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In una società che cambia a ritmo vertiginoso; che rinnova se stessa e ridefinisce i propri confini alla stessa velocità con cui la tecnologia innova forme e strumenti della comunicazione; in cui una norma corre il rischio di essere vecchia prima ancora della sua entrata in vigore; dove l'individuo non vive più una sola volta, ma tante quante sono gli avatar che lo rappresentano sulla Rete; in cui Internet è diventata un'insostituibile e irrinunciabile modalità di partecipazione del vivere quotidiano; dove la crossmedialità impone di saper praticare testi e scenari fino a pochissimi anni fa nettamente distinti l'uno dall'altro... In questo contesto, l'etica assume un ruolo ancor più rilevante di quanto non abbia fatto in passato, quando i confini erano meglio definiti e i ruoli più cristallizzati. Tuttavia, non c'è nulla di apparentemente più complicato che parlare o scrivere di etica, soprattutto in relazione a quella galassia poliedrica e multiforme nata e consolidatasi attorno ai media. Eppure, niente e nessuno più della mediapolis necessita oggi di fondarsi su valori etici condivisi, su quell'etica della responsabilità cui la società chiede che si ispirino tutti i professionisti della comunicazione: pubblicitari, comunicatori d'impresa, lobbisti, comunicatori istituzionali, giornalisti. Autori: Marica Spalletta.
brossura "Manuale di riflessione"? Se percepite qualcosa di strano in questa antitesi logica, significa che siete ancora sensibili agli effetti della comunicazione etica e non assuefatti alla comunicazione distorsiva e manipolatoria. Oggi, infatti, tutto sembra essere proposto mediante ricette risolutive, "manuali", che consentono di investire poco tempo ed energia per ottenere risultati in ogni campo. Ma comunicare e relazionarsi con altri individui, soprattutto in modo etico, è tutt'altro che intuitivo. Questo volume presenta una rilettura della pragmatica della comunicazione in chiave etica in un mondo sempre più digitalizzato, nel quale la comunicazione mediata ha assunto forme nuove ed effetti inaspettati che necessitano di una attenta gestione. Lo scopo è di fornire uno strumento di attenta riflessione sull'importanza della conoscenza e dell'utilizzo delle strutture e dei meccanismi etici della comunicazione. L'attenzione a questi aspetti deriva dalla necessità di recuperare e sviluppare ulteriormente una cultura della comunicazione etica che, nella società attuale, ha subito, e continua a subire, effetti negativi a causa dell'impiego diffuso e spesso eccessivo dei nuovi mezzi tecnologici di comunicazione.
br. Atul Gawande racconta la sua professione attraverso episodi minimi, come quello della vecchia signora ricoverata perché semplicemente "non si sentiva troppo bene" e che dovrà la vita solo alla coscienziosità del medico che la segue; o di massima gravità e urgenza, come quando si trova di fronte ai corpi dilaniati dalla guerra in Iraq. Ognuna delle tre parti del libro è dedicata alle condizioni fondamentali per il successo in medicina, in una professione nella quale si deve costantemente progredire, ci si deve affinare, perfezionare. Il primo requisito è la scrupolosità, la necessità di prestare sufficiente attenzione ai dettagli per evitare errori e superare gli ostacoli. Una virtù che sembra facile, ma che è in realtà diabolicamente difficile e Gawande lo dimostra con tre storie: una sullo sforzo di garantire che medici e infermieri semplicemente si lavino le mani (una regola che spesso non viene rispettata); una sullo sforzo erculeo di eliminare la poliomelite nel mondo; e una sulla cura dei soldati in Afghanistan e in Iraq. La seconda sfida è quella di fare la cosa giusta. Per spiegarlo racconta le storie di quattro medici e un'infermiera che sono andati contro il codice etico partecipando all'esecuzione di prigionieri; si interroga su come è possibile capire quando bisogna continuare a lottare per un malato e quando bisogna smettere. E poi, quanto devono essere pagati i medici? Quanto si deve ai pazienti in caso di errori? Il terzo requisito per il successo è l'ingegnosità.
Carlo Maria Martini, uomo di fede, e Giulio Giorello, uomo di scienza, si confrontano nel tentativo di trovare un punto di incontro tra credenti e non credenti Collana "Le Spade"
EDITORI RIUNITI 1992 XIV-179 PP. SEGNI DEL TEMPO, QUALCHE ABRASIONE (COME DA FOTO), VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO
Madrid, Editorial Trotta, 1992, in-8, tela editoriale, pp. 906, [4].
brossura È un libro che si occupa principalmente di etica, di valori, di emozioni, di bellezza ed altro ma non disdegna di offrire alla politica e ai politici interessantissimi spunti di riflessione.
PP. 197, CM. 24X17, BROSS.
Mm 140x210 Collana "I Timoni". Volume in copertina rigida con sovraccoperta, 115 pagine. Testo a cura di Massimo Carboni. Libro in condizioni di nuovo, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
1 18,5x11,5 cm., pagg.465, legatura in mezza pergamena con scritte in oro su tassello al dorso, in lingua francese, firma di apparetenenza in frontespizio, ottime condizioni.
Sulla scia di Tommaso d'Aquino, l'autore riconduce la conoscenza del bene al rapporto dell'uomo con Dio, affrontando al contempo temi quali l'amicizia, la legge naturale, il fine ultimo, il ragionamento morale. Cruciale all'interno di questo discorso diventa la riflessione sul modo in cui tali valori interagiscono con le correnti etico-politiche contemporanee. Autori: Fulvio Di Blasi.
BAYARD. 2001. In-8 Carré. Broché. Bon état. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Intérieur frais. 141 pages. PREFACE DE PAUL RICOEUR.
Prefazione 4 18,5x12 cm., in brossura, pagg. VII, 374; 448; 307; 328, non refilate, marginose, in gran parte intonse, in italiano, buon esemplare. Etichetta di Biblioteca privata, regolarmente pervenuto. Raro
Ai Giovani 1 17x10,5 cm., legatura in piena tela, fregi in oro al dorso, segnalibro, pagg. 112, prima edizione, in italiano, buone condizioni. Firma di appartenenza
br. Siamo uomini o consumatori? La campagna "Consumi o scegli?" di Altromercato, la maggiore realtà di Commercio Equo e Solidale in Italia, ci interroga e chiede di trasformare i nostri acquisti quotidiani in scelte di valore, a favore di ambiente e persone. Se non siete disposti a seguire passivamente i capricci del mercato e volete "votare" ogni volta che fate la spesa, questo libro è per voi. Alessandro Franceschini in queste pagine racconta lo stato dell'arte del consumo critico e dell'economia solidale in Italia attraverso l'evoluzione di Altromercato, l'impresa sociale di cui è Presidente. Il sistema economico globale, fondato su disuguaglianze crescenti, oggi cerca in tutta fretta di rispondere, spesso solo con parole vuote, all'urgente richiesta di un'economia più rispettosa di persone e ambiente. Per fare ascoltare le proprie istanze, sovrastando il rumore di fondo, le realtà "native sostenibili" devono avere un messaggio forte e coerente. Un caso di studio è la campagna "Consumi o scegli?", con la quale Altromercato ha lanciato una call to action ai cittadini perché trasformino i propri consumi in scelte attive, capaci di creare cambiamento e di restituire concretezza alla parola "sostenibilità". A oltre 30 anni dalla propria nascita, Altromercato raccoglie per la prima volta in un libro la sua proposta valoriale e spiega come renderla reale, grazie alle filiere dei prodotti dal Sud del mondo e dall'Italia, al sistema di garanzie e alle Botteghe, luoghi di relazione e presìdi sul territorio. Una sostenibilità agìta e tangibile, che vi invita a diventare "consumattivisti" e ad impegnarvi in prima persona per cambiare l'attuale, insostenibile paradigma. Prefazione di don Luigi Ciotti.
Completa l'opera un IV volume, stessi autore, editore, formato e anno: B?lisaire+Fragmens de Philosophie Morale, pagg.X (2), 340 (3), 4 tavole con incisioni in rame. 3+1 16,5x9,5 cm., legatura in mezza pelle coeva, fregi e titoli su tasselli in oro, tagli rossi, pagg. XVJ (2), 345; 376, 312 (3); frontespizio figurato ripetuto nei tre volumi, in antiporta ritratto dell'A. disegnato da Cochin, frontespizio editoriale solo nel terzo volume, 23 bellissime tavole con figure di Gravelot incise in rame da L. Mire, Baquoy, Legrand, Le Veau, de Longeuil, Pasqieu, Rousseau, Voyez, testatine, finalini, in lingua francese, prima edizione illustrata, gore sparse, dorso del secondo volume in parte mancante, legature con segni di usura, ma buon esemplare, in francese.
IN BUONO STATO
br. La retorica animalista ha conquistato negli ultimi decenni attenzione e ascolto da parte dell'opinione pubblica, soprattutto in virtù di argomenti semplici e, a prima vista, convincenti. A far da traino i libri celebri di Tom Regan e Peter Singer, paladini dell'animalismo. Non è forse vero che soltanto la quantità di piacere e dolore prodotta più o meno direttamente dalle nostre azioni consente di distinguere il bene dal male? Non è un nostro dovere etico ridurre la quantità di sofferenze, e dunque di male, presente nel mondo? Ora, gli animali, esattamente come noi, provano sofferenze e piaceri, e dunque sono degni di tutela morale. Le argomentazioni elaborate dalla letteratura animalista non suonano però convincenti a tutti. Anche lettori ambientalisti, filosofi che condividono la scelta di una dieta vegetariana possono avvertire qualcosa di stonato o di incongruo in certe affermazioni. John B. Callicott, per esempio, una delle voci più rilevanti dell'etica ambientale americana, nel saggio qui pubblicato mette in discussione il primato degli individui condiviso dalle etiche di ispirazione liberale e dai movimenti animalisti, cercando di mostrare come soltanto il riconoscimento di una integrità della comunità biotica (per usare il lessico delle "etiche della terra") sugli interessi degli individui che la formano, potrà fondare una morale davvero rinnovata verso gli esseri umani e più in generale gli esseri viventi e la natura. Prefazione di Roberto Peverelli.
Roma-Bari, Editori Laterza, 2008, in-8, br. editoriale con alette, pp. VIII, [2], 169, [13]. Collana i Robinson / Letture.
br. Dobbiamo accettare l'eutanasia per le persone affette da malattie incurabili? Chi può decidere di porre fine alla vita di un uomo? Chi soffre di più, il malato o coloro che lo circondano? In un momento in cui l'eutanasia è al centro di un aspro dibattito anche nel nostro paese, Lucien Israël ci invita a riflettere, qualunque siano le nostre convinzioni e anche a costo di mettere in dubbio le opinioni più accreditate. Israël ha dedicato tutta la sua vita alla lotta contro il cancro, la sofferenza e la morte. Ha vinto tante battaglie, altre le ha perse e ha accompagnato molti esseri umani negli ultimi mesi e giorni della loro esistenza. Per lui l'eutanasia non è né un gesto d'umanità né un atto di compassione, ma un progetto che mette in discussione la professione medica e, più in generale, il legame simbolico tra le generazioni. Secondo Israël, non solo il medico ha il dovere di non arrendersi alla morte, ma deve anche infondere al suo paziente speranza, fiducia, voglia e forza di lottare. E anche quando la sua vita volgerà al termine, dovrà sempre trasmettergli il senso profondo della sua "arte", che è quello di "prendersi cura" di chi gli si affida.
COME NUOVO
br. I recenti straordinari progressi dell'ingegneria genetica ci consegnano insieme una promessa e un problema. La promessa è che presto si potrà curare e prevenire un gran numero di gravi malattie. Il problema è che queste nuove capacità scientifiche ci metteranno in condizione di manipolare il nostro organismo, per renderlo più efficiente nelle performance sportive o rispondente a particolari canoni estetici, e soprattutto di progettare i tratti genetici dei nostri figli. La possibilità di intervenire così profondamente sulla natura umana crea indubbiamente perplessità nella maggior parte delle persone. Molti invocano ragioni legate alla "sicurezza" di tali manipolazioni o alla loro "equità", visto che questi interventi sembrano destinati ancora per molto ai mezzi economici di pochi. In realtà, sentiamo che c'è in gioco qualcosa di più. L'inquietudine profonda che proviamo di fronte alle prospettive dell'ingegneria genetica è il punto da cui parte Michael J. Sandel, uno dei filosofi morali più importanti nel panorama statunitense, in questo libro in cui somma una logica rigorosa nello sviscerare i punti di forza e le debolezze delle diverse prese di posizione a una felice capacità di cogliere lo spirito del nostro tempo attraverso il racconto di casi e aneddoti tra i più curiosi ed esemplari. Il fatto è che la ricerca del miglioramento continuo, la tensione sempre maggiore verso un progetto di perfezione hanno a che fare, alla fine, con un impulso di padronanza e dominio individualistico. Essere i 'designers' del nostro corpo o i progettisti dei nostri figli, scegliendone le caratteristiche più gradite al 'supermercato della genetica', anche quando le intenzioni iniziali sembrano legittime e altruistiche, ha un sapore di arroganza che ci fa perdere di vista l'essenza più profonda della natura umana: la sua gratuità. Di più: la sua incoercibile alterità di dono prezioso e per questo unico e irripetibile, da accogliere invece che manipolare, da contemplare invece che dominare. Viviamo in un mondo, afferma Sandel, in cui la scienza cammina più velocemente della comprensione etica. E proprio per questo abbiamo il dovere di metterci al passo. Lo sguardo etico deve prendere il posto che gli spetta nel panorama dell'odierna discussione, perché è l'unico che può dare il giusto rilievo e la vera chiave di lettura al dilemma della nostra epoca: come accettare le promesse della scienza biomedica di prevalere sulla malattia senza compromettere la nostra umanità.
21x15. 221p. Col. A. E. N. Historia, N. 18. Lám. Sobrecubierta.
in-12° (198x116 mm); leg. in cartonato ed. a stampa; pp. XII, 336, (1), (1 b.); 24 tavv. in rame f.t. in b.n. di gradevole fattura (tav. A e XXIII tavv.; la tav. IV è stata inserita due volte, di cui erroneamente al posto della tav. II). Prima edizione di questa rara opera anonima edita per promuovere e favorire l'educazione e l'istruzione scientifica dei giovinetti, stesa sotto forma di dialogo familiare, concernente argomenti di fisica, meccanica, astronomia, ottica, ecc.; il nome del traduttore, Antonio Zannoni, è riportato nell'epistola dedicatoria. Rif.: IT\ICCU\CFIE\024236. No in OCLC. Cond.: Carte in barbe; qualche fioritura e gora d'umido; opera in buone condizioni generali. -- FIRST EDITION OF A RARE WORK, PUBLISHED ANONYMOUSLY IN ORDER TO PROMOTE AND ENCOURAGE EDUCATION AND SCIENCE EDUCATION OF THE YOUTHS. Untrimmed leaves; some foxing and water stain; copy in good condition.