694). The map also contains a number of interesting notes and the names of the villas and vineyards within the city walls. It includes an elegant cartouche with title and coat of arms at the top, and a second cartouche with a long list identifying 464 places of interest in the Eternal City. The map is oriented north-east at the top and includes ancient and modern sites. Built-up lots are dotted and the names of many streets are indicated. The general layout and various details indicate that this map derives from Falda's great map, to which Barbey however made numerous updates. In fact, the new interventions of Innocent XII are shown, including the sea customs house at Ripa Grande (1694). The map also contains a series of interesting notes and the names of the villas and vineyards within the city walls. At lower left is written Ant. Barbey Sculp. and on the right Domenico de Rossi [...] the year 1697 the 25th of May. Under the title at the top there is the dedication to Monsignor Ranuccio Pallavicino Governor of this great City and Vice Camerlengo. On both sides a legend with 464 reference numbers and a list of the XIV districts, and, at the bottom right, the index of the churches of Rome (cf. Marigliani p. 253). Copper engraving with fine later hand colour, few repaired paper folds, otherwise in good condition. Rare. Bibliografia Frutaz n. 162, Scaccia Scarafoni n. 206, Huelsen n. 135; Marigliani n. 159.
Rara pianta a proiezione verticale, orientata con il nord in alto. Incisa da Filippo Troiani per l'editore Tommaso Cuccioni. A sinistra rubrica: Indice de' principali edifizi di Roma moderna. A destra: Indice degli avanzi de' monumenti antichi posti nelle loro Regioni. "Stampata in quattro fogli. In basso notizia che cita il nome del pontefice Gregorio XVI (1830-1846), da cui la datazione al 1840 circa. Nella sua accurata rappresentazione della città il Troiani tenne certamente a riferimento la pianta del Censo edita una decina d'anni prima ma ancora di fatto attuale. In alto a sinistra dedica ad Agostino Feoli, amministratore generale della Banca Romana" (cfr. Marigliani, 2007, pp. 346-347). Acquaforte, stampata su quattro grandi fogli, tagliati, applicati su tela coeva e più volte ripiegati ad astuccio, piccole ossidazioni, per il resto in buono stato di conservazione. Bibliografia Scaccia Scarafoni (1939): n. 289; Frutaz (1962): n. 196; Marigliani (2007): pp. 346-347, n. 279. Rare vertical projection map, oriented with north at the top. Engraved by Filippo Troiani for the publisher Tommaso Cuccioni. On the left heading: Indice de' principali edifizi di Roma moderna. On the right: Indice degli avanzi de' monumenti antichi posti nelle loro Regioni. Printed in four sheets. At the bottom news that mentions the name of Pope Gregory XVI (1830-1846), hence the dating to about 1840. In its accurate representation of the city Troiani certainly held to reference the map by Census edited a decade earlier but still current. At the top left dedication to Agostino Feoli, general administrator of the Banca Romana (see Marigliani, 2007, pp. 346-347). Etching, printed on four large sheets, cut, applied on original canvas and folded several times to a case, small oxidation, otherwise in good condition. Literature Scaccia Scarafoni (1939): n. 289; Frutaz (1962): n. 196; Marigliani (2007): pp. 346-347, n. 279.