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Firenze, "La Nuova Italia", 1974, in-8, br. editoriale, pp. XLI, [5], 363, [7]. Traduzione di Elena e Mario Cingoli. Pensatori del nostro tempo, n. 13.
br. Negli ultimi decenni il microcredito ha assunto, sempre più, rilevanza come strumento di inclusione finanziaria dei soggetti "non bancabili". Questa considerazione ha spinto a fare una riflessione sulle principali esperienze finanziarie che hanno portato alla nascita del microcredito nel mondo. Le ricerche condotte hanno messo in luce lo sviluppo del microcredito, dimostrando la sua affermazione a livello internazionale. Nella parte conclusiva, il volume prodotto rivela l'evoluzione del microcredito come risposta alle esigenze finanziarie di una varietà di soggetti appartenenti a diversi contesti territoriali, accomunati dalla condizione di esclusione economica e sociale.
1957R160118758LES EDITIONS D'ORGANISATION. 1957. In-8. Relié toilé. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 549pages.. . . . Classification Dewey : 170-Ethique
br. Il volume presenta la morale sessuale cattolica, senza evitare il confronto critico e costruttivo anche con altre visioni culturali ed etiche. La riflessione dell'autore procede in un crescendo continuo e trova il principio unificante nella categoria "amore", considerata in base all'esperienza e alla parola di Dio. L'ideale dell'amore dell'uomo e della donna viene quindi confrontato con il vissuto umano, tenendo conto di difficoltà e problemi.
br. Sempre più insoddisfatti in una società pervasa dalla disoccupazione e dall'incertezza: le storture della globalizzazione, che aveva promesso un benessere e una felicità di massa, sono sempre più visibili. Anche se oggi tutto sembra compromesso, esistono altre vie. In ogni parte del mondo, persone comuni sono impegnate nella realizzazione di nuovi modelli di impresa e di economia in grado di rispondere ai bisogni reali della gente, rispettare l'ambiente e la dignità dei lavoratori e allo stesso tempo valorizzare le produzioni locali. L'economia della felicità, come viene definita dall'attivista Helena Norberg-Hodge, non è un sogno e neppure uno slogan, ma un percorso per raggiungere l'equità sociale e la sostenibilità ambientale. Dal cibo biologico a km zero agli istituti bancari etici, dai fornitori di energia elettrica condivisa ai media di comunità, dall'istruzione e le medicine non convenzionali fino ad arrivare all'abitare partecipativo, il libro comprende approfondimenti sulle più significative esperienze italiane, certamente utili a chi vuole acquisire maggiore consapevolezza e partecipare alla costruzione di una nuova umanità.
1825ROD0007629Chez Rolland. 1825. In-12. Relié plein cuir. Etat d'usage, Coins frottés, Coiffe en tête abîmée, Intérieur frais. 356 pp., coiffe en pied abîmée, mors du 2è plat fendu, petites épidermures sur les plats décorés d'un filet doré en encadrement, dos décoré de caissons dorés, titre doré sur pièce de titre - 1 PHOTO DISPONIBLE.. . . . Classification Dewey : 170-Ethique
ROD0008314Non Renseigné. XVIIIe. In-12. Relié plein cuir. Etat d'usage, Couv. convenable, Dos frotté, Mouillures. 320 pp., plats frottés, quelques feuillets débrochés - En l'état - 1 PHOTO DISPONIBLE.. . . . Classification Dewey : 170-Ethique
1834RO20014400Didier. 1834. In-16. Relié plein cuir. Etat d'usage, Couv. défraîchie, Manque en coiffe de tête, Quelques rousseurs. 400Psur papier à la forme, relié cuir marron, coins et coiffes frottés, petit manque sur les plats, pièce de titre est abimée.Les premières pages sont tachées. . . . Classification Dewey : 170-Ethique
1821ROD0007614Chez Douladoure, à Toulouse. 1821. In-8. Relié plein cuir. Etat d'usage, Coins frottés, Dos frotté, Intérieur frais. 420 pp., épidermures sur les plats, dos décoré de caissons et de fleurons dorés, titre doré sur pièce de titre, tranches marbrées - 1 PHOTO DISPONIBLE.. . . . Classification Dewey : 170-Ethique
pp. 200, in 8°, bross.
1958ROD0035926Dunod. 1958. In-12. Broché. Etat d'usage, Couv. légèrement passée, Dos abîmé, Intérieur frais. 71p, crayonné , manque sur le dos et les coiffes.Article de journal.. . . . Classification Dewey : 170-Ethique
brossura Una lettura del pensiero di Emmanuel Lévinas alla luce del confronto con Kant, su un tema quanto mai classico: il male radicale. Non solo assumono nuovi significati i temi fondamentali della filosofia levinasiana, etica come filosofia prima, primato dell'altro, ma la stessa meditazione sulla tragedia della Shoa è riletta alla luce del concetto kantiano di male, come disposizione inscritta nell'animo umano. Disposizione di cui si è sempre responsabili.
1823F68748Louvain, Vanlinthout et Vandenzande 1823 149pp., 22cm., imprimé sur papier de luxe, br.muette d'époque, qqs.rousseurs, cachet sur page de titre, bon état, F68748
149pp., 22cm., imprimé sur papier de luxe, br.muette d'époque, qqs.rousseurs, cachet sur page de titre, bon état, F68748
Very Good English Paperback. Pbo. Cr. 8vo. (20 x 14 cm). In Turkish. 122, [2] p. Terbiye üstüne düsünceler. First Edition. Extremely rare.
br. La Grande guerra rappresenta un banco di prova per la Filosofia dello spirito crociana, un laboratorio per saggiare la solidità del sistema appena condotto a compimento. Nello spirito pratico la tensione, provocata dall'esperienza del conflitto, viene più chiaramente in evidenza. L'eticità dei valori universali è costantemente insidiata dal dovere del cittadino di difendere la patria, e il carattere controverso dell'«utile», che emerge dalle pagine sulla guerra, fa vacillare, con l'unità dell'azione economica, il fondamento della sua dignità categoriale. Nello scontro armato tra gli Stati, infatti, la politica manifesta la sua indole ferina, e il diritto esibisce, nei rapporti che informano l'ordinamento internazionale, la propria tragica natura. Il lettore non tarderà a riconoscere, in questa peculiare condizione, l'espressione paradigmatica di un problema più generale, che investe l'ordine sociale della vita. Esso concerne l'esistenza di un fondo oscuro, latente nel dominio economico della politica e del diritto, in cui la violenza resta pur sempre un'immanente possibilità.
br. Nel flusso incessante di crimini e ingiustizie che ogni giorno ci raggiunge attraverso mass media e social network, ci capita spesso di aderire a passeggeri moti di indignazione collettivi; in fondo è facile, e non ci costa nulla. Ben più diffficile sembra invece schierarsi davvero, prendere posizione con il rischio di rimetterci in prima persona, riconoscere le scelte e le azioni giuste da opporre agli abusi che vengono compiuti davanti ai nostri occhi. Che cosa può fare, allora, chi vuole concretamente cambiare le cose? Secondo il Talmud ogni generazione conosce trentasei zaddiqim nistarim, i "giusti nascosti" che impediscono la distruzione del mondo. Con la memoria dei fatti del Novecento e lo sguardo rivolto al nostro presente, possiamo dire che per fortuna sono molti di più: non solo chi si oppose all'Olocausto, ma anche il colonnello sovietico Stanislav Petrov, che scongiurò una guerra atomica con gli Stati Uniti a costo di inimicarsi il suo stesso paese, o Hamadi ben Abdesslem, la guida tunisina che nel 2015, durante un attacco terroristico, ha scortato verso l'uscita del Museo del Bardo quarantacinque turisti italiani. Gabriele Nissim ci racconta queste e molte altre storie esemplari, con sapienza affabulatoria e persino una punta di ironia: «Perché i santi e gli eroi esistono solo nella nostra fantasia, mentre è stimolante scoprire che uomini normali, con gli stessi nostri difetti, sono stati capaci di compiere atti di coraggio in modo sorprendente e inaspettato». Alternando alle storie gli insegnamenti di Socrate, Marco Aurelio, Hannah Arendt, Etty Hillesum, Willliam Shakespeare o Baruch Spinoza, "Il bene possibile" ci mostra come l'esercizio del pensiero, della capacità critica e dell'empatia siano condizioni necessarie e sufficienti non soltanto per dirci umani, ma per restarlo nei momenti più difficili. E che la scelta non è tra un presunto Bene superiore e le piccole convenienze personali, né tra l'eroismo e l'accettazione passiva degli eventi. In verità, il giusto è semplicemente chi agisce per salvare una vita, anche se non ha nessuna possibilità di salvare il mondo intero. Lo fa comunque, perché è giusto farlo. Con ebook scaricabile fino al 30/06/2018.
br. Gabriele Nissim ha dialogato a lungo con Moshe Bejski, scampato alla deportazione grazie all'aiuto di Oskar Schindler e fondatore del Giardino dei Giusti, a Gerusalemme, nel quale ogni albero ricorda la vita di un uomo che ha salvato almeno un ebreo dalla persecuzione nazista durante la Shoah. E in queste pagine guida il lettore lungo un itinerario del tutto particolare: rilegge i grandi pensatori del Novecento - da Hannah Arendt a Vasilij Grossman, da Etty Hillesum a Vàclav Havel - che si sono interrogati sul bene possibile nelle situazioni estreme, e individua quale sia stata di volta in volta la molla che ha spinto i protagonisti a gesti di bontà apparentemente insensata. La speranza è che questo esercizio della memoria possa dare l'avvio a una sorta di staffetta della responsabilità morale che si tramandi ai giovani, affinché possa formarsi una generazione che cresca nell'idea della tolleranza e del rispetto reciproco.
112725Paris, Editions Gallimard 1995 - 1997, 190x125mm, VIII - 435 + 498pages, broché. Etiquette collée sur le bas du revers de la couverture supérieure, autrement bel exemplaire.
102943Paris, Editions Gallimard 1979, 225x140mm, 399pages, broché. Couverture à rabats. Bel exemplaire.
br. Uno dei testi fondamentali della filosofia del XIX secolo, feroce attacco di Nietzsche ai pensatori suoi contemporanei.
br. In "Al di là del bene e del male", polemico e paradossale fin dal titolo, Nietzsche confuta in anticipo quelle che lui chiama le "idee moderne", supera la nozione stessa di "spirito libero", spingendosi fino a mettere in questione l'idea di "verità" in sé e tutto ciò che ne discende, a partire dalla morale: questo significa porsi al di là del bene e del male. Questa edizione presenta un vasto apparato di note, aggiungendo nella postfazione sia una guida ragionata alle molte tematiche del libro, sia i ragguagli filologici necessari a comprendere la sua formazione.
br. Nietzsche sulla composizione di questa sua opera, in un abbozzo (poi abbandonato) di prefazione così scrive: "Questo libro è composto di annotazioni da me fatte durante la nascita di 'Così parlò Zarathustra', o - più esattamente - durante gli intermezzi di quella nascita, sia per ristorarmi sia anche per interrogare e giustificare me stesso nel pieno di un'impresa estremamente ardita e densa di responsabilità..." E proprio come in "Zarathustra" continua a condurre le sue micidiali aforistiche scorribande di nomade negli ambiti della morale, qui crudelmente dissezionata, della psicologia, della storia e della cultura. Ripercorrendo tutti i temi fondamentali della sua maturità filosofica è considerato uno dei testi fondamentali della filosofia del XIX secolo. E come dice il suo sottotitolo un "Preludio di una filosofia dell'avvenire". Anche se alcuni aforismi risalgono al 1881, la stesura organica e definitiva dell'opera, si colloca tra la primavera del 1885 e l'inverno 1885-1886. Alla metà di quest'ultimo anno, il libro - non trovando disponibile un editore - vide la luce a spese dello stesso autore.
br. "Aurora" è «il mattino e il riscatto che attendono l'uomo talpa dopo il suo lungo perforare, scavare e scalzare». In quest'opera della maturità, scritta tra il 1879 e il 1881, Friedrich Nietzsche tratteggia la propria visione della condizione umana, e in primis la propria critica ai pregiudizi morali, in una raccolta di quasi 600 aforismi: in questa forma espressiva, forse più che in ogni altra, Nietzsche riesce a condensare e a dare voce al proprio pensiero, raccogliendo in brevi ma fulminanti immagini il precipitato della propria riflessione filosofica. Questa edizione, introdotta e commentata da uno dei più accreditati studiosi nietzscheani, Sossio Giametta, fa luce con chiarezza su una delle opere forse meno lette, ma ugualmente significativa, del grandissimo filosofo.
br. L'opera è divisa in nove capitoli: "Dei pregiudizi dei filosofi", "Dello spirito libero", "Della mania religiosa", "Aforismi e interludi", "Per la storia naturale della morale", "Noi dotti", "Le nostre virtù", "Popoli e patrie", "Che cos'è aristocratico?", chiude l'opera un epodo "Dall'alto dei monti". Nell'opera N. afferma che il problema morale è più essenziale di quello teologico. Per eliminare il pregiudizio della morale è necessario un nuovo indirizzo di cultura e a tal fine si potranno impiegare gli "spiriti liberi", immuni da quel pregiudizio. Conclusione delle tendenze dell'Europa democratica sarà una schiavitù imposta da una forte razza e la futura aristocrazia dominatrice potrà nascere solo da una lunga disciplina.