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in 4°, (cm. 20,3x14,5), pp. 2 b, 8 nn., 138, 1 nn. di Errori e Correzioni, 3 b.; leg. coeva in carta decorata con ds. in pergamena (antica ma successiva). Le pp. nn. son un avviso al Leggitore, in cui l'A. individuato da Querard (p. 590) e da Olschki (16576) come Luigi Guicciardini, fratello di Francesco, dichiara di aver trovato il manoscritto autografo nell'archivio della Famiglia dei Buonaparti di San Miniato; secondo Luigi Cagnoli, cfr. Gamba 1277, si tratta di un plagio impudente tolto dalla Storia di Francesco Guicciardini, dalle Vite del Giovio e dal Sacco di Roma di Luigi Guicciardini. Lievi ombreggiature alla carta che comunque è forte e con ampi margini. 423/30
2019216078Roma: Edizione a cura dell'Artista 2019. Fogli sciolti in cartelletta loose as issued in original portfolio. Perfetto Mint. Menabò originale "Lo stato dell'arte". Fotografie a colori trattate manualmente applicate a mano e collage. 8vo cm 21 x 21. pp. 50. Perfetto Mint. . Edizione a cura dell'Artista, unknown
In-folio gr., mz. pelle coeva, pp. VI,(2),31 di descrizione delle tavole, relative alle Scuole: fiorentina (il gruppo più numeroso e importante, dalla scuola toscana del XIII sec. alla scuola del Ghirlandaio del XV sec.) - senese (da Simone Martini, 1284-1344 a Pellegrino di Mariano, sec. XV) - umbro-marchigiana (da Ottaviano Nelli alla scuola del Pinturicchio) - scuole varie, che riproducono i capolavori dei maestri "primitivi" in 154 tavole fototipiche, ciascuna con uno o due soggetti. Volume XI della serie "Collezioni archeologiche artistiche e numismatiche dei Palazzi Apostolici Vaticani". Importante ediz. d'arte a tiratura limitata Molto ben conservato.
Acquaforte, in basso, sotto la vignetta centrale, la dedica al cardinale Virginio Orsini: EMIN.MO ET R.MO DNO D VIRGINIO S R E CAR URSINO REGNORUM POLONIAE ET SVETIAE PROTECTORI Ioannes Iacobus de Rubeis DDD; in basso al centro: Romae Cum Privilegio Summi Pontificis Superiorum permissu 1670. L'incisione raffigura al centro papa Clemente X (Emilio Altieri), sulla sedia gestatoria e portato in processione, intorno, sono disposte 10 vignette, di dimensioni più piccole, che illustrano scene di cerimonie pontificie: L'apertura della Porta Santa, il concistoro con l'udienza degli oratori dei sovrani; la messa solenne della Canonizzazione; la presentazione della chinea; la cavalcata per il possesso; l'adorazione dei cardinali; la riunione con il pontefice nella Cappella Sistina; la benedizione della loggia di San Pietro; la processione del "Corpus Domini" e la solenne incoronazione. Le scene si riferiscono a cerimonie che venivano celebrate nel corso dell'anno giubilare. La lastra, infatti, fu realizzata e pubblicata per la prima volta in occasione del Giubileo straordinario indetto da papa Alessandro VII nel 1655. Con le dovute modifiche, il rame fu poi riutilizzato per tre diversi pontefici: Clemente IX (1667); Clemente X (1670) e infine Alessandro VIII, nel 1689. La dedica al cardinale Orsini (1615-1676) rimane invariata in tutti gli stati della lastra. Bell'esemplare, impresso su carta vergata coeva, con margini, in buono stato di conservazione. Bibliografia S. Tozzi, Incisioni barocche di Feste e avvenimenti, pp. 179-180. Etching, 1689, lettered with title, captions to each image, and production detail. Central image of Pope Clemens X (Emilio Altieri) chaired and carried in procession at shoulder-height, surrounded by ten smaller images of him performing ceremonial and official rituals during the Jubilee. The anonimous engraving was published for the first time by Gian Giacomo de Rossi on the occasion of the extraordinary jubilee proclaimed by Pope Alexander VII in 1655, and later used, with appropriate variations, for pope Clemente IX 1667; Clemente X - 1670 and in 1689 for Alessandro VIII. Printed on contemporary laid paper, with margins, in good condition. Bibliografia S. Tozzi, Incisioni barocche di Feste e avvenimenti, pp. 179-180.
In-16 p. (mm. 153x99), p. pergamena coeva (risg. rifatti), 80 cc.num., 3 cc.nn. (manca l’ultima c.b.), marca tipografica al frontespizio, molto ben illustrato nel t. da 43 tavole xilografate, a p. pag., che raffigurano antichi romani in tenuta militare (a piedi e a cavallo) e alle terme. Manca la tavola (ripieg.) del “Campo Romano”. Cfr. Choix de Olschki,II,1837 per l’ediz. del 1559: “les bois ombrés sont imités assez bien d’après ceux des premières édit. lyonnaises.. les figures sont dessinées assez librement après les médailles, bas reliefs, statues etc. de l’antiquité romaine. Important surtout pour l’histoire du costume militaire chez les Romains” - Adam,I, p. 370 - Cat. the British Library, p. 228. La c. 30 restaur. per strappo; le ultime 3 sapientemente restaur. per manc. marginale; solo lievi tracce d’uso, altrim. esemplare ben conservato.
Splendida veduta incisa da un dipinto di Joseph Vernet, esposto al Salone di Parigi nel 1750.Questa scena, di grandi dimensioni, mostra una festa a Roma, lungo il Tevere: sulla riva una folla di curiosi guarda verso le imbarcazioni con curiosi raccolti sulla riva del Tevere in primo piano, sullo sfondo, Ponte e Castel Sant'Angelo.Il signore in primo piano a destra, che incede con portamento elegante, è un autoritratto di Joseph Vernet stesso.Nel margine inferiore, sotto l'immagine, si leggono i dati editoriali A Paris, che Dure Gravere, danno le milieu de la rue due Fonare", il nome del pittore a sinistra e quello dell'incisore Pierre Jacques Dure, a destra.Sotto il titolo, la dedica al re di Danimarca e Norvegia, Cristiano VII, con al centro lo stemma coronato dei due Paesi.Acquaforte e bulino, in ottimo stato di conservazione. Echini and engraving, 1766 - 1769, after a Joseph Vernet's painting exhibited at the Salon, 1750. Lettered with names of producers, publication detail: "A Paris, chez Duret Graveur, dans le milieu de la rue du Fouare", dedication to Christian VII, title, and provenance of original painting (collection of Marquis de Villette).The beautiful large view showing a festival in Rome, with onlookers gathered on the bank of the Tiber in the foreground, beyond a duel opposing two figures, each standing on the prow of a rowing boat, and in the background, the Sant'Angelo Bridge, and the Castel Sant'Angelo.The fashionable gentleman walking in the right foreground is a portrait of Joseph Vernet himself. Bocher 1882 180.IV; Arlaud 1976 171.IV
16193694FBRoma, Verlag Bartolomeo Zanetti, 1619. Klein-8°. 16 x 11 cm. [8] Blatt, 461 Seiten. Lederband der Zeit mit gold- und blindgeprägtem floralem Einbandschmuck, marmoriertem Vorsatzpapier und Rundum-Rotschnitt. [9 Warenabbildungen]
In-4°; pp. (8), una testatina, capolettera e finalino incisi su legno; dedica al card. Francesco Barberini. Raro libello in cui Suares fornisce notizie biografiche su Giotto, e dettagli sul Mosaico della Navicella commissionato dal cardinal Gaetano Stefaneschi.
Acquaforte, 1640 circa, nel margine inferiore, su due colonne, la descrizione in latino e in francese: Sacellum in Tempo D. Mariae ad praesepe condidit felicis memoriae Paulus V Pontifex Maximus, magnificum in primis ut facies/eius externa docet Imago Deiparae virginis a Sancto Luca delineata ad id operis pietatem pontificis accendit: voluit enim Tabu=/lam hanc sacram collocari in aediculae altari summo quod ex aere deaurato conflari iussit, et statuis argenteis ex lapide lazuro extantibus. Obeliscus/ autem qui non procul exinde surgit a Romanis olim cum aljis devectus este x Aegypto quem humi jacentem Sixt. V maximis jmpensis reigendum curavit. // Chapelle nastie a S.te Marie Major a Rome…// Firmata in basso a destra Goyran sculp. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva, con ampi margini, in perfetto stato di conservazione. Opera molto rara. Claude Goyrand era incisore a bulino e all’acquaforte, e fu attivo a Parigi, Lione e Roma tra 1633 – 1648, nella cerchia di Henriet e Silvestre. Lavorò a Roma negli anni ’40 del secolo; dal 1650 si stabilì a Parigi; da questa data gran parte della sua opera fu commissionata dal re di Francia. Realizzò incisioni su disegni di Claude Lorrain, Stefano della Bella, Jacques Callot. Bibliografia McDonald, The Print Collection of Cassiano dal Pozzo, series C, part II – 1, n. 2124, p. 267. Etching, 1640 circa, in lower margin two columns of description, In Latin and French: Sacellum in Tempo D. Mariae ad praesepe condidit felicis memoriae Paulus V Pontifex Maximus, magnificum in primis ut facies/eius externa docet Imago Deiparae virginis a Sancto Luca delineata ad id operis pietatem pontificis accendit: voluit enim Tabu=/lam hanc sacram collocari in aediculae altari summo quod ex aere deaurato conflari iussit, et statuis argenteis ex lapide lazuro extantibus. Obeliscus/ autem qui non procul exinde surgit a Romanis olim cum aljis devectus este x Aegypto quem humi jacentem Sixt. V maximis jmpensis reigendum curavit. // Chapelle nastie a S.te Marie Major a Rome…// signed lower right Goyran sculp. A fine impression, printed on contemporary laid paper, with wide margins, perfect condition. Very rare. Claude Goyrand was an engraver, etcher and copyist; 1633-48 active in Paris, Lyon and Rome. Engraver in circle of Henriet and Silvestre. Worked in Rome during 1640s; by 1650 established in Paris; from this date much of his work was commissioned by the King of France. Produced etchings after the designs of Claude Lorrain, Stefano della Bella, Jacques Callot, among others. Literature McDonald, The Print Collection of Cassiano dal Pozzo, series C, part II – 1, n. 2124, p. 267.
Bulino, circa 1590. Magnifica prova, ricca di toni, impressa su carta vergata coeva, rifilata al rame ed applicata su antico supporto di collezione, leggere tracce di piega centrale, per il resto in ottimo stato di conservazione. Attribuita per motivi stilistici al Greuter, in quanto l’opera, rarissima e non citata dalle bibliografie, non è firmata. Engraving, 1590 circa. Magnificent work, rich in shades, printed on contemporary laid paper and laid on collector’s paper, light signs of centrefold, otherwise in good condition. Ascribed for stylistic reason to Greuter for the work, very rare and never mentioned in any bibliographies, is not signed.Dimensioni 330x430.
In-folio (365x225mm), pp. (24), 1108, (44) di indice bicolonne + 47, (5) con autonomo occhietto e autonoma paginazione contenenti gli "Analecta, lapidum vetustorum et nonnullarum in Dacia antiquitatum" di Stefano Zamosio, ossia l'umanista ungherese Istvan Szamoskozy (1565?-1612). Legatura moderna p. pergamena rigida con filettature e decori in oro e a secco ai piatti e dorso a 4 nervi rilevati. Impresa editoriale al frontespizio (ripetuta al verso dell'ultima carta) con Pegaso in volo sopra un caduceo sorretto da mani che escono dalle nuvole e cornucopie che si intrecciano. Svariate xilografie n.t., soprattutto di monete romane. 6 tavv. xilografiche f.t., di cui una a doppia pag. e 3 ripiegate (fra le pp. 376-377 e 505-505), raffiguranti fra l'altro armature e soldati ed i vari stili e modelli di vestiario dell'antica Roma, un imponente palazzo ed un castrum. Diffuse bruniture, alcuni aloni. Qualche lavoretto di tarlo marginale non lesivo del testo. Bell'esemplare. Seconda edizione (la prima apparve nel 1551), accresciuta della dissertazione del Zamosio, di questa monumentale opera sulle province romane, i loro costumi, la loro amministrazione ed il loro ordinamento militare. Il Lazius, latinizzazione di Laz (Vienna, 1514-ivi, 1566) fu noto umanista e storico, medico e cartografo, professore alla facoltà di medicina dell'Università di Vienna dal 1541. Medico e poi storiografo ufficiale di Ferdinando I d'Asburgo (scrisse fra l'altro una storia di Vienna), come cartografo produsse importanti mappe dell'Austria, della Baviera, dell'Ungheria e della Grecia e, nei suoi Typi chorographici provinciarum Austriae (1561), precorse nell'impostazione i moderni atlanti storici. Pare che Arcimboldo si ispirasse al Lazius per dipingere, nel suo consueto stile delle "teste composite", il celebre dipinto "Il libraio" (o "Il bibliotecario"), oggi conservato a Stoccolma. VD16, L-845. Adams, L-351. NDB, XIV, 14. Weiss in Michaud, Biographie Universelle, XXIII, pp. 472-474. Latino
Bella veduta panoramica della città e dei dintorni entro cornice, con viandanti in primo piano. In calce 14 righe di descrizione, a sx. in latino ed a dx. in tedesco. I° edizione
1963802981963. Ottimo Fine. Acquaforte. La tiratura di questa incisione fu quasi totalmente distrutta come avvenne per molte opere dello stesso periodo. Cm 137x188 Foglio 25x35. . Ottimo Fine. Tiratura 25. , unknown
In-8°; cc. 148, (4), marca tipografica al frontespizio e all’ultima carta. traduzione in italiano dallo spagnolo. Apre l’opera il Breve ritratto della vita di Adriano Imperatore secondo Elio Spartiano, segue la lunga biografia dei Marco Aurelio, imperatore, filosofo e uomo di lettere; Dalla c. 95 sono pubblicate le lettere dell’imperatore a vari suoi amici. Note manoscritte, anche al frontespizio e all’ultima pagina. Renouard, 28, pp. 139
Bulino misure: mm 254 x 350 Pittore e incisore di cui si hanno poche notizie biografiche riguardanti la sua primissima formazione. Nel 1540 è a Roma dove realizza opere sullo stile di Marcantonio Raimondi traducendo i soggetti da Raffaello, Luca Penni e Michelangelo. La più nota è la copia in formato ridotto dell'affresco del Giudizio Universale nella Cappella Sistina. Lasciata Roma si trasferì prima a Firenze e poi a Venezia dove incise opere da Tiziano e vedute della città. Infine nel 1568 è a Vienna nominato pittore e incisore di corte. In questa stampa traduce uno degli arazzi che Raffaello realizzò per la Cappella Sistina raffiguranti le storie dei Santi Pietro e Paolo. Attraverso un uso puntuale della tecnica e netti contrasti chiaroscurali che conferiscono dinamicità alle figure vediamo rappresentati in primo piano Cristo e Pietro appena fuori dall'ingresso delle porte della città di Roma. Secondo il libro apocrifo degli Atti di Pietro, durante la persecuzione dei cristiani ordinata dall'imperatore Nerone, San Pietro, che stringe le chiavi in mano, fugge da Roma per evitare il martirio e mentre si trova sulla via Appia gli appare Gesù che reca la croce del martirio. Pietro allora pronuncia la nota frase: Domine quo vadis? e Cristo risponde Eo Romam Iter crocifigi. Rota incide le due frasi sulla parete della torre collocata tra i volti dei due protagonisti. Sullo sfondo catene montuose ed elaborati profili degli edifici della città di Roma, un gruppo di soldati sulla destra sorreggono vessilli mentre escono dalla porta della città. Nell'inciso in basso rispettivamente da sinistra a destra: Lucas Bertellus Formis, Raphael Vrbino Pinxit inVaticano / Martin Rota Sebenzano F. 1578. La lastra è stato pubblicata dall'editore Luca Bertelli attivo a Venezia e probabilmente anche a Roma tra il 1560 e il 1580 circa. Impressione eccellente dai neri intensi. Ottimo stato di conservazione, esemplare rifilato lungo la battuta del rame. Un altro esemplare è conservato presso la Pinacoteca Repossi Bibliografia: Bartsch XVI n. 6; TIB . XXXIII n. 6
Pianta della città di Roma basata sulla mappa di Giovanni Battista Nolli (1692-1756). Incisione di Pietro Ruga. Con una legenda (I - XIV), scala e titolo "Nuova pianta di Roma moderna estratta dalla grande del Nolli: nell'angolo in basso a destra, corretta ed accresciuta de 'nomi delle contrade indicate al loro rispettivo sito".Include 4 piani inserti del Pantheon, della basilica di San Paolo, del mausoleo di Santa Costanza e della chiesa di San Lorenzo.Si tratta della prima edizione della pianta che il Ruga disegnò ed incise per l'editore Venanzio Monaldini, il cui successo e diffusione è testimoniato dal fatto che venne ristampata in successive sei edizioni fino al 1843. Sul lato destro sono raffigurate le piante del Mausoleo di Santa Costanza, Basilica di San Paolo e Panthon; in alto a destra San Lorenzo fuori le mura. IN basso a destra, sopra al titolo, è inciso l'elenco dei 14 Rioni. Nella pianta, assai dettagliata, da notare l'emiciclo di Piazza del Popolo realizzato solo per metà.Incisione in rame, in 20 sezioni posate su lino e più volte ripiegate, racchiuse in astuccio in cartonato coevo. Ottime condizioni. Town plan of Rome based on map by Giovanni Battista Nolli, ( fl. 1692-1756). Engraved by Pietro Ruga. With a key (I - XIV), scale and text "Nuova pianta di Roma moderna estratta dalla grande del Nolli : corretta ed accresciuta de' nomi delle contrade indicati al loro rispettivo sito", in lower right corner.Includes 4 inset plans of the Pantheon, St. Paul's basilica, the mausoleum of St. Costanza and the church of San Lorenzo.Dissected in 20 sections and laid on linen, as issued. Fine condition.A fine and rare 1843 case format map of Rome, Italy by Venanzio Monaldini. This extraordinary map of Rome heavily references, with various updates and revisions, the seminal 1734 map of Rome by Giovanni Battista Nolli. Nolli’s map was the first modern map of Rome and basis of almost all subsequent maps of Rome until approximately 1870, when Rome became the capitol of Italy and more modern plans were issued. Depicts the city in extraordinary detail labeling all streets, ferry crossings, bridges, parks, and historic buildings. Surrounded by plans of important buildings including the Mausoleum of Saint Constance, the Basilica of St. Paul, a layout of the Pantheon, and the floor of the Church of Saint Lorenzo. This map was designed with the traveler in mind and thus bisected and backed with linen for easy folding. Comes with original slipcase. Most likely engraved by Pietro Ruga, a prominent Rome based engraver best known for his architectural plans and views. Published from Venanzio Monaldini’s bookshop on 79 Piaza di Spagna, Rome, Italy. Marigliani, Le Piante di Roma nelle collezioni private, p. 307, n. 233. Scaccia Scarafoni p. 258.
Bella veduta di Roma tratta dalla Cosmographiae Universalis, edizione in tedesco, Basilea fine del XVI secolo.La veduta di Munster cattura con raffinatezza le mura fortificate e i Sette Colli della Città Eterna, con attività significative lungo il fiume Tevere. Molti dei principali monumenti di Roma sono chiaramente identificabili. In basso una legenda che individua circa 23 punti di riferimento."Seppure incisa mezzo secolo dopo le piante del Bergomense e dello Schedel, la veduta ritrae la città come si presentava alla fine del '400 attingendo al medesimo prototipo comunemente indicato nel panorama di Mantova a sua volta ripreso da un presunto ma tuttora sconosciuto panorama inciso nella bottega di Francesco Rosselli verso il 1485. L'immagine venne inserita in una delle opere più note del '500, la Cosmographiae Universalis per la prima volta edita in latino nel 1550 e poi ristampata più volte in italiano, francese e tedesco. […] è stata più volte rilevata dai critici l'assenza del Colosseo dall'autore stesso curiosamente giustificata alla lettera G della legenda "per mancanza di spazio". Oltre ai Dioscuri presso le Terme di Diocleziano, presenti anche nelle piante di Bergomense e Schedel, è qui indicata acnhe la statua equestre del Marco Aurelio nella sua originale collocazione presso San Giovanni in Laterano da cui fu spostata nel 1538 per la visista di Carlo V a Roma e collocata da Michelangelo in Campidoglio. È ancora in piedi la Meta Romuli sebbene demolita nel 1499 e le due edicole alla fine di Castel Sant'Angelo demolite dopo il Sacco di Roma del 1527. L'edificio più recente raffigurato è il Belvedere Vaticano (1485/87" (cfr. Marigliani p. 118). La Cosmographiae Universalis di Sebastian Münster (1488-1552), stampata per la prima volta Basilea nel 1544 dall’editore Heinrich Petri, venne più volte aggiornata e aumentata di nuove carte geografiche e rappresentazioni urbane nelle sue numerose edizioni che arrivano all’inizio del secolo successivo. Münster aveva lavorato a raccogliere informazioni al fine di ottenere un'opera che non deludesse le aspettative e, dopo un'ulteriore pubblicazione in tedesco abbellita da 910 stampe su legno, giunse nel 1550 all'edizione definitiva in latino, illustrata da 970 silografie. Vi furono poi numerose edizioni in diverse lingue, fra cui latino, francese, italiano, inglese e ceco. Dopo la sua morte di Münster (1552), Heinrich Petri prima, e il figlio Sebastian poi, continuarono la pubblicazione dell’opera. La Cosmographia universalis fu uno dei libri più popolari e di successo del XVI secolo, e vide ben 24 edizioni in 100 anni: l'ultima edizione tedesca venne pubblicata nel 1628, molto tempo dopo la morte dell'autore. La Cosmographia conteneva non solo le ultime mappe e vedute di tutte le città più famose, ma anche una serie di notizie enciclopediche di dettagli relative al mondo conosciuto, e sconosciuto. Il particolare successo anche commerciale di quest'opera fu dovuto in parte alle belle incisioni (tra i cui autori si possono citate Hans Holbein il Giovane, Urs Graf, Hans Rudolph Manuel Deutsch, David Kandel). Silografia, bella coloritura a mano, in buone condizioni. BibliografiaA. P. Frutaz, "Le piante di Roma", XCVIII, tav. 170; C. Marigliani, "Le Piante di Roma delle collezioni private", tav. 14; M. Gori Sassoli (a cura di), "Roma Veduta" p. 140, n. 6; Scaccia Scarafoni, n. 126. Munster's view captures a fine sense of the fortified walls and Seven Hills of the Eternal City, with significant activity along the Tiber River. Many of Rome's great landmarks are clearly identifiable in this important early view. The key at the bottom locates approximately 23 landmarks.Although engraved half a century later from the maps by Bergomensis and Schedel, the view depicts the city as it was at the end of the 15th century, drawing on the same prototype commonly indicated in the panorama of Mantua in turn taken from a still unknown panorama engraved in the workshop of Francesco Rosselli around 1485. The image was included in one of the most famous works of the '500, the Cosmographiae Universalis for the first time published in Latin in 1550 and then reprinted several times in Italian, French and German. The absence of the Colosseum - justified by the author himself by the letter G of the legend "for lack of space" - has been noted several times by critics. In addition to the Dioscuri at the Baths of Diocletian, also present in the plants of Bergomensis and Schedel, the equestrian statue of Marcus Aurelius in its original location near San Giovanni in Laterano, from which it was moved in 1538 for the visist of Charles V in Rome and placed by Michelangelo in the Capitoline Hill, is here indicated. It is still standing the Meta Romuli although demolished in 1499 and the two "edicole" at the end of Castel Sant'Angelo, demolished after the Sack of Rome of 1527. The most recent building depicted is the Vatican Belvedere, built in 1485/87. (see Marigliani p. 118). Plate taken from the Cosmographiae Universalis, German edition, Basel, second half of the 16th Century. The Cosmographiae Universalis of Sebastian Münster (1488-1552), printed for the first time in Basel in 1544 by the publisher Heinrich Petri, was updated several times and increased with new maps and urban representations in its many editions until the beginning of the next century. Münster had worked to collect information in order to obtain a work that did not disappoint expectations and, after a further publication in German embellished with 910 woodblock prints, arrived in 1550 to the final edition in Latin, illustrated by 970 woodcuts. There were then numerous editions in different languages, including Latin, French, Italian, English and Czech. After his death in Münster (1552), Heinrich Petri first, and then his son Sebastian, continued the publication of the work. The Cosmographia universalis was one of the most popular and successful books of the 16th century, and saw as many as 24 editions in 100 years: the last German edition was published in 1628, long after the author's death. The Cosmographia contained not only the latest maps and views of all the most famous cities, but also a series of encyclopedic details related to the known, and unknown, world. The particular commercial success of this work was due in part to the beautiful engravings (among whose authors can be mentioned Hans Holbein the Younger, Urs Graf, Hans Rudolph Manuel Deutsch, David Kandel). Woodcut, beautiful hand-coloring, in good condition. BibliografiaA. P. Frutaz, "Le piante di Roma", XCVIII, tav. 170; C. Marigliani, "Le Piante di Roma delle collezioni private", tavv. 11/14; M. Gori Sassoli (a cura di), "Roma Veduta" p. 140, n. 6; Scaccia Scarafoni, n. 126.
In-4°, 34pp, 60 tavv. incise su rame, legatura in brossura coeva con titolo al piatto superiore su tassello, buono stato, fioriture sparse. Uno dei volumi più rari della grande produzione di Nibby. Rossetti 7352 In-4 °, 34pp, 60 copper engraved plates, contemporary boards with title on the upper plate on label, good condition, scattered foxing. One of the rarest volumes of the great production of Nibby. Rossetti 7352
2 Vol. In-4 (20x26) robusta p. pergam d'epoca con cord. al dorso. Es. perfetti pag. (22)374(4)+(4)306(2) front,test,c.lett.e 18 tavv.geogr incise PROG 34301 CATT_ATT 46
Rara opera edita dallo stampatore romano Salvatore Antonelli, una raccolta di cinquanta vedute animate di Roma e dintorni. Senza data ma del 1850 circa. Numerosi gli autori delle incisioni: Giacomo Fontana (1807-1880), Gaetano Cottafavi (1807-1864), Augusto Fornari, Achille Parboni Tra i luoghi presenti: San Pietro, San Giovanni in Laterano, Fontana in piazza San Pietro, Santa Maria Maggiore, Ponte Milvio, Villa Borghese, Piazza del Popolo, Piazza di SPagna, Piazza Colonna, Fontana di Trevi, Panteon di Agrippa, Tempio di Antonino Pio, Piazza Navona, Piazza del Quirinale, Castel Sant'Angelo, Colonna Foro Trajano, Campidoglio, Foro Romano, Arco di Settimio Severo, Tempio della Concordia, Basilica di San Costantino, Arco di Tito, Tempio di Venere e Roma, Colosseo, Tempio di Nerva, Portico di Ottavia, Tempio di Vesta, Arco di Settimio Severo, Tempio della fontana virile, Arco di Giano, Grotta della Ninfa Egeria, Piramide di Cajo Cestio, Arco di Druso, Sepolcro di Cecilia Metella, Tempio di Bacco, Sepolcro ad Albano, Tivoli ecc... Bella copertina editoriale illustrata. In buone condizioni. Copertina editoriale in mezza tela in buone condizioni con lievi usure e mancanze marginali. Legatura in buone condizioni. All'interno le pagine si presentano in buone condizioni con fioriture. In 4 oblungo. Dim. 25x35,5 cm. Pp. (50). Scrace work edited by the roman publisher dallo stampatore romano Salvatore Antonelli, a colelction of 50 views of Rome and surroundings. Not dated but of 1850 circa. Different the authors of the prints: Giacomo Fontana (1807-1880), Gaetano Cottafavi (1807-1864), Augusto Fornari, Achille Parboni Tra i luoghi presenti: San Pietro, San Giovanni in Laterano, Fontana in piazza San Pietro, Santa Maria Maggiore, Ponte Milvio, Villa Borghese, Piazza del Popolo, Piazza di SPagna, Piazza Colonna, Fontana di Trevi, Panteon di Agrippa, Tempio di Antonino Pio, Piazza Navona, Piazza del Quirinale, Castel Sant'Angelo, Colonna Foro Trajano, Campidoglio, Foro Romano, Arco di Settimio Severo, Tempio della Concordia, Basilica di San Costantino, Arco di Tito, Tempio di Venere e Roma, Colosseo, Tempio di Nerva, Portico di Ottavia, Tempio di Vesta, Arco di Settimio Severo, Tempio della fonatan virile, Arco di Giano, Grotta della Ninfa Egeria, Piramide di Cajo Cestio, Arco di Druso, Sepolcro di Cecilia Metella, Tempio di Bacco, Sepolcro ad Albano, Tivoli ecc... Beautiful editorial illustrated cover. In good conditions. Editorial half cloth cover in good conditions lightly worn in the extremities with lackings. Binding in good conditions. Inside pages are in good conditions with foxing. In 4 oblungo. Dim. 25x35,5 cm. Pp. (50).
164330932S.l., chez l'Autheur [sic], 1643 - A Paris, de l'Imprimerie de Robert Mansion, 1636 - A Paris, chez Antoine de Sommaville, 1655 - A Paris, s.é., 1604 (pour le troisième texte ; divisé en trois parties à pagination séparée). 3 ouvrages (le dernier composé de 3 parties) reliés en un fort vol. au format in-12 (173 x 112 mm) de 1 f. bl., 3 ff. n.fol. et 106 pp. ; 1 f. bl., ; 4 ff. n.fol. et 111 pp. ; 3 ff. n.fol. et 50 pp. ; 3 ff. n.fol. et 63 pp. ; 72 pp. et 2 ff. n.fol. de Privilège in fine. Reliure de l'époque de plein veau glacé blond, larges fleurons angulaires et fleuron central dorés portés sur chacun des plats, dos à nerfs orné de filets gras à froid, roulette dorée sur les nerfs, caissons d'encadrement dorés, filets verticaux dorés, filets en pointillés dorés, larges fleurons dorés, semis de pointillés dorés, pièce de titre de maroquin fauve, titre doré, palette dorée en tête et queue, roulette dorée sur les coupes, tranches mouchetées.
Pianta della città edita da Mattheus Seutter, inclusa nel suo Atlas Novus del 1730. La pianta deriva da quella di Giovan Battista Falda del 1676, della quale è una fedele ed accurata riduzione. Sebbene stampata intorno al 1725, probabilmente in occasione del Giubileo visto l'inserimento delle Sette Basiliche, raffigura la città intorno al 1676. L'opera infatti non contempla le innovazioni architettoniche alla città durante il pontificato di Innocenzo XII e nemmeno il Porto di Ripetta del 1704. E’ ancora riportato il terzo braccio di chiusura del colonnato di San Pietro, mai realizzzato. In alto a sinistra vedutine delle Sette Chiese principali e a destra stemma del papa Benedetto XIII (1724-1730). A sinistra in basso compare un elenco dei XIV rioni ed a destra una breve descrizione della città dal titolo Rom. In basso una scena allegorica con divinità fluviali. Matthäus Seutter (1678 - 1757) fu uno dei più importanti e prolifici editori tedeschi di mappe del XVIII secolo. Attivo, come incisore sotto la tutela dell'importante J. B. Homann. All'inizio del 1700 Seutter lasciò Homann per tornare ad Augusta, dove lavorò per l'importante editore d'arte Jeremia Wolff (1663 - 1724), per il quale incise mappe e altre stampe. Intorno al 1717 fondò la propria casa editrice cartografica indipendente ad Augusta. La maggior parte delle mappe di Seutter sono pesantemente basate, se non addirittura copie, di lavori precedenti fatti dalle calcografie Homann e De L'Isle. Ciononostante, dal 1731/32 Seutter era uno degli editori più prolifici del suo tempo e fu onorato dall'imperatore tedesco Carlo VI che gli diede il titolo di Geografo Imperiale, dopo il quale la maggior parte delle mappe successive includeva la denominazione Avec Privilege. Seutter continuò a pubblicare fino alla sua morte, all'apice della sua carriera, nel 1757. Acquaforte con coloritura editoriale, in ottimo stato di conservazione. Bibliografia Marigliani p. 234, n. 139; Scaccia Scarafoni n. 223. Map of the city edited by Mattheus Seutter, included in his "Atlas" of 1730. The map derives from that of Giovan Battista Falda of 1676, of which it is a faithful and accurate reduction. Although printed around 1725, probably on the occasion of the Jubilee given the inclusion of the Seven Basilicas, it depicts the city around 1676. The work in fact does not contemplate the architectural innovations to the city during the pontificate of Innocent XII, nor the Port of Ripetta of 1704. It still shows the third arm of the closing of the colonnade of St. Peter, never realized. In the upper left corner views of the Seven Main Churches and on the right the coat of arms of Pope Benedict XIII (1724-1730). On the lower left is a list of the XIV districts and on the right a brief description of the city entitled Rom. At the bottom an allegorical scene with river gods. Matthaeus Seutter (1678 - 1757) was one of the most important and prolific German map publishers of the 18th century. Seutter was born the son of a goldsmith but apprenticed as a brewer. Apparently uninspired by the beer business, Seutter abandoned his apprenticeship and moved to Nuremberg where he apprenticed as an engraver under the tutelage of the prominent J. B. Homann. Sometime in the early 1700s Seutter left Homann to return to Augsburg, where he worked for the prominent art publisher jeremiad Wolff (1663 - 1724), for whom he engraved maps and other prints. Most of Seutter's maps are heavily based upon, if not copies of, earlier work done by the Homann and De L'Isle firms. Nonetheless, by 1731/32 Seutter was one of the most prolific publishers of his time and was honored by the German Emperor Karl VI who gave him the title of Imperial Geographer, after which most subsequent maps included the Avec Privilege designation. Copper engraving, typical editorial hand coloring, in excellent condition. Bibliografia Marigliani p. 234, n. 139; Scaccia Scarafoni n. 223.
296141Joannem Wechelum Francofurdi ad Moenum 1588 [TITE - LIVE - HISTOIRE ROMAINE] - Titi Livii patavini historiarum ab urbe condita decadis primae. [Suivi de ] chronologia in titi livii historiam accommodata ad tabulasncapitolinas verrii flacci annotationibus utilissimis varietatem [...] [suivi de ] in Titi Livii patavini historicorum longe uberrimi, et facile principis opera quae supersunt [...] a Francisco Modio Brugensi observationes emendationes [...] notae denique ejusdem modii partim [...] Francofurdi ad Moenum apud Joannem Wechelum, impensis Sigismundi Feyrabendis Henrickii Trackii & Petri Vischeri, Sociorum. 1588.In-folio ( 395 X 255mm ) de 52p [manquent 24pp]- 682p- titre gravé-59p-Titre gravé-[5p]-613p- demi-basane postérieure, dos à nerfs janséniste. Il manque les 12 premiers feuillets ( page de titre et début de l'épitre dédicatoires des éditeurs ), sinon agréable exemplaire.
186622165Paris, à l’Imprimerie Impériale, 1866 (Librairies Durand et Pedone Lauriel ; Franck) ; in-8, percaline rouge, dos à faux nerfs et titre dorés, double filet d’encadrement des plats (reliure de l’époque) ; 95 pp. (exemplaire de l’auteur, interfolié) et grande carte entoilée “de la Gaule Transalpine d’après les Commentaires de César, par M. Valentin-Smith, 1866.”
Veduta della Galleria Urbana, o Galleria delle carte geografiche, incisa da Giuseppe Vasi su disegno di Francesco Panini. L'opera appartiene ad una serie di vedute di Roma stampate nella seconda metà del '700 per volere del Panini, che si avvalse della collaborazione dei migliori incisori dell’epoca: Vasi, Antonini, Barbazza, Cigni, Montagu, Polanzani e Volpato. Le tavole vengono stampate dalla Calcografia della Reverenda Camera Apostolica. Francesco Panini o Pannini (Roma 1738 - 10 aprile 1800) si formò con il padre Giovanni Paolo (Piacenza, 1691 - Roma, 1765) e ne proseguì l'attività vedutistica dedicandosi in modo particolare a realizzare raffinate opere su carta. In effetti, la scarsa attenzione critica a lui dedicata, tradisce la reale portata storica del pittore, che è da considerare tra i migliori interpreti della grafica settecentesca. La sua produzione, infatti, pur perpetuando una precisa tradizione riesce a esprimere un vero e proprio rinnovamento in chiave neoclassica. Dimostrandosi un abile prospettico, Panini fu elogiato dal Mariette e gli autori del 'Vignola illustrato' Giambattista Spampani e Carlo Antonini lo annoverano tra i pochi illustri prospettici e quale esempio per gli studiosi di architettura. Ma la produzione dell'artista conta altresì diverse imprese a fresco come la decorazione di Villa Albani, del piano nobile del Palazzo Cesarini Sforza e in Palazzo Doria, per conto del Cardinale Antonio Maria dipinse nel 1794 degli eleganti pannelli a grottesche. A lui si devono, con tutta probabilità, molte delle opere di collezioni pubbliche e private considerate della ‘scuola di Panini’ o ‘cerchia di Panini’ se non dello stesso Panini, e ciò pone un problema non piccolo per il catalogo dell’artista anche negli anni della maturità. Al contrario del padre Giovanni Paolo, uno dei più celebri e apprezzati pittori settecenteschi, Francesco Panini è stato oggetto di pochi studi. I dipinti e i disegni che oggi vengono riconosciuti alla sua mano mostrano vedute della Roma antica o di quella a lui contemporanea dove elaborate e grandiose architetture sono animate da piccole ed eleganti figure, proprio come nel foglio qui offerto. Una sua serie di acquarelli con Vedute di San Pietro è conservata presso il Dipartimento di Arti Grafiche del Louvre: tra queste è presente la stessa raffigurazione del prospetto principale della basilica vaticana se pur con un punto di vista più ravvicinato. L’attività indipendente di Francesco, pur sempre nel solco del genitore, riguardò soprattutto disegni con vedute romane per importanti incisori dell’epoca: Vasi, Antonini, Barbazza, Cigni, Montagu, Polanzani e Volpato. Acquaforte e bulino, stampata su carta vergata coeva, con margini, in ottimo stato di conservazione. Bibliografia L. Salerno, 'I pittori di vedute in Italia', Roma 1991, pp. 290-291; M. Celeste Cola, 'L'inventario di Francesco Pannini, dipinti, disegni e contorni nello studio di Palazzo Moroni', Pisa 2012, pp. 199-224. View of the Galleria Urbana engraved by Giuseppe Vasi after a drawing by Francesco Panini. The work belongs to a series of views of Rome printed in the second half of the 18th century at the behest of Panini, who availed himself of the collaboration of the best engravers of the time: Vasi, Antonini, Barbazza, Cigni, Montagu, Polanzani, Volpato and many others. The plates are printed by the Calcografia of Reverenda Camera Apostolica. Francesco Panini or Pannini (Rome 1738 - April 10, 1800) trained with his father Giovanni Paolo (Piacenza, 1691 - Rome, 1765) and continued the activity of vedutistica devoting himself in particular to the realization of refined works on paper. In fact, the scarce critical attention dedicated to him, betrays the real historical importance of the painter, who is to be considered among the best interpreters of eighteenth-century graphics. His production, in fact, while perpetuating a precise tradition manages to express a real renewal in a neoclassical key. Proving to be an able perspective artist, Panini was praised by Mariette and the authors of the 'Vignola illustrato' Giambattista Spampani and Carlo Antonini counted him among the few illustrious perspective artists and as an example for the scholars of architecture. But the production of the artist also counts several works in fresco as the decoration of Villa Albani, the main floor of the Palazzo Cesarini Sforza and Palazzo Doria, on behalf of Cardinal Antonio Maria painted in 1794 of the elegant grotesque panels. To him we owe, in all probability, many of the works in public and private collections considered to be of the 'school of Panini' or 'circle of Panini' if not of Panini himself, and this poses no small problem for the artist's catalog even in his mature years. Contrary to his father Giovanni Paolo, one of the most famous and appreciated 18th century painters, Francesco Panini has been the object of few studies. The paintings and drawings that today are attributed to his hand show views of ancient Rome or of that contemporary to him where elaborate and grandiose architectures are animated by small and elegant figures, just as in the sheet offered here. A series of his watercolors with views of St. Peter's is preserved in the Department of Graphic Arts of the Louvre: among them is the same depiction of the main facade of the Vatican basilica, albeit with a closer point of view. Etching and engraving, printed on contemporary laid paper, with margins, in excellent condition. Literature L. Salerno, 'I pittori di vedute in Italia', Rome 1991, pp. 290-291; M. Celeste Cola, 'L'inventario di Francesco Pannini, dipinti, disegni e contorni nello studio di Palazzo Moroni', Pisa 2012, pp. 199-224.