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Venecia, Venetiis, apud Theodorum Viero, s.a. (c. 1786). Grabado al aguafuerte de 280 x 200 mm., con passepartout, enmarcado en madera dorada y con cristal. Tamaño total de la pieza: 510 x 425 mm
Venecia, Venetiis, apud Theodorum Viero, s.a. (c. 1787). Grabado al aguafuerte de 280 x 200 mm., con passepartout, enmarcado en madera dorada y con cristal. Tamaño total de la pieza: 510 x 425 mm
Venecia, Venetiis, apud Theodorum Viero, s.a. (c. 1788). Grabado al aguafuerte de 280 x 200 mm., con passepartout, enmarcado en madera dorada y con cristal. Tamaño total de la pieza: 510 x 425 mm.
Venecia, Venetiis, apud Theodorum Viero, s.a. (c. 1787). Grabado al aguafuerte de 280 x 200 mm., con passepartout, enmarcado en madera dorada y con cristal. Tamaño total de la pieza: 510 x 425 mm
Venecia, Venetiis, apud Theodorum Viero, s.a. (c. 1787). Grabado al aguafuerte de 280 x 200 mm. , con passepartout, enmarcado en madera dorada y con cristal. Tamaño total de la pieza: 510 x 425 mm
Venecia, Venetiis, apud Theodorum Viero, s.a. (c. 1787). Grabado al aguafuerte de 280 x 200 mm., con passepartout, enmarcado en madera dorada y con cristal. Tamaño total de la pieza: 510 x 425 mm
Venecia, Venetiis, apud Theodorum Viero, s.a. (c. 1787). Grabado al aguafuerte de 280 x 200 mm., con passepartout, enmarcado en madera dorada y con cristal. Tamaño total de la pieza: 510 x 425 mm.
In 8, pp. 313 + (5b) con ill. n.t. e 6 cartine f.t. T. tl. coeva con fregi a secco ai p. e tit. oro al d. First edition. Ed. orig. Fondamentale lavoro di antropologia di Daniel Brinton. L'A. fu fra i primi a conferire dignita' accademica a questo tipo di studi. Come la maggior parte degli etnografi americani, si interesso' in un primo momento all'indagine relativa ai Nativi americani per poi aprirsi allo studio di altre razze in quest'opera cosi' identificate: Euroafricana (del Mediterraneo del Sud e del Nord); Australoafricana; Asiatica; Insulare e Litoranea; e Americana. Secondo Brinton, la struttura interna degli organi determinava le differenze fisiche e mentali fra i diversi gruppi umani.
In 16, cm. 12 x 17, pp. 400,brossura editoriale. Collana "I contastorie" (a cura di Aurelio Rigoli) che ripropone i racconti poopolari che, nella prima meta' dell'ottocento rinomati scrittori italiani recuperarno dalla tradizione orale e trasposero in prosa d'arte per la raccolta di Angelo Brofferio 'Tradizioni italiane'. In ottimo stato.
Mm 110x180 Collana Oscar Mondadori. Brossura editoriale di pagine 239 pagine con figure in nero dell'Autore. Opera in ottime condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Broch?. 250 pages. 21x30cm.
Huesca, Instituto de Estudios Altoaragoneses, 1986. 4to.; 273 pp., con ilustraciones. Texto policopiado. Cubiertas originales.
br. Parlare del corpo è smuovere un'«inquietudine». Ancor più per una donna che ha anteposto le ragioni del suo «io politico» al principio del «tutto è sessuato», in amichevole dissonanza nei confronti del pensiero femminista con cui non ha mai smesso di dialogare. Ma è quel sottile disagio - lo scarto che avverte tra sé e l'immediatezza biologica - a spingere felicemente Rossana Rossanda su un terreno inabituale. Lei che ha attraversato di furia, e contromano, il corso del mondo, non cede all'opacità indecifrabile del corpo, e mentre incombe l'età più fragile della vita lo interpella, lo scruta, gli dà del tu senza troppa confidenza e ne annota i cedimenti con moderata costernazione. «Da tutte le parti questo corpo che mi abita e che abito sfugge e mi torna, come se fosse l'anguilla della mia coscienza, un'anguilla attaccata a "me"». E sebbene l'oggetto del suo ragionare affilato le sembri provvisto di «tanta emotività quanto una grammatica», Rossanda riesce a infondervi, in modo quasi preterintenzionale, il battito di un incantamento, sia quando indugia sulle proprie splendide mani tradite dal declino, sia quando tocca questioni meno intime, gli inarrivabili canoni di bellezza delle dive o il travestitismo che permise ad alcune donne del passato di rimediare a uno stato di minorità. Nella sua messa a nudo, Rossanda rifugge però dall'idea che il sapere del corpo sia prerogativa femminile in virtù dei carichi simbolici assegnati ad esso da maternità e seduzione: è uno dei punti di maggiore sintonia con Lea Melandri, che anni fa ha ospitato sulla rivista «Lapis» gli articoli qui raccolti, e che oggi condivide con Rossanda la «malinconìa dei tempi lunghi della storia».
Paris, Paul Geuthner, 1913. Grand et fort In-8 broché. XIII + 504 pages + 15 planches, certaines dépliantes. Plus de 170 figures dans le texte. Avec un index alphabétique et annexe deux études sur Les Druides et la Divinité néolithique. Tome I. De la fin du Quaternaire à la fin du Bronze. Bon état.
Paris, Maisonneuvre frères, 1925. In-4 broché de 129 pages. Bord de la couverture un peu effrangé petit manque sur le haut du plat, dernière de couverture détachée.
Bordighera, 1950, 8vo stralcio con copertina posticcia muta, pp. 57/72. - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo, completo in se, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perché ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “extract” or “excerpt” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
br. Che cos'è l'autorità nella Grecia antica? A lungo è stata negata la stessa esistenza di un termine greco che la definisca, e ci si è limitati a ricercare in quella cultura i sistemi di relazione sottesi al concetto romano di auctoritas. Prendendo le distanze da tale impostazione romano-centrica, l'autore individua le metafore culturali di cui i Greci si servono per elaborare la loro particolare nozione di auto rità, che non si presenta come qualità intrinseca dell'auctor, ma come «facoltà» concessa a qualcuno da una fonte esterna. L'analisi' delle diverse forme di autorità (della persona, della parola, degli artefatti) si intreccia con lo studio dei luoghi fisici e delle pratiche sociali e rituali che hanno lo scopo di sostenere e dare forma visibile e comprensibile alla rete dei rapporti di forza.
In 8, pp.48. Con 13 tavv. f. t. Br. ed. ill Interessante testo statistico-sociale sul nostro paese con illustrazioni di Mino Maccari che rappresentano importanti citta' italiane. Nato a Siena nel 1898 e morto nel 1989, Mino Maccari e' stato disegnatore, pittore e scrittore.
br. «Mentre scrivo queste righe, il campanile di Amatrice cade sotto la forza del terzo terremoto che ha colpito, in meno di sei mesi, i paesi dell'Italia centrale. L'immagine del campanile viene riproposta ossessivamente. E una sequenza che angoscia e che però chiede di essere guardata e riguardata. Le immagini delle rovine, le visioni dei vuoti, delle assenze, dei luoghi a cui è stata sottratta la vita sono immagini perturbanti di cui abbiamo bisogno». Scrive così Vito Teti, nell'incipit di questo libro. Nell'immagine del campanile di Amatrice, Teti scorge un mondo ben più vasto, che va anch'esso inesorabilmente franando. Mentre i grandi agglomerati urbani si preparano a ospitare la gran parte della popolazione mondiale, interi territori si spopolano. E lo spopolamento è la cifra delle aree interne di numerose regioni d'Italia e d'Europa. Di fronte a questo scenario, l'antropologo coglie l'abbandono come la forma culturale dello spopolamento e si chiede: cosa fare dei segni del passato, delle schegge di un universo esploso? Nella prospettiva di Teti, il passato può e deve essere riscattato come un mondo sommerso di potenzialità suscettibili di future realizzazioni. In agguato, certo, c'è il rischio che la retorica e la nostalgia restaurativa seppelliscano quel poco che, del paese, resta. Viceversa, la nostalgia positiva, costruttiva può essere sostegno a innovazione, inclusione e mutamento. L'antropologia dell'abbandono e del ritorno, di cui Teti definisce in queste pagine i tratti essenziali, è un tentativo d'interpretazione dei luoghi a partire da quel che resta, e che occorre ascoltare, prendendosene cura. Come scrive Claudio Magris nella prefazione: «In questo libro di scienza e di poesia c'è una profonda partecipazione al destino nomade e ramingo non solo degli emigranti partiti con le loro povere cose, ma di ognuno, delle stesse civiltà, del loro nascere e passare, ma forse mai definitivamente».
br. Nell'ottobre del 1998 a Galatina si tenne il Convegno Internazionale di Studi sul Tarantismo "Quarant'anni dopo de Martino", un evento che mise a confronto alcuni fra i maggiori esperti sul tema, con l'obiettivo di fare il punto sullo stato delle ricerche dopo quattro decenni dalla spedizione di de Martino nel Salento. Questo volume contiene una parte degli Atti di quel Convegno: fra i temi affrontati nei diversi saggi, il legame possibile fra tarantismo e stregoneria, il riferimento all'acqua miracolosa del pozzo della chiesetta di San Paolo in un manoscritto del Seicento e i richiami al tarantismo nella pittura di Diego Velàzquez.
br. Il volume, frutto del convegno "Quarantanni dopo de Martino", costituisce una raccolta di saggi nell'ambito del dibattito che da decenni impegna la comunità scientifica internazionale nella decifrazione del misterioso e controverso fenomeno del tarantismo. Gli scritti qui raccolti vedono le firme di eminenti studiosi nell'ambito della musicologia, antropologia, storiografia e medicina.
br. Giù le mani dal corpo delle donne, recitava uno storico slogan femminista, rivendicando il diritto a disporre di sé senza ingerenze di sorta. Un'istanza a cui sembra dare voce l'Organizzazione mondiale della sanità, quando vieta le cosiddette mutilazioni genitali femminili (Mgf), ancora praticate in altri universi socioculturali, in particolare - ma non solo - in Africa. Mentre tali pratiche suscitano indignazione, non viene sanzionata la chirurgia estetica intima, che in Occidente assume un rilievo via via crescente, spesso in assenza di una significativa letteratura medica che ne esamini la criticità. Il corpo non si tocca, ma lo si può impunemente ritoccare. Se la violenza di clitoridectomia, escissione e infibulazione risulta inaccettabile, l'imenoplastica e le varie forme di ringiovanimento vaginale operate dal bisturi o dal laser appaiono invece consapevoli esercizi di autodeterminazione. Già, perché il corpo oltraggiato è sempre quello delle Altre, sottolinea Michela Fusaschi in un saggio che non fa sconti alla nostra miopia travestita da retorica umanitaria. Dalla prospettiva transculturale in cui Fusaschi si colloca, si vede con chiarezza quanto l'integrità del corpo femminile sia giudicata tale a seconda dell'immaginario di riferimento: il nostro, ipertecnologico, ritiene una brutale prevaricazione solo ciò che accade in contesti dichiarati "arretrati". Prefazione di Franca Bimbi.
Broch?. 216 pages. D?fra?chi. Rousseurs.
34 cm, brossura illustrata; pp. (84), numerose foto e facsimili