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Moretti & Vitali 2002. LIEVI SEGNI DEL TEMPO Quale spazio può essere oggi allestito dall’etica? Quali sono le condizioni per ricostituire un luogo dove il soggetto possa dimorare al di fuori di ogni pretesa di fondazione ontologica? La filosofia viene convocata con la psicoanalisi per un ripensamento delle categorie fondative, a partire dall’assunto che la centralità del linguaggio non è segno individuante il genere umano e non lo esaurisce nella sua “fisionomia” di animal rationale, limitato in un’etica puramente valoriale oppure affondato nella solitudine di un’etica tragica. Al vettore del linguistico inteso come ciò che marca la discontinuità con “il resto dell’accadere universale” (Freud) non si tratta però di contrapporre 1′”altro dal linguistico”, come risulta, per certi versi, da alcune delle posizioni filosofiche discusse in questo libro. Occorre piuttosto riprendere a percorrere, sulla scorta del lavoro teorico di Sergio Finzi e di Virginia Finzi Ghisi, “la via lunga e discensionale delle forme”, attraverso cui il soggetto si costituisce coestensivamente al resto dell’accadere universale. Da quest’angolazione, il linguaggio non ha più la funzione di differenziare “l’uomo dall’animale” ma di esplicitare “i legami che intercorrono tra i due” (V. Finzi Ghisi), e diventa punto di arrivo “di un processo silenzioso di metamorfosi della luce e del colore” (S. Finzi). Attraverso questa via lunga e discensionale si dischiude, in virtù del fondamentale e inaugurale passo costitutivo di ogni soggettività che è l’invenzione del luogo della fobia, l’etica della verità del soggetto. Per la preminenza che in tale luogo ha la dimensione rappresentativa, quest’etica si configura come un’etica della rappresentazione. Riconosciuto ed elaborato con le sue “prime invenzioni” (teorie sessuali infantili e romanzo familiare) il proprio fondo psicotico (“l’espandersi disordinato del godimento paterno da cui si nasce”), il soggetto articola il proprio esserci in continuità con quel mondo delle forme da cui discende e ritrova, per questa via, il proprio posto nella grande politela della natura.
br. L'osservazione dei numerosi casi di dissesti aziendali che hanno prodotto, in anni recenti, effetti devastanti sui redditi e sui risparmi di molte famiglie, pone un quesito fondamentale: possono questi eventi essere studiati come casi eccezionali, isolati e circoscritti, conseguenza di azioni delittuose e fraudolente, attuate aggirando e contravvenendo a regole intrinsecamente corrette o, al contrario, cono comportamenti largamente diffusi e consolidati tra le imprese, consentiti e talora incentivati dalla mancanza di regole o dalla presenza di norme insufficienti o troppo lasse? Cosa non ha funzionato? Non sono adeguate e appropriate le regole stabilite o l'elemento di debolezza risiede nella loro difficile applicazione e nell'insufficienza dei controlli? Tutti i casi di dissesto hanno coinvolto società che fanno parte di gruppi aziendali. Ciò pone inevitabilmente un secondo ordine di interrogativi: esistono rapporti di causalità tra i caratteri propri delle aziende strutturate a gruppo e l'inadeguatezza o l'inefficacia del sistema di regole che ne governa le relazioni con gli investitori? Gli strumenti d'informazione, comunicazione e controllo tipici di queste aziende risentono negativamente dello "strabismo" normativo che ancora disconosce il gruppo e riconosce invece le società giuridicamente autonome?
br. Una rappresentazione diffusa dipinge il giurista come un tecnico delle norme. Questo libro ribalta quest'immagine. Il diritto non abita nelle aule dei tribunali, ma nelle strade del mondo; governa ogni giorno la vita reale delle persone ovunque esse siano. Quale direzione ha imboccato il diritto alle soglie del terzo millennio e nel transito epocale che stiamo attraversando? Se molte cose intorno a noi non stanno andando nella giusta direzione - collasso ambientale, crisi economica, tracollo dei sistemi d'istruzione - il diritto ha la sua parte non piccola di responsabilità. È questo il volto beffardo del diritto odierno, un diritto che nell'ultimo trentennio è stato interamente forgiato dalla ragione economica. Collocandosi sulle frontiere del diritto, il volume intreccia temi di carattere ecologico, economico, giuridico e culturale; avanza una pesante critica delle riforme che hanno plasmato la struttura e i percorsi formativi universitari e mette in dubbio la sostenibilità di un modello di sviluppo economico che si nutre di regole giuridiche non meno che di operazioni di mercato sorrette da una ragione economica che necessita di essere interamente ripensata.
Buono stato, coperta illustrata in cartoncino patinato semimorbido, su I.a di coperta Théo, 2004, foto di Patrick Zachmann-Magnum Photos-Contrasto, Progetto grafico: ,) Orecchio Acerbo, pochi segni d'uso, cerniera stretta, tagli e pagine ottimamente conservati. CDXIX volume della collana Economica Laterza. VI edizione. Numero Pagine 124 USATO
BUONO STAO
MONDADORI IDOC 1971 249 PP. CONTRIBUTI DI ANDRé GODIN THOMAS C. ODEN MAURICE BELLET MICHEL MACCOBY LEO THOMAS PHILIPPE JULIEN ALBERT CHAPELLE. SEGNI DEL TEMPO, UN SEGNO DI LETTURA AL DORSO MA NEL COMPLESSO BUONE SE NON OTTIME CONDIZIONI.
OTTIME CONDIZIONI, MAI SFOGLIATO. L'AVVENIRE DEL CRISTIANESIMO È FORSE NELL'IMPEGNO CONTRO LE ATTUALI STRUTTURE SOCIALI NEL GRANDE GIUOCO DELLA LIBERTÀ. Informazioni bibliografiche Titolo: Vangelo violenza rivoluzione Grandi temi del cristianesimo moderno Collana: Volume 10 di IDOC Documentinuovi Curatore: Fernando Vittorino Joannes Editore: Milano: Arnoldo Mondadori, 1969 Lunghezza: 259 pagine; 20 cm Soggetti: Cristianesimo e marxismo, Cristianesimo, Rivoluzione, Concezione cristiana, Interpretazione sociale, Saggi, Politica, Cuba, Fidel Castro, Terzo Mondo, Movimenti, Arendt, Filosofia, Teologia, Morale, Etica, America Latina, Fenomenologia, violenza, Fede, Wendland, NordHolt, Blanquart, Dumas, Lentin, Borovoj, Rivoluzioni sociali, Radicalismo, Chiesa, Decolonizzazione, Casalis, Bezerra DE Melo, Concatti, Utopia, Socialismo, Paolo VI, Pacem in Terris, Episcopato, Liberazione, Terzomondismo Parole e frasi comuni America Latina americani attuale base Bogotà Brasile cambiamento Camilo Torres capitalista Chiesa ortodossa russa classe comunità concezione Concilio Vaticano condizioni conferenza confronti contestazione continente coscienza costituito cristianesimo cristiano Cuba culturale uomo diritto economico ecumenico escatologica fede cristiana fenomeno Fidel Castro fondamentale forza Fragoso giustizia globale gruppi guerra guerriglia Hannah Arendt Helder ideologia impegno industriale latino-americani liberazione lotta Marx marxismo masse Medellin mente mezzi mondiale morale nazioni necessario America Latina non-violenza pacifica paesi Paolo rivoluzione politica popolo Populorum progressio posizione potere problema processo radicale realizzare realtà Regno di Dio responsabilità Revolution riforme rivoluzionario Rivoluzione francese rivoluzione politica sociale sacerdoti secolo senso sfruttamento sistema situazione società speranza storia storico strutturale strutture sviluppo tecnica teologia Terzo Mondo totale trasformazione vangelo vescovi violenza XIX secolo
br. L'aziendalizzazione delle strutture ospedaliere rappresenta un cambiamento formale e sostanziale che non solo coinvolge le strutture territoriali di gestione sanitaria, ma incide anche profondamente nella mentalità del medico e nel suo rapporto col paziente. Sono entrati nel linguaggio e nei comportamenti dei sanitari vocaboli, atteggiamenti e parole estranee alla pratica medica (budget, controllo di gestione, dirigente, costi, ricavi, clienti, domanda, offerta, eccetera) mentre la sofferenza del malato rimane sempre identica a se stessa. Si sta arrivando al paradosso che il modello industriale, basato sulla domanda e l'offerta, è accettato come il modello ideale e unico possibile di relazione tra richiesta di prevenzione, cura o assistenza ed erogazione di un servizio medico assistenziale. Le domande cui i medici sono chiamati a rispondere nell'esercizio della loro professione si fanno più profonde. Questo libro è il risultato di un lavoro di formazione e approfondimento tra l'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia e Bari e l'associazione Cercasi un fine. Un percorso con l'obiettivo di salvaguardare il rapporto di fiducia che lega il medico al cittadino come strumento di garanzia del diritto alla salute in un paese democratico. Hanno contribuito alla stesura del libro Tommaso Fiore, Bernard Ars, Paolo Livrea, Corrado Germinario, Ivan Cavicchi, Ignazio Grattagliano, Silvestro Scotti, Michele Quarto, Corrado Allegretta.
brossura Scienza medica e diritto sono due mondi conciliabili? Se pensiamo alla gestione del caso Stamina, la prima risposta è sicuramente no. In Italia, mentre la FNOMCeO elaborava il nuovo Codice deontologico, associazioni, personaggi dello spettacolo, politici, giornalisti della stampa e della televisione, opinionisti valutavano l'efficacia del cosiddetto protocollo Stamina e proponevano piani terapeutici mentre molti magistrati lo imponevano ai medici a forza di ordinanze. Una vera e propria sfida! La salute affidata non ai medici ma alla legge o addirittura oltre la legge! Il "caso Stamina", al netto delle eventuali conseguenze giudiziarie sulle quali non esprimiamo alcuna opinione, rappresenta il punto di non ritorno per tutti quelli che credono nella libertà ed indipendenza della professione medica, ispirata ai principi e alle regole della deontologia professionale. Il "caso Stamina" rappresenta un momento di divisione e di contrasto tra le varie articolazioni dello Stato e della società civile. Una frattura che dobbiamo risanare, soprattutto tra professione medica e potere giudiziario. Questo libro prende in esame il rapporto medico-paziente così come disciplinato dalle norme, partendo dalla Costituzione sino al Codice deontologico del 2015. Luci e ombre, consonanze e dissonanze, propositi e carenze.
Società Editrice Dante Alighieri, 1902, in-16, br. editoriale, pp. CLIX, (3), 286-636, (4). Minima mancanza al dorso. Firma d'appartenenza: Patrio Parenti, con sua lunga nota manoscritta, critica dell'opera del prof. "ordinario" all'Università di Bologna (fu prof. straordinario di Pedagogia) e numerose, minute note in matita a margine del testo.
brossura Obiettivo di questo testo è descrivere in poche pagine chi è l'uomo e il cammino che deve percorrere per raggiungere l'eccellenza cui naturalmente tende. Compito audace? Senza dubbio. Lavoro indispensabile? Sembrerebbe di no, vista la vastità della letteratura sull'argomento. Necessità permanente, tuttavia, perché la domanda sull'essere dell'uomo e sul suo percorso esistenziale ha generato varie risposte nella storia del pensiero ed esistono molti modi di raccontarla. Chi sono? e verso dove vado? sono domande che conducono direttamente a un bivio esistenziale, dove tutto si decide. Da un lato, se abbiamo un fine o una meta da raggiungere, saremo dei viaggiatori e avremo bisogno di mappe stradali che ci indichino le vie fondamentali per raggiungere la nostra destinazione. Dall'altro, in assenza di una destinazione ben precisa, saremo al massimo dei vagabondi, dei nomadi che procedono senza meta per i meandri di ciò che siamo per natura: nasciamo, impariamo a camminare e a parlare, andiamo a scuola, lavoriamo, ci sposiamo, mettiamo al mondo dei figli e li educhiamo, invecchiamo e, infine, moriamo. Tutta qui l'esistenza umana? Sì, se non andiamo oltre la mera struttura essenziale dell'uomo, descritta dall'antropologia filosofica. Sì, se non ci volgiamo verso una dimensione operativa che ci permetta di indagare il significato ultimo dell'esistenza umana, i principi primi dell'agire umano, le qualità che perfezionano la capacità di camminare verso la nostra meta esistenziale, la realizzazione dell'uomo in quanto uomo.
br. Chi voglia cambiare il mondo senza metterne in discussione il suo principale pilastro concettuale - il libero arbitrio - è destinato a fallire sistematicamente. Qualsiasi ipotesi di progresso sociale che non parta da una visione rigorosamente determinista degli esseri umani non è altro che un ennesimo "belato filosofico"; qualsiasi impegno, attività o pratica politica che voglia contrapporsi all'esistente senza trattarlo come un gioco di forze, di azioni e di reazioni chimiche non è che lotta contro i mulini a vento.
brossura Siamo alla fine degli Stati nazionali chiusi in un confine territoriale. All'economia dell'accumulazione capitalistica si è sostituita quella dell'inclusione del capitale umano. La libertà come la cittadinanza è ridotta a reddito d'inclusione. Il povero è "pericoloso", "disperato", fuori dal cerchio sociale. Il povero è sempre solo. Deve essere incluso o recluso o escluso. Non ci sono più le classi sociali rappresentate dai partiti. Quando ci si libera di un passato prossimo si rischia di ritornare al passato remoto in cerca di un'identità smarrita. Il bisogno di sentirsi popolo di nazione conduce al populismo dell'inclusione. Fuori è l'escluso, il clandestino, fuori è il pericolo, l'estraneo, l'inconcludente, non certificato, non masterizzato, non formattato. L'inclusione comporta l'esclusione e la reclusione. Come si può includere chi è recluso dentro l'inclusione? E come includere chi è escluso, sull'orlo della povertà, del niente? La società è lasciata al volontariato del "terzo settore", come il "terzo stato" che diede inizio ai diritti universali del mondo della vita. Nessuno è libero da solo, la libertà è fatta di legami. Il grado di libertà per ognuno si misura dalla qualità dei propri legami personali. Ci sono quelli che soffocano e imprigionano, ci sono quelli che invece lasciano liberi di respirare la gioia. Anche la libertà di un Paese si misura dalla qualità dei suoi legami sociali. La libertà è "declusiva", chi è libero è "declusore", ha le chiavi di ogni incontro, apre, allarga il cerchio del proprio cammino senza perdere il centro del raggio della vita in un dialogo corale.
br. Il C.I.R.B. (Centro Interuniversitario di Ricerca Bioetica), cui aderiscono tutte le Università campane, è un organismo di ricerca nel quale - con metodo rigorosamente scientifico, grazie al concorso di qualificati cultori delle varie discipline interessate e in un clima di costante e costruttivo dialogo con i rappresentanti delle diverse posizioni culturali - è possibile delineare le trame di una serena e ponderata riflessione comune su tematiche che coinvolgono l'identità stessa della persona umana e il destino delle generazioni future.
Mm 150x210 Volume nella sua brossura originale, 221 pagine. Opera in buone condizioni, presenta una gora al dorso che interessa anche le prime e ultime pagine del volume, la lettura non è compromessa. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
ALFREDO GUIDA EDITORE 2011 212 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME INTONSO, PERFETTO, PARI AL NUOVO La religione non è per Feuerbach solo alienazione. I suoi elementi tipici, il bisogno, la sensibilità, la passività, vengono rivendicati a una filosofia pratica che ne assume le funzioni. Egli distingue però tra un sentimento ancorato alla terra, che rimane dentro i limiti della necessità naturale, e un sentimento sovrannaturalistico, che crede all’esistenza degli oggetti di ogni possibile aspirazione, prima di tutte quella di essere immortali. La distinzione tra cuore e animo viene introdotta a questo scopo. I saggi di questa raccolta ruotano intorno alla questione se la distinzione abbia fondamento e se l’etica che Feuerbach elabora a partire dalla critica della religione corrisponda all’intensità del desiderio teogonico. Quest’etica eudemonistica, costituita in un costante confronto con Kant e Schopenhauer, permette di riformulare le categorie della morale razionalistica e di avanzare l’idea ‘materialistica’ di una libertà che si attua nel tempo, attraverso la buona amministrazione delle risorse pulsionali di cui ciascuno dispone. Ferruccio Andolfi insegna Filosofia della storia nell'Università di Parma. Tra le sue pubblicazioni: 'L'egoismo e l'abnegazione' (1983), 'Lavoro e libertà. Marx Marcuse Arendt' (2004) e, per queste edizioni, 'Il non uomo non è un mostro. Saggi su Stirner' (2009). Ha curato l'edizione di opere di Schleiermacher, Feuerbach, Marx, Guyau e Simmel. Dirige il quadrimestrale «La società degli individui» e la collana «La ginestra» di classici dell'individualismo solidale. Indice Introduzione. Il cuore e l'animo PARTE I - La critica della religione I. L'immortalità - 1. L'insegnamento dello spirito - 2. Modernità e immortalità - 3. Il perfezionamento indefinito della personalità - 4. L'annuncio di una svolta - 5. Una visione più complessa della modernità - 6. La morte dell'individuo - 7. La compiutezza della natura - 8. Lo spirito come fondamento ultimo della morte - 9. L'abnegazione - 10. La ricompensa della storia - 11. La morte condizione di vita ovvero l'immortalità dell'stante - 12. La spiegazione antropologica - 13. Insopprimibilità del bisogno di sopravvivenza II. La misura dei pagani - 1. La misura - 2. Filosofia moderna e filosofia pagana - 3. Un animo cosmico e realistico - 4. Individuo e genere - 5. La qualità e l'unità sostanziale - 6. Bisogno e desiderio - 7. Il duro lavoro del volere III. Il dio misericordioso di Lutero - 1. La genesi dello scritto su Lutero - 2. I temi dello scritto - 3. Dalla bontà divina alla filantropia - 4. L'amore di sé IV. La natura e il sentimento di dipendenza - 1. L'oggetto incantato del sentimento religioso - 2. L'alienazione dalla natura nelle religioni dello spirito V. Critica della religione e teologia liberale - 1. La religione del sentimento - 2. Karl Barth: l'esito antropologico della teologia liberale - 3. L'apologetica di Schleiermacher - 4. Peter Berger: le opzioni della teologia nel mondo secolarizzato - 5. Al di là della religione e della critica della religione PARTE II - L'etica Dalla legge della ragione al desiderio - 1. Una nuova etica a della religione partire dalla comprensione - 2. Il cuore come superamento della legge - 3. L'egoismo come Principio morale - 4. Una more razionale di sé - 5. Il desiderio teogonico II. L'etica kaidiana - 1. Amore di sé e legge morale - 2. Il fondamento della morale - 3. Felicità e virtù - 4. L'eudemonismo universalistico - 5. A ognuno la propria felicità - 6. L'arroganza dell'imperativo etico - 7. Osservazioni conclusive III. Legge dell'altro e sentimento di sé - 1. Una conquista irreversibile - 2. L'autonomia e il regno dei fini - 3. Reinterpretazione non intellettualistica dell'autonomia - 4. Il sentimento di dipendenza da oggetti - 5. Unione di autonomia ed eteronomia - 6. Sentimento di dipendenza e sentimento di sé IV. L'eudemonismo - 1. Il principio di una nuova filosofia per l'uomo - 2. Volere e istinto di felicità - 3. Il suicidio, il nirvana, l'amore sessuale - 4. I doveri morali - 5. L'oggettività della felicità V. Materialismo e libertà - 1. La filosofia a confronto con la fisiologia - 2. Schopenhauer, un idealista contagiato dal materialismo - 3. Un materialismo di origine religiosa - 4. Critica del trascendentalismo kantiano e nuova intuizione della vita - 5. La libertà nel tempo - 6. Un diverso sistema di valutazioni etiche - 7. La dimensione politica della libertà - 8. Una felicità entro i limiti della legge Appendice Sull'immortalità. Lezioni XXIX e XXX sull'essenza della religione di Ludwig Feuerbach Il senso del limite e la credenza nell'immortalità. Commento alle lezioni di Feuerbach Questa raccolta
Mm 130x210 Collana "La politica. Metodi storie teorie". Volume nella sua brossura originale con sovraccoperta, 355 pagine. Opera in ottime condizioni, presenta una piccola etichetta di biblioteca dismessa alla prima carta. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 110x180 Collana "Universale Economica". Opera completa in 3 volumi e astuccio editoriale in cartoncino: volume primo, Filosofia e ideologia, XII-347 pagine; volume secondo, Economia sociologia, XI-356 pagine; volume terzo, Politica, XIV-397 pagine. Esemplare in ottime condizioni, solo lievi segni del tempo al cofanetto. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. Il volume indaga la responsabilità morale dei ricercatori di fronte alle sfide della scienza contemporanea, e dedica particolare attenzione alla ricerca biomedica che coinvolge materiale biologico di origine umana e dati correlati. Nel corso della seconda metà del Novecento, profondi e rapidi cambiamenti nel modo di lavorare dei ricercatori e nel tipo di conoscenze che si acquisiscono hanno configurato un contesto di ricerca che si discosta molto dai canoni consolidati della scienza accademica. Di qui il bisogno di ripensare l'ethos dello scienziato considerando tre principali aree di riflessione: la bioetica, la cosiddetta cattiva condotta nella ricerca e la relazione tra scienza e democrazia. Entro un simile scenario, il dibattito etico e bioetico sull'impiego di materiale biologico e dati sensibili in progetti scientifici costituisce un efficace "caso di studio" per mettere a fuoco le innovative sfide etiche nella ricerca degli inizi del XXI secolo. Si tratta di un nuovo territorio di indagine nella relazione tra etica, scienza e società. In modo particolare viene esaminato il dibattito su quale modello di consenso informato e di governance sia appropriato per le biobanche di ricerca, evidenziando l'esigenza di considerare forme di partecipazione attiva dei soggetti coinvolti.
118 pages. Bibliography. "Examines the commonalities between the two cultures and explores the differences in depth." - from back cover. Unmarked. Light wear. Nice tight copy. Book
In 8, pp. 39 + (1b). Br. ed.
Mm 170x240 Collana "Quaderni di bioetica". Brossura editoriale di pp. 206. Scooriture al dorso e alla coperta, internamente in ottimo stato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. Profitto & impatto sociale sono due facce della stessa medaglia: l'impresa sociale-impresa ad impatto sociale. Esse non sono in contraddizione anzi sono complementari e sono la "sostanza" delle imprese sociali profit e non profit. Il profitto (massimizzazione relativa del profitto) e l'equilibrio economico finanziario si ottengono gestendo bene l'azienda; l'impatto sociale positivo è il senso e la connotazione, non estetica e non riduttiva dell'imprenditorialità (formula imprenditoriale sociale), collegata al ruolo di componente sociale del sistema. Lo scopo e la ragion d'essere di un'impresa di successo (profit e non profit in logica purpose) ha in sé un finalismo sociale, insieme alla sostenibilità ambientale e ad una governance che integra soggetto economico/shareholder e stakeholder). Il rischio d'investimento si collega sempre più al rischio climatico ed al rischio sociale. È quindi importante misurare e valutare l'impatto sociale per avere un rating sociale di riferimento. L'impatto sociale è interno (per esempio welfare aziendale) ed esterno (per esempio commitment e sviluppo del territorio come luogo e comunità): si parla infatti di social reputation. I 20 contributi di studiosi, operatori e studiosi-operatori offrono un quadro variegato di opinioni. Il contesto COVID-19 e la prospettiva socio-economica rendono necessario il nuovo paradigma dell'Impresa ad Impatto Sociale-IIS.