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In-8° (23 x 15 cm). 56 pp. 2 tavv. Brossura editoriale con lieve gora all'angolo del piatto sup. Estratto dal Bollettino della Società Geografica Italiana, Aprile-Maggio 1883. Colini (1857-1918) fu etnologo, antropologo e conservatore del Museo Preistorico di Roma.
In 8, pp. 33-39 + (1b). Intonso. Br. ed. Saggio relativo ad alcuni oggetti custoditi nel Museo Preistorico appartenenti alla civilta' preistorica melanesiana delle isole dell'Ammiragliato, arcipelago situato nell'oceano Pacifico occidentale.
Tela con sovraccoperta, cm 35x25, pp 284 (6), fotografie a colori, cartine in nero e a colori. In spagnolo. Sulla prima bianca, dedica manoscritta.
ill., br. Persona, corpo, gesto, rituale, dipendenza, gerarchia... Il complesso culturale e simbolico dell'antropologia hindu definisce l'essere e l'agire degli uomini, dei gruppi, delle classi. Varna, il "colore", non designa propriamente il colore come caratteristica sensibile, ma la classe castale, la natura, lo spirito, l'indole della persona. Il colore della pelle, d'altra parte, qualifica un'identità di razza, di natura, e vale come distinzione di pregio e di carattere morale. Le identità di casta e di "tribù" (degli Àdivàsi, Santal) si confrontano sull'incerto confine tra assimilazione e contrapposizione. I saggi qui raccolti percorrono questi temi, con richiami a brevi resoconti etnografici nelle aree rurali del Bengala Occidentale, fra rito, cultura, tecnica ed estetica.
In 8, leg. ed., pp. 11.Leggera brunitura, fior. e gora ai margini dei piatti, piccole pieghe agli angoli dei piatti e delle carte, lieve brunitura fattore tempo alle carte, buone condizioni.Comunicazione al VI Congresso geografico italiano.Luogo di pubblicazione FirenzeEditore Tipografia GalileianaAnno pubblicazione 1907Materia/Argomento Etnografia, Geografia
br. "Come il mondo ha cambiato i social media" è il volume complessivo di comparazione dei risultati di un'ampia indagine etnografica, coordinata da Daniel Miller, dall'eloquente titolo "Why we post". Nove ricercatori, incluso Miller, hanno trascorso 15 mesi sul campo, in diversi paesi del mondo (Italia del sud, Turchia sudorientale, due siti in Cina, area rurale e area industriale, Trinidad, Inghilterra, India del sud, Cile settentrionale e Brasile) a osservare e studiare, con un approccio etnografico, i modi in cui le persone usano i social media. È un fatto indiscutibile che i social sono entrati nella nostra vita con prepotenza, in modo capillare, per certi aspetti invasivo. Con un linguaggio fluido, talvolta anche colloquiale, il lettore è condotto all'interno di un ambito che gli sembra di conoscere, se non altro perché ne siamo tutti, più o meno, utenti, scoprendo però quanto di valori, di comportamenti culturalmente codificati, di 'polizia morale' ci sia dentro i social media. L'approccio qui presentato parte infatti da un'idea un po' diversa rispetto a quelle più diffuse, e avvalorata nel corso della ricerca: se è indubbio che i social media hanno cambiato il mondo, la questione più interessante riguarda però il modo in cui il mondo li ha cambiati.
br. Nel trattare la memoria come una facoltà culturale piuttosto che individuale, questo libro fornisce una descrizione di come attività di tipo non documentato vengano tramandate in e sotto forma di tradizioni. La maggior parte degli studi sulla memoria come facoltà culturale s'incentra su documentate trasmissioni di memorie. Connerton, da parte sua, s'interessa delle attività comportamentali, contestando così l'attuale opinione dominante che i testi letterari possano essere considerati come una metafora delle attività sociali in genere. L'autore sostiene che le immagini e le conoscenze del passato come frutto del ricordo siano trasmesse e alimentate da attività rituali e che la memoria perforativa sia corporea. La memoria sociale corporea è un tratto essenziale della memoria sociale, ma è un aspetto che finora è stato gravemente trascurato. «Se esiste qualcosa come la memoria della società, affermerò che probabilmente la troveremo nelle celebrazioni commemorative; ma queste dimostrano di esserlo solo in quanto siano performative; la performatività non la si può pensare senza un concetto di abitudine; e l'abitudine non si può pensare senza una motivazione degli automatismi corporei. In questo modo proverò a dimosrare che vi è un certo immobilismo nelle strutture sociali, il quale non viene sufficientemente spiegato da qualsivoglia teoria corrente di ciò che è un organismo sociale».
Opuscolo in brossura spillata con copertina editoriale a stampa (33f).
in-8°, 162 pp., nombreuses illustrations et figures, broche, couverture illustree.— RARE. Etat d'usage (papier jauni, dos et 2e plat dechires avec manques importants). [CA28-1]
Broch?. 311 pages.
Buenos Aires, Félix Lajouane, Editor, 1897. 4to. menor; VIII pp., 1 h., 235 pp., 1 h. Encuadernación original en media tela y cartoné.
Madrid, Historia 16, 1992 ("Crónicas de América"). Dos volúmenes en 4to. menor; 1127 pp. en paginación continuada. Cubiertas originales. Manuscrito de la Colección Barberini que contiene la Relación del viaje por las Indias del Comisario General de los Carmelitas Vázquez de Espinosa y que por sus detalladas informaciones antropológicas, filológicas y estadísticas, es junto a la "Geografía General de las Indias" de López de Velasco, la más completa y fidedigna visión del estado de la población indígena americana en la primera época colonial.
AA.VV. Comunicazioni di massa e comunicazioni di classe Laboratorio di Modena, 5-6 giugno 1965. Milano, Edizioni del Gallo 1966, Strumenti di lavoro. Archivi delle comunicazioni di massa e di classe 1 cm 30 cm III, 217 p. (0000000022321)
br. Quali sono i modi di rappresentare il "male" e il "mostruoso" nell'immaginario collettivo? Avvalendosi di esempi folclorici, cinematografici e letterari, i due autori raccontano in queste pagine come la nostra cultura abbia raffigurato tali categorie in personaggi estremi che assumono le forme dell'orco, del vampiro, dell'alieno, del defunto che viola i confini tra lo spazio dei morti e quello dei vivi. Queste creature permangono nell'universo contemporaneo, pronte a nuove evoluzioni e nuove trasfigurazioni. Nello svelarlo, il libro condurrà il lettore lungo un percorso che, muovendo da radici folcloriche, esplora la più forte concettualizzazione del male: quella che tende a una negatività assoluta, quasi metafisica. Eppure, ci si deve chiedere, queste storie ci parlano davvero di figure radicalmente non umane, indecifrabili e aliene, o non sono piuttosto strumenti per definire ciò che siamo e come sono disegnati i nostri sistemi di valori? Il percorso che gli autori tracciano in questo immaginario "negativo" parte da fiabe classiche, passa attraverso racconti e romanzi fondamentali come Carmilla e Dracula, per arrivare a opere cinematografiche chiave come Nosferatu, King Kong, la saga di Alien, Il Sesto Senso, Matrix, e lo fa in modo tale da rivelare, accanto ai modelli codificati della cultura, anche inattese dimensioni di significato.
San Sebastian, Auñamendi, 1965. 4to. menor; 166 pp. Numerosos dibujos entre el texto. Enc. original.
Milano, 1925, estratto con copertina posticcia muta, pp. 909/916 con ill. - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo di rivista, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perchè ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “estratto” or “stralcio” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
Milano, 1925, estratto cop. muta, pp. 909/916 con ill. - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo, completo in se, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perché ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “extract” or “excerpt” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
ill., br. Il sufismo è anche, e forse soprattutto, trasmissione viva di un sapere che viene consegnato in maniera orale/aurale da maestro ad allievo, da derviscio a derviscio. Per rendere una simile impalpabile e poco dicibile trasmissione, un approccio possibile è sembrato essere quello antropologico: il libro è infatti composto da diversi articoli tratti dalle esperienze, dai viaggi e dagli incontri sul campo (da qui il titolo) avuti da giovani studiosi italiani in discipline antropologiche, etnomusicologiche ed orientalistiche. Alla luce del noto verso del poeta di lingua persiana Mowlana Jalal ud-Din Rumi (1207-1273) che canta "in realtà, il ramo è giunto ad esistere in vista del frutto", ad ognuno è stato chiesto di riconsiderare i propri incontri con esponenti viventi del sufismo, ossia con i frutti di un passato che è tutto presente. Dall'insieme dei contributi emerge un panorama fatto di paesaggi, viaggi, cibi, immagini, colloqui, impressioni ed incontri in un'area che, andando da occidente ad oriente, va dal Marocco, all'Albania, all'Etiopia, alla Siria, al Kurdistan iraniano, all'Iran, all'Asia centrale per arrivare sino in India.
br. Per far fronte ai terribili mali del presente è fondamentale superare l'ideologia coloniale, cioè la convinzione che la cultura occidentale sia superiore in tutto e per tutto alle altre culture che abitano il pianeta. Occorre aprirsi a un mutamento di paradigma basato su un autentico dialogo con popoli, civiltà, religioni e tradizioni diverse, che la globalizzazione oggi fa entrare in contatto come mai nel passato. Sul piano filosofico, il vecchio modello monoculturale di ragione e di sviluppo è in crisi, e il pluralismo, chiave di volta di una nuova filosofia declinata in senso interculturale, rifiuta ogni arroganza eurocentrica e la credenza che una sola cultura possa dar conto con i suoi parametri e categorie dell'infinita complessità del reale. Senza il dialogo, senza il superamento dell'individualismo, senza l'ascolto "imparativo", come lo ha chiamato Raimon Panikkar, degli "altri", dei loro valori e delle loro idee, spesso incompatibili coi nostri attuali miti, non solo non costruiremo mai pace e giustizia, ma rischiamo la distruzione violenta dell'homo sapiens.
In-8 raisin, 356 pages, illustrations et cartes in- et hors texte, broche, couverture. Bon etat. [GE-3] Index des figures, des matières, des mots viêtnamiens, des noms propres, des noms de lieux, bibliographique et une légende des figures en fin de volume.
Milano, Giuffrè, 1958, in-8, brossura editoriale, pp. 895. Pubblicazione a cura del Centro Internazionale delle Arti e del Costume di Palazzo Grassi a Venezia. Ottime condizioni.
Zaragoza, 1985 [Colecció "Pa de Casa"]. 4to.; 149 pp. Cubiertas originales.
18x22. 24p. Fotogr.
Reli?. 339 pages. Jaquette illustr?e.
Reli?. 375 pages. Jaquette illustr?e.