2 730 résultats
In-16 (cm. 17.70), brossura, pp. 166, (2). Ristampa dell’edizione di Catania, 1902. In buono stato (good copy). .
Broch?. 261 pages.
br. Che cos'è l'autorità nella Grecia antica? A lungo è stata negata la stessa esistenza di un termine greco che la definisca, e ci si è limitati a ricercare in quella cultura i sistemi di relazione sottesi al concetto romano di auctoritas. Prendendo le distanze da tale impostazione romano-centrica, l'autore individua le metafore culturali di cui i Greci si servono per elaborare la loro particolare nozione di auto rità, che non si presenta come qualità intrinseca dell'auctor, ma come «facoltà» concessa a qualcuno da una fonte esterna. L'analisi' delle diverse forme di autorità (della persona, della parola, degli artefatti) si intreccia con lo studio dei luoghi fisici e delle pratiche sociali e rituali che hanno lo scopo di sostenere e dare forma visibile e comprensibile alla rete dei rapporti di forza.
Zaragoza, CSIC, 1953. 4to.; 355 pp. Ilustraciones entre el texto, 18 láminas fotográficas y un gran mapa plegado "Mapa de la situación de 340 dólmenes y túmulos descritos en el "Catálogo dolménico del País Vasco"". Cubiertas originales.
In-4° gr. pp. 288 con moltissime foto a col. n.t. Leg. edit. con sovrac. ill.
ill., br. Di feti un tempo non si parlava, l'argomento era scomodo, perfino respingente. Nel giro di qualche decennio tutto è cambiato. I feti sono oggi un argomento di moda, hanno acquisito uno status iconico, compaiono su riviste, ispirano gadget e sono diventati creature di fantasia su cui proiettiamo le nostre emozioni. Che cosa ha provocato questo nuovo atteggiamento nei loro confronti? La questione viene affrontata da tre punti di vista. Per prima cosa si esaminano i progressi sociali, tecnologici e scientifici, e l'impatto di questi nelle società occidentali: dagli anni Sessanta al nuovo millennio le idee su gravidanza e maternità sono mutate radicalmente. Viene poi adottata una prospettiva più scientifica per analizzare come i feti crescono, si sviluppano e si comportano. Infine si indagano altre culture, poco toccate dalle moderne tecnologie, in cui donne incinte e bambini muoiono in continuazione e il feto non ha alcun valore.
ill., br. Lo spazio di un mattino: tanto è durata l'esistenza di Rosalia Lombardo, morta a quasi due anni e custodita alle Catacombe dei Cappuccini di Palermo. Ma ci sono tante altre vite che non fanno in tempo a sbocciare. E se per noi la mortalità infantile è oggi considerata quasi un tabù, altrove è ancora drammaticamente diffusa. Quali erano i sentimenti, le reazioni, le pratiche, ma anche gli antidoti per scongiurare la dipartita dei bambini in Sicilia? Quali le reazioni, misteriose e magiche, che li legavano al cielo? Un racconto che ripercorre la vicenda di Rosalia Lombardo sotto il profilo antropologico e medico, passando attraverso le tradizioni popolari e la cultura di massa. Per tutti, la piccola mummia è la "bella addormentata" di Palermo: non un semplice soprannome, ma l'indizio di un legame con alcuni temi - tra cui il sonno e la rinascita - che affiorano dall'antichissima fiaba. Questo libro è quindi una riflessione sull'essere bambini ieri e oggi: sull'infanzia affermata e difesa, come su quella intralciata e negata.
La Coruña, Real Academia Gallega, 1981. 4to.; 216 pp. Ilustraciones. Cubiertas originales.
Madrid, 2002. 4to. mayor; 389 pp. Cubiertas originales.
Zaragoza, IFC, 2019. 4to.; 419 pp. Cubiertas originales.
Bari, De Donato, 1974, 8vo cartonato editoriale con sovraccopertina illustrata a colori, pp. 353, numerose tavole fotografiche a colori fuori testo.
Porto, Exposição Colonial Portuguesa, 1934. 4to.; 7 pp. Cubiertas originales.
PARIS, Henri Jonquières, Editeur, 1928. Collection "Jadis et Naguère"- In 8, 20,5x14,5 - Broché - Couverture rempliée - Exemplaire numéroté 1/500 sur vélin, N° 178 -.Illustré de 40 phototypies, dont en frontispice - 247 pages - Exemplaire non coupé, Neuf
Madrid, Espasa-Calpe, 1944. 4to. mayor; XIII-526 pp. Con 701 ilustraciones fotográficas en negro entre el texto y 34 láminas en color. Encuadernación original en tela estampada.
Madrid, Espasa-Calpe, 1946. 4to. mayor; 2 hs., 609 pp. Con 933 ilustraciones fotográficas en negro entre el texto y 23 láminas en color. Encuadernación original en tela estampada.
In 8, pp. 8. Br. ed. muta. Estratto dal Bullettino di Paletnologia Italiana, Anno 3^, Ottobre e Novembre 1877.
PARIS, Masson & cie - S.D. - In-8 - E.O. - Tiré à part de l'Anthropologie - Broché - 24 pages - 76 gravures en texte exemplaire non coupé -très frais - Envoi rapide et soigné
brossura Indagando l'essenza del giocattolo, la sua dignità ontologica, il suo statuto d'essere, è possibile formulare più ipotesi e restituire al gioco in quanto tale (e non per caratteristiche più o meno utilitarie) il valore che un certo tipo di pensiero aveva invece marginalizzato. Capire lo statuto del giocattolo è anche un modo di indagare gli apparati di gerarchizzazione dei comportamenti, smascherando anche ideologie che, apparentemente neutre, agiscono condizionando la percezione di oggetti ed eventi, non facendo emergere od occultando per esempio gli effetti secondari di una loro applicazione alle cose del mondo. I diritti umani sono un possibile esempio. Il meccanismo ruota sulla possibilità di definire e circoscrivere gli aventi diritto, creando volta volta la possibilità di esclusioni. Ma se troviamo che automi, macchine, giocattoli, animali e quant'altro abbiano una loro dignità (una loro collocazione ontologica) allora il discorso potrà divenire interessante... Ecco allora il primo Androide: Eva futura di Villiers de L'Isle-Adam; primo nel senso che è la prima volta che il termine viene usato, così come per i "Robots" (anch'essi al debutto letterario) di RUR (Rossum's Universal Robots) di Capek o alla bambola meccanica di Hoffmann, all'Odradek di Kafka, ai gatti di Coetzee o a quelli ancora di Hoffmann. Ecco il ludico di Caillois che si confronta con quello di Huizinga e quello di Fink.
208pp., with 60 colour and 156 bl/w illustrations, 28cm., illustrated softcover, good condition, ISBN 0-7141-1595-9, C96763
pp. lxxii, 445 + Folding Colored Map + Twelve Engraved Plates showing the different major Human Races. Text browned, but not brittle. Blue printed endpapers with fourteen pages of publisher's advertisements. Original full cloth binding, decorated in blind, and lettered in gilt. Joints cracked. Hardbound. Very good. It is interesting to see this famous illustrated racial analysis being published during the American Civil War. **PRICE JUST REDUCED! W145
Mm 120x205 Volume nella sua brossura originale, 190 pagine. Storia collettiva del paese di Navelli dal 1860 al 1970. Copia ottima; spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
12x21 cm., 186 pp., bross. edit., cop. ill. a col., ottimo stato. 898
8°, BROSSURA FIG., PG. 186 (6), CENTO ANNI DI STORIA DI NAVELLI (ABRUZZO) CONDENSATA IN 200 LETTERE DI CUI NON SI CONOSCE IL MITTENTE, OTTIMO STATO. PRIMA EDIZIONE. (C)
br. L'antropologia in Italia si è a lungo connotata come una scienza razzista, che ha lasciato nel dopoguerra un'eredità ancora poco indagata. Con lentezza e difficoltà nel nostro Paese solo dopo il Sessantotto comincia a svilupparsi in modo deciso un'antropologia culturale del razzismo. Leonardo Piasere ne individua il momento fondante nella pubblicazione del 1973 di Antisemitismo in Italia 1962-1972 di Alfonso Maria di Nola. Storico delle religioni e antropologo, di Nola evidenziava la continuità dell'antisemitismo e la sua parziale autonomia rispetto alle ideologie, capace di infettare persone di destra e di sinistra, religiose e laiche. Impegnato contro tutti i razzismi, egli fu tra i primi a denunciare anche i fenomeni di antiziganismo e a preconizzare quell'aumento dell'odio verso rom e sinti che stiamo oggi vivendo. Nato da un seminario organizzato da Giovanni Pizza nel 2017 all'Università di Perugia, il presente volume ripercorre i tratti salienti delle riflessioni dinoliane, nonché la sua attualità politico-sociale e fruibilità scientifica.
br. Un ghostbuster si aggira per l'Europa: l'antiziganismo. Come ogni razzismo, l'antiziganismo combatte un fantasma, gli "zingari", che esso stesso ha evocato. Ma, come in ogni caccia ai fantasmi sociali, esso ha bisogno di corpi materiali e tangibili su cui far presa: così, in tempi e luoghi diversi, suoi capri espiatori sono state e sono quelle persone che si addensano in una nuvola identitaria e si dicono rom, sinti, manus, calons, travellers, romanicel... Questi soggetti a volte soccombono, a volte sfuggono, a volte si adattano, a volte vincono, ma la loro vita terrena è votata all'autodifesa e la loro intelligenza deve essere quotidianamente dedicata al contenimento dell'antiziganismo che li perseguita; vi devono investire energie individuali e collettive. Quando l'antiziganismo offre loro delle pause, la tranquillità li rende finalmente cittadini.