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br. La NeuroPsicosomatica costituisce un approccio integrato all'intervento clinico, con un proprio sistema di conoscenze. Questo modello affonda le sue radici nell'alveo delle psicoterapie ad approccio corporeo. Benché la Psicosomatica oggi non sia individuabile come una disciplina omogenea, richiamare tale ambito raccoglie la preziosa testimonianza di una prospettiva che intende l'unità mentecorpo come inscindibile totalità psicobiologica dell'individuo. Numerose comprensioni delle neuroscienze degli ultimi decenni ci permettono di constatare come il Sé corporeo sia un elemento primario dello sviluppo dell'individuo: esso pone le basi per la globalità della persona. A fronte di queste scoperte molti autori in differenti discipline e approcci giungono ad affermare la necessità di comprendere il canale somatico negli interventi clinici. In NeuroPsicosomatica gli strumenti corporei si integrano sinergicamente con l'impiego della Mindfulness Psicosomatica e di numerose tecniche di consapevolezza, strumenti preziosi per l'intervento clinico e la funzionalità del Sé. Nel libro vengono approfonditi differenti aspetti applicativi della Mindfulness Psicosomatica in clinica.
br. Nei disturbi della condotta alimentare la distorsione patologica del rapporto con il cibo e l'immagine corporea esprime una sofferenza psichica altrimenti indicibile. I sintomi alimentari si modificano nel tempo: negli ultimi anni si è registrato nelle adolescenti e nelle giovani donne un costante aumento di comportamenti riconducibili all'ortoressia e alla vigoressia, accomunate dall'intento di costruire e mantenere il corpo sano ed efficiente, rimodellandolo e aumentandone le prestazioni attraverso un'alimentazione sana e un'intensa pratica sportiva. L'ideologia affettiva che ispira la costruzione orto-vigoressica di corpi non più esageratamente magri, ma caratterizzati piuttosto da una muscolatura forte e ben definita, rimanda a valori estetici e prestazionali che abbandonano una declinazione ascetica e sacrificale e aprono a nuove configurazioni della femminilità. Il linguaggio femminile del corpo è, infatti, espressione dell'ambiente culturale che lo produce e sintomo di una sofferenza soggettiva. Questo testo intende esplorare l'ideale di genere che ispira la declinazione postmoderna della femminilità, analizzando le derive patologiche che la minacciano. Quali rischi incombono su queste giovani donne apparentemente forti e coraggiose come Amazzoni? Quali fragilità trapelano dalla corazza muscolare che le fa sembrare invulnerabili? Quali ansie e quali timori ispirano il tentativo orto-vigoressico di costruire un corpo depurato di ogni inquinante contaminazione e rivestito da una solida corazza muscolare, ossessivamente allenato per eliminarvi ogni traccia di debolezza?
br. Questa guida introduce il lettore alla Schema Therapy, una forma di psicoterapia cognitivo-comportamentale formulata, inizialmente, per trattare quei casi in cui gli schemi maladattivi impedivano di trarre beneficio dalla terapia cognitiva standard. La Schema Therapy integra approcci cognitivi, comportamentali, gestaltici ed esperienziali per promuovere il benessere psicologico delle persone con disturbi dell'Asse II o, in generale, con grossa resistenza al cambiamento. Il modello teorico e le strategie terapeutiche della Schema Therapy muovono dall'assunto che la mancata risposta a bisogni infantili primari comporta la creazione di schemi maladattivi mantenuti dalle diverse strategie di coping, cioè dai tentativi di fronteggiare la sofferenza connessa all'attivazione degli schemi. Come gli altri titoli della serie, anche questo si concentra sui 30 tratti fondamentali che distinguono la Schema Therapy dalle altre prospettive cognitivo-comportamentali. Diviso in due parti - Teoria e Pratica - nella prima sezione gli autori descriveranno le basi teoriche del modello, riporteranno una tassonomia degli Schemi ed esporranno l'approccio dei Mode. La seconda sezione sarà dedicata all'approfondimento della pratica e saranno riportate le diverse strategie terapeutiche: cognitive, comportamentali, esperienziali e relazionali. Saranno descritte inoltre, l'impiego della Schema Therapy, in alcune specifiche difficoltà psicopatologiche.
1 Vol. In-8 cart.edit. tit. oro al dorso pag. 447 PROG 11641 CATT_ATT 21
Mm 155x210 Collana "Psiche e Coscienza" - Volume nella sua brossura originale con sovraccoperta, 449 pagine. Copia in condizioni di nuovo, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 150x210 Collana "Psiche e coscienza" - Volume in copertina flessibile con sovraccoperta, 291 pagine. Copia in condizioni pari al nuovo evidentemente mai letta; spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
brossura Questo testo insegna la FotoTerapia psicocorporea, metodica strutturata dall'autore partendo dalle intuizioni di Judy Weiser, pioniera nel campo della FotoTerapia. Il metodo combina un insieme di tecniche terapeutiche che si avvale dell'uso delle fotografie o delle immagini con il lavoro di connessione a livello corporeo: le fotografie permettono a ricordi e sensazioni di affiorare alla consapevolezza e il lavoro terapeutico con il corpo permette di elaborare al meglio i vissuti emersi dalle immagini. In questo testo psicologi, psicoterapeuti e chiunque lavori a vario titolo con le relazioni possono apprendere le conoscenze teoriche per condurre una sessione di FotoTerapia psicocorporea. L'assunto di fondo, che deriva dagli ultimi studi neuroscientifici e dalla Biosistemica, è che la nostra esistenza è inevitabilmente "incarnata": noi siamo corpo. Davanti alle immagini il nostro corpo reagisce, aumenta o blocca il respiro, diventa teso, impallidisce o arrossisce, distoglie lo sguardo. In presenza di un professionista, che aiuta con estremo rispetto a stare in contatto con queste modificazioni e guida nella loro esplorazione, queste reazioni si trasformano in comunicazioni chiare con noi stessi. Le foto diventano uno strumento per stimolare dialoghi interni più profondi e consentire un'espressione più libera e spontanea di sé. Il volume, ricco di tecniche, indicazioni pratiche e casi, è un utile manuale per i professionisti della salute emotiva di ogni orientamento.
Società italiana di psicoterapia medica Psicoterapia e cronicità : atti del 28. Congresso nazionale della Società italiana di psicoterapia medica : Lucca, 25-26 giugno 1994. Torino, Centro scientifico 1995 italian, 541 1995. Opera con copertina morbida in brossura. XX, 541 p. ; 24 cm. N128.
Jacques Berna Bambini dal'analista. Torino, Boringhieri 1977 italian, 225 1977. 2Programma di psicologia, psichiatria, psicoterapia". Opera con copertina morbida in brossura. N 142 Bis
Società italiana di psicoterapia medica Anamnesi e psicoterapia : atti del 25. Congresso nazionale della Società italiana di psicoterapia medica : Pavia 5 e 6 ottobre 1991. Torino, Centro scientifico 1993 italian, 406 1993. Opera con copertina morbida in brossura. XIX, 406 p. ; 24 cm. N128.
V. Volterra (a cura di) Problemi di formazione e assistenza psicoterapica nei servizi territoriali. Bologna, Pàtron 1978 italian, 367 1978. "quadrni di psicoterapia, n. 12 - 13". Opera con copertina morbida in brossura. N 124
ril. L'arte è una terapia. Aiuta a riconoscere e a integrare il dolore dell'esistere attribuendogli un significato. Favorisce una visione del mondo che correla l'intrapsichico con il mondo esterno e induce allo sconfinamento. Rivitalizza la persona, accende i sensi e attiva la mente facendo emergere quel fondo primigenio comune in cui il biologico e il culturale danno forma al sentire e all'essere. L'arte è una malattia. Satura le percezioni, occupa i pensieri, consuma le energie fino al loro esaurimento. Promuove però una catarsi, una trasformazione, una successione ininterrotta di risoluzioni dinamiche. Attiva un rinnovamento della persona nei termini di un processo di guarigione che non ha mai termine. La vita, d'altro canto, non può essere vissuta passivamente, sarebbe una vita malata. Vivere la vita significa poter fare una continua esperienza di sé nel mondo. Essere in grado di porsi in relazione con gli altri e quindi di esporsi. Significa sapersi dotati di sentimenti e di emozioni, di pensieri e di immagini, di suoni e di gesti. Significa cercare con gli occhi ciò che rimane invisibile; battere le mani per sentire quanto non si può tacere; saltare con i piedi per volare senza le ali. L'intelligenza e la complessità dell'essere umano sono riassunte nella creatività di ciascuno di noi.
Mm 140x215 Collana "Il nastro di Möbius" - Volume nella sua brossura originale, 232 pagine con figure in nero nel testo. Copia eccellente, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 155x240 Volume nella sua brossura originale con copertina illustrata a colori, v-241 pagine con indici dei nomi e bibliografia in chiusura. Testo in lingua francese - french text. Una piccola firma con data in apertura, peraltro la copia è in ottime condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
brossura Una raccolta di contributi per rappresentare e puntellare il ricco universo della cura in ambito psicologico e psicoterapeutico e trovare il senso e il significato che in esso vi si riconosce. Cura è una parola antica. Viene definita arte. Per molto tempo ha coinciso con sedare dolorem. Quale dolore e di chi? Del paziente o dell'operatore? La cura dell'altro si traduce in gesti, in un'attenzione continuamente centrata sull'altro da sé? Corrisponde ad una prescrizione? È priva di giudizio? Coincide con il prendersi cura? O coincide con la guarigione? Corrisponde all'ascolto o è determinata dalle buone tecniche? E quali sono le buone tecniche della cura e dell'aiuto? Esistono tempi e spazi di una buona cura? Le emozioni e i sentimenti del paziente e del terapeuta che ruolo ricoprono nelle relazioni di cura? E la cura si occupa di compiti e/o processi o si identifica con un modo di essere, una qualità, un atteggiamento verso il soggetto delle proprie attenzioni? A cosa si affianca l'agire terapeutico? Quali sono gli ambiti e le forme di cura in psicoterapia e nelle relazioni di aiuto? Chi cura e che cosa si cura? Percorrendo quattro aree concettuali - il senso della cura, l'efficacia della cura, le dimensioni della cura e i mediatori della cura - il testo si prefigge di dare risposte ai diversi interrogativi che spesso, nella relazione con l'altro, il professionista dell'aiuto è invitato a porsi.
Mm 140x220 Collana "Varianti". Volume nella sua brossura originale con alette, 151 pagine. Opera in condizioni molto buone. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. Il principio alla base di questo volume è aiutare gli utenti psichiatrici ad apprendere abilità che consentano loro di aumentare autoconsapevolezza e spazi di autonomia, riducendo la dipendenza da altre persone per quanto riguarda decisioni e azioni quotidiane. Gli autori descrivono l'impostazione teorica e pratica del problem solving training, intervento identificato come mediatore del funzionamento sociale, sperimentato con gruppi di pazienti nei Centri Diurni dei Dipartimenti di Salute Mentale. Le tecniche di problem solving possono risultare strumenti efficaci nella cura dei disturbi d'ansia, dei disturbi depressivi e dei disturbi dello spettro schizofrenico, e permettono di sviluppare le abilità necessarie a riconoscere e rispondere attivamente agli elementi di stress, ai conflitti interpersonali e ad eventuali ostacoli rispetto al raggiungimento dei propri obiettivi. L'applicazione pratica del problem solving nel metodo utilizzato dagli autori è articolata in quattro fasi di crescente difficoltà, sia da un punto di vista emotivo che per le capacità cognitive richieste. Sono presenti schede di risoluzione e di analisi dei problemi, suggerimenti pratici ed esempi di compilazione delle schede.
br. "A volte mi è stato obiettato che alla fin fine il concetto di A.M.I. non porterebbe nulla di nuovo rispetto a quello di fantasia inconscia illustrato magistralmente a suo tempo da Susan Isaacs (1948). Un'obiezione che spero di avere confutato con i lavori qui pubblicati mostrando in qual modo, seppure tra i due concetti vi sia ampia coincidenza, quello di A.M.I. si caratterizzi per la fondamentale valorizzazione del comportamento del paziente rispetto alla fantasia inconscia che lo sottende nel contesto di una specifica situazione relazionale. Segnalato all'analista da fastidiosi sentimenti e sensazioni controtransferali quali insofferenza, torpore, noia, rabbia, incomprensione, impotenza, un A.M.I. può essere inteso come la via regia per arrivare nel corso dell'analisi a dare pieno significato relazionale a quella stessa fantasia. D'altra parte è cosa ovvia che un paziente, in seduta, non ci mostra certo le sue fantasie più segrete bensì un comportamento, verbale e non verbale, che ne è l'espressione".