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br. "Le false libertà" è un'antropologia del presente; analizza la realtà attuale, approfondisce e indaga la ricaduta che la cosiddetta globalizzazione, con le sue credenze illusorie, ha sulla vita delle persone. Sì, perché è soprattutto di persone che si parla qui, anzi di storie: i bengalesi a New York, i pachistani a Londra, fino alla straordinaria storia di un emigrato o alla folle dichiarazione d'amore a una città mai vista. Ma c'è anche chi mangia cani morti e chi utilizza la cucina etnica per sedare i conflitti, e poi padri senza figli e figli senza padre... Storie vere, nate dalla ricerca sul campo. Per lo scienziato sociale la bellezza delle storie sta anche nel fatto che raccontano pezzi di vita e, proprio perché soggettive e parziali, ciascuna offre un punto di vista "esclusivo". E sono tutte queste prospettive a fornire sguardi inediti che si intrecciano alle interpretazioni per disegnare il panorama di una realtà che viaggia verso la postglobalizzazione.
br. "Le false libertà" è un'antropologia del presente; analizza la realtà attuale, approfondisce e indaga la ricaduta che la cosiddetta globalizzazione, con le sue credenze illusorie, ha sulla vita delle persone. Sì, perché è soprattutto di persone che si parla qui, anzi di storie: i bengalesi a New York, i pachistani a Londra, fino alla straordinaria storia di un emigrato o alla folle dichiarazione d'amore a una città mai vista. Ma c'è anche chi mangia cani morti e chi utilizza la cucina etnica per sedare i conflitti, e poi padri senza figli e figli senza padre... Storie vere, nate dalla ricerca sul campo. Per lo scienziato sociale la bellezza delle storie sta anche nel fatto che raccontano pezzi di vita e, proprio perché soggettive e parziali, ciascuna offre un punto di vista "esclusivo". E sono tutte queste prospettive a fornire sguardi inediti che si intrecciano alle interpretazioni per disegnare il panorama di una realtà che viaggia verso la postglobalizzazione.
ill., br. É questo un libro non convenzionale di viaggio e di memorie, ove la narrazione viva di un'esperienza intensa non evita la domanda cruciale: cosa significa vivere in un paese africano, in un continuo confronto con una realtà diversa, lontano dall'occidente? Ma è anche un libro in cui l'esperienza diretta è continuamente arricchita dall'analisi storica e etnologica. Rivive la religiosità etiopica, con i suoi riti memori di antichi culti dell'Acqua (il Timkat) e del Fuoco (il Meskel), si esamina l'autentico significato apotropaico delle danze rituali, l"'antropologia del cibo" e altro ancora, in una terra affascinante seppur afflitta da endemica povertà. "Scendendo" poi a sud del vastissimo paese si trovano popolazioni che, in uno sconcertante amalgama di arcaismo e modernità, appaiono quali "resti" di antiche culture in via di sparizione. Si esaminano la struttura e il simbolismo del tukul e del villaggio, la costituzione delle società tradizionali a partire dalla rete parentale, le cerimonie di passaggio, i retaggi del pensiero magico e delle credenze in divinità ctonie e celesti. E si susseguono le narrazioni della vita di questi popoli: gli Afar, un tempo feroci guerrieri ora dediti all'estrazione del sale nel deserto della Dancalia; i Borana, alla ricerca dell'acqua che un cielo avaro nega loro; gli Hamer, che praticano l'antico rito della flagellazione rituale; i Konso, dai villaggi costellati di simboli totemici e sculture "waga" funebri, in un territorio disseminato di stele.
In 16, pp. 107 + (1). Estesa gora ma leggera a tutte le carte. Br. muta coeva con piatto ant. orig. Ed. orig. di questa raccolta di canti slavi tradotti in italiano che ebbe un largo successo e fu infatti ristampata nel 1847 e nel '48.
8° (CM. 22,5), TELA EDITORIALE VERDE CON TITOLO IN ORO AL DORSO SU TASSELLO, SOVR. IN ACETATO (LIEVI MENDE), CUSTODIA IN CARTONCINO FIG. A COLORI, PG. 334 (2), NOTEVOLE CORPUS DI 251 ILL. B.N. (PREVALENZA) E A COLORI, 4 CARTINE, IMPAGINATO DA M. MONTI, VASTA BIBLIOGRAFIA A FINE VOLUME, BUONO STATO, PRIMA EDIZIONE.
21x16. 199p. Láminas.
ill., br. La relazione interculturale tra Grecia e Oriente antico è tradizionalmente indagata utilizzando due paradigmi opposti: quello della polarità e del conflitto, che offre sostegno alla contrapposizione ideologica tra razionalità ellenica e irrazionalità barbarica, e quello, più recente, dell'imitazione quale prodotto dell'interazione e dello scambio. Da questi approcci, che rispecchiano il modello bipartito (autoctono vs. straniero) entro il quale si sviluppa l'immaginario ellenico del barbaro incivile, la presente indagine si distingue soprattutto per due ragioni: "perché analizza il rapporto tra Greci e non Greci a partire dalla privilegiata e inusuale angolazione dell'esperienza sonora, motivata dal giusto riconoscimento della funzione cardine della musica nella cultura e nella società dei popoli antichi; perché applica all'indagine sulle interazioni musicali le produttive tendenze metodologiche recentemente acquisite, che all'analisi dei risultati del confronto e dello scambio fra le diverse culture (procedimento che spesso nasconde orientamenti ideologici) antepongono lo studio dei processi, tramite i quali si individuano, nel campo della musica, le diverse strategie messe in atto nella società greca in risposta agli stimoli di provenienza esterna" (dalla premessa). I risultati, che evidenziano la complessità dei modelli di interazione e reazione e la varietà degli apporti stranieri, offrono paradigmi interpretativi valutabili anche al di là dell'indagine sui fenomeni sonori.
ill., ril. [...] Nell'isolante desertificazione temporale, perduti nel regresso e prigionieri dell'eccesso, ciascuna camera di casa era diventata cella carceraria dell'arresto globale. [...] La sorpresa interna - come di consueto - la scartocciammo nella settimana "in Albis": una sorpresa che ci piombò addosso in quei giorni in cui i conti tornavano in nome di una pizzaiola napoletanità culturale, campanilistica ma universale. E già! Proprio Benedetto Croce in persona, isolato come tutti in una sua villa di villeggiatura al Vomero alto, di lì avrebbe impartito delle lezioni lockdown a studenti universitari, insegnando loro a suonare le campane. [...] Frattanto i quattro Arcangeli, con l'occhio delle ali e le ali dell'occhio, rilevarono che l'innocenza non era più un'apposizione della follia e che la follia non era affatto un'apposizione dell'innocenza - come aveva espresso con boccacce scientifiche il genio di Einstein - e, mentre nel passato i mai erano relegati alla partecipazione ridente nel Carnevale, poi, da quando il Carnevale era divenuto quotidiano, essi non erano più bene identificabili né funzionali nel gioco delle parole [...]. (dall'Epilogo - Maggio 2020)
191pp.avec 28 photos & 1 carte, br.orig., bel état, 27x18cm., dans la série "Annales - série in-8, Sciences humaines" nr.46
Milano, Rosso & Nero, 1962, 8vo tutta tela con sovraccopertina, ill. pp. 358 con 29 ill. fot. f.t.
In 8', leg. ed. con sovrac. pp. 358 con 29 illustrazioni fuori testo, piccoli strappi alla sovrac., interno in buono stato.Luogo di pubblicazione MilanoEditore Rosso & neroAnno pubblicazione 1962Collana Etnografia moderna descrittiva e illustrata-Civilta' e costumi dei popoliMateria/Argomento Antropologia, Etnografia
ill., br. Il sufismo è anche, e forse soprattutto, trasmissione viva di un sapere che viene consegnato in maniera orale/aurale da maestro ad allievo, da derviscio a derviscio. Per rendere una simile impalpabile e poco dicibile trasmissione, un approccio possibile è sembrato essere quello antropologico: il libro è infatti composto da diversi articoli tratti dalle esperienze, dai viaggi e dagli incontri sul campo (da qui il titolo) avuti da giovani studiosi italiani in discipline antropologiche, etnomusicologiche ed orientalistiche. Alla luce del noto verso del poeta di lingua persiana Mowlana Jalal ud-Din Rumi (1207-1273) che canta "in realtà, il ramo è giunto ad esistere in vista del frutto", ad ognuno è stato chiesto di riconsiderare i propri incontri con esponenti viventi del sufismo, ossia con i frutti di un passato che è tutto presente. Dall'insieme dei contributi emerge un panorama fatto di paesaggi, viaggi, cibi, immagini, colloqui, impressioni ed incontri in un'area che, andando da occidente ad oriente, va dal Marocco, all'Albania, all'Etiopia, alla Siria, al Kurdistan iraniano, all'Iran, all'Asia centrale per arrivare sino in India.
Oklohoma, 1941. Royal8vo. Orig. full cloth. Gilt back.
br. Questo testo deriva dalla commistione dello studio della filosofia orientale, di quella occidentale e della storia della musica. L'idea che pervade il testo è la ricerca, spesso difficile e spigolosa di una verità culturale unica, una matrice comune che possa giustificare, unire, amalgamare culture eterogenee e diverse tra loro. Punto di partenza è la creazione, termine particolare che porta in sé diversi significati: religioso, culturale, musicale; per poi addentrarsi nella mitologia antica e nella filosofia romantica: elementi distanti ma quanto mai vicini. Nella scelta delle fonti si è cercato dare maggiore attenzione a due dei maggiori testi religiosi dell'occidente e dell'oriente: l'Antico Testamento e parte delle Upanishad, le fonti vediche per eccellenza che qui si riportano in appendice. Infine ci si accosta con delicatezza al patrimonio culturale dei musicisti di ispirazione liberale che alla luce della modernità potremmo definire open mentality.
In-8° pp. 287, bross. edit. ill. Ottimo stato.
(Etnografia) deffontaines P. Geografia e Religioni. Firenze, 1957. 4°p., leg. edit.; pp. XVI-468 con 29 ill. e 109 tavv. f.t.
br. Nell'antropologia italiana esiste una solida tradizione di studi sulla cultura materiale, centrata sulle tecniche e sugli oggetti tradizionali del lavoro contadino e artigiano, nonché sulle forme della loro raccolta e valorizzazione museale. Nei più recenti studi internazionali, l'interesse per la cultura materiale ha seguito direzioni diverse. Da un lato, si è concentrato sugli oggetti ordinari e seriali della vita quotidiana contemporanea; dall'altro, ha preso in considerazione le forme del consumo oltre che quelle della produzione. Nel volume si vogliono ricucire insieme questi diversi approcci d'indagine, proponendo un panorama che va dalle raccolte ottocentesche di oggetti esotici alle analisi di tecnologia culturale, dalle etnografie del consumo di massa allo studio degli artefatti sociotecnici, dagli intrecci tra arte e etnografia ai problemi del patrimonio culturale.
(Firenze, 1903) stralcio con copertina posticcia muta, pp. 287/322 con ventuno illustrazioni ed una tavola. - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo di rivista, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perchè ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “estratto” or “stralcio” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
br. Una raccolta di studi dedicati all'amica Eide Spedicato, in segno di riconoscenza e di riconoscimento delle sue qualità umane e scientifiche, non poteva che avere come filo conduttore il tema dell'ospitalità. Tema di scottante attualità, di grande valore politico (nel senso più nobile del termine), l'ospitalità ha una sua declinazione intima e privata che, come ha sottolineato Georg Simmel, rifugge da ogni forma di intimismo, di chiusura in se stessi: ospitalità e intimità - facce di una stessa medaglia - co-appartengono indissolubilmente alla relazione sociale.
Milano, Valentino Bompiani, 1940. 4to. mayor; 230 pp., 2 hs. Con ilustraciones entre el texto y 69 fotografías y 3 mapas en láminas fuera de texto. Cubiertas originales. De Mozambique a Egipto a través del Africa Ecuatorial y del Sahara, en 33 meses, de 1928 a 1931.
25x18. 216p. Fotogr. Ilstr. DEDICADO.
Firenze, 1984, 8vo stralcio con copertina posticcia muta, pp. 425/459 con con figure, cartine ed illustrazioni e tavole fotografiche in nero e a colori. - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo, completo in se, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perché ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “extract” or “excerpt” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
Del Re, Emmanuela; Gustincich, Franz Pane, sale e cuore : il Kanun di Lek Dukagjini tra le genti delle montagne albanesi. Catalogo della Mostra tenuta a Tirana e a Budapest nel 1993. Lecce, 1993, cm 21 XL, 60 p., ill. 60, XL p. : ill. ; 21 cm Catalogo della Mostra tenuta a Tirana e a Budapest nel 1993 Testi in italiano, inglese e albanese (0000000054315)
Milano, Rosso & Nero, 1962, in-8, tela editoriale, pp. 303. Con illustrazioni in b.n. f.t. di “belle esponenti della femminilità francese”. (Etnografia moderna descrittiva e illustrata).