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Armando, Roma, 1976 – In-8, bross., pp. 157. Firma d’app. in antip. Es. perfetto.
brossura Abbiamo o siamo un corpo? La domanda ha senso solo se con "corpo" si intende, oltre al provvisorio supporto materiale della vita organica, anche il punto di orientamento "estetico" del commercio col mondo e, forse, perfino una non meglio precisata materia "sottile". La crisi del dualismo corpo/spirito provocata dalle tecnoscienze potrebbe a sua volta imparare qualcosa dall'evoluzione "carsica" del concetto di "corpo spirituale", autentico ideale regolativo di molti saperi premoderni, da un esame cioè di alcuni dei principali modelli di ontologia "sottile": dall'escatologia cristiana del corpo risorto, giungendo, attraverso varie metafisiche "intermediariste" (l'ochema neoplatonico, il corpo eucaristico e di Maria, il corpo astrale del paracelsismo, lo spirito della filosofia medica), all'organica concezione della Geistleiblichkeit di un teologo dell'età dei Lumi come Friedrich Christoph Oetinger. Ne emerge un "pluralismo ilico" che resiste alla progressiva identificazione di spirituale e incorporeo in nome di un'ontologia stratificata e carica di aspettative epistemologiche non meno che soteriologiche; non tanto e non solo dunque un'arcaica metafisica costretta alla clandestinità dal razionalismo moderno, quanto un autentico revenant del pensiero occidentale, che nel corpo spirituale ha cercato la condizione di possibilità non solo dell'interazione psicosomatica, ma anche della salvezza dalla corruzione delle cose.
In-8 (Cm 20,5 x 13,5), pp. 198, brossura editoriale. COME NUOVO
brossura Felice Casorati (1883-1963) ci ha lasciato di Piero Gobetti (1901- 1926) un ritratto penetrante e idealizzato dipinto per la fondazione del Centro studi a lui intitolato. La critica d'arte, nella multiforme attività di Gobetti, fu seria e impegnativa. Tra i pittori contemporanei che apprezzò (Carrà, De Chirico, Soffici...), la figura centrale è Casorati, su cui scrisse e pubblicò nelle sue edizioni una monografia nel 1923. Il pittore era legato al suo critico da una «amicizia tenace completa perfetta», come la definì alla morte del giovane antifascista. Gobetti fu anche il primo a mettere in rilievo l'importanza della scuola di Casorati ai suoi inizi, vedendovi «una cosa completamente nuova, lontana da ogni sistematicità di accademia». Piero e Ada erano intimi delle sorelle Marchesini: Maria, Dadi e Nella, che fu la prima allieva del maestro. I saggi qui raccolti esplorano diversi aspetti di una vicenda che parte da Gobetti e si dipana in un tessuto culturale da cui è possibile trarre nuovi echi.
Milano, Sandron, anni '20, 8vo brossura (dorso e cop. ant. muti), pp. 247 con tavole fotografiche f.t. Parzialmente intonso
br. Che cosa indicavano i Greci con la parola ágalma? Almeno tre grandi direzioni sematiche: quella dell'ornamento e del tesoro, quella del simulacro del divino, e quella dell'immagine informe. È Platone, nel Simposio, a conferire alla parola spessore e peso filosofico. Ma sarà Jacques Lacan, nella cultura contemporanea, che raccoglie e modifica profondamente questi significati re-inventando l'ágalma per noi, nella confluenza tra la potenza del desiderio e gli inganni dell'immaginario. Ripercorrendo alcune delle argomentazioni di Lacan questo libro traccia ulteriori direzioni di sviluppo e amplifica l'elevata densità che il termine racchiude anche nelle deviazioni che suggerisce. Ragionare su ágalma è ragionare sul modo in cui l'immaginario e il desiderio si intersecano nelle nostre vite, per comprendere l'immaginario al di fuori delle retoriche insopportabili che ce lo impongono come costrizione alla creatività, come must dell'epoca postindustriale dei "beni simbolici" e dei processi di valorizzazione pervasivi, come parola magica del paradiso delle merci. Il tutto per restituire al termine ágalma il carattere problematico di evento da pensare, di enigma e di domanda, ma forse anche di illusione vitale.
ill., br. Per la critica tradizionale, a partire dal Rinascimento l'opera pittorica è stata concepita per essere guardata a distanza. Dalla distanza "ragionevole" si vede, e si apprezza, compiutamente la bellezza e l'armonia dell'insieme. Arasse ha smontato il principio della distanza classica in pittura. Ha dimostrato che dentro l'ordine generale di ogni quadro, dentro l'insieme della composizione, s'annidano dettagli che sfuggono a quest'ordine, e che arrivano a sovvertirlo e ad annullarlo. Queste piccole parti del quadro vengono percepite soltanto se si guarda da vicino. Dalla distanza ravvicinata si colgono gli elementi "segreti" del quadro, quelli a cui il pittore ha affidato il suo messaggio, quelli che riservano le "vere" occasioni di godimento della pittura. Attraverso la visione ravvicinata di Arasse, molti capolavori a tutti noti, e da tutti ripetutamente visti, si scoprono come "inediti", visti per la prima volta. Improvvisamente, attraverso un dettaglio, spunta una nota ironica, o un'allusione erotica, in un dipinto d'argomento sacro. Oppure affiora l'intento di forte critica politica, o la testimonianza umana ed esistenziale, in un quadro apparentemente convenzionale, a destinazione "ufficiale". O, infine, mediante il trattamento del dettaglio, il pittore può rivelare le sue più autentiche scelte stilistiche, la sua "idea" dell'arte.
br. Opera simbolo della produzione estetica di Kierkegaard, e scritto centrale della celeberrima raccolta Enten-Eller uscita a Copenaghen nel 1843, il Diario del seduttore è l'ambiguo resoconto - in parte epistolare, in parte diaristico - di una raffinata e morbosa storia di seduzione. Nell'anima esacerbata dell'esteta Johannes si sposano l'angoscia di Faust e l'astuzia sensuale di Don Giovanni, per dare vita a un poeta demoniaco ai cui piedi una giovane Cordelia è destinata fatalmente a soccombere. Nel mondo malinconico ed esaltato di Johannes, realtà e sogno, vita e teatro, si confondono dialetticamente. Le persone fungono per Johannes solo da stimolo, egli le rigetta come gli alberi lasciano cadere le foglie: lui ringiovanisce mentre le fronde sono destinate inesorabilmente a seccare. Eppure, anche nella più profonda afflizione, Cordelia non riesce a odiare l'uomo che l'ha sedotta e poi abbandonata, i suoi sentimenti sono prigionieri di un'ambiguità che è anch'essa frutto della potente capacità manipolatoria del seduttore. La seduzione è dunque per Johannes un "gioco serio", un labirinto narcisisticamente conchiuso in se stesso come una trappola dalla quale non si può uscire se non rientrando nel più profondo di sé, fino a toccare quell'abisso di angoscia che solo conduce a una scelta esistenziale: aut-aut, una scelta della quale Johannes però non è capace.
br. Contro ogni pretesa di normatività, l'estetico va ricondotto alle operazioni mentali che lo costituiscono come tale. Tuttavia, l'insieme di queste operazioni ha una sua storia e un posto nella gerarchia dei dispositivi mentali che gli esseri viventi hanno generato in un processo di adattamento biologico e culturale - prima biologico, poi culturale, senza però che sia mai chiaro dove e quando una certa categorizzazione possa sostituirsi all'altra. La consapevolezza in ordine alle priorità di questi molteplici dispositivi è questione di responsabilità politica.
AA.VV. Il divenire della conoscenza : estetica e contingenza del reale. Milano ; Udine, Mimesis 2013 italian, 258 ST1181DBrossura editoriale,a cura di Anna Longo e Roberto Masiero, volume come nuovo, copertina e interno in condizioni eccellenti, legatura salda , 258 pagine circaCopertina come da foto
Saggi 243 - Premessa - Introduzione - Parte prima: il divenire delle arti - Parte seconda: Tecniche e poetiche di linguaggi artistici - Conclusione - Conclusione etica all'estetica del divenire - Indice dei nomi 1 2114,5 cm., legatura cartonata telata, sopraccoperta, pp. 300 (2), 108 illustrazioni in nero fuori testo, su carta patinata, seconda edizione, in italiano, buone condizioni, leggeri segni del tempo
Tascabili Bompiani 76 - Saggi 1 19x12,5 cm., in brossura, pp. 320, in italiano, buone condizioni. ...un'ampia e particolareggiata rassegna critica delle correnti e delle esperienze del pensiero estetico contemporaneo ? la base su cui si innestano le proposte teoriche dell'A. che ha inteso soprattutto individuare il divenire delle arti, vale a dire la perenne metamorfosi dei fenomeni artistici, il loro formarsi, evolversi e deperire per rinascere in una nuova forma...un'analisi dei diversi linguaggi artistici e abbraccia non soltanto le arti tradizionali, ma anche le forme pi? nuove quali la fantascienza, il fumetto, la grafica pubblicitaria, il design...,,asintattismo in poesia, atonalismo in musica, asincronismo nel cinema ...
(Estetica - Metamorfosi dei fenomeni artistici) In 8°, legatura editoriale in piena tela arancione con titoli in nero al dorso, sovraccoperta illustrata a colori, pp. 300,(12), con 108 ill. in b/n su tavole fuori testo. Collana "Saggi", 243. Volume solido e ben conservato.
Brossura originale Coll. "Reprints". Esemplare più che buono.
br. Negli ultimi dieci anni l'estetica si è confrontata, da prospettive differenti, con il tema che ne costituisce l'essenza, ossia il giudizio di gusto, a lungo ignorato o posto in secondo piano dall'estetica analitica. La questione fondamentale è rendere conto della validità intersoggettiva di affermazioni che non riguardano proprietà oggettive, ma si riferiscono a stati d'animo soggettivi. Questo problema viene indicato, nel dibattito contemporaneo, come normatività del giudizio estetico. Lo stato attuale delle ricerche richiede tuttavia una revisione del significato che si attribuisce al termine "normatività" in estetica, una revisione che consideri l'essenziale indeterminatezza che caratterizza le affermazioni di gusto e che riconosca alle emozioni il loro ruolo decisivo nell'esperienza estetica. In quest'ottica, è possibile affermare la centralità e la contemporaneità del giudizio di gusto descritto da Kant, mostrando come la normatività estetica debba anzitutto essere intesa secondo un modello regolativo. Introduzione di Silvana Borutti.
207 + [11] pp., 24cm., softcover, text in Italian, Doctoral Dissertation (Dissertatio ad Doctoratum in Facultate Philosophiae Pontificiae Universitatis Gregorianae), stamp at verso of title page, text is clean and bright (looks unread), good condition, F109764
brossura I saggi e gli articoli raccolti in questo volume, composti in larga parte tra il 1890 e il 1909, mettono in luce un tratto importante del cammino che ha condotto Marcel Proust a diventare scrittore. Nelle pagine dedicate a pittori, romanzieri e poeti, ma anche alla moda, ai salotti e alle feste di alcuni tra i più noti protagonisti della società parigina, si delineano uno stile e un'idea della vita, dell'arte e della letteratura animati dalla passione per il dettaglio in quanto segno e rivelazione di un intero mondo, dall'istintiva negazione di qualsiasi gerarchia del bello, dalla convinzione che la verità di uno scrittore (e in generale di un artista) affiori nel suo stile. Esercizi di apprendistato, questi scritti consentono al lettore di ripercorrere la maturazione di un nuovo sguardo sul mondo, di una nuova forma del mondo, capace di turbare abitudini e certezze.
br. Da tempo l'arte non è che un feticcio, un surrogato di se stessa, della sua sparizione, di quella morte che ne trasforma la fisionomia e la introduce nello spazio della sua vita postuma: è questa l'idea intorno a cui si articola la ricerca sviluppata in questo libro. Richiamandosi alle analisi di Marx e di Freud - e ai lavori con cui, da differenti prospettive, Benjamin e Baudrillard le hanno ridefinite - esso intende mostrare come l'arte, dall'Ottocento di Baudelaire al post-moderno, abbia assunto in termini sempre più accentuati ma all'interno di un processo il cui sviluppo storico è segnato da svolte e momenti di frattura - il punto di vista che il feticcio delinea.
Collana "Quaderni della Mostra internazionale d' Arte cinematografica di Venezia" Introduzione di Luigi Chiarini
In-8°, pp. 345, (9), brossura bicroma editoriale. Tavv. in b.n. f.t. Scheda editoriale conservata. Una dedica a penna. Buon esemplare. Prima edizione italiana. Saggi, 159. Italiano
(Codice CN/1402) In 16º 347 pp. Brossura editoriale, ottimo. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
pp. 362, cm 25, brossura, Medioevo e Umanesimo 111. Intonso.
In-4 (cm. 29.70), cartonato editoriale, pp. (2), 171, (1), con illustrazioni in bianco e nero e a colori. Prima edizione. In ottimo stato (nice copy).