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[Figurato Militaria] (cm.26,3) mezza pergamena antica restaurata, piatti con foglio di antifonario.-- cc. 8 nn., pp. 267, (1), cc. 4 nn. con 33 grandi incisioni in rame 18 delle quali a piena pagina. Illustrato macchine da guerra, fortificazioni, carri, arieti, strutture difensive e strumenti vari. Edizione originale. E' un dettagliato trattato sull' arte della guerra e sulle milizie romane. Le belle incisioni sono attribuite al maestro di pie Paolo Rubens, Otto Vaenius (1588-1629) attivo anche ad Anversa. il Lipsius (1547-1606) filologo e umanista belga, si convertì poi al cattolicesimo. Bell' esemplare fresco e marginoso. * Adams L 797; * Choix 3964; * Bm. Stc. Dutch 119; * Cockle " Military Books " 672.[f55] Libro
Bella tavola topografica di Roma che riporta il tracciato degli antichi acquedotti romani. Il contenuto della tavola è dichiarato in alto a sinitra: "Dichiarazione delle note della Tavola: A. Mura odierne di Roma B. Mura di Roma anteriori all'Imperatore Aureliano Aquedotto arcuato della Marcia, Tepula, e Giulia Aquedotto arcuato della Claudia e Anione Nuovo Archi Neroniani Archi Antoniniani Aquedotto sostruito Aquedotto sotterraneo Rivo sotterraneo, porzionario delle acque Circonferenza delle Regioni antiche di Roma Nota delle Vie antiche Le rimanenti note son dichiarate o nella Tavola, o nella Spiegazione consecutiva della medesima Piedi Antichi Romani"Le tre "figure" sono disegni tecnici che rappresentano le sezioni e il funzionamento degli antichi acquedotti. La tavola è la n. XXXVIII del tomo I delle Antichità Romane, prima edizione del 1756 edita da Bouchard e Gravier. Meravigliosa prova, ricca di toni, impressa a inchiostro bruno su carta vergata coeva con la tipica filigrana del “doppio cerchio e giglio con lettere CB” (Robison 33), con pieni margini, in ottimo stato di conservazione. A topographical map of Rome depicting the paths of the ancient aqueducts. The inscription "Dichiarazione delle note della Tavola", explains the contents that include named walls of Rome and subterranean aqueducts as well as identifying footprints of ancient remains."Dichiarazione delle note della Tavola: A. Mura odierne di Roma B. Mura di Roma anteriori all'Imperatore Aureliano Aquedotto arcuato della Marcia, Tepula, e Giulia Aquedotto arcuato della Claudia e Anione Nuovo Archi Neroniani Archi Antoniniani Aquedotto sostruito Aquedotto sotterraneo Rivo sotterraneo, porzionario delle acque Circonferenza delle Regioni antiche di Roma Nota delle Vie antiche Le rimanenti note son dichiarate o nella Tavola, o nella Spiegazione consecutiva della medesima Piedi Antichi Romani "Inset are technical drawings of aqueduct mechanisms. This is the plate XXXVIII of tome I of Antichità Romane, first edition by the French publisher Bouchard and Gravier in 1756. A great impression, printed with brown ink on contemporary laid, strong, paper with “double encircled fleur-de-lys with letter CB” watermark (Robison 33), with margins, perfect conditions. Wilton-Ely, 352; Focillon 217
Acquaforte e bulino, 1753 circa, firmata in basso. Esemplare del quarto stato di sei descritto da Hind, della tiratura postuma romana. Bellissima prova, impressa su carta vergata coeva, con margini, in perfetto stato di conservazione. Della serie Vedute di Roma. L’opera consiste in 135 lastre prodotte individualmente dal Piranesi per almeno 30 anni, da circa il 1745, fino alla data della sua morte. All’opera sono aggiunte poi due vedute realizzate dal figlio Francesco. Per la prima volta furono edite dall’editore Giovanni Bouchard nel 1751 (34 lastre), successivamente dallo stesso Piranesi editore a Strada Felice prima e Palazzo Tomati poi (indirizzi che appaiono su molte tavole), fino alla stesura definitiva composta da 137 lastre. Successivamente alla morte dell’autore le matrici furono ereditate dal figlio Francesco, che ne curò la pubblicazione prima nella capitale - le cosiddette tirature “postume romane” - e successivamente a Parigi, dove furono stampate tre edizioni – la cosiddetta “prima di Parigi”, una intermedia (entrambe su carta vergata) e quella curata dall’editore Firmin Didot, la prima su carta senza vergelle, dove le tavole presentano l’aggiunta di un numero arabo ordinale. Tutte le tirature parigine sono piuttosto modeste in qualità, lontane da come il Piranesi le aveva pensate e concepite. Le lastre furono poi acquisite dalla Calcografia Camerale, poi Calcografia Nazionale, oggi Istituto Centrale per la Grafica, dove sono tuttora conservate. Etching and engraving, circa 1753, signed on plate at the bottom. Example of the fourth state of six, from the late Roman Edition. A very good impression, printed on contemporary laid paper, with margins, perfect condition. Taken from Vedute di Roma. The whole work consists of 135 plates which have been individually produced by Piranesi along 30 years, from 1745 circa until his death. Two more works have been subsequently added, two plates by his son Francesco. They have been printed for the first time in 1751 (34 plates) by the editor Giovanni Bouchard, afterwards by Piranesi himself, publisher first in Strada Felice an the in Palazzo Tomati, imprint that can be found in mostly of the plates), until the final edition of 137 plates. After Piranesi's death, his son Francesco inherited the plates, editing them first in Rome and then in Paris, where three editions were printed - the so-called "first Paris edition", an intermediate one (both on laid paper) and the one edited by the publisher Firmin Didot, the first on wowe paper, where the plates have an Arabic ordinal number added. All Parisi issues are rather modest in quality, far from how Piranesi had thought and conceived them. The plates were then acquired by the Calcografia Camerale, then Calcografia Nazionale, today Istituto Centrale per la Grafica, where they are still kept. Wilton-Ely 169,Focillon 822, Hind 34 IV/VI
Acquaforte e bulino, 1749, firmata in lastra . Esemplare della contemporanea tiratura romana, terzo stato di sei, stampato dall'autore nella propria tipografia di Strada Felice. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva con filigrana "doppio cerchio e giglio", con pieni margini, in perfetto stato di conservazione. Nel margine inferiore si trovano delle contemporanee scritte ad inchiostro bruno, traduzioni in lingua francese delle iscrizioni incise. Della serie Vedute di Roma. L’opera consiste in 135 lastre prodotte individualmente dal Piranesi per almeno 30 anni, da circa il 1745, fino alla data della sua morte. All’opera sono aggiunte poi due vedute realizzate dal figlio Francesco. Per la prima volta furono edite dall’editore Giovanni Bouchard nel 1751 (34 lastre), successivamente dallo stesso Piranesi editore a Strada Felice prima e Palazzo Tomati poi (indirizzi che appaiono su molte tavole), fino alla stesura definitiva composta da 137 lastre. Successivamente alla morte dell’autore le matrici furono ereditate dal figlio Francesco, che ne curò la pubblicazione prima nella capitale - le cosiddette tirature “postume romane” - e successivamente a Parigi, dove furono stampate tre edizioni – la cosiddetta “prima di Parigi”, una intermedia (entrambe su carta vergata) e quella curata dall’editore Firmin Didot, la prima su carta senza vergelle, dove le tavole presentano l’aggiunta di un numero arabo ordinale. Tutte le tirature parigine sono piuttosto modeste in qualità, lontane da come il Piranesi le aveva pensate e concepite. Le lastre furono poi acquisite dalla Calcografia Camerale, poi Calcografia Nazionale, oggi Istituto Centrale per la Grafica, dove sono tuttora conservate. Etching and engraving, 1749, signed on plate.Example from the contemporary Roman Edition, the third state of six, printed by Piranesi in his tipography of Strada Felice. A very good impression, printed on contemporary laid paper with watermark "double encircled fleur de lys with letters CB", with margins, good condition. Ink addidition at the lower white margin, trasnslation of the title made by a contemporary French hand. Taken from Vedute di Roma. The whole work consists of 135 plates which have been individually produced by Piranesi along 30 years, from 1745 circa until his death. Two more works have been subsequently added, two plates by his son Francesco. They have been printed for the first time in 1751 (34 plates) by the editor Giovanni Bouchard, afterwards by Piranesi himself, publisher first in Strada Felice an the in Palazzo Tomati, imprint that can be found in mostly of the plates), until the final edition of 137 plates. After Piranesi's death, his son Francesco inherited the plates, editing them first in Rome and then in Paris, where three editions were printed - the so-called "first Paris edition", an intermediate one (both on laid paper) and the one edited by the publisher Firmin Didot, the first on wowe paper, where the plates have an Arabic ordinal number added. All Parisi issues are rather modest in quality, far from how Piranesi had thought and conceived them. The plates were then acquired by the Calcografia Camerale, then Calcografia Nazionale, today Istituto Centrale per la Grafica, where they are still kept. Hind n. 8, III/VI; Focillon 790.
Acquaforte e bulino, 1753, firmata in lastra . Esemplare della contemporanea tiratura romana, secondo stato di cinque, stampata dall'autore nella propria tipografia di Strada Felice. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva con filigrana "doppio cerchio e giglio", con pieni margini, in perfetto stato di conservazione. Nel margine inferiore si trovano delle contemporanee scritte ad inchiostro bruno, traduzioni in lingua francese delle iscrizioni incise. Della serie Vedute di Roma. L’opera consiste in 135 lastre prodotte individualmente dal Piranesi per almeno 30 anni, da circa il 1745, fino alla data della sua morte. All’opera sono aggiunte poi due vedute realizzate dal figlio Francesco. Per la prima volta furono edite dall’editore Giovanni Bouchard nel 1751 (34 lastre), successivamente dallo stesso Piranesi editore a Strada Felice prima e Palazzo Tomati poi (indirizzi che appaiono su molte tavole), fino alla stesura definitiva composta da 137 lastre. Successivamente alla morte dell’autore le matrici furono ereditate dal figlio Francesco, che ne curò la pubblicazione prima nella capitale - le cosiddette tirature “postume romane” - e successivamente a Parigi, dove furono stampate tre edizioni – la cosiddetta “prima di Parigi”, una intermedia (entrambe su carta vergata) e quella curata dall’editore Firmin Didot, la prima su carta senza vergelle, dove le tavole presentano l’aggiunta di un numero arabo ordinale. Tutte le tirature parigine sono piuttosto modeste in qualità, lontane da come il Piranesi le aveva pensate e concepite. Le lastre furono poi acquisite dalla Calcografia Camerale, poi Calcografia Nazionale, oggi Istituto Centrale per la Grafica, dove sono tuttora conservate. Etching and engraving, 1753, signed on plate.Example from the contemporary Roman Edition, the second state of five, printed by Piranesi in his tipography of Strada Felice. A very good impression, printed on contemporary laid paper with watermark "double encircled fleur de lys with letters CB", with margins, good condition. Ink addidition at the lower white margin, trasnslation of the title made by a contemporary French hand. Taken from Vedute di Roma. The whole work consists of 135 plates which have been individually produced by Piranesi along 30 years, from 1745 circa until his death. Two more works have been subsequently added, two plates by his son Francesco. They have been printed for the first time in 1751 (34 plates) by the editor Giovanni Bouchard, afterwards by Piranesi himself, publisher first in Strada Felice an the in Palazzo Tomati, imprint that can be found in mostly of the plates), until the final edition of 137 plates. After Piranesi's death, his son Francesco inherited the plates, editing them first in Rome and then in Paris, where three editions were printed - the so-called "first Paris edition", an intermediate one (both on laid paper) and the one edited by the publisher Firmin Didot, the first on wowe paper, where the plates have an Arabic ordinal number added. All Parisi issues are rather modest in quality, far from how Piranesi had thought and conceived them. The plates were then acquired by the Calcografia Camerale, then Calcografia Nazionale, today Istituto Centrale per la Grafica, where they are still kept. Hind 26, II/V; Focillon 741.
[Postincunabolo- Legatura] (cm34) Bella e accattivante legatura originale, in piena pergamena con unghie ( Rinforzate in antico) e tracce di lacci. Nervi in pelle bianca (soatto) in parte esterni, sguardie non incollate che lasciano in vista il dorso frammenti di codice membranaceo del XIII sec. Manoscritti e rubricati a tempera. Titolo manoscritto al dorso e al piatto anteriore. -cc. 8nn., cc.198, c. 1 nn., cc.54 + c.1nn. con l'errata. Registro e al verso la stessa marca tipografica del frontis. Carattere romano, 42 linee, varie parole in greco, capilettera figurati. Edizione originale, curata dal J. Sichardus, veramente rara, di grande bellezza tipografica e ben completa delle due parti con in fine 19 capitoli delle "Declamationes" che pur non essendo di Quintiliano, sono state conservate sotto il suo nome. Dopo l'editio princeps del 1470 in Roma per cura di Joan. Antonii Campani, questo celebre trattato di retorica ebbe molte pubblicazioni e recensioni; è una delle più eccellenti opere che possediamo dell' antichità romana. L'autore ebbe successo e fama ed annovera fra i suoi scolari Plinio il giovane, Alcuni fili di tarlo ben restaurati all'angolo basso bianco, all'interno di alcune carte, ben lontno dal testo, lieve alone all'estremo margine bianco basso, altrimenti esemplare veramente bellissimo, nitido e a grandi margini, impresso su carta grave con tracce di coloritura originale ai tre tagli. * Graesse V 526 con collazione e note; * Biblioteca Panizzi 4847; * Moranti "Cinquecentine di urbino" 2848; * Adams Q 29; * BM:STC. German 721.[f68] Libro
Acquaforte, nel margine, sotto l’immagine superiore, dopo il titolo: Architettura principiata dal Cav.re Gio: Lorenzo Bernini, e terminata con la Porta, Orologgio, Cortile, e Fabrica interiore dal Cavaliere Carlo Fontana con suo disegno.” A sinistra: Disegnato e intagliato da Allesandro Specchi Architetto' e a destra: 'dato in luce da Dom.co de Rossi erede di Gio. Giac. de Rossi dalle sue stampe in Roma alla Pace con licenza de Sup. e Privil. del Som. Pont. Nell’immagine in basso a sinistra, lungo la parte superiore dell’immagine: Prospetto interiore del cortile della Curia Innocenziana verso la porta”; nell’immagine a destra “Altro prospetto interiore infaccia all’ingresso. L'incisione riproduce il progetto di Carlo Fontana per la facciata principale della Curia Apostolica da costruirsi sul preesistente palazzo Ludovisi, rimasto incompiuto. I1 prospetto ideato dal Bernini resta inalterato. Solo qualche variante viene proposta in ordine alla funzionalità dell'edificio: l'ingresso a tre fornici e la torre campanaria con l'orologio. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva, con margini, in perfetto stato di conservazione. Etching and engraving, 1703, in lower margin: Architettura principiata dal Cav.re Gio: Lorenzo Bernini, e terminata con la Porta, Orologgio, Cortile, e Fabrica interiore dal Cavaliere Carlo Fontana con suo disegno.” A sinistra: Disegnato e intagliato da Allesandro Specchi Architetto' e a destra: 'dato in luce da Dom.co de Rossi erede di Gio. Giac. de Rossi dalle sue stampe in Roma alla Pace con licenza de Sup. e Privil. del Som. Pont. At lower left: Prospetto interiore del cortile della Curia Innocenziana verso la porta”; nell’immagine a destra “Altro prospetto interiore infaccia all’ingresso. The engraving reproduces the project by Carlo Fontana for the main facade of the Curia Apostolica to be built on the pre-existing Ludovisi palace, which remained unfinished. The prospectus designed by Bernini remains unchanged. Only a few variations are proposed regarding the functionality of the building: the entrance with three arches and the bell tower with the clock. A fine impression, printed on contemporary laid paper, with margins, perfect conditions.
160414413Genova: Giovanni Pavoni 1604. Penultima carta con colphon e marca editoriale ultima carta bianca. Buon esemplare qualche antica menda firme di proprietà lievi segni del tempo. Un minimo restauro moderno al margine inferiore della carta A1. Antica censura su alcuni versi dell’ottava LXIX del canto decimonono. Legatura coeva in pergamena con titoli manoscritti sul dorso a 5 nervi in dodicesimo cm 14 x 8 pp 24 572 4 fregi xilografici testatine finalini capolettera e cornici degli argomenti frontespizio e 20 figure a piena pagina incisi su rame. Penultima carta con colophon e marca editoriale ultima carta bianca. Buon esemplare qualche antica menda firme di proprietà lievi segni del tempo. Un minimo restauro moderno al margine inferiore della carta A1. Antica censura su alcuni versi dell’ottava LXIX del canto decimonono. Graziosa edizione della Gerusalemme Liberata illustrata dal pittore genovese Bernardo Castello 1557-1629 per il quale «quella di ‘istoriare’ la Gerusalemme fu sicuramente l’idea di tutta una vita cui attese fin dal 1586 anno in cui ricevette l’approvazione dello stesso Torquato"" Bondi 2014; sue infatti le invenzioni per la celebre edizione in quarto del 1590 parzialmente incise da Agostino Carracci e per quella in folio del 1617. Il Tasso apprezzò molto le figure disegnate dal Castello e scrisse un sonetto in lode dell’artista «il che obbligò di tal maniera esso Castelli che … nel 1604 fece ristampare in Genova per Giuseppe Pavoni lo stesso Poema in 12° … ornando l’opera con nuove e non men belle figure» Quadrio VI p. 670. L’edizione comprende inoltre i nuovi Argomenti di Vincenzo Imperiale la dedica di B. Castello all’abate Angelo Grillo e sonetti in lode del pittore composti dal Tasso dal dedicatario da Leonardo Spinola e altri. Guidi Annali p. 15: «Le figure di quest’edizione sono diverse da quelle date nella stampa del 1590 ma molto ben disegnate e d’un finissimo intaglio»; Gamba 648: «le edizioni genovesi … particolarmente si raccomandano pel fregio delle figure»; Brunet V p. 666; Graesse VII p. 33. Giovanni Pavoni unknown
In Roma, appresso Vincentio Accolto, 1575, in-8 piccolo, cartoncino muto originale (lievi mancanze al dorso), cc. 29, [15]. Con marca tipografica in xilografia sul front. e piccole incisioni, sempre in legno, all'inizio di alcuni paragrafi. Aloni leggeri, ma frequenti. Due soli esemplari di questa edizione censiti in EDIT16.
Due opere in un volume (19x27 cm) in piena pergamena coeva. 1- Frontespizio con vignetta con la Pietà e: In Roma, nella stamperia della rev. Camera Apostolica, 1618, ristampati l'anno 1658. Da notare che nel titolo la parola Pieta è priva di accento. Segue pagina con una tavola incisa di stemmi di Alessandro VII Chigi, dei Barberini e della città di Roma; 4 pp nn di Indice e 130 pagine (al colophon la data è 1617), 2- Frontespizio con vignetta della Pietà, menzione di stampa uguale all'opera precedente; stessa pagina incisa con stemmi, 6 ppnn di Indice delle Bolle, 165 pagine, e 1pp di colophon con la data 1618. Bell'esemplare ad ampi margini, condizioni molto buone. I due volumi sono uguali all'edizione del 1618: cambia solo la data alle pagine di titolo. Opera fondamentale per la storia del rapporto tra Chiesa ed economia.
In-4° GRANDE; I) in antiporta incisione su rame raffigurante una Pieta’, pp. XII, (8), 219. al frontespizio un rame e un’iscrizione manoscritta “Per uso di me A. Bucci archivista del Tribunale Criminale della R.C.A. 1814”. Capilettera e finalini; II) in antiporta stemma papale e reale, pp. XII, 163, un rame al frontespizio, nel testo capilettera e finalini. LEgatura in piena pergamena coeva con tassello e titolo in oro al dorso, tagli in rosso; ottimo esemplare. Kress 6497.
In-4°; pp. 78, stemma cardinalizio inciso su legno al frontespizio, nel testo capilettera, testatine e finalini xilografici; legatura in cartonato semplice. L’Università dei Rigattieri si dota di un rinnovato statuto a seguito delle controversie giudiziarie; si dirimono quindi le questioni relative all’elezione e ai ruoli dei consoli e ufficiali, al possesso della patente “essendo l’arte de’ regatiteri molto importante per il pubblico commercio”, al tipo di merce che si può vendere nelle botteghe: Particolari sono le restrizioni sul mercimonio dei quadri, vietato agli ebrei, e le regole per le cosiddette donne passeggere, venditrici ambulanti. In fine il catalogo de’ Regattieri patentati. L’Università di Rigattieri di Roma aveva sede nella chiesa dei Santi Andrea Apostolo e Bernardino da Siena, o S. Maria in Carinis.
Rara e deliziosa veduta di piazza del Popolo, sapientemente delineata da Antonio Acquaroni, dalla parte di porta Flaminia, che abbraccia il panorama dalla nota terrazza del Pincio a via di Ripetta. La rappresentazione è dinamica, sono raffigurati diversi tipi di carrozze, ben distribuite nello spazio semicircolare; a destra, una vivace scene di folklore di balli a suon di tamburelli. Tra gli attenti spettatori adunati, anche due guardie in uniforme, rappresentati di spalle in atteggiamento di riposo. Lo spettacolo richiama l'attenzione di una delle due guardie a cavallo, rivolto di profilo verso il gruppo, mentre un venditore ambulante vende qualcosa ad uomo con una bambina. Nel resto della piazza, diverse persone passeggiano coi loro eleganti abiti, sullo sfondo di distinguono anche due chierici e, più indietro, un uomo tira faticosmente il suo asino. Le sfumature del cielo collocano la scena nelle ore pomeridiane. Rara e deliziosa veduta di piazza del Popolo, sapientemente delineata da Antonio Acquaroni, dalla parte di porta Flaminia, che abbraccia il panorama dalla nota terrazza del Pincio a via di Ripetta. La rappresentazione è dinamica, sono raffigurati diversi tipi di carrozze, ben distribuite nello spazio semicircolare; a destra, una vivace scene di folklore di balli a suon di tamburelli. Tra gli attenti spettatori adunati, anche due guardie in uniforme, rappresentati di spalle in atteggiamento di riposo. Lo spettacolo richiama l'attenzione di una delle due guardie a cavallo, rivolto di profilo verso il gruppo, mentre un venditore ambulante vende qualcosa ad uomo con una bambina. Nel resto della piazza, diverse persone passeggiano coi loro eleganti abiti, sullo sfondo di distinguono anche due chierici e, più indietro, un uomo tira faticosmente il suo asino. Le sfumature del cielo collocano la scena nelle ore pomeridiane.
Acquaforte, in alto ORDINE DELLA CAVALCATA PRESO IN S. GIO LATERANO DAL SOM.mo PON CLMENTI XII/ alli 19 9mbre 1730. In basso al centro: “si vendono da Luigi Neri in Piazza Navona / al insegna del Sansone”. Terzo stato.In basso, 5 vignette con relativa legenda A- D suddivisa nei due cartigli laterali.Bell’esemplare, impresso su carta vergata coeva, rifilata alla linea del rame, in ottimo stato di conservazione.La stampa raffigura il corteo per il Possesso di Clemente XII, al secolo Lorenzo Corsini, che si svolse il 19 novembre 1730.La lastra era stata utilizzata precedentemente per il possesso di Innocenzo XIII, del 16 novembre 1721, e per quella di Benedetto XIII del 4 giugno 1724, ma viene aggiornata, oltre che nel titolo – dove sono visibili le abrasioni per correggere il nome del pontefice e la data – anche negli apparati effimeri.Gli apparti effimeri per la cerimonia di possesso di Clemente XII furono progettati dall’architetto Pompeo Aldrovandini. Il duca di Parma offrì il tradizionale arco effimero nel Foro Romano, ma non fu eretta alcuna architettura provvisoria in Campidoglio, pertanto, viene rimosso l’arco trionfale raffigurato nella lastra del 1721, ideato al tempo da Alessandro Specchi.Questi particolari dimostrano l’accuratezza di tale tipologia di “stampe d’occasione”. L’arco effimero in Campidoglio del 1721 è ben raffigurato in una stampa dello stesso anno incisa da Francesco Faraone Aquila (1676 – 1740), alla cui mano è ascrivibile anche questa incisione.Opera molto rara. Etching, 1730, inscribed in the banner ORDINE DELLA CAVALCATA PRESO IN S. GIO LATERANO DAL SOM.mo PON CLMENTI XII/ alli 19 9mbre 1730. Bottom centre: “si vendono da Luigi Neri in Piazza Navona / al insegna del Sansone”. Third state.Below, 5 vignettes, flanked by two cartouche with relative A-D key .Good example, printed on contemporary laid paper, trimmed to the platemark, good ocndition.The print depicts the procession for the Possession of Clement XII, born Lorenzo Corsini, which took place on 19 November 1730.The plate was previously used for the possession of Innocent XIII, November 16, 1721, and for that of Benedict XIII of June 4, 1724, but is updated, as well as in the title - whit abrasions visible on the name of the Pope and the date - even in ephemeral adornments.The ephemeral adornment for the taking possession of Clement XII were designed by the architect Pompeo Aldrovandini. The duke of Parma offered the traditional ephemeral arch in the Roman Forum, but no provisional architecture was erected in the Campidoglio, therefore, the triumphal arch depicted in the procession of 1721, designed at the time by Alessandro Specchi, is removed.These details demonstrate the accuracy of this kind of prints.The ephemeral arch in the Campidoglio of 1721 is well represented in a print of the same year engraved by Francesco Faraone Aquila (1676 - 1740), to which this engraving can also be ascribed.A very rare work. Il Tesoro di Antichità, pp. 62-63; Fagiolo dell’Arco, pp. 39, 42; Buranelli, p. 189; Travaglini, Lelo, p. 219, f. 14.
182016283Londres, chez Colburn, 1820 ; in-8 ; demi-veau havane, dos à faux-nerfs dorés, titre doré, roulette en tête et palette dorées en queue (reliure de l’époque) ; VII, 564 pp.
In -folio grande (cm. 50 x 35), 35 grandi tavv. con un totale di 53 incisioni indicizzate e numerate.
+2 parti con autonomo frontespizio e autonoma paginazione in un vol. in-4° antico (242x169mm), pp. 296, (8) di indice delle medaglie e dei ritratti; (8), 145, (7); legatura settecentesca p. pergamena rigida con titolo e decori ornamentali in oro al dorso. Tagli marmorizzati. Imprese tipografiche in xilografia ai frontespizi con aquila appollaiata su un globo poggiato su una colonna e affiancata da due serpenti con le code fra loro intrecciate, il tutto entro bordura con putti, festoni, cornucopie. Al verso di due frontespizi, xilografia a p. pag. con le armi nobiliari del Du Choul entro bordura architettonica e motto "Honor sine honore beatus". Dedica a stampa dell'editore a Caterina de' Medici alla prima parte e del traduttore Gabriele Simeoni a Gian Giordano Orsini alla seconda, testatine e capilettera ornati o istoriati incisi su legno. Centinaia di incisioni xilografiche n.t. o f.t. di Pierre Eskirch (secondo l'attibuzione del Baudrier) raffiguranti medaglie e monete romane e, nella seconda parte, soldati romani, operazioni militari, accampamenti e fortificazioni, bagni termali, ecc. Di grande ricchezza e bellezza l'iconografia numismatica presente nell'opera. Una tavola ripiegata in fine con "Figura del campo de Romani". Firma di possesso settecentesca del sacerdote Cherubino Besozzi, abate del monastero olivetano di Pavia, deceduto nel 1773 e autore di un'opera sulle costituzioni olivetane tuttora inedita. Altra firma antica in parte cassata al primo frontespizio. Altra firma primonovecentesca al risguardo posteriore. Sparsi aloni di lieve entità. Buon esemplare. Reimpressione della traduzione italiana di queste rilevanti scritture dello studioso lionese, composte su committenza di Francesco I, sulle credenze religiose romane, la monetazione, l'ordinamento militare e le fortificazioni, i bagni e le terme, i giochi e le attività sportive nella Roma antica (Discours sur la castramétation et discipline militaire des Romains, Des bains et antiques exercitations greques et romaines, Discours de la religion des anciens Romains). L'autore si appoggia alle antiche fonti storiche romane integrandole con i ritrovati successivi dell'archeologia, della numismatica e dell'epigrafia e fondandosi in buona parte sulla sua eccezionale raccolta privata. L'edizione originale in lingua francese è del 1559, seguita, nello stesso anno, dalla traduzione italiana del Simeoni qui ristampata avvalendosi dei medesimi legni. Il Du Choul, nato a Lione verso il 1496, morto nella sua città nel 1560, fu Consigliere del Re Enrico II, Presidente delle montagne del Delfinato ed antiquario, grande conoscitore e raccoglitore di medaglie e monete antiche, nonché figura di spicco della cerchia umanistica lionese. Cfr. (diverse edizioni in lingua italiana e francese ): Brunet, II, 858. Graesse, II, 441. STC Italian, p. 228. Cicognara, 3668. Cockle, 702. NUC, vol.150, p.221. Olschki, Choix, 1836: "Livre rare, dont le principal merite consiste dans les excellents figures, dessinees assez librement apres les medailles, bas reliefs, statues etc. de lantiquite romaine". Cfr. Baudrier, IX, pp. 257-259 e sgg. Harvard Mortimer (French), 181. Sul Du Choul, Dictionnaire de Biographie francaise, XI, p. 1256. Sull'opera, Félix Bourriot, Un ouvrage lyonnais de la Renaissance: Discours de la religion des anciens Romains par Guillaume du Choul, Lyon, 1556, in Revue du Nord, t. 66, nn. 261-262, aprile-settembre 1984, pp. 653-675. Italiano
In 4°, leg. coeva mz marocchino rosso ed angoli, ricchissimi fregi impr. in oro al dorso, al centro del piatto anteriore è applicato lo stemma dei Torlonia, impresso in oro su marocchino rosso, contornato da filetti dorati, pp 4, 84 e 18 tavv. f.t. di cui 4 ripiegate (tra cui la stupenda veduta della piazza di villa Torlonia raff. la folla presente all'innalzamento dell'obelisco). Rara e pregiata edizione edita da Carlo Torlonia, come omaggio al fratello Alessandro, ove si racconta l'avventuroso viaggio dei due giganteschi obelischi in granito rosa dalla cava di Baveno, al passaggio sul lago Maggiore, all'officina dello scultore sui Navigli a Milano, alla costruzione di una nave per il trasporto da Venezia a Fiumicino e di un castello per innalzare gli stessi, fino al significato delle incisioni in stile egizio. Stupenda opera, sia per l'originalità del soggetto che per la bellezza delle tavv. f.t. importanti non solo per Roma e per la rara iconografia sulle cave di marmo. Olschki, XI n. 17001; Schudt n. 1133
196333776Milano: Officina Bodoni - Scheiwiller Libri d'Artista 1963. Rilegato custodia hard cover slip-case. Ottimo Fine. Edizione composta da 72 disegni di Mino Maccari incisi in legno da Ernesto Romagnoli con una xilografia originale numerata e firmata di Mino Maccari cm 15x10. Riproduzione dello scambio epistolare tra l'artista e l'editore Vanni Scheiwiller sulla pubblicazione dell'opera. Cm 25x195. pp. 8 72 tavole. Ottimo Fine. Edizione originale di 150 XXV esemplari numerati Original edition of 150 XXV numbered copies. Scheiwiller Novati 2013 NOVATI Laura. Giovanni e Vanni Scheiwiller editori. Edizioni Unicopli 2013. <em>"Caro S. le ho spedito per corriere ben 75 incisioni. Scelga disponga provveda. Mardersteig farà"; miracoli come al solito. Quanto ai titoli non insista. I disegni che davo a Romagnoli erano in generale i più scadenti che avevano tutto da guadagnare ad essere incisi da un maestro come lui; fogli di taccuino brevi studi e schizzi dal vero caricature senza altra intenzione che la comicità. D'altronde il disegno non ha bisogno di parole; e nemmeno la caricatura se non è" vincolata da esigenze giornalistiche. Dia retta a me caro Sch. presenti le incisioni senza tante spiritosaggini senza ordine come vengono vengono." lettera di Maccari a Scheiwiller riprodotta nel volume.</em> Officina Bodoni - Scheiwiller, Libri d'Artista hardcover
un vol. in 8 cm. 24x17,5 pp. 84+3 n.n. Bella antiporta incisa in rame 3 tavv a pp. e decine di medaglioni incisi in rame legatura posteriore in cartonato antico marezzato con scritta calligrafa al dorso . Poche carte leggermente brunite Rara e ricercata prima edizione di quest'opera corale: Il Monterchi ha raccolto i medaglioni della collezione del Cardinale Gasparo Carpegna ed ha curato la stampa; i testi del commento sono di Pietro Bellori e le incisioni dei 23 medaglioni sono di Santi Bartoli.
183355Rome, De Romanis, 1818-1820 4 vol. in-8, XXXVI-331, 358, 416 et 59-52-140 pp., avec quelques illustrations dans le texte, et 45 planches gravées (dont un portrait-frontispice sous serpente, 15 vues ou planches, 30 cartes et plans), index, demi-veau blond, dos lisses ornés de filets dorés et de fleurons à froid, pièces de titre et de tomaison prune, tranches mouchetées de bleu (rel. un peu postérieure). Accrocs à plusieurs coiffes, rousseurs. Bon exemplaire.
0813-Bo.J. Kupferstich, 1828, auf Velin. 44,3:58,2 cm. Sehr guter Abdruck, mit vollem Rand. ? Etwas fleckig.
In folio, raccolta di 51 incisioni f.t eseguite su lastra di rame di grande freschezza. Importante corredo illustrativo.Legatura postuma con restauri e piatto posteriore leggermente staccato.
0326-Bo.J. Radierung, 1748, auf Bütten mit Wasserzeichen: Lilie im Kreis (Hind 1). 13,2:26,2 cm. Blatt 9, der ?Antichità romane de?tempi della Republica??. Abdruck der römischen Ausgabe, o.J., 1748. Literatur: Focillon 50; Hind 9; Taschen 83; Wilton-Ely 112. - Sehr kräftiger Abdruck mit vollem Rand, die Ränder leicht gebräunt.
0329-Bo.J. Radierung, 1748, auf Bütten mit Wasserzeichen: Lilie im Kreis (ähnlich Robison 18). 13,6:26,9 cm. Blatt 20, der ?Antichità romane de?tempi della Republica??. Abdruck der römischen Ausgabe, o.J., 1748. Vor den Numerierungen oben rechts. Literatur: Focillon 59; Hind 20; Taschen 92; Wilton-Ely 121. - Sehr kräftiger Abdruck mit vollem Rand, die Ränder leicht gebräunt.