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br. Se si eccettuano le poesie giovanili, i primi testi pubblicati da Artaud riguardano la pittura. Sono resoconti dei Salons parigini, secondo una tradizione critica che in Francia fin dal XVII secolo costituisce un genere letterario colto e raffinato. Basti pensare ai Salons di Diderot e di Baudelaire. In questi primi scritti, Artaud delinea una vera e propria teoria della pittura: ricerca una "verità" in pittura, un'espressione, un pensiero. Rifiuta la semplice tecnica, la pittura narrativa, l'effetto decorativo. L'interesse di Artaud per la pittura si connette anche alla sua attività di pittore, attività che, interrottasi nel 1924, sarà ripresa negli ultimi anni. Proprio alla luce dell'ultimo Artaud, i Salons sono rivelatori, non solo perché anticipano molte tematiche che saranno riprese negli scritti della maturità, ma anche perché Artaud è sempre ritornato sui suoi scritti per riscriverli, correggerli, a partire dalla nuove posizioni raggiunte, in una ricerca continua mai definitiva.
Mm 140x215 Collana "Scritti di storia e letteraria e politica". Brossura editoriale di viii-344 pagine. Esemplare in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Zanichelli, Bologna, 1967 (nuova ed. riveduta e ampliata) – In-8, bross. con sovracc., pp. VII + 295. Sottolineature e annotazioni a biro.
br. Partendo da alcuni versi dal quarto libro del "De rerum natura" di Lucrezio questo libro indaga i concetti di icona e di simulacro, tentando di capire come il simulacro attualizza un'irrappresentabile e l'icona spersonalizza ed eterna la vita. Tali questioni sembrano una specie di precondizione ontologica del lavoro intellettuale e artistico. Attingendo ad un approccio pluridisciplinare, grazie ai contributi di filosofi, antropologi e registi, viene approfondito il tema della crisi dell'idea di rappresentazione, una funzione che per secoli ha consentito all'uomo di entrare in un certo rapporto con il mondo, e si riflette sullo sgretolamento del rapporto con il reale e sulla perdita di senso della parola "virtuale" prefigurati da Baudrillard, Klossowski e Deleuze ed oggi pienamente realizzati.
br. «Con l' Iconologia alla mano», affermò Émile Mâle, «si può spiegare la maggior parte delle allegorie che ornano i palazzi e le chiese di Roma». E l'elogio del grande storico dell'arte è da considerarsi senza dubbio riduttivo, poiché da questo prodigioso repertorio di allegorie, raffiguranti, oltre alla Virtù e ai Vizi e alle Passioni, anche le Arti e le Parti del mondo con i loro attributi, attinsero a piene mani generazioni di artisti e poeti di tutta l'Europa. La fortuna di questo prezioso trattato crebbe durante tutta l'età barocca e la sua influenza dilagò anche nelle epoche successive, dando vita a quella solida tradizione iconologica, di cui le personificazioni allegoriche di cesare Ripa sono al tempo stesso la Bibbia e i tarocchi.
brossura La presente traduzione di uno dei saggi più importanti del teologo e filosofo Pavel A. Florenskij si basa sul testo filologicamente più attendibile edito in Russia nel 1995, che ricompone il testo originario basandosi sul manoscritto degli anni 1921-'22 (dettato da Florenskij alla moglie e poi da lui corretto), e su due copie dattiloscritte, riviste dall'autore soltanto in parte. Questa traduzione vuole, a partire dal titolo (Iconostasi), restituire al lettore italiano una versione quanto più possibile fedele e attendibile di un caposaldo della riflessione teologica e filosofica sull'icona frutto del lavoro che Florenskij aveva svolto per la conservazione dei beni culturali del monastero di San Sergio. Iconostasi nasce, dunque, dalla fusione di parti diverse, riguardanti il platonismo e l'iconografia, l'origine dell'incisione e l'iconostasi vera e propria. Riguardo al ruolo di primaria importanza conferito all'icona nella spiritualità ortodossa in quanto testimonianza visibile del mondo invisibile, Florenskij sottolinea la fondamentale differenza che esiste tra le iconografie d'Oriente e Occidente: essa sta proprio nel fatto che l'icona non è un'opera d'arte creata dalla fantasia del pittore, non è un prodotto del libero arbitrio dell'artista, ma nasce dalla "visione" di un santo. Iconostasi appare oggi quanto mai un testo attuale e necessario per comprendere il retroterra culturale della cristianità orientale.
In 8', br. ed. con sovrac., pp. 204, tav. in n. f.t., scheda editoriale conservata; esemplare un po fragile, segni d'uso e piccoli strappetti ai margini della sovrac.,tracce di etichetta al dorso, diversi restauri a nastro carta dall'interno,(foto)lieve scolorimento al dorso e ai marg. della cop., e leggera piega nella parte inf. del piatto post., interno discreto, fioriture e segni del tempo.
Erwin Panofsky Idea. Contributo alla storia dell'estetica. , La Nuova Italia 1973, Copertina: flessibile in brossura, molto ingiallita e sporca anche in quarta di copertina con margini stanchi. Dorso: sporco, molto ingiallito e leggermente rovinato soprattutto in piede con strappo, margini stanchi. Taglio: ingiallito e sporco. Sguardi: ingialliti. Frontespizio: ingiallito e brunito ai margini della pagina. Pagine testo: ingiallite e brunite ai margini. Margini delle pagine: ingialliti. Mediocre (Poor) . <br> <br> <br> 204<br>
br. Muovendo da un'indagine sistematica sui canoni e i principi d'autorità classico-rinascimentali - la prospettiva, le proporzioni, l'idea - Panofsky ripercorre qui la vicenda delle diverse risposte date all'eterna questione del rapporto tra soggetto e oggetto dell'opera d'arte. Sulla scorta di un imponente apparato documentario, egli mostra come l'iconoclastia platonica lasci il posto alla valorizzazione medievale dell'immagine quale specchio della Bellezza divina, e come il Rinascimento colmi la frattura tra realtà e invenzione con regole di composizione e prospettiva. Tra Manierismo e Classicismo, poi, torna a imporsi l'individualità dell'artista, che infonde nella propria creazione quell'Idea destinata a dare ordine e senso a un mondo oggettivo di per se privo di armonia: il suo intervento "purifica" la natura distillandola in opera. Secondo la formula di Panofsky, "l'arte ha sempre avuto il valore di una sorta di ponte gettato sull'abisso che separa la realtà dall'Idea".
In-8°, pp. XXII, 204, 6 tavole in b/n fuori testo, brossura editoriale. Esemplare in parte intonso.
In-8° quadrotto (cm. 21,2x17,2), borss. edit. accurata e distinta veste tipografica, ampi margni nelle loro berbe, testo incorniciato, ma bordi dei piatti larzialm. laceri, vistose usure alle cerniere (benché il bel titolo al dorso rimanga integro), ultimi quaderni allentati. "Réflexions philosophiques, notamment sur la Musique, l'Histoire et la Morale. Elles sont une exaltation du Beau, du Vrai, du Juste".NIN y Castellanos, pianista cubano, allievo a Parigi di Moritz Moszkowski, docente di composizione e contrappuntoalla Schola Cantorum dal 1906 al 1908, protagonista di vari tour in Europa, membro dell'Accademia spagnola e della Légion d'Honneur. La figlia, Anaïs NIN, gran personalità e scrittrice amata da molti artisti, rivela un rapporto incestuoso con lui e lo descrive com un Don Giovanni egoista (cfr. wiki), ben altrimenti da come lui vuole apparire in questo libro. Così com'è
In 8, br. ed.con ali, pp. 112ordinari segni del tempo alla cop., interno ottimoLuogo di pubblicazione BolognaEditore NUova AlfaAnno pubblicazione 1991Collana Biblioteca di estetica-studi-6Materia/Argomento Estetica, Critica
brossura Il C.I.R.B. (Centro Interuniversitario di Ricerca Bioetica), cui aderiscono tutte le università napoletane, è un organismo di ricerca nel quale - con metodo rigorosamente scientifico, grazie al concorso di qualificati cultori delle varie discipline interessate e in un clima di costante e costruttivo dialogo con i rappresentanti delle diverse posizioni culturali - è possibile delineare le trame di una serena e ponderata riflessione comune su tematiche che coinvolgono l'identità stessa della persona umana e il destino delle generazioni future.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Informazioni bibliografiche Titolo: Le ideologie della neoavanguardia Collana: Volume 12 di Forme del Significato: progetti per una storia delle strutture letterarie Autore: Roberto Esposito Editore: Napoli: Liguori, 1976 Lunghezza: 274 pagine; 22 cm ISBN-10: 8820702258, ISBN-13: 9788820702250 Soggetti: Arti, Arte, Storia della Critica, Teorie, Filologia, Letteratura, Impegno, '68, Contestazione, Intellettuali, Cultura, Ideologie, Sperimentalismo, Saggi, Studi, Stil-nuovo, Verri, Alfredo Giuliani, Riproduzione, Nanni Balestrini, Storia, Coscienza, Edoardo Sanguineti, Michel Foucault, Bonito Oliva, Gruppo 63, De Maria, Cubismo, Picasso, Manifesto, Ermetismo, Klimt, Bloch, Neoavanguardie, Libri Vintage, Estetica, Novecento, Filosofia, Impegno, Politica, Arts, History of Criticism, Theories, Philology, Literature, Engagement, Contestation, Intellectuals, Culture, Ideologies, Experimentalism, Essays, Studies, Stil-new, Reproduction, History, Conscience, Group 63, Cubism, Manifesto, Hermeticism, Neo-avant-gardes , Vintage Books, Aesthetics, Twentieth Century, Philosophy, Commitment, Politics
in-8, pp. VI, 358, leg. coeva in m. pelle, titolo e filetti in oro e a secco su dorso a nervi. In antiporta tavola incisa "Maison de la Fornarina". Edizione originale, rara. L'opera è il risultato della collaborazione di due amici, il pittore Abraham Constantin di Ginevra (1786-1853) e il noto scrittore e critico d'arte Stendhal. Il primo coltivava l'intento di realizzare una guida per visitare Roma e dintorni dedicata agli amanti dell'arte, ma non aveva esperienza in campo editoriale. L'idea piacque a Stendhal, che consigliò Constantin ed aggiunse di suo molto testo, note e dettagli. Il volume, pubblicato a Firenze, cadde presto nell'oblio in Francia, tanto che nel 1923 lo studioso di Stendhal Paul Arbelet, quando ebbe tra le mani la presente opera, credette di aver scoperto un libro sconosciuto di Stendhal. E' in preparazione da parte di Jacquelot e Teroni dell'Università di Pisa l'edizione critica a partire dai materiali conservati presso il Gabinetto Vieusseux e a Ginevra, che dovrebbe mettere in luce la natura e l'entità della collaborazione di Stendhal. Esemplare fresco, a pieni margini.. Carteret, Le Trésor du Bibliophile, II, p.382. Bulletin du Bibliophile, n. Aprile 1923 e 2924..
Paris, Paul Hartmann, Éditeur, 1942; in-8, 372 pp., broché. Alain est le pseudonyme d'Émile-Auguste Chartier. Il fut le professeur de Khagne, de Cangilhem, d'Aron, de Weil, d'André Maurois. Il a toujours milité pour le pacifisme au côté de Rolland, Guilloux, Poulaille. Son oeuvre est importante, sur l'esthétique, la morale et l'éducation. Bon état.
Milano, 1942, 8vo cop. ill. pp. 16
1 Vol. In-16 pag. 30 in ogni fascicolo Copt. ill. Tracce del tempo PROG 38792 CATT_ATT 51
brossura
In 8°, brossura editoriale con sovracoperta illustrata, pp. 97, (3), collana "La diagonale 1", nota di possesso al frontesp., per il resto ottimo esemplare. (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
br. Quando abbiamo assaporato il dolce fascino di non fare niente? Qual è il vero spirito del "perdi tempo"? Queste domande aprono l'orizzonte di questo saggio che di fondo contempla lo stato d'animo, vitale, del "lasciare andare". Gravellini dipinge, con i colori dell'arte e prospettiva filosofica, i volti di una bellezza ritrovata nel viaggio del quotidiano con realismo ed incanto.
Introduzione - Prefazione 18,5x12 cm., in brossura, con camicia illustrata, pp. VII (1) 133 (3), in italiano, buone condizioni. ...insegna a "saper udire" la musica per quella che essa veramente ?: pura forma, al di l? di qualsiasi rappresentazione sentimentale e psicologica. Su questo famoso libro si orient? poi tutta la cultura musicale contermporanea.
<p>2 volumi 19 cm, bella rilegatura in mezza pelle, titolo e fregi in oro ai dorsi divisi in cinque nervi, piatti e risguardi marmorizzati; p. 428; 460. Tracce di restauro ai dorsi. Ex libris al risguardo del secondo piatto</p>
Terza edizione novamente corretta e aggiunto un capitolo preliminare. Firenze, le Monnier, 1872. 2 volumi in 16° grande, pp. XXIII + 428 n. + 460 n. Belle e solide legature coeve in mezza pelle, con ricchissimi decori e titoli in oro al dorso.