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br. Julius Evola tratta in quest'opera del problema dei comportamenti che per un tipo umano differenziato si addicono in un'epoca di dissoluzione, come l'attuale. E "orientamenti esistenziali per un'epoca della dissoluzione" è il sottotitolo esplicativo che l'autore stesso dettava per la prima edizione del 1961. Il libro, però, venne pensato all'inizio degli Anni Cinquanta - per poi essere adattato allo svilupparsi della situazione contingente una decina d'anni dopo - insieme a "Gli uomini e le rovine", che uscì nel 1953. I due saggi dunque, non devono essere considerati in contrapposizione, ma viceversa come complementari. Per essi è possibile adottare la definizione che Evola diede per i suoi due libri sulla sapienza orientale, "Lo yoga della potenza" e "La dottrina del risveglio": così, "Gli uomini e le rovine" è analogamente al primo l'indicazione della "via umida", cioè della affermazione e della realizzazione in atto; "Cavalcare la tigre" illustra come il secondo la "via secca", cioè quella intellettuale, interiore, personale. Partendo da una decisa opposizione a tutto ciò che è residuale civiltà e cultura borghese, viene cercato un senso dell'esistenza di là del punto-zero dei valori, del nichilismo, del mondo dove "Dio è morto".
br.
Autori: Ezio Riondato.
S.T.E.N. 1914. 16°:pp.411n. bross.origin.
br. Il volume offre una presentazione dettagliata delle cosiddette "etiche applicate". Si tratta di ambiti di riflessione sviluppati negli ultimi decenni, allo scopo di approfondire e regolamentare questioni dovute all'impatto delle tecnologie sulla nostra vita. Pensiamo alla bioetica, all'etica della comunicazione, all'etica dell'economia, all'etica ambientale e a vari aspetti dell'etica pubblica. All'interno di questi macroambiti troviamo poi settori più specifici di ricerca, che discutono problemi etici riguardanti ad esempio le cure mediche o il potenziamento umano, l'attività giornalistica o l'uso delle tecnologie comunicative, l'economia globale o il mondo delle imprese, il nostro rapporto con il cibo o quello con le altre specie viventi, i temi dell'immigrazione, della disabilità, delle differenze di genere. Su questi e altri argomenti si soffermano i capitoli del libro, scritti da esperti del settore e corredati da ampia bibliografia. Il lettore troverà un'utile introduzione a temi di grande attualità e sarà in grado di orientarsi nel quadro, complesso e articolato, degli sviluppi più recenti dell'etica.
br. La guida intende offrire un orientamento preliminare sui comportamenti da assumere nei contesti comunicativi oggi di maggiore interesse. Questa nuova edizione riveduta e aggiornata è arricchita con contributi di giornalisti di grande esperienza come Sergio Zavoli, e di professionisti del settore della comunicazione. Essa propone specifici approfondimenti sull'etica del giornalismo, della televisione, di internet, dei linguaggi pubblicitari, della comunicazione pubblica, della comunicazione biomedica, della comunicazione interculturale e, da ultimo, sulla comunicazione della responsabilità sociale d'impresa. Il tutto è collocato all'interno di una più ampia indagine sulle condizioni che consentono ai principi morali messi in luce di essere veramente adottati. Il volume è pensato insomma per venire incontro a un interesse sempre più urgente, anche nel nostro Paese, per le questioni di etica della comunicazione: sia per quelle che riguardano gli operatori del settore, sia per quelle che coinvolgono i fruitori dei mass-media.
brossura La guida intende offrire un orientamento preliminare sui comportamenti etici e deontologici da assumere nei contesti comunicativi oggi di maggiore interesse. Si tratta di un'edizione completamente rinnovata rispetto alle due precedenti, che si rivolge agli operatori del settore, ma anche a tutti coloro che vogliono prendere coscienza delle questioni etiche che l'attività comunicativa comporta. Essa presenta dunque specifici approfondimenti sull'etica del giornalismo, degli audiovisivi, delle ICTs, della comunicazione pubblica e istituzionale, dei linguaggi pubblicitari, della comunicazione politica, scientifica, biomedica, e, infine, sull'etica della comunicazione interculturale. Arricchisce il volume un saggio di Sergio Zavoli relativo ai compiti del giornalista nei nuovi scenari della comunicazione.
br. Oggi più che mai la comunicazione è un tema di grande attualità. I suoi processi, infatti, incidono profondamente sulla nostra vita e la modificano in modo radicale: per rendersene conto basta accendere la televisione, aprire un giornale, collegarsi a internet. Oggi più che mai, tuttavia, l'agire comunicativo richiede di essere definito, regolato, orientato. Bisogna far emergere i criteri in base ai quali sia chi comunica sia chi fruisce della comunicazione compie determinate scelte. Il volume intende chiarire che cosa significa comunicare bene e motivare all'assunzione, in ambito comunicativo, di alcune scelte piuttosto che di altre. In altre parole, esamina come e perché comunicare, e soprattutto come e perché comunicare bene. Ne risulta un libro non solo per gli addetti ai lavori - giornalisti, comunicatori, web editor -, ma per chiunque, in vario modo, è coinvolto nei processi comunicativi e si interroga sui loro scopi, condizioni e conseguenze.
br. Fare filosofia - FilosoFare - è un agire sempre a rischio di ambiguità, come dimostra la storia del pensiero: se la filosofia nasce di volta in volta per risolvere specifiche aporie, nel farlo finisce per crearne di nuove. Un'uscita non può esserci se viene cercata con un approccio solamente teorico. Il libro mostra come l'etica, e in particolare l'etica della relazione, possa invece assumersi questo compito: comprendere e affrontare tale ambiguità costitutiva, portando l'attività filosofica a un livello nuovo nel quale possiamo finalmente interagire con essa e diventare capaci di abitarla.
br. In che modo le tecnologie dell'informazione e della comunicazione stanno cambiando la nostra vita? Come possiamo interagire correttamente con i dispositivi che utilizziamo sempre di più? Come possiamo abitare in modo sano i mondi virtuali a cui tali dispositivi danno accesso? Per rispondere a queste domande, il libro approfondisce anzitutto i concetti di fondo che ci permettono di capire le varie tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Discute poi, in prospettiva deontologica ed etica, i problemi legati all'uso dei dispositivi più diffusi: i computer, gli smartphone, i sistemi automatizzati di comunicazione. Esplora infine gli ambienti virtuali a cui le tecnologie dell'informazione e della comunicazione danno accesso, con particolare riferimento a Internet. In sintesi, offre una bussola etica per navigare nel gran mare delle tecnologie comunicative, e per non annegarvi.
br. Cosa significa agire eticamente? L'azione implica sempre una relazione tra un io e un tu, tra un noi e gli altri? L'autore ci conduce nei paradossi che le tradizioni filosofiche, continentali e analitiche, hanno prodotto nell'affrontare questi interrogativi e prova a declinarli in un nuovo paradigma: una filosofia della relazione, dove relazione non è la finalità ma appare la stessa condizione di possibilità della vita etica. In questa prospettiva si riformulano alcuni dei nodi più aporetici della morale: la divisione tra essere e dover essere (nell'essere stesso è in gioco il dover essere, il rispetto dell'altro); il concetto di "io" (lungi dal contrapporsi a ciò che gli è altro ne è costituito, nella relazione) etc. Di qui la peculiarità di alcune categorie indagate dalla filosofia - iniziare, invecchiare, tempo, azione: sono performative, determinano l'agire. Queste pagine introducono a una nuova filosofia morale ma sono anche, in se stesse, esercizio di pensiero come "coinvolgimento".
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Al centro dell’indagine è il passaggio dall'antica virtù cristiana della tolleranza al moderno diritto di libertà di religione e di coscienza, sorretto dalla virtù civile della prudentia. Perciò, nell'analisi degli scritti di Gerard Noodt, Jean Barbeyrac e Gianfrancesco Conforti, particolare attenzione è stata dedicata al modello giusnaturalistico seicentesco di Grozio e Pufendorf, con riferimento ai temi centrali del dibattito politico-filosofico contemporaneo: il problema della verità e le relazioni con le tematiche dell’«evidenza», della «credenza» e dell’«errore»; la condanna del pirronismo storico e il confronto con le tesi di Bayle; il pluralismo religioso nello Stato; la definizione delle prerogative e dei limiti del potere sovrano in ambito religioso e la nuova nozione di «tolleranza civile»; la complessa transizione alla repubblica nella Napoli di fine Settecento e la revisione teorica del problema tolleranza alla luce delle contraddizioni di una cultura politica attardata nelle posizioni del regalismo, considerato l’unico sostegno dell’anticurialismo. Descrizione bibliografica Titolo: Tolleranza e libertà di coscienza: filosofia, diritto e storia tra Leida e Napoli nel secolo XVIII Autore: Fabrizio Lomonaco Prefazione (in inglese) di: Goavert C.J.J. van den Bergh Editore: Napoli: Liguori, 1999 Lunghezza: 247 pagine; 24 cm ISBN: 8820728281, 9788820728281 Collana: Volume 2 di Cultura storica. Domini Soggetti: Filosofia, Etica, Politica, Storia moderna, Diritto naturale, Religione, Chiesa, Giusnaturalismo, Libertà religiosa, Napoli, Gerard Noodt, Leida, Assolutismo, Coscienza, Tolleranza civile, Intolleranza, Irenismo, Sovranità, Olanda, Seicento, Settecento, Giansenismo, Regalismo, Polemiche, Grozio, Monarchia, Repubblica, Democrazia, Censura, Obbligazione, Curia Romana, Pensiero filosofico e giuridico, Trattati, Utrecht, Dissertatio, Iure gentium libera, Jean Barbeyrac, Discours, Castigatio, Gianfrancesco Conforti, Giambattista Vico, Henrik Brenkman, Dutch Republic, Locke, Bayle, Pudendorf, Le Clerc, Pays-Bas, Cultura olandese, XVIII Secolo, Virtù, Prudenza, Giuristi, Scritti, Antigrotius, Losanna, Groningen, Stato, Illuminismo, Intellettuali, Contratto sociale, Libri Vintage, Fuori Catalogo, Philosophy, Ethics, Politics, Modern History, Natural Law, Religion, Church, Natural Law, Religious Freedom, Naples, Leiden, Absolutism, Conscience, Civil Tolerance, Intolerance, Sovereignty, Holland, Seventeenth, Eighteenth Century, Jansenism, Controversy, Grotius, Monarchy, Republic, Democracy, Censorship, Bonds, Roman Curia, Philosophical and Legal Thought, Treaties, Dutch Culture, XVIIIth Century, Virtue, Prudence, Jurists, Writings, Lausanne, State, Enlightenment, Intellectuals, Social Contract, Books Out of Catalog Fabrizio Lomonaco è professore ordinario di Storia della Filosofia nell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Le sue ricerche si sono concentrate sulla cultura storico-filosofica di Sei-Settecento con saggi su Grozio e Perizonio, Noodt e Barbeyrac, Gravina e Vico, Pagano e Bertòla, Herder e Kant. Ha curato e introdotto ristampe anastatiche delle Opere di Vico e Caloprese, Gravina e Spinelli, Barbeyrac, Pagano e Bertòla. Ha pubblicato monografie dedicate a Gravina (1997 e 2006) e a Tolleranza e libertà di coscienza in Olanda e a Napoli nel Settecento (1999 e 2005). Nel 2010 sono apparsi volumi su A partire da Giambattista Vico. Filosofia, diritto e letteratura nella Napoli di secondo Settecento e su New Studies on Lex Regia; del 2011 è la raccolta di saggi su Pasiones del alma y pasiones civiles; nel 2013 ha pubblicato una monografia su Tolerance. Stages in Modernity from Holland to Italy.
brossura Aldo Capitini rappresenta una figura originale nel panorama culturale italiano ed europeo. Per la sua incollocabilità e scomodità, resta sconosciuto ai più e, quando è noto, rimane più nominato che studiato. Il suo pensiero, insieme a quello degli uomini e delle donne che hanno vissuto cercando di concretizzare ideali di giustizia, equità, accoglienza, apertura amorevole a tutti gli esseri, è impegno educativo, politico, umano, che oggi, mentre il pianeta resta inascoltato dai più nel suo grido di aiuto, appare essenziale. Siamo in cammino verso una storia diversa e la nonviolenza contribuisce sia con un pensiero ricco e aperto, fertile, inventivo, e per questo gioioso e festivo; sia con tante esperienze, realizzate e in corso, con una storia appassionante, tutta da esplorare, che parla il linguaggio concreto, vicino, feriale di una azione non utopica o destinata ad anime elette, ma realizzabile da tutti, ora, qui. Lo strumento più naturale e più umano per dar vita ad un linguaggio concreto nonviolento, che sia in grado di intaccare il presente è l'educazione, che l'autrice di questo volume ha voluto fosse il cardine intorno a cui è possibile raccogliere e rilanciare i vettori del cambiamento in corso e la lente per osservarli. Perché da sempre nel mondo esiste un'anima nonviolenta che lo abita e rappresenta una "forza più potente" della violenza, perché genera invece che distruggere, dà la nascita e moltiplica, invece di dimezzare e dare la morte.
brossura Le tre virtù teologali, fede, speranza e carità, sono il cuore della vita cristiana. Esse mettono l'uomo in comunione con Dio e ne fanno il testimone di Dio qui sulla terra. Mancava finora un'esposizione catechetica semplice, alla portata di tutti, su queste tre virtù. Queste pagine si propongono di accompagnare il cristiano lungo il cammino di santità attingendo ai grandi insegnamenti della tradizione spirituale. Mai come oggi un mondo smarrito ha avuto bisogno di cristiani che portino la luce, la fiducia e l'amore.
Téqui 2006, In-8 broché, 234 pages. Très bon état.
brossura I percorsi della filosofia del lavoro sono complessi, ma anche avvincenti. L'obbiettivo di questo libro è di seguire alcuni filoni ed autori in modo elastico e non esaustivo, per servire da traccia ad un corso di filosofia del lavoro, flessibile e integrabile con ulteriori contributi, sulla falsariga di quella qui proposta. Vi sono contenuti alcuni snodi dilemmatici della storia del lavoro, mantenendo sottotraccia un'indagine antropologica che contrappone un'analisi dualista, del mondo e dell'essere umano (che spesso si risolve in monismo, piatto ed elementare), ad una concezione unitaria, ma complessa e articolata, della realtà e della persona (che taluni definiscono con il termine: duale). In modo però, che sia più il lettore ad analizzare e trarne le conseguenze. Il lettore si deve preparare al fatto che inevitabilmente, dato il tema trattato, l'analisi antropologica ed etica del lavoro si incrocia con altre discipline che lo tematizzano: sociologia, economia, religione, letteratura, storia, teologia, tecnica. Si tratta di un tema interdisciplinare e vario, ma credo che - alla fine - proprio questo agevoli e arricchisca l'interesse di chi vuole addentrarsi in tale composito e articolato paesaggio.
in-8, 138 p, broche, couverture illustree. Bel exemplaire. [SC-4] Quand la science et l'industrie nous font croire n'importe quoi.
br. Negli ultimi decenni le nostre società sono diventate più repressive, le leggi più severe, i giudici più rigidi, e questo senza che ci sia alcun legame diretto con la criminalità. Didier Fassin si sforza di cogliere, con un'analisi genealogica ed etnografica, la posta in gioco di questo momento punitivo. Per farlo, è necessario aggiornare quello che sappiamo sulla stessa "strana pratica, e la singolare pretesa, di rinchiudere per correggere, avanzata dai codici moderni" di cui parlava Foucault. Quella nuova tecnologia chiamata punizione. Che cosa c'è da punire? Perché abbiamo bisogno di imporre punizioni? E contro chi? Queste tre domande disegnano il campo di un dialogo critico tra la filosofia morale e le teorie del diritto. Con un'indagine sulle diverse configurazioni della punizione nella storia e nelle nazioni, Fassin mostra che non sempre il crimine è stato disciplinato da sofferenze inflitte per legge e che non necessariamente la punizione appartiene a logiche razionali, usate per legittimarla. Per di più, l'inasprimento delle pene e la disuguaglianza nella loro distribuzione rendono la società meno sicura e meno giusta. Quello di Fassin è un saggio attualissimo in tempi di trionfo del populismo, perché offre gli strumenti per una revisione delle premesse che alimentano la passione punitiva e invita a ripensare la sua collocazione nel mondo contemporaneo.
19,3x12,8 cm; XV, (1), 329, (3) pp. Brossura editoriale. Piccole imperfezioni della copertina. Prefazione dell'autore. Con questo libro Fassio tenta di delineare quelli che sono i caratteri peculiari di un'azienda, sia essa grande o piccola. Tratta quindi di tecnica e organizzazione, ma anche di etica e dei lavoratori e dei sentimenti che li accompagnano. Buono stato di conservazione. Non comune.
L'Italia è un Paese che, essendo da troppo tempo gestito male, non è riuscito a valorizzare le potenzialità, le ricchezze e le eccellenze che possiede. Alla base di questa cattiva gestione c'è il malfunzionamento del sistema democratico che non ha permesso di creare sviluppo tutelando, nel contempo, l'interesse della generalità dei cittadini. Da qui il titolo di questo libro: «Per salvare la democrazia in Italia». In un Paese come l'Italia, se la democrazia funzionasse in modo corretto si potrebbero ottenere progresso civile, sviluppo economico e benessere sociale esteso alla generalità dei cittadini. Per sapere come far funzionare il sistema democratico italiano in modo adeguato, è stato necessario indagare i motivi che ne hanno ostacolato e impedito il funzionamento, da quando l'Italia è divenuta una vera e compiuta democrazia, al termine del secondo conflitto mondiale. Questi motivi sono accuratamente analizzati e spiegati nelle prime quattro parti del libro, nelle quali si passa dall'esame degli aspetti teorici alla messa a confronto della realtà italiana con gli esempi concreti offerti da altre democrazie e dall'ordinamento dell'Unione europea. I riscontri storici forniti nel libro confermano l'esattezza delle denunce in esso contenute. Le denunce riguardano tutti gli attori protagonisti del sistema democratico applicato in Italia, a partire dalla classe politica e dalle classi dirigenti (burocrazia, nonché organizzazioni sindacali, imprenditoriali e professionali). La quinta ed ultima parte del libro contiene invece i progetti di riforma di natura istituzionale da apportare e i cambiamenti socio-politico-culturali che vengono proposti per migliorare il funzionamento del sistema democratico, liberandolo dagli atavici difetti dai quali l'Italia è sempre stata afflitta, causati dall'assenza di etica e dal mancato rispetto della legalità. Autori: Fausto Capelli.
New Turkish Paperback. Roy. 8vo. (24 x 17 cm). In Turkish. 613 p., b/w ills. Modern çagda ahlak. Sempozyum. 7-8 Mayis 2010.
Prefazione del traduttore (S.M.) - Introduzione - celebre trattato sulle passioni umane 4 22x14 cm., in brossura originale con cornice e titoli a stampa, pp. XV (1), 237; 241; XXXI Prefazione (1), 398; XLVIII Prefazione, 493 non refilate, su carta forte bianca, prima edizione italiana, buone condizioni. RARO
br. I periodi di crisi sono eventi drammatici e infelici, ma proprio in queste circostanze spesso si generano idee e concetti nuovi. "L'economia del bene comune" descrive un modello economico alternativo, concreto e applicabile. Il progetto vuole essere una forma di economia di mercato nella quale le motivazioni e gli obiettivi delle aziende private sono sovvertiti: dall'orientamento al puro profitto e alla competizione, alla ricerca del bene comune e della cooperazione. Con un quadro di riferimento meno disumanizzante e più sostenibile, che si impernia sui valori che contribuiscono a rendere appaganti le relazioni interpersonali: fiducia, responsabilità, supporto reciproco e collaborazione. Il libro descrive tutti questi concetti, ed è proprio l'ideatore e il massimo esponente del movimento che ne parla diffusamente dal punto di vista delle idee e anche della pratica. "L'economia del bene comune" di Felber si orienta a imprese e iniziative individuali proprio come l'economia di mercato. Le imprese che la praticano, però, non sono in concorrenza tra di loro, ma collaborano per perseguire l'obiettivo del maggior bene comune e rispettano un codice etico condiviso: un approccio fondamentale nuovo. Dopo la lettura di questo libro non si potrà più dire che nell'economia non ci sono alternative al capitalismo aggressivo e sfrenato e ai rigori metodici e inapplicabili del socialismo reale.
ill., br. Il commercio è la linfa vitale dell'economia globale, ma pochi lo considerano un bene comune. Anzi, le nostre opinioni a riguardo si sono polarizzate su due estremi: da una parte il libero mercato, che trasforma il commercio in un fine in sé, e dall'altra il protezionismo, che lo considera una forza da contenere. Ma c'è un'altra via, che non mette al centro i profitti ma gli interessi delle persone e che l'economista austriaco Christian Felber, fondatore del movimento internazionale dell'Economia del Bene Comune, illustra come un paradigma alternativo: quello del commercio etico. Dopo aver ripercorso le tappe fondamentali della "religione" del libero commercio che domina da Adam Smith in poi, Felber espone il suo modello in cui il commercio viene messo al servizio dei valori fondamentali della collettività democratica, senza tralasciare le questioni chiave del nostro tempo: i diritti umani, il cambiamento climatico e il crescente divario tra paesi poveri e ricchi. Propone, quindi, l'idea di una zona di commercio etico: gli Stati che rispettano, appunto, i diritti umani, i diritti dei lavoratori e tutti gli altri accordi dell'ONU, potrebbero commerciare più liberamente tra loro, neutralizzando il dumping in ogni ambito e proteggendosi da quanti lo praticano. L'ingresso alla zona di commercio etico, inoltre, potrebbe dipendere dai risultati di un bilancio del bene comune che deve essere universale (deve cioè tenere conto di tutti i valori fondamentali), quantificabile, confrontabile, pubblico, comprensibile per la collettività e facilmente vincolabile a conseguenze legali. Un saggio provocatorio, in cui Felber ci dimostra che una nuova economia globale fondata sul commercio etico è davvero possibile.