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Mm 160x240 Brossura editoriale di pp. viii-307, in ottimo stato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Testi di Virginia Bertone, Commento alle 39 illustrazioni a colori, di Francesco Poli . 8vo. pp. 64. . Molto buono (Very Good). . . . Si aggiunge un catalogo di De chirico: Giorgio De chirico. Esposizione di tutta l'opera grafica dal 1967 al 1969. Con 8 illustrazioni. Galleria La Medusa, Novembre 1969
IN 4° ( cm.34 X 28 ), pp.443. LEGATURA EDITORIALE IN PIENA TELA RIGIDA CON TITOLO AL DORSO + SOVRACOPERTINA ILLUSTRATA A COLORI CON TITOLO. NUMEROSE ILLUSTRAZIONI NEL TESTO in b/n. - 149 RIPRODUZIONI a col. DEI DIPINTI IN CATALOGO CON RELATIVE SCHEDE. SEGUONO GLI APPARATI ED IL CATALOGO DEI DISEGNI AUTUNNO 1909 - FEBBRAIO 1919. L'OPERA DI DE CHIRICO, E' FONDAMENTALE PER CAPIRE L'ARTE DEL XX SECOLO, GETTAVA LE BASI DI UN NUOVO MODO DI ESPRIMERSI FONDATO NON SULL'APPARENZA DELL'OGGETTO, MA SULLE SUE POSSIBILITA' DI SIGNIFICATO. OTTIMA CONSERVAZIONE DI QUESTA IMPORTANTE E RARA PUBBLICAZIONE. ID, 5562
In 8, cm. 21,5 x 26,5, pp. 84, con numerose illustrazioni fotografiche in bianco e nero e a colori, anche a piena pagina, di Walter Mori. Cartonatura editoriale e astuccio in cartoncino illustrati con ritratto fotografico dell'artista. Prefazione di Cesare Vivaldi. Testo inedito di Giorgio De Chirico. Il libro e' costituto da immagini fotografiche di Giorgio De Chirico e dei luoghi a lui cari: l'atelier, gli studi d'incisione, la Scala (simbolo di una cospicua attivta' scenografica), la sua casa, Roma e Torino, la citta' nella quale ebbe le prime intuizioni della pittura metafisica.
Prefazione di Cesare Vivaldi. Testo inedito di Giorgio De Chirico (Il Signor Dudron). Numerose fotografie in nero di Walter Mori anche a piena pagina . 8vo. pp. 96. . Ottimo (Fine). . Prima edizione (First Edition). . Un libro costituto di immagini fotografiche di Giorgio De Chirico e dei luoghi a lui diletti: l'atelier, gli studi d'incisione, la Scala, la sua casa, la città dove abita, Roma e Torino, la città nella quale ebbe le prime intuizioni della pittura metafisica.
Brossura, cm15.5x23.5, pp 274 (2); 8 tavole in nero. In francese.
Mm 170x240 Catalogo della mostra di Gubbio, Logge dei Tiratori, 2 maggio - 5 novembre 2017. Brossura in copertina muta con sovraccoperta figurata, 64 pagine completamente illustrate a colori. Copia pari al nuovo, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 245x290 Volume in copertina flessibile con bandelle, 255 pagine profusamente illustrate a colori lungo l'intero testo. Condizione del libro: nuovo-new. "Fin dagli inizi del suo percorso artistico, Giorgio de Chirico stabilì che la sua pittura avrebbe dovuto «far vedere ciò che non si può vedere», poiché non aveva senso rappresentare le cose come già possiamo vederle in natura. Non a caso Magritte, quando nel 1925 si imbatté per la prima volta nella pittura di De Chirico, disse che gli aveva dato la sensazione di poter «vedere il pensiero». Celebri artisti e poeti, come Guillaume Apollinaire e André Breton, si riconobbero immediatamente nella sua enigmatica visione del mondo e in quella rappresentazione delle cose lucida e penetrante. Si apriva così la strada a tutti i movimenti che hanno costituito la parte più vitale dell'arte europea tra le due guerre: il dada, il surrealismo, il realismo magico, il neoromanticismo. La mostra riunisce alcuni tra i più celebri quadri del periodo metafisico di De Chirico, dipinti metafisici di Carrà, nature morte di Morandi, capolavori di René Magritte, Max Ernst e Balthus, accompagnati, quasi in un dialogo, da opere estremamente significative di Niklaus Stöcklin, Arturo Nathan, Pierre Roy e Alberto Savinio. Una sezione speciale è dedicata all'opera grafica di De Chirico e Max Ernst."
In-4 (cm. 33.80), cartonato editoriale, sovracoperta editoriale illustrata, pp. 443, (1), con illustrazioni in bianco e nero e a colori nel testo. Lieve, minima sbucciatura ad una punta della sovracoperta; peraltro, volume in ottimo stato (nice copy).
Catalogo di mostra, Milano, Galleria Gian Ferrari, 25 ottobre - 1 dicembre 1986. Testi di Giovanni Testori e Jean Clair. Con 35 ill. in nero e a colori. Testi in italiano/francese . 8vo. pp. 52. . Ottimo (Fine). . . .
Catalogo della mostra di Verona alla Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea Palazzo Forti, 14 dicembre 1986 - 31 gennaio 1987. Saggi critici di Giorgio Cortenova, Massimo Carrà, Paolo Baldacci. Catalogo delle opere a cura di Maurizio Fagiolo dell'Arco. Elenco delle esposizioni, schede tecniche delle opere, bibliografia. Completamente illustrato con tavole in nero e a colori . 8vo. pp. 238. . Molto buono (Very Good). . . .
Catalogo della mostra organizzata dalla fondazione Giorgio e Isa De Chirico nell'anniversario della morte dell'autore. presso il Palazzo Aragonese di Taranto nel 1998; brossurato; ill. tavole a colori; pp. 303; ottimo
Set of six color plates tipped-in on gray background paper stored in a gray folder with color plate on cover. The sheets are 5 3/4"w x 8 1/4"h. The plates are in excellent condition; the cover of the folder shows a bit of wear and is in Very Good condition. A bit musty smelling.
La Haye 1959. In-8 relié toile éditeur sous jaquette de 294 pages. Jaquette jaunie ave très petit manque sur le haut. Intérieur frais.
Librairie Germer-Bailière et Cie, Paris. 1879. In-12 Carré. Broché. Bon état. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Quelques rousseurs. 190 pages. Etiquette de code sur la couverture. 'Bibliothèque de Philosophie contemporaine'. Pour servir d'Intro. à la Métaphysique d'Aristote.
2 parts in one volume: [8],321,[i] + 152,34,[18] pp., "Editio tertia" (in fact this is the 4th edition ; 1st in Paris 1624, 2nd in London 1633, 3rd enlarged in 1645), contemporary full vellum bit soiled though in very good condition, 14cm., text in good condition but paper is somewhat browned on quite some pages, old inscription on second last blanco endpaper, good condition, rare, [Herbert of Cherbury, 1583-1648, religious philosopher and considered as "the father of English Deism", created with his major work "De Veritate" the first purely metaphysical treatise ever written by an Englishman. In "De Veritate" he states the 5 articles which became the charter of English Deism. "De causis errorum" deals with logical fallacies but was unfinished. Both works are clearly meant to be published together and are commonly so bound], F96168
br. In queste dense pagine Emanuele Severino affronta in modo sintetico e straordinariamente significativo il tema della bellezza. Il bello viene definito come il grande rimedio per l'Occidente, rimedio contro la follia del credo nichilista nel divenire e quindi rimedio contro la morte. C'è ancora spazio, nell'estetica, per un'immagine potente che sappia guardare la morte e il nulla?
br. Questo libro è un pamphlet che polemizza apertamente contro una serie di assunti che riguardano tanto la cucina che la critica gastronomica. Una serie di assunti che vengono sottoposti a decostruzione per mostrarne la debolezza e, talvolta, l'ideologia sottesa. Per esempio: il presunto "progresso" della cucina; la validità di classifiche, classificazioni e standard qualitativi; l'assimilazione della critica alla recensione; il feticcio della competenza; il feticcio della progettazione; il ricorso confortante alla categoria di "emozione", e molti altri casi, trattati attraverso esempi di cucine, ristoranti, vini e "food circus" in generale.
Fascicolo in 8°, brossura originale muta, con dedica autografa dell'autore, frntespizio, 21 pp., biance finali. Originale ed approfondito saggio sul metodo della "armonia storica" nella metafisica, introdotto dal grande pensatore. Pubblicazione estratta da "Rivista Bolognese". In ottimo stato ed impreziosita dalla dedica autografa dell'autore.
br. «L'angoscia della caducità è il vero punto di partenza di Schiller. Nulla è più terribile della rappresentazione della morte, dell'impossibilità di fissare per sempre la pienezza dell'essere. «Anche il bello deve morire!» è la solenne esclamazione iniziale di una delle sue più compiute composizioni liriche, la «Nänie». E la morte è anche il tema ricorrente di questi tre saggi sul sublime e sul patetico. Privata di questa sua tragica dimensione, la cultura estetica rischia di diventare una cultura della menzogna, un occultamento della caducità dell'esistenza e delle sue forme. Il sublime deve quindi «accompagnarsi al bello», nel senso di esprimere la sua più profonda e tragica dimensione, rivelando il caos che si cela dietro l'armonia e la razionalità delle forme, l'orrore della caducità; mentre la cultura della mera bellezza è denunciata come mistificazione, come cultura della décadence. Il sentimento del sublime è dunque un gesto di rinuncia: di riconoscimento dei limiti della soggettività; ma è anche un gesto di utopia: di fondazione del proprio essere nel mondo. La tragicità dell'esistente, i limiti del sensibile (dell'intelletto) si rovesciano continuamente nel sentimento del sublime in valore, nella percezione dell'infinità della natura razionale dell'uomo.» (Dallo scritto di Luigi Reitani)
br. Le vicende comiche e grottesche di un militante trotskista argentino, condannato a morte dai suoi ex compagni di partito, con sentenza "da eseguirsi il giorno della rivoluzione". La folle avventura politica, esistenziale e nichilista dei membri dell'Armata rossa giapponese. La surreale compagnia di esaltati, anarchici, pazzoidi, bohémiens e filibustieri che si ritrova, negli anni Settanta, intorno alla redazione della rivista "Agaragar". Ma anche scrittori e artisti come Moravia e Pasolini, surrealisti e situazionisti. In questi testi autobiografici, né interamente veri, né interamente falsi, Perniola rivela le radici esistenziali della propria filosofia, mostrando la sua stretta connessione con alcune vicende storiche, politiche, culturali ed umane a lui contemporanee. Le storiette si rifanno da un lato al genere letterario, a metà tra il serio e il faceto, praticato dagli antichi filosofi cinici, dall'altro ai setsuwa dei monaci giapponesi e si basano sulla premessa buddhista della non sostanzialità dell'io, non meno che sul rifiuto di una narrativa ingenua e popolare, ignara del carattere enigmatico e paradossale della scrittura letteraria. La loro tonalità emozionale è un misto di terrore e di ironia, che unisce lo stile dell'avanguardia al distacco estetico, usando indifferentemente registri realistici e surrealistici in una combinazione che appartiene alla logica del simulacro.
br. Il pròbleme che l'immagine del cinema moderno pone è lo stesso di fronte a cui si trova la filosofia della differenza del grande libro del 1968, "Differenza e ripetizione": uscire dalla tutela del Tutto-Uno, sottrarsi al percorso verticale e gerarchico della rappresentazione, produrre un differente rapporto tra "io, pensare, essere". La filosofia deve pensare con i propri strumenti, i concetti, un essere che è un terreno di differenze senza gerarchia, un io che esce dai canoni del soggetto trascendentale, un mondo che non è un tutto-uno e che il pensiero non è più in grado di pensare nemmeno come il proprio orizzonte. L'arte (il cinema come arte) affronta lo stesso problema: la frattura del tempo narrativo tradizionale, la singolarità non integrabile in un intero, l'interstizio reso visibile, la dissociazione tra il visivo e il sonoro. Allora, che cosa può pensare il pensiero nelle sue differenti forme? In che cosa consiste la sua potenza, se non può pretendere l'onnipotenza e se l'idea del tutto non può nemmeno più essere il suo orizzonte?
br. Il pròbleme che l'immagine del cinema moderno pone è lo stesso di fronte a cui si trova la filosofia della differenza del grande libro del 1968, "Differenza e ripetizione": uscire dalla tutela del Tutto-Uno, sottrarsi al percorso verticale e gerarchico della rappresentazione, produrre un differente rapporto tra "io, pensare, essere". La filosofia deve pensare con i propri strumenti, i concetti, un essere che è un terreno di differenze senza gerarchia, un io che esce dai canoni del soggetto trascendentale, un mondo che non è un tutto-uno e che il pensiero non è più in grado di pensare nemmeno come il proprio orizzonte. L'arte (il cinema come arte) affronta lo stesso problema: la frattura del tempo narrativo tradizionale, la singolarità non integrabile in un intero, l'interstizio reso visibile, la dissociazione tra il visivo e il sonoro. Allora, che cosa può pensare il pensiero nelle sue differenti forme? In che cosa consiste la sua potenza, se non può pretendere l'onnipotenza e se l'idea del tutto non può nemmeno più essere il suo orizzonte?
Mm 155x210 Collana "Logosinopie". Brossura originale, 134 pagine. Ottima copia, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
L'Editore a chi legge 1 16,5x10 cm., in brossura originale, pp. (2) 382 (2), non refilate, alcune ancora intonse, in italiano, piccole lacerazioni all'esterno, ma buon esemplare.