3 254 résultats
br. Se un'intelligenza extraterrestre si avvicinasse alla Terra, vedrebbe di lontano quel puntino celeste che è il nostro pianeta. Ma il suo sguardo si soffermerebbe anche su minuscoli segnali luminosi, una sorta di presenza spirituale coerente: la traccia lasciata dai grandi pensatori di ogni epoca. Si aprono così, con quest'immagine visionaria, le cinque conversazioni che compongono "La gentilezza della ragione". Alexander Kluge e Ferdinand von Schirach, intellettuali, scrittori ma anche giuristi, si incontrano, dialogano, si completano, si contrappongono, come in quell'agorà dove Socrate cercava discepoli ma anche contraddittori. Proprio come nella piazza ateniese, in queste pagine Kluge e von Schirach discorrono di grandi temi morali partendo dallo spunto di quelli che possono riduttivamente definirsi casi giudiziari, con l'acume analitico degli uomini di diritto, ma anche con lo «sguardo nel cuore umano», come lo chiamava Schiller, dei letterati. A cominciare dal caso di Socrate, della sua rinuncia all'autodifesa e della conseguente condanna a morte. A seguire con Voltaire e la sua pubblica battaglia per riabilitare, in maniera postuma, l'innocenza di Jean Calas, un uomo giustiziato in modo atroce. E con Heinrich von Kleist e il suo racconto del Trovatello per indagare la malvagità e, in ultima istanza, la solitudine estrema dell'essere umano. Tre figure fondamentali per il pensiero occidentale, accomunate, secondo gli autori, da una razionalità "gentile", che mai rinuncia al mito e alla trascendenza. Come una Wunderkammer rinascimentale, questo libro è una stanza delle meraviglie che trabocca di suggestioni antiche e nuove per ragionare di questioni fondamentali come il diritto e la società, i pericoli della democrazia diretta e dei social media, la realtà e la sua rappresentazione, la verità autonoma della letteratura. Per definire cosa in fin dei conti ci rende realmente umani.
Mm 135x210 Collana "Argomenti". Volume nella sua brossura originale, 215 pagine. Opera in condizioni molto buone, contiene una piccola etichetta di biblioteca dismessa alla prima carta, mostra leggere fioriture ai tagli. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
1823THEO0440Strigonii, Josephum Beimel 1823. XVI, 340 S.; XVI, 556 S.; XVI, 431 S.; HLdr. d. Zt. m. Marmorpapierbezug, Leder etwas beschabt, Ecken leicht bestoß., alle Innentit. m. Schriftzug v. alter Hd., Kopfschn. stärker verstaubt, insges. sehr gutes Exempl. I: Introductionem et ethica christianam universalem continens. II: Ethicam christianam universalem continens. III: Ethicam christianam particulem et ascesin christianam continens.
fort vol. in-8°, 640 pp., glossaire, 2 index, broche, couv. Bel exemplaire (legers plis a la couv.). [TX-4]
ril. Apparsa in versione integrale nel 1916, l'opera che offriamo al lettore in una nuova traduzione, accompagnata peraltro dal testo originale e da un esteso indice analitico che, in edizione italiana, restituisce la ricchezza del lessico fenomenologico (e le integrazioni editoriali apportate nel tempo al testo - fino all'ultima edizione tedesca, l'ottava), costituisce l'"opus magnum" di Max Scheler e, nell'ambito della ragione pratica, un modello di pensiero mai disgiunto dalla vita, capace di guidare, nel sentire e nei corrispondenti giudizi di valore, i nostri passi nel mondo: il nostro volere e il nostro agire. Muovendo da una concezione olistica della percezione assiologica, in linea con i più influenti orientamenti del pensiero filosofico e scientifico contemporaneo, quest'opera presenta una teoria dei valori che sfugge finalmente alla cieca alternativa del relativismo e dell'assolutismo etico e indica con precisione i criteri di correttezza dei giudizi di valore. Il volume tradisce, inoltre, l'intento più ambizioso di Scheler, quello di rifondare il classico personalismo declinandolo, appunto, nei termini di una personologia laica che, rivelando all'essere umano un possibile accesso alla propria identità personale e alla propria vocazione, tenta di strapparlo al destino. Presentazione di Roberta De Monticelli
In 16°, brossura editoriale, pp. 212, firma di possesso, buon esemplare. (X205)
br. In questa conferenza tenuta a Berlino nel 1927, Max Scheler applica al clima politico dell'epoca i principi che aveva sviluppato in una delle sue opere più importanti, "Il formalismo nell'etica e l'etica materiale dei valori". Scheler s'interroga sulla "pace perpetua" davanti a un uditorio di uomini politici e diplomatici che di lì a poco sarebbero saliti alla ribalta in Germania. Ma non si tratta di uno scritto occasionato da un clima culturale che prepara la strada a Hitler; è invece il ragionamento lucido in risposta all'idea che da un conflitto di portata mondiale possa venire una pace eterna.
114746aafLeipzig, Philipp Reclam, 1891, kl. in-8vo, ca. 500 S. pro Bde, Original-Leinenband.
63892aafAarau, Sauerländer, 1990, gr. in-8vo, XII + 106 S., Original-Broschüre.
8225Paris, Ernest Flammarion ("Les meilleurs auteurs classiques"), sans date ; in-12, broché ; (4), 364 pp. , (1) f.
199533328Paris Albin Michel 1995 in-8°
19751260621975 Editions de "La Vie Caire" - 1975 - In-8 broché - 272 pages
198415738Picador 1984 256 pages 13x2 2x19 4cm. 1984. Broché. 256 pages. The Fate of the Earth is a 1982 book by Jonathan Schell that describes the catastrophic consequences of a nuclear war forcing readers to confront the potential destruction of humanity and most life on Earth. The work also explores moral obligations to future generations and advocates for nuclear disarmament
brossura
br. Non è detto che le scelte avvengano sempre e solo tra termini esclusivi l'uno dell'altro; si danno anche opzioni tra dimensioni che possono conciliarsi. Liliana Segre, in senso diverso Antonia Pozzi, taluni tra quanti ho riunito sotto il titolo di "Cristianesimo profetico" si sono trovati di fronte ad aut aut che mettono in gioco decisioni che impegnano valori "ultimi", morali, etico-politici, esistenziali: senso e non senso, empatia ed estraneità, coinvolgimento e indifferenza, qualità del vivere e del morire. Possono per converso, e talvolta devono, fecondarsi a vicenda doti umane e abilità tecniche, professionalità ed empatia, bello e non bello, musica e filosofia, meditare e agire. Quali si ritrovano nei capitoli dedicati a eventi estetici e artistici. Somiglianze delle scelte: un ossimoro che è falso.
ill., br. Le immagini vengono perlopiù ricondotte alla immediatezza del visibile. In genere, il risultato di tale appaiamento è la coincidenza tra visione e ocularità. Fedele alla prospettiva fenomenologica, il percorso qui proposto cerca di approfondire un aspetto meno evidente qual è il nesso tra visibile e invisibile alla luce del quale emerge l'"eccedenza" delle immagini, non semplicemente riducibili a ciò che si mostra ai nostri occhi. È così possibile recuperare una dimensione fondamentale dell'umano che oggi rischia di essere rimossa, nelle varie forme del riduzionismo, e delineare un'"etica delle immagini" che interroga l'esperienza dello spettatore, il legame tra immagini e valori e il ruolo dell'oggettività di ciò che vediamo.
br. Un nuovo diritto non previsto né codificato da alcuna legge si è prepotentemente affacciato, nel nostro tempo, sulla scena: il diritto al figlio. Per molti è un semplice passo in avanti sul piano della libertà individuale, reso possibile dall'inarrestabile progresso delle tecnoscienze. Per l'autrice di queste pagine è il segno di una trasformazione antropologica di vasta portata in cui sono in questione i punti nevralgici della condizione umana, a cominciare dalla generazione. Nulla più delle modificazioni linguistiche e giuridiche è in grado di mostrare la profondità di questa trasformazione. In molti paesi i termini stessi di «madre» e «padre» vengono cancellati; la frase «nato da...» viene sostituita da «figlio di..»; la «parentela» sparisce e si affermano nuovi termini sessualmente neutri, quali «genitorialità», «progetto genitoriale» ecc. Infine, una nuova formula giuridica, il contratto di affitto dell'utero, rende giuridicamente disponibile ciò che in tutte le legislazioni occidentali è sempre stato giudicato indisponibile: il corpo umano. Il risultato è che la scena della generazione muta radicalmente. Comprende ora, oltre ai due genitori, i donatori o la donna che affitta l'utero, i medici addetti alle operazioni necessarie, le istituzioni che mediano i rapporti fra i cosiddetti «donatori» con gli aspiranti genitori; i legali, indispensabili per definire la «proprietà» del bambino e l'eventuale anonimato del donatore. Un teatro in cui scompare un'unica figura: la madre, quale detentrice unica, secondo Lucetta Scaraffia, di quella capacità di procreare che da sempre gli uomini hanno invidiato alle donne.
br. Nel testo vengono intervistati dieci esperti su altrettanti temi di bioetica o di morale naturale. Gli argomenti e i relativi autori sono i seguenti: Aborto - Carlo Casini (parlamentare europeo); Fecondazione artificiale - Don Stefano Teisa (docente universitario); Rapporti prematrimoniali e masturbazione - Padre Lino Ciccone (moralista); Contraccezione - Maria Grazia Vianello (docente universitario); Matrimonio e divorzio - Giacomo Samek Lodovici (docente universitario); Coppie di fatto - Mario Palmaro (docente universitario); Omosessualità - Roberto Marchesini (psicoterapeuta); Droga Antonello Vanni (ricercatore); Eutanasia - Claudia Navarini (docente universitario); Legittima difesa e pena di morte - Giacomo Rocchi (magistrato). Le domande, poste da Tommaso Scandroglio, mettono in luce i più diffusi luoghi comuni su questi temi: il concepito è già un essere umano? Perché la donna non può decidere della sua salute ricorrendo all'aborto? Se due ragazzi si amano, che male c'è ad avere rapporti sessuali prima del matrimonio? E se due persone non si amano più, perché non divorziare? L'affetto tra due omosessuali non è uguale a quello di due persone eterosessuali? Non è meglio decidere di morire piuttosto che soffrire, come Welby? La pena di morte è sempre sbagliata?
br. Alcuni credono che la morale sia sorta con la paura del tuono. Il cielo emetteva fragori e gli esseri umani intimoriti s'inventarono leggi e comandamenti ai quali obbedire per tenerlo buono. Altri fanno coincidere la sua nascita con quella della società, con la necessità di darsi dei limiti individuali per favorire la felicità collettiva. Le persone davvero colte poi la morale hanno iniziato a trovarla noiosa, preferendole lo stile. Che bisogno c'è di occuparsi del giusto e dell'ingiusto se possiamo pensare al bello, si dicevano, convinti di porsi una domanda retorica. Ma leggendo questo dialogo a distanza tra Scalfari e Voltaire, ci rendiamo conto che di morale, chiunque l'abbia loro concessa, questi miseri animali che sono gli uomini sembrano averne sempre più bisogno. Perché non sarà certo il buon gusto a farci andare oltre noi stessi per comprendere e rendere giustizia alla sofferenza degli altri.
Roma, Stab. Tip. di E. Perino, 1891, in-16, br. edit., (dorso fittizio, copertine controfondate), pp. 253, (3) - 246, (2). Con ritratto dell'autore all'antiporta.
Idee moderne a confronto con il catechismo della Chiesa Cattolica. L'autore vive nella Comunità dei Servi di Maria, nella Basilica di Monte Berico, Vicenza
brossura Nel libro si affrontano temi e problemi di bioetica con particolare riferimento alla questioni di inizio e fine vita senza trascurare delicati problemi quali la questione ambientale e la decisiva sfida demografica in una prospettiva sociale ed educativa.
in-8 etroit, 179 pp., broche, couverture illustree Bel exemplaire. [P-21]
315 p.; 21 cm. Brossura editoriale. Buono
Bari,Laterza,1994.(Prima Edizione Italiana).In 8°pp.XV+ 316n.+4nn. bross. orig.