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in-8, pp. pp. (8), 30, (2), 526, 7 di catalogo edit. Legatura coeva p. perg. rigida, tit. oro al dorso, tagli a spruzzo. Prima edizione, nonostante la scritta ''rivista ed accresciuta''; l'opera, infatti, pur scritta dall'utore nel 1712, non venne mai stampata; la presente pubblicazione fu fatta, su consiglio di Papa Benedetto XIV, da Giov. Gaetano Bottari, che rivide e corresse il manoscritto. ''Guide méritement en vogue et recherché longtemps après sa publication: cité encore de nos jours'' (Olschki). Ottimo esempl. impresso su carta grande.. Choix d'Olschki XI, n. 18116. Cicognara 3889. Rossetti III, 10841..
(Viaggio da Roma a Napoli-Fig.'800) VASI Mariano. Itineraire instructif de Rome a Naples ou Description generale Des monumens anciens et modernes, et des ouvrages les plus remarquables.... Napoli, Porcelli, 1821. In-8°, leg. coeva in m. pelle con tit. e fregi in oro al d.; pp. 236 con 36 tavv. incise in rame f.t. e 2 carte ripieg.: Itinerario da Roma a Napoli e la Pianta di Napoli. Bell'esemplare. Prima edizione napoletana.
Bella veduta di Roma (mm. 360x460), disegnata e incisa in rame da Luigi Rossini. In basso è riportato anche: A. Gran Tazza di un sol pezzo di Granito Egizio di pal. 28. di diametro - Questa bella fontana è stata costruita da Pio VII. Regnante. Cfr. Petrucci “Cat. Gen. Stampe Calcografia Nazionale” (1953), p. 312. Esemplare ben conservato, sotto passepartout.
Acquaforte, 1705, in basso i dati editoriali “Data in luce da Domenico de Rossi in Roma a S. M.a della Pace con priv. Del S. P. l’An. 1705”e la lunga dedica “dedicato/ Al Rev(erendissi)mo. Padre Sig(no)r(e) Padron Col(tissi)mo Il Padre Fra Giovanni Guerrero Procuratore Generale, e Maestro della Religione, di S. Bernardo di Spagna. Per onorare le mie stampe del nome onoratissimo di V. Rev(erendisssi)ma non ho saputo eleggere oggetto più adeequato al suo merito, e alla sua pietà della gran Basilica Vaticana, che presentemente esce dal medesme; poichè ella non solamente è la maraviglia maggiore di Roma, anzi del mondo tutto, mà è anche quell'insigne Santuario, in cui si venerano le cenere del Principe dell'Apostolato, sopra del quale stà ferma, e stabile, come su pietra fondamentale, la nostra Religione, e la nostra Fede. La supplico dunque a gradire l'offerta, e l'0ssequio di un suo Dev(otissi)mo e Obblig(atissi)mo Servitore. Lorenzo Filippo de Rossi”. In basso a destra: Alessandro Specchi Architetto misurò, disegnò e intagliò. L’opera venne probabilmente pubblicata da Domenico De Rossi in diverse edizioni poiché il Le Blanc ne riporta una del 1694. L’esemplare in esame è uno stato del 1705 ed è dedicato al Padre Giovanni Guerrero, maestro dell’Ordine di San Bernardo di Spagna. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva, con margini, in perfetto stato di conservazione. Etching, lettered below with title followed by 'dato in luce da Domenico de Rossi in Roma a S.M. della Pace con Priv. del S.P. l'an.1705', and with dedication to Fra Giovanni Guerrero by Lorenzo Filippo de' Rossi: dedicato/ Al Rev(erendissi)mo. Padre Sig(no)r(e) Padron Col(tissi)mo Il Padre Fra Giovanni Guerrero Procuratore Generale, e Maestro della Religione, di S. Bernardo di Spagna. Per onorare le mie stampe del nome onoratissimo di V. Rev(erendisssi)ma non ho saputo eleggere oggetto più adeequato al suo merito, e alla sua pietà della gran Basilica Vaticana, che presentemente esce dal medesme; poichè ella non solamente è la maraviglia maggiore di Roma, anzi del mondo tutto, mà è anche quell'insigne Santuario, in cui si venerano le cenere del Principe dell'Apostolato, sopra del quale stà ferma, e stabile, come su pietra fondamentale, la nostra Religione, e la nostra Fede. La supplico dunque a gradire l'offerta, e l'0ssequio di un suo Dev(otissi)mo e Obblig(atissi)mo Servitore. Lorenzo Filippo de Rossi. At lower right, Alessandro Specchi Architetto misuro, disegno, e intaglio. Orthogonal view of the façade of St Peter's, with a plan below. The work was probably published by Domenico De Rossi in various editions since the Le Blanc carries one of 1694. The sample under observation is a status of 1705 and is dedicated to Father Giovanni Guerrero, Master of the Order of San Bernardo of Spain. A fine impression printed on contemporary laid paper, with margins, perfect conditions.
Vinegia, Gabriel Giolito De Ferrari e Fratelli, 1554. 2 voll. in 12esimo, pp. (58), 317; (70), 483, front. con piccolo cartiglio in alto e marca tip. (Fenice su fiamme che sprigionano da anfora recante le iniziali G. G. F. L'anfora è sorretta da due satiri con ramoscello in mano. Motto: “De la mia morte eterna vita io vivo. Semper eadem”), diversa marca in fine, leg. in t. perg. con tit. ms. al dorso. L’opera è anche censita con il titolo uniforme di “Historia romana”. L’A., Appiano di Alessandria, fu storico ellenico del II sec. d. C. Al primo volume: pergamena fresca, fogli di guardia aggiunti post., integraz. della carta al front. non per mancanze ma per rinforzo date un po’ di gualciture, lievissimi aloni alle prime carte e un lievissimo, uniforme brunimento, antiche e precise annot. manoscritte; al secondo volume: pergamena fresca, fogli di guardia aggiunti post., un lievissimo, uniforme brunimento, antiche e precise annot. manoscritte. Una migliore conservazione del secondo vol. contenente la seconda parte ma, nel complesso, conservazione molto buona per entrambi i testi.
pp. 700, cm 50x37, rilegatura in tutta tela con astuccio, scritte in oro al piatto e al dorso, ristampa dell'edizione Roma 1632, a cura della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra. Nuovo.
In 8° (cm. 20,0) cc. 18 n.n. + pp. 766 + 2 cc. bb. Ben leg. in piena perg. di poco posteriore, tit. manoscritti al dorso ed al taglio inf. Grande marca tipogr. impressa al frontesp. ed una, più piccola, al centro della prima c.b. in fine. Numerosi capilettera fig. in xilografia, fregi e test. Una macchia rossastra al frontesp. interessa, sfumando, le prime tre carte. Taglio sup, un po' corto. Altrimenti fresco e nitido. Rara prima ediz. di questo volgarizzamento del Dolce. Adams, vol.II, R886 riporta un'edizione in tutto simile alla nostra, ma con la data 1561. STC BM Italian Books, pag.592 riporta due esemplari uno con data 1560 e l'altro 1561. EDIT 16 (CNCE 17360) riporta 12 esemplari nelle biblioteche italiane ed uno nella Biblioteca Apostolica vaticana.
9 voll. in-8, pp. XIV, 550; 592; 687, (8); 810; 776; 852; 836; 895; 314, leg. uniforme m. tela post. con piatti in cart. dec., tass.in carta ai d. Ediz. orig. italiana sulla tedesca del 1859-1891, completa dell’ultimo volume di indici spesso mancante e fondamentale. Timbri di bibl. estinta. Bell’esempl. [433]
RARE BILINGUAL LATIN & GERMAN EDITION of Cicero's letters, with translation by the noted 16th-century philologist Stephan Reich. Cicero's letters to and from various public and private figures are considered some of the most reliable sources of information for the people and events surrounding the fall of the Roman Republic. Among the recipients of the letters were such illustrious figures as Caesar, Pompey, Octavian, and Cicero's son Marcus Tullius Cicero Minor. 150x95mm. 409 double pages. Rebound vellum Hardcover. Cover and spine stained and wrinkled. Front cover detached. Spine partly detached from binding. Front cover corners and spine hinges worn. Original title-page pasted on front whitepage. First Title-and dedication pages coming loose from binding. Small hole on first dedication page bottom corner near binding - NO damage to text. Small hole on last page upper corner with damage to only one letter of the text. Pages yellowing, age-stained and wavy. [SUMMARY]: This extremely rare 16th-century bilingual Latin-German edition of Cicero's letters is otherwise in good condition. PLEASE NOTE: This book's cover is very worn, loose or missing. If you'd like, we can send this book to be rebound for an extra charge.
In Roma, 1734, in-4, bella legatura coeva in pieno marocchino color nocciola decorata in oro, ad armi cardinalizie non identificate: piatti inquadrati da da una serie di cornici: filetti "a merletto", volute di nastri intrecciate, piccoli festoni fitomorfi; al centro dello specchio stemma cardinalizio non identificato (serpente coronato attorcigliato al tronco d'un alberello), dorso liscio decorato con piccoli vasi classici e sezioni a motivi intrecciati, tagli dorati, sguardie in carta marmorizzata, pp. 46, [2]. Con emblema dell'Arciconfraternita in xilografia sul frontespizio. Piccolo foro nella parte superiore del dorso: senz'altro bell'esemplare.
80 numeri del settimanale riuniti in 3 volumi (h.34 cm). Volume 1: dal n. 534 del 7 novembre 1868 al n. 593 del 24 dicembre 1869. Volume 2: dal n. 594 del 3 gennaio 1870 al n. 631 del 17 settembre 1870. Volume 3: dal n. 632 del 25 marzo 1871 al n. 673 del 30 dicembre 1871. Nel volume 2 è rilegata anche, con frontespizio a parte (Rome, Chambre Apostolique, 1869), la Chronique concernant le prochain Concile, di 192+141+VIII pagine. - Legatura coeva in mezza pelle verde con piatti marmorizzati e titolo dorato al dorso: difetti alla legatura del secondo volume, con cerniere usurate e mancanza alle cuffie. - I tre volumi coprono gli avvenimenti cruciali per Roma e per il papato: la fine del regno temporale della Chiesa, l'ingresso delle truppe italiane in Roma, l'autoreclusione di Pio IX in Vaticano. Come si vede la numerazione del settimanale è continua, ma la pubblicazione viene sospesa proprio in coincidenza con l'ingresso delle truppe italiane in Roma, per riprendere dopo una pausa di sei mesi. - Il settimanale, in lingua francese, è in pratica un organo ufficiale del Vaticano, e segue gli avvenimenti italiani e internazionali dal punto di vista (reazionario) della Santa Sede. Interessanti le cronache cittadine, e anche gli “annunci economici”. Bell'insieme, raro, che sembra mancare alle biblioteche italiane. (Extra weight)
1 40.2x26.5 cm., 17 pp., 3 tavv. in fondo al testo ( l'obelisco in piazza San Pietro, una pianta con una vista dall'alto e una a doppia pagina con alcuni dettagli architettonici e basamenti), legatura inizi '800 in mezza tela, al dorso titoli in oro, rinforzo al margine interno del frontespizio, tracce d'uso e piccole mancanze al dorso, alone al frontespizio e alle 3 tavv., lievi fioriture e bruniture, discreto esemplare Edizione originale. Descrizione dei lavori eseguiti nel 1723 a piazza San Pietro per il restauro dell'obelisco diretti da Ludovico Sergardi allora direttore della fabbrica di San Pietro. Cfr. Cicognara 3703.
Roma, Tip. Cuggiani, Santini e C. (poi:) Tip. della Pace, 1872-1876, 4 annate complete riunite in voll. 3, in-4, bella leg. coeva (non omogenea) in mz. pelle con titolo e fregi oro al dorso, pp. VI, (4), 408, (2), VIII, 408, VII, (1), 408, VII, (1), 408. Frontespizio generale delle annate con allegoria di "Roma" in forma muliebre sullo sfondo di San Pietro, numerose ill. xilografiche, nel t., a piena o doppia pagina, molte delle quali dedicate ad architetture, monumenti e vedute di città e temi biblici (da Doré). Superficiali fori di tarlo ai piatti di due voll. Argomenti di: letteratura, belle arti, archeologia, geografia, fisica, meteorologia, igiene, botanica, industrie, meccanica, musica, storia, ecc. Orientamento filopapalino; articoli su: "i beni rapiti alla chiesa" e la legittimità del potere temporale dei papi; la "setta" della Giovine Europa e la "rivoluzione" italiana; il pericolo della libertà di stampa; le teorie di Darwin...
In-4°; pp. (4), 72, (4). Frontespizio con la data 1614 inciso su rame da Pierre Miotte, alle armi di papa Paolo V Borghese, con una vignetta che raffigura la madonna, l’arcangelo e le suore della Nunziata, e altri stemmi. Segue una tavola a piena pagina che raffigura lo stemma di papa Alessandro VII Chigi (1655-1667), datato 1658, con quelli della città di Roma e del cardinale Barberini. Nel testo fregi tipografici e capilettera incisi su legno. Legatura in mezza tela con titolo in oro al dorso e stemma dorato al piatto superiore. Statuti dell’Arciconfraternita dell’Annunziata, fondata a Roma nel 1460 da monsignor Torquemada presso la chiesa di Santa Maria sopra Minerva, con lo scopo principale di fornire di dote le ragazze povere; particolare attenzione nei capitoli è data alla sorte delle donne “zitelle”. Rossetti 9996, Olschki 18083
In 8, pp. 41 + (1) + (2b) con 2 tavv. f.t. inc. all'acq. di cui una funge da front. con ill. dell'Annunciazione e stemmi. La seconda tav. presenta l'inc. del grande stemma di Alessandro VII, di Roma e del cardinale Barberini. Le ultime 2 cc. (indice e carta bianca) presentano nel marg. inf. una mancanza dovuta a bruciatura. Cart. coeva. Statuti della confraternita della Nunziata, importante opera pia romana che, fra i vari suoi scopi, aveva quello di dare ogni anno la dote a ragazze povere. Cat. Bibl. Senato, VI; 229-30. Rossetti, 9996.
Stampa su foglio unico che misura cm 52x74. Reca come indicazioni di responsabilità “Alessandro Galilei inventò e disegnò. Rocco Pozzi Romano incise”. In alto al centro due glorie alate sostengono un tondo con il ritratto di Clemente XII; una legenda accompagna le raffigurazioni della facciata, spaccato del nuovo portico, pianta del nuovo portico. Alessandro Galilei firma Roma 10 ottobre 1733 la dedica al pontefice. Bella stampa incisa finemente. L’incisione su rame presenta i disegni come su un rotolo di carta da progetto architettonico. Galilei (1691-1737) fa qui riferimento al concorso indetto da papa Corsini e da lui vinto per la facciata di San Giovanni in Laterano; La severità antibarocca della sua realizzazione fu molto criticata al tempo.
Carta topografica, in due fogli montati su tela a stacchi, raffigurante la città di Roma e le zone circostanti. Sotto al titolo sono riportate le scale grafiche in "Miglia di Roma moderne" e "Chilometri". La carta è conservata nel suo astuccio coevo.
Rarissima edizione originale di questo progetto architettonico di un teatro in via del Corso ia Roma scritto da Antonio Lovatti pubblicato da Romualdo Gentilucci. Senza data ma del 1853 come indicato alla fine della prefazione. L'intenzione dell'autore era quello di costruire un nuovo teatro nella città di Roma. Descrive l'edificio in maniera molto dettagliata con dati utili per la costruzione fornendo lista dettagliata di spese e prezzi per la costruzione dell'edificio. Alla fine del volume quattro finissime planches ripiegate incise da Paolo Cacchiatelli e Pio Bertoni su disegno di Antonio Lovatti. In buone condizioni e completo. Copertina editoriale illustrata in discrete condizioni con lievi usure ai margini e dorso. Legatura in buone condizioni con qualche leggera rottura. Pagine in buone condizioni con lievi fioriture. Gore d'umidità. In 8. Dim. 48x33 cm. Pp. 20+IV.
In-8°; pp. 112, due timbri al frontespizio e uno all’ultima pagina. Brossura tipografica originale, lievi mancanze al dorso. Sonetti, cantate, scherzi, madrigali a tema per lo più amoroso.
In-folio max. (mm. 525x380), mz. pelle edit. (abras.), dorso a cordoni con tit. oro, piatti in legno (abras. ai bordi), pp. XV,206,(2), con 63 ill. in b.n. nel t., applic. alla pag.,e 126 bellissime tavv. f.t., numerose a colori, dettagliatamente descritte e commentate. Il volume fa parte di una serie di grandi pubblicazioni, edite per ordine di S.S. Pio X, per illustrare le “Collezioni Archeologiche Artistiche e Numismatiche dei Palazzi Apostolici”. Questo è il vol. 8° e presenta la nuova Pinacoteca Vaticana, divisa per scuole, che permette di seguire cronologicamente alcune delle principali fasi della pittura italiana nei secoli XV, XVI e XVII. Importante edizione d'arte su carta forte, con fiorit. margin. ma complessivam. ben conservata.
Rara veduta prospettiva della città vista da Monte Mario. L'incisione è tratta dalla veduta incisa da Dominique Barriere nel 1649, rispetto alla quale risulta in controparte. "In alto, sopra il titolo, si vede lo stemma SPQR sormontato da una corona. IN basso a sinistra 12 righe di testo ed a destra una legenda di 42 numeri. Solo San Pietro è riconoscibile (neppure Castel Sant'Angelo lo è) da cui si deduce che la veduta è stata copiata e non realizzata dal vero; a conferma di questo la rappresentazione in controparte. Il prototipo da cui è tratta è la veduta incisa da Dominique Barriere nel 1649 con la quale peraltro coincidono anche i numeri e le voci di legenda. Già il De Jonghe aveva comunque realizzato nel 1665 una derivazione assai fedele del panorama del Barriere ed è probabile che a questa si sia rifatto il Dankerts" (cfr. Marigliani p. 211). Incisione su rame, in buono stato di conservazione.Non censita dai principali repertori. Rare perspective view of the city seen from Monte Mario. The panroama is taken from the view engraved by Dominique Barriere in 1649, to which it is in counterpart. At the top, above the title, we see the coat of arms SPQR surmounted by a crown. At the bottom left 12 lines of text and at the right a 42-number legend. Only St. Peter's is recognisable (not even Castel Sant'Angelo is recognisable) from which we deduce that the view was copied and not made from life; this is confirmed by the representation in counterpart. The prototype from which it is taken is the view engraved by Dominique Barriere in 1649, with which, moreover, the numbers and items in the legend also coincide. De Jonghe had already made a very faithful derivation of Barriere's view in 1665, and it is likely that Dankerts drew on it (cf. Marigliani p. 211). Engraving on copper, in a good state of preservation. Not listed in the main repertories. C. Marigliani, Le Piante di Roma…, p. 211, n. 117.
in-8. pp.86, 8. Bel legno a p.p. Legatura in pelle ottocentesca.
foglio di cm 80x60. “Ioseph Vasi scul”. Bella incisione su rame che raffigura l’imponenza barocca dell’abside con altare della chiesa di S. Apollinare, popolato da figure in abiti del tempo. Benedetto XIV commissionò a Fuga la ricostruzione della chiesa, con la nuova facciata e cupola.
Riferimenti: Sciolari, Le piante della città di Roma nelle collezioni private, n° 158, pag. 252. Piega centrale editoriale
In 4, pp. (142) con 80 tavv. f. t. in lit. acquerellate con rinf. a' la gomme. Br. ill. con danni al d. e al piatto post. Seconda edizione di questa bella raccolta.