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Incisione all'acquaforte e bulino di mm 651 x 452. Carta forte. Filigrana giglio inscritto in doppio cerchio con piccolo cerchio sovrastante. Secondo stato su sette. Veduta rifilata al limite interno della battuta. Piccole mancanze al margine superiore ed al cartiglio. Sotto la dicitura "Spaccato interno della Basilica di S. Paolo fuori delle Mura, eretta da Costantino Magno, divisa in cinque Navate co' sua Crociata. Ottanta Colonne di marmo greco, venato di vario colore, quivi trasportato dal Sepolcro di Adriano Imperatore, sostentano le Navate variando di grandezza, e lavoro le laterali da quelle della Navata di mezzo. Altre Colonne dieci di Granito sono sparse per la Crociata; intorno alla quale, come ancora intorno la Navata di mezzo cronologicamente disposti di veggono li Ritratti di tutti i Sommi Pontefici Romani con altre Pitture antiche gia quasi consumate dal tempo. Il Pavimento delle Navate è formato di rotti pezzi di marmo, levati dalle Rovine di altri Edificii antichi". Più in basso "Piranesi". Hind 7
0374-Bo.J. Aquatinta in Braun, nach einer Zeichnung von F. Ruviale, gen. Il Polidoro Caldara von Caravaggio (um 1499-1543), auf Bütten. 20,6:27 cm. Vorzüglicher, kräftiger Abdruck, auf die Umfassungslinie gescchnitten. Literatur: Nagler 50; Le Blanc 79; Ausst. Katalog: J. Kiermeier-Debre/F.F. Vogel, Kunst kommt von Prestel. Das Künstlerehepaar Johann Gottlieb und Maria Katharina Prestel. Frankfurt/London. Die Sammlung Dr. Walter Prestel, Schwelm. Memmingen 2008, Nr. 1050, Abb. S. 205.
2 parti in un vol. in-12, pp. (12), 236; (2), da 237 a 418; legatura coeva in p. perg., tit. ms. al dorso, tagli marmorizz. Corredata di complessive 12 tavole inc. in rame ripieg. f.t. (2 delle quali firmate Piranesi). Dedica dell'editore Amidei a Mons. Tiberio Soderini. Guida di Roma stimata e di grande successo (apparsa nel 1693, ebbe 15 edizioni fino al 1789); descrive chiese, palazzi, giardini, terme, teatri, circhi, archi, sepolcri, ecc. Bell'esempl., puro e genuino (nonostante alcune bibliografie le attribuiscano 18 tav.).. Schudt n. 295. Olschki XI, 17998. Rossetti G-1222. Scano n. 114. Collez. Comune di Roma n. 93 (con 16 tav.)..
19748376Milano: M'Arte Piccolo torchio 1974. Rilegato mezza pelle custodia half-leather binding slip-case. Ottimo Fine. Edizione di trentatre poesie di <strong>Diego Valeri</strong> accompagnata da quattro acqueforti originali di <strong>Bruno Saetti</strong> numerate e firmate dall'Artista<strong> </strong>cm 15x24.<strong> </strong>. 4to cm 29x195. pp. 68. Ottimo Fine. Prima edizione di 175 esemplari numerati e firmati da Diego Valeri. M'Arte, Piccolo torchio hardcover
Disegno, e prospetto del romano Campidoglio moderno, con le sue fabriche et ornamenti, come al presente si trova, dato in luce sotto gl'auspicij dell'Ill.mo, et Ecc.mo Sig. Marchese Ottavio Riario senatore di Roma da Domenico de Rossi Erede di Gio. Giac.o de Rossi nella sua stamparia in Roma alla Pace Vista frontale del Campidoglio con carro in primo piano. Incisione pubblicata da Domenico de' Rossi nel 1692. Il cartiglio in basso a destra contiene la Nota delle cose Memorabili nel disegno, e Prospetto del Moderno Campidoglio, con le note sugli elementi più importanti. Al centro in basso, l'iscrizione Alessandro Spechi disegno e intaglio. Acquaforte e bulino, impressa su carta vergata coeva, restauro nell'angolo inferiore destro e alla piega centrale, per il resto in buono stato di conservazione. La veduta di Specchi è la prima rappresentazione di un certo tipo: “ […] l’evoluzione sia della sensibilità di artisti, committenti e clienti, sia del modo di considerare il Campidoglio non più come un monumento isolato sulla collina, ma come parte del tessuto e dei percorsi urbani. Esse riguardano almeno tre parametri compositivi e prospettici: gli artisti iniziarono ad abbassare gradualmente l’orizzonte prospettico portandolo verso alla quota della piazza. Questo è evidente nell’incisione di Alessandro Specchi del 1692, che mostra l’orizzonte geometrico all’altezza del marcapiano degli edifici laterali, che sarà il riferimento per i successivi “ritratti” di Giuseppe Vasi, del Canaletto e di Giovanni Paolo Pannini; gli artisti iniziarono ad includere sia l’intera cordonata sia parte della sottostante piazza dell’Aracoeli; gli artisti iniziarono ad utilizzare punti di fuga eccentrici rispetto all’asse di simmetria e ad allargare il campo visivo per includere gli edifici limitrofi, in particolare la chiesa dell’Aracoeli” (cfr. F. Colonnese, L’immagine del Campidoglio e le pratiche di manipolazione visivatra XVI e XVIII secolo, 2018). Bibliografia Indice delle stampe de' Rossi, p. 30, n. 13. Disegno, e prospetto del romano Campidoglio moderno, con le sue fabriche et ornamenti, come al presente si trova, dato in luce sotto gl'auspicij dell'Ill.mo, et Ecc.mo Sig. Marchese Ottavio Riario senatore di Roma da Domenico de Rossi Erede di Gio. Giac.o de Rossi nella sua stamparia in Roma alla Pace Frontal view of the Campidoglio with carriage in the foreground. Engraving published by Domenico de 'Rossi in 1692. The cartouche in the lower right corner contains the Nota delle cose Memorabili nel disegno, e Prospetto del Moderno Campidoglio, with notes on the most important elements. In the lower center is the inscription Alessandro Spechi disegno e intaglio. Etching and engraving, impressed on contemporary laid paper, restoration in the lower right corner and the central fold, otherwise in good condition. Specchi's view is the first representation of a certain type: "the evolution of both the sensitivity of artists, clients and customers, and of the way of considering the Capitol no longer as an isolated monument on the hill, but as part of the urban fabric and routes. They concern at least three compositional and perspective parameters: the artists began to gradually lower the perspective horizon, bringing it towards the level of the piazza. This is evident in Alessandro Specchi's engraving of 1692, which shows the geometric horizon at the height of the stringcourse of the lateral buildings, which will be the reference for the following "portraits" by Giuseppe Vasi, Canaletto and Giovanni Paolo Pannini; the artists began to include both the entire stringcourse and part of the underlying Piazza dell'Aracoeli; the artists began to use vanishing points eccentric to the axis of symmetry and to widen the field of vision to include the neighboring buildings, in particular the church of Aracoeli" (cf. F. Colonnese, L'immagine del Campidoglio e le pratiche di manipolazione visiva tra XVI e XVIII secolo, 2018). Bibliografia Indice delle stampe de' Rossi, p. 30, n. 13.
056474Antverpiae ( Anvers ) Apud Philippum Nutium 1566 in 12 (15x7,5) 1 volume reliure veau fauve de l"époque, plats ornés d'un décor d'encadrement estampé à froid, page de titre orné d'un médaillon gravé sur bois aux 2 cigognes, 224 feuillets chiffrés et 25 pages d'index non chiffrées. Valère Maxime (Valerius Maximus), historien et moraliste romain du I?? siècle après Jésus-Chris. Très rare impression anversoise du seizième siècle. Bel exemplaire ( Photographies sur demande / We can send pictures of this book on simple request )
In 2° (30,7x21,3 cm); (12), 246 cc. Legatura coeva in piena pergamena rigida con titolo manoscritto al dorso. Mancanze alla pergamena. Note cinquecentesche manoscritte al recto del piatto anteriore. Prima rara edizione rara, nessun esemplare censito in ICCU, stampata a Venezia da Francesco Bindoni e Maffeo Pasini. Una piccolo nota manoscritta la margine bianco basso e del frontespizio e allo stesso, una leggerissima gora all'angolo basso esterno, praticamente invisibile. Marca tipografica al frontespizio che si ripete anche all'ultima pagina con angelo che tiene per mani un bambino e un cane ai suoi piedi. Numerose iniziali xilografiche. Un sottile ed insignificante tunnel di tarlo all'angolo alto di una decina di carte, sempre lontano da testo e praticamente ininfluente e nel complesso, all'interno in buone-ottime condizioni di conservazione. Nel 1547 uscì un'edizione dell'opera, simile a questa, sempre a Venezia, a cura di Venturino Ruffinelli. L'opera presenta i commenti di alcuni celebri umanisti come Aldo Pio Manuzio, Ascensius Jodocus Badius, Chalcondylas Teofilo. Rarissima edizione di questo celebre scritto del grande storico romano Valerio Massimo (Roma, I secolo a.C. - Roma, post 31). Dopo aver accompagnato nel suo proconsolato in Asia il suo protettore Sesto Pompeo, Valerio Massimo scrisse un manuale di esempi retorico-morali Factorum et dictorum memorabilium libri IX [noto anche con il titolo di Moralium exemplorum]. Opera erudita di carattere divulgativo, raccoglieva fatti e aneddoti ripresi da fonti diverse (tra le quali Cicerone, Tito Livio, Varrone e, fra i greci, Erodoto e Senofonte in particolare), suddivisi in 9 libri (un ipotetico decimo libro potrebbe essere andato perduto) e 95 categorie di vizi e virtù, al loro interno suddivisi in romani ed esterni. Tratti per la maggior parte dalla storia romana e, in misura minore, da quella greca, gli aneddoti hanno un carattere moraleggiante. La modesta finalità dell'autore è infatti quella di portare al lettore exempla (esempi) attraverso i comportamenti virtuosi (oppure tramite quelli più sleali) dei grandi uomini del passato, di modo che i retori, a cui questa opera sembra essere indirizzata, potessero farne uso nei loro discorsi per dare peso alle loro argomentazioni. L'opera di questo autore si propone anche di essere un'edificante e piacevole lettura per il lettore occasionale, non necessariamente colto nell'arte della retorica. Valerio Massimo fu più volte usato e citato dagli autori latini successivi. Nel IV secolo dalla sua opera furono tratti due compendi; uno, che ci è giunto integralmente, di Giulio Paride, l'altro, che si arresta al III libro, di Nepoziano (Januarius Nepotianus).". Come scrive l'Encyclopedia Britannica 1911: "direct and simple statement is eschewed and novelty pursued at any price. The barrier between the diction of poetry and that of prose is broken down; the uses of words are strained; monstrous metaphors are invented; there are startling contrasts, dark innuendoes and highly coloured epithets; the most unnatural variations are played upon the artificial scale of grammatical and rhetorical figures of speech. Opera rarissima che a parte i difetti alla legatura, in buone-ottime condizioni di conservazione. Cfr.: Edizione non corrente, mancante sia all'Adams che a S.T.C. Italian Books. Una copia censita presso la Royal Library of Belgium Albert I, III 55.137 B (Stacks - General reading room).
Veduta della piazza e basilica di San Giovanni in Laternao, incisa da Giovanni Volpato su disegno di Francesco Panini. L'opera appartiene ad una serie di vedute di Roma stampate nella seconda metà del '700 per volere del Panini, che si avvalse della collaborazione dei migliori incisori dell’epoca: Vasi, Antonini, Barbazza, Cigni, Montagu, Polanzani e Volpato. Le tavole vengono stampate dalla Calcografia della Reverenda Camera Apostolica. Francesco Panini o Pannini (Roma 1738 - 10 aprile 1800) si formò con il padre Giovanni Paolo (Piacenza, 1691 - Roma, 1765) e ne proseguì l'attività vedutistica dedicandosi in modo particolare a realizzare raffinate opere su carta. In effetti, la scarsa attenzione critica a lui dedicata, tradisce la reale portata storica del pittore, che è da considerare tra i migliori interpreti della grafica settecentesca. La sua produzione, infatti, pur perpetuando una precisa tradizione riesce a esprimere un vero e proprio rinnovamento in chiave neoclassica. Dimostrandosi un abile prospettico, Panini fu elogiato dal Mariette e gli autori del 'Vignola illustrato' Giambattista Spampani e Carlo Antonini lo annoverano tra i pochi illustri prospettici e quale esempio per gli studiosi di architettura. Ma la produzione dell'artista conta altresì diverse imprese a fresco come la decorazione di Villa Albani, del piano nobile del Palazzo Cesarini Sforza e in Palazzo Doria, per conto del Cardinale Antonio Maria dipinse nel 1794 degli eleganti pannelli a grottesche. A lui si devono, con tutta probabilità, molte delle opere di collezioni pubbliche e private considerate della ‘scuola di Panini’ o ‘cerchia di Panini’ se non dello stesso Panini, e ciò pone un problema non piccolo per il catalogo dell’artista anche negli anni della maturità. Al contrario del padre Giovanni Paolo, uno dei più celebri e apprezzati pittori settecenteschi, Francesco Panini è stato oggetto di pochi studi. I dipinti e i disegni che oggi vengono riconosciuti alla sua mano mostrano vedute della Roma antica o di quella a lui contemporanea dove elaborate e grandiose architetture sono animate da piccole ed eleganti figure, proprio come nel foglio qui offerto. Una sua serie di acquarelli con Vedute di San Pietro è conservata presso il Dipartimento di Arti Grafiche del Louvre: tra queste è presente la stessa raffigurazione del prospetto principale della basilica vaticana se pur con un punto di vista più ravvicinato. L’attività indipendente di Francesco, pur sempre nel solco del genitore, riguardò soprattutto disegni con vedute romane per importanti incisori dell’epoca: Vasi, Antonini, Barbazza, Cigni, Montagu, Polanzani e Volpato. Acquaforte e bulino, stampata su carta vergata coeva, con margini, in ottimo stato di conservazione. Bibliografia L. Salerno, 'I pittori di vedute in Italia', Roma 1991, pp. 290-291; M. Celeste Cola, 'L'inventario di Francesco Pannini, dipinti, disegni e contorni nello studio di Palazzo Moroni', Pisa 2012, pp. 199-224. View of the church of San Giovanni in Laterano, engraved by Giovanni Volpato after a drawing by Francesco Panini. The work belongs to a series of views of Rome printed in the second half of the 18th century at the behest of Panini, who availed himself of the collaboration of the best engravers of the time: Vasi, Antonini, Barbazza, Cigni, Montagu, Polanzani, Volpato and many others. The plates are printed by the Calcografia of Reverenda Camera Apostolica. Francesco Panini or Pannini (Rome 1738 - April 10, 1800) trained with his father Giovanni Paolo (Piacenza, 1691 - Rome, 1765) and continued the activity of vedutistica devoting himself in particular to the realization of refined works on paper. In fact, the scarce critical attention dedicated to him, betrays the real historical importance of the painter, who is to be considered among the best interpreters of eighteenth-century graphics. His production, in fact, while perpetuating a precise tradition manages to express a real renewal in a neoclassical key. Proving to be an able perspective artist, Panini was praised by Mariette and the authors of the 'Vignola illustrato' Giambattista Spampani and Carlo Antonini counted him among the few illustrious perspective artists and as an example for the scholars of architecture. But the production of the artist also counts several works in fresco as the decoration of Villa Albani, the main floor of the Palazzo Cesarini Sforza and Palazzo Doria, on behalf of Cardinal Antonio Maria painted in 1794 of the elegant grotesque panels. To him we owe, in all probability, many of the works in public and private collections considered to be of the 'school of Panini' or 'circle of Panini' if not of Panini himself, and this poses no small problem for the artist's catalog even in his mature years. Contrary to his father Giovanni Paolo, one of the most famous and appreciated 18th century painters, Francesco Panini has been the object of few studies. The paintings and drawings that today are attributed to his hand show views of ancient Rome or of that contemporary to him where elaborate and grandiose architectures are animated by small and elegant figures, just as in the sheet offered here. A series of his watercolors with views of St. Peter's is preserved in the Department of Graphic Arts of the Louvre: among them is the same depiction of the main facade of the Vatican basilica, albeit with a closer point of view. Etching and engraving, printed on contemporary laid paper, with margins, in excellent condition. Literature L. Salerno, 'I pittori di vedute in Italia', Rome 1991, pp. 290-291; M. Celeste Cola, 'L'inventario di Francesco Pannini, dipinti, disegni e contorni nello studio di Palazzo Moroni', Pisa 2012, pp. 199-224.
In-4 p. (mm. 293x203), mz. tela moderna, titolo oro su tassello al dorso, pp. (6),81,(3), illustrato f.t. da 18 magnifiche tavole cosi' ripartite: 1 grande tavola iniziale, più volte ripieg., che raffigura la piazza di Villa Torlonia al momento dell'innalzamento dell'obelisco dedicato al Duca Giovanni Torlonia, disegnata e inc. in rame da Gaetano Cottafavi; 1 tavola con il ritratto di Alessandro Torlonia e i due obelischi, in medaglione; 16 tavole (di cui 3 ripieg.) che illustrano le varie fasi del trasporto degli obelischi, inclusa 1 carta dell'Italia, tutte inc. in rame. Questa importante opera descrive l'innalzamento dei due obelischi gemelli di granito rosa nella Villa Nomentana: dall'intaglio nelle cave di Baveno (sul lago Maggiore), al trasporto fluviale (Ticino, Canal Grande - fino a Milano per i lavori di rifinitura - Ticino, Po fino a Venezia), indi per mare lungo l'Adriatico, lo Ionio e, attraverso lo stretto di Messina, sino a Roma. In Appendice "Sugli obelischi egizi rialzati dai Pontefici in Roma". "Edizione originale" Cfr. Fossati Bellani,I,982 - Schudt “Le guide di Roma”, n. 1133. Frontesp. con tracce d’uso rinforzato al verso; la grande tav. restaur. per strappi margin.; pure 3 cc. di testo restaur. per strappi al marg. bianco, altrimenti fresco esemplare a grandi margini, ben conservato.
16817502CBFranckfurt, Merian, 1681. (2) Bl., 74 S., (2) Bl. Mit 2 doppelblattgrossen gest. Plänen und 96 (von 99) Kupfertafeln Pergamentband der Zeit.
Bellissima pianta topografica di Roma (cm. 62,8 x 84,2) litografata a colori, suddivisa in 20 riquadri e montata su tela. La stampa della città, divisa in XIV Rioni (elencati in un riquadro in basso a destra), riporta anche 4 piante di edifici: in alto a destra, la pianta della Chiesa di S. Lorenzo fuori le mura; sul lato sinistro quelle del Mausoleo di S. Costanza, della Basilica di S. Paolo e del Pantheon (con gli avanzi delle Terme di Agrippa, e de’ ruderi scoperti recentemente). Leggermente rifilata ai bordi super. e infer. ma ben conservata. E’ contenuta in un astuccio in cartonato coevo (cm. 22x13,5).
Due titoli legati in un volume, in-4, legatura coeva in piena pergamena floscia, piatti inquadrati da cornice a doppio filetto con singoli ferri fitomorfi negli angoli interni e una piccola figura raffigurante la Pietà al centro degli specchi, il tutto impresso in oro; dorso liscio con nervi simulati da filetti dorati, ferri floreali negli scomparti (gli stessi usati agli angoli sui piatti) e titolo manoscritto in antico; legacci in pergamena ai piatti (i legacci sono stati rifatti), tagli rossi. Seconda edizione. Opere importanti per l'economia di Roma e per la storia del pensiero economico della Chiesa Cattolica.
002-Eo.J. Bleistift, teils gewischt und mit Deckweiß gehöht, auf bräunlichem Velin, links unten undeutlich signiert (?). 27,9:42,1 cm. Unser Blatt zeigt eine zeitgemäße Ansicht Roms, die sich bei den gegen Ende des 18. Jahrhunderts verstärkt aufkommenden ?Italien-Touristen? großer Beliebtheit erfreute.
8773Photographie non identifiée.Epreuve albuminée négatif sur verre Format"mammouth"408x585mm;sous passe partout 535x390mm.Dans son cadre Napoléon III,d’époque.Format 805x675mm Peu courant.
in-4, pp.XVI, 200, pregiata legatura coeva piena pelle marmorizzata, bordura oro sui piatti, dorso a nervi con titolo e fegi oro, tagli a spruzzo. Bell'antiporta figurato inciso a piena pagina con veduta parziale del Campidoglio, piccola veduta intera della medesima piazza inc. sul titolo, due vignette nel testo. Dedica dell'a. a Pio VII. Nella parte seconda del volume, i capitoli IX-XXVI sono interamente dedicati alla storia e descrizione degli orologi di ogni tipo (invenzione, solari, pubblici di varie città italiane e straniere, orologi ad acqua, a polvere, a pendolo, orologio oltramontano, cronometri, scrittori sugli orologi, etc.). Importante trattato sulle macchine del tempo. In questa, come in altre opere, il Cancellieri (Roma 1751-1826) dà prova della propria vasta cultura eclettica. Bell'esemplare, con invio autografo "Ex Dono Auctoris" alla sguardia. . Rossetti II, 1495. Cicognara 3643. Schudt 1087. Olschki, Choix, n.16607: ''Ouvrage rare''. Lozzi 4221..
in-4 antico, pp. (12), 238, (34), 1 cb, bella leg. p. perg. molle coeva con tit. mss al d. Dedica. al Cardinal Paluzzi Altieri. L'opera non si deve considerare una sola agiografia del Santo del Monte Soratte, nei pressi di Civita Castellana, ma una vera e propria fonte di storia locale. Piantanida 4576: "Opera interessante per la storia municipale di Roma, per i luoghi limitrofi al Monte Soratte e per le considerazioni sulle bonifiche della campagna romana, e sulla navigazione del Tevere da Perugia a Roma". Picc. rotture della perg. al d. Al front. picc. antico timbro di provenienza e nota ms. Ex libris. Qualche brun. ma esempl. marginoso. Raro. [234]
9739de la Castrametation & discipline militaire d’Iceux. Des bains & antiques exercitations grecques & romaines. Illustré de médailles & figures retirées des marbres antiques, qui se trouvent à Rome & parfois par notre Gaule. Discours sur la Castramatation et discipline militaire des anciens romains, des bains & Antiques exercitations Grecques et Romaines. Titre avec la marque d’imprimeur, armoiries et devises de Guillaume DE CHUL au verso, 339 pages, 54 pages de table. Titre, même description, 110 pages, et pages 111 à 154 pour Des bains Antiques et Romains, 10 pages de table. Nombreuses vignette et planches gravées sur bois par pierre ECKIRSCH dit encore Pierre VASE ou CRUCHE. 602 figures dont 4 à pleine page, pour la première partie, 37 figures à pleine page pour la suite. Un volume in 8 reliure postérieure demi veau glacé violet, à nerfs et à coins, titre caissons, roulette dorés, filet doré sur les plats, tranches rouges, Lyon Guillaume Rouille 1581. Ouvrage réunissant 3 textes, les plus connus et les seuls imprimés de ses écrits. Edition la plus complète, La deuxième partie a sa propre page de titre. Très bon état
in-4, ff.60 (segn.A-G8, H4, ultimo bianco), bel car. corsivo per il testo, tondo per i titoli, iniziali ornate e istoriate. Bella legatura settecentesca in pelle, dorso a nervi con titolo e filetti oro. Edizione assai pregiata e rara delle epitome della storia romana del Florus (II sec.d.C.). Il Sesto Ruffo ed il Messala Corvino citati dallo stampatore nel titolo non figurano come parti a se stanti nel volume ma fusi nel testo del Florus. Ottimo esemplare.. Adams F-647..
177950EeVenanzio Monaldini 1779 ATTENTION - Toutes les gravures ont une mouillure plus ou moins claire ,de plus , la page de titre , la page d'adresse a Monsignor Pallota ainsi que les 32 premières gravures ont une déchirure et ou un manque n'atteignant que rarement la gravure - Ouvrage a Restaurer In4 oblong ( 40 X 27 cm ) - reliure demi basane largement postérieure - Complet des 80 gravures .
177950EeVenanzio Monaldini 1779 ATTENTION - Toutes les gravures ont une mouillure plus ou moins claire ,de plus , la page de titre , la page d'adresse a Monsignor Pallota ainsi que les 32 premières gravures ont une déchirure et ou un manque n'atteignant que rarement la gravure - Ouvrage a Restaurer In4 oblong ( 40 X 27 cm ) - reliure demi basane largement postérieure - Complet des 80 gravures .
087-Io.J. Bleistift, auf braunem Papier, rechts unten signiert und bezeichnet ?JHHasselhorst / Roma?. 19:27,2 cm. Die Zeichnung ist während des Aufenthaltes in Italien 1858/60 entstanden.
Norimberga, 1760 circa. Pianta della città tratta dall'“Atlas Novus Terrarum” edito a Norimberga nel 1720. Incisione in rame all'acquaforte, colore d'epoca, cm 49,5 x 59 (alla lastra) più margini. Carta ricca di elaborati cartigli, legenda che riporta 14 rioni, una didascalia storica, e altrettanti stemmi quanti sono i rioni, ciascuno relativo a essi. Bella coloritura, buon esemplare.
198555378Costigliole d'Asti: All'Insegna del Lanzello 1985. 23134. Ottimo Fine. Conversazione peripatetica con Ernesto Caballo nell'orto di Mino Maccari. Con 6 acqueforti originali numerate e firmate di <strong>Mino Maccari</strong> cm105x11"; 125x145;" 115x35. Folio. pp. 20. Ottimo Fine. Edizione originale di 70 V es. numerati. Nebiolo Nebiolo 1998 Autori Vari Pierbattista Nebiolo. Mostra antologica. All'Insegna del Lanzello, unknown
In folio (mm. 532x367), mz. pelle coeva, dorso a cordoni con decoraz. e tit. oro ai riquadri, pp. (24), con 1 tavola al frontespizio che raffigura la Colonna Trajana istoriata e 80 belle tavole inc. in rame che la illustrano in tutti i suoi particolari (vi si narra la storia delle due guerre daciche); testo su due colonne. Rara "prima edizione" di quest’opera illustrata da Pistolesi, con i disegni di Salvatore Busuttil, incisi in rame da Nicola Moneta. Con fiorit. più o meno lievi e per lo più marginali, ma complessivam. buon esemplare.
49132Librairie orientaliste Paul Geuthner.1934.2 vols.in-4. Texte broché de 209 p.Atlas sous chemise cartonnéz avec dos toilé et lacets.Plats décorés.Sont joints un plan et des photos supplémentaires.CLXI planches. TBE.