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Mm 175x245 Collana "Trattati per l'architettura moderna". Edizione italiana a cura di Giorgio Pigafetta e Ilaria Abbondandolo. Brossura editoriale di 346 pagine, alcune illustrazioni in bianco e nero. Libro in condizioni di nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
156 pages. Features: Interview with Christopher Alexander; Four Reviews and an overview of Christopher Alexander's 'The Nature of Order' - an essay on the art of building and the nature of the universe; Going after the avant-garde - architectural aesthetics and the spirit of advertising; Architecture - biological form and artificial intelligence; Urban superconscious and the return of the garden myth; On the early sketches of Eric Mendelsohn; A view of berlin holocaust memorials; A treasure of Sullivan architectural ornament; Charles Biederman (1906-2004); Why Charles Biederman matters (to me); An imaginary dialogue between Kandinsky and Klee on Abstract art and nature; Florida Everglades; The color of art in nature's landscape; book reviews. Clean, bright and unmarked with very light wear. An excellent copy. Book
brossura Mimetismo (mimicry) o "lusso pericoloso tra natura e cultura". Ciò che è in gioco nella famiglia di termini che, nel più vasto plesso mimesis, imitazione, mimetismo, delimita l'ambito in stretta connessione con il mondo animale è l'interesse per i fenomeni che in esso, o per analogia con esso nel mondo umano, si svolgono al di sotto, o comunque al limite, del livello della coscienza. Il "divenire animale" che si propone qui di indagare nelle sue implicazioni estetiche trova la sua posta conoscitiva nel rivendicare le ragioni di un sapere figurale e di una conoscenza "inconcettuale". In particolare, tale sapere viene visto dispiegarsi, in maniera esemplare, nell'opera di Elias Canetti (1904-1994) e nella sua idea di metamorfosi, a proposito dei simboli della massa, dei deliri del potente, delle rappresentazioni pittoriche dell'orrore, delle riproduzioni imitative del copista e delle imagines agentes, fino a implicare un intero immaginario zoologico nei vari passaggi del suo riscatto creaturale. E nell'opera di Roger Caillois (1913-1978) e nella sequenza di immagini scaturita dalla sua tentazione mimetica, che va dall'identificazione zoomorfa con un principio aggressivo e distruttore illudendosi di poterne regolare il contagio, fino alla traduzione del mimetismo in principio di analisi dei fenomeni estetici e culturali, il gioco, il travestimento, la mimica, la mimetizzazione, le diverse gradazioni della somiglianza, l'imitazione e il mimo, la maschera e la metamorfosi.
Sansoni Editore, Firenze, 1965 – In-8, bross., pp. 243. Firma d’app. al risg.
164 p.; 18 cm. Brossura editoriale. Buono
Petit in-4, plein vélin rigide de l'époque à petits rabats, (1) f. bl., (1) f. de frontispice, (1) f. de titre, (4) p. de dédicace, 75, (1) p. de privilège, 31 planches gravées hors-texte dont une dépliante. Edition originale de premier tirage. L'iconographie se compose d'un frontispice allégorique, d'un feuillet héraldique gravé de dédicace au grand collectionneur Everhard Jabach, d'un titre gravé portant: “Explication par figures et par discours… par A. Bosse” et de 31 planches hors texte, dont une dépliante, disposées sur 17 feuillets, certaines recto/verso, ensemble gravé par A. Bosse. C’est dans cet ouvrage qu’Abraham Bosse livre le résultat des recherches approfondies entreprises avec Robert Nanteuil, sur la question de la représentation de la perspective sur des surfaces non planes ("Tableaux ou surfaces de diverses situations & différemment courbés en voûte, en angle"). "C'est à Abraham Bosse que revient l'approfondissement de la question de la perspective atmosphérique, peut-être en vertu de sa pratique d'aquafortiste, où le travail des morsures nécessite une grande maîtrise de la différenciation des valeurs et des plans dans l'espace. La volonté de s'adresser aux peintres conduit Bosse à vouloir faire de ce principe rationnel une procédure qui s'inscrit dans la même logique opératoire, comme elle le pousse à penser la question non plus en termes seulement graphique, mais en termes de couleurs" (cf. BnF, ‘Exposition virtuelle’, Abraham Bosse). (Brunet, I, 1127. Cicognara Library, 820). Quelques petites piqûres et rousseurs éparses; auréole claire dans la marge supérieure des derniers feuillets. Petit ex-libris raturé au titre. Très bon exemplaire, dans sa première reliure de vélin, bien complet du feuillet de dédicace qui manque souvent.
brossura Una costante nell'itinerario biografico di Gabriel Marcel è rappresentata dalla musica. L'improvvisazione al pianoforte riveste una grande importanza nella sua non secondaria attività di musicista. L'improvvisazione vissuta come preghiera, estasi mistica che lo proverà anche fisicamente; la testimonianza di una reale coalescenza di ipseità e di trascendentalità, che cercano di congiungersi in un punto x della concrezione sonora. Affidandosi alla trasgressività del logos estetico, il filosofo pone su un piano d'intelligibilità metafisica l'altrimenti indicibile dell'essere, il già e non ancora, il destino della polarità dialettica tra esistenza e trascendenza. Il rapporto di Marcel con la musica è un rapporto complesso che non può assolutamente ridursi a un aspetto del suo itinerario, ma rappresenta, come lui amava definire, un nucleo vivo e incandescente della sua vita, che ha orientato intimamente le sue scelte e il suo percorso, e che si è via via chiarificato e problematizzato con l'evento della sua conversione al cattolicesimo.
brossura Una costante nell'itinerario biografico di Gabriel Marcel è rappresentata dalla musica. L'improvvisazione al pianoforte riveste una grande importanza nella sua non secondaria attività di musicista. L'improvvisazione vissuta come preghiera, estasi mistica che lo proverà anche fisicamente; la testimonianza di una reale coalescenza di ipseità e di trascendentalità, che cercano di congiungersi in un punto X della concrezione sonora. Affidandosi alla trasgressività del logos estetico, il filosofo pone su un piano d'intelligibilità metafisica l'altrimenti indicibile dell'essere, il già e non ancora, il destino della polarità dialettica tra esistenza e trascendenza. Il rapporto di Marcel con la musica è un rapporto complesso che non può assolutamente ridursi a un aspetto del suo itinerario, ma rappresenta, come lui amava definire, un nucleo vivo e incandescente della sua vita, che ha orientato intimamente le sue scelte e il suo percorso, e che si è via via chiarificato e problematizzato con l'evento della sua conversione al cattolicesimo.
br. La teoria della letteratura è un territorio di ricerca intermedio tra estetica e critica letteraria: ma non è nè l'una né l'altra. Questo volume è pensato come un'introduzione ai concetti di base, alla "cassetta degli attrezzi" della teoria, e ai grandi autori (da Jakobson a Barthes, da Freud a Derrida). Un saggio che non si limita a esporre la concezione generale dei vari autori riassumendone le opinioni, ma che intende far comprendere come nascano i problemi. Giovanni Bottiroli si serve di esempi per mostrare come operi la teoria quando cerca le proprie verifiche nei testi.
ill., ril. Spesso sentiamo dire che l'arte ha un'importanza cruciale; ma di rado ci viene spiegato esattamente perché. Alain de Botton e John Armstrong sono convinti che possa essere di aiuto nel risolvere i nostri dilemmi più comuni: Perché il lavoro spesso non coincide con la realizzazione personale? Come si possono migliorare le relazioni con gli altri? Qual è il senso vero da dare all'amore? Come iscrivere le sofferenze private in un quadro più ampio e sereno? Questo libro introduce un nuovo modo di interpretare e recepire l'arte: non solo oggetto di apprezzamento estetico, ma anche un potente strumento per migliorare la nostra vita.
in-16, broché. Nombreuses photographies et figures en noir et blanc. Bel exemplaire [LP-5]
In 4, pp. 108. M. tl. coeva. Secondo edizione (la prima e' del 1842) di questo trattato che affronta la teoria del bello in musica, poi tratta del carattere degli strumenti, della voce, della tonalita', della musica da chiesa e di teatro. Boucheron, dopo gli studi a Cuneo, Mondovi' e Novara fu maestro di cappella a Vigevano, Casale Monf. e, infine, a Milano. Musiciasta sapiente ma privo di ispirazione musicale, viene anche giudicato poco profondo come studioso di teoria musicale. -
Bould et Gay 1956, In-8 broché de 346 pages. Photos. Trés bon état.
brossura Alla sua pubblicazione questo lavoro di Bourdieu fu accolto con interesse, perché proponeva in modo radicalmente nuovo le eterne riflessioni su estetica, arte e cultura. Discorsi che prendono volentieri la tangente dell'astrattezza venivano concretamente rivisitati - sulla base di una capillare ricerca empirica - come problema di scelte e preferenze dei diversi soggetti sociali. A circa vent'anni di distanza dall'edizione originale, viene riproposto questo saggio.
ill. Bisogna accettare il fatto, assai doloroso, che alcune domande non vengono più poste... scrive Nicolas Bourriaud nell'introduzione a Estetica relazionale, ma è proprio il tentativo di capovolgere questa dinamica che lo rende uno dei più prolifici e popolari teorici contemporanei. Questo "classico", scritto alla fine degli anni Novanta, indaga le idee e i principi che hanno reso l'arte relazionale una delle tendenze artistiche più significative degli ultimi due decenni. Quali rapporti intrattiene l'arte con la società, la storia, la cultura? Da dove proviene la nostra ossessione per l'interattività? Dopo la società dei consumi e l'era della comunicazione l'arte contribuisce ancora alle emergenze di una società razionale? In che modo l'arte resiste all'omologazione imperante? «Nonostante le difformità di giudizio espresse dal panorama critico internazionale, non si può non rilevare che raramente un libro d'arte ha ricevuto tanti riscontri da parte degli addetti ai lavori e (anche) di un pubblico generico, e soprattutto che mai, nella storia recente, un testo ha ricevuto tante recensioni e critiche. L'attenzione che autorevoli riviste, come October o Third Text, mostre, convegni internazionali o importanti teorici come Jacques Rancière hanno riservato, anche a distanza di anni, a Estetica relazionale non può che confermare, pertanto, la preziosa intuizione di Bourriaud che l'ha portato a cogliere con estrema precisione gli elementi vitali dell'arte degli anni Novanta.» Roberto Pinto.
ill., ril. Con "The Radicant" Nicolas Bourriaud arriva alla terza tappa dell'importante percorso teorico iniziato con "Estetica relazionale" e "Postproduction", titoli con i quali aveva già provato un confronto tra la storia dell'arte e quella della produzione culturale e della globalizzazione. La tesi esposta da Bourriaud nel suo ultimo libro è che bisogna ridefinire la modernità: il radicante è una metafora botanica, la pianta "radicante" è un'organizzazione che crea le sue radici man mano che avanza con la sua crescita. Gli artisti contemporanei hanno dunque la capacità di sradicarsi per aggregarsi facilmente altrove.
Mm 160x240 Brossura originale, 352 pagine con 8 tavole in nero non comprese nel testo in lingua francese. Opera in perfette condizioni - exemplaire en parfait état. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Grand in-8, broché (dos renforcé, couverture défr. rempliée), x, 356 p., non coupé, frontispice et 4 portraits hors texte. Édition originale. Frontispice de Paul Avril et 4 portraits gravés à l'eau-forte. A partir des listes de réservation à l'année des loges de l'Opéra, biographie et anecdotes sur les différents occupants, "depuis le rez-de-chaussée jusqu'aux cinquièmes loges", sur trois saisons. (Vicaire, I, 919). Imprimé sur Hollande.
Mm 155x215 Saggi. Volume cartonato rigido di pagine 221 con tavole in bianco e nero e a colori fuori testo, sovraccoperta figurata con strappi restaurati, fioriture ai tagli, più rare alle carte. Opera in buone condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. Viene qui riproposto uno dei libri più affascinanti di Cesare Brandi (1906-1988), quel "Segno e immagine" che avviò nel 1960 il discorso teorico poi culminato nella grande "summa" della "Teoria generale della critica" ed è rimasto come un classico della cultura contemporanea. La presente riedizione è arricchita da una appendice biobibliografica e da una postfazione di Paolo D.Angelo: "Segno e immagine non è solo un libro da rimeditare ma ancora in gran parte un libro da scoprire".
xvi + 400pp., br. (couv.peu usagée, avec qqs.rousseurs), texte en bon état
ill., br. Uno fra i più autorevoli storici dell'arte dei nostri giorni si interroga sul perché l'idea stessa di immagine, il suo fascino e la sua potenza siano temi sempre attuali. Questo dipende in primo luogo dall'inedita predominanza del visuale in tutti gli ambiti del nostro quotidiano. Ma dietro si annida un problema più profondo e paradossale: le immagini, in quanto artefatti, non possiedono vita propria, eppure sviluppano una presenza che le differenzia e le eleva rispetto alla materia inanimata. Da qui l'aspettativa che la riflessione possa spingersi oltre il livello del puro sguardo, della mera contemplazione. Nell'apparente conflitto tra fissità e vitalità sta il vero potere attivo delle immagini. Partendo da questo presupposto, Horst Bredekamp sviluppa una teoria dell'atto iconico complementare a quella dell'atto linguistico e distingue tre aree in cui le immagini operano attivamente: la vita artificiale, lo scambio di immagine e corpo e l'energia autonoma della forma. Il volume rappresenta la stimma di decennali ricerche sulla fenomenologia delle immagini e sulla loro forza intrinseca.
br. Da sempre, l'uomo pensa per immagini. Ma l'approccio visuale manifesta oggi una sua particolare attualità. Viviamo infatti in una cultura che dall'immagine è intensamente dominata. Di fronte al riaffacciarsi della potenza della rappresentazione iconica, che già l'antichità aveva conosciuto e talvolta condannato come idolatria, rimessa in contatto con la sua portata conoscitiva ma anche con la sua natura ingannatrice, la cultura contemporanea ha fatto propria la sfida dell'immagine creando un nuovo universo scientifico, guello degli "studi visuali", che questo libro indaga secondo una prospettiva inedita, attenta all'intersezione fra i tradizionali domini dell'estetica e il mondo delle scienze. La presenza dell'immagine non è infatti confinata all'arte. E non si estende solo alla pubblicità e al design, ma include anche la scienza e la tecnica (si pensi per esempio al significato dell'immagine nell'ambito della diagnostica medica). Anche nel caso della conoscenza scientifica, come già nell'arte, si impongono stili della visione. Apprendendo che spesso conosciamo il mondo attraverso l'immagine, diveniamo edotti della natura storica del nostro modo di vedere e di intuire. E comprendiamo come, nel succedersi degli stili della visione, si avvicendano i mondi culturali.
br. Questi Grundzüge der Ästhetik (1959), in prima traduzione italiana, raccolgono gli studi estetici di Brentano compiuti durante tutta la vita, a partire dalle lezioni tenute all'Università di Vienna nel 1885-1886 fino allo scritto postumo del 1952, riguardanti i rapporti tra la psicologia e l'estetica, il genio, il concetto di bello e di brutto, la poesia e la musica. Una ricerca condotta non nell'intento di costruire una teoria estetica ma una vera e propria psicologia dell'arte, che indaga i processi che portano alla creazione artistica, soprattutto a quella geniale, e alla fruizione dell'opera. Per Brentano l'estetica «non costituisce una disciplina teoretica, bensì una disciplina pratica, il cui compito consiste nell'insegnare a sentire il bello nella rappresentazione con gusto corretto e a dare indicazioni per creare del nuovo bello e renderlo efficace per l'animo altrui». Nel confronto con le teorie di vari autori - da Johann Friedrich Herbart a Hermann Lotze a Gustav Theodor Fechner, da William James e John Stuart Mill a Johannes Müller e molti altri - e tenendo sempre Aristotele come stella polare,il filosofo esamina le idee di rappresentazione, giudizio, sentimento, sensazione, fantasia, esponendone una propria concezione. Un contributo che anticipa gli sviluppi della novecentesca fenomenologia dell'arte.