3 254 résultats
Biblioteca di cultura filosofica 10 - Dedica - Prefazione - Premessa - Capitoli: I.- XVIII. - Bibliografia - Indice analitico - Indice dei nomi 1 21,5x15,5 cm., in brossura, pp. 451 (2), non refilate, prima edizione italiana, leggere abrasioni margini esterni con piccole mamcanze agli angoli, margini prime pagine un po' fragili, normali segni del tempo, pi? accentuati in esterno, buon esemplare.
29 cm, brossura editoriale con risvolti; pp. 293, testi in italiano con risssunto in inglese. Tra gli altri: G. Sanders: Perennità del messaggio epigrafico: dalla comunità tardoantica ai lettori dello Studio Bolognese; G. Prodi: Verso un'etica fondata sulla biologia; A. pignedoli: uno sguardo sulle teorie relativistiche moderne; G. C. Rota: Osservazioni sull'intelligenza artificiale
8°, br. edit., pp. 22. Estratto originale.
PENDRAGON 1999 192 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO, PERFETTO E INTONSO. Il libro è insieme una introduzione al pensiero di Deleuze - uno dei più importanti filosofi contemporanei - e una ricerca originale sulla concezione di “istituzione” rintracciabile soprattutto nei primi scritti. L’autore raccoglie in questo suo testo, con modifiche e integrazioni rilevanti, alcuni suoi contributi realizzati per diverse sedi: riviste, introduzioni a volumi ecc., per proporre un passo in avanti negli studi deleuziani, un approfondimento dei temi essenziali per la comprensione dell’intera ricerca del pensatore francese. In quest’ottica va appunto collocata la sottolineatura del pensiero di Deleuze su concetti come “istituzione” e “istinto” (un presupposto “forte”, quest’ultimo, per la collaborazione successiva con F. Guattari) e la proposta della centralità filosofica della “coppia” Spinoza-Nietzsche per un pensiero attento alle dimensione del corpo, del desiderio, della potenza di vita. Ubaldo Fadini insegna attualmente alla Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Firenze. È autore di Il corpo imprevisto. Filosofia, antropologia e tecnica in Arnold Gehlen (Franco Angeli 1988), e Configurazioni antropologiche. Esperienze e metamorfosi della soggettività moderna (Liguori 1991). Ha pubblicato inoltre numerosi saggi sulla filosofia del Novecento (da T. Lessing a G. Deleuze e P. Virilio). Ha curato negli ultimi anni la raccolta di colloqui tra Adorno, Canetti, Gehlen, Desiderio di vita. Conversazioni sulle metamorfosi dell’umano (Mimesis 1996); la raccolta di saggi di G. Deleuze, Divenire molteplice (Ombre corte 1996); l’edizione italiana di P. Virilio, La velocità di liberazione (Strategia della Lumaca 1997).
Book shows a medium amount of wear. Binding is solid and square, text/interior is clean and free of marking of any kind. Previous owner's name or sticker in front section of the book. 229 pages, some b&w photos. Collection of essays, contents include: Are athletics making girls masculine? Memoirs of a would-be swim champ, Confessions of an ex-cheerleader, A radical ethic for sports, Desegregating sexist sport, etc.
br. Quando è nata la bioetica? È difficile dare una risposta univoca a questa domanda, perché gli eventi che ne sono all'origine sono molteplici e vanno dal Processo di Norimberga all'affermazione di nuovi valori etici avvenuta negli anni '60, fino alla deflagrazione, sul piano culturale, sociale e giuridico nel decennio successivo - di questioni come l'aborto, la procreazione assistita, la contraccezione e l'eutanasia. Di certo c'è che la seconda metà del XX secolo, con il carico di aberrazioni morali ereditato dai due conflitti mondiali e dalle ideologie naziste e comuniste, ha generato una sensibilità nuova fra gli intellettuali e gli scienziati intorno al tema della vita e del suo rapporto con la scienza, la tecnica e l'economia. Il libro di Fabrizio Turoldo muove proprio da qui, dalla centralità di questa disciplina nel più ampio disegno della conoscenza contemporanea, prendendo in esame alcuni dei casi più eclatanti e noti (Welby, Englaro, Schiavo, fino alla vicenda Stamina) e affrontando le tante questioni a essi sottese - l'etica clinica, la sospensione dei trattamenti di sostegno vitale, il corretto uso dei farmaci, la definizione di morte -, senza trascurare temi più generali quali la natura dell'embrione, la ricerca sulle cellule staminali, l'allocazione delle risorse in medicina, la globalizzazione della bioetica e la situazione nei paesi in via di sviluppo.
br. Nuova edizione di un volume estremamente attuale, che affronta alcune questioni di fine vita ampiamente dibattute a livello mediatico secondo una prospettiva filosofica. I delicati temi, oggi tanto dibattuti, relativi alla fine vita, non possono esaurirsi semplicemente nell'indicazione di limiti e confini (seppur necessari). Una prima questione fondamentale, infatti, è quella del valore e del significato che viene attribuito alla vita, in particolare quando essa si trova in condizioni di particolare vulnerabilità e di sofferenza. Una seconda questione, legata alla prima, riguarda il significato che viene attribuito alla cura, sempre in bilico tra prestazione tecnica e presa in carico integrale della persona. Il presente volume prende dunque in esame il tema del limite, ma solo dopo essere passato attraverso tali questioni più radicali. Non mancano infine i riferimenti alle questioni di attualità, dalla legge sulle disposizioni anticipate di trattamento (legge 2019 del 22/12/2017) alla decisione della Corte costituzionale sul Caso Antoniani-Cappato.
br. Il desiderio è mancanza, è un abisso insaturabile che si svuota man mano che cerchiamo di riempirlo. Ma a quale assenza rimanda il desiderio? Si tratta dell'assenza di qualcosa di cui eravamo originariamente in possesso o di quel vuoto strutturale che ci spinge alla continua ricerca di nuovi oggetti e nuove emozioni? E poi, che cos'è questo qualcosa che cerchiamo? E perché quando ci sembra di averlo trovato a volte ci delude? Nel volume questi interrogativi vengono affrontati a partire dal racconto di alcune storie di vita, dalle quali emerge una verità fondamentale: l'uomo è essenzialmente desiderio di infinito e, proprio per questo, può essere abbagliato dai cosiddetti "cattivi infiniti" che lo portano alla distruzione. Tuttavia, il libro si conclude con un'indicazione positiva: il vero infinito (quello "buono") esiste, è alla nostra portata ed è in grado di appagare il nostro desiderio.
Turney, Jon Sulle tracce di Frankenstein. Scienza, genetica e cultura popolare. Torino, Edizioni di Comunità 2000 italian, VIII, 343 Trad. di Rosaria Trovato. "Territrori di Comunità, n. 13". Opera con copertina morbida in brossura. Numerose illustrazioni in b/n ft. LF53.1
Barcelona, Editorial Critica, 1988, in-8 piccolo, br. editoriale, pp. 195, [5]. Qualche sottolineatura a matita, per il resto ottimo.
In 8°, br. edit. con sovrac. ill., pp. (XVI),138,(6), volume 48 della "Biblioteca di cultura filosofica"; ottimo es.
brossura "Il codice segreto dei Samurai", o Hagakure, è il più importante tra i testi dedicati alla pratica e all'etica della via del guerriero in Giappone. Gli insegnamenti e le memorie di Yamamoto Tsunetomo, monaco ma ancor prima Samurai, guidano da più di trecento anni chi volesse intraprendere questo lungo e difficile cammino. L'Hagakure, metafora del vivere secondo rettitudine, incita e aiuta a superare l'attaccamento al proprio ego, che è il limite umano più difficile da vincere, e ci accompagna verso la ricerca della gioia della vita, non disgiunta, però, da una meditazione costante sulla morte. Testo di grande profondità e di fascino inconsueto, ha trasformato il comportamento di molte generazioni di uomini: vivere senza farlo sapere, essere prima ancora di apparire, condurre un'esistenza normale e allo stesso tempo raggiungere le vette della sapienza seguendo e servendo la via è una prospettiva che ciascuno può adottare e adattare nell'azione di tutti i giorni. La traduzione, la prima in una lingua occidentale, è stata condotta direttamente dall'originale giapponese.
brossura La Haflakure è una delle opere pili significative tramandateci dal Giappone. Sotto forma di aneddoti, consigli, ricordi, storie, aforismi, che per secoli hanno formato l'anima e affilato la spada del samurai, trasmette il "codice" del guerriero giapponese, legato da un patto indissolubile di obbedienza al suo signore feudale. Si parla sempre di versioni della Haaakure, perché i diversi testi in circolazione sono sintesi degli undici volumi originali nei quali l'allievo Tsuramoto Tashiro raccolse l'insegnamento di Yamamoto Tsunetomo (165:9-1719), il guerriero, divenuto monaco in tarda età che aveva deciso di rendere accessibile (ma solo alla cerchia ristretta degli stessi samurai) l'esoterico Codice Secreto dei Samurai. I brani qui tradotti, che costituiscono la migliore e più accessibile tra le varie sintesi moderne, permettono di capire come, dietro l'apparente e paradossale culto della morte, ci sia anche un'invidiabile fermezza morale.
brossura "Il codice segreto dei Samurai", o Hagakure, è il più importante tra i testi dedicati alla pratica e all'etica della via del guerriero in Giappone. Gli insegnamenti e le memorie di Yamamoto Tsunetomo, monaco ma ancor prima Samurai, guidano da più di trecento anni chi volesse intraprendere questo lungo e difficile cammino. L'Hagakure, metafora del vivere secondo rettitudine, incita e aiuta a superare l'attaccamento al proprio ego, che è il limite umano più difficile da vincere, e ci accompagna verso la ricerca della gioia della vita, non disgiunta, però, da una meditazione costante sulla morte. Testo di grande profondità e di fascino inconsueto, ha trasformato il comportamento di molte generazioni di uomini: vivere senza farlo sapere, essere prima ancora di apparire, condurre un'esistenza normale e allo stesso tempo raggiungere le vette della sapienza seguendo e servendo la via è una prospettiva che ciascuno può adottare e adattare nell'azione di tutti i giorni. La traduzione, la prima in una lingua occidentale, è stata condotta direttamente dall'originale giapponese.
br. Pubblicato per la prima volta nel 1906, ma composto due secoli prima, Hagakure è una delle opere più famose e controverse tramandateci dalla letteratura giapponese. Esso racchiude l'antica saggezza dei samurai sotto forma di brevi aforismi. L'autore, Yamamoto Tsunetomo, vissuto in un'epoca di pace e di conseguente decadenza della figura del samurai, si chiuse in un monastero buddhista, dove per sette anni ammaestrò all'antico codice d'onore il giovane Tashiro Tsuramoto. L'allievo trascrisse le conversazioni avute con il maestro e le raccolse negli undici volumi che compongono "Hagakure", preziosa testimonianza di un pensiero complesso e positivo, ben diverso dallo stereotipo del kamikaze votato all'annullamento di sé ancora vivo nell'immaginario occidentale. La scelta di aforismi operata dalle curatrici di questo volume mira a far conoscere al pubblico italiano l'attualità e l'universalità dell'etica samurai, e vuole essere un invito alla riflessione e uno strumento per la ricerca inferiore.
br. Composto in un'epoca di decadenza militare da un singolarissimo monaco eremita samurai, l'Hagakure (letteralmente: "Al riparo del fogliame") è la rievocazione di un tempo in cui l'onore guidava ogni istante della vita di un samurai, la cui peggiore situazione era quella di trovarsi rònin, senza padrone; ed è permeato di filosofia confuciana, della profonda conoscenza della "via del guerriero", il rituale che guida la vita di chi ha abbracciato l'ideale del bushidò.
br. L'Hagakure è uno dei monumenti della letteratura nipponica dell'epoca feudale. Certamente l'autore, Yamamoto Tsunetomo, non fu solo un letterato e un funzionario amministrativo ma fu pure un esperto di bugei ("arti del guerriero"), poiché anche in tempo di pace l'addestramento militare costituiva una parte importante nell'istruzione del bushi. E anche se Tsunetomo non dà una particolare importanza all'abilità nelle tecniche del combattimento, nell'Hagakure vi sono numerosi riferimenti alle arti marziali. Questo testo, che contiene principi di vita validi ancora oggi, oltre a testimonianze di usi e costumi dell'epoca dei samurai, ha avuto una grande influenza su tutta la letteratura giapponese fino al Novecento, arrivando a ispirare autori come Yukio Mishima, forse l'ultimo in epoca moderna a viverne profondamente lo spirito.
1919RO20037298AILLAUD / ALVES & Cie. 5ème édition.. 1919. In-12. Relié toilé. Bon état, Couv. légèrement passée, Dos plié, Intérieur frais. 544 pages.. . . . Classification Dewey : 170-Ethique
In-8° pp. 408, bross. edit. Ben conservato.
<p>21 cm, brossura editoriale con sovracop; p. xiii, 257. Firmetta alla prima carta, per il resto molto buono.</p>
brossura Le vetture a guida autonoma o i dispositivi digitali (come gli smartwatch) che registrano la pressione arteriosa e il battito cardiaco pongono dilemmi morali? Che impatto hanno le tecnologie dell'informazione e i big data sulla nostra privacy? La tecnologia prenderà davvero il sopravvento sull'umanità? Quali sarebbero i presunti mali della tecnica e in cosa consisterebbe la sua «strapotenza»? Nel rispondere a queste e ad altre domande, il libro intende offrire un'analisi delle principali questioni filosofiche legate alla progettazione dell'ambiente o della natura umana e di robot in grado di svolgere attività specificamente umane. Lo scopo del volume è mostrare il prezioso contributo che la filosofia può dare a inquadrare le questioni etiche che l'innovazione e la progettazione tecnologica sollevano.
<p>20 cm, brossura editoriale, p. XXIII, 222. Minimi segni del tempo al dorso della brossura, interni ottimi.</p>
in-8°, 361 pages, notes, broche, couverture illustree plastifiee. Tres bel exemplaire [CA-13]