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Barcelona, Sucesores de Manuel Soler Editores, s.a. (1906). 4to. menor; 273 pp., 2 h. Impresión a doble columna. Buen ejemplar. Encuadernación original en tela estampada.
Paris, Les Editions Rieder, "Bibliothèque générale illustrée- 10", 1929 ; in-8, broché, 80 pages plus illustrations en fin d'ouvrage. Rousseurs sur la page de faux-titre et pages tachées en fin d'ouvrage (hors illustrations).
br. «Io sono convinto che tutti gli uomini condividono certi sentimenti, certi desideri, certe angosce che sono comuni non soltanto alle varie tribù preletterate (come pure ai bambini, agli adulti psicotici e ai primitivi), ma a tutti noi. Sia la pratica della psicoanalisi sia il lavoro con gli schizofrenici, tutti appartenenti alla società occidentale contemporanea, mi hanno convinto che si può e si deve effettivamente scoprire le medesime tendenze in tutti gli uomini. Mentre nei bambini e in alcuni schizofrenici sono più facilmente visibili, esse possono essere accuratamente nascoste negli adulti "normali" del mondo occidentale. Lungi dal voler stabilire un parallelo fra gli uomini primitivi (preletterati o altro) e i giovani schizofrenici, ho cercato di mostrare fino a che punto i desideri primitivi di tutti gli uomini siano analoghi. [...]. In sintesi, lungi dal "fare un sol fascio di tutti i popoli primitivi", io sono convinto che essi condividono con noi alcuni bisogni, alcuni desideri essenziali dell'umanità. Si tratta di emozioni così fondamentali che, più varie sono le società, più complesse sono le vicissitudini che subiscono. In alcune società esse vengono accuratamente inibite, negate e nascoste; in altre sono, con la stessa manipolazione, trasformate in usanze sociali. Questi desideri sono dunque primitivi non perché siano propri di individui o di società primitivi, ma nel senso letterale di primari, originari, non derivati».
brossura Che rapporto c'è fra il nostro presente e il passato remoto del mondo classico? In che modo esso ci parla, fa parte della nostra cultura, è un elemento costitutivo della nostra identità? E l'identità, poi, che cos'è? E la tradizione? Interrogativi attorno ai quali da tempo si concentrano gli studi di Maurizio Bettini, che al mondo classico, romano in particolare, ha dedicato contributi profondamente innovativi, da un lato affrontandolo in una nuova prospettiva antropologica, e dall'altro ponendolo in dialogo con il presente. Nel libro, Francesca Prescendi e Daniele Morresi ripercorrono con Bettini tutti gli argomenti forti della sua ricerca: dal tema dell'identità e della tradizione a quello del tradurre, dal folclore al politeismo, alla superstizione, al mito; fanno poi il punto sugli studi di antropologia del mondo antico, e delineano infine il percorso scientifico dello studioso.
ill., br. Il volume accompagna il lettore in un appassionante viaggio attraverso aspetti meno consueti, ma non per questo meno rilevanti, che caratterizzano la cultura dei Romani: il modo in cui essi immaginarono la fondazione della loro Città, assimilandola a un vero e proprio atto cosmogonico; l'apertura che caratterizzava la loro religione, che permetteva di identificare una divinità straniera con una divinità propria; il rituale che caratterizzava il funerale gentilizio, tale da combinare epica solennità e derisione del defunto; la sorprendente "biografia" della divinità più strettamente legata alla vita familiare romana, il Lar; l'origine e il significato della nozione di auctoritas, che i Romani legavano strettamente alla capacità di attribuire "crescita" e successo alle azioni che si intraprendono; infine. la singolare posizione ricoperta dai nati per mezzo del cosiddetto "parto cesareo", una pratica che ha radici non solo nelle progressive acquisizioni della tecnica chirurgica, ma anche nel mito e nella credenza. Passo dopo passo, la sequenza dei capitoli permette di scoprire una Roma di cui non si sospettava l'esistenza.
ill., br. La nostra vita è immersa nei suoni. Clacson di automobili, squilli di cellulari, un'infinità di rumori e voci umane della cui esistenza non ci accorgiamo neppure più. La nostra vita si svolge - all'interno di una vera e propria fonosfera. Ma qual era la fonosfera degli antichi? Di certo conteneva sonorità che noi abbiamo perduto, come il colpo di martello dei fabbri o il cigolio dei carri. Ancor più presenti, però, erano le voci degli animali, ossia ragli, nitriti, belati, grugniti, cinguettii, ma anche il caccabare delle pernici, il iubilare dei nibbi, il drindrare delle donnole. Per gli antichi queste voci predicevano il futuro e annunciavano le stagioni; mentre i canti degli uccelli, in particolare, erano capaci di resuscitare tracce di antichi miti e di fornire a musicisti e poeti uno straordinario serbatoio di "memorie sonore". Questo libro è dunque un viaggio in un mondo di voci ormai mute per sempre. Voci di animali ma anche voci di uomini, come quelle di profeti e glossolalici, voci che non possiamo più udire perché il tempo le ha ormai inghiottite; ma la cui registrazione scritta, rintracciata in testi remoti e spesso poco noti, conserva immagini e memorie di grande fascino.
4to, 25cm. Pp. iv,95,[5], 1 fold. diagr., 28 tabs. in text. Orig. wrs.
Reliure toile de l'?diteur. 367 pages. 20x27 cm.
Mm 125x185 Collana "Biblioteca popolare di coltura". Volume nella sua brossura originale, 144 pagine con illustrazioni in nero nel testo. Opera in buone condizioni, presenta fioriture e pagine ancora intonse. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Voll. 4, In-8° gr, legat. in tutta tela e sov.c. edit., (vol. 1, Razze, popoli e culture. Vol. 2, Europa - Asia. Vol.3, Africa. Vol. 4, Oceania - America - Indici). PP. circa 2.500, centinaia di illustrazioni in nero e a colori, nel testo e fuori testo.
In 8°, t.tl. edit., tit. impr. in oro al p. e al d., pp. XLVI-830(2). Circa 15.000 succinte schede divise per aree geografiche. Indice degli autori.
Teruel, 1988. 4to. apaisado; 67 pp. Fotografías y gráficos. Cubiertas originales.
Madrid, Laberinto, 2000. 4to.; 155 pp., con ilustraciones entre el texto. Cubiertas originales.
Berlin, Freie Universität Berlin, John F. Kennedy-Institut für Nordamerikastudien, 1979. 4to.; VI-388 pp., mimeografiadas. Ejemplar con envío autógrafo del autor. Cubiertas originales.
br. Percorsi e protagonisti del mito attraverso il tempo: poeti, ciarlatani, avventurieri e buffoni, figure e costellazioni diverse che si ricompongono in un patrimonio comune e formano un tessuto di conoscenze condivise, un serbatoio di idee, di immagini e di storie che continua a proiettare la sua ombra sul nostro immaginario. Questo volume risale alcune tracce del sedimentarsi del mito nella nostra cultura, spaziando dalle letterature medioevali a quelle moderne, passando attraverso discipline e scritture diverse, come orbite che gravitano intorno a un medesimo centro, e prestandosi al tempo stesso all'occasione di celebrare uno dei maggiori studiosi italiani che al mito ha dedicato una parte considerevole del proprio sforzo esegetico, Fulvio Ferrari, al quale esso è dedicato.
in-8, 474 pp., illustrations en noir, cartonnage. Bon état. [MA-3]
in-8, 290 pp., broche, couv. illustree. Excellent etat. [MI-13]
Copenhagen, 1941. 4to. 251 pp., illustr.
brossura Per quanto spesso se ne parli, per quanto tutti pensino di sapere che cosa sia, pochi conoscono la storia e il significato del concetto di «relativismo culturale». Pochi, soprattutto, lo riconoscono come un concetto elaborato e discusso all'interno di un sapere specifico, l'antropologia culturale, nel corso di più di un secolo di esperienza diretta - sul campo - e di riflessione teorica sulla diversità culturale. Il libro ne ricostruisce la nascita, la storia e le articolazioni interne (relativismo linguistico, cognitivo, etico, metodologico), chiarendone il significato e la specificità. Relativismo culturale non è, infatti, un vago sinonimo di scetticismo o nichilismo, né ha a che fare con un atteggiamento di indifferenza etica o con un eccesso di ipercaritatevole tolleranza. Il relativismo culturale è invece la disposizione critica che ci induce a non dare per scontata la naturalezza e l'ovvietà della nostra particolare «forma di vita» e che quindi ci permette di avvicinarci a ciò che non ci è immediatamente familiare spinti dal desiderio di «comprendere» prima di giudicare. Non sono quindi i filosofi, né tanto meno i politici o i giornalisti, a doverci spiegare di cosa si tratta, quanto le riflessioni degli antropologi, che si sono serviti di questo atteggiamento intellettuale per elaborare, nel corso del Novecento, attraverso la pratica etnografica, un sapere della differenza culturale.
In 8 (23,5x15,5) Brossura illustrata; pp. 198 con numerose illustrazioni; ottimo
Buenos Aires, Emecé Editores, 1948. 8vo.; 123 pp., 2 hs. Ilustraciones entre el texto y 12 láminas fotográficas que reproducen grabados. Encuadernación original en cartoné.
Brossura editoriale con sovraccoperta illustrata, cm 22x17, pp 208 (4), 56 tavole in rotocalco, una cartina all’antiporta, alcune figure in nero nel testo. In francese. Bella monografia sul massiccio dello Hoggar e sui Tuareg, scritta dall’insegnante Claude Blanguernon, dirigente scolastico a Tamanrasset (nel Sud dell’Algeria) e ispiratore di alcune scuole nomadi. Interessante il corredo iconografico che accompagna la descrizione, geografica, etnografica, economica e culturale della zona.
Zaragoza, 2003. 4to. mayor; 142 pp., 1 h. Cubiertas originales.
Huesca, 1993. 4to.; 262 pp. Cubiertas originales.
176pp., rijkelijk geïllustreerd in kleur, 33cm., gecart., geïll. stofwikkel, goede staat, C96758