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brossura Le cifre ufficiali dicono che 14.000 individui ogni anno restano con un rene solo, vittime di un'organizzazione che affonda le radici in una criminalità organizzata fatta di broker e di chirurghi senza scrupoli. Gente che non possiede niente, neanche il proprio corpo, divenuto l'ultima merce di scambio. Al prezzo di mille, diecimila, trentamila euro: la tariffa varia a secondo della geografia. Il traffico degli organi, liquidato per anni dalla comunità medica come una "leggenda metropolitana" alimentata dalla fantasia di povera gente e da giornalisti malati di sensazionalismo, è una storia negata quanto antica: comincia negli anni Settanta, dacché l'avvento di farmaci antirigetto potenti dilata le possibilità di successo di un trapianto di rene fra estranei. Finalmente un libro racconta questa storia, ricostruendo i fatti di cronaca e gli scandali e tenendo conto di tutti gli attori in gioco: società scientifiche, governi, medici, istituzioni sanitarie, organizzazioni dei malati. Attori che cercano, fin quando è possibile, di nascondere una verità inquietante che mette tutti sotto accusa, in primo luogo i malati, gli acquirenti illeciti del corpo altrui. Attori che quando questo traffico diventa così vasto da non essere più negabile, come sollevati dalla loro ipocrisia, cominciano a discutere di una eventuale legalizzazione, dando improvvisamente per scontata l'impossibilità di combatterlo.
br. Questa ricerca nasce dalla esigenza di ricostruire la struttura teorica del "terzo" a partire da Levinas, per riformulare le questioni etiche che la "mediazione" pone alla riflessione filosofica. Riflessione che nel corso del Novecento si è particolarmente orientata a delucidare l'intreccio fra soggettività e alterità al fine di elaborare un'etica della reciprocità. Il "terzo" come vero snodo teorico volto a meglio decifrare la fisionomia di un'etica aperta e plurale.
br. Questa ricerca nasce dalla esigenza di ricostruire la struttura teorica del "terzo" a partire da Levinas, per riformulare le questioni etiche che la "mediazione" pone alla riflessione filosofica. Riflessione che nel corso del Novecento si è particolarmente orientata a delucidare l'intreccio fra soggettività e alterità al fine di elaborare un'etica della reciprocità. Il "terzo" come vero snodo teorico volto a meglio decifrare la fisionomia di un'etica aperta e plurale.
22720Paris, Le Normant, 1822. In-4, VIII-243 pp., demi-veau glacé à coins bleu, filets dorés sur les plats, dos long orné de filets et fleurons dorés (manques et épidermures, rousseurs).
brossura In epoca di comunicazione globale l'uomo, unico animale semiotico, cioè capace di riflessione sui segni e sul comunicare, ha una grande responsabilità nei confronti della vita e della sua qualità, nonché dell'intero sistema planetario. La semiotica non può esimersi da una riflessione cruciale della conteporaneità: la sua antica vocazione a "far star bene la vita" occupandosi, come "semeiotica", dei sintomi, soprattutto in ragione della sempre maggiore interferenza nella comunicazione, tra la sfera storico-sociale e quella biologica, tra la sfera culturale e quella naturale, tra semiosfera e biosfera.
Librairie Hachette et Cie, Paris. 1883. In-12 Carré. Relié. Etat d'usage. Couv. légèrement passée. Dos satisfaisant. Quelques rousseurs. 421 pages. Etiquette de code sur la couverture. Tranche passée. Cours d'études à l'usage de l'Enseignement secondaire spécial et de l'Enseignement professionnel. Conforme au wprogramme de 1882, 3e et 5e années.
1883RO40253222Librairie Hachette et Cie, Paris. 1883. In-12. Relié. Etat d'usage, Couv. légèrement passée, Dos satisfaisant, Quelques rousseurs. 421 pages. Etiquette de code sur la couverture. Tranche passée.. . . . Classification Dewey : 170-Ethique
ill., br. La medicina appare sempre più come una forma di potere sulla vita degli umani. A rafforzare questa convinzione contribuiscono in maniera determinante gli incredibili sviluppi della tecnologia medica, anche perché questi non coinvolgono solo gli aspetti propriamente strumentali e clinici, ma anche quelli organizzativi, professionali e istituzionali. In questo volume, che prosegue una riflessione congiunta svolta da un gruppo di filosofi legati all'ordine dei Medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Venezia, all'Università Ca' Foscari di Venezia e alla LAI (Libera associazione di idee), il problema viene indagato con un approccio innovativo e secondo una modalità peculiare. Il punto di partenza è la testimonianza dei medici, che presentano la loro esperienza, compresi i loro disagi, e sviluppano alcune autorevoli riflessioni in merito. Queste vengono raccolte da esperti e studiosi di vari ambiti e discusse dai diversi punti di vista: istituzionale, sociologico, statistico e naturalmente filosofico. Emerge in tal modo che solo una trasformazione radicale della figura del medico può fare fronte a problemi così complessi, multiformi e delicati. Ed è proprio la questione della trasformazione della coscienza del mondo medico che viene affrontata con un approccio innovativo in cui le pratiche filosofiche si coniugano con l'esperienza teatrale, seguendo alcune delle più rivoluzionarie tecniche contemporanee. Prefazione di Giovanni Leoni e postfazione di Gerardo Cunico.
br. Quale responsabilità verso le generazioni future? Con l'imparzialità e la chiarezza espositiva che gli appartiene, Giuliano Pontara esamina criticamente le principali teorie etiche contemporanee in relazione alle risposte che esse forniscono a uno dei più complessi problemi a cui l'umanità si trova difronte, oggi.
br. Sono trascorsi settant'anni anni dalla proclamazione della "Dichiarazione universale dei diritti umani" eppure attorno a essi è ancora molto acceso un dibattito in cui più voci continuano a esprimere scetticismo e a metterne in dubbio l'esistenza. I diritti umani, infatti, non sono leggi, né sono stati pensati per doverlo diventare: talvolta hanno ispirato le norme giuridiche, ma la loro validità si estende al di là di esse. Inoltre, spesso non sembra chiaro a chi spettino i doveri implicati dai diritti umani né quale sia l'estensione di tali doveri, e anche questa forma di indeterminatezza ha suscitato accese critiche. Il volume prende avvio da un'analisi storico-filosofica della "Dichiarazione" e del modo in cui essa venne concepita e scritta, analizzando le radici profondamente morali dei diritti umani stessi. Nel seguito si afferma l'esistenza dei diritti umani come nonne in primo luogo morali, e se ne mostra l'efficacia; si indagano i doveri da essi generati per determinare a chi spettino e con quali limiti. Infine, passando dalla teoria alla prassi, si analizza il caso delle migrazioni, un fenomeno di portata globale che riguarda la protezione dei diritti umani di chi è costretto ad abbandonare il proprio paese di origine alla ricerca di quella ospitalità che con sempre crescente fatica viene concessa dagli altri Stati.
In 8° br. pp. 236, lievi tracce del tempo
br. L'animalismo è una corrente di pensiero e di azione sociale e politica che ambisce a trasformare i molti modi in cui gli esseri umani entrano in relazione con gli animali (negli allevamenti, nei laboratori, nelle case, nelle città, negli ambienti selvatici ecc.). Per la novità e l'urgenza morale dei suoi obiettivi, è uno dei fenomeni più importanti della società contemporanea. Il volume interviene nel dibattito sulla necessità e sui modi di cambiare i nostri comportamenti verso gli animali argomentando una proposta di "animalismo democratico". Quest'ultimo ha le sue radici nelle stesse ragioni culturali e storiche che fondano le democrazie liberali contemporanee. È un animalismo che vuole estendere l'applicazione dei valori e dei principi fondamentali della vita democratica oltre il confine della specie umana, cioè agli animali.
br. Filosofi della nonviolenza e uomini dotati di una forte coscienza individuale e di una grande consapevolezza del proprio obbligo morale, di intonazione kantiana, Claudio Baglietto (1908-1940) e Aldo Capitini (1899-1968) appartengono alla esigua schiera dei "persuasi", di coloro che hanno saputo «dire "sì" al bene e dire "no" al male». L'intensificarsi del sodalizio culturale e spirituale tra i due, nato nel contesto della Scuola Normale Superiore di Pisa durante l'"era Gentile" e sviluppatosi in un legame di amicizia personale mai reciso, viene ricostruito attraverso le voci e le lettere dei protagonisti, con un'attenzione storico-politica e, al contempo, etica, finalizzata a cogliere le motivazioni profonde sottese al loro rifiuto. Un rifiuto messo in atto per rispondere a un'urgenza e a un imperativo morale e religioso, prima ancora che politico.
9870Boudry, La Baconnière, 1943. In-8, demi-reliure cuir.
PUF. 1952. In-8 Carré. Broché. Bon état. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Intérieur acceptable. 312 pages. Annotations en page de garde. 'Bibliothèque de Philosophie contemporaine', Morale et Valeurs, Section dir. par René Le Senne. 2e édition.
1952RO40248204PUF. 1952. In-8. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur acceptable. 312 pages. Annotations en page de garde.. . . . Classification Dewey : 170-Ethique
312pp., 2e éd., dans la série "Bibliothèque de philosophie contemporaine", br.orig., bon état
1952F62326Paris, P.U.F. 1952 312pp., 2e éd., dans la série "Bibliothèque de philosophie contemporaine", br.orig., bon état
pp., 1e éd., non coupé, dans la série "Bibliothèque de philosophie contemporaine, qqs.estampes et traces d'humidité sur couv.& qqs.pages
1944F28107Paris, P.U.F. 1944 pp., 1e éd., non coupé, dans la série "Bibliothèque de philosophie contemporaine, qqs.estampes et traces d'humidité sur couv.& qqs.pages
320pp., 23cm., br.orig., dans la série "Bibliothèque de philosophie contemporaine", ex-libris du propr.sur p.d.t.
1960F63084Paris, P.U.F. 1960 320pp., 23cm., br.orig., dans la série "Bibliothèque de philosophie contemporaine", ex-libris du propr.sur p.d.t.
br. Cosa vuol dire che l'essere dell'uomo è colpevole prima di ogni peccato? Cosa significa sostenere che la colpevolezza dell'uomo non è altro che lo stato ontologico nel quale egli si trova sin dal momento della sua creazione proprio perché è una creatura? Cosa comporta, dunque, pensare la relazione tra colpa e creazione: lo scagionamento dell'uomo da ogni responsabilità in ordine alla realizzazione del male e la conseguente iscrizione di quest'ultimo nell'azione creatrice di Dio, cosa che renderebbe appunto Dio autore del male? Nelle pagine di questo libro prende vorticosamente forma un pensiero irrequieto e destabilizzante, che trae tale sua peculiare identità dal fatto di avere come oggetto d'indagine una relazione originaria, un inizio.
106383Paris, Payot 1956, 230x140mm, 220pages, broché. Nom du possesseur sur le haut de la page de garde supérieure, autrement bel exemplaire.