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Kbhvn., 1820. Smukt nyere hldrbd. Det oprindelige blå kardusomslag medindbundet. 40 pp.
br. Questo libro raccoglie cinque saggi sulle culture giovanili scritti negli ultimi trent'anni. Dalle «tribù urbane» nella Spagna degli anni Ottanta alle «bande transnazionali» degli anni Duemilaventi, passando per i chavos banda nel Messico e le «bande latine» a Barcellona, il testo fornisce indizi teorici, percorsi metodologici ed esperienze etnografiche per ripensare le culture giovanili contemporanee. In un momento in cui i membri delle bande, soprattutto se giovani e migranti, emergono come il capro espiatorio di molti problemi politici e sociali, lo sguardo antropologico ci permette di leggere questo fenomeno senza pregiudizi e con empatia, favorendo politiche più inclusive in grado di rendere i protagonisti del problema parte della soluzione.
br. La creazione di un'area protetta destinata alla salvaguardia della natura è molto spesso occasione di conflitto, dal momento in cui contribuisce inevitabilmente all'alterazione degli equilibri localmente preesistenti, soprattutto sul piano sociale. Gli strumenti attraverso i quali si compie il turbamento sono quelli del vincolo, della regolamentazione e del controllo, il cui carattere egemonico ne acuisce gli effetti; il Parco Regionale della Maremma, oggi affermato e riconosciuto a livello internazionale, non fa eccezione. Istituito nel 1975, ha trovato da subito una netta opposizione da parte di quelle forze che ne temevano gli effetti limitativi, registrando numerosi episodi di resistenza, anche violenta. Se la maggior parte di quelle reazioni viscerali oggi può dirsi estinta, è anche perché nel corso degli anni l'economia locale si è riassestata proprio in virtù di quella presenza inizialmente problematica. Valutare l'impatto di un patrimonio naturale che diventa risorsa principale per il mercato turistico di una zona storicamente a vocazione agricola sarà uno degli obiettivi di questo lavoro.
ill., br. Finora la ricerca antropologica si è chiesta non perché la burocrazia produca assurdità, ma perché la gente lo ritenga normale. Qui Graeber va oltre e mette in discussione le istituzioni burocratiche - dagli ospizi per gli anziani agli apparati di polizia - rilevando come in ultima istanza la loro legittimità si basi sempre sulla minaccia della forza. L'iper-burocrazia, con la sua pretesa di disciplinare le relazioni umane attraverso schemi categoriali semplici, uccide la capacità di inventare nuove forme di socialità, creando "zone morte dell'immaginazione" dove si installa la stupidità burocratica. Infatti è proprio questa incapacità di capire le esigenze e i punti di vista delle persone concrete che porta all'inefficienza, e dunque all'incapacità di governare i fenomeni complessi. Fenomeni nei quali certamente rientrano i nuovi movimenti radicali, di cui Graeber abbozza un'etnografia costruita da vicino e dall'interno, concentrandosi sui due maggiori aspetti simbolici: l'attività distruttiva dei Black Bloc e l'attività creativa incarnata dai grandi pupazzi. E ci spiega anche perché allo sguardo miope delle istituzioni coercitive questi due aspetti siano indistinguibili. Prefazione di Adriano Favole.
In 8°, br. edit. ill. con ali, pp. 251,(5); prima ed., ottimo es.. (x069/d) (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
br. Perché "noi" cittadini dovremmo accettare chi è straniero? Perché consentirgli di avere accesso alla sfera pubblica? Perché dare riconoscimento alla sua identità culturale e alla sua diversità? Perché non limitarci a far uso della sua disponibilità lavorativa e a servirci di lui? Cosa dovrebbe indurci a cambiare per poterlo accogliere? La risposta è netta e paradossale allo stesso tempo: dobbiamo farlo per restare noi stessi; per essere coerenti con la petizione di universalismo inscritta nella fede democratica e nella grammatica dei diritti; per dimostrare che la democrazia non è un ideale regionale, ma genuinamente cosmopolita; per vincere la sfida poderosa sferrata dalla multiculturalità alla sua capacità di includere l'altro. Accettare 1'alterità culturale però non basta. Offrirne un trattamento in linea con gli imperativi democratici richiede la capacità di interpretarla e contestualizzarla, di tradurla nei nostri codici culturali e istituzionali, quindi di proporre modelli di integrazione in grado di favorire transazioni politiche eque. Il volume propone le coordinate multidisciplinari per articolare questo impegno cognitivo e politico, per costruire una "cassetta degli attrezzi" adatta ad affrontare il presente cosmopolita e il futuro (inevitabilmente) interculturale della democrazia.
ill., br. L'ultimo ventennio ha visto la rinascita, all'interno dell'antropologia italiana, di un interesse per il sudest Europa, in linea con una diffusa attenzione dell'opinione pubblica, stimolata dai drammatici accadimenti successivi alla fine della Guerra fredda. Il volume è un inedito tentativo di riflettere sulle ragioni di questo rinnovato interesse, attraverso percorsi di ricerca che esplorano lo scenario mobile in cui si ridefiniscono le relazioni e gli equilibri tra le due sponde dell'Adriatico. I contributi spaziano dalla cooperazione internazionale agli interventi militari, dalle strategie produttive alle migrazioni e al turismo, fino alla più recente crisi economica. A fare da filo conduttore è il comune approccio etnografico-riflessivo, attento ai rapporti di potere, ai processi e agli ordini discorsivi che configurano l'interesse per uno spazio geopolitico e culturale spesso percepito attraverso il doppio registro della prossimità e della distanza.
br. Prima della recente svolta autoritaria, è stato il golpe militare del 1980 a costituire lo spartiacque che ha mutato il volto della Turchia contemporanea, introducendo una società dei consumi, depoliticizzando le nuove generazioni e smantellando le organizzazioni studentesche e rivoluzionarie attraverso incarcerazioni e torture. Sulla base di una etnografi a condotta a Istanbul, il volume esplora la trasmissione intergenerazionale della memoria di violenza politica tra gli ex militanti degli anni Settanta, le loro famiglie e i giovani attivisti della Sinistra turca. Questo percorso diviene l'occasione per ricostruire i mutamenti che hanno portato la Turchia a riscoprire i suoi passati dolorosi, indagando la costruzione della marginalità pubblica, la circolarità tra forme pubbliche e private del ricordare, i processi sociali che impediscono di "sentire" il dolore degli "altri" e le fratture generazionali attorno all'esperienza del politico, condensate nelle proteste di Gezi Park del 2013. Il volume mostra come, anche in un contesto repressivo, le dinamiche della memoria non possano circoscriversi al ricordare o al dimenticare, ma chiamino in causa una pluralità di filtri morali e politici.
br. Prima della recente svolta autoritaria, è stato il golpe militare del 1980 a costituire lo spartiacque che ha mutato il volto della Turchia contemporanea, introducendo una società dei consumi, depoliticizzando le nuove generazioni e smantellando le organizzazioni studentesche e rivoluzionarie attraverso incarcerazioni e torture. Sulla base di una etnografi a condotta a Istanbul, il volume esplora la trasmissione intergenerazionale della memoria di violenza politica tra gli ex militanti degli anni Settanta, le loro famiglie e i giovani attivisti della Sinistra turca. Questo percorso diviene l'occasione per ricostruire i mutamenti che hanno portato la Turchia a riscoprire i suoi passati dolorosi, indagando la costruzione della marginalità pubblica, la circolarità tra forme pubbliche e private del ricordare, i processi sociali che impediscono di "sentire" il dolore degli "altri" e le fratture generazionali attorno all'esperienza del politico, condensate nelle proteste di Gezi Park del 2013. Il volume mostra come, anche in un contesto repressivo, le dinamiche della memoria non possano circoscriversi al ricordare o al dimenticare, ma chiamino in causa una pluralità di filtri morali e politici.
Jaén, 2005. 4to. mayor; 372 pp. Ilustraciones. Cubiertas originales.
22x22. 81p. Fotogr. Enc. tela ed.
Kjøbenhavn, Hagerup, 1907. Hshirtbd. med skindtitel på ryg. XI,204,(1) pp.
Broch?. 24 pages.
AA.VV Oggetti, segni, contesti. Ricerche e prospettive di un museo etnografico. Lecco, Museo Etnografico dell'Alta Brianza 2004 italian, 167 ST1098L Brossura editoriale, volume in ottime condizioni, copertina in condizioni eccellenti, interno come nuovo, legatura salda 167 pagine circa Copertina come da foto
In-4°, leg. in bross. ed., pp. 36, con molte foto in b/n nel testo e due cartine a colori allegate.
ill., ril. L'Oceania non è né a occidente né a oriente: è a occidoriente. Partendo dall'Europa, si può volare o navigare verso l'Oceania andando verso est o verso ovest. L'Oceania è occidoriente non solo in un senso geografico o cartografico, ma anche perché è spesso rappresentata nel nostro immaginario attraverso due potenti e contrapposti stereotipi. Da un lato, l'immagine "orientalizzante" ed esotica di un luogo primitivo, abitato dagli aborigeni australiani con i loro miti millenari e lo stile di vita nomade; dall'altro lato, l'immagine opposta di un mondo ritenuto ormai completamente occidentalizzato, invaso da torme di turisti e colate di cemento, sottomesso all'etica e ai riti cristiani: un vasto insieme di isole che avrebbero irrimediabilmente smarrito la ricchezza culturale e ambientale originaria". Non è così per Adriano Favole che, nei lunghi periodi di studio trascorsi in Oceania, ha potuto conoscere in presa diretta le società aborigene e in questo libro le descrive e ne testimonia il fervore artistico, legato non solo alle tradizioni. Per questo nel guidare il lettore alla conoscenza delle comunità oceaniche si sofferma sull'aspetto della 'creatività culturale', un ambito del fare umano che ha in comune con l'Oceania il fatto di essere spesso considerato marginale o comunque meno importante di altri: "esplorare e far convergere i due 'continenti invisibili', l'Oceania da un lato e la creatività delle culture umane dall'altro, è l'obiettivo di questo saggio."
Paperback, 280x210mm, 144p, French edition, Illustrated. ISBN 9789074746021. L'Oceanie est un monde relativement meconnu depuis la lointaine Europe, exceptees les grandes terres comme l'Australie ou la Nouvelle-Zelande, pleinement integrees au monde occidental. Pour le reste, la geographie de l'Oceanie est difficile a maitriser : quelques milliers d'iles a peine representables sur les planispheres ou les mappemondes, perdues dans l'immensite de l'ocean. Il est assez paradoxal qu'on ait appele ce vaste territoire maritime le 5e ?« continent ?». Mais des liens sans cesse retisses par des voyages incessants entre les iles assurent cette unite. L'Histoire n'y est pas moindre qu'ailleurs, durant laquelle vont eclore des societes aux contenus extremement riches, herites de la superposition de vagues migratoires et d'echanges repetes. Il en resulte une mosaique que l'on pourrait trouver complexe, mais qui ne l'est pas plus que le foisonnement des langues et des cultures qui s'interpenetrent dans l'Europe contemporaine. Oceania. Voyages dans l'immensite est une invitation a decouvrir le 5e continent au travers de temoignages materiels que les siecles ont preserves. Nous aimons classer ces vestiges dans la categorie des expressions artistiques. Au vrai, on ne sait trop la perception de l'art qu'avaient les Insulaires de jadis, mais l'esthetique de leurs productions est indeniable et fascinante. Masques, armes, architectures, figurations des dieux, des ancetres ou des esprits?, les Oceaniens concurent tout cela pour gerer leurs visions du monde et ils n'ont eu de cesse de se surpasser pour rendre ces objets efficaces et efficients?, et donc beaux, car reflets sinceres de leur histoire et de leurs identites.
Softcover,144 pagina's, 280 mm x 210 met prachtige illustraties. ISBN 9789074746007. Voor het verafgelegen Europa is Oceanie een vrij ongekende wereld, met uitzondering van enkele grote eilanden zoals Australie of Nieuw-Zeeland, die volledig in de westerse wereld opgenomen zijn. De geografie van Oceanie is echter niet vanzelfsprekend: enkele duizenden eilanden die op de wereldkaart amper zichtbaar zijn, verloren in de onmetelijkheid van de oceaan. Het is enigszins paradoxaal dat men dit uitgestrekte gebied, dat grotendeels uit water bestaat, het 5de 'continent' noemde. De eenheid wordt echter verzekerd door banden die steeds opnieuw aangehaald worden, door intensieve contacten en het veelvuldige reizen tussen de eilanden. De geschiedenis is niet minder complex dan elders ter wereld. Er ontwikkelden zich samenlevingen met een bijzonder rijke inhoud, als erfenis van de opeenvolgende migratiegolven en voortdurende uitwisselingen. Het resultaat is een ingewikkelde mozaiek, maar is vergelijkbaar met de mengelmoes van talen en culturen die mekaar beinvloeden in het huidige Europa. Oceania. Reizen door het onmetelijke is een uitnodiging om het 5de continent te verkennen aan de hand van materiele getuigenissen die door de eeuwen heen bewaard bleven. Wij houden eraan deze overblijfselen als artistieke expressie te beschouwen. In werkelijkheid weet men weinig over de perceptie van kunst van de vroegere eilandbewoners, maar wat ze produceerden is van een onmiskenbare en fascinerende schoonheid. Maskers, wapens, architectuur, afbeeldingen van goden, voorouders of geesten? werden door de inwoners van Oceanie vervaardigd om hun wereldbeeld uit te drukken. Telkens opnieuw overtroffen ze zichzelf om deze voorwerpen zo doeltreffend en efficient mogelijk te maken?, en bijgevolg prachtig, want het is de oprechte weerspiegeling van hun geschiedenis en hun identiteit.
In 4o, pp. 58, br., fotografie n. t. con le schede dei 248 oggetti esposti in mostra. Catalogo della mostra della Collezione dell'Oceania del Museo di Antropologia ed Etnografia dell'Università di Padova presso il Museo Civico al Santo dal 6 ottobre 1991 al 2 febbraio 1992. Perfetto (2734/ OCEANIA - PADOVA - ANTROPOLOGIA - ETNOGRAFIA)
Washington, GPO, 1929. Orig. full cloth.73 pp.
viii + 30pp.avec 11 photos, br.orig., bel état, 27x18cm., dans la série "Annales - série in-8, Sciences humaines" nr.47
25x18. 80p. Lomo deteriorado. cubierta separada. Fotogr. Ilstr.
Broché. 40 pages. 21x27cm.
2 voll. in 16, pp.248; 352. Con due grandi tavv. piu' volte ripieg. a fondo libro (Una d'Europa, l'altra del planisfero). Br. ed. Bruniture. Timbri di Biblioteca estinta al frontesp. Interessanti volumi che presentano una geografia non rigidamente compresa tra luoghi, date e distanze, ma condita di letterarieta'.
in-8°, 372 pp., photographies en noir, broche, couverture illustree à rabats Bel exemplaire. [109B-11]